La storia segreta dell’Unione Europea/3

CDC STORIA: I DOCUMENTI

Con questa nuova rubrica CDC vuole sfuggire all’eterno presente imposto dalla propaganda mainstream e guardarsi indietro, senza filtri: troverete sempre documenti storici e studi indipendenti, nella loro interezza, senza elaborazioni o commenti redazionali.

Continua il nostro viaggio alla ricerca delle origini storiche, economiche, politiche e geopolitiche dell’Unione Europea (prima parte ; seconda parte). E non si fermerà qui.

Per non dimenticare, ma per ricordare che Oggi è figlio di Ieri, e che ciò influenzerà inevitabilmente il nostro Domani.

Buona lettura.

OSS, CIA e Unità Europea: il Comitato Americano per l’Europa Unita, 1948-60 (3/3) [1a parte ; 2a parte; 3a parte]

di RICHARD J. ALDRICH Professore di Sicurezza Internazionale all’Università di Warwick (UK) [traduzione di Domenico Cortese].

La Ricerca del Federalismo Popolare

Il lavoro dell’ACUE nell’Europa continentale nei primi anni ’50 si concentrò anche, sempre di più, sulla propaganda e l’azione di massa. Durante i disordini quando il Movimento Europeo si stava riorganizzando nel 1950, si rivolsero alle organizzazioni membri del Movimento Europeo per promuovere il federalismo; in pratica questo significò l’Unione Europea dei Federalisti dominata dai Francesi, che Donovan considerava essere il gruppo più efficace. I Francesi proposero di smuovere l’azione di Strasburgo lanciando un movimento populista di gente comune, il Consiglio di Vigilanza Europeo, sotto la leadership del capo della resistenza Francese Henri Frenay, che si sarebbe incontrato in un palazzo adiacente al Consiglio d’Europa, e inondato questo con petizioni locali supportanti il federalismo. L’ACUE diede al Consiglio di Vigilanza una donazione iniziale di 42.000 Dollari [79].

Dalla Primavera del 1951, con la nuova leadership di Spaak, il Movimento Europeo nel suo intero fu di nuovo un’organizzazione efficace. L’ACUE, Spaak e Franay si buttarono nel tentativo di creare un supporto di massa per il federalismo. Nel breve termine speravano di creare supporto per il Piano Schuman, per una maggiore autorità per il Consiglio d’Europa e per l’idea di un esercito Europeo, successivamente l’EDC. Dopo “dettagliati discorsi” tra Donovan ed Eisenhower nella Primavera del 1951, l’ACUE pose una enfasi crescente nell’integrazione della Germania nell’Europa Occidentale, per acquietare le paure di un riarmo e le preoccupazioni Americane su una deriva Tedesca verso la neutralità. Nonostante Donovan sapeva che un’Europa federale non fosse “immediatamente imminente”, concluse che “un campione di autorità specializzate creerà la forza militare unificata e l’area di libero commercio che sono necessarie se l’Europa deve ottenere la sua massima forza e assicurare il successo della missione del Generale Eisenhower”. Ad esempio, Donovan indicò le proposte per un’Autorità dei trasporti Europei e un’Organizzazione Europea dell’Agricoltura, modellata sul Piano Schuman [80].

La comune convinzione di Spaak e Donovan che l’unità Europea avrebbe potuto essere portata avanti nel miglior modo da una propaganda di massa coincideva nettamente con le profonde preoccupazioni Americane circa il successo del blocco dell’Est nei suoi sforzi propagandistici nell’area dei movimenti giovanili e delle organizzazioni internazionali in generale. Nell’Estate del 1951, un crescendo di attività giovanili Comuniste organizzate fu evidenziata da un gigantesco raduno giovanile organizzato da “Freie Deutche Jugend” con una partecipazione di circa due milioni di giovani rappresentanti di tutto il mondo. Questa singola manifestazione venne stimata avere un costo di più di venti milioni di Sterline per i Sovietici. L’intelligence Britannica ottenne dei filmati della manifestazione e le sue dimensioni allarmarono importanti politici Occidentali, compreso John J. McCloy, l’Alto Commissario Americano per la Germania. McCloy, già pesantemente coinvolto in guerre psicologiche e sotto copertura Americane, riconobbe immediatamente l’importanza di questo sviluppo e decide che un contrattacco era imprescindibile. Shepard Stone, un membro del suo staff, contattò Joseph Retinger, il Segretario-Generale del Movimento Europeo e gli chiese se essi fossero disponibili ad organizzare una dimostrazione simile in Europa Occidentale. Finanziamenti aggiuntivi considerevoli sarebbero stati forniti dal governo Americano ed incanalati attraverso l’ACUE, purché essi vengano usati specificatamente per l’impegno sui giovani. Retinger accettò e, insieme con Spaak e Andre Phillip, formò uno speciale comitato di tre uomini per progettare il profilo della campagna giovanile Europea [81].

Perciò, nel 1951, la maggior parte dei fondi dell’ACUE per l’Europa fu impiegata in una nuova impresa – una campagna per l’unità tra i giovani Europei. Tra il 1951 e il 1956 il Movimento Europeo organizzò più di 2000 manifestazioni e festival nel continente, in particolare in Germania dove ricevette l’aiuto dell’esercito Statunitense. Uno dei vantaggi aggiuntivi di impiegare fondi Americani nei vasti programmi giovanili era che questo aiutava a mascherare la misura in cui il Movimento Europeo era dipendente da fondi Americani. Nel Maggio 1952 Spaak decise che finanziamenti da fonti Americane che erano stati in precedenza usati per il budget ordinario del Movimento Europeo sarebbero stati ora dirottati per l’uso nel “Budget Speciale” utilizzato per supportare la crescente gamma di nuovi programmi. Questo mascherò la loro fonte ed evitò ogni accusa circa dipendenza dall’America. Di nuovo, nel Novembre 1953, Baron Boel, il tesoriere del Movimento Europeo, spiegò che era essenziale evitare la situazione in cui gli oppositori dell’unità Europea avrebbero potuto accusarli di essere una creazione Americana. Per questa ragione “il denaro Americano, piuttosto accettabile per la Campagna Europea per la Gioventù e varie attività ristrette, non poteva essere usato per l’ordinaria gestione del Movimento”. Attraverso l’uso di “Budget Speciali”, le larghe somme provenienti da fonti Americane non furono visibili nel budget ordinario del Movimento Europeo [82].

