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NO TINC POR

 

DI EMANUELA LORENZI

comedonchisciotte.org

Quando alle 16:45 del 17 agosto ho insistito per svoltare a sinistra di una insolitamente deserta Rambla alla vista della torre campanaria della Iglesia di Santa Maria del Pi nel Barri Gòtic (barrio gótico), non conoscevo quel tipo di terrore né la forza che può generare, nell’angoscia di proteggere mio figlio a tutti i costi, trascinandolo alla vista di gente armata (solo dopo ho realizzato che erano i Mossos) in un minuscolo negozio per passarvi un pomeriggio a dir poco surreale, blindati con altre famiglie senza vetri e informazioni ma molto fumo e sentendo corse e spari, aspettando da un momento all’altro qualcuno con un mitra a sfondare la saracinesca. Risalire poi la città ferita sino all’auto lasciata alla Sagrada Familia mi ha ulteriormente illuminato sul ventaglio di comportamenti che le persone mettono in atto di fronte a un fatto di tale gravità: turisti che facevano foto, persone che facevano l’aperitivo, gente in cammino apparentemente indifferente al rischio di imbattersi in un proiettile o un machete del ‘terrorista’ ancora in fuga lungo la Avinguda Diagonal.

Non intendo qui fornire letture che non so dare, se non permettermi umanamente di rilevare quanto sia facile giudicare dall’esterno le umane reazioni allo shock che non sono sempre prevedibili, spesso lavorano dentro magari successivamente e prendono altre vie. Non credo che il país catalano si lascerà minacciare nella causa indipendentista da qualche ragazzino drogato e messo in scena dalle solite regie usraeliane, non cambieranno per questo. Mi permetto di dire però che per quanto le regie siano sempre distanti dalle versioni main, mistificate in modi più o meno grossolani, i morti e i feriti sono reali e la paura pure. Del resto questo è lo scopo.

 

La paura governa.

Questo lo sanno gli oligarchi, i plutocrati e i dittatori di ogni misura.

Ma avendo vissuto quella, di origine apparentemente (o volutamente) indefinita, incerta, disorientante, posso asserire che la paura vera non è quella che si prova a passeggiare con i propri figli lungo un viale alberato temendo una furgoneta alle spalle. La paura vera è quella di passeggiare con i propri figli lungo il vialetto della scuola che non potranno più frequentare perché qualcuno ha deciso che l’Italia sarà ancora il ventre molle d’Europa, capofila della GHSA, finanziatore del GAVI con i vaccine bonds. Qualcuno molto al di sopra della ministrella senza laurea che inciampando su virus e batteri saltellanti e macroscopiche menzogne sui “270 morti di morbillo” sulla scia di inesistenti epidemie (laddove i morti e i danneggiati sono invece quelli delle reazioni avverse nascoste da AIFA e Ministero stesso) ha imposto la dittatura sanitaria (con tanto di pizzo di stato – rateizzabile – che fa crollare miseramente il velo di Maya su questa folle sperimentazione di massa, una gigantesca fase 4 cui offriamo una intera generazione).

 

In Francia: dissidenti in prigione!

La dittatura è contagiosa e su questa nuova Norimberga non si perde tempo, visto il rapido adeguamento della Francia di Macron, da dove la ministra Agnès Buzyn ha annunciato ieri 31 agosto che saranno obbligatori 11 vaccini a partire dal 1 gennaio 2018 con sanzioni fino a 3.750 euro e, udite udite, 6 mesi di reclusione, anche qui dietro al leit motiv della sensibilizzazione:

“Mon objectif n’est pas de sanctionner, l’objectif de cette obligation c’est de rendre la confiance aux Français”

Fiducia (confiance) cui i francesi stanno cominciando a rispondere compatti e probabilmente invisibili come gli italiani (tralasciando le innumerevoli manifestazioni, fiaccolate, presidi degli ultimi mesi, bisogna andare sui siti esteri per trovare la notizia dei 70.000 a Pesaro con tanto di foto – i droni non servono per fortuna solo per vigliacchi bombardamenti a distanza, ma anche per testimoniare questa insperato risveglio civile degli italiani) organizzati in una manifestazione nazionale convocata per il 9 settembre dalla REVAHB (associazione delle vittime del vaccino antiepatite B, quello che da noi è stato imposto dietro la forza scientifica della mazzetta al ministro de Lorenzo[1] e che Jean Stèphane tra grasse risate ha esaltato come volano dei profitti della GSK).

