Clausewitz, Trump e Soleimani

Gilad Atzmon
gilad.online

La politica americana è una continuazione delle guerre di Israele con altri mezzi

Il teorico mitare prussiano del XIX secolo Carl von Clausewitz aveva fato notare che la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi. Questa è una descrizione appropriata della strategia militare e della geopolitica iraniana. È coerente con la logica che aveva guidato il generale Qasem Soleimani negli ultimi due decenni.

Da stratega militare di notevole valore, Soleimani aveva capito che la distanza tra A e B non è necessariamente identica alla distanza tra B ed A. Iran e Israele non condividono un confine fisico, Teheran e Tel Aviv sono distanti circa 1000 miglia. Nonostante le incessanti minacce di Israele di attaccare l’Iran, non è mai stato chiaro se Israele abbia le capacità militari per causare danni significativi all’Iran. Non è chiaro come i piloti israeliani potrebbero coprire una simile distanza e volare inosservati sulla Giordania, la Siria o l’Iraq. Dove o come si rifornirebbero gli aerei israeliani e così via. Israele non è ancora riuscito a risolvere questo problema di logistica militare. Ma è stato abbastanza intelligente da capire che spingere l’America in un conflitto totale con la Repubblica Islamica potrebbe fornire una soluzione all’enigma. Nonostante la concorrenza (con Gran Bretagna, Francia e Germania), gli Stati Uniti sono la colonia più sottomessa di Israele. Per anni hanno giosamente sacrificato i propri figli e le proprie figlie sull’altare sionista.

Il generale Soleimani aveva ideato tattiche militari brillanti per contrastare i piani americani ed israeliani; anche se Israele non condivide un confine con l’Iran, l’Iran condivide sicuramente un confine con Israele. Il dispiegamento delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, insieme alle milizie filo iraniane locali nelle aree di conflitto, aveva permesso a Soleimani di circondare lo stato ebraico con un muro di accanita resistenza. Gli alleati regionali iraniani sono superbamente addestrati, motivati sia dal punto di vista religioso che ideologico ed hanno il vantaggio di poter disporre della tecnologia e del ricco arsenale balistico iraniano, in grado di colpire in modo letale Israele in caso di conflitto. Già da tempo, l’élite militare e gli analisti israeliani hanno dovuto accettare il fatto che, nel contesto di una tale guerra Israele-Iran, l’Iran, insieme ai suoi alleati regionali, sarebbe in grado di far piovere su Israele migliaia di missili balistici, da crociera e  ad alta precisione. Una tale eventualità potrebbe spazzare via le città israeliane in pochi giorni.

Tattiche simili erano state messe in atto dal generale Soleimani nei confronti delle forze militari americane nella regione. L’Iran potrebbe anche non condividere un confine con gli USA, ma le milizie irachene filo iraniane sono riuscite a circondare e a tenere sotto pressione le forze americane in Iraq. L’Iran domina anche i passaggi più strategici nel Golfo Persico attraverso le milizie sciite nello Yemen.

L’attacco iraniano di ieri alle basi aeree americane ha anche dimostrato che i leader supremi dell’Iran hanno fatto propria la filosofia di Clausewitz. L’attacco è stato misurato. E’ stato portato contro basi militari americane e, secondo i rapporti, sono state colpite piste di atterraggio ben selezionate e strutture vuote. Inoltre, l’attacco è stato condotto dal territorio iraniano ed è stato apertamente rivendicato dal regime iraniano. Ha trasmesso in modo efficace la determinazione e la fermezza iraniana; è stato tuttavia abbastanza misurato da dare all’amministrazione Trump l’opportunità di scendere dall’albero su cui era incautamente salita, ma le ha dato anche abbastanza corda per impiccarsi, se proprio ci tiene.

Il conflitto degli USA con l’Iran è peculiare; è irrazionale in modo tale da rasentare persino la follia. L’America non dipende più dal petrolio del Golfo. La sua strategia generale nella regione è inutile ed autolesionista. L’Iraq vuole che l’esercito americano se ne vada. In Siria, le forze americane sono state sconfitte. La Russia si sta occupando adesso di ciò che in passato l’America aveva affermato di supervisionare, ma che in pratica non aveva mai fatto. Ci si chiede, che cosa sta facendo l’America in Iraq o in Siria? Dove sta portando tutto questo?

