Per un nuovo esistenzialismo – 6

Per un nuovo esistenzialismo - 6

Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org

Il 24 dicembre 1925 una legge cambia le caratteristiche dello stato liberale: Benito Mussolini cessa di essere presidente del Consiglio, cioè primus inter pares tra i ministri e diventa primo ministro segretario di Stato, nominato dal re e responsabile di fronte a lui e non più al Parlamento.

Qualcosa di analogo è stato scimiottato, neanche un secolo dopo, con la nomina di Mario Draghi fortemente voluta da Sergio Mattarella.

Eppure nel 1925 Eugenio Montale compose questi versi:

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco lo dichiari e risplenda come un croco perduto in mezzo a un polveroso prato. Ah l’uomo che se ne va sicuro, agli altri ed a se stesso amico, e l’ombra sua non cura che la canicola stampa sopra uno scalcinato muro! Non domandarci la formula che mondi possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Qualcosa di simile va accadendo nel mondo intero, un mondo straziato dalle procurate emergenze e dalle false certezze che ne conseguono. La risposta è ancora: codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Ovvero la parte più sensibile e avanzata della popolazione protesta, comunica il proprio diniego al corso autoritario e sconsiderato degli eventi.

Lasciamo stare per un attimo i molti distinguo che potrebbero inficiare tali supposte similitudini, da prendersi comunque a puro titolo esemplificativo. Potremo così abbandonarci alla suggestione che la storia si ripeta, magari “la prima volta come tragedia, la seconda come farsa”, come è assai probabile che stia avvenendo per l’ennesima volta. Ad esempio al meeting di Rimini di CL al posto del pregiudicato Formigoni troviamo a pontificare l’osannato e onnipresente Mario Draghi, così, senza la minima vergogna da parte dei partecipanti cattolici che si sono bevuti per tanti anni la leadership anche morale di un Formigoni, tutto sommato meno pericoloso del banchiere. Ma lasciamo perdere, questa è materia da psichiatri.

Quanto invece emerso culturalmente a cavallo delle due guerre mondiali, poi maturato negli anni successivi al tragico epilogo dell’infausta esperienza nazifascista, rappresenta un brusco risveglio dal sonno dell’illusione illuministica e sua successiva controreazione romantica, questa però già tesa a rivalutare gli aspetti emozionali e spirituali dell’esistenza umana precedentemente compressi.

Se oggi noi occidentali riscopriamo e attualizziamo molti argomenti presenti nelle nostre filosofie passate, a cominciare da Eraclito fino quasi ai giorni nostri, qualcosa vorrà pur dire, quantomeno nel senso di una continuità e di una riproposizione evolutiva di tematiche fondative, buone anche per difenderci dalle derive distopiche che i progressi tecnologici sembrano alimentare, anziché limitarsi al miglioramento materiale delle nostre vite, come pomposamente promesso e in parte anche mantenuto.

Se è vero che “L'ESISTENZA PRECEDE L'ESSENZA” , la precarietà imposta oggi alle nostre esistenze individuali ci allontana dalla meta di scoprire e valorizzare la nostra stessa essenza, come siamo stati spronati a fare fin dagli albori della nostra cultura identitaria, in armonia non scontata con altre culture, tradizionali almeno quanto la nostra, se non di più. Di fatto ora è un po’ tutto il pianeta che sta soffrendo della perdita di valori e tradizioni millenarie, sradicate dall’adattamento ai moderni stili di vita standardizzati, ora minacciati a loro volta di estinzione da oscure forze sedicenti progressiste, che prospettano un futuro di scarsità e miseria morale e materiale a dir poco inquietante.

Ma allora è proprio da qui che si deve ripartire, dalle nostre esistenze martoriate, per comprendere il corso degli eventi e contrapporre al grande reset distopico il nostro autentico reset di questo terrificante “nuovo corso”, che in realtà non ha niente di nuovo dal momento che non sa concepire altro che guerre, morte e distruzione, sofferenze e privazioni, impoverimento di massa e annichilimento nel nulla dei falsi valori consumistici, emergenza dopo emergenza per uccidere nella culla il germe della democrazia. E’ solo guardandoci dentro, come in uno specchio, che potremo trovare la forza non solo di resistere agli attacchi di un sistema ormai totalmente infiltrato dai nostri subdoli nemici, e perciò corrotto e impazzito, ma di proporre al contrario l’unica alternativa salvifica, fatta di empatia, compassione, collaborazione reciproca, amore per il prossimo come di se stessi, non più antitetici ma armonicamente fusi in una visione moderna dell’esistenza, depurata dagli stupidi egoismi di sempre, potendo così finalmente coniugare giustizia e libertà.

