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La venuta dell’Anticristo è stata ritardata

 

ISRAEL SHAMIR
unz.com

Se gli ebrei hanno progetti per il dominio del mondo, allora i loro piani hanno subito una battuta d’arresto a causa della meschina rivalità dei politici israeliani. Però, questa piccola battuta d’arresto rischia di stravolgere il loro piano globale. Per un chiodo mancante, il regno è andato perduto. Un piccolo errore può avere grandi conseguenze, almeno così aveva detto Eugene Scribe, parlando di un bicchiere d’acqua che aveva messo fine ad una guerra troppo lunga.

La “piccola battuta d’arresto” è stata l’incapacità di Bibi Netanyahu di formare un nuovo governo dopo una campagna elettorale di successo. Le “grandi conseguenze” sono il crollo dell’ambizioso Accordo del Secolo Kushner/Trump. L’alleanza della Russia con Israele sembra ora meno certa e, al di là di ciò, l’incoronazione del Messia,  Re Ebreo e Autorità Spirituale più importante del mondo sembra essere rimandata a tempo indefinito. Come in un effetto domino, questi progetti hanno iniziato a crollare, uno dopo l’altro.

Parlando alla nazione di Israele in una drammatica trasmissione radiofonica e riconoscendo la sua sconfitta (dopo che il Parlamento israeliano, la Knesset, piegandosi alla sua insistenza, si era autodissolto), il Leader Eterno, Benjamin Netanyahu, aveva rivelato i piani per un incontro trilaterale a Gerusalemme fra Russia, Stati Uniti ed Israele. Lo aveva confermato anche la Casa Bianca. Questo incontro senza precedenti avrebbe dovuto rappresentare un grande successo per Netanyahu, coronando la sua ennesima rielezione e confermando il suo status internazionale.

Simbolicamente, questo incontro significherebbe che Israele detiene una posizione speciale tra le due superpotenze, sancirebbe l’abilità ineguagliata di Israele di trattare simultaneamente con una Russia e un’America reciprocamente ostili, come un domatore che, nell’arena, comanda a bacchetta un leone ed una tigre. Anche per la nostra epoca profana e realista, un incontro del genere ha un significato molto, molto più profondo di quanto ci piacerebbe pensare.

Nel Medioevo, quando la gente aveva meno riserve ad approfondire le questioni esoteriche, il supposto ordine del giorno per i grandi maestri dei principali ordini cristiani che si fossero incontrati con la loro controparte pagana, per esempio con il Vecchio della Montagna a Gerusalemme (fra tutti i posti!), avrebbe sicuramente incluso un bacio al deretano di Bafometto. Un simile incontro con l’Ebreo avrebbe inoltre tradito il loro desiderio di incoronare l’Anticristo. In entrambi i casi, sarebbero finiti sul rogo davanti a Notre-Dame-de-Paris, come era capitato Jacques de Molay.

E, se l’uomo medievale venisse a sapere del recente incendio doloso della venerata cattedrale, il caso sarebbe considerato chiuso, anche da parte dello scettico più ardente. Chiaramente, i cavalieri voltagabbana, eredi dei Templari, stanno cercando di imporre l’eterno dominio ebraico sui cristiani, direbbe un saggio cristiano; mentre un suo contemporaneo ebreo saluterebbe la riunione come una prefigurazione dell’imminente avvento del Re Pastore, che guiderà il popolo di Israele e gli ubbidienti Gentili.

Oggigiorno, nell’epoca della razionalità e delle leggi sull’odio, certe dolorose considerazioni sono proibite, ma le nostre anime sono junghiane della vecchia scuola e interpretano ancora i tuoni e i fulmini come un segno dall’alto. I simboli hanno un significato e portano un messaggio, che ci piaccia o no. Se siete stati condizionati a rifiutare qualsiasi interpretazione spirituale, pensate alla PNL, la Programmazione Neuro-Linguistica della Bibbia, il libro alla cui influenza voi, insieme ai vostri genitori e ai vostri nonni, siete stati esposti .”Un incontro a Gerusalemme” sono parole chiave, non solo per i credenti, ma anche per i gretti materialisti/negazionisti. In parole povere, le profezie di cui siamo consapevoli tendono ad auto-avverarsi.