Entro la fine del 1951, un Segretariato Internazionale della Gioventù era stato istituito a Parigi, con uffici più piccoli in tutta l’Europa Occidentale ed una rivista per una campagna sui giovani in cinque lingue. Nel 1952, vennero eletti rappresentanti in un Parlamento Europeo della Gioventù, i quali dovevano aiutare il Movimento Europeo “ad informare le masse di giovani Europei sui loro obblighi verso se stessi ed il mondo libero”. Già alla fine del 1953, la campagna stava costando all’ACUE 200.000 Dollari all’anno [83]. Anche se è difficile individuare la misura in cui queste attività ebbero un impatto sull’opinione delle masse, Europei di grado elevato, bramosi di ulteriori fondi, attribuirono il loro successo alla campagna di massa. Una lettera di Monnet a Donovan dell’Ottobre 1952 fu un caso tipico, sostenendo: “Il vostro continuo supporto, ora più decisivo che mai, ci aiuterà in misura enorme a realizzare a pieno i nostri piani” [84].

Durante il 1953 e 1954, l’ACUE rinforzò i suoi legami col governo Usa. Allen Dulles rimpiazzò Walter Bedell Smith come direttore della CIA e il Dipartimento di Stato concluse che gli espliciti tentativi di spingere gli Stati Europei nell’ECD durante il 1953 e 1954 avevano avuto un effetto boomerang, essendo stati visti come un “intervento Usa non richiesto” provocando “più antagonismo che supporto pubblico”. La saggezza dei metodi meno diretti sembrava essere confermata [85]. Il problema più grande che doveva ora affrontare l’ACUE era la questione Tedesca, e l’esempio più interessante di questo fu il tentativo di associare Strasburgo con gli sforzi del Comitato per l’Europa Libera e dell’ACEN. Fin dal 1953, gruppi Tedeschi e dell’Europa Orientale facevano rivendicazioni irredentiste in conflitto tra loro verso reciproci territori. L’ACEN e Radio Europa Libera, non solo anti-Sovietica ma anche anti-Tedesca, pubblicarono documenti e mappe che rivelavano ambizioni verso territori della Germania del dopoguerra ed aree abitate da Tedeschi. Il governo Tedesco fece ripetute pressioni verso l’ambasciata Usa “per fermare la diffusione di tale propaganda anti-Tedesca” [86]. Queste tensioni minacciavano di interrompere le relazioni tra l’ACEN e le varie delegazioni dell’Europa Occidentale a Strasburgo. Sforzi per migliorare la coordinazione tra Strasburgo e il Comitato per l’Europa Libera portarono, all’inizio del 1957, ad uno studio esteso delle attività di Radio Europa Libera fatto dal comitato politico speciale del Consiglio d’Europa. Dopo una visita di tre giorni al suo quartier generale a Monaco, si concluse che Radio Europa Libera stesse “svolgendo un compito politico estremamente utile” e si raccomandava una più grande partecipazione Europea in quello che era ancora un programma largamente gestito dagli Americani. Nel 1959, il Comitato per l’Europa Libera rispose formando un gruppo di consiglieri dell’Europa Occidentale ed incoraggiando i leader degli esuli del blocco dell’Est ad unirsi nelle discussioni sull’integrazione Europea [87].

Due ulteriori sviluppi caratterizzarono la strategia dell’ACUE alla metà degli anni ’50. In primo luogo, ci fu un rinnovato interesse nella politica di élite, concentrata sul Comitato d’Azione per gli Stati Uniti d’Europa di Jean Monnet [88]. Monnet mise in evidenza piccole assemblee e pubblicazioni serie “piuttosto che grandi manifestazioni e polemiche”. La strategia di Monnet non era pienamente la benvenuta dall’ACUE, che lamentava che egli “si fosse deliberatamente concentrato su elementi laburisti e socialisti” alle spese della partecipazione degli industriali Francesi e della destra[89]. Nonostante le attività di Monnet sono specificatamente identificate nei report dell’ACUE tra i programmi supportati, la documentazione che lega Monnet e l’ACUE è ristretta. Questo non deve sorprendere poiché Monnet fu anche più cauto del Movimento Europeo riguardo al potenziale danno politico che avrebbe potuto essere causato da rivelazioni circa i finanziamenti Americani. I soli fondi Americani precisamente quantificabili rilasciati a Monnet durante questo periodo arrivarono attraverso la Fondazione Ford per supportare il suo immediato segretariato [90].

Il caso di Monnet e della Fondazione Ford sottolinea utilmente le estreme difficoltà a cui ogni storico va incontro cercando di sbrogliare la matassa dei finanziamenti segreti del governo Americano per distinguerli dai finanziamenti esplicitamente forniti da quelle organizzazioni private Americane e fondazioni pubbliche che lavoravano a stretto contatto con il governo Usa. Fin dal 1949, su richiesta ufficiale di Allen Dulles, la Fondazione Ford stava cooperando con la CIA su un certo numero di programmi Europei [91]. Già nel 1950, l’ACUE e la Fondazione Ford coordinavano i loro sforzi per supportare il federalismo [92]. Inoltre, dalla metà degli anni ’50, le più importanti figure che dirigevano sia il supporto Americano dichiarato che sotto copertura furono sempre di più coincidenti. Dal 1953 sia John J. McCloy che Shepard Stone, che erano stati utili nel pianificare fondi governativi segreti sostanziosi per la Campagna per la Gioventù Europea, erano entrambi nel consiglio degli amministratori fiduciari della Fondazione Ford. McCloy fu anche direttore della Fondazione Rockefeller. Nel 1955 McCloy era già diventato presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione Ford, mentre prestava servizio come presidente del Consiglio sulle Pubbliche Relazioni (il rinomato Council on Foreign Relations, ndr.). Contemporaneamente, lo stesso circolo, comprendente Retinger, McCloy, Allen Dulles, Harriman, David Rockefeller, Jackson e Bedell Smith erano impegnati a creare il gruppo Bilderberg, ancora un’altra organizzazione che restringeva le differenze tra governo, organizzazioni pubbliche e private e tra esplicito e segreto in entrambi i lati dell’Atlantico [93]. Il Comitato d’Azione di Monnet e la Campagna per la Gioventù Europea sembrano essere state attività Europee motivo di orgoglio che ricevevano supporto da questi gruppi Americani che si sovrapponevano l’un l’altro e da organizzazioni nella metà degli anni ’50.