Sembrano banalità trite e ritrite, ma attenzione a non confonderle con un buonismo di facciata ottuso e ipocrita, stimolato dalle stesse forze sistemiche a fini di copertura della malvagità dei loro piani diabolici, eversivi dell’ordine costituito vigente, mai sufficientemente corrotto e deviato per poter soddisfare appieno i loro insaziabili appetiti di potenza dominatrice e distruttrice di ogni valore autentico, mirato al completo dissolvimento delle nostre anime.

Un esempio tra i tanti, di premonizione di quanto sopra accennato, lo possiamo anche cogliere in questa poesia di Margherita Guidacci (1921 – 1992):

Da Morte del ricco

Una voce ( dalla casa di Epulone)

Il vento che odora di morte mi ha passato sul viso la sua viscida mano. Ha toccato i viticci marciti, I muri sbavati di lumache, Lo zolfo e il muschio giallo tra le scaglie di pietra, I bassi scogli rivomitati dalla marea Quando la notte emerge dalle acque Come il dorso di un pesce immenso. Quale stagione viene ad annunciarmi? Il mio cuore l’ignora, Pure ne trema.

Trent’anni dopo la morte dell’autrice di questi versi apparentemente ingenui, quel vento assume forme ben più delineate e maligne. I suoi macabri annunci diventano espliciti, non sono più ignorabili da chi li sa e li vuole ascoltare, e ne trema consapevolmente. Tuttavia in queste immagini poetiche c’è già tutto quanto occorre per rivivere una suggestione rivelatrice e assai convincente, che tocca il cuore ben più di tanti TG anestetizzanti.

Il grande risveglio così lungamente annunciato si va finalmente compiendo, attraverso i contenuti e le dinamiche esistenziali di ciascuno di noi, attori o comparse che siamo. Ognuno è responsabile per la sua parte di come finirà questo film da incubo. Basta la sensibilità che nasce nel cuore, e si completa con la mente liberata dai condizionamenti e dal relativo conformismo di comodo, per cambiare il mondo in cui viviamo, per autodeterminarci come popolo coeso, a dispetto di chi ci vuole divisi per dominarci. Questo si chiama vivere la propria esistenza come persone libere e responsabili, e sempre in modo nuovo, da inventare e sperimentare sulla base del nostro passato, nel rispetto compassionevole e amorevole di noi stessi e dei nostri antenati, umane glorie ed errori compresi. Ed è bellissimo quando ci si riesce.

P.S. chi ha (fra)inteso che tali riflessioni pratiche non portino a nulla, o peggio ad accettare passivamente soprusi e angherie, è pregato di rileggere più attentamente, se ce la fa a posare per un attimo l’inutile bastone di cui è stato armato con scaltrezza dal suo stesso nemico. Contemporaneamente mi scuso anche per l’eventuale insufficiente chiarezza da parte mia.

Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org

29/08/2022

Commenti (49)

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Mostra commenti 49 caricati
    1. Martin 30 agosto 2022

      Quando si parla di esistenzialismo si DEVE partire o almeno includere e citare continuamente Martin Heidegger. L' "esistenza che precede l'essenza", "ormai solo un Dio ci puo' salvare", i concetti di "esistenza autentica e inautentica" e tanti altri concetti e postulati "esistenzialistici" rappresentano il pensiero heideggeriano, poi scopiazzato, banalizzato o contraffatto da Jean Paul Sartre e tanti altri (Derrida, Foucalt, etc) - come sempre perlopiu' "furbacchioni" francesi.

      Il 95% delle analisi "esistenzialistiche" - inclusa la presente - che NON citano Heidegger, si trovano a svolgere le sue tesi, SENZA SAPERLO nel migliore dei casi o OCCULTANDOLO nel peggiore (e piu' frequente) dei casi.

      I problemi fondamentali per la corretta diffusione del pensiero di Martin Heidegger sono essenzialmente tre.

      Il primo, e' che Heidegger e' estremamente difficile se non quasi impossibile da capire attraverso la lettura diretta delle sue opere, per la stragrande maggioranza che non ha una preparazione filosofica e di storia della filosofia di altissimo livello (la mera laurea in filosofia di per se' non basta). Ha quindi assolutamente bisogno di saggi introduttivi che lo rendano piu' facilmente comprensibile, e molti di questi saggi introduttivi sono assolutamente inadeguati, specie se provenienti da USA e GB. E' curioso, ma sembra proprio che gli Anglo - che stupidi non sono - non solo si rifiutino, ma proprio non riescano a comprenderlo.

