Era meglio Berlusconi …

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DI TRUMAN BURBANK

Comedonchisciotte.org

Alcune note sul convegno di Moneta positiva del 29-4-2017 a Modena.

(L’immagine è presa da altro evento ma rende l’idea della partecipazione)

Il 29 aprile si è tenuto con successo il convegno. Il pubblico era numeroso, intorno a 200 persone all’inizio (16.20 circa) e in seguito è cresciuto fino a saturare il locale (intorno a 300 posti seduti, ma c’era qualcuno in piedi). Erano presenti parecchi giovani, per quanto la maggioranza dei presenti fossero anziani. Va forse notato che il successo del convegno  non era scontato in un feudo della sinistra come Modena.

Il format seguito è stato molto coinvolgente, con il prezioso contributo di Povia che a un certo punto cantava “Era meglio Berlusconi …” e il pubblico partecipava, perché era abbastanza chiaro perché Berlusconi fosse meglio dei politici di oggi. Nel complesso i convegni di Moneta positiva sono sicuramente da raccomandare a chi è interessato ai temi della moneta oggi in Italia. (E chi non si interessa fa male, mi viene da pensare).

 

La spettacolarizzazione del convegno comportava luci spente in sala, per cui posso solo fornire alcuni spunti, visto che non sono riuscito ad appuntare tutti i punti significativi. (“Lo spettacolo è il capitale…” diceva Debord, il che in un certo senso vorrebbe dire che lo spettacolo è il nemico, ma in questo caso lo spettacolo è stato usato come se fosse un’arma sottratta al nemico in una guerra di resistenza. Molto ben fatto secondo me).

 

Due punti importanti sono stati detti da Galloni.

  • La quantità di moneta giusta per un’economia nazionale dipende dalle risorse umane disponibili e dovrebbe crescere fino a che tutti quelli che hanno voglia di fare sono occupati (la frase è mia, ma dovrebbe rispecchiare quanto detto).
  • Il debito pubblico non necessariamente è negativo, esso può essere qualcosa di buono se raccoglie il risparmi dei cittadini ed evita che spendano immediatamente i loro guadagni. (Grosso modo come era l’Italia fino agli ’80, direi io). Qui, come spesso succede, l’esperto riesce a spiegare che qualcosa che sembrava “Il diavolo” va invece calato in un contesto economico e assume valenza positiva o negativa in base alla sua quantità, distribuzione (interno/estero) ed al contesto generale.

Zibordi ci fornisce evidenza che il debito pubblico (italiano) da circa un paio di anni viene riacquistato della Banca d’Italia tramite il quantitative easing della BCE e potrebbe essere parzialmente cancellato. Circa 200 miliardi sui 2200 nominali in pratica non esistono più. Ma non esiste un bilancio consolidato Stato/Bankitalia che renda evidente questo fatto. Viene mostrato come la cancellazione del debito sia stata fatta dalla Bank of England in un caso analogo. Con soddisfazione Zibordi ha fornito un pezzo di un articolo del Corriere della Sera che dice cose analoghe.

Cattaneo fornisce evidenza, con abbondanza di dati, che la crisi dell’Italia non dipende da scarsa voglia di lavorare degli italiani, ma da una stretta monetaria.

A questo punto interviene Conditi, il quale fa tutta una serie di proposte per alleviare la stretta monetaria senza uscire dall’euro. (I temi trattati sono già presenti qui su Comedonchisciotte).

Il tutto era molto ben organizzato ed è difficile rendere l’idea in queste brevi note. Pubblicheremo in seguito articoli dedicati.

Va detto che il format seguito funzionava bene, ma non prevedeva un dibattito finale. Annoto qui alcuni miei commenti integrativi.

L’inflazione: dell’inflazione si è quasi sempre parlato in termini negativi (anche se ci sono state precisazioni di Galloni). In realtà avevamo già pubblicato qui degli articoli (“la repressione finanziaria”) in cui si spiegava  come l’inflazione possa avere un effetto positivo nel diminuire sostanzialmente il debito pubblico.

Il denaro: il denaro è stato rappresentato costantemente come un mezzo (una tecnica, più in generale) per lo scambio di merci all’interno di una società umana. Non è sbagliato, ma questa visione coglie solo un aspetto del denaro. Il denaro, sotto altro aspetto, ci parla del futuro. Se ho denaro so che in futuro potrò comprare ciò che voglio, oppure tenermelo a disposizione, oppure…

Il problema è che i messaggi che riceviamo dal futuro sono sempre opinabili. Il mio modo di gestire il mio denaro dipende dalla mia visione del futuro, ma chi conosce il futuro? Keynes ben conosceva questo aspetto del denaro come sintesi di aspettative e desideri, ma io credo che oggi bisognerebbe leggere P.K. Dick per aprire il ventaglio dei possibili futuri da considerare. (Che ci faccio del mio denaro se la svastica copre il Sole?)

La crisi: nel convegno c’era il sottinteso implicito che quando la Banca Centrale dipendeva dallo Stato, tutto andava bene, perché veniva stampato tutto il denaro necessario. Io ho il dubbio che anche la crisi attuale non sia del tutto negativa, mi piace raccontarlo con parole di altri.

“Aveva un altro concetto di crisi, della crisi. Che si sbriciolasse un’economia surreale, che si fermassero gli opifici di gadget e ammennicoli, che tacessero i cantieri delle palazzine costruite sui binari, sui letti dei fiumi, sulle pendici dei vulcani, sul bagnasciuga e sopra le bellezze del paese, ecco tutto questo non gli sembrava una crisi, ma un’incredibile opportunità. Un rinsavimento, a dirla tutta”. [Fulvio Ervas, “Si fa presto a dire Adriatico”, p.55].

 

Truman

Fonte: comedonchisciotte.org

30.04.2017

 

 

 

 

 

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