Il secondo sviluppo fu la maggiore attenzione dell’ACUE alla NATO, che stava sviluppando il suo personale programma di guerra politica, e alle idee Atlantiste [94]. In contrasto con i primi anni ’50, quando l’ACUE aveva rifiutato di lavorare con l’Unione Atlantica, verso la fine del decennio l’ACUE cooperava sempre di più con gruppi Atlantisti che concepivano l’unità Europea dentro la cornice della NATO. L’ACUE sostenne programmi per i giovani come la Conferenza Politica per la Gioventù Atlantica tra il 1957 e il 1960 e dichiarò che “sentiva da molto che l’Unità Europea e la solidarietà Atlantica fossero obiettivi degni di supporto reciproco” [95]. Nonostante, come il Comitato Americano sulla NATO, fino al 1959 la più grande parte delle attività fu condotta negli Usa, l’ACUE stava tuttavia ancora provando a incoraggiare un più forte interesse Britannico nell’Europa e commissionò uno studio sullo relazioni economiche tra Gran Bretagna ed Europa all’unità di intelligence dell’Economist, sperando di persuadere gli industriali Britannici ad assumere una visione più “realistica” [96]. Lo staff dell’Economist includeva un certo numero di figure che erano rilevanti in organizzazioni Europee, per esempio il suo vice editore, Barbara Ward.

Nel Maggio del 1960, l’ACUE votò per la fine della sua esistenza. I suoi direttori sostenevano che, dato che l’unità Europea era un “affare incompiuto”, un’attività continuata dell’ACUE poteva essere giustificata da una “seria inversione della tendenza attuale” verso l’integrazione. Inoltre, con il recupero delle economie Europee, i federalisti Europei erano capaci di trovare dei fondi propri. Così, nella Primavera del 1960 l’ACUE fu gradualmente soppresso, come il direttore esecutivo gestì le ultime otto donazioni Europee, in totale 105.000 Dollari. Con molti stati Africani che sfrecciavano verso l’indipendenza, l’ACUE accarezzo brevemente l’idea di un programma Euro-Africano designato a collegare i due continenti, ma i restanti fondi ACUE vennero trasferiti al Comitato Americano sulla NATO. Esso venne poi sospeso invece che dissolto a richiesta di Monnet e Schuman, che volevano assicurarsi un suo “ritorno sulle scene se e quando necessario”[97].

L’Impatto dell’ACUE

Nonostante i registri dell’ACUE sono aperti al pubblico, la natura precisa del suo lavoro e la fonte di tutti i suoi finanziamenti rimangono qualcosa di oscuro. Per qualche ragione sconosciuta le risorse disponibili per l’ACUE triplicarono di fatto dalla fine del 1951. Nei primi tre anni di operazioni, 1949-51, l’ACUE ricevette 384.650 Dollari, la maggior parte dei quali sparpagliati verso l’Europa. Era una grande somma, ma dal 1952 l’ACUE cominciò a spendere una tale somma annualmente. Il budget totale per il periodo 1949-60 ammontava a una somma tra tre e quattro milioni di Dollari [98]. Siccome il flusso di denaro attraverso l’Atlantico iniziò ad aumentare, l’ACUE aprì un ufficio locale a Parigi per monitorare da vicino i gruppi che avevano ricevuto donazioni. Verso il 1956 il flusso di finanziamenti che aumentava stava suscitando timori tra i direttori dell’ACUE circa il pericolo che il loro lavoro potesse divenire di dominio pubblico, causando critica ai gruppi che essi supportavano. Nonostante il loro rappresentante Europeo, William Fuggit, spiegò che l’ACUE era “capace di evitare imbarazzi ai nostri amici, stando dietro le quinte”, nascondeva che il pericolo di una scoperta “fosse reale” [99].

Nonostante i registri delle spese dell’ACUE non rivelino niente sulle fonti delle entrate, le evidenze disponibili indicano fermamente sovvenzioni governative Usa crescenti. Come gli storici Trevor Barnes e Wilson D. Miscamble hanno mostrato, nel 1948 il governo Usa tentò di gestire questi tipi di progetti sulla base soltanto di donazioni private, ma ciò fu presto abbandonato [100]. Ancora nel 1951, l’ACUE sollecitava donazioni da privati cittadini Americani ma, successivamente, smise di impiegare raccoglitori di fondi professionali. Questo cambio coincide con l’intervento di McCloy, canalizzato attraverso l’ACUE, per spronare campagne tra i giovani Europei e triplicare le risorse disponibili per l’ACUE [101]. Braden, in un’intervista concessa negli anni ’80, sostenne che i fondi dell’ACUE avevano origine nella CIA e nelle memorie pubblicate dopo la sua morte, Retinger, il Segretario Generale del Movimento Europeo, riferì di aver ricevuto dei fondi del governo Americano e si soffermò su delle accuse periodiche sul fatto che lavorasse per l’intelligence Americana. Ma è il notevole lavoro di Rebattet, con un impareggiabile accesso alle documentazioni del Movimento Europeo, che conferma che la maggior parte dei fondi dell’ACUE avevano origine nella CIA. Rifacendosi ad interviste con George Rabattet, Segretario Generale del Movimento Europeo, e il Rappresentante Europeo dell’ACUE, F. X. Rabattet concluse:

C’erano non meno di quattro membri dell’Agenzia Centrale dell’Intelligence tra Funzionari e Direttori dell’ACUE … La larga maggioranza dei fondi Americani devoluti per la campagna per l’unità Europea e, in pratica, tutti i soldi ricevuti per la Campagna per la Gioventù Europea venivano dai fondi del Dipartimento di Stato. Questo fu ovviamente tenuto segretissimo. L’ACUE giocava così la parte dell’organizzazione di copertura legale. Donazioni dal business formavano massimo un sesto della somma totale durante il periodo studiato.