      Per chi fosse interessato, in italiano esistono ottime introduzioni di Gianni Vattimo (si, proprio lui, quello del 911 autoinferto dagli USA) e di Umberto Galimberti. Anche lo stranoto Cacciari ha una ottima conoscenza di Heidegger, e da buon marxista ha notoriamente cercato di conciliare sia Nietsche che Heidegger con il marxismo, con risultati assolutamente catastrofici sotto il profilo filosofico che, grazie all'apparato culturale marxista, ebbero comunque qualche effimero successo - ma solo in Italia negli anni 80 e 90.

      Il secondo e' la guerra mortale contro Heidegger, e contro l'ontologia e la metafisica in generale, condotta dalla filosofia della scienza Anglo Sassone (Popper and company), oggi tanto per cambiare dominante.

      Il terzo, e probabilmente il maggiore, e' il fatto che Heidegger ha aderito al nazismo, ed e' anche stato innegabilmente un deciso e radicale antisemita sotto il profilo intellettuale, filosofico e culturale (pur non incoraggiando o predicando lo sterminio degli Ebrei).

      Ma cio', per quanto spiacevole, NON elimina il contributo enorme che ha dato alla filosofia. Heidegger, che piaccia o no, resta l'UNICO genio filosofico dello scorso secolo e uno dei piu' grandi filosofi dell'umanita'.

    2. absitiniuriaverbis 30 agosto 2022

      Provo a cercare in rete roba di Galimberti e Vattimo al riguardo.
      Se affogo ti sibileranno le orecchie. 😜

    3. Martin 30 agosto 2022

      C'e una vecchia "Introduzione a Heidegger" di Vattimo, edizioni Laterza (collana di libretti arancione esistenti per ogni grande filosofo) ed un altra vecchia "Introduzione..." di Galimberti, edizione Mursia. Sono libretti di non oltre 150 pagine, comunque faticosi, da leggere con calma. Bisogna avere pazienza, ma quando uno inizia a capire, resta folgorato.
      Farei attenzione, perche' ho letto altre introduzioni sia in italiano che in inglese che non fanno capire proprio nulla.

    4. absitiniuriaverbis 30 agosto 2022

      Le cerco online, qui trovare libri in italiano è arduo.

    5. Martin 30 agosto 2022

      Scusa ma dove vivi?

    6. absitiniuriaverbis 30 agosto 2022

      Shanghai dal 2000

    7. Martin 30 agosto 2022

      Ah, bene, proprio un altro mondo. Io in Cina ci sono stato per lavoro un paio di volte, e solo a Pechino. Conosco invece bene Singapore e il Giappone.

    8. sbregaverse 30 agosto 2022

      Ascolta il MONA ) cioè sbregaverse(:
      l'Heidegger migliore è quello MISTICO quello VERO.
      ( che NESSUNO caga perchè oltremodo SCOMODO)

    9. sbregaverse 30 agosto 2022

      ASCOLTA IL MONA.
      )vedi sopra sotto: come ALICE non mi raccapezzolo ooopsss raccapezzo più(

    10. AlbertoConti 30 agosto 2022

      Vattimo, Galimberti, Cacciari, te li raccomando! Intellettuali dagli "scivoloni" clamorosi, altro che le simpatie nazi di Heidegger.
      Con ciò non intendo sminuirne i lavori esplicativi dell'opera heideggeriana, che saranno sicuramente pregevoli e utili come dici. Ma è proprio questo il punto, l'estrema difficoltà per "l'uomo della strada" di capirne la sostanza, figuriamoci poi per assimilarla o criticarla con effetto immediato sulla sua stessa vita concreta. Se manca la bistecca in tavola, sai cosa se ne fa la persona comune di capire l'ente bistecca piuttosto che (non) percepirne più il sapore. Voglio dire che le grandi ambizioni intellettuali in questa fase lasciano il posto a problematiche ben più concrete e vissute dalle masse, frastornate dal rumore di fondo e alienate dai loro stessi interessi e dalla loro più intima realtà. La caverna di Platone non è mai stata così distopica nella sua rappresentazione virtuale del mondo, e lascia confuse più che mai le menti, bisognose di ancore solide cui aggrapparsi nella bufera, difficili da trovare e anche da riconoscere se per caso ti passano davanti.
      Come rimedio naturale trovo importante ripartire dai fenomeni che improntano l'esperienza vissuta da ciascuno, e l'esitenzialità che ne deriva, a contatto con le tracce animiche e spirituali residue, ma sempre pronte a rinascere se coltivate a partire dalle emozioni e dai sentimenti naturali, profondi, che scaturiscono dall'interno. Quindi ripeto, non è qui il luogo e il momento per disperderci in disquisizioni filosofiche ai più alti livelli. Non lasciamoci fuorviare dall'uso non contestualizzato dei termini e dei complessi impianti intellettuali che anche rappresentano. Vorrei rimanere coi piedi per terra.