 

La scuola che esclude

Quella italiana – prosegue Fedeli – è già una scuola altamente inclusiva e capace di integrare, di fare della diversità una ricchezza.”

ha affermato l’altra ministrella, questa proprio senza neppure la maturità nonostante sia a capo della Istruzione (fa quantomeno ribrezzo che abbia osato proporre l’estensione dell’obbligo scolastico ai 18 anni, perpetrando quella impostazione taylorista e standardizzata di scuola pubblica, gratuita e obbligatoria d’origine prussiana che mira appunto ad in-struere piuttosto che ex-ducere, schiavizzando per formare quel cittadino-modello desolante, amorfo e malleabile che è disperatamente incapace di critica, di ribellione e di autoaffermazione, nelle parole di Marcello Bernardi), parlando della creazione di un osservatorio permanente per l’inclusione.

Ecco quindi, coerentemente, i primi casi di esclusione qui e nel veronese: bambini ghettizzati, separati, discriminati.

 

La paura e i solerti primi (non)cittadini. La vergogna di Uboldo.

Eccola la paura, quella che sta prendendo corpo in questi giorni nelle famiglie italiane che vedono i propri bambini ghettizzatti nelle scuole divenute delatori di regime (perché il regime non ha i mezzi per mappare la popolazione, dimostrazione questa che fra le altre cose non hanno mai avuto alcun dato reale sulla copertura vaccinale, per questo utilizza le già sovraccariche strutture scolastiche per ottenere informazioni sanitarie).

La paura che si insinua ora con stupefacente concretezza nei genitori informati e consapevoli che debbono avere a che fare con questi soggetti indegni del ruolo istituzionale che ricoprono, come questo che non riesco a definire “primo cittadino” (e che rientra in pieno nella categoria degli “odiatori online” tanto cara al ministro Orlando e alla Boldrini nella loro paradossale lotta fake alle news troppo vere per permetterne la diffusione), il quale nella sua abominevole lettera ad una madre che ha espresso legittimi dubbi sulla illegittimità di una legge degna del ventennio fascista e che (e questa non è certo un’opinione) non solo calpesta la nostra già bistrattata Carta (che probabilmente il soggetto non conosce), ma ne maciulla molte altre internazionali che il nostro paese, piaccia o no, ha ratificato (da Oviedo, che il nostro sindaco probabilmente non sa neppure dove si trovi, alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, al Codice di Norimberga che vieta ogni sperimentazione su esseri umani, nonché la recente sentenza della Corte Europea per i Diritti Umani che stabilisce che le vaccinazioni obbligatorie sono lesive della vita privata dei cittadini).

Ecco alcuni stralci della lettera, che nella sua miseria, volgarità e acrimonia riesce persino a superare le già più volte citate perle di boriosa protervia del più noto Burioni al soldo della Pomona[2] (qui riportate dal senatore Maurizio Romani in senato):

Voi non siete considerati scellerati, voi SIETE SCELLERATI. Perché LA SCIENZA NON E’ DEMOCRATICA.[sic! ] Di quello che pensa LEI e quattro […] che si divertono a fare gli scienziati e i medici patentati con Google, la scienza non sa che farsene.

