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La Russia ha potenziato la difesa aerea iraniana inviando i propri specialisti

JOHN ELMER
johnhelmer.net

Lo Stato Maggiore russo ha rafforzato le difese aeree per il proprio personale nel complesso del reattore nucleare iraniano a Bushehr, nel Golfo Persico, secondo fonti di Mosca. Allo stesso tempo, l’Iran ha dato il consenso alla diffusione dei filmati riguardanti il trasferimento di diverse batterie missilistiche della difesa aerea S-300 verso sud, a copertura della costa iraniana del Golfo Persico e del Golfo di Oman. In modo meno palese, elementi dell’intelligence militare russa, specialisti della guerra elettronica e consiglieri per i centri di comando e controllo dei sistemi della difesa aerea iraniana sono stati mobilitati per sostenere l’Iran contro gli attacchi degli Stati Uniti e dei loro alleati.

Il raggio d’azione di questo nuovo tipo di sorveglianza va ben oltre la distanza di 200 km, tipica dei sistemi S-300, e copre sia le basi degli aerei e dei droni statunitensi nella penisola arabica, che le navi da guerra statunitensi sopra e sotto il Golfo Persico e al largo del Golfo di Oman. Il tempo di allerta precoce per gli attacchi aerei e navali statunitensi è stato ora portato al di sotto della [normale] soglia iraniana dei 4-6 minuti. Il contro-fuoco da parte delle forze armate iraniane è stato automatizzato, a partire dal rilevamento dell’attacco e della posizione dei bersagli.

Questo significa che se gli Stati Uniti vengono ora scoperti a lanciare una salva di missili contro postazioni della difesa aerea iraniana, miniere di uranio, reattori e bunker operativi militari, l’Iran lancerà a sua volta la propria salva di missili contro le piattaforme di fuoco degli Stati Uniti, oltre che contro l’Arabia Saudita e gli impianti di produzione petrolifera, raffinerie e oleodotti, nonché le navi cisterna nei porti e in navigazione nel Golfo.

Le forze armate iraniane“, ha detto una fonte militare russa che ha preferito rimanere anonima, “hanno sistemi di difesa aerea in grado di colpire bersagli aerei alle quote tipiche dei droni della serie Global Hawk, in pratica da 19.000 a 20.000 metri. I sistemi della difesa aerea dell’Iran sono sia di provenienza estera che di progettazione nazionale, tra questi, in particolare, il vecchio sistema sovietico S-75 e il nuovo russo S-300. Di recente, l’Iran ha trasportato alcuni S-300 a sud, ma ciò è accaduto dopo l’abbattimento del drone [20 giugno]. Gli specialisti russi lavorano ora a Bushehr e questo significa che gli S-300 sono anche destinati alla protezione di questa località.

La distanza di volo tra Bushehr e Bandar Abbas è di circa 570 km. Da Bandar Abbas a sud-est fino a Kuhmobarak, il sito da cui è stato lanciato missile iraniano contro il drone statunitense, sono altri 200 km.

 

Giovedì scorso, 20 giugno, poco dopo la mezzanotte, un drone US Global Hawk era stato seguito dai radar iraniani fin dalla sua partenza, presso una base aerea negli Emirati Arabi Uniti (UAE), a sud di Dubai. Il decollo e le prime fasi della rotta di volo sembrano essere stati a più di 300 km dai radar di rilevamento iraniani. Quattro ore dopo, l’aereo è stato distrutto da un missile iraniano in una zona mare al largo di Kuhmobarak. Si possono seguire i dati della sua rotta pubblicati dal ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif qui.

Legenda: linea blu = percorso di volo del drone; linea gialla = Iranian Flight Information Region (FIR); linea rossa = acque territoriali iraniane; linea verde = acque interne iraniane; punti gialli = gli avvisi radio inviati dall’Iran; quadrato rosso = punto d’impatto. Fonte: Ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif: https://twitter.com/ Gli Stati Uniti affermano che il punto di impatto si trovava al di fuori della linea rossa.