Rebattet dimostra che intorno al 1952 questi fondi Americani si stavano tenendo segreti tramite la procedura di mantenere la maggior parte di essi fuori dal budget ordinario del Movimento Europeo. Invece i fondi Americani furono usati per innumerevoli progetti speciali inclusa la Campagna per la Gioventù Europea, il Comitato d’Azione e il budget dei Consigli Nazionali del Movimenti Europei [102].

Non tutti i fondi dell’ACUE venivano dalla CIA; esso attraeva donazioni private sostanziose. Similmente, non tutta l’assistenza Americana segreta ai gruppi federalisti Europei era distribuita dall’ACUE. Per esempio, in Italia un alto funzionario del Vaticano, Luigi Gedda, creò un’organizzazione di attivisti Cattolici che aiutò a sconfiggere i Comunisti alle elezioni del 1948. Gedda era supportato da ufficiali Usa nell’ambasciata Americana a Roma e nella CIA, e il sostegno aumentò quando iniziò a promuovere l’idea dell’ “Unione Occidentale”, spiegando che il Papa fosse adesso d’accordo che “la Chiesa avrebbe dovuto essere in prima linea per una federazione di stati Europei occidentali”. Dopo che l’ambasciata Usa a Roma concluse che Gedda avesse bisogno di circa 500.000 Dollari, funzionari Americani dibatterono se i finanziamenti dovessero essere veicolati attraverso il fondo per la divulgazione del Piano Marshall (ERP) oppure la CIA [103]. Fondi dell’Agenzia di Mutua sicurezza vennero anche usati per sostenere il Movimento europeo, infatti l’accordo di Mutua Sicurezza del 1951 sosteneva esplicitamente che le sue risorse dovevano essere usate “ per incoraggiare ulteriormente la federazione economica e politica dell’Europa” [104]. Ci fu sicuramente un uso dei fondi delle controparti – valute Europee trasferite dai governi del Piano Marshall al governo Americano per coprire costi amministrativi Americani in Europa – per scopi politici [105].

E’ difficile misurare le proporzioni dei numerosi budget Americani per la propaganda e la pubblicità, sia dichiarati che segreti, che furono spesi nella promozione dell’unità Europea durante questo periodo [106]. Tuttavia, nel caso specifico dell’ACUE, una misura approssimativa può essere fatta confrontando il suo budget totale di tre-quattro milioni di Dollari con quelli di programmi contemporanei messi su dalla CIA. L’ACUE costò chiaramente meno di quanto fu speso per assicurare la sconfitta dei Comunisti nelle elezioni Italiane del 1948, probabilmente la più grossa operazione della CIA in questo periodo, stimata di un costo approssimativo di dieci milioni di Dollari da Christopher Simpson [107]. Nello stesso modo, l’ACUE spese più dei tre milioni di Dollari spesi dalla CIA durante le elezioni Cilene del 1964, e più della somma di 3,3 milioni inviati all’Associazione Nazionale degli Studenti Americani tra il 1952 e il 1967. Che le spese per l’ACUE erano standard per una importante operazione segreta OPC/CIA in questo periodo è confermato da Geoffrey Treverton, che suggerì che, sotto Truman, furono autorizzate 81 operazioni segrete, e che la somma totale autorizzata crebbe drammaticamente da 4,7 milioni di Dollari nel 1949 a 82 milioni nel 1952. Le risorse dell’ACUE anche crebbero in maniera drammatica in questo lasso di tempo [108].

Non è facile neanche stabilire una stima bilanciata di cosa le operazioni segrete dell’ACUE in Europa raggiunsero tra il 1949 e il 1960. Chiaramente, finanziamenti appropriati non erano disponibili in Europa Occidentale per il tipo di iniziative che il Movimento Europeo desiderava perseguire. Infatti molti degli scarsi fondi disponibili prima del coinvolgimento Americano non vennero dall’Europa Occidentale, ma da industriali Svizzeri, notoriamente l’azienda Nestlé [109]. Non ci può essere alcun dubbio che, tra il 1949 e il 1951, i fondi dell’ACUE misero in piedi l’esecutivo del Movimento Europeo, che sembrava diviso in maniera irreversibile e vicino alla bancarotta. Un terzo del personale d’ufficio del Movimento Europeo era stato licenziato, il programma di pubblicazioni era stato interrotto e fatture non erano state pagate. Come notò mestamente l’ACUE alla fine del 1949 “Sandys richiede urgentemente più denaro da noi entro la fine di Gennaio” [110]. Una volta che il nucleo del Movimento Europeo era stato stabilizzato, le sue costose campagne pubbliche degli anni ’50 si affidarono quasi esclusivamente ai finanziamenti dell’ACUE. Quando un delegato Francese dall’Unione di Federalisti Europei arrivò a New York nel 1950 per offrire all’ACUE una presentazione sui suoi piani per il Consiglio Europeo di Vigilanza, ammise che fosse “semplicemente impossibile per noi ultimare l’impresa senza il vostro aiuto” [111]. I Federalisti avevano progettato su carta la Campagna per la Gioventù Europea di massa fin dal 1947, ma i mezzi non erano a portata di mano e il progetto era stato “posticipato indefinitivamente” [112].

Il Movimento Europeo era esso stesso federale, consistendo in molti gruppi nazionali ed internazionali, insieme con la creazione di budget speciali per rendere il contributo Americano opaco; questo rende arduo quantificare la proporzione dei fondi che arrivavano dall’Europa o dagli Stati Uniti. Le figure di Rebattet per il periodo 1945-53, basato su accessi ai registri finanziari del Movimento Europeo suggeriscono che, su circa un milione di Sterline speso dal 1945 all’inizio del 1953, “più o meno 440.000 Sterline (il 44%) venne dagli Stati Uniti. Se sottraiamo i fondi Europei ricevuti prima dell’inizio del coinvolgimento americano nel tardo 1948 (circa 100.000 Sterline), traspare che l’ACUE fornì quasi esattamente metà dei finanziamenti del Movimento Europeo dalla fine del 1948 fino all’inizio del 1953. E’ chiaro dai registri finanziari dell’ACUE che il 1949-52 fu un periodo di contributi modesti e che questi più che raddoppiarono successivamente. Non ci sono figure precise per il budget del Movimento Europeo tra il 1953 e il 1960, ma sarebbe sorprendente se le sovvenzioni dell’ACUE non costituissero i due terzi dei fondi del Movimento europeo durante questo ultimo periodo [113].