 (Più avanti definisce questi genitori anche “branco di idioti” e dà della ‘demente’ ad una madre che applica il protocollo in caso di rischio di tetano (che essendo un tossoide anaerobico si sviluppa solo in assenza di ossigeno). Ma il fondo è toccato in questo punto:

Per essere genitore non basta la capacità fisica di mettere in pratica un buon rapporto sessuale completo (sulla qual cosa, immodestamente, sento di poter concorrere in futuro al premio di “Padre dell’Anno”…) o un certificato dell’Ufficio Anagrafe che attesta che una persona è genitore di un’altra.
Per fare il genitore bisogna ESSERE GENITORI dentro.
Bisogna avere una maturità intellettuale, sociale, culturale per poterlo essere.

 

In un mio precedente articolo sul valore sociale e persino metafisico della rivolta del singolo (nel senso camusiano di azione metafisica permanente, di creazione di senso e di una realtà umana che riscatta ontologicamente dall’assurdo l’étranger ripristinando ordine nel caos), citavo il grande Fëdor Dostoevskij sul ruolo genitoriale

Colui che genera un figlio non è ancora un padre, un padre è colui che genera un figlio e se ne rende degno

ma questo tizio si supera e si sarebbe meritato, più delle milioni di donne in età fertile di Kenya, Messico, Nicaragua e Filippine, di far parte a sua insaputa del progetto della grande Task force sui vaccini per la regolazione della fertilità (il progetto finanziato da OMS come partner del GAVI, Banca Mondiale e Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione UNFPA per la sterilizzazione tramite il vaccino DTP che conteneva l’antigene Hcg abortivo veicolato dal tossoide del tetano).

Ed ecco che si inizia a scavare nel fondo, non come un Caproni alla ricerca del senso ultimo oltre l’inscalfibilità del muro della terra, bensì nel più duro fondo della vergogna umana che non ha coscienza di se stessa:

Non solo bisogna VIETARE a questi bambini di accedere nelle scuole di ogni ordine e grado.
Nella Legge bisognava IMPORRE (I-M-P-O-R-R-E) AI SINDACI DI TOGLIERE D’UFFICIO LA PATRIA POTESTA’ a genitori scellerati come Lei.

Non le porgo i miei più cordiali saluti perché anche io applico la “libertà di scelta” e la faccio applicare anche a Lei: scelga Lei liberamente il luogo dove vorrei mandarla in questo momento e che, Le assicuro, potrà individuare liberamente in una sola e incisiva parola.

 

Walk of change (ma: The Revolution Will Not Be Televised)

 E’ in partenza un cammino per il cambiamento, che, come molti altri atti di ribellione civile, probabilmente non vedremo in televisione. Del resto, la guerra contro boriosi e acefali è solo cominciata e la rivoluzione, come cantava Gil Scott-Heron, non sarà trasmessa in televisione.

E non sarà facile.

No tinc por.

 

Emanuela Lorenzi

Fonte: www.comedonchisciotte.org

3.09.2017

 

 

Note

[1] «Il 27 maggio 1991, con la legge 165 si istituisce l’obbligo dell’antiepatite B, legge voluta dall’allora Ministro della sanità Francesco De Lorenzo, coinvolto nello scandalo di Tangentopoli: in quanto Ministro della Sanità ottenne, nell’ambito delle indagini su tangenti, una condanna definitiva a 5 anni, 4 mesi e 10 giorni di reclusione con l’accusa di associazione per delinquere e corruzione finalizzata al finanziamento illecito ai partiti. Suo degno compare in questa iniziativa fu il dott. Duilio Poggiolini, direttore generale del servizio farmaceutico nazionale del Ministero della Sanità di Francesco De Lorenzo, coinvolto nell’inchiesta Mani Pulite sullo scandalo di Tangentopoli, membro della loggia massonica P2. Implicato nello scandalo per le infezioni HIV ed epatite C dovute a trasfusioni da sangue infetto sempre nello stesso periodo. Il Ministro De Lorenzo fu perseguito con procedimento penale per avere percepito nell’occasione dalla casa farmaceutica produttrice del vaccino, SmithKline Beecham una “tangente” di L. 600.000.000, procedimento definito con patteggiamento da parte dell’imputato» (fonte)