 

Ulteriori dati sulla geolocalizzazione del drone statunitense sono stati pubblicati in una simulazione dell’agenzia di stato iraniana Fars. L’agenzia di stampa afferma che il riuscito attacco è stato compiuto da un missile Khordad, fabbricato in Iran, una copia dell’S-300, l’altitudine [dell’abbattimento] non è stata riportata (la quota di tangenza del drone è di 18.000 metri).

Il drone statunitense vira dopo aver raggiunto punto più ad est della sua rotta, nello stretto di Hormuz.Fonte: https://twitter.com/
L’impatto del missile distrugge il drone statunitense al largo di Kuhmobarak, all’interno della linea rossa delle acque territoriali iraniane.Fonte: https://twitter.com/

La fonte militare russa afferma che ora esiste un coordinamento attivo tra il personale militare russo e quello iraniano. “Per quanto riguarda il coordinamento, ovviamente c’è la partecipazione della Russia alla condivisione dell’intelligence per via di Bushehr e dell’ISIS. Abbiamo una lunga e proficua collaborazione con l’Iran, soprattutto in termini di lotta contro il terrorismo internazionale.” Due giorni dopo l’incidente del drone, i media specializzati russi avevano pubblicato le riprese video iraniane del trasferimento su autocarri degli S-300. Questo rapporto afferma che, sebbene gli S-300 siano ruotati e motorizzati per favorire i rapidi cambi di posizione, l’uso dei veicoli autostradali serve a minimizzare l’usura della motorizzazione dei sistemi d’arma [sui lunghi trasferimenti].

Fonti militari iraniane hanno detto ai giornalisti occidentali di aver stabilito “una sala operativa congiunta per informare tutti i loro alleati in Libano, Siria, Iraq, Yemen e Afghanistan su ogni passo che intendono adottare per affrontare gli Stati Uniti in caso di una guerra totale nel Medio Oriente.

Le mappe aggiornate militari russe, liberamente disponibili, mostrano i quattro principali gruppi di difesa missilistica anti-aerea (PVO) sul territorio iraniano e la portata dei loro missili. Il 3° e il 4° gruppo PVO vengono ora rinforzati per contrastare i rinforzi USA sul mare e nel territorio degli Emirati e dell’Arabia Saudita.

Legenda: punti gialli = unità dei principali gruppi di difesa aerea (PVO); punti blu con linea bianca = basi militari; losanghe blu = siti dell’industria nucleare; cerchi rossi = raggio operativo dei missili; bollini rossi = centri operativi di comando e controllo. Fonte: Anatoly Gavrilov, “Prima della tempesta”, Difesa nazionale, aprile 2019.

 

I punti deboli e le vulnerabilità delle difese iraniane contro gli attacchi aerei statunitensi sono, naturalmente, segreti di stato. Qui si può seguire il dibattito open source di Anatoly Gavrilov, esperto di difesa aerea russa. Secondo quanto scriveva Gavrilov nel mese di marzo, il piano d’attacco previsto degli Stati Uniti utilizzerà missili di precisione e bombe contro: “obiettivi primari … impianti per la produzione e la lavorazione del combustibile nucleare, miniere di uranio, laboratori per l’arricchimento, raffinerie ed altri centri industriali.  Ma, inizialmente, [l’obiettivo] sarà sopprimere (distruggere completamente) il sistema della difesa aerea. L’uso massiccio di missili cruise multiruolo e di bombe aeree guidate disabiliterà i centri di controllo delle truppe iraniane e sopprimerà il sistema di avvistamento e di fuoco dei missili antiaerei. In questo caso, il compito degli attaccanti sarà la distruzione, nei primi due o tre giorni, del 70-80% dei sistemi radar, per arrivare poi fino al 90% … gli aerei con equipaggio inizieranno a bombardare solo dopo la completa soppressione dei sistemi di difesa aerea. L’Occidente protegge i suoi piloti professionisti, e non gli importa delle sofferenze della popolazione civile dell’Iran.”

