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Quella sera in Piazza Fontana: oltre “la strategia della tensione”

DI FEDERICO DEZZANI

federicodezzani.altervista.org

A distanza di cinquant’anni dalla strage di Piazza Fontana, l’Italia è ancora sovrastata dalla stessa cappa di disinformazione: “la strategia della tensione” che, portata avanti dallo Stato o perlomeno da ampi settori dello Stato, avrebbe dovuto facilitare una “svolta a destra” della politica, fermando l’avanzata del PCI nel mondo bipolare della Guerra Fredda. La strage di Piazza Fontana fu invece l’inizio di una campagna destabilizzante contro l’Italia che, dalla Libia alla Somalia, stava guadagnando molte posizioni internazionali cavalcando il “terzomondismo”. Le bombe cessarono nei primi anni ‘90 perché, distrutti la Prima Repubblica e lo Stato imprenditore, non servivano più.

Quei sei mesi del 1969 che segnarono i 20 anni successivi

Il 12 dicembre di cinquant’anni il salone della centralissima Banca Nazionale dell’Agricoltura fu devastato da un ordigno esplosivo: 17 morti ed un’ottantina di feriti segnavano l’inizio dei cosiddetti “anni di piombo”. La strage di Piazza ha tre livelli di interpretazione: salendo dall’uno all’altro, ci si avvicina sempre di più alla verità.

  1. Il primo livello, presto abbandonato già in quegli anni, è quello della strage “anarchica”, compiuta dal ballerino e bakuninista Pietro Valpreda.
  2. Il secondo livello è quello della strage “nera” compiuta da Ordine Nuovo, avvalendosi di ampie connivenze negli uffici dello Stato, in primis l’Ufficio Affari Riservati del Ministero dell’Interno con allora a capo Federico Umberto D’Amato. Tale livello è quello tuttora dominante: la cosiddetta “strategia della tensione”, per spaventare l’opinione pubblica, preparare il terreno per una svolta a destra (mai arrivata) e arrestare l’avanzata del PCI che, se fosse arrivato al potere, avrebbe messo in forse (ma sarà poi vero?) la collocazione dell’Italia nello schieramento occidentale, portando il Paese fuori dalla NATO.
  3. Il terzo livello è quello su cui abbiamo più volte scritto, in primis ricordando la triste fine di Aldo Moro che, lungi dall’essere un apatico e rassegnato meridionale, era in realtà una delle mente più fini e audaci della politica estera italiana. Il terzo livello colloca infatti la strage di Piazza Fontana all’interno dello scenario internazionale dell’epoca: come Piazza Fontana, anche tutti gli altri “misteri di Italia” trovano la loro spiegazione razionale negli equilibri del periodo e, in particolare, nella condotta italiana tra Malta, Libia, Somalia e URSS.

Questo sarà un lavoro veloce e quindi ricorreremo a tanti ritagli di giornale.

Agosto 1969: Aldo Moro entra alla Farnesina, all’interno dell’esecutivo di Mariano Rumor. Agli Esteri Moro rimane per i tre anni successivi. Tre anni decisivi per la politica estera italiana, considerati che gli ultimi “dividendi” della politica di allora sono stati incassati fino al 2011, soltanto otto anni fa, quando Muammur Gheddafi è stato prima rovesciato con un intervento NATO e poi brutalmente assassinato. È infatti proprio in Libia che deve essere collocato l’inizio del “terzo livello” della strage di Piazza Fontana.

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Pubblicato da Davide

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5 Commenti

  1. “Inizia quindi la strategia della tensione volta non a impedire la conquista del potere da parte del PCI”.

    Beh, questa poi. Una cosa esclude l’altra? Se Aldo Moro, definito ” “uno dei più intelligenti e abili politici che sono apparsi sulla scena italiana dopo la morte di De Gasperi” venne fatto fuori (Thank you, Kissinger!) sicuramente qualche motivo ci fu. Ricordo solo quanto riportato da C. Guerzoni, suo segretario personale quando andò in visita a Washington: ne uscì sconvolto. La manovra, quindi, è quella tipica a tenaglia: da una parte si agisce a livello internazionale per scongiurare l’avvicinamento a Mosca (l’articolo ne parla, anche se di striscio) e dall’altra a livello nazionale si mettono in atto tutte le strategie per limitare l’influenza del PCI, quindi ben vengano i processi contro le forze collocate in generale a sinistra. Si parte dalla pista anarchica e si arriva alle BR telecomandate da Washington, il tutto con l’evidente scopo di screditare il PCI. Eravamo vicini al sorpasso, ma grazie alla strategia della tensione, ben eseguita dagli organi statali, il tutto si verrà risolto qualche anno dopo alla Bolognina, dando il via al disastro attuale. Teorema Calogero compreso.