Numerosi studi accademici hanno stabilito che la politica estera americana è dominata dalla lobby israeliana. La verità devastante è che l’America ha combattuto per decenni le guerre di Israele. Fino ad ora, questo ha comportato scontri contro forze militari inferiori. Ma una battaglia con l’Iran potrebbe rivelarsi molto più complicata. Decenni di sanzioni hanno trasformato l’Iran in una superpotenza tecnologica indipendente. La tecnologia dei droni iraniani è avanzata almeno quanto quella di Israele e degli Stati Uniti e [l’Iran] è all’avanguardia nel settore dei missili guidati di precisione e da crociera. A differenza dei soldati americani che combattono per Israele e a cui vengono spesso fornite informazioni fuorvianti da fonti israeliane, gli Iraniani e le milizie sciite locali combattono sul proprio territorio. La battaglia è destinata a diventare una sfida per l’esercito USA e le sue conseguenze sono imprevedibili.

Circondato dall’incompetenza, Trump ha preso decisioni disastrose che hanno trasformato l’America e Israele nei maggiori pericoli per la pace nel mondo. La situazione è così grave per l’America che quasi non riesce a trovare la forza dentro di sé per rendersi conto del vicolo cieco in cui si è cacciata da sola.

L’unico modo per comprendere l’assurda operazione americana è accettare un approccio un po’ diverso alla visione di Clausewitz: la politica americana è una continuazione delle guerre sioniste con altri mezzi. L’America ha dilapidato il proprio prestigio mondiale per colpa dello stato ebraico. I politici americani promettono spudoratamente fedeltà allo stato ebraico anziché al proprio. Si fanno in quattro per placare i gruppi della lobby ebraica, che si tratti dell’ultra sionista AIPAC o dell’opposizione controllata Jstreet. Gli Stati Uniti non saranno la prima superpotenza ad essere stata distrutta da Sion. Il problema è che una guerra regionale che coinvolga America ed Israele renderebbe irrilevante Extinction Rebellion, dal momento che queste due distruttive potenze potrebbero ridurre in polvere il nostro pianeta solo per salvare i loro attuali leader dai problemi legali che li assillano.

Non ho dubbi sul fatto che molti Americani siano consapevoli dei pericoli all’orizzonte. Tuttavia, la matrice del potere sionista in America ha smantellato la capacità degli Americani di dire pane al pane, in quanto considerata “antisemita.”

Gilad Atzmon

Fonte: gilad.online
Link: https://gilad.online/writings/2020/1/8/clausewitz-trump-and-soleimani
08.01.2020

 

Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

20 Comments
  1. 4T-5PA-4GR/TEU says

    “gli Stati Uniti sono la colonia più sottomessa di Israele”
    Gli usa ed Israele sono colonie anglosioniste, telecomandate dagli UK.

  2. Vincenzo Siesto da Pomigliano says

    E il fatto che al congresso americano si sta votando una legge per limitare i poteri del presidente?

    1. Primadellesabbie says

      Guarda meglio le notizie!

      Da CBS news:

      White House spokesman Hogan Gidley said Thursday the House vote is “completely misguided” and said Mr. Trump “has the right and duty to protect this nation and our citizens from terrorism. That’s what he continues to do, and the world is safer for it.”

      (Hogan Gidley, portavoce della Casa Bianca ha detto giovedì che il voto del Congresso é “del tutto maldestro”, e aggiunto che Mr. Trump “ha il diritto ed il dovere di proteggere questa nazione e i nostri cittadini dal terrorismo. Questo é quanto egli continua a fare, e per questo il mondo é più sicuro.”)

      1. PietroGE says

        Pensa se la magistratura americana fosse come quella italiana. A quest’ora Trump sarebbe già stato messo in galera per omicidio. Qui in Italia invece c’è qualcuno che rischia 15 anni perché non ha fatto scendere gli invasori dalla nave. Che differenza! Immagina come giudicano i ‘sinistri’ pm italiani all’estero. E non solo la magistratura anche la ‘repubblica’ : la république bananière .

      2. Vincenzo Siesto da Pomigliano says

        Lo dice lui.

        1. Primadellesabbie says

          Se lo dici tu…invece?
          “Lui” é pur sempre il portavoce del Presidente.

    2. MONDO FALSO says

      Peccato che probabilmente non è stato Trump a volere l’uccisione di soleimani , Anzi direi che la parte di potere americano che sta con Trump non vuole la guerra all’iran

    3. colzani2 says

      una legge che impedisca ad uno speculatore immobiliare improvvisatosi presidente di fare le ca22ate che hanno fatto i suoi predecessori sotto pressione di lobby straniere.

