Odio, razzismo, xenofobia, nazionalismo, etnicismo… LILIANA SEGRE CI SALVERA’

DI FULVIO GRIMALDI

fulviogrimaldi.blogspot.com

“Il modo migliore per vivere con onore in questo mondo è essere ciò che pretendiamo di essere” (Socrate)

Grazie a Dio l’uomo non sa volare, e devastare il cielo come ha devastato la terra” (Henry David Thoreau)

Liliana Segre: vittima tra le vittime

Da zoticone vernacolare, isolato nel suo borghetto dietro la Luna, mi sono inevitabilmente sfuggiti i meriti per i quali la signora Liliana Segre, a parte il suo indubitabile fascino emanante sollecitazioni formidabili alla simpatia, sia assurta al prestigioso e prodigioso rango di senatrice a vita della Repubblica Italiana. Condivido necessariamente la dolorosa indignazione dei tanti per la sorte crudelissima che le è stata inflitta da ragazza. Ma non credo possa essere l’aver subito ingiustizia ed essere rimasta circondata da morte e devastazione, la motivazione per cui l’infallibile Mattarella l’ha incluso, in quel parnaso di non eletti. Altrimenti non basterebbe che le Camere Alte del mondo intero avessero le dimensioni della tundra siberiana per accogliere tutti e tutte coloro che, adolescenti, si sono visti circondati da morte e distruzione e ne sono scampati. E mi riferisco solo all’epoca da Bush in giù.

Un’impresa epocale. E globale.

Detto ciò, se i meriti di prima mi sono ignoti, quello monumentale di oggi glielo riconosco in pieno. E come non potrebbe essere così davanti a una donna che, pur nella fragilità dei suoi novant’anni, ha prodotto il generosissimo sforzo di affrontare, con la semplice proposta di una Commissione Parlamentare, lo smisurato e scellerato universo dell’odio, del razzismo, antisemitismo, nazionalismo, etnicismo, di tutto quello che si oppone con turpi metodi alla serena avanzata del bene corretto e globale. Di quale immane lotta sia paladina Liliana, nell’autunno del nostro scontentissimo scontento, provo a fornire alcune, del tutto inadeguate, risposte.

Non senza aver condiviso, con commosso trasporto, il vastissimo e travolgente coro che, come una sola voce, si è arruolata in questa epocale battaglia. Penso al solido unanimismo di tutti i media, penso all’immancabile Saviano, penso a Greta Thunberg, che ispirata dal nobile intento, ha subito chiesto ai vigilanti di Facebook, di sopprimere seduta stante ogni pur vago riferimento a odio per una Green New Economy che oltre a salvare l’umanità, le continuerà a far percorrere le vie che l’hanno innalzata all’attuale livello di benessere e giustizia sociale. E guardando molto in alto, penso al nostro Saggio sul l Quirinale che, antesignano della campagna lanciata da Liliana, ha ribadito che i capisaldi irrinunciabili della lotta all’odio sono e devono restare in perpetuo Nato, UE, Euro e le alleanze che, fin dalla fine della guerra, hanno vegliato acchè nel nostro paese non prevalesse l’odio, l’invidia sociale, il razzismo di classe, la xenofobia bene espressa nell’infame slogan di Yankee go home.

Antisemitismo contro 450 milioni di esseri umani

Quali contundenti armi non ci ha messo in mano la senatrice a vita! A partire dalla prima delle sue dolorose preoccupazioni: l’antisemitismo. Pensate ai 450 milioni di arabi, secondo gruppo etnico del mondo dopo i cinesi Han, tutti semiti e tutti abbastanza maltrattati a forza di guerre ininterrotte, milionate di morti, complotti destabilizzanti, desertificazioni, pessima stampa! Mario Monforte, che ne sa una più del demonio, ai semiti arabi aggiunge anche gli akkadi, i gutei, gli assiri e babilonesi, gli aramei. Parlavano tutti semita. Perfino gli ebrei che, tuttavia, o non lo sono (ashkenaziti), o lo sono essendo stati arabi prima di diventare ebrei (sefarditi), ma nondimeno sono universalmente considerati degni di protezione dall’antisemitismo.