  2. All’epoca non sapevo niente ma adesso apprendo che questa strage è stata fatta perchè l’Italia virava a sinistra e hanno “corretto la rotta”. Allo stesso identico modo, adesso che l’Italia vorrebbe palesemente virare a destra, si attacca Salvini accusandolo persino di sequestro di persona, e magari, se non bastasse, domani lo si accuserà di abigeato.
    Insomma la storia è sempre quella: basta che non decidiamo noi quel che vogliamo fare, tutto va bene.
    Ma evidentemente l’avevo intuito, infatti io guardo solo alla politica estera sperando che questa coincida una volta o l’altra, coi miei desiderata. perchè noi siamo peggio del “Prigioniero di Zenda”, a quanto pare.
    Posso dire anch’io: Ahi serva Italia di dolore ostello…….Dai Vincenzo! Finisci la frase!

  3. Un collegamento coi fatti libici, guardando alla tempistica, non ce lo vedo. Strage di piazza Fontana dicembre 1969, Gheddafi prende il Potere in Libia nel settembre 1969. E che diamine! Solo tre mesi? Tra l’altro in quel periodo non eravamo amici di Gheddafi. manco per niente: ci aveva sbattuti fuori.

  4. Nel saggio “Massoneria e Sette Segrete” di Epiphanius ediz. Controcorrente, che viene considerato un po’ come la Bibbia dei complottisti, a pagina 430 viene citato un articolo apparso sul numero del 16 febbraio 1985 della rivista conservatrice USA Human Events.

    L’ autore, Thomas G. Gulik, rivelava che: “ solo tra il 1975 ed il 1985 le Nazioni Unite avrebbero finanziato con 133 milioni di dollari movimenti armati rivoluzionari, compresi quelli terroristici in Europa, essenzialmente ispirati al marxismo. Non meno del 75% di quella somma proveniva da contributi occidentali alle Nazioni Unite.*
    Piu’ dettagliatamente questi fondi vennero destinati alla SWAPO, all’ African National Congress (ANC), all’ OLP, e a gruppi collegati come le BRIGATE ROSSE, la Banda Baader Meinhoff (RAF) in Germania, l’ IRA, l’Esercito Rosso Giapponese”.
    E’ strano come le tre nazioni che hanno perso la II GM, siano anche le “beneficiarie” dei finanziamenti ai terroristi. Per la cronaca, ancora pochissimi anni fa (ma non ho notizie che qualcosa sia cambiato) Italia, Germania e Giappone erano ancora considerate dallo statuto dell’ONU come Stati nemici dalle Nazioni Unite… Vi è un articolo su CDC del 2015 che parla proprio di questo.

    *se così fosse ci saremmo finanziati i terroristi con contributi di Stato.(sic)

    PS. Chi volesse leggere l’articolo originale in lingua inglese lo può consultare sul sito della CIA, desecretato in parte, al seguente link (la parte relativa alle BR si trova a pag. 4 nella colonna di sx a metà):
    https://www.cia.gov/library/readingroom/docs/CIA-RDP90-00965R000302170032-7.pdf

    Come ho anticipato in un commento precedente, nel saggio Colonia Italia di Fasanella e Cereghino ed. Chiarelettere, a pagina 252 si collega la bomba piazza Fontana con la chiusura delle basi inglesi in Cirenaica. Il luogo della strage è la filiale della Banca dell’Agricoltura, istituto che viene usato per le transazioni commerciali tra Italia e Libia. La pagina poi continua con la pianificazione del golpe Borghese, fortunatamente bloccato dall’ Ambasciata USA.

  5. “Tale livello è quello tuttora dominante: la cosiddetta “strategia della tensione”, per spaventare l’opinione pubblica, preparare il terreno per una svolta a destra (mai arrivata)”. Si potrebbe dire che non arrivò perché fu la cosiddetta sinistra a spostarsi a destra grazie a Berlinguer però varrebbe la pena ricordare il tentato colpo di Stato di de lorenzo del 1964, solo cinque anni prima.
    “(archiviando due correnti politiche, quella cattolica e quella socialista, che tanto avevano dato all’Italia)”. Va bene che Aldo Moro fosse democristiano ma non lo era anche Antonio Segni? Cerchiamo di non generalizzare, non è mai una buona cosa. Sul psi stendiamo un velo pietoso.

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