Per un nuovo esistenzialismo - 3

Per un nuovo esistenzialismo - 3

Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org

E’ fisiologico che in un sistema complesso e onnicomprensivo ci sia anche qualcosa che non va. Siamo umani, e per quanto orientati a perseguire il bene e la perfezione, siamo intrinsecamente imperfetti.

E’ quindi normale che ci sia sempre un qualche estremista che vede in alcuni difetti del mondo un motivo più che sufficiente per demonizzarlo in blocco, per voler azzerare questo mondo reale in vista di una sua radicale ricostruzione, ovviamente utopica, esente da quei mali inaccettabili. Si sa, anche in una società fondamentalmente sana ed equilibrata ci saranno sempre dei matti più o meno pericolosi, fortunatamente troppo pochi per rappresentare un vero pericolo per la tenuta del sistema. Vediamo qualche esempio.

1) Tizio ha la mania del pacifismo estremo, non tollera alcuna guerra tra popoli e neppure guerre civili tra opposte fazioni. Evidentemente questo Tizio non conosce la storia, non sa che le migliori civiltà nascono da una lunga serie di conflitti armati sanguinosi, guerre di conquista e/o di difesa, seguite da una pace in condizioni economiche, sociali e culturali più avanzate.
Tizio dice anche che gli armamenti si sono tecnologicamente evoluti al punto tale da provocare danni catastrofici irreversibili, che non risparmierebbero sia i vinti che i vincitori, finanche all’estinzione della razza umana. Il solito esagerato. Ma che ne sa lui degli armamenti tecnologicamente avanzati, protetti da segreto militare? In fondo i diversi Paesi spendono pochi punti percentuali del loro PIL per la “difesa”, e lo fanno proprio per non doverle usare mai quelle armi, però comunque necessarie per contrastare ed evitare possibili soprusi da parte del cattivo di turno. Nel 2020 la spesa militare mondiale si aggirava attorno ai 2.000 miliardi di dollari, meno del debito pubblico della nostra italietta. E che sarà mai! E’ proprio matto quel Tizio, che non si fida neppure dell’ONU che veglia su di noi e ci garantisce sonni tranquilli. O no? Ma che lasci fare ai “migliori”!

2) Caio non sopporta le crescenti disparità di reddito nel proprio Paese e nel mondo. Ma non è forse giusto che chi opera con maggior merito abbia il giusto riconoscimento materiale, e che quindi i redditi più alti, come i più bassi, siano del tutto meritati, da Bill Gates al barbone che vive sotto i ponti? Negli anni ‘50 la retribuzione di Vittorio Valletta in Fiat era decine di volte maggiore di quella dei suoi operai. Più recentemente quella di Sergio Marchionne era migliaia di volte superiore a quella delle maestranze. Vorrà dire che per quanto fosse meritevole Valletta, “padre” della mitica FIAT 500 all’epoca della motorizzazione di massa, Marchionne è stato decine di volte più meritevole di lui, all’epoca delle fusioni con produttori esteri. Ultimamente in Italia la percentuale crescente dei poveri assoluti viaggia attorno al 10%. Se lo meritano? Chi può dirlo. Ma se toccasse a tutti di sperimentare la povertà, di non possedere più nulla, mal comune mezzo gaudio, anzi saremo più felici e sereni secondo le previsioni di Klaus Schwab, sapendo che pochi mega-miliardari filantropi vegliano su di noi, per il nostro bene. O no? Questo Caio evidentemente è solo stupidamente invidioso. Ma che lasci fare ai “migliori”!

3) Sempronio non sopporta che gli stranieri comandino a casa sua. Dice che i principali marchi italiani sono ormai in mani estere, che le multinazionali straniere la fanno da padroni e che le poche aziende rimaste a capitale italiano delocalizzano le produzioni in altri Paesi. Sempronio dopo molti anni di onesto lavoro dipendente è rimasto disoccupato e impoverito. Sarà anche lui invidioso di chi ce l’ha fatta, e rancoroso come Caio? Ma che lasci fare ai “migliori”!