    11. sbregaverse 30 agosto 2022

      Sì certo il Cuore è ottimo centro di gravità permanente.
      Attenzione a non aggrapparsi alle ancore..........portano a fondo:-) cito il villico.

    12. Martin 30 agosto 2022

      Vattimo come filosofo e politico ha tutta la mia personale disapprovazione, ma la sua "Introduzione a Heidegger" e' molto ben fatta. Idem per quella di Galimberti. Cacciari, che disapprovo come se non piu' di Vattimo, non ha mai offerto una buona introduzione a Heidegger.
      Essere buoni o anche ottimi divulgatori del pensiero altrui non significa per nulla essere grandi filosofi, ed infatti nessuno dei tre citati ha lasciato impatto alcuno nel pensiero filosofico occidentale.

      Tanto premesso, da quanto scrivi CONFERMI quanto avevo menzionato A CHIARE LETTERE, e cioe' che uno dei principali problemi che OSTANO alla diffusione del pensiero heideggeriano e' la sua evidente e notevole difficolta'.

      Io non posso capire dalla tua "serie esistenzialistica" se:
      a) non hai mai studiato Heidegger;
      b) hai studiato Heidegger e non l'hai capito;
      c)l'hai studiato e l'hai capito almeno parzialmente ma lo nascondi (come i furbacchioni francesi, Jean Paul Sartre in testa).

      STA DI FATTO che il 90% delle tue considerazioni, quando non sono di provenienza freudiana e post freudiana, che tu ne sia cosciente o no, sono di provenienza heideggeriana.
      Pertanto il tuo esistenzialismo, mi dispiace ma per quanto lodevole, non contiene proprio NULLA di NUOVO.

    13. sbregaverse 30 agosto 2022

      LO SO AL BERTONE: tu con i piedi ben piantati per terra, io ben piantati sulle nuvole (bianche ci mancherebbe)
      MA vero che ci vogliamo bene lo stesso?

    14. AlbertoConti 30 agosto 2022

      Concordo, non è mia intenzione aggiungere nulla di nuovo all'esitenzialismo inteso come disciplina filosofica. Mi preme piuttosto rilanciare l'esistenzialismo individualmente vissuto, che è sempre nuovo per definizione.
      E ne dichiaro anche il motivo: è l'unico modo per uscire da questa merda in cui ci ritroviamo tutti.

    15. AlbertoConti 30 agosto 2022

      Certamente!

    16. Martin 30 agosto 2022

      Ed hai tutta la mia simpatia e solidarieta', in quanto tendo allo stesso scopo. Siamo tutti innanzitutto esistenze individuali che a un certo punto sono nate, ossia sono state "gettate nel mondo", come diceva Heidegger.
      E' che mi infastidisco, forse oltre modo, quando lo vedo continuamente citato senza riconoscimento diretto, consapevolmente o no.

    17. danone 30 agosto 2022

      Non è un giudizio sul pensiero di Heidegger il mio, non sono sufficientemente preparato, lo ammetto, ma su quello di Martin il commentatore.
      Se il sottoscritto essere pensante, pensando, deduce le stesse "veritas" filosofiche, dedotte da Heidegger nel suo pensare, non sono diventato un heideggerriano io, quanto lui non è diventato un danoniano.
      Per cui quando sostieni che..

      Il 95% delle analisi “esistenzialistiche” – inclusa la presente – che NON citano Heidegger, si trovano a svolgere le sue tesi, SENZA SAPERLO nel migliore dei casi o OCCULTANDOLO nel peggiore (e piu’ frequente) dei casi.

      è un affermazione arbitraria.

      E poi per entrare nella sostanza del pensiero, io posso negare che
      L’esistenza precede l’essenza“ , poichè nel mio pensiero filosofico l'esistenza è l'essenza e ne tu, ne Heidegger, potete dimostrare il contrario oggettivamente.

    18. Martin 30 agosto 2022

      Puoi fare tutti i sofismi o giochi delle 3 carte che vuoi, ma l'idealismo lo ha inventato Hegel, il marxismo lo ha inventato Marx e l'esistenzialismo Heidegger.
      Il primo a dare la priorita' ai rapporti economici tra le classi e' stato Marx, come il primo a dire che l'esistenza precede l'essenza, e che cmq la formulazione e' errata ab origine, e' stato lui.