[2] The inspiring scientists and originators of Pomona Ricerca, Professor Massimo Clementi (link), Professor of Microbiology and Virology and Dean of the School of Medicine of the Università Vita-Salute San Raffaele, and Professor Roberto Burioni (link), Associate of Microbiology and Virology at the same University, are among the key opinion leaders and internationally recognized experts in the field of human monoclonal antibodies and in the research of the host-pathogen interplay, with an outstanding publication track in this field. Their work and consolidated know how in the specific sector puts also Pomona in a leading position for the design and the development of innovative epitope-based vaccines, able to elicit only the most active antibodies after administration to the patient. From its incorporation, Pomona Ricerca has been financed by angel investors. http://www.pomonaricerca.com/

Il lavoro di Burioni e Clementi rende quindi la Pomona leader nella progettazione e sviluppo di vaccini innovativi basati su epitopi ed è finanziata sin dalla sua costituzione da investitori angelici[ndt]

 

Pubblicato da Davide

  • Grandepuffo

    A proposito di sanità, supposte in arrivo per i francesi…

    • Holodoc

      Hanno voluto la bicicletta Macron? Che pedalino!

      • Grandepuffo

        Già ed oltretutto è un tandem, dietro c’è la babbiona Brigitte.

      • Toni Mona

        mi sa che sara un finale(sprint) con fotofinish fra Italia e francia!!!!!!

      • robespierre

        Macron secondo me non terminera’ il mandato (lo dissi subito dopo la sua elezione). Ora si sta ostinando a togliere ulteriori diritti ai lavoratori, dopo il maledetto francese job’s act, guarda caso da lui voluto quand’era ministro, ed imporre i vaccini, ma i francesi, historia docet, non le mandano a dire.

        • Holodoc

          Ormai sono nella Nato e nella EU, il Grande Fratello controlla pure loro

    • cenzino fregnaccia pettinicchi

      Molto bene.

  • cristina cappugi

    Bellissimo articolo che ho letto con speranza. Personalmente decisi subito in tranquillità che non mi sarei sottoposta a questa legge, io e la mia famiglia, senza alcuna paura, è vero. Penso che molti sentano come me

    • Mario Poillucci

      Disobbedire sempre e comunque! Ciò che impone il sistema è criminale, criminogeno ed al servizio del denaro!

  • Piramis

    Ottimo articolo, ma purtroppo è un grido nella tempesta che imperversa tra il gregge di pecore nel quale si è ridotta l’Italia, come dimostrano questi genitori che, in buona ignorante fede, assediano i centri vaccinali http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/09/01/news/palermo_folla_per_i_vaccini_genitori_assaltano_l_asp_con_i_bastoni-174386706
    Mi ricorda un passo di un libro che lessi una trentina di anni fa, del brigatista pentito Patrizio Peci, “Io l’infame”, dove, ad un certo punto, guardandosi intorno sulla spiaggia e osservando il pecorame italico, pensò sconsolato: “a questi qui, volevamo far fare la rivoluzione?”.
    Sono passati più di 30 anni, le cose non sono migliorate.

    • Mario Poillucci

      La ”Rivoluzione” egregio Piramis non devi farla o progettarla per ”questi qui”! La RIVOLUZIONE, quella vera, devi farla per te provvedendo alla ”rimozione” dei micron, delle lorenzette, dei sorosripugnanti, dei banchieri, degli accattoni definiti ”poteri forti” delle lobby, delle c.d. ”èlite” che dovrebbero rappresentare ”l’insieme delle persone considerate le più colte ed autorevoli”! In realtà lei vede benissimo che le c.d. ”èlite” non sono che il letame più sconcio, turpe, ributtante e disgustoso in cui sia concesso imbattersi! Poichè sulle ”masse” non è possibile confidare non resta che affidarsi a ”singoli” che, se ”cazzuti” e preparati posso causare più danni di una divisione di fanteria! Credo che anche lei non voglia limitarsi alla sola querimonia, spero!!

