Di quanti uomini dispongono gli Stati Uniti in Medio Oriente per colpire l’Iran?

southfront.org

L’Iran considera l’omicidio del comandante iraniano Qassem Soleimani da parte dell’esercito americano come un atto di guerra e non ha intenzione di lasciarlo senza risposta. La leadership statunitense ha già promesso una dura risposta a qualsiasi attacco di ritorsione. Perciò, di quante truppe dispongono gli Stati Uniti in Medio Oriente per un [eventuale] conflitto con l’Iran?

Alla luce delle recenti tensioni dei primi giorni di gennaio, gli Stati Uniti avevano annunciato il dispiegamento di circa 3.000 soldati in Medio Oriente. Tale schieramento si aggiunge ai 750 uomini già dispiegati in Kuwait, subito dopo l’assalto dell’ambasciata americana a Baghdad da parte dei sostenitori di Kataib Hezbollah, avvenuto in risposta agli attacchi aerei statunitensi contro alcune basi di questa formazione.

Come precedentemente annunciato, alla brigata della Forza di Risposta Immediata (Immediate Response Force – IRF) dell’82a divisione aviotrasportata era stato comunicato di prepararsi al dispiegamento e ora viene schierata,” ha dichiarato il Pentagono in una nota.

La brigata verrà dispiegata in Kuwait, come azione appropriata e precauzionale in risposta all’aumento dei livelli di minaccia contro il personale e le strutture statunitensi e contribuirà alla ricostituzione della riserva.”

Ed è proprio qui che sono stati schierati i 3000 uomini appena arrivati. Questi 3.750 soldati (circa) si uniscono alla già massiccia presenza di truppe che gli Stati Uniti hanno in Medio Oriente.

Per un’analisi della situazione, queste sono le ultime stime delle truppe statunitensi schierate nell’area del Comando Centrale degli Stati Uniti. In totale, vi sono circa 80.000 uomini nella regione, secondo un recente articolo del WSJ e dati ufficiali.

In Iraq, gli Stati Uniti hanno di stanza circa 5.200 soldati in diverse basi, con il presunto obiettivo di combattere l’ISIS, ma che prendono parte anche ad attacchi aerei contro gruppi che fanno parte delle forze armate irachene, con cui dovrebbero in teoria essere alleati. Alcuni rapporti parlano di 6.000 unità.

In Arabia Saudita, nel solo 2019 ci sono stati numerosi dispiegamenti di truppe, tra maggio 2019 e ottobre 2019 sono stati inviati circa 14.000 soldati. Da ottobre 2019 a gennaio 2020, altri 3.500 uomini.

Per quanto riguarda l’Arabia Saudita, va notato che non c’è chiarezza sul numero esatto delle truppe statunitensi presenti in loco, dal momento che, ad esempio, il Washington Post ha riferito il 4 gennaio che [in Arabia Saudita] sarebbero di stanza 3.000 uomini dell’esercito USA.

Tanto per fornire qualche dato generale, nel 2017 gli Stati Uniti avevano dispiegato 850 uomini in Arabia Saudita, agli inizi del 2020 sono arrivati ad essere circa 20.000.

La stima più recente sulle truppe  statunitensi presenti in Qatar proviene da Axios, ed è del 21 settembre 2019, e parla di circa 13.000 unità.

In Bahrein, gli Stati Uniti hanno di stanza da 7.000 a 9.300 uomini, a seconda dei vari rapporti.

In Giordania, gli Stati Uniti hanno schierati ufficialmente 2.800 uomini, ma, nell’agosto 2019, erano stati dispiegati in Giordania per un esercitazione militare 8.000 uomini provenienti da 30 paesi diversi. Di quegli 8000, la maggior parte erano marines americani. E’ incerto quanti di loro siano ancora nel paese. Quindi, le stime variano dalla cifra ufficiale (2000), fino a 10.000.

In Kuwait, gli Stati Uniti dispongono di un contingente di circa 13.000 uomini, secondo i dati ufficiali. Gli Stati Uniti e il Kuwait sono legati da un accordo di cooperazione per la difesa fin dalla Guerra del Golfo del 1991. Questa cifra non include i 3.750 uomini dell’82a divisione aviotrasportata che vi sono stati dislocati di recente. Perciò in Kuwait sono presenti quasi 17.000 truppe statunitensi.

In Siria, gli Stati Uniti hanno circa 800 uomini, erano arrivati ad averne circa 2.800, ma molti di loro sono già stati ritirati.

In Afghanistan, gli Stati Uniti hanno circa 14.000 soldati, in 6 basi militari e vi sono altri 8.000 uomini provenienti dai paesi alleati della NATO.

La Turchia ospita le forze statunitensi nella base aerea di Incirlik, così come in altre basi NATO nel paese, le stime indicano numeri che variano tra 2.500 e 3.000 unità.

