“No alle discriminazioni, lo sport educa alla coesione”. Società sportive contro il Governo

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di Valentina Bennati
comedonchisciotte.org

Lo sport è l’occasione per i giovani e gli adolescenti di sperimentare e imparare valori importanti quali, ad esempio, il rispetto ed è, in una parola, benessere fisico e psicologico che non si può negare a nessuno, tantomeno a chi sta crescendo.
Dal 10 gennaio, invece, alle società e associazioni che promuovono attività sportiva in gruppo viene chiesto di mettere in atto un decreto che rispecchia una effettiva discriminazione sociale nei confronti dei ragazzi dai 12 anni in su, e non più esclusivamente negli spogliatoi e negli ambienti al chiuso, ma addirittura all’aria aperta. In base alle nuove norme, infatti, tutti gli over 12 che non sono stati vaccinati e non hanno avuto la covid-19 non possono accedere alla maggior parte degli impianti sportivi e ricreativi, sia all’aperto che al chiuso.

Come riportato già da CDC lo scorso 22 gennaio, dieci società sportive della provincia di Forlì-Cesena che si occupano prevalentemente di settori giovanili calcistici hanno voluto prendere una posizione netta in merito e hanno detto ‘BASTA’. Basta “a regole che discriminano”. Basta “a una cervellotica attuazione di protocolli incomprensibili che spaventano, disorientano, ghettizzano”.
Dunque, a livello locale, si è alzato un muro verso le ultime disposizioni del Governo che di fatto precludono l’accesso alle attività sportive di una grossa fetta della popolazione giovanile, una delle fasce che, tra l’altro, più di tutte ha risentito degli effetti psicofisici della situazione che stiamo vivendo da due anni a questa parte. A causa delle misure restrittive che hanno costretto i ragazzi al confinamento sociale e ad una sostanziale riduzione dell’attività fisica si è creato, infatti, un disagio diffuso che adesso rischia di aumentare perché è notorio che la pratica sportiva rappresenta una tappa fondamentale per il corretto sviluppo dal momento che costituisce un’occasione di integrazione e scambio. I giovani che adesso ne saranno privati, perché non muniti di super green pass, andranno molto probabilmente ad ingrossare le fila dei numerosi casi di depressi, irascibili, apatici e ansiosi che già son venuti fuori in questi mesi.

Ecco allora che il comunicato firmato dalle dieci società sportive del cesenate e del forlivese che ripubblichiamo qui di seguito è un segnale importante da sottolineare.
Ed è, forse, l’inizio di una protesta che sembra allargarsi a macchia d’olio: si dice infatti che, nel settore, ci sia fermento nella vicina provincia di Rimini e in altre realtà territoriali in tutta Italia. Chissà che non si formi un fronte comune delle varie società e associazioni sportive per far valere le proprie richieste e tutelare la salute dei giovani.

* * *

COMUNICATO STAMPA SOCIETA’ SPORTIVE  FORLI’ CESENA

 

BASTA!
Questa volta lo gridiamo: BASTA!
BASTA verso le regole che discriminano i ragazzi!
BASTA, in questa cervellotica attuazione di protocolli incomprensibili che spaventano, disorientano, ghettizzano!
E le Leggi, uno Stato, le Federazioni, hanno il dovere di tutelare i minori dalla discriminazione e non di crearla!

Questa volta a noi, promotori sportivi, viene chiesto di dover mettere in atto un decreto che rispecchia una reale discriminazione sociale nei confronti di bambini dai 12 anni in su.
Non più esclusivamente negli spogliatoi, negli ambienti al chiuso, ma all’aria aperta!
E questo diventerebbe diseducativo e molto pericoloso nella crescita di tutti. Noi adulti per primi.

Noi società sportive abbiamo il compito di educare alla coesione. Noi che negli ultimi anni siamo state chiamate a sobbarcarci di responsabilità delegate da altri enti, senza “se” e senza “ma” … noi che oltre allo sport, fatto di volontariato, offriamo del sociale, dell’inclusione, del benessere fisico e psicologico ….noi che siamo sempre stati, nel nostro settore, in prima linea …adottando tutte le precauzioni sanitarie possibili e protocolli ministeriali.
Noi che apriamo le porte a tutti, non vogliamo trovarci costretti a dire: “Tu sì, tu no. Tu sì, voi no …”.

Dove vogliamo arrivare?
A noi un mondo, uno sport così, non piace!

Le statistiche ufficiali parlano di danni psicologici della pandemia e denunciano un aumento esponenziale di bambini e adolescenti demotivati, disorientati e capaci di qualsiasi cosa ogni giorno di più.
Potrebbero essere domani anche i nostri figli e quelli dei nostri amici più cari a soffrirne. E non saranno sempre “visi” di sconosciuti dove è risultato, fino ad ora, più facile girarsi dall’altra parte …

NO. Noi non ci stiamo a questo decreto! Noi vogliamo continuare ad educare ad altro, magari continuare a litigare erroneamente per una “superficiale” partita persa, uno “stupido” rigore non dato, un “qualsiasi” goal sbagliato. Ma tutti insieme.
Nessun bambino deve rimanere fuori dalla porta!
Beh, questa volta vogliamo pensare che il governo possa fare un passo indietro su questa norma, e non portare i MINORI ad essere discriminati nell’unico luogo, l’aria aperta, dove possono sentirsi liberi di vivere il loro sogno in un’amicizia svincolata da scelte non loro.

Nella prima pagina del C.U. 1 della FIGC Settore Giovanile Scolastico c’è scritto:
“L’attività calcistica giovanile viene regolata dalla S.G.S. tenendo presente le opportune tutele in tema di protezione dei minori e quanto specificatamente riportato nella Carta dei Diritti dei ragazzi allo sport dell’O.N.U. che si ispira ai principi di: eguaglianza, imparzialità, continuità, partecipazione, efficienza ed efficacia”.
“In tutti gli atti relativi ai bambini, siano essi compiuti da autorità pubbliche o da istituzioni private, l’interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente”.
(Capo 3 Uguaglianza, articolo 24, della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, Nizza 07/12/2000) sposato anche dalla UEFA e Terres des Hommes sulla tutela dei Minori!

E questa è la policy che abbiamo sposato!

Attendiamo che il Governo in persona del Presidente Draghi, del Ministro della Salute dr Speranza, delle Politiche Giovanili dr.ssa Dadone, delle Pari Opportunità e Famiglia dr.ssa Bonetti, del Sottosegretario allo Sport dr.ssa Vezzali, del Presidente della FIGC dr. Gravina, del commissario della LND dr. Abete, del Presidente della SGS dr. Tisci, del Presidente del CONI dr. Malagò, mettano FINE a questa diseguaglianza educativa sociale nei confronti di bambini e ragazzi di cui non vogliamo far parte.

Firmato:

S.S.D. AROUND SPORT
A.S.D. CARPINELLO
A.S.D. FUTBALL CAVA RONCO
A.S.D. JUNIOR GATTEO
A.S.D. NUOVA VIRTUS CESENA
A.S.D. POLISPORTIVA LONGIANESE
A.S.D. SAVIGNANESE
A.S.D. TORRE DEL MORO
A.S.D. TORRESAVIO
POLISPORTIVA DILETTANTISTICA SAN VITTORE

FONTE:
https://www.emiliaromagnasport.com/news/comunicato-stampa-societa-sportive-provincia-forli-cesena&page=1
(comunicato stampa pubblicato il 20.01.22)

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