  3. Annibal61 says

    Il problema grosso è che Sion controlla in generale Media e Banche al di quà e al di là dell’ Atlantico. Come ben visto in questi ultimi 30 anni il controllo dei media significa inchieste giudiziarie ad hoc volte a rovinare la politica e spada dello Spread contro i popoli al bisogno. Qualsiasi politico che non si sottomette ha vita breve e finchè non si pone rimedio a questa situazione forse con leggi “antirazziali” o con leggi antitrust…

  4. Il Topo says

    Io a Clausewitz preferisco Orwell:
    “La guerra non è fatta per essere vinta… E’ fatta per non finire mai”.
    Oggi la ritengo una prospettiva ineluttabile.

    1. lady Dodi says

      Questo Orwell , a buon diritto, deve essere inserito nella categoria dei Profeti.

  5. Il Topo says

    Che gli ebrei controllino la finanza “militare” è un dato di fatto che risale almeno alla guerra Franco-Prussiana (e Clausewitz ne sapeva ben qualcosa). Francamente però non vedo dove stia la notizia. E’ ovvio che chi gestisce un potere economico, o meglio finanziario, ben sapendo che il sistema sia una sostanziale truffa, attui tutte quelle strategie di controllo, dirette e indirette, che prevedono la guerra come valvola di sfogo delle bolle speculative, inevitabili.
    E quindi? L’abbiamo capito: i sionisti controllano (e manipolano come tutti quelli che controllano) il mercato finanziario, su cui si basa il pianeta intero Cina, Russia, India, Arabia varia, est ovest nord sud.
    Ripeto: e quindi?

  6. Il Topo says

    Ad ogni scontro Arabo-israeliano, o Persiano-Americano, salta fuori qualcuno che inizia a dare giudizi e a fare previsioni tattico-strategiche su questo e quello: ma quanto sono forti questi, ma quanto fanno schifo quelli, se voglio questi fanno così, gli altri cosà…
    Dipingono scenari apocalittici, che dopo un paio di giorni si rivelano apoplettici, senza che una dicasi una delle previsioni catastrofiche e da fine mondo si riveli mai corretta.
    E quindi, quando gli si fa notare la cosa, se ne escono con gli “Eh, ma non lo fanno perché se no… Perché altrimenti… Perchè, oh, mica scherzi… tse… Ma vuoi mettere se…”.
    Poi, vai a vedere i CV di sta gente, e scopri che uno fa il cantante jazz, l’altro il discografico, quell’altro vende polizze…
    E intanto la gente, che li legge tutta rapita, deve continuare a fare il pieno alla macchina, accendere il forno, i caloriferi, cambiare i pannolini, mandare messaggi e email, commenti sui blog… E PAGARE LE BOLLETTE. Ovviamente ai sionisti suddetti. Che comparano e rivendono gas e petrolio prevalentemente arabo e russo…

  7. PietroGE says

    Che la politica estera americana la faccia la lobby ebraica l’ho scritto tante di quelle volte che mi sono stufato di ripeterlo. Atzmon potrebbe aggiungere che non è solo dagli attentati dell’11 Settembre che gli USA fanno le guerre per Israele e che la distanza degli obiettivi iraniani da Israele c’entra fino ad un certo punto con la volontà di non fare la guerra in prima persona. Israele non fa neanche la guerra a Hisbollah o ad Hamas (se non bombardando in tutta sicurezza senza rischiare nulla) perché il ‘popolo eletto’ non accetta di perdere soldati ‘eletti’ da esseri inferiori, e poi perché dovrebbe impegnarsi se c’è già qualcuno che lo fa al posto suo.
    Trump ha pagato la cambiale per la rielezione alla lobby sperando che basti. Non credo, ma staremo a vedere.