L’impatto dell’ACUE sul Movimento Europeo è innegabile. Ma l’impatto delle attività supportate dall’ACUE sulla popolazione Europea è difficile da determinare, in parte perché l’esistenza stessa di un federalismo Europeo popolare nell’Europa del dopoguerra è diventata una questione controversa. Nonostante il lavoro di diverse organizzazioni federaliste, che si coalizzarono sotto lo scudo del movimento europeo nel 1947, è largamente documentato da Walter Lipgens che non avevano quasi alcuna influenza sulle negoziazioni che portarono al Piano Schuman o a qualsiasi altro evento decisivo nel processo di unificazione [114]. Spaak, il Conte Sforza, il Ministro degli esteri Italiano e altri leader Europei che parteggiavano il “popolarismo” si aspettavano che questo creasse pressioni indirette sui funzionari e i ministri, ma sopravvalutarono l’influenza dell’opinione pubblica. Fuori dalla Francia, gli europei non si erano risvegliati all’entusiasmo grazie alla causa federalista.

Anche la Campagna Europea per la Gioventù, che aveva tenuto 2.000 incontri giovanili fino al 1956 in Europa, dipendeva dalla partecipazione di giovani Europei organizzati, per mezzo dall’affiliazione delle loro leadership. I loro incontri, ben frequentati, possono offrire una testimonianza maggiore del sentimento popolare rispetto a raduni contemporanei di giovani “democratici”, tenuti nell’Europa dell’Est, ai quali essi erano espressamente designati a controbattere [115].

Tutta questa attività creò in ogni caso le sembianze di una pressione pubblica, abbastanza da infastidire i più implacabili avversari del federalismo. Fin dall’Aprile 1950, i leader del partito Laburista lamentarono “molta pressione dall’opinione pubblica Europea ed Americana”. Allo stesso tempo, convinti apparentemente che il sentimento popolare non avesse posto nel decidere la politica estera, essi lo ignoravano irremovibilmente. Nel Novembre del 1950, la delegazione del Partito Laburista Britannico tornò da Strasburgo e riferì con soddisfazione che i federalisti erano stati sconfitti, “ed il loro tentativo di scombussolare il lavoro dell’Assemblea per mezzo di Comitati di Vigilanza si rivelò un patetico fallimento” [116].

La fede dell’ACUE nel ruolo della pressione pubblica non è difficile da capire, date le tradizioni populiste della politica estera Americana. La sicurezza fuori luogo dell’ACUE nella possibilità che l’Europa avrebbe potuto essere sospinta sulla strada del federalismo rispecchia le aspettative dei funzionari Americani nell’ERP e l’ECA, i quali avrebbero trovato le istituzioni e la società Europee meno permeabili alle idee e pratiche Americane rispetto a quanto avevano sperato [117]. Ma la fede solida nel ruolo del populismo espressa da Spaak, Sforza e, a periodi, da Monnet è più difficile da spiegare. La straordinaria affermazione di Monnet nel 1952 secondo cui la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio fosse una potenza sovrana, responsabile non verso gli stati che l’avevano creata, ma solo all’Assemblea Europea a Strasburgo e alla Corte di Giustizia Europea è solo un esempio [118]. L’idea che un paio di milioni di Dollari di fondi Americani segreti avrebbero potuto scatenare un’onda di irresistibile pressione popolare per il federalismo in Europa fu mal concepita e, col senno di poi, ridicola. Che un numero di figure prominenti su entrambe le coste dell’Atlantico credevano che questo fosse possibile è in sé significativo.

Visto dall’Europa, il più impressionante aspetto del lavoro dell’ACUE è la misura in cui funzionari che lavoravano per la ricostruzione e riunificazione Europea condivisero l’esperienza dell’intelligence, delle operazioni speciali e della resistenza in tempo di guerra. L’unità d’Europea aveva tratto radici dai movimenti di resistenza in tempo di guerra [119]. Questi collegamenti con organizzazioni clandestine continuano nel periodo del dopoguerra. L’emergente Comunità Europea e la crescente comunità dell’intelligence Occidentale si sovrapponevano considerevolmente. Ciò è sottolineato dalla creazione del gruppo Bilderberg di Retinger, un consiglio transatlantico riservato ed informale di responsabili di decisioni chiave, sviluppato tra il 1952 e 1954. Il gruppo Bilderberg si sviluppò dalle stesse reti interconnesse provenienti dalla Comunità Europea e dalla comunità dell’intelligence Occidentale. Bilderberg venne fondato da Joseph Retinger e Prince Bernhard dei Paesi Bassi nel 1952, in risposta alla crescita dell’anti-Americanismo nell’Europa Occidentale e fu progettato per definire un qualche tipo di consenso Atlantico tra diverse visioni Europee ed Americane. Riunì una volta all’anno massime personalità Europee ed Americane per discussioni informali sulle loro differenze. Retinger si assicurò il supporto di Averell harriman, David Rockefeller e Bedell Smith. La formazione dell’ala Americana di Bilderberg venne affidata al coordinatore della guerra psicologica di Eisenhower, C. D. Jackson, e i finanziamenti per il primo incontro, tenuto all’Hotel de Bilderberg in Olanda nel 1954, vennero forniti dalla CIA. Successivamente, molti dei suoi fondi vennero dalla Fondazione Ford. Nel 1958, quelli che prendevano parte al gruppo Bilderberg includevano McCloy, Dean Acheson, George Ball e Paul Nitze. E’ impressionante come tre importanti gruppi di élite transnazionali emergevano negli anni ’50: il Movimento Europeo, il gruppo Bilderberg e il Comitato d’Azione di Jean Monnet per gli Stati Uniti d’Europa condividevano tutti le stesse origini e fonti di sostegno [120].

