Bambino starnutisce a scuola, tutti in quarantena

Boom di richieste tamponi per i pediatri

L’inizio della scuola ha avuto un effetto devastante anche sulla situazione a casa:  i pediatri stanno infatti registrando un boom di prenotazioni per i tamponi. 

Paolo Boasci, presidente nazionale della federazione italiana medici pediatri, ha dichiarato a adnkronos: i pediatri “sono sommersi dalle telefonate di genitori che richiedono il tampone per i loro figli, preoccupati per  sintomi che pure in questa stagione sono nella norma: tosse, febbre,  problemi gastrointestinali. Disturbi che, però, ora è necessario  distinguere da un’infezione da coronavirus”, spiega all’Adnkronos, Paolo Biasci presidente nazionale della Federazione italiana medici pediatri (Fimp).

“Sappiamo che è appena l’inizio – anticipa Biasci – perché le patologie stagionali aumenteranno”. E la situazione si preannuncia pesante, visto che “già adesso i pediatri di famiglia sono oberati  soprattutto da telefonate che ci descrivono i soliti sintomi, quelli  che gestiamo ogni anno ma che, in epoca Covid, ci fanno sospettare un’infezione. E’ prevedibile, quindi, che le richieste di tampone per bambini e ragazzi cresceranno in maniera esponenziale”.

E da Malpensa24 arriva la notizia simbolo di questo panico da covid: 

Un bambino starnutisce in aula. Non ha la febbre, ma non si è mai troppo prudenti. Il protocollo è chiaro lo si manda a casa e si mette in quarantena lui e tutta la sua famiglia. Il padre del ragazzino è un insegnante a sua volta. Che quindi non potrà insegnare, per via del protocollo di “quarantena preventiva”. Il liceo Crespi dove lavora il padre dovrà perciò fare a meno di lui da subito, e la dirigente dell’istituto, Cristina Boracchi, ha dichiarato che rinunciare all’insegnante è un’imposizione dettataforse da un’eccessiva rigidità”.

Abbiamo poi un’altra situazione a massa a Massa, dove una bambina ha ricevuto l’esito del tampone durante la mattinata di ieri. i suoi 18 compagni di classe dovranno fare il tampone, così come l’insegnante.

 

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Marco Maria
Marco Maria
16 Settembre 2020 5:54

Siamo alle porte (o forse già dentro con tutti i piedi) in una era di follia dove il buon senso sembra essere scomparso. Ho dificoltà a comprendere l’irregimentazione della ragione di fronte alle fobie Covid-19 ma allo stesso tempo capisco che il condizionamento e l’uso sistematico della somministrazione della paura porta a chiunque a limitare il ragionamento ed adeguarsi ad un comportamento prudenziale anche se in presenza di evidenti contradizioni nel Discorso Unico. Ero fiducioso però che un sussulto genitoriale, di fronte ad alcune “castronerie” a cui vengono costretti gli studenti, architettate non so da quale mente perversa e sadica o semplicemente da incapaci desiderosi solo di mostrarsi più realisti del re, ecco, pensavo se verranno toccati i figli allora si sveglieranno perché proveranno sulla loro pelle e sul sangue del loro sangue l’inutilità e la pericolosità di alcune norme e non potranno accettarle. Invece sconforto totale. Il grande passo è già compiuto e la trasformazione è già avvenuta dove i genitori impongono in prima persona queste patetiche e malsane carnevalate ai propri figli e sono pronti a trasformarsi in feroci delatori per quelli che avranno l’ardire di starnutire e tossire durante l’adunata. Speravo di trovar conforto almeno tra gli… Leggi tutto »