Discorso presidenziale all’Assemblea Federale

Vladimir Putin ha pronunciato il suo discorso all'Assemblea Federale tenutasi al Gostiny Dvor di Mosca.

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Traduzione della prima parte della versione inglese rilasciata dall’Ufficio Stampa del Cremlino. Al fondo i collegamenti a tutte le parti successive.

Mosca – 21 febbraio 2023

 

Presidente della Russia Vladimir Putin: Buon pomeriggio,

 

Membri dell’Assemblea della Federazione, senatori, deputati della Duma di Stato,

cittadini della Russia,

questo discorso presidenziale giunge, come tutti sappiamo, in un periodo difficile e di svolta per il nostro Paese. È un momento di cambiamenti radicali e irreversibili nel mondo intero, di eventi storici cruciali che determineranno il futuro del nostro Paese e del nostro popolo, un momento in cui ognuno di noi ha una responsabilità enorme.

Un anno fa, per proteggere la popolazione di terre storicamente nostre, per garantire la sicurezza del nostro Paese e per eliminare la minaccia proveniente dal regime neonazista che aveva preso il potere in Ucraina dopo il colpo di Stato del 2014, è stato deciso di iniziare l’operazione militare speciale. Passo dopo passo, con attenzione e coerenza, affronteremo i compiti che abbiamo in programma.

Dal 2014 la popolazione del Donbass lotta per il diritto di vivere nella propria terra e di parlare la propria lingua madre. Ha lottato e non si è mai arresa tra il blocco, i continui bombardamenti e l’odio palese del regime di Kiev. Ha sperato e atteso che la Russia venisse in aiuto.

Nel frattempo, come ben sapete, abbiamo fatto tutto il possibile per risolvere il problema con mezzi pacifici e abbiamo pazientemente condotto colloqui per una soluzione negoziata a questo devastante conflitto.

Questo terribile metodo di inganno è stato provato e riprovato molte volte in passato. [Le élite occidentali] si sono comportate in modo altrettanto spudorato e doppio quando hanno distrutto la Jugoslavia, l’Iraq, la Libia e la Siria. Non riusciranno mai a lavarsi di dosso questa vergogna. I concetti di onore, fiducia e decenza non fanno per loro.

Nel corso di lunghi secoli di colonialismo, diktat ed egemonia, si sono abituate a ritenere che tutto sia loro consentito, che possono sputare sul mondo intero. Si è scoperto che trattano chi vive nel proprio Paese con lo stesso disprezzo, come farebbe un padrone. Dopotutto, hanno cinicamente ingannato anche i propri popoli, con millantando la ricerca della pace, l’adesione alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sul Donbass. Di fatto, le élite occidentali sono diventate un simbolo di menzogna totale e senza principi.

Noi difendiamo con fermezza i nostri interessi e la nostra convinzione che nel mondo di oggi non ci debba essere una divisione tra i cosiddetti Paesi civilizzati e tutti gli altri e che sia necessario un partenariato onesto che rifiuti qualsiasi esclusività, soprattutto se aggressiva.

Eravamo aperti e sinceramente pronti a un dialogo costruttivo con l’Occidente; abbiamo detto e insistito sul fatto che sia l’Europa che il mondo intero avevano bisogno di un sistema di sicurezza indivisibile e uguale per tutti i Paesi, e per molti anni abbiamo proposto ai nostri partner di discutere insieme questa idea e di lavorare alla sua attuazione. Ma in risposta abbiamo ricevuto una reazione fatta di parole fumose o ipocrite. Per contro abbia anche visto i fatti: l’espansione della NATO ai nostri confini, la creazione di nuove aree di dispiegamento per la difesa missilistica in Europa e in Asia – hanno deciso di ripararsi da noi sotto un “ombrello” – il dispiegamento di contingenti militari, e non solo vicino ai confini della Russia.

Vorrei sottolineare – è risaputo – che nessun altro Paese ha così tante basi militari all’estero come gli Stati Uniti. Ce ne sono centinaia – voglio sottolinearlo – in tutto il mondo; il pianeta ne è ricoperto, e basta uno sguardo alla mappa per rendersene conto.

Il mondo intero è stato testimone di come si siano ritirati dagli accordi fondamentali sulle armi, compreso il trattato sui missili a medio e corto raggio intermedio, stracciando unilateralmente quegli accordi fondamentali che mantengono la pace nel mondo. Per qualche motivo l’hanno fatto. Come sappiamo, non fanno nulla senza un motivo.

Infine, nel dicembre 2021, abbiamo presentato ufficialmente agli Stati Uniti e alla NATO una bozza di accordo sulle garanzie di sicurezza. In sostanza, tutti i punti chiave e fondamentali sono stati respinti. Dopo di che è diventato finalmente chiaro che il via libera all’attuazione dei piani aggressivi era stato dato e che non si sarebbero fermati.

 

Fine della prima parte – Seconda parteTerza parteQuarta parte – Quinta parteSesta parteConclusione

Link: http://en.kremlin.ru/events/president/transcripts/70565

Traduzione (IMC) di CptHook per ComeDonChisciotte

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