Le aspettative messianiche sono molto forti a Gerusalemme. Qualche giorno fa, quando il Jerusalem Day israeliano (l’anniversario della conquista della città nel 1967) aveva coinciso con il Laylat al-Qadr musulmano (la Notte del Destino, la festa più importante alla fine del Ramadan), gli ebrei si erano radunati nel cortile della moschea al-Aqsa per pregare. Di solito agli ebrei non è permesso entrare nel cortile [della moschea] nell’ultima settimana del Ramadan. Dopo alcune schermaglie, i soldati israeliani avevano fatto irruzione nella moschea. “Speriamo presto, pregheremo lì, nel nostro luogo sacro,” aveva detto Miri Regev, un sionista religioso, nonché popolare ministro della cultura nel governo Netanyahu. Queste parole erano state intese come un preludio alla conquista della moschea, alla sua distruzione e alla costruzione del tempio ebraico al suo posto.

L’incontro trilaterale si inserisce molto bene nello schema di queste aspettative. Un incontro pubblico di questo tipo, senza precedenti, verrebbe interpretato come un nulla osta da parte delle superpotenze per l’occupazione [della moschea] e per la sottomissione dei Gentili. Il rappresentante degli Stati Uniti all’incontro è John Bolton, un zelante sionista, un uomo ossessionato dall’adorazione degli ebrei e che probabilmente dirà qualsiasi cosa, pur di compiacere il pubblico israeliano. Si sa che ha una notevole influenza sul presidente Trump, ed è stato anche definito la sua ‘bambinaia,’ incaricato dai servizi segreti di tenere sotto controllo un presidente troppo esuberante.

L’inviato russo è Nikolai Patrushev, un vecchio amico di Putin. Aveva ereditato la direzione dell’Intelligence russa (FSB) dopo che Putin l’aveva lasciata per iniziare la sua ascesa alla presidenza. È considerato un uomo noioso, di visione e immaginazione limitate, che solitamente legge i suoi discorsi senza sgarrare di una virgola. Non è conosciuto per improvvisazione, rapidità di pensiero o capacità negoziatorie. Questa è una buona cosa. Un improvvisatore può essere portato a strafare quando non è necessario. Patrushev rimarrà fedele al copione, dicono i suoi colleghi. Al Ministero degli Esteri russo, i diplomatici non sono contenti della scelta, ma a loro andrebbe a genio solo un diplomatico di carriera.

Gli Israeliani ritengono e sperano che l’incontro possa portare ad una importante ri-alleanza con la Russia, al passaggio di Mosca dalla parte israelo-americana contro l’Iran. Questo è estremamente improbabile. La Russia ha buoni rapporti con Israele e non vuole inimicarsi gli Stati Uniti, però, allo stesso tempo, continua a perseguire i propri interessi nazionali.

La scorsa settimana, al “Davos russo,” il Forum Economico di San Pietroburgo, il presidente Putin ha ribadito i punti principali del suo memorabile Discorso di Monaco. Ha toccato sette note dolenti, senza lasciare dubbi sul fatto che sia scontento della prepotenza americana, dei tentativi degli Stati Uniti di militarizzare il dollaro, Google, Facebook e le competenze scientifiche, come nel caso di Huawei. “Stati che in precedenza sostenevano i principi della libertà di commercio, della concorrenza leale ed aperta, hanno iniziato a parlare il linguaggio delle guerre commerciali e delle sanzioni, delle palesi scorrerie economiche, del ricatto, dell’intimidazione, eliminando i concorrenti con i cosiddetti metodi non di mercato,” ha detto. Questo non è il linguaggio di un uomo in attesa di un pretesto per poter entrare a far parte dell’entourage statunitense.

Tuttavia, ci sono altri segnali meno piacevoli.

• Il “Bolton russo,” Eugene Satanovsky, animatore di un think tank filo-israeliano, ex capo del Congresso Ebraico Russo e frequente commentatore alla televisione russa, è stato nominato consigliere del Ministro della Difesa russo, Sergey Shoygu. La sua nomina era stata disposta direttamente dal Cremlino e aveva sorpreso i funzionari del ministero.

• Un eminente religioso russo, Vsevolod Chaplin, ha espresso soddisfazione per il controllo israeliano di Gerusalemme, in un articolo sulla Nezavisimaya Gazeta.

• Allo stesso tempo, i sistemi antiarei S-300 russi non hanno risposto ai bombardamenti israeliani sulla Siria.