Nonostante Bilderberg e l’ACUE-Movimento Europeo avevano in generale gli stessi fondatori, membri e obiettivi, presumibilmente Bilderberg costituiva un più efficacie meccanismo di dialogo transatlantico, sviluppatosi in quello che alcuni hanno considerato il più significativo centro di discussione riservato per le élites Occidentali. Al contrario dell’ACUE-Movimento Europeo, non era limitato nelle tematiche, né era separato in un corpo Europeo ed uno Americano, collegati dalle attività frenetiche dei delegati. I temi sui quali gli incontri annuali spaziavano erano troppo ampi, anche nelle sessioni formali, per permettere di fare qui analisi dettagliate, ma è chiaro che il Trattato di Roma fu promosso dalle discussioni al Bilderberg dell’anno precedente. Alla metà degli anni ’50 i delegati Europei erano altamente interessati ad usare il gruppo Bilderberg per evidenziare il danno fatto alla reputazione degli Stati Uniti dal Maccartismo in generale e dal caso Rosemberg in particolare. Nel 1954, C. D. Jackson si espose per assicurare i delegati Europei che McCarthy sarebbe andato via entro il meeting successivo – e fu così. Negli anni ’60 il tema centrale si spostò al Terzo Mondo e ai problemi dello sviluppo. Il valore del gruppo Bilderberg è impossibile da valutare, ma ci sono state frequentazioni di alto livello, compresi tutti i Primi Ministri Britannici nell’arco di tre decenni. Questo, insieme al suo sviluppo finale negli anni ’70 nella Commissione Trilaterale con l’incorporazione del Giappone, suggerisce che i partecipanti lo avevano considerato degno di nota [121].

Vista dagli Stati Uniti, la storia dell’ACUE rivela lo stile delle prime azioni sotto copertura, non meno che l’affidamento ad organizzazioni private, anche se coordinate da uno stretto circolo di ufficiali. Allen Dulles, Braden e Bedell Smith giocarono tutti un ruolo preponderante nell’ACUE prima di trasferirsi verso suoli formali nella CIA nei primi anni ’50. La precisa natura del collegamento tra gruppi come l’ACUE e la CIA non sarà conosciuto fino a che i registri completi della Divisione delle Organizzazioni Internazionali della CIA non furono rilasciati, e ciò può non essere stato per lungo tempo [122]. Tuttavia, il lavoro di Allen Dulles e Braden con l’ACUE e il Comitato per l’Europa Libera suggerì chiaramente ad essi di mettere su la Divisione delle Organizzazioni Internazionali nel 1951. Dal punto di vista dello sviluppo della dottrina e della struttura della CIA questo fu un momento importante.

Il legame più interessante tra l’ACUE e Divisione delle Organizzazioni Internazionali si riferisce non al lavoro che essi condussero in Europa, ma piuttosto al loro lavoro condotto dall’ACUE dentro gli Stati Uniti il quale, benché limitato, poteva benissimo essere stato illegale. E’ stata la Divisione delle Organizzazioni Internazionali che portò avanti queste tematiche domestiche nel lavoro della CIA negli anni ’50, caratterizzato dai finanziamenti dell’Associazione Nazionale degli Studenti Americani dal 1952. Questa controversa tendenza verso le operazioni internazionali che prese luogo negli Stati Uniti ed oltreoceano avrebbe avuto un’importanza a lungo termine per la comunità dell’intelligence Americana. Furono, soprattutto, rivelazioni del 1967 circa queste attività dentro gli Stati Uniti che scatenarono le ondate di inchieste e restrizioni che si sarebbero abbattute sulla CIA dalla metà degli anni ’70. Alla fine, le ripercussioni dell’ACUE, della Divisione delle Organizzazioni Internazionali e dei concetti relativi che essi svilupparono vennero percepiti a Washington in modo così forte come lo furono in Europa [123].

Università di Nottingham

Fine

(3/3)

(1a parte ; 2a parte; 3a parte)

di RICHARD J. ALDRICH Professore di Sicurezza Internazionale all’Università di Warwick (UK) [traduzione di Domenico Cortese].

NOTES

The author would like to acknowledge the support of the American Council of Learned Societies, the Economic and Social Research Council and the Fulbright Commission inconducting research for this article. Thanks are due to several individuals who kindlycommented on earlier drafts including: Mark Deavin, Edward Ingram, Rhodri Jeffreys-Jones, W. Scott Lucas, Geoffrey Warner and John W Young. Errors remain theresponsibility of the author.

[79] Verbali dell”incontro del Comitato Esecutivo, ACUE, 11 ottobre 1950, WBS, DDE; memorandum riguardante la Campagna internazionale per la creazione di un Concilio europeo di Vigilanza, 1950, ibid.; verbali dell’incontro del Comitato esecutivo, ACUE, 11 ottobre 1950, ibid.; ‘Report to the Directors of the ACUE’, di William P. Durkee, maggio 1952, pp.11-12, ibid.

[80] Donovan a Bedell Smith, 25 luglio 1951, WBS, DDE. Le attività tedesche includevano una conferenza Europa – Germania sponsorizzata dall’ACUE ad Amburgo nel novembre 1951, verbali dell’incontro del Comitato esecutivo, ACUE, 11 ottobre 1950, WBS, DDE, pp.12, 17-18. Sulle preoccupazioni sulla Germania, vedi Leffler, A Preponderance of Power, pp.318-19, 323.

[81] ‘Report by M. Moreau, Secretary General of the European Youth Campaign, to the International Executive Bureau of the European Movement’, BE/P/60, Archivi del Movimento europeo e intervista a G. Rebattet, cited in Rebattet, ‘European Movement’, pp.449-50. Sull’interesse di McCloy alle attività segrete, vedi Kai Bird, The Chairman: John J. McCIoy, The Making of the American Establishment (New York, 1992), Chapter 17, ‘McCloy and US Intelligence Operations in Germany’, pp.345-58.

[82] BE/M/8, Lussemburgo, 21 maggio 1948, p.2, Archivi del Movimento europeo, e BE/M/14, Parigi, 23 novembre 1953, p.3, ibid., citato in Rebattet, ‘European Movement’, p.201.