4) Tizia ha due figli, una bella bimba che va alle elementari e un maschietto più piccolo all’asilo.
Non sopporta che le maestre “insegnino” ai suoi figli che i generi sessuali non sono soltanto due, ma molti di più, e ognuno deve sentirsi libero di scegliere quello al quale “si sente” orgogliosamente di appartenere, a prescindere da come mamma l’ha fatto, anche contro il parere dei genitori. E chi sono i genitori per orientare i loro figli, personcine che in effetti tanto “loro” non sono? Basta con gli autoritarismi ingiustificati, che tanti traumi hanno procurato in passato. La genitorialità non è un diritto inalienabile, dev’essere regolamentata ed eventualmente limitata, o tolta del tutto in certe situazioni, tipo la povertà che mette a rischio la “corretta” crescita dei figli. O no? Ma che i genitori biologici lascino fare ai “migliori”!

5) Caia, 40 anni, non vuole vaccinarsi contro il covid-19 e neppure vaccinare suo figlio di 12 anni. Questa è veramente pazza, è chiaro. Come fa a non sapere a quali pericoli espone sé stessa e gli altri? Ignora perfino che grazie a più dell’80% di italiani che si sono punturati, per amore o per forza, siamo finalmente liberi dalla pandemia. O no? Ma che stiano a casa con la mascherina, lei e suo figlio, e lascino fare ai “migliori”!

6 ) Sempronia è proprio un caso limite, veramente folle. Ama i russi! Pensa addirittura che siano stati costretti a invadere l’Ucraina per difendersi dagli americani, che li vogliono circondare con missili nucleari e laboratori per produrre e testare su di loro armi biologiche. Come se il covid l’avessero diffuso gli yankee e non i cinesi! E’ proprio fuori di testa la poverina, vorrebbe addirittura che fosse messo in funzione il North Stream 2, nuovo di pacca, per comprare il gas russo a un prezzo molto più basso del metano americano liquefatto a – 162 °C che arriva nei nostri porti sulle sicurissime metaniere! Commerciare in pace coi cattivissimi russi, roba da pazzi! Ma che paghi le superbollette e lasci fare ai “migliori”!

Si potrebbe ironizzare a lungo su molti altri argomenti, come il conflitto d’interessi tra una bigpharma a scopo di lucro privato e la salute pubblica, l’ecologismo che non considera l’intero ciclo dei consumi e delle scorie (per non parlare dell’insostenibilità economica delle “soluzioni ecologiche” scelte a misura dei soli ricchi a spese delle masse impoverite), la “formazione” scolastica di robottini acefali e obbedienti, la democrazia pilotata dalle concentrazioni di capitali, e via dicendo, di ossimoro in ossimoro.

Ciascuno di questi argomenti, se approfondito e ben compreso, produce uno sdegno incontenibile nei puri di cuore.
Ma l’insieme di tutte queste assurdità, ben lungi dall’essere risolvibili all’interno dell’attuale sistema, rivela un vero e proprio totalitarismo, assolutamente inaccettabile. Tale stato di fatto stimola necessariamente una riflessione di più alto livello, alla ricerca di similitudini e costanti nell’eziologia di ognuna di queste gravissime patologie dell’organizzazione sociale, per come è regolamentata dalle leggi vigenti. Patologie che affliggono lo stesso vivere civile e l’esistenza umana di ciascuno nel suo breve e tormentato percorso terreno.

Perché è solo comprendendo le cause profonde di questa distopia a pensiero unico che ci si può orientare nella ricerca di una politica alternativa, di un’idea di comunità felice a misura d’uomo, non di formica. Per realizzare un’organizzazione sociale di esseri umani dotati di anima, che altrimenti uomo o donna non sono. Ed ognuno di noi può ed ha da essere la persona completa che è veramente in cuor suo, biologicamente e animicamente, ovvero ha il diritto-dovere di vivere la risposta giusta al “chi sono io?”

E’ un diritto fondamentale e inalienabile dell’essere umano. Ripetiamocela quindi quotidianamente questa semplice domanda, impegnamoci a trovare la nostra vera e personale risposta, e così cambiando noi stessi cambieremo il mondo. Parole queste che faccio mie, ma che sono di Maestri ben più grandi di me, la cui presenza in spirito è quantomai necessaria in questi tempi straordinari.

Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org

15.08.2022

Commenti (43)

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Mostra commenti 43 caricati
    1. sbregaverse 17 agosto 2022

      Gli ismi non mi piacciono già lo dissi.
      L'etimo nemmeno: ex uterus = tutto ciò che nasce, che esce dall'utero, che ha esistenza.
      A me di molto, invece, piace la SORGENTE in sè, dalla quale nasce TUTTO( le diecimila cose)
      Certo Conti conta che, dietro il trivio , ci sia metafora.

    2. AlbertoConti 17 agosto 2022

      De gustibus non est disputandum

      Vale per tutti

    3. sbregaverse 17 agosto 2022

      E ci mancherebbe( a me molto mi manca),
      si chiosa Alberto si chiosicchia !
      Chioso e(r)go sum !

    4. JA 17 agosto 2022

      L’esistenzialismo, come la parola ben suggerisce, è la patologica decadenza della filosofia iniziata con le associazioni dialettiche fuori controllo dell’hegelismo farneticante: la vita malata che cerca una ragione per evitare la fine suicida dei lemming.
      Ma per restare nella realtà e non nel circolo vizioso dell'idealismo che tutte le vacche fa eguali, con la fisica moderna (la meccanica quantistica) si è passati da una logica aristotelica del 'principio di non contraddizione' e del 'terzo escluso', ad una eraclitea (meta-dialettica) che invece lo include; potendo un quanto essere e non essere contemporaneamente due rappresentazioni opposte di una stessa realtà: particella ed onda.
      «Il mare è l'acqua più pura e impura: per i pesci essa è potabile e conserva loro la vita, per gli uomini è imbevibile e mortale» Eraclito d'Efeso
      https://it.wikipedia.org/wiki/Opposizione_(filosofia)#Eraclito

    5. sbregaverse 17 agosto 2022

      Ma certo che sì .
      NON si è ancora capito atque compreheso che:
      ASSOLUTORELATIVOÈLASTESSACOSA

    6. AlbertoConti 17 agosto 2022

      "la vita malata che cerca una ragione per evitare la fine suicida dei lemming."

      Mi sembra un ottimo inizio. Anche se non fosse proprio una "ragione", sempre labile come la mente che mente per sua stessa natura.
      W la Vita!

    7. JA 17 agosto 2022

      Esatto in quanto l’assoluto è un punto di s-vista relativo all’individuo. La sua verosimiglianza con la realtà dipende dalle capacità fisionomiche dell’osservatore.

    8. JA 17 agosto 2022

      La mente non mente se non come verosimile punto di s-vista dell’individuo.

    9. sbregaverse 17 agosto 2022

      Ο σκοτεινός NON è φιλόσοφος ma: Μυστικός
      ecco perchè tenebroso.
      COME ,sbrega, ò κργπτικός, che abbandonata nonna filosifia , s'è dato anima corpo e pantofole ( panto folle) alla CONTEMPLAZIONE:
      SOLA SALUS(la salvezza per il sòla)

    10. sbregaverse 17 agosto 2022

      Qui divergo ma non polemizzo.

    11. sbregaverse 17 agosto 2022

      La mente serve , tuttalpiù, per attraversare la strada, ma non sono sicuro, nemmeno per questa funzione.

    12. JA 17 agosto 2022

      O l'esoterico
      https://it.wikipedia.org/wiki/Esoterismo

    13. JA 17 agosto 2022

      Ognuno ha il suo punto di s-vista, ammesso sia un individuo e non un'ammucchiata.

    14. sbregaverse 17 agosto 2022

      Sì va bene, anche se, in questa situazione pure:
      ESSOTERICO.

    1. JA 16 agosto 2022

      Pensare avevamo un nuovo Leonardo e nessuno se ne era accorto, forse perché lavorava in “sordina”: santo subito, Arcangelo della bufala scientifica.
      Povera nazione. Si attaccherebbe anche alla catena di uno sciacquone avesse la forza di reggerla.

    2. AlbertoConti 17 agosto 2022

      Sicuramente tu hai la forza per tirare la catena dello sciacquone. Prima di farlo però ricordati di buttare nel cesso i tuoi commenti immotivati. Andiamo, almeno una citazione di Wikipedia potresti sforzarti di aggiungerla, come tuo solito.

    3. JA 17 agosto 2022

      E tu invece parli sempre senza mai ascoltare ciò che dici ne tanto meno ciò che leggi.
      Un pò di Wikipedia ti farebbe molto bene sapessi scegliere il grano dal loglio. Passo e chiudo.