Sembra che gli Israeliani abbiano convinto i Russi a partecipare all’ambizioso incontro con la promessa di liberarli dalle sanzioni americane. In primo luogo, non è affatto detto che Israele possa mantenere un impegno del genere. Putin è uno statista di grande esperienza e non accetterà un accordo con gli Amricani senza prima vedere la merce. Non dopo il fallimento ad Hanoi dei colloqui fra Trump e Kim, e neanche prima, se è per questo. Certamente, a Putin piacerebbe essere de-sanzionato, ma non al prezzo chiesto dagli USA.

Gli Israeliani vogliono neutralizzare l’Iran, dal momento che la Repubblica Islamica è l’unico difensore rimasto della moschea al-Aqsa. Amman, Riyad e le altre capitali arabe non combatteranno contro Israele se Netanyahu dovesse distruggere la moschea. I Palestinesi combatteranno, ma non hanno armi. L’ultima vittima ebraica di un attacco palestinese era stata ferita con un paio di forbici. L’Iran ha le armi e ha a cuore la moschea. Netanyahu può convincere Putin a neutralizzare l’Iran, o a costringere l’Iran a stare lontano dalla Palestina? Sarebbe un’impresa importante, degna di un mago.

E ora arriviamo al punto chiave. Invece di ricevere gli emissari delle due superpotenze nello splendore di [quasi] Re degli Ebrei, Bibi Netanyahu li incontrerà come il capo di un governo di transizione, che si trova di fronte a nuove elezioni e ad un possibile processo. In una situazione del genere, è difficile che riusciate a convincere il vostro banchiere a concedervi un prestito per comprare una macchina nuova, figuriamoci convincere Putin a cambiare alleanza e Trump a negare Cristo.

Allo stesso tempo, il genero faccia-da-bambino Kushner aveva pianificato di eseguire il suo (e di Trump) affare del secolo. Anche un inespugnabile Trump e un inattaccabile Netanyahu avrebbero avuto grandi difficoltà ad eseguire questo gioco di prestigio. Un Trump minacciato da impeachment e un Bibi che deve affrontare le elezioni e le indagini della polizia non hanno nessuna possibilità. Probabilmente è anche una cosa buona. Russia e Cina hanno deciso di starsene alla larga. Anche Mahmud Abbas, il presidente dell’ANP, ha rifiutato e il flop di questo infate trucco impedirà alla Palestina di essere sanzionata.

L’accordo previsto non è stato divulgato in via ufficiale, tutto quello che abbiamo è un’indiscrezione da parte di un quotidiano vicino a Bibi Netanyahu e finanziato da Sheldon Adelson, secondo cui la notizia sarebbe trapelata dal Ministero degli Affari Esteri israeliano. Porta pazienza, gentile lettore, e frena per un attimo la tua incredulità! Anche se questo articolo, pieno di pii desideri, sembra un pezzo scritto dai bambini delle scuole superiori durante le vacanze estive, non è affatto benevolo.

Dice che gli Stati Uniti uccideranno (è giusto, u_c_c_i_d_e_r_a_n_n_o_) i leader palestinesi che non dovessero accettare l’accordo, ma che prima sanzioneranno la Palestina fino alle estreme conseguenze e proibiranno a tutti i suoi alleati di comprare, vendere e donare qualsiasi cosa ai Palestinesi.

L’accordo prevede un’entità palestinese permanentemente disarmata che pagherà Israele per la sua “protezione.” Tutti gli insediamenti ebraici rimarranno inviolabili e saranno considerati parte di Israele. Israele controllerà ogni arrivo e ogni partenza dall’entità chiamata “Nuova Palestina.” Gerusalemme resterà ebraica. Gaza sarà collegata alla Cisgiordania con un ponte lungo 30 km sotto il controllo israeliano. Questo ponte sarà pagato dalla … Cina. L’impianto di desalinizzazione per Gaza sarà pagato dal … Giappone. Se non fosse per la minaccia di uccidere gli Arabi disobbedienti, sarebbe chiaramente una cosa ridicola. Quindi, la fine di questo bizzarro ‘accordo‘ non deve essere affatto rimpianta.

Il presidente Trump ha capito che, con Bibi che deve affrontare un processo e una rielezione, non c’è alcuna possibilità di andare avanti su questo, o su qualsiasi altro, progetto. “Israele è impegnata con le elezioni,” aveva detto Trump ai giornalisti. “Devono cercare di rimettersi in quadro. Bibi era stato eletto e ora devono ricominciare tutto da capo? Non siamo a nostro agio in una situazione del genere,” aveva aggiunto Trump.