[83] Campagna per la gioventù europea, 1953, CCS/P/2, box 1, ACUE collection, Hoover Institute on War, Revolution and Peace, Stanford (hereafter HIWRP). Molto material della campagna per la gioventù è sopravvissuto negli archivi a Stanford, vedi, per esempio, Bulletin d’Information des Jeunesses Europeenes Federalistes, Dicembre 1951, box 2; Europa-Union, 3 Jahrgang 1952, e Jugend Europas, maggio 1954, box 3, ibid.. Monnet a Donovan, 3 ottobre 1952, folder 61, ACUE records, LL.

[84] ‘Reports to the Directors of ACUE’, di William P. Durkee, luglio 1951 and maggio 1952, WBS, DDE. Rebattet suggerisce che tutte le risorse per la Campagna della gioventù europea vennero dall’ACUE che agì come ‘una organizzazione segreta’ per il governo degli Stati Uniti e che £444,080, furono trasferiti a questo scopo tra 1 maggio 1951 e 31 maggio 1953. Su questo argomento vedi FIN/P/6, ‘European Movement: European Youth Campaign, Treasurer’s Report’, 1 settembre 1953, European Movement Archives citato in Rebattet, ‘European Movement’, pp.206-7.

[85] Warner, ‘Eisenhower, Dulles and the Unity of Western Europe’, pp.320-23, Allen Dulles successe a Bedell Smith il 26 febbraio 1953.

[86] Chipman (HICOG) al Dipartimento di Stato, ‘Eastern Propaganda of the National Committee for a Free Europe’, 15 gennaio 1953, 540.40/1-1953, RG 59, NA.

[87] Vilis Mosens (president dell’ACEN) a Philips, 13 marzo 1956, File: Eastern Europe/Nationalism in Europe, Labour Party International Department records (post 1947), National Museum of Labour History (hereafter NMLH); ‘Proposed West European Advisory Committee’, 1 febbraio 1959, Free Europe Committee file, Box 44, C.D. Jackson papers, DDE.

[88] Per un esempio di materiali pubblicitari associati vedi, L’Action Federaliste europeene, giugno 1957, box 6, ACUE collection, HIWRP.

[89] Incontro del Board of Directors, 6 giugno 1956, folder 91, ACUE records, LL.

[90] Uno dei suoi più stretti assistenti, il suo principale segretario privato, ricorda che ‘esplicitò in molte occasioni che i fondi della CIA o quasi della CIA dovevano essere evitati per i rischi politici al suo prestigio’, corrispondenza di François Duchene all’autore, 3 febbraio 1995. Sono molto grato a François Duchene per aver condiviso con me i suoi ricordi.

[91] Pisani, The CIA and the Marshall Plan, pp.47-52.

[92] Rebattet, ‘European Movement’, p.315.

[93] Bird, The Chairman, pp.416-17; 471-2; François Duchene, Jean Monnet: The First Statesman of Interdependence (New York, 1994), p.339.

[94] Kuhn memorandum, ‘Non-military Activities of NATO’, 9 luglio 1950, File: TS, Box 4, Records of the Office of European Regional Affairs (1946-53), J. Graham Parsons, Lot Files 55 D 115, RG 59, NA.

[95] Ibid.; Foster to Hughes, 6 marzo 1959, folder 89, ACUE records, LL; ACUE era il contribuente finanziario più generoso ai costi della conferenza del 1960 ($32,707), Karp a Franklin, 2 settembre 1960, include Report on Second Atlantic Conference of Young Political Leaders, folder 87, ACUE records, LL.

[96] White (American Committee on NATO) a Karp, 17 settembre 1959, folder 89, ACUE records, LL. Lo studio dell’Economist costò $11,200 alla commissione, ‘Report to the Directors’ di Foster, p.13, ottobre 1959, folder 100, ACUE records, LL.

[97] ‘Memorandum to the Board of Directors’ by Alex Hovey, 6 aprile 1960, folder 94, ACUE records, LL.

[98] ACUE statement of Receipts and Disbursements, 16 febbraio 1949 fino al 31 gennaio 1952, WBS, DDE. ACUE’s budget for 1952 was $400,000. Appendix IV, Exhibit 1, ‘Report to the Directors of the ACUE’, by William P. Durkee, maggio 1952, WBS, DDE; Bedell Smith to Donovan, 12 gennaio 1953, ibid. Vedi anche Hovey, memorandum al Board of Directors, 6 aprile 1960, folder 94, ACUE records, LL.

[99] Verbali dell’incontro annuale, 24 aprile 1951, WBS, DDE; verbali dell’incontro del Board of Directors, 6 giugno 1956, folder 91, ACUE records, LL.

[100] Barnes, ‘The Secret Cold War’, pp.666-7; Pomian (ed.), Memoirs of an Eminence Grise, pp.216, 228, 237; Miscamble, George F. Kennan, p.204.

[101] Connely a Bedell Smith, 16 febbraio 1952, WBS, DDE; verbali di un Incontro del Board of Directors, 6 giugno 1956, folder 91, ACUE records, LL.

[102] Rebattet, ‘European Movement’, pp.314-15. L’esame di Rebattet della documentazione negli archivi del Movimento europeo mostra che questi contengono I verbali degli incontri del consiglio dei direttori dell’ACUE per discutere di finanziamento.

[103] Page a Kennan, 11 ottobre 1948, 865.00/10/1148, RG 59, NA; ambasciatore americano a Robert Lovett, 11 ottobre 1948, 65.00/10/1148, RG 59, NA, tutto menzionato in Filippelli, American Labour, pp.150-51. Nondimeno, anche Gedda sembra che abbia avuto associazioni ACUE, vedi, per esempio, The Union of Europe: Declarations of European Statesmen, p.57, 9/1/10, Duncan Sandys Papers, CCC.

[104] Rebattet riferisce che la rivista internazionale del Movimento europeo, Europe Today and Tommorrow, era ‘quasi completamente finanziata in forma di sottoscrizione dalla Mutual Security Agency e dall’ACUE’, ‘European Unity’, pp.201, 302.