    4. AlbertoConti 17 agosto 2022

      Sì, sì. Chiudi che ti conviene.

    1. JHON 16 agosto 2022

      Rimanere fedeli a se stessi e al proprio credo, costi quel che costi. senza lamentele e piagnistei. Lasciate che il mondo giri, nulla possiamo.

    1. gianB 16 agosto 2022

      Potremmo discuterne fin che vogliamo, ma una risposta "vera" alla domanda Chi sono Io ? non scaturirá mai dal nostro lato razionale, bensí da una presa di coscenza oltre il razionale. Non dal nostro cervello, ma dall'interezza dell'insieme di ogni cellula del nostro corpo.
      Alberto, se proprio ti piace la parola "esistenza" ti proporrei "Per una esistenza universale" piuttosto che "Per un nuovo esistenzialismo".

    2. A.P. 16 agosto 2022

      Il punto è che la risposta non esiste in apparenza ma essa è contenuta nell'assoluto come ha provato a spiegare Hegel.
      Ora il problema sta nell'individuare l'assoluto, cosa molto faticosa perché la dialettica intrinseca alla sua individuazione richiede uno sforzo razionale molto intenso che è impossibile se si resta ingabbiati nella concezione del limite della ragione, Hegel la chiamava la fatica del concetto.
      Tuttavia l'impianto teoretico hegeliano che porta alla scoperta dell'assoluto non è come l'illuminazione di tipo buddista, cioè non è intuitivo-rivelativo-trascendente ma è un lento e tortusoso percorso teorico-pratico che superando una metafisica di natura teologica sfocia necessariamente nella scienza della logica; cioè la realtà è pensata non come un fenomeno casuale, contingente e transitorio ma come la conseguenza necessaria di un pensiero razionale.
      Ergo il pensiero di Hegel suggerisce un approccio razionale al dipanamento della matassa contingente dei fenomeni, i quali non possono per la loro natura rappresentare la realtà in quanto eventi contingenti mediati dal caso; invece solo la dialettica circolare, incondizionatamente razionale, superando e conservando il fenomeno può giungere allo svelamento della realtà; appunto uno svelamento perché solo il pensiero razionale dialettico può scoprire, svelare ciò che già è sottostante, perché ciò che è svelato è già esistente, quindi se non si pone lo svelato come già esistente non ha nessun senso tutta la teoresi e quindi l'esistenza della realtà stessa, per questo chi non crede nell'esistenza della realtà, Hegel non può essere di alcuna utilità e per logica fluttuerà per sempre nell'incomprensione si se stesso. Quindi attenzione: non riflesso, non intuito, non rivelazione mistica o altre mediazioni trascendenti del fenomeno, ma solo un' attenta e misurata dialettica circolare ci permette di orientarci verso la realtà dell'unicità, cioè della verità e del vero sapere.
      Al momento sembrano non esserci altre strade, ma la questione resta comunque aperta.
      Ben inteso: nietsche, schopenhauer e probabilemente neppure heidegger, erano inorriditi di fronte alla teoria hegeliana.
      Infatti i prodromi del nazismo nascevano irrimediabilmente da questo scetticismo nei confronti della teoresi hegeliana.

    3. Primadellesabbie 16 agosto 2022

      Poi è apparsa la quantistica, di cui non ci si decide a prendere atto che, con tutto il rispetto per i sommi pensatori citati e non, scombinando in ogni suo aspetto il concetto di realtà fin lì utilizzato, costringe a mettere in seria discussione tutto il mondo delle idee e le teorie precedenti.

    4. sbregaverse 17 agosto 2022

      Tra Hegel e Engels preferisco Marx:
      Groucho.

    5. sbregaverse 17 agosto 2022

      Hegel ha PROVATO a spiegare l'ASSOLUTO .
      Il MISTICO ne è la PROVA.

    6. AlbertoConti 17 agosto 2022

      Commento interessante. Aggiungo però:

      "assoluto significa letteralmente "sciolto da ogni vincolo e da ogni legame", in altri termini, totalmente indipendente e libero, totalmente autosufficiente."

      Che penso sia esattamente quanto intendeva Hegel scegliendo il termine "assoluto". Se così è mi sembra che la questione resti aperta, come è naturale che sia.