      • Piramis

        “La RIVOLUZIONE, quella vera, devi farla per te provvedendo alla ”rimozione” dei micron, delle lorenzette, dei sorosripugnanti, dei banchieri, degli accattoni definiti ”poteri forti” delle lobby, delle c.d. ”èlite” che dovrebbero rappresentare ”l’insieme delle persone considerate le più colte ed autorevoli”!”
        Ok, vai avanti con il bastone, che ti seguo.
        Dopo che ne avrai “rimossi” un paio, il terzo lo rimuovo io.
        O non vorrai limitarti al solo incitamento, spero!

        • Mario Poillucci

          Non sia mai!! Cerco persone che si uniscano a me nello stesso tempo giammai ”dopo”!! Non devi ”seguirmi” ma agire contemporaneamente e sono sempre alla ricerca di persone che si uniscano a me in quel di rometta spontaneamente e dignitosamente!

          Molto probabilmente la mia ricerca avrà lo stesso esito della ricerca di Diogene ma non importa! A proposito: molestato dalla squallida congrega definita ”digos” sono stato io per ”sospetto terrorismo” qualche annetto addietro! Quindi et ergo non incito bensì mi espongo personalmente anche, semplicemente, specificando nome e cognome! Rara avis!!! Va bene, non fa niente ma lo sapevo già! Restiamo in attesa di persone stufe ed animate da buona volontà e dignità per iniziare ad impartire buone ”lezioni”!!

          • Piramis

            La mia era una battuta 🙂
            Non combatto più le cause anche per gli altri, aveva ragione Peci, è tempo perso, continuassero a brucare quanto gli pare.
            Auguri

  • Trollerball

    Penso sarebbe opportuno correggere la data dell’articolo: 3 settembre anziché 3 agosto

    • WM

      Corretto, grazie 😉

  • GioCo

    cito: “… non conoscevo quel tipo di terrore né la forza che può generare, nell’angoscia di proteggere mio figlio a tutti i costi … “. Fine citazione.

    Non conoscevo. Ci sarebbe molto da riflettere se quell’ex-ducere porta con se la necessità di non privare l’essere umano della paura, della sofferenza, della fatica. Le peggiori nefandezze della storia sembrano proprio veicoli obbligatori per costruire una conoscenza che non sia di superficie, che non sia in se e per se vuota di significato (per noi umani).

    Fuggire dall’ignoto, corrisponde poi a farsi sedurre dall’idea che procurare agli altri ciò che non vogliamo sia fatto a noi, permette di evitare quel destino o quantomeno ridurne drasticamente l’impatto negativo. Come il Kapò, il prigioniero di un campo di concentramento, che pur condividendo il luogo e la prigionia degli altri, si bea del fatto che ha un residuo potere che può esercitare, potere che può permettergli di scampare alle atrocità peggiori e questo gli fornisce tutto il carburante di cui ha bisogno per essere spregevole più che gli riesce. Persino più degli aguzzini che gli hanno dato quel potere. Così si crea una alleanza che permette a pochi o pochissimi di controllare i molti o moltissimi. Non è semplice corruzione è ingegneria sociale del caos e della mutua distruzione di una collettività. Essa contempla e promuove la spinta interna che riproduce il comportamento criminale: chi è uscito vivo da quell’esperienza non poteva più liberarsi dal senso di colpa di essere sopravvissuto. In pochissimi ragionano sul principio che in sé è miliardi di volte peggio delle camere a gas. Vuol dire che siamo esposti alla possibile programmazione (mind hacking) di autodistruzione “felice” e con relativamente poco sforzo, indipendentemente dalle condizioni di privazione ed educative di partenza.