Siria

Una lunga storia di odio

Ciò che poi la commissione della senatrice a vita consente, anzi imporrà, è una guerra totale e senza tregua a chi si appropria di beni altrui, che siano monete o terre, in virtù di una vantata superiorità, solitamente vera nel suo contrario. Che sono poi xenofobia, razzismo nella fase dell’erezione. Ciò a cui qui la Commissione Segre allude, anche se si guarda dall’esplicitarlo, è, senz’ombra di dubbio, il colonialismo nelle sue varie e via via ammodernate forme. Si va dalle crociate, con Goffredo da Buglione che ad Acri non lasciava sul collo una sola testa degli autoctoni infedeli, al “fardello dell’uomo bianco” di Kipling, emissario della Regina nell’India di tutti paria del vicerè. Fardello che si è abbattuto su qualche miliardo di persone bisognose di fardelli, fino all’intervento delle Ong per facilitare lo spostamento di quelle persone da casa loro a casa altrui.

Nazioni eccezionali

Avremo finalmente strumenti giuridico-parlamentari, insieme al vitale supporto dell’oligopolio mediatico-partitico-bancario-militare, che ci daranno modo di inaugurare finalmente un’era di pace, non più turbata da nazionalismi antistorici che rivendicano alla propria comunità “destini manifesti,” basati su una presunta “nazione eccezionale”, o sul “mandato divino del popolo eletto”. Quel mandato divino e quel destino manifesto che, grazie a Costantino, Teodosio, Torquemada e successori fino a noi, ha ridotto all’1% il patrimonio letterario, filosofico e artistico costruito dai classici in un millennio. Lottando con Liliana e Greta contro nazionalismo ed etnicismo, fomentatori di violenza, sapremo liberarci, non solo delle fisime patriottiche di paesi che hanno infierito sui loro civilizzatori e, oggi, sui portatori di democrazia e diritti umani, da Cuba al Venezuela, dalla Siria all’Afghanistan. Ma anche di coloro che, per profitti stellari e abietta xenofobia, provvedono i nuovi colonizzatori di armamenti che radano al suolo popoli e civiltà non compatibili con una gestione politicamente corretta del mondo.

Una commissione contro guerre e sanzioni. Finalmente!

Sicuramente, come ci insegna con particolare vigore “il manifesto”, saremo ora in grado di meglio affrontare quanto dai progressisti viene chiamato “discriminazione dei Diversi”. Impediremo che si blandiscano giovani di pelle scura perché lascino casa, famiglia, comunità, terra, storia, per favorire la Coop, Don Ciotti, Zanotelli, Bergoglio e Amazon, dopo seimila chilometri di angustie, in virtù di 14 ore nei campi per 14 euro. Inesorabilmente il mandato della senatrice è anche che si rifiuti che, solo per il fatto di non essere anglosassoni o europei, a certi paesi, seppure affetti da abietto sovranismo, vengano inflitte sanzioni, di indiscutibile natura razzista e xenofoba, a volte anche antisemita, quasi sempre nazionalista ed etnicista, mirate a sfoltirli a forza di malattia e fame.

Lotta alle fobie

Il fatto che “il manifesto” e altri strumenti di comunicazione (una faccia una razza) sfrenatamente plaudano alla senatrice a vita e al suo parto, che affida, a chi ha tutti i titoli per giudicare, la missione di separare il bene dal male e mettere a tacere le bocche de renitenti alla bonifica, non toglie che anche costoro, non sempre immacolati, subiscano gli effetti benefici della campagna. Coerenza con l’adesione alla commissione anti-odio esige che abbiano fine e giusta punizione certe forsennate campagne xenofobe. Campagne che pervadono tutto il nostro respirare, come russofobia e sinofobia, ma anche talibanofobia, o sirofobia e, soprattutto, islamofobia. Campagne fondate sull’accumulo spasmodico di fake news, tipo Russiagate, attinte da chi a Bagdad, 2003, ho visto poter pubblicare i suoi servizi in dipendenza da tre bottoni installati dal Pentagon nelle redazioni. Rosso, non pubblicabile; giallo, da rivedere; verde, pubblicabile. Ma forse già allora si trattava di neutralizzare, con la verità, l’incontenibile odio degli iracheni.