    7. sbregaverse 17 agosto 2022

      Sì è venuta , aààaàschhh aschhhh ahhuuuu, quasi insieme al debole pensiero.

    8. sbregaverse 17 agosto 2022

      Sì che ne dici di chiamarlo con un vecchio nomignolo un po' abusato:
      DIO causa SUI ¿

    9. AlbertoConti 17 agosto 2022

      Mmh ... dico che non mi piace. Ma è sempre una questione di gusti personali.

    10. Primadellesabbie 18 agosto 2022

      È 'apparsa': huuuuuuu, e ha indebolito il pensiero forte e quello rafforzato.

    11. Primadellesabbie 18 agosto 2022

      Il suo amico Hölderlin ne è la prova.

    1. Martin 16 agosto 2022

      Mah, se vogliamo mettere il dito su una disonesta' evidente che come le altre coinvolge decine di migliaia di persone, possiamo iniziare dal global warming.

      Qualunque climatologo SA che ci sono stati due precedenti periodi di global warming: il 250-400 dopo Cristo (le famose vigne britanniche, il verde della Groenlandia) ed il 950-1250 dopo Cristo. Non solo: nella seconda meta' del 17esimo secolo in Europa ci fu una terribile piccola glaciazione: in Germania e GB nevicava anche a giugno ed i raccolti andarono alla malora, con la conseguente FAME. E' in questo contesto che specialmente in Germania e GB si scatenarono i processi a decine di migliaia di streghe (in cui - per inciso - Anglicani e Protestanti fecero infinitamente piu' schifo dei Cattolici).

      Con quale faccia da c. si puo' quindi sostenere che l'attuale aumento delle temperature e' un "fatto unico"? Anche l'estate corrente e' stata piu' o meno la stessa del 2003 e del 1944.
      E con quale faccia da doppio c. lo si puo' addebitare all'aumento del CO2 indotto dalle attivita' industriali?
      Il trucco consiste nell' ignorare in piena mala fede i passati global warmings e nell'indicare solo l'aumento relativo registrato negli ultimi decenni dal CO2 prodotto dall'uomo.
      Ma che peccato che il 95% del CO2 e' prodotto naturalmente dal pianeta, e che tutte le attivita' umane, nonostante il recente aumento, fanno solo un misero, striminzito 5%. Una sola eruzione vulcanica fa mesi di CO2 "umano".

      Morale, per ragioni geopolitiche e di profitto la lobby neoglobal - al comando degli USA di Obama/Biden e della Commisione UE - vuole imporre alle masse occidentali l'auto elettrica.
      Secondo calcoli scientifici obiettivi, considerato l'inquinamento necessario a produrre le mega batterie, un auto elettrica inizia a dare un contributo ambientale positivo rispetto a quella a benzina solo a partire da 40.000 km percorsi. Un po' pochino!
      C'e' poi un altro "problemino": con milioni di auto elettriche, le attuali reti elettriche occidentali non sarebbero sufficienti alle ricariche ed andrebbero incrementate esponenzialmente.
      Qui il miserabile trucchetto e' evidente: si tiene fuori dal computo il costo in termini di inquinamento del necessario, esponenziale aumento della produzione elettrica. Siamo veramente al livello becero delle 3 carte.

      Chiudendo sulle "ragioni", quelle di profitto le afferrano tutti, dato il costo delle auto elettriche. Sfuggono invece spesso quelle politiche, sia internazionali che interne: in estrema sintesi, petrolio e diesel non li puo' controllare completamente nessun Paese e nessuna autorita' interna, al contrario dell'offerta elettrica che e' invece direttamente controllabile d'autorita'.
      Per essere piu' chiaro: la futura decisione sul costo del kilowattora sara' eminentemente POLITICA e VERTICALE, in misura molto maggiore a quella del costo del carburante, per sua natura molto piu' esposta alla complessa pluralita' di soggetti (produttori raffinatori trasportatori distributori dettaglianti) che compongono i mercati internazionali ed interni.

