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File photo dated 27/04/16 of the WhatsApp app on an Apple iPhone 6s, as the Information Commissioner's Office (ICO) has said it is "looking into" the changes WhatsApp has made to its privacy policy with regard to the messaging app sharing user details with businesses. PRESS ASSOCIATION Photo. Issue date: Friday August 26, 2016. On Thursday, the Facebook-owned messaging app announced it was making changes to its policy "as part of our plans to test ways for people to communicate with businesses", suggesting the service could be used in the future by banks to notify customers of possible fraud or by airlines to report flight delays. See PA story TECHNOLOGY WhatsApp. Photo credit should read: Lauren Hurley/PA Wire

Benvenuti nell’Italia della sorveglianza di massa. (Gentiloni sta per imporre la censura sul web )

DI FULVIO SARZANA

ilfattoquotidiano.it

Dati personali su web e telefono, il governo dà il via alla sorveglianza di massa

Un’amara sorpresa attende gli italiani nei prossimi giorni. Il Senato, infatti, entro questo fine settimana darà il via definitivo a una norma che all’apparenza richiama l’esigenza di rispettare le norme europee. Si tratta delle Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2017Il disegno di legge, che reca come primo firmatario il nome del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, è uno di quegli atti adottati in termini brevissimi, per via scadenze di legge che ne giustificano l’adozione senza un’approfondita discussione parlamentare che ne rallenterebbe l’iter.

Per questo motivo, insieme ad atti dello stesso tipo, come il decreto Milleproroghe, e le stesse norme che compongono la legge di Bilancio (quando ad esempio si diffonde la notizia che il governo porrà la fiducia) sono esposti all’inserimento di emendamenti last minute che non sono discussi se non per pochi minuti e che poi vengono approvati anche dall’altra Camera (in questo caso il Senato), senza poter essere modificati.

Dunque, queste norme contengono due disposizioni in grado di cambiare il concetto di sorveglianza di masse per i navigatori italiani

1. La prima norma dispone l’allungamento dei tempi di conservazione dei dati internet e telefonici a sei anni, ed è stata già oggetto di aspre critiche, provenienti anche dallo stesso Garante della privacy italiano, Antonello Soro.

2. La seconda norma assegna all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Agcom, il potere di intervenire in via cautelare, sulle comunicazioni elettroniche dei cittadini italiani, al fine di impedire l’accesso agli stessi cittadini a contenuti presenti sul web.
Le norme non possono essere modificate e passeranno così come sono. La scusa ufficiale è che non si possono procrastinare gli impegni europei, per cui, come ha dovuto constatare amaramente anche il Presidente dell’Autorità garante per la Protezione dei Dati personali, il Parlamento, pur in presenza di norme che contrastano chiaramente con le disposizioni europee che dicono di voler attuare, le fa comunque passare, per evitare di doverle discutere in una ulteriore lettura.

Cosa prevedono le nuove norme, già approvate alla Camera?

E’ semplice.

1. La prima norma prevede che i provider italiani, per ragioni di repressione di attività legate al terrorismo, devono conservare i dati di tutti i cittadini italiani, in attesa che le autorità inquirenti, decidano di chiedere informazioni su quei dati.

In soldoni, gli operatori di internet privati (ovvero chi ci dà accesso ad internet, ci fa telefonare ci consente di chattare) deterranno per sei anni (quindi per sempre, considerando che la norma entrerà in vigore da oggi) i dati di tutti gli italiani, a prescindere dalla effettiva commissione di un reato. Se poi si indaga su un reato, quei dati potranno essere richiesti ai provider. E di che dati stiamo parlando? Di tutto ciò che abbiamo detto o fatto attraverso il telefono, le chat o internet.

Ora, immaginiamo le banche dati che contengono queste informazioni e il rischio che queste banche dati, che a volte vengono conservate da provider con poche disponibilità finanziarie (o all’opposto da grandi realtà con milioni di dati), vengano bucate da un hacker che poi decida di vendere i dati.