Negli Emirati Arabi Uniti ci potrebbe essere un massimo 5.000 uomini, ma le stime rimangono poco chiare, dal momento che il paese ha deciso di assumere un ruolo più passivo nell’opposizione all’Iran e, anzi, cercherebbe una riconciliazione.

L’Oman ospita circa 600 truppe statunitensi e, nel marzo 2019, aveva firmato un accordo che consente agli aerei e alle navi da guerra statunitensi di utilizzare le sue piste di atterraggio e i suoi porti. La cosa importante è che l’Oman è in posizione strategica nello stretto di Hormuz, tratto di mare che l’Iran, in passato, ha ripetutamente minacciato di chiudere in risposta alle aggressioni e alle sanzioni statunitensi.

Inoltre, non in Medio Oriente ma sempre abbastanza vicino, l’Italia ospita un contingente di 3.000 soldati statunitensi della 173a brigata aviotrasportata, gli stessi che erano stati dispiegati nel nord dell’Iraq nella campagna del 2003 nel Kurdistan iracheno.

USS Harry S. Truman

Nelle acque del Golfo Persico è schierata la USS Harry S. Truman (CVN 75), con il suo Gruppo da Battaglia n°8. L’intero gruppo comprende 7.000 – 8.000 uomini fra marinai, personale dell’aviazione e dell’esercito.

A partire dal 20 dicembre, il Bataan Amphibious Ready Group (ARG) costituito dalla nave d’assalto anfibia USS Bataan (LHD-5), dalla nave da trasporto anfibio USS New York (LPD-21) e dalla nave da sbarco USS Oak Hill (LSD-51) è anch’esso nel Golfo Persico. Il Bataan Amphibious Ready Group dispone in totale di circa 5.000 uomini.

USS Bataan (LHD 5)

La Gran Bretagna ha inviato nel Golfo Persico due navi da guerra, per “proteggere le sue navi e i suoi cittadini.”

Il segretario alla Difesa @BWallaceMP ha annunciato che le navi @RoyalNavy HMS Montrose e HMS Defender riprenderanno gli affiancamenti alle navi commerciali battenti bandiera britannica nello Stretto di Hormuz pic.twitter.com/Z4qXjnWMIA

– Ministero della Difesa 🇬🇧 (@DefenceHQ) 4 gennaio 2020

Riassumendo, secondo i dati disponibili, gli Stati Uniti hanno 80.000-100.000 uomini dispiegati in Medio Oriente. Se le truppe vengono contate in base alle stime più basse possibili, le cifre parlano di circa 83.000 unità, mentre, con le stime più alte, si arriverebbe a circa 100.000, e questa non è una discrepanza da poco.

Fonte: southfront.org
Link: https://southfront.org/how-many-forces-does-united-states-have-in-middle-east-to-strike-iran/
06.01.2019

22 Comments
  1. Pas de deux says

    I talebani potrebbero percio’ approfittare della situazione per toglierseli dalle scatole e anche gli altri.

    1. Alessandro Rani says

      I Talebani sono partigiani difensori della loro Patria, li confondi con i miliziani isis forse?

  2. Giorgio says

    100.000 uomini sono per definizione una forza di invasione.
    Se hanno concentrato cosi tanti uomini ben prima dell’uccisione di Soleimani, significa che è un piano ben preciso per muovere guerra all’Iran.
    Probabilmente volevano spingerli ad una reazione violenta per poter creare il pretesto per scatenare la guerra. (Tutti i giornali ed i media si dimenticano che ad attaccare sono stati prima gli usa).

    Ma essendo gli Iraniani un popolo intelligente e sopratutto ben consapevole dei suoi nemici, non ha fatto nulla di tutto quello che gli yankees si aspettavano ed anzi ha lanciato un attacco senza causare vittime “americane”.
    Non vogliono una guerra, ma se costretti faranno di tutto per arrecare più danni possibili agli usa ed a israele che è il reale artefice di tutto questo delirio.

    1. lady Dodi says

      E AVEVANO AVVISATO IN ANTICIPO TRUMP. Dell’attacco che avrebbero fatto. Così si fa fra persone civili.

      1. Giorgio says

        No qui non è un problema di civiltà. La guerrà è incivile.

        Gli Iraniani hanno solo risposto in modo da calmare la popolazione che voleva il sangue a tutti i costi.
        Una risposta assolutamente visiva e per nessuna ragione atta ad arrecare danni a persone, anche perchè altrimenti avrebbero fatto decine di morti.
        Trump è stato scavalcato e messo all’angolo con l’attentato di Soleimani, ma loro non vogliono la guerra cosi come non la vuole l’Iran, ed è per questo che non c’è stata un escalation.
        Ricordiamoci sempre a chi farebbe comodo una guerra contro l’Iran e la risposta la conoscete già.