    2. A.P. 16 agosto 2022

      Anche io sono piuttosto scettico sulla capacità antropica di modificare il clima, tuttavia se pur a livello globale credo sia impossibile tale modifica, a livello locale non escludo che con tecnologie appropriate lo si possa fare, per esempio in riferimento alle scie chimiche che pare abbiano proprietà ionizzanti dell'aria e possano addirittura impedire la pioggia.
      Sull'auto elettrica sappiamo tutti che è una ciofeca riservata ai ricchi.
      D'altra parte vogliamo parlare di risparmio enrgetico e razionalizzazione dei costi e del consumo energetico e facciamo le piste da sci nel deserto arabico: ma di cosa stiamo parlando!
      Irrazionalità allo stato puro.

    3. Primadellesabbie 16 agosto 2022

      "...Sull’auto elettrica sappiamo tutti che è una ciofeca riservata ai ricchi. ..."

      È adatta a chi potrebbe usare quotidianamente i mezzo pubblici, chi viaggia non può fermarsi per delle ore a caricare le batterie, magari con l'ansia di restare a piedi dove non ci sono possibilità di ricarica.

      I palazzi di città senza garage non possono installare lo strumento di ricarica.

      Inoltre quanti anni ci vorranno per avere una rete di officine in grado di riparare i guasti, e senza farsi del male?

      Chi fa casa-ufficio o casa-centro commerciale, con il concessionario a un tiro di schioppo, invece, può esibire orgogliosamente la sua T, come accade puntualmente.

    1. absitiniuriaverbis 16 agosto 2022

      Un approccio ragionevole questo di Antonio Conte, che lascia almeno una domanda ed almeno una risposta per aria.

      Condivido che il 'lavorare su sé stessi' sia una necessità imprescindibile, a meno di non preferire il sonno detto dei giusti ma che sarebbe, più realisticamente, chiamarlo degli ignavi. dovendo parlare di esseri respiranti.

      In primo luogo, non siamo tutti uguali quando parliamo di 'elementi costituenti' la personalità.
      Secondo, non ci sono 'scuole dell'obbigo' che mettano a disposizione questi insegnamenti qualificati esoterici e nemmeno quelle che insegnino 'come pensare'. Ci si limita a scuole che insegnano 'cosa pensare'.

      In questo panorama, come fa l'umanità a convivere pacificamente?

      Lo constatiamo tutti i giorni come vengono approcciati i conflitti di interesse/potere.
      L'approccio è quello del 'missionario': ricorda nulla?
      Ovvero, delle tue ragioni e teorie e cultura e principi, a me importa poco o punto. Io ti DEVO convertire e tu DEVI buttare alle ortiche tutto il resto. O ti converto o ti elimino che è il dogma tipico di chi crede di possedere la verità assoluta.

      Infatti, se si crede che il fine ultimo di ogni azione debba essere l'imposizione dei tuoi valori, allora l'equilibrio necessario a sostenere una pacifica coesistenza, secondo me, diventa impossibile. Nessun equilibrio di potere/controllo è possibile. Ricorda nulla?

      Se parliamo poi di comportamenti, ammesso che si sia trovato un punto di equilibrio sui valori condivisibili, introduciamo un secondo, necessario, vincolo.
      I comportamenti devono allinearsi all' equilibrio complessivo. Altrimenti si predica bene e si razzola male. Ricorda nulla?

      Tutto qua, sic et simpliciter.
      Non è affatto semplice, nemmeno un po', anzi.

    1. Primadellesabbie 16 agosto 2022

      Chi può porsela, quella domanda, se l'è sempre posta.

      Il guaio nasce quando a porsela sono coloro, e sono tanti, che non possono che adottare la risposta suggerita loro dai padroni che si sono scelti o che si ritrovano.

      E in comunità troppo attive, come quelle contemporanee, i secondi sono usati per rendere marginali i primi.