Stiamo parlando di circa cinquemila soggetti (gli internet service provider) a volte dotati di mezzi minimi, che avranno in mano tutte le nostre vite digitali, che oggi sono divenute in realtà le vite reali. Qualcuno ad esempio potrebbe voler “bucare” il profilo di un parlamentare, di un giornalista scomodo, di un oppositore politico interno e/o esterno, e sapere a chi ha telefonato e quando e a chi una determinata persona o che siti internet ha visitato. Altro che immunità, questo qualcuno avrà accesso a tutte le conversazioni telematiche, a tutti i siti visitati e così via.

Si dirà: “Ma questo vale solo per il terrorismo“, e qui sta il secondo malinteso. Il provider, infatti, deve comunque raccogliere i dati, senza sapere se e quando queste informazioni verranno richieste, né può sapere quest’ultimo il perché gli vengano richiesti i dati: l’operatore, infatti, se viene raggiunto da una richiesta non la può sindacare, né l’autorità di polizia può comunicare, per non pregiudicare le indagini, a un soggetto privato il motivo della richiesta.

2. La seconda norma è ancora più inquietante. L’ha proposta, e fatta approvare alla Camera come primo firmatario, il deputato del Partito democratico Davide Baruffi con un emendamento “sprint”.

Questa norma si ricollega ad una legge già approvata undici anni fa nel nostro paese relativa ad un decreto legislativo che ha già ampiamente recepito la norma che dice di voler recepire che attribuisce alla Magistratura il compito di intervenire sul web. La proposta di legge sottrae ai giudici (come prevedono la nostra Costituzione e le nostre leggi, prima fra tutte la legge sul diritto d’autore) il compito di intervenire in via cautelare sui contenuti sul web. Come ha detto lo stesso Baruffi, “da oggi con un regolamento dell’Agcom, in Italia si sperimenta la notice and stay down e le piattaforme dovranno rimuovere i contenuti illeciti e impedirne la riproposizione”.

Ora, poiché il web è composto di milioni di informazioni che cambiano in nanosecondi e la maggior parte di questi dati sono all’estero, non c’è modo di conoscere in anticipo la riproposizione dei contenuti che la norma vorrebbe censurare, se non con una tecnica di intercettazione di massa denominata Deep packet inspection. L’unico modo, insomma, di fare ciò che il governo sta per fare approvare, è di ordinare ai provider italiani di “seguire” i cittadini su internet per vedere dove vanno, al fine poi di realizzare questo “impedimento” alla riproposizione, attraverso un meccanismo di analisi e raccolta di tutte le comunicazioni elettroniche dei cittadini che intendano recarsi su siti “dubbi”.

Questo, naturalmente senza alcun controllo preventivo da parte di un magistrato. L’Agcom, infatti, non ha di fatto potere su operatori che non siano in Italia. E’ per questo che, invece, in sede europea si sta discutendo in modo bilanciato di risolvere il problema alla fonte, dove nasce l’informazione, e non agendo sui cittadini presenti sul territorio nazionale.

La cosa, ancorché contraria alle norme europee già approvate, ha fatto gridare allo scandalo le associazioni italiane di diritti civiliquelle internazionali, le associazioni di consumatori più sensibili e gli stessi operatori del web.

Riavvolgiamo dunque il nastro: grazie al Parlamento, i dati dei cittadini saranno raccolti in banche dati custodite dai provider per un tempo pressoché illimitato. L’autorità amministrativa ovvero l’Agcom avrà il potere di ordinare ai provider di “seguire “ i cittadini italiani senza l’ordine di un magistrato.

Benvenuti nell’Italia della sorveglianza di massa.

 

Fulvio Sarzana

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it

LInk: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/10/04/dati-personali-su-web-e-telefono-il-governo-da-il-via-alla-sorveglianza-di-massa/3892666/amp/

4.10.2017

 

Aggiornamento da Byoblu

Pubblicato da Davide

  • Antonello S.

    Leggi questo articolo e poi senti che Del Rio vuole digiunare un giorno (!) per lo Ius Soli…

  • Si parla di Europa: come funziona altrove la censura o quella che viene millantata come regolamentazione o prevenzione dei crimini informatici? In ogni caso gente simile non è da votare né lo sono coloro che oggi tacciono sul tema, siano essi 5 o 10 stelle, di lega o di bassa lega.