Con Liliana contro la stampa falsa e bugiarda

Cos’era la stampa, baby, mi si era già chiarito a vedere BBC e ITV riferire sulla strage di Bloody Sunday a Derry, a cui avevo assistito e che avevo documentato in maniera opposta a quanto veniva detto dagli schermi, quella sera e per altri quarant’anni. Quella di Bagdad non era che una modesta conferma. Ma anche a Tripoli, dove un’ombra di odio, mai scorta dal “manifesto”, deve aver lievemente increspato il ghigno di Hillary per la sodomizzazione alla baionetta di Gheddafi. Nulla, peraltro, rispetto ai suoi meriti in quanto donna, defraudata da quell’odiatore (e odiato) seriale di Trump (sempre secondo “il manifesto”). Avremo Liliana al nostro fianco sicuramente anche contro questa “vedova nera” di Libia, Honduras e Ucraina. E contro i suoi finanziatori, a Riyad, quelli del modernizzatore Mohammed bin Salman, quello della vivisezione di Khashoggi.

La Commissione Odio contro l’UE

Sollevandoci a un livello geopolitico, traiamo dal messaggio Segre l’insegnamento inconfondibile e incontrastabile della fuoruscita, oltreché dalla Nato, per i motivi nazionalistico-xenofobi citati sopra, dall’UE e dall’euro. Due entità che hanno consacrato il nazionalismo carolingio bi-etnico franco-tedesco, fondato su un odio millenario verso i paesi del Mediterraneo. Odio irrefrenabile in individui come Moscovici, Dombroski, Juncker. Un odio esplicitatosi con l’assalto a mano bancaria a Grecia e Italia, colpevoli di continuare a far scorrere nel sangue e circolare nelle sinapsi il retaggio di una civiltà che è la negazione di un Nuovo Ordine Mondiale fondato sull’odio di chi non si omologa all’1%.

Oppure c’è anche l’odio per i bambini di certe maestre d’asilo, di certe suorine francescane, di certi fucilatori al limitar di Gaza, di cui “il manifesto” non dice, di certi spacciatori di morte chimica, a volte farmaceutici, a volte perfino “migranti” neri, di cui “il manifesto” non dice. Ma di cui sicuramente Liliana Segre si occuperà. Gliene siamo grati.

E, per chiudere, abbassandoci invece a livello di terra, aria e mare, non credo possa essere sfuggito alla finissima sensibilità delle madri e dei padri della Commissione Odio, il razzismo specista di chi va per le fratte e se la spassa sparando a esseri viventi per mangiarseli e anche no. O chi nei laboratori e mattatoi degli scienziati pazzi esercita la sua xenofobia (avversione all’estraneo) tagliando a fettine cani, spellando volpi, elettrificando visoni, accecando conigli, torturando vitelli, polli e maiali. Ma forse andiamo oltre il seminato….E sicuramente Norma Rangeri, che, da modesta critica televisiva, è assurta per meriti Deep State alla direzione dell’edizione italiana di quell’organo, me ne vorrà. Indimenticabile una sua inveterata contro di me quando, al TG3 feci, secondo lei, servizi splatter “inutilmente agghiaccianti” quando mostravo le sevizie sofferte da certe scimmiette cui si fracassava il cranio con lenta pressione, per vedere quanto la testa del conducente umano avrebbe resistito all’urto.

Sono certo che Liliana Segre e la Commissione Odio saranno al fianco mio e degli animali anche non umani, anche quando si tratta di tirare le orecchie alla loro corifea Rangeri.

 

Fulvio Grimaldi

Fonte: https://fulviogrimaldi.blogspot.com

Link: https://fulviogrimaldi.blogspot.com/2019/11/odio-razzismo-xenofobia-nazionalismo.html

5.11,2019

6 Comments
  1. pincopallo says

    GRAAAAÀAAAAANDE FULVIO !!!!

  2. Dante Bertello says

    Quando era ancora in essere il FORUM sul sito del Movimento 5 Stelle (per chi non lo sapesse, pochi giorni dopo le elezioni vittoriose del 4 marzo 2018, il FORUM venne chiuso senza darne motivazione alcuna e senza chiedere agli iscritti il loro parere (sic)), venni insultato per mesi, o meglio anni, e come me molti altri, da uno che si potrebbe definire un “vituperatore seriale”. Sfortunatamente non essendo io un Senatore dovetti prendermi gli insulti, visto oltretutto che coloro i quali avrebbero dovuto vigilare ed ammonire, non facevano nulla per dissuadere da tali comportamenti incivili codesto personaggio.
    Con la commissione appena varata (che mi vede alquanto freddino per la sua istituzione), spero che chi di dovere possa andare a chiedere conto al “vituperatore seriale” delle sue malefatte.
    CHAPEAU A FULVIO GRIMALDI