    1. danone 15 agosto 2022

      Ottime riflessioni Alberto.
      Ci hanno condotto come greggi, lentamente ma inesorabilmente, dentro ad un sistema socio-economico culturale totalmente materialista, che nei decenni ci ha talmente abbruttito dentro e reso egoisti, che ai più ha tolto la capacità di porsi quella domanda e quindi di cercare la propria risposta.
      Colui che invece si pone la domanda, chi sono io?, fino a ieri aveva comunque la possibilità di intraprendere la sua ricerca.
      Adesso, dopo l'ingresso nell'era covidiota, abbiamo fatto una balzo in avanti, mi sembra, perchè, se fino a ieri il sistema era impostato in modo tale che riusciva solamente a distoglierci dal porci la domanda, oggi andiamo verso un sistema talmente pervasivo, distopico, artificiale e lobotomizzante, in una parola transumano (ed è anche obbligatorio andarci, non c'è scelta), che ci elimineranno proprio il luogo interiore dove viene formulata la domanda, oppure lo renderanno ad accesso remoto con password di ingresso, che ovviamente non ti diranno mai :-))
      Solo Dio o e gievul sanno con cosa ci interferiranno, col grafene e il 5g, col microchip nel cervelletto o con chissà quale altra sperimentazione di massa, ovviamente giustificata da una comprovata emergenza cosmica assoluta.
      Niente più accesso al luogo dove si origina la domanda, niente più esseri umani in cerca di risposte neanche per sbaglio, niente più bisogno di controllo, e, per i padroni delle mandrie, molto meno lavoro in futuro.

    2. absitiniuriaverbis 16 agosto 2022

      Si, forse un punto:... ci hanno condotto...
      Direi:... ci siamo lasciati condurre...
      Se non mandanti, siamo di sicuro complici.

    3. sbregaverse 17 agosto 2022

      Siamo lì lì per ..... venire.....dove ci hanno mandato: IN MONA.

    1. Eugiorso 15 agosto 2022

      Sato Etico, sovrano, rivoluzionario anti-liberista, centralizzato, autoritario .. Politiche internazionali rigorosamente filo-russe. Fuori i devianti, i perversi, i tossici, gli spostati..
      Questa sarebbe l'unica vera salvezza per l'Italia, non una "nuovo esistenzialismo" ...
      Sono "estremista"? Sì e me ne vanto!

      Cari saluti

    1. LuxIgnis 15 agosto 2022

      In questi giorni ho letto in un libro questa frase: "i media non influenzano come pensare ma cosa pensare".
      Questo concetto può essere allargato ai potenti che dominano, ai governi, allo status quo, anche alle tradizioni, ecc. I media sono solo il loro megafono. Non è un problema che tu pensi anche alternativamente a quello che loro indirizzano, il problema è se tu pensi ad altro.
      A quante cose non pensiamo, cioè ci riflettiamo sopra e approfondendo l'argomento, ci creiamo una nostra opinione?
      Siamo intrappolati non tanto dai nostri pensieri ma dal fatto che i pensieri non sono liberi. In altre parole non è un problema che ci sia un ego ma che questo sia confinato in anguste barriere mentali che vengono chiaramente sugellate da chi non vuole l'espansione. Un ego espanso non è un problema.
      Il "chi sono io" dell'articolo è una di queste domande che la stragrande maggioranza delle persone non si fa, eppure è tra le più importanti perché è tra quelle che danno la risoluzione di una vita intera. E non è importante la risposta è importante proprio la domanda.

      Quando ero ragazzino e litigavo con mio padre (sempre stato un ribelle) a volte lo disarmavo semplicemente facendogli questa domanda: "dove sta scritto?" Nella mia ingenuità e incoscienza tipica di quella età, in realtà centravo un punto importante che ho poi capito più in là, molto più in là. Questa è l'immagine del mondo che mi viene offerta, ma su cosa si basa? E' giusta, sbagliata, ci sono altri modi di interpretazione, ci sono altre immagini?
      Ora ho compreso che non c'è in realtà scritto nulla, cioè l'immagini che vengono date sono per lo più false e illusorie. Si basano su nulla.
      Quando si dice che il mondo è un'illusione va capita bene la frase. Il mondo non è un'illusione sono le immagini che lo sono.
      Tolte queste appare il reale.

    2. Jacopo Brogi 15 agosto 2022

      "... Noi siamo in gran parte governati da uomini di cui ignoriamo tutto, ma che sono in grado di plasmare la nostra mentalità, orientare i nostri gusti, suggerirci cosa pensare. Ci governano in virtù della loro autorità naturale, della loro capacità di formulare le idee che ci servono e della posizione che occupano nella struttura sociale... (..)" E. Bernays ("Propaganda", 1928)

    3. AlbertoConti 17 agosto 2022

      "E non è importante la risposta è importante proprio la domanda."

      Ti ringrazio per questa precisazione che condivido in pieno.

    4. LuxIgnis 17 agosto 2022

      Prego.

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