Quindi, i due grandi progetti di Bibi: l’Incontro Trilaterale a Gerusalemme e l’Accordo del Secolo sono crollati quando Bibi non è riuscito a formare un governo. Questi pessimi progetti non sono stati mandati a monte dalla sinistra israeliana o dalla destra alternativa americana, né dai cristiani ortodossi russi. Un uomo solo ne è responsabile: Avigdor Lieberman, un politico israeliano, a capo di un piccolo partito che rappresenta gli Israeliani russi. È difficile amarlo, ma ha sabotato, o almeno posticipato, l’avvento del Messia ebreo, alias l’Anticristo.

Lo paragonerei a Gollum, la creatura ributtante e infida che seguiva Frodo nel Signore degli Anelli. Quando Frodo aveva fatto il folle tentativo tenere l’Anello tutto per sé, Gollum aveva salvato la missione. Aveva morso il dito di Frodo ed era caduto con l’Anello nel Fiume di Fuoco di Orodruin. Anche Gollum potrebbe avere ancora qualcosa da fare, aveva concluso Gandalf.

Lieberman ha distrutto tutto l’impianto della coalizione di Netanyahu non per una buona, o almeno decente, ragione; non per compassione verso i Palestinesi, tutt’altro, voleva bombardare Gaza e farla in mille pezzi; non perché odia la corruzione, infatti non è meno corrotto di Netanyahu; la sua ragione dichiarata (sosteneva di opporsi al predominio degli ebrei religiosi) non supera la prova, dal momento che si è schierato con i partiti religiosi per tutta la sua carriera, anche contro gli interessi degli Israeliani russi che lo avevano votato. Alla fine, gli era stato offerto tutto ciò che poteva desiderare, ma aveva insistito su una richiesta di cui ai suoi elettori non importava assolutamente un fico secco: permettere che tutti gli studenti di diritto ebraico fossero arruolabili nell’esercito. L’esercito non li voleva, gli elettori russi non se ne curavano e i giovani ebrei erano irremovibili e pronti a morire, piuttosto che farsi arruolarsi nell’esercito.

Lo aveva fatto per puro dispetto. Netanyahu non lo trattava con il dovuto rispetto, si sentiva usato e non apprezzato. Alla fine, aveva rifiutato tutte le allettanti offerte di Netanyahu ed era precipitato nell’Orodruin insieme alla Knesset.

Questo puro disprezzo sembra essere una caratteristica tipicamente ebraica. Il Secondo Tempio era stato distrutto per puro dispetto, (שינאת חינם) come dice il Talmud (Yoma 9b). R. Yohanan (BT Gittin 55b) racconta tutta la storia di Kamtza e Bar Kamtza e della loro sfrenata inimicizia che aveva causato la guerra con Roma e, alla fine, la distruzione del Tempio. (R. Yohanan b). Torta (PT, Yoma 4b (1: 1) aveva fatto meglio di loro, dicendo che il Secondo Tempio era distrutto a causa dell’amore per il denaro e dell’odio sfrenato.

L’amore per il denaro e l’odio sfrenato nei confronti dei leader israeliani sono andati nuovamente in scena, bloccando appena in tempo uno sviluppo molto pericoloso. Probabilmente la costruzione del Terzo Tempio è stata ritardata, come era successo molte volte nella storia. L’occasione più memorabile si era verificata all’epoca di Giuliano l’Apostata, che aveva permesso agli ebrei di ricostruire il Tempio; avevano iniziato i lavori, ma un terremoto aveva demolito l’edificio ancora incompiuto. Lieberman è stato meno spettacolare di un terremoto, ma ugualmente efficace.

Ai lettori non paghi della semplice spiegazione della ripicca, posso offrire un’altra versione che circola in Israele. Dicono che Lieberman l’abbia fatto eseguendo gli ordini dell’astuto Putin. Putin non voleva essere spinto da Netanyahu e da Trump ad agire contro l’Iran; ma non voleva neanche inimicarsi questi due leader. Aveva così attivato Lieberman e silurato il nuovo governo Netanyahu. Se non è vero, è ben trovato.

Israel Shamir

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/ishamir/the-arrival-of-the-anti-christ-delayed/
09.06.2019
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.