  3. Hospiton says

    L’Italia non è un Paese razzista né tantomeno antisemita, i razzisti ovviamente ci sono ma su 60 milioni di abitanti rappresentano una minoranza statisticamente insignificante. Il problema è che ogni dichiarazione o atto razzista/antisemita viene ingigantito ad arte dai media (che stanno raggiungendo livelli di malafede spaventosi, inconcepibili, ormai il mio è un disco rotto ma ritengo che la loro azione stia avendo un effetto devastante a livello sociale e colgo ogni occasione per evidenziarlo). Oltre al caso Segrè in questi giorni si è parlato dei cori rivolti a Balotelli a Verona, qualche decina di bifolchi strepitano contro il giocatore (un frignone di prima categoria, le curve indirizzano insulti irriferibili verso ogni giocatore di qualsiasi colore, un aspetto noto a tutti coloro che conoscano realmente il sempre più becero mondo del calcio e il 99% dei giocatori lo accetta, dalla terza categoria alla serie A) e prontamente il mainstream coglie l’occasione per estendere l’allarme razzismo dalla curva del Bentegodi all’intera Verona e all’intera Italia, trasformata nella culla dell’intolleranza. Addirittura sono arrivati a dare la parola al boss della curva veronese, neanche fosse un intellettuale alla Bauman, ben sapendo che le sue sparate avrebbero fornito ulteriori pretesti per fracassarci i c…..i con l’emergenza odiorazzista, sfruttando l’enorme risonanza che il calcio ha in Italia (ed infatti ecco la dichiarazione dell’ultra messa più in risalto: “Balotelli non è del tutto italiano”, apriti cielo). Ovviamente una persona di buon senso, dopo un’interpretazione così capziosa e tendenziosa dei fatti, butterebbe il giornale nel cesso o cambierebbe canale all’istante, attribuendo alle notizie forniteci dal regime il giusto valore, cioè zero assoluto; purtroppo noto invece che si stanno verificando due reazioni opposte ed entrambe pericolose: da un lato si casca in pieno nella trappola dell’allarmismo mediatico e ci si convince che un regime xenofobo è alle porte con tanto di Salvini dux, ghetti e camicie verdi che marciano su Roma, giustificando quindi misure repressive orwelliane in stile commissione Segrè, dall’altro temo che molti inizino ad avere realmente in odio le iperprotette minoranze perché esasperati dalla disparità di trattamento percepita (neri, ebrei, immigrati trattati coi guanti di velluto, immancabilmente tutelati, un qualsiasi italiano bianco vessato in ogni maniera possibile e immaginabile tra tasse, indifferenza delle istituzioni, giustizia farsesca ecc), reagendo in maniera scomposta alle continue provocazioni veicolate tramite i mefitici media e dando così modo al potere di trovare continui appigli atti a sostenere le proprie infami tesi mondialiste. In sostanza entrambi gli atteggiamenti non fanno che portare acqua al mulino neo-liberista che vuol massacrare l’Italia, davvero difficile muoversi in questo pantano polcor dove ogni tentativo di analisi obiettiva espone all’accusa di razzismo da parte di qualche imbecille, con conseguente voglia di menar le mani e relativa caduta nel trappolone della “violenza fascista”.

  4. Cincinnato says

    L’articolo di Fulvio, come al solito, è pieno di riflessioni he non solo condivido ma fanno parte del mio modo di leggere i fatti del mondo. Però sono anche fermamente antifascista e antinazzista, così come sono contro ogni società umana o idea di sopraffazione e dominio di altri popoli e e/o etnie. La maggioranza dei commenti sono di una piaggeria che credo il buon Fulvio fatichi a ingollare, altri sono a livello di un Castellini qualsiasi, e di qualche decelebrato ultrasnazi curvaiolo qualsiasi.

  5. Platypus says

    Tutti gli odiatori seriali, riconosciuti tali con sentenza della Corte Suprema per i Processi alle Intenzioni, per decreto della Commissione Anti Odio, saranno sottoposti ad un procedimento rieducativo noto come “Cura Ludovico 2.0”.
    l’applicazione della cura è da considerare un atto d’amore.
    Peace & Love a tutti.

  6. natascia says

    Uxley e Horwell hanno messo le fondamenta. E questi sono i risultati. Comunque i giornali e la Tv sono seguiti solo da persone con problemi di vario tipo. La maggioranza non ne sa nulla della Signora Segre e della commissione ad essa intitolata. Meglio così, l’ importante e’ poter votare ancora.

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