      Dell'esistenza, prima di Heidegger, si parlava con termini e significati completamente diversi rispetto ad oggi - grazie principalmente a lui.
      L' "essere" come status atemporale dell'E' - e basta - cosi' concepito per qualche millennio di tradizione metafisica, e' stato recentemente sostituito dall'essere NEL tempo, e quindi NELLA storia.
      O MEGLIO, ha iniziato a rivelarsi NEL tempo e NELLA storia, e tale rivelazione avrebbe un senso non ancora decifrato.

      Heidegger era certo che tale "rivelazione dell'Essere" avesse a che fare con l'IMMINENTE DOMINIO PLANETARIO DELLA TECNICA, il cui "senso" e "destino per l'uomo" non sarebbe ancora stato decifrato.

      Oggi SBADIGLIAMO con nonchalance quando si parla del "dominio planetario della tecnica" - vecchia, vero? - ma Heidegger lo aveva previsto accuratamente negli anni 20 dello scorso secolo!!! Questo E' essere un genio.

      Ogni giorno, anche senza averli studiati, leggiamo considerazioni ed elaborazioni riconducibii a Hegel, Marx, Heidegger (come ad altri pensatori).
      E le forme mentali, una volta acquisite, coscientemente o no, sono molto difficili da superare. Vedasi per inciso la forma mentale "Badoglio", riscontrabile ogni giorno - in Italia.

      E' strapieno di gente che non crede piu' nel cattolicesimo ma continua a ragionare nella forma mentale e concettuale del dualismo tipicamente cattolica, e lo stesso di gente che si dichiara non marxista ma non si rende conto di ragionare in modo marxista, ossia di guardare quasi solo alla dimensione economica tra le classi, ignorando, per esempio, il peso di altri fattori non economici, o il fatto che per esempio oltre alle diverse classe esistono le diverse generazioni con esigenze ed aspettative inevitabilmente diverse.

      Quanto all' "oggettivamente", nessun filosofo ha mai "oggettivamente" smentito un altro, se non nella sua testa, ossia soggettivamente.
      Diversamente, andrebbero d'accordo, no?

      La fisica quantistica ha poi da tempo dimostrato che l'atto dell'osservazione cambia la realta' fisica osservata.

    19. Bertozzi 30 agosto 2022

      Anche Heidegger usava tutte ste maiuscole o scriveva come uno normale?

    20. Martin 30 agosto 2022

      Usava corsivo, virgolette e trattini. Trovo le maiuscole piu' agevoli per sottolineare alcuni termini, specie in italiano.

    21. Bertozzi 30 agosto 2022

      Ah, ecco, mi confermi che LUI scriveva come noi normali animali pensanti, menomale.

    22. Martin 30 agosto 2022

      No guarda, scriveva in modo tanto difficilmente comprensibile, coniando nuovi termini, fino a lamentare che il suo pensiero non riusciva ad ad esprimersi del tutto nel linguaggio.

    23. Bertozzi 30 agosto 2022

      Pensa se pure avesse abusato del maiuscolo!

    24. Martin 30 agosto 2022

      Ripeto, ha fatto molto peggio! Ha coniato nuovi concetti che specie nella traduzioni in lingue latine o in inglese richiedono nuove parole composte o formulazioni con trattini fino a mezza riga! Non c'e' modo di sostituirli con una semplice parola, perche' si perde parte della comprensione.

    25. Pfefferminz 30 agosto 2022

      La fisica quantistica ha poi da tempo dimostrato che l’atto dell’osservazione cambia la realta’ fisica osservata

      La realtà fisica rimane sempre uguale, ma l'osservatore umano, necessariamente, può adottare solo un punto di vista alla volta e non contemporaneamente.

    26. Martin 31 agosto 2022

      Se studi i noti esperimenti quantistici di ormai oltre 50 anni, facilmente riproducibile quali quello sul fascio di luce double slide, le microparticelle della materia reagiscono fisicamente all'osservazione che senza luce non e' possibile.
      Cambiano il loro comportamento. E' difficile da spiegare, ma ne trovi la dettagliata descrizione in qualunque manuale introduttivo per non scienziati sul quantismo.

    1. Violetto 30 agosto 2022

      "Qualcosa di analogo è stato scimiottato, neanche un secolo dopo, con la nomina di Mario Draghi fortemente voluta da Sergio Mattarella"

      La premessa è sbagliata.
      Quando si sciolgono le camere il PdR da mandato a qualcuno per trovare delle maggioranze in parlamento.
      Ovviamente qualcuno che può trovarle. Può mandarci lo spazzino di Voghera ma ....