  3. Antonio Telesca says

    tutte le basi Americane ,SONO IN TERRA STRANIERA ,100.000 SOLDATI ,NON SONO PI+ sicuri , tutti i stati sono passati al Nemico ‘ Trump non ha pi+ soldi e lascia i suoi Soldati in balia dei Eventi Disastrosi che lui ha Creato per la sua Ambizione .

  4. Il Topo says

    La figuraccia rimediata ieri notte dagli iraniani paradossalmente rischia di essere più pericolosa che tranquillizzante, per gli occidentali. Adesso bisognerà vedere se i mullah terranno a bada la gente, raccontandogli di morti e feriti USA. Però, oggi, con internet…

    La prima guerra del golfo ha dimostrato che non servono poi così tante truppe per sfondare le linee di qualsiasi esercito mediorientale: gli USA da soli arrivarono a schierare 560,000 uomini che poi vagarono nel deserto, per lo più a fare niente. Vedi Jarehead e capisci.
    Precisazione: vincere una guerra non vuol dire poi poter occupare il territorio conquistato in sicurezza. Altra lezione.

    Quello che invece qui (ma non altrove) si è fatto finta di non vedere è la schiacciante superiorità tecnica e tattica USA, e occidentale, rispetto agli armamenti e alle dottrine sovietiche, che ancora oggi sarebbero usate in un conflitto convenzionale tra USA e Iran, o altri. Mi pare che sarebbe ora di capire che, in campo aperto, non esiste niente, oggi, in grado di fermare la macchina bellica USA. Forse a qualcuno questo non va giù, ma è lampante. La campagna aerea pensata da John Warden, capo del Chass Mate, dimostrò chiaramente come con cosa gli USA possono fare in un conflitto moderno. Punto.

    Il resto, come evidenziato ieri sera, sono pagliacciate per allocchi. Poi possiamo stare qui a darci tante pacche sulle spalle, tra di noi.

    Si veda il sorvolo della Siria di decine di aerei USA, ieri notte, senza che nessuno abbia sparato un missiletto. A buon intenditor…

  5. Nightwhisperer says

    Anche nell’ipotesi di 100.000, quelli realmente operativi sono non più di 1/4 cioè 25.000 che andrebbero suddivisi in almeno 2 turni, cioè 12.500 combattenti sul terreno, cioè ogni soldato Usa ha 6.000 iraniani da combattere.
    Se mettiamo in conto che dei 100.000 almeno la metà sono debosciati, molli, sfaticati, opportunisti e anche per niente rispettosi delle culture che incontrano (per esperienza diretta dico che la sezione Conduct and Discipline fa fatica a occultare le nefandezze che compiono i soldati Usa all’estero), direi che una guerra aperta sarebbe un disastro totale in modo particolare per gli Usa.
    Questo Trump lo sa e farà in modo di evitare la guerra. Deve solo trovare il modo che la scelta lo possa premiare in sede di prossime elezioni.

  6. Vincenzo Siesto da Pomigliano says

    Domande da un milione di dollari, anzi di euri (si fa per dire): i militari italiani che vanno in Iraq sono volontari o “mercenari? E ci vanno per difendere la pace (con le armi!!!????) o ci vanno per parare il culo agli ameri-cani (non me ne voglia il popolo USA: con questo termine mi riferisco agli americani “cattivi“)?
    A parte questo, penso che la situazione si stia stabilizzando diplomaticamente. Forse quella di stanotte è stata una ritorsione da parte dell’Iran per calmare il suo popolo esasperato dalla folle e criminale azione del pagliaccio americano ( o di chi per lui): tutto concordato nelle varie cancellerie coinvolte. Infatti subito dopo la criminale, assassina azione del “pagliaccio americano” l’Iran ebbe messaggi dagli USA tramite l’ambasciata Svizzera… E poi sembra che le borse, oggi, siano in leggera ripresa…
    Ora , al di la di tutto, il problema a livello mondiale è che è venuto a mancare (per adesso) l’ideologia che si prefiggeva di eliminare le caste parassite di tutto il mondo (politiche, economiche, sociali e religiose)! Lo volevano fare i 5S (almeno in Italia) ma è evidente che i suoi vertici hanno ingannato la base e gli italiani che li hanno votato…
    E questo è il risultato: in mancanza di quegli ideali la “bestia” liberal-capital-consumista si è scatenata e il Pianeta viene devastato da guerre e da catastrofi ambientali che causano immane sofferenze agli uomini e gli altri esseri viventi (in Australia si calcola che sono morti 1 mld di mammiferi e ciò mi addolora molto).

    1. Holodoc says

      Come ho già scritto, secondo La Repubblica i militari italiani sono in Iraq per curare i bambini malformati.