  8. Il Topo says

    E ancora una volta…
    “Gli arabi hanno portato miliardi di dollari fuori da questo paese e ora ce li devono riportare. È il flusso e riflusso, l’alta e bassa marea, è il giusto equilibrio ecologico. Lei è un vecchio che pensa in termini di “nazioni” e di “popoli”. Non vi sono nazioni, non vi sono popoli; non vi sono russi, non vi sono arabi; non vi sono Terzi Mondi, non c’è nessun Ovest. Esiste soltanto un unico, un solo sistema di sistemi: uno, vasto e immane, interdipendente, intrecciato, multivariato, multinazionale, dominio dei dollari. Petroldollari, elettrodollari, multidollari, euro, sterline, rubli, lire, yuan, e shekel! È il sistema internazionale valutario che determina la totalità della vita su questo pianeta. Questo è l’ordine naturale delle cose, oggi. Questa è l’atomica e subatomica e galattica struttura delle cose oggigiorno. Lei si mette sul suo piccolo schermo da ventun pollici e sbraita parlando d'”America” e di “democrazia”… Non esiste l’America, non esiste la democrazia! Esistono solo IBM, ITT, AT&T, Dupont, DOW, Union Carbide ed Exxon. Sono queste le nazioni del mondo, oggi. Di cosa crede che parlino i russi nei loro consigli di Stato? Di Karl Marx? Tirano fuori diagrammi di programmazione lineare, le teorie di decisione statistica, le probabili soluzioni, e computano i probabili prezzi e costi delle loro transazioni e dei loro investimenti: proprio come noi. Non viviamo più in un mondo di nazioni e di ideologie: il mondo è un insieme di corporazioni, inesorabilmente regolato dalle immutabili, spietate leggi del business. Il mondo è un business: lo è stato fin da quando l’uomo è uscito dal magma… (Jensen)”

  9. Pas de deux says

    E’ proprio karl marx che ha ribadito nei suoi scritti che il capitale trova linfa per sopravvivere nelle guerre, pena la sua fine! E’ sempre stato cosi, fin dagli albori della civilta’. Ci siamo sempre combattuti fra di noi per il predominio, anche di un pezzetto di carne. E’ vecchio il sistema. O lo fai con le monete o con le botte(guerre), sempre sopraffazione becera e’! Questo , pero’, non puo ‘estraniarci dal fatto che non si possa tentare di cambiare questo stato di cose! E’ pur vero che chi vive sperando…….ma ci tolgono tutto, pure la speranza? Cosi sconfitti siamo? Eppure siamo la maggioranza! Non e’ora di fare BASTA?

  10. Cruciverba says

    Gli USA per conto di Sion portano avanti la Dottrina Wolfowitz . Onestamente io non mi stupisco piu’ di tanto di questi atti scellerati da loro compiuti . Era tutto programmato da molto tempo e sono di parecchi anni in ritardo con la loro Agenda .
    Si illudono quelli pensano che la guerra si possa evitare per le mattane dei presidenti ed i teatrini vari . Le persone esposte alla cerchia esterna non sono mai quelle che comandano. Si limitano solo ad eseguire gli ordini dei loro padroni . Chi pensa che un qualunque presidente degli USA abbia il potere di fermare una guerra decisa dal vero governo ombra è un illuso .

    1. MONDO FALSO says

      Potrebbe essere che oggi negli USA ci sono due poteri contrapposti ,tutte e due sono sionisti solo che ci sono quelli più calmi che cercano di evitare guerre catastrofiche che stanno con Trump e ci sono quelli che vogliono la guerra all’iran a tutti i costi e forse anche con la Russia e la Cina che sono quelli che stanno con Clinton , Obama…. che sono purtroppo i più forti perché comprendono CIA e pentagono

    2. Bertozzi says

      wolfowiz quello col calzino col buco?

  11. gian says

    Lasciando a parte i patetici tentativi di sostenere la grande potenza militare iraniana e Co. nell’area (mi sembra tutto più frutto di un desiderio che di una onesta presa d’atto), quando Gilad dice che “la matrice del potere sionista in America ha smantellato la capacità degli Americani di dire pane al pane, in quanto considerata “antisemita.” ” (ovvero la capacità di dire “pane al pane” sarebbe antisemita), sembra che si voglia rappresentare una società americana che è sostanzialmente antisemita (ovvero antijudaica o antiebraica).
    Che vi sia anche una parte molto critica verso gli ebrei è innegabile, ma non evidenziare che la stragrande maggioranza è profondamente religiosa significa non mettere a fuoco il problema.
    La maggior parte dell’america fa parte della chiesa episcopale e i cui fedeli aspettano una nuova venuta del messia “per fare i conti”, attesa per niente distante dagli ebrei che invece aspettano ancora la prima venuta del messia, anche lui “per fare i conti”.
    Ben si capisce da qui che se ci si mette insieme “si fanno i conti insieme”!!

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