    Ma guardate solo come vengono trattati coloro che si ribellano: non è lo stesso dileggio a cui erano esposti i ribelli del lager? Funziona, non ci si indigna ma sotto sotto in tanti si fregano le mani già immaginando i loro ruoli di Kapò; tra i dileggiati, non viene di pensare che la scienza non nasce per dire a qualcuno che è un idiota e non ha certezze per ciò è lo strumento meno adatto per quello scopo. Usare la scienza in quel modo è unicamente un azione prevaricatrice, prepotente, propria del bullo, che non è interessato alla scienza ma a schiacciare l’altro, renderlo inerme e insulso e godere in questo modo del potere.
    Così “l’inermità” (cioè l’esercizio attivo dell’assenza di una risposta alla provocazione) diventa la forza del bullo.

  • Tonguessy

    Questo interessante articolo mette a nudo una verità, che finalmente viene declamata a caratteri cubitali: “LA SCIENZA NON E’ DEMOCRATICA”. Perchè democrazia significa conflitto. Ci sono parti in causa che hanno idee diverse, e le possono esprimere, lottando per vederle rispettare. Con i vaccini è stato dimostrato il vero hard core della scienza (o, almeno, uno degli aspetti maggiormente criticabili): la scienza non è soggetto di discussioni, va applicata e basta. Il che mi ricorda il motto dell’esposizione internazionale di Chicago del 1933: “Science Finds, Industry Applies, Man Conforms.” Dove starebbe il processo democratico nell’uomo che si adatta a ciò che la scienza scopre? Dove sarebbero i processi decisionali che permettono o impediscono che si spendano soldi in esplorazioni spaziali, particelle di dio, test chimici su umani e animali e via elencando?
    Finchè non verrà chiarita una volta per tutte questa questione, noi cittadini saremo sempre cavie umane per i vari laboratori scientifici.

  • Ronte

    Si giochicchia sulle parole.
    Il termine Rivoluzione necessita più rispetto e consapevolezza, meno leggerezza.
    La Rivoluzione è quel processo che trasforma in atto le virtualità ‘dell’altro uomo’, e fin da principio è una trasformazione radicale della vita umana e sociale che avviene nel segno della libertà, per il tramite della liberazione….La Rivoluzione ‘comunista’ rende l’uomo scopo all’uomo e la vita ‘dell’altro uomo’ diviene il motore primo dell’essere e dell’operare. La modernità borghese-capitalista presenta invece la produzione come scopo dell’uomo: Produrre, sfruttare, alienare…Ecco perchè l’individualità:” Mi batto per mio figlio” non può cambiare le cose. ” Battiamoci per i nostri figli, i figli di tutti!”.

    • Tonguessy

      Te l’ho già chiesto una volta, e non hai risposto. Te lo richiedo anche adesso: ma secondo te il fatto che Lotta Comunista adotti “azioni squadristiche e minacce in stile mafioso” contro i compagni di Pagine Marxiste è finalizzato ad una qualche VERA RIVOLUZIONE sotto l’egida del motto “proletari di tutto il mondo unitevi” oppure è uno “sfruttare e alienare” in stile iperborghese allo scopo di “reggere il bordone alla Camusso in cambio di poltrone in CGIL”?

      http://www.combat-coc.org/i-gangsters-di-lotta-comunista-in-azione/

      • Ronte

        Non mi pare di non averti risposto. E comunque cosa centra Lotta Comunista o altri residuati pseudo comunisti. ..La ‘legge’ rivoluzionaria non può prescindere da Marx e Lenin, come il ’17 del secolo scorso dimostra. Il resto delle posizioni sono fuorvianti: Riformismo, opportunismo, economicismo… tutta roba da buttare…O vogliamo ripercorrere il corso della Storia del movimento operaio e contadino, nonchè di tutti i subordinati, in questo sito? Non mi pare la sede giusta. Aggiungo che proprio in questi giorni sto rileggendo ‘Stato e Rivoluzione’, un opera grandiosa.Ti consiglio di fare altrettanto (se non l’hai ancora fatto).