  • GioCo

    Qualcuno ha mai sentito parlare di “applicabilità della legge”? Tipo, quali sarebbero le risorse dei privider per la disponibilità illimitata nel trattare le informazioni e tracciare tutti gli utenti?

    Ma lasciamo perdere, noi non viviamo più nel mondo reale dove è richiesto almeno un briciolo di buon senso, ma in una specie di mix paradossale tra un film di Fantozzi e la favola di Alice, con le pezze al culo a girare per il mondo per fare i cialtroni dell’informazione sicura, ovvero, strisciare meglio alla corte della Regina di Cuori Neocon a sbavare tanti “mi scusi” e “com’è Buona Lei!”.
    Chissà fino a che punto riusciremo a fare finta di non farci schifo da soli. Guardando la Grecia mi viene da pensare sconsolato: “senza amor proprio sarà fino alla fine dei tempi”.

  • cedric

    E dove sarebbe la sconvolgente novità?
    Le presunte proposte di legge non fanno altro che ratificare quanto viene già attuato ed accettato da tutti da parecchi anni: la conservazione e la successiva vendita sottobanco dei metadati (chi e quando abbiamo contattato via telefono o via web) ed il tracciamento degli utenti (si chiama monitoraggio dei profili di comportamento per offrire proposte che migliorino l’esperienza di navigazione).

    Ma c’è ancora qualcuno che crede davvero al internet gratuita ed anonima? Internet funziona esattamente come la pubblicità in TV in cambio di film gratis: si naviga (quasi) gratis ed in cambio si cede il profilo di comportamento alle multinazionali di marketing.

    Per quanto riguarda il nefandissimo “Deep packet inspection” ormai lo praticano quotidianamente in tutte le università, in tutte le ditte grandi e piccole, in tutti gli internet cafè e bar con wifi free, anche uno studente delle superiori sa come si fa.

    Benvenuti nel campo nudisti…….

    • 10

      Se fossi in te comincerei a preoccuparmi più del fatto che il tuo profilo non sia omologato e corrispondente esatamente al profilo “auspicabile” da una Organizzazione… che oltre a monitorarlo ha anche il Potere e le armi di portarti in carcere se questo risultasse essere in qualche maniera molesto.
      Una Multinazionale del marketing invece al massimo può tentare di venderti paccottiglia. ;))

  • 10

    La tecnologia avanza e questo è solo l’inizio della strategia che il Matrix(Stato) ha pianificato per il controllo e sottomissione della Massa.
    Avete notato che stanno sostituendo con i led l’illuminazione pubblica nelle città?
    Questo è necessario perchè le “telecamere Intelligenti”,in dotazione anche ai droni e ai satelliti di sorveglianza, per essere in grado di “riconscere” l’identità di un individuo, hanno bisogno di un ambiente illuminato in maniera uniforme e attraverso un particolare spettro luminoso.
    Quando lo ius soli sarà approvato e non sarà quindi più possibile distinguere un Nativo da un Immigrato,distinzione attraverso cui,fino ad oggi,le forze armate del Matrix..applicano, blandamente ed in maniera non ufficiale,la Legge Marziale perchè potenzialmente sospetti di Terrorismo allora TUTTI,nativi&immigrati,potranno essere considerati dal Matrix come sospetti terroristi e la Legge Marziale sostituirà definitivamente il Diritto Naturale e Individuale.
    Commento tratto dalla trama di un film di quelli che molti stupidamente definiscono distopici..

  • ilTafano

    Qui (http://www.senato.it/leg/17…, c’è il provvedimento incriminato.
    Qualcuno è in grado di indicare la parte dove c’è scritto che:
    l’Agcom avrà il potere di intervenire sulle comunicazioni elettroniche dei cittadini italiani, allo scopo di impedire l’accesso agli stessi cittadini a contenuti presenti sul web?
    Altrimenti è aria fritta.