[105] Pomian (ed.), The Memoirs of Eminence Grise, p.237; funzionario Americano in pensione in corrispondenza con l’autore, 15 luglio 1993.

[106] Sulla propaganda vedi, ‘Psychological Action to Counter Totalitarian Propaganda’, in testimonianza di un incontro tra Acheson e De Gasperi, 24 settembre 1951, FRUS, 1951, IV pt.1, pp.685-6.

[107] La cifra di $10 milioni è data in Simpson, Blowback, p.92. Il conto più autorevole sulle elezioni in Miller, ‘Taking off the Gloves’, p.36, riferisce soltanto di ‘millions of dollars’. Colby, nella sua memoria Honorable Men, pp.108-40, afferma che le elezioni del 1948 costituirono la più grossa operazione OPC.

[108] Sul Cile e sulla spesa complessiva sotto Truman, vedi Gregory F. Treverton, Covert Action: The Limits of Intervention in the Post War World (New York, 1987), pp.14, 18, 41. Sul finanziamento della American National Student Association, vedi Harry Howe Ransom, ‘Secret Intelligence in the United States, 1947-82: The CIA’s Search for Legitimacy’, in Christopher M. Andrew e David N. Dilks (eds.), The Missing Dimension: Governments and Intelligence Communities in the Twentieth Century (London, 1984), p.212.

[109] Rebattet, ‘European Movement’, p.48.

[110] Braden a Bedell Smith, 28 dicembre 1949, WBS, DDE.

[111] Verbali del Meeting of the Executive Committee, ACUE, 11 ottobre 1950, WBS, DDE.

[112] ‘European Youth Campaign’, CCS/P/2 1953, box 1, ACUE collection, HIWRP.

[113] Rebattet, ‘European Movement’, pp.208-10.

[114] Walter Lipgens, A History of European Integration, 1945-1947, Vol.1, The Formation of the European Unity Movement (Oxford, 1982); Walter Lipgens e Wilfried Loth (eds.), Documents on the History of European Integration, Vol. 3, The Struggle for European Union by Political Parties and Pressure Groups in West European Countries, 1945-50 (Berlin, 1988); Milward, The European Rescue of the Nation State, pp.14-17.

[115] Marion S. Miller, ‘Approaches to European Institution Building of Carlo Sforza’, in Deighton (ed.), Building Postwar Europe, pp.55-70; verbali del consiglio dei direttori, 6 giugno 1956, folder 91, ACUE records, LL.

[116] Ernest Davies memorandum, ‘The Labour Party and European Co-operation’, 25 aprile 1950, fol.31, 9/9, Hugh Dalton Papers, BLPES; ‘Supplementary Report on the Second Session of the Consultative Assembly, Strasbourg’, 18-24 novembre 1950, p.20, file: United Europe 1950, box: European Unity, Labour Party International Department records, NMLH.

[117] Romero, The United States and the European Trade Union Movement, pp.221-2; Hogan, Marshall Plan, p.436.

[118] Gillingam, Coal, Steel, and the Rebirth of Europe, p.313. il tentativo di Spaak di associare una comunità politica europea con le proposte dell’EDC dei primi anni 1950 costituisce un altro esempio, ibid., p.349.

[119] Charles F. Delzell, ‘The European Federalist Movement in Italy: The First Phase, 1918-1947’, The Journal of Modern History, Sept. 1960, pp.241-50; A. Bosco, ‘Federal Union, Chatham House and the Anglo — French Union’, in A. Bosco (ed.), The Federal Idea: The History of Enlightenment to 1945 (London, 1991), pp.237-62; M.L. Smith and P.M.R. Stirk (eds.), Making the New Europe: European Unity in the Second World War (London, 1990).

[120] Bird, The Chairman, pp.471-2; Stephen Gill, American Hegemony and the Trilateral Commission, (Cambridge, 1990), pp.125, 129, 151. Gill sottolinea le ‘strette connessioni’ tra Bilderberg e il Movimento europeo, aggiungendo che due eminenti personaggi di Bilderberg, François Duchene and Georges Berthoin, erano ex segretari privati principali di Monnet. Per una analisi insofferente di Bilderberg vedi Eringer, The Global Manipulators.

[121] Eringer, Global Manipulators, pp.22-54; Pomian, Eminence Grise, pp.250-59; Gill, Trilateral Commission, pp. 151-5; Philip M. Williams, The Diary of Hugh Gaitskell, 1945-1956 (London: Cape, 1983) pp.542, 585. Ex membri del servizio clandestine britannico che avevano lavorato con gli americani furono ben rappresentati al Bilderberg negli anni 1950 e includevano Victor Cavendish-Bentinck, Christopher Foster, Hugh Gaitskell, Sir Colin Gubbins and H. Montgomery Hyde.

[122] A dispetto della recente e apprezzabile decisione di pubblicare il materiale della CIA relativo a qualche azione segreta del dopoguerra, questa non si estenderà al materiale dell’ACUE. In una risposta alla richiesta dell’autore il Centro per lo studio dello spionaggio ha cercato nei suoi archivi ulteriore materiale e ha replica che non ha ‘nulla di non classificato disponibile’, David D. Gries, Director CSI, all’autore, 2 marzo 1994.

[123] Delle questioni sulle operazione all’interno degli Stati Uniti furono sollevate inizialmente da Sol Stern, ‘NSA and the CIA’, Ramparts, V (1967), 29-38. Vedi anche Treverton, Covert Action, pp.237-8; Rhodri Jeffreys-Jones, The CIA and American Democracy (New Haven, 1989), pp.156-63; Loch K. Johnson, America’s Secret Power: The CIA in a Democratic Society (New York, 1989), pp.102-3. Sulla questione della legalità, vedi Ranelagh, The Agency, pp.270-71.

FONTE primaria: Autore RICHARD J. ALDRICH,Diplomacy & Statecraft”, 1 marzo 1997 – DOCUMENTO INTEGRALE: https://warwick.ac.uk/fac/soc/pais/people/aldrich/publications/oss_cia_united_europe_eec_eu.pdf

Traduzione di Domenico Cortese (Josh Mirante)fonte: https://appelloalpopolo.it/?p=17902 – Paolo Di Remigio

Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org