  • ignorans

    Ivan Illich è un sociologo/teologo che ha scritto vari libri sull’argomento “società industriale”. Una delle sue tesi è che la società produttivistica finisce per obbligare i suoi componenti al consumo. Dato che tutto si regge sulla produzione, dato che ci sentiamo belli e forti perché produciamo, bisogna che la produzione, qualsiasi produzione, venga smaltita. Altrimenti sono guai. Sono guai perché si rivelerebbe il carattere insostenibile della “civiltà delle macchine”.
    Naturalmente lo stato deve “dare una mano” in questa operazione e guarda caso è proprio quello che sta accadendo.
    Per questo considero Illich un profeta.

    • gianluca pointo

      ottimo, è semplicemente questo il fine ultimo di questa società, i soldi, io lo vado dicendo da sempre, altro che potere e menate varie, oltretutto è stato sempre così, basta conoscere anche poco la storia….

  • neroscuro2014

    Dopo appena poco righe mi è passata la voglia di leggere questo guazzabuglio di accuse su tutto. Quando poi ho trovato il link autoreferenziale all’articolo sulla scuola, mi sono ricordato di cosa avrei voluto scrivere allora e che mi sono astenuto dal fare perché altri (Freda, Cataldo, MarioG, etc.) hanno espresso meglio e puntualmente quello che avrei voluto dire.
    Rileggete quei commenti e qui aggiungo solo che dal momento stesso in cui sono entrato nella scuola da docente quasi 10 anni fa, ho capito che le varie riforme stavano affossando lo strumento attraverso il quale intere generazioni, la mia compresa, avevano avuto l’opportunità di uscire dalla povertà culturale e materiale, realizzando quella mobilità sociale che aveva permesso il riscatto di tanti. Un percorso faticoso, ma vero, che ha consentito alla faccia della “prussianità” persino ha chi ne ha tratto vantaggio di sputarci sopra una volta raggiunta la posizione di potere o la tranquillità economica. Questa è gente che merita di essere giudicata quantomeno ingrata se non addirittura in malafede. Nel frattempo che la qualità della scuola pubblica è decaduta perché essa ha innanzitutto smesso di pretendere l’impegno, si è creato spazio per la scuola privata (costosa, elitaria e scadente nella stragrande maggioranza dei casi). Mi dispiace, le scuole private che funzionano meglio della scuola statale, sono quelle che chiedono un impegno maggiore e che ti sbattono fuori alla prima bocciatura o alla prima bravata. E queste sono piene, piene di iscritti con la fila fuori dalle segreterie per iscriversi.

    • Tonguessy

      Stai solo indicando gli effetti ma non la cause. L’Italia dell’ascensore sociale è quella della società che si si trasforma da agricola ad industriale (e poi terziaria) con annessi spostamenti di milioni di individui dalle campagne alle aree urbane. Servivano quadri per avere un organigramma in grado di traghettare il paese. Ecco spiegato l’ascensore sociale: i figli di pastori che diventano avvocati sono il frutto di quella mutazione sociale. Oggi di tutto ciò cosa resta? La scuola non può che assogettarsi al delirio del terziario avanzato: poca produzione, molta speculazione. Non serve più manodopera dato che le fabbriche chiudono o delocalizzano, quindi non servono più neanche quadri. E anche chi volesse dare ai figli un’istruzione superiore non avrebbe nel futuro molte scelte se non di vederli emigrare, dato che le produzioni sono altrove. Pensa solo al fatto di aumentare l’età scolare minima: è solo un trucco per evitare che i giovani intasino le liste già lunghissime dei disoccupati. Altro che “offrire una migliore scolarizzazione”! Qui si tratta solo di drogare le statistiche, che siano di disoccupazione piuttosto che di bolle finanziarie o di pericoli legati alla salute pubblica poco importa. Se non tieni conto di questo bias ogni analisi è destinata a produrre conclusioni sballate.

  • natascia

    Se il popolo non si sottopone in altissima percentuale ad una legge, significa che deve essere ABOLITA.