      Mario Draghi era voluto "fortemente" da tutti infatti ha trovato la maggioranza.

      l'iter è "democratico" ovvero dentro le regole costituzionali della nostra Repubblica Democratica.

      Al termine dei conteggi dei voti delle prossime elezioni il PdR darà mandato per trovare la maggioranza.

      Se l'esito delle urne decreterà una maggioranza gia evidente ovviamente il PdR non potrà far altro che dare mandato a un esponente di quella maggioranza "vittoriosa".

      Così funziona

    2. AlbertoConti 30 agosto 2022

      Elementare, Watson!
      Questa è la forma, che diventa l'alibi perfetto del sistema di potere vigente, che può dirsi "democratico".

      La sostanza è proprio in quel:

      "Mario Draghi era voluto “fortemente” da tutti infatti ha trovato la maggioranza."

      Da tutti CHI? Da un parlamento d'ipocriti traditori seriali dei loro elettori, teoricamente "rappresentati".

      La prova del nove è che non c'è stata opposizione, tranne quella palesemente finta della Meloni, giusto per salvare le apparenze e generare un'improbabile quanto fasulla alternativa futura di governo.

      Il parlamento è diventato così un passacarte passivo del rappresentante della grande finanza apolide, eletto solo da Mattarella.
      Finalmente si è realizzato il pronostico: "La finanza insegnerà agli italiani come si vota".

      Questo il vero scopo del "governo Draghi", predisporre la trappola senza scampo anche per gli ultimi recalcitranti.

      Ne avremo conferma in autunno/inverno.

    3. Astronauta 30 agosto 2022

      Funziona come vuole il.monarca assoluto del quirinale.Il governo gialloverde eletto ha dovuto aspettare mesi per essere ufficialmente effettivo.
      non ho visto nessuno che abbia detto che funziona in altro modo.
      Nemmeno stavolta sarà così.

    4. sbregaverse 30 agosto 2022

      SE si parlasse di CISdemocrazia, sarebbe almeno formalmente, più corretto.

    1. absitiniuriaverbis 30 agosto 2022

      Penso di intendere il tuo scritto e non capisco il perché delle tue scuse finali, assumo che tu abbia fatto del tuo meglio.

      '... per autodeterminarci come popolo coeso...'
      Hai detto niente!

      - Come se l'autodeterminazione non fosse figlia dei condizionamenti, della cultura ricevuta, delle tradizioni. Credo di afferrare l'intenzione che sta dietro al tuo scritto ma non la concepisco in pratica. Non c'è un essere assoluto scevro da condizionamenti. O mi sbaglio? Lieto di cambiare idea. Forse ci vorrebbe una traduzione spicciola e pratica di un concetto teorico.
      Da giovanetto pensavo di trasferirmi in un paese di cui sentivo spesso parlare: perché li, in Teoria, tutto funziona. Ma quel paese non lo trovavo sull'atlante.

      - Popolo coeso.
      Se l'autodeterminazione nuda e cruda è un traguardo irraggiungibile in pratica, la coesione del popolo è una chimera. Quello italiano in particolare.
      Abbiamo un esempio di coesione a cui rifarci per cominciare a ragionare?
      Probabilmente anche qui bisognerebbe procedere a piccoli passi e in modo pratico.
      Senza contare che ci sono anche i politici democraticamente eletti da un popolo che sarà quello che è ma di sicuro è 'condizionato ed incoeso'.

      Ho apprezzato il tono del tuo scritto, ho scelto una frase che, su tutte, mi sembra quella su cui più attentamente bisognerebbe riflettere per tramutare la teoria in pratica.

    2. AlbertoConti 30 agosto 2022

      Per "condizionamenti" intendo quelli, per lo più malevoli, provenienti dall'esterno, come ad es. la propaganda di guerra, l'ideologia iperliberista e neocon con risvolti transumani, il pensiero unico veicolato da TG e giornali unificati, ecc.
      Poi ci sono varie sfumature di condizionamenti "secondari", ma non meno potenti, come ad es. la pubblicità martellante col suo linguaggio subliminale e PNL, mirato palesemente ad esacerbare un consumismo alienante, l'indrottinamento deviato di una religione essa stessa infiltrata, la violenza veicolata da un'industria dell'intrattenimento corrotta dal denaro, ecc. ecc.