    • 10

      Questo potere in Italia ,come anche in Korea Nord a Cuba ed in Cina,attualmente è in mano anche ad un miserabile qualunque pubblico ministero di una qualunque procura di un qualunque tribunale di uno sperduto paesello.
      Hai idea di quanti siti non sono più accessibili dall’italia ma liberamente consultabili nei paesi LIBERI?

      • ilTafano

        E cosa c’entra con la mia domanda…

  • Annibale Mantovan

    Certo che conservare i dati Internet è come conservare le confessioni nelle chiese…anzi, direi peggio almeno qualche piccola bugia al prete si può dirla…e se venisse il giorno di un altro Stalin o di un altro Hitler…azz…sai con che velocità ti spediscono nei campi? …poi 6 anni di conservazione dei dati, 6 anni di galera a chi nega l’ Olocausto, 6 milioni di ebrei morti nei campi…boh!

  • Mario Poillucci

    Non prendetevela troppo col ”poveretto” gentiloni (che grava, invero, sulle ns tasche in maniera abnorme e indecorosa rendendo, quindi, poveri noi altri) il quale, da bravo cagnolino ubbidiente, da pupazzetto con i fili manovrati da altri, altro non fà che obbedire agli ordini di ben altri mascalzoni!
    Poscritto: mi sovvien (dice Alberto da Giussano?? Ma quando mai!!!) di un film con Renato Pozzetto, se ricordo bene ”è arrivato mio fratello”!! Giusto? Ricordo bene?? La canzone, il motivo finale quando Renato si trasferisce negli usa cos’è che ripeteva in quel locale assieme al fratello? Las Vegas!! Giusto?? Ecco, Las Vegas! Metodo Las Vegas giammai contro la gente per bene che, al massimo, pecca per indolenza, ignavia, futilità et marginalia! Il metodo prefato vs lobby, bancksters, presstitute, soros, nonchè ruffian, baratti e simile lordura!!!

    • Piramis

      “Non prendetevela troppo col ”poveretto” gentiloni (che grava, invero, sulle ns tasche in maniera abnorme e indecorosa rendendo, quindi, poveri noi altri) il quale, da bravo cagnolino ubbidiente, da pupazzetto con i fili manovrati da altri, altro non fà che obbedire agli ordini di ben altri mascalzoni! ”
      E questo lo renderebbe meno colpevole?
      Secondo me aggrava la colpa.
      Se fossimo in tempo di guerra, uno che tradisce l’incarico che gli viene dato, vendendosi ad altre entità estere, per danneggiare scientemente chi rappresenta, a puro vantaggio personale, sarebbe processato e giustiziato di sicuro, si chiama alto tradimento.
      Ma siamo in Itaglia e bolliamo lentamente a mò di rana.

      • Mario Poillucci

        Noto, con rammarico, che lei non ha letto bene ed in maniera adeguata!
        Metodo Las Vegas applicato in maniera ferrea nei confronti di chi lo merita!
        Da solo non posso ma anche si, se voglio!

        • Piramis

          Sinceramente, sfido chiunque a trovare un senso compiuto, nel suo commento, al testo che segue la parola “Poscritto:…” 🙂
          Il primo paragrafo, però, un senso ce l’ha ed è quello che ho commentato.
          Per il resto, rivolgersi alla Settimana Enigmistica 🙂

          • Mario Poillucci

            Buon divertimento con la ”settimana” ma anche con le sue repliche!! Salve!!

  • Vamos a la Muerte

    “Benvenuti nell’Italia della sorveglianza di massa”.
    Benvenuti nell’Italia del PD. Ma come caspita è possibile che questi sinistroidi da strapazzo siano arrivati al punto da farci letteralmente rimpiangere Silvio Berlusconi?
    Il PD sarà il Nemico Numero 1 alle prossime elezioni (inclusi i suoi alleati, veri e finti): il primo passo per uscire dal vortice in cui siamo finiti è necessariamente la sua sconfitta. Anche se sarebbe meglio la sua sparizione tout court.

  • Giovanni Martino Gessaga

    Per fortuna TOR è ancora disponibile.