    2. Vincenzo Siesto da Pomigliano says

      Continua dal precedente: …Come volevasi dimostrare, sembra che, come si potrebbe evincere dal discorso del “pagliaccio” USA, i toni si stiano facendo meno bellicosi. Tutta una messa in scena, l’attacco missilistico iraniano, per salvare la faccia d’entrambi i “contendenti”??.
      Cito una fonte giornalistica: “Gli Stati Uniti sarebbero stati informati in anticipo dell’attacco iraniano alle loro basi dagli iracheni, i quali erano stati allertati da Teheran. Lo sostiene una fonte diplomatica araba citata con evidenza dalla Cnn. Baghdad, secondo la fonte, avrebbe comunicato a Washington “quali basi sarebbero state colpite” dopo averne ricevuto comunicazione dagli iraniani“. Ma secondo voi se uno vuole colpire l’avversario con missili lo va dicendo in giro e proprio al governo “alleato” del nemico? Ma mi facciano il piacere! Una guerra non conveniva a nessuno dei due, anche se il buffone USA, o chi gli sta dietro, ha comunque commesso un grave errore.
      E bravi anche i nostri leccapiedi: forse sapendo di queste cose si sono buttati in avanti ad adulare il loro padrone: “Noi non ritireremo le nostre truppe dall’Iraq….”. Grazie a lor signori per il sostegno e a buon rendere! Magari faremo partecipare anche voi alle trattative sull’altro fronte caldo, la Libia! E magari un “ossicino” avanzerà anche per voi, Fuffy!

  7. Il Topo says

    80 morti… ma facciamo 100 no? 200 via… Che poi dicono che siamo tirati.

    Sembra la barzelletta “oh, ne ho prese tante… ma sapessi quante gliene ho dette…”

  8. 4T-5PA-4GR/TEU says

    Ma non si erano tolti da c0gli0ni in Siria?

    1. Vincenzo Siesto da Pomigliano says

      Si vede che c’è qualcuno li “tira per la Giacchetta”!

  9. Elric says

    100.000 non sono niente. Ce ne vollero 500.000 per l’Irak e lì il terreno è tutto pianeggiante. Non ci sarà una guerra perchè se gli iraniani volevano fare veramente male, allora non avrebbero avvisato gli irakeni.
    Secondo me, se potesse parlare dall’ oltretomba, Suleimaini consiglierebbe calma ai suoi e compatrioti. Gli USA hanno una capacità militare, soprattutto aeronautica, impossibile da contrastare. Una notte, e giù tutti i radar. Un giorno e addio alla forza aerea iraniana. Poi farebbero lo stesso con i loro carri armati.
    E questo, gli iraniani lo sanno perfettamente…

    Gli USA non vogliono conquistare l’Iran, lo vogliono sottomettere o portare dalla loro parte… che poi è la stessa cosa.

    1. giovanni says

      la batteria serba che abbattè il bombardiere stealth USA ha ancora il suo radar….

      1. Elric says

        I serbi hanno spiegato come ci sono riusciti. L’ F-117 non è “invisibile”, possiede sempre una traccia radar anche se minima. Avevano notato che c’era una traccia radar “anomala”. L’hanno seguita e poi capito cos’era. Appena hanno potuto, c’hanno provato e… il resto è storia. Ora quel aereo è in un museo…

    2. Astrolabio says

      Cioe’ gli Usa nutrono speranze di sottomettere l”iran? Ma allora sono proprio pazzi. Gli ayatollah che stanno con Trump? Certo che se ne sentono delle belle….vogliamo parlare dei missili iraniani?

  10. misc3 says

    La maggior parte di questi 83000 sono stati schierati da Trump, che non vincera’ mai il premio nobel.

  11. lady Dodi says

    E invece NO! Non si farà nessuna guerra fra Iran e Trump. Alla faccia dei nostri media che sbavano per averla. Aspettino l’elezione di una simil-Clinton che poi ci sto anch’io.

  12. Australopithecus says

    Con una sola mossa a sorpresa gli usa hanno ottenuto una serie impressionante di risultati a loro sfavorevoli:
    – riunificato politicamente il popolo iraniano dietro ai loro leader;
    – reso insicura la presenza di tutti i soldati usa in m.o. (e purtroppo anche dei nostri soldati);
    – raggiunto un nuovo minimo storico nella popolarita’ mondiale del loro paese;
    – reso inutili le istituzioni internazionali, avendo disprezzato qualsiasi norma di diritto comune;
    – svelato la doppiezza ed insincerita’ delle dichiarazioni dei loro politici.
    Che questo sia da ascrivere direttamente al presidente Trump e’ ancora tutto da dimostrare: e’ molto piu’ probabile che sia stato incastrato e messo di fronte al fatto compiuto.
    La sola cosa sensata che possiamo fare noi italiani e’ portare a casa tutti i nostri militari sparsi in giro per il mondo al seguito delle c.d. missioni umanitarie della nato.

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