      Nessuno di questi condizionamenti è riconducibile ad un'autentica cultura popolare, pur essendo tutti fenomeni di massa. Eppure ogni popolo conserva ancora tracce della propria cultura tradizionale che ne determinano l'identità più autentica, per quanto sotto attacco feroce di condizionamenti di cui sopra. Potremmo definire ciò come "condizionamento benevolo", che esprime un'evoluzione spirituale nel segno della libertà, un sistema di valori dinamico che una vera politica dovrebbe solo tutelare e promuovere.
      Un esempio di coesione di popolo lo possiamo vedere negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, che ha portato gli italiani, allora "brava gente", dalla miseria al boom economico (nonostante la polarizzazione DC - PC, Don Camillo e Peppone).

      Grazie del tuo e dei precedenti commenti, questa volta più centrati del solito (mia impressione).

    3. absitiniuriaverbis 30 agosto 2022

      Suggerisco di restare sui commenti e di lasciar perdere la centratura o meno degli stessi:eviterei di parlare delle persone e mi limiterei a parlare delle opinioni con le persone.
      Le opinioni meritano di essere discusse almeno fino a quando diventa urgente fare.

      Grazie a te della tua risposta.

      In merito alla coesione, mi pare che la tua opinione sia basata sul fatto che il popolo si e' tirato su le maniche e si e' dato da fare per rimettere in piedi la famiglia e dintorni.
      Quindi non una coesione di idee e principi e valori ma fare di necessita' virtu'.
      Evidentemente, avevamo in testa due concetti diversi. Ti ho capito meglio.

    4. AlbertoConti 30 agosto 2022

      Suggerimento accettato.
      "rimettere in piedi la famiglia e dintorni." Non è poco. Così come "fare di necessita’ virtù"
      Il successo di una presa di coscienza esistenziale sta anche in queste cose, che necessariamente accomunano le persone, le fanno crescere insieme, generando principi e valori. Ho l'impressione che i nostri due concetti siano meno diversi di quanto ti possano sembrare.

    5. Martin 31 agosto 2022

      Caro Conti, la generazione che, come hai giustamente notato, nonostante lo scontro viscerale DC-PCI ha rimesso su l'Italia specialmente negli anni 50 e 60, e' quella nata negli anni 20 e primi 30.
      Alla Heidegger, siamo tutti esistenze individuali gettate-nel-mondo in un preciso momento storico, e a quella generazione in Italia e' toccata infanzia, adolescenza e parte della giovinezza nel fascismo per poi beccarsi la WW2 e la guerra civile.

      La precedente - per inciso - fu semplicemente mandata al macello delle trincee e delle spaventose battaglie (vedasi la Somma) della Prima Guerra Mondiale, con decine di milioni di morti.

      Io invece - que Suerte,Senor !!!! - sono stato gettato-nel-mondo nella GRASSA degli anni 60 e quella generazione - che si e' trovata la seguente composta da ribelli - da giovane l'ho duramente contestata.
      OGGI sono arrivato alla conclusione che quella generazione era qualitativamente e moralmente MIGLIORE della mia! E francamente mi rimorde anche un po' la coscienza per come noi figli - io incluso - l'abbiamo trattata quando eravamo giovani.

      Guardo ora ai Millennials, che e' la generazione dei miei figli, e sono colto da PROFONDO E CONTINUATO STUPORE.
      Mi domando infatti come sia possibile una generazione cosi' carente.
      Non vogliono NULLA salvo una vita tranquilla se non oziosa. Dovrebbero volere ANCHE altre cose o valori, no? A parte telefonino e spinelli.
      Sembra che abbiano problemi anche ad afferrare che con tali livelli di immigrazione, passeranno tutte le LORO vite mantenendo milioni di immigrati, con inoltre il conseguente gia' visibile scadimento dell'assistenza pubblica, sanitaria in particolare. Eppure non dovrebbe essere dfficile da capire!
      Ma molti di loro se ne fregano perche' non hanno veramente intenzione neanche di lavorare - tanto per essere chiari.

      Ma DEVE essere ANCHE colpa della mia generazione, quella dei loro padri, se sono cosi'.
      L'errore che ha fatto la mia generazione, quella dei padri dei MIllennials, e' molto semplicemente il seguente.
      Dato che da giovani avevamo lottato contro "l'autoritarismo" dei nostri padri, glielo abbiamo voluto risparmiare, e conseguentemente li abbiamo in generale tirati su con eccessiva tolleranza e scarsa disciplina. Ed ecco i risultati. Voila'!

      Ma sullo sfondo ho un' altra considerazione.
      Mi sono ormai convinto di alcune teorie elaborate da biologi e psicologi evoluzionisti anglo sassoni (Lynn, Dutton, Murray, Levin, Wade), attenzione, molto noti al pubblico (varie opere sono bestsellers negli USA e GB) nonche' nell'ambito scientifico ma, attenzione al quadrato, cio' nonostante tenuti al margine da universita' (contestazioni) e mass media (silenzio) di USA e GB.

      Dati alla mano, questa corrente afferma che l'intelligenza media in Occidente, con un andamento altalenante e' cresciuta negli ultimi secoli recenti ed avrebbe raggiunto il massimo verso la fine della rivoluzione industriale, e precisamente intorno alla fine del 1800, nel 1870 circa.
      A partire dalla prima generazione nata e cresciuta post rivoluzione industriale, l'intelligenza media occidentale sarebbe costantemente scesa in ogni successiva generazione.
      Per la fine del corrente secolo, i citati ritengono che la media del QI europeo, stabilmente a circa 100, scendera' a circa 90 (-10), e lo stesso negli USA.
      Il valore di 15, per inciso, e' l'unita' della "standard deviation". L'intelligenza media nordafricana e' di 85, e quella dell'Africa subsahariana, 70.
      Prima che qualche genio mi si dia del suprematista bianco, segnalo che il QI medio della razza - si chiama cosi' - nord asiatica (Cina Giappone Mongolia Corea) e' di 105, un po' piu' alto del nostro.

      Le ragioni di tale decrescita del QI in Occidente avrebbero a che fare con la fine della selezione naturale che aveva agito per millenni pre rivoluzione industriale (la mortalita' infantile era stata per secoli del 50%, da 50 anni e' di circa l' 1%) ed al fatto che grazie al benessere ed al welfare assistito, tutti o troppi farebbero figli.
      Prima della rivoluzione industriale e dell'aumento del benessere i figli li facevano perlopiu' quelli che se li potevano permettere, che non erano proprio molti. E quelli che potevano permetterseli erano in linea generale i piu' dotati. L'intelligenza e' infatti un fattore ereditabile tra il 70 e l'80%. Con il welfare post WW2, questo trend negativo sarebbe solo aumentato.

      Ovvio che tali considerazioni suonino socio-darwinistiche e che sollevino ampie perplessita'. Ma a me piu' che le perplessita' di ordine ideologico, quello che preoccupa e' la possibilita' che siano VERE.

    1. LuxIgnis 29 agosto 2022

      e si completa con la mente liberata dai condizionamenti

      Ecco questo dice tutto. Io direi che inizia e poi si completa.
      E sono tanti i condizionamenti molti più di quello che si crede. Lo si nota da alcuni commenti.

    2. sbregaverse 29 agosto 2022

      Ogni volta che si proferisce verbo: sono i nostri condizionamenti che lo fanno.
      Sì anche se si sta in silenzio : anche i nostri pensieri sono condizionati.
      Solo Amore Incondizionato da Nulla è condizionato.

    3. LuxIgnis 29 agosto 2022

      Eh, ma ci sono condizionamenti e condizionamenti.

    4. sbregaverse 29 agosto 2022

      Magari mi vorrai dire che ci sono quelli buoni e quelli meno buoni e quelli neutri : ma SEMPRE di condizionamenti si tratta.

    5. absitiniuriaverbis 30 agosto 2022

      Agape, Caritas, Carità (che non è l'elemosina).

    6. sbregaverse 30 agosto 2022

      Esatto.
      Guarda che la parentesi MI suona QUASI
      iniuraverbis:-)

    7. LuxIgnis 30 agosto 2022

      Siamo tutti condizionati da poteri su cui non abbiamo nessun controllo ma un condizionamento divino (semmai esiste) non è un condizionamento del diavolo. Fare di tutta l'erba un fascio è un principio che non mi appartiene.
      Le differenze tra il divino e il diabolico sono molto ma molto sottili ma ci sono e sono essenziali.

    8. Astronauta 30 agosto 2022

      Adesso anche di condizionatori si tratta,visto il periodo.

    9. sbregaverse 30 agosto 2022

      NONE.

    10. LuxIgnis 30 agosto 2022

      SINE

    11. sbregaverse 30 agosto 2022

      E' bello essere pappa e ciccia:-)

    12. absitiniuriaverbis 30 agosto 2022

      Hai ragione...

    13. sbregaverse 30 agosto 2022

      E non darmi la ratio che fa a pugni con la MISTICA !

    14. absitiniuriaverbis 30 agosto 2022

      Mi correggo.2:
      Nella mia smisurata illusione di grandezza, ho aggiunto la parentesi per tutti quei lettori i quali, diversamente da te, fossero sprovveduti della necessaria dimestichezza con il significato originale del termine erudito.

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