La principale vulnerabilità iraniana di fronte ad un attacco americano, riferisce Gavrilov, non è tanto il volume e la densità della potenza di fuoco con cui gli Iraniani potrebbero rispondere, quanto il tempo, relativamente lento, che hanno mostrato fino ad oggi nell’elaborazione dei primi dati relativi agli attacchi e nell’identificazione degli obiettivi su cui dirigere il contro-fuoco: “nelle odierne condizioni di organizzazione e conduzione di combattimenti aerei veloci, è indispensabile un alto grado di automazione nei processi di raccolta, elaborazione, trasmissione e scambio di informazioni radar, e nello sviluppo di soluzioni per respingere gli attacchi e gestire il lancio dei missili antiaerei.”

Portata e quota operativa dei principali sistemi d’arma iraniani per la difesa aerea. Asse orizzontale, raggio in chilometri per ogni specifica arma; asse verticale, altitudine di intercettazione. Fonte: Anatoly Gavrilov, Difesa nazionale, aprile 2019.

 

Gavrilov non stima fino a che punto gli iraniani siano in grado di risolvere da soli, o con l’aiuto russo, i problemi dell’automazione e del coordinamento di fuoco. Per compensare qualsiasi debolezza rimasta, egli raccomanda contributi tecnici specifici che [solo] i Russi possono fornire. Questi includono la tecnologia delle contromisure elettroniche (ECM) per bloccare o confondere i segnali nemici per l’individuazione dei bersaglii e i sistemi di guida dei loro vettori.

Anche se Gavrilov crede che l’esercito iraniano abbia già raggiunto un’alta densità di fuoco da contrapporre ai missili in arrivo, non è sicuro che il raggio e l’altitudine di copertura dei radar iraniani siano sufficienti a controbilanciare i rischi di un attacco. Per neutralizzarli, raccomanda: “sistemi per le contromisure elettronica (EW) di fabbricazione russa. L’insieme dei vari sistemi EW è in grado di ridurre significativamente la capacità degli aerei attaccanti di cercare, rilevare e neutralizzare bersagli terrestri; interferisce con l’equipaggiamento di bordo dei missili da crociera nel sistema di navigazione satellitare GPS; confonde i dati dei radioaltimetri dei velivoli da attacco, dei missili cruise e degli UAV [aerei senza pilota, droni] …

Nei briefing per i comprensivi reporter occidentali, i comandanti iraniani stanno enfatizzando l’opzione Armageddon. Indipendentemente da quanto deboli o forti le loro difese possano rivelarsi sotto un prolungato attacco da parte degli Stati Uniti, la strategia iraniana non è quella di aspettare. Il loro piano, dicono, è di contrattaccare contro obiettivi, sia arabi che americani, subito all’inizio dell’attacco missilistico americano; vale a dire, al momento del lancio, non durante il volo dei missili o dopo il loro impatto.

A sinistra: foto ufficiale della riunione del Consiglio di Sicurezza al Cremlino nel pomeriggio del 21 giugno. Fonte: http://en.kremlin.ru/ A destra: il generale maggiore Mohammad Baqeri, Capo di Stato Maggiore delle forze armate iraniane.

 

Il giorno dopo l’attacco degli Stati Uniti e l’abbatimento del drone da parte dell’Iran, il Presidente Vladimir Putin aveva presieduto una riunione a Mosca con i soliti membri del Consiglio di Sicurezza. I militari erano rappresentati dal Ministro della Difesa, Sergei Shoigu. L’attacco statunitense all’Iran era stato il problema principale sul tappeto. “I partecipanti“, aveva riferito il comunicato del Cremlino, “hanno discusso, in particolare, degli sviluppi nel Golfo Persico. Hanno espresso seria preoccupazione per il crescere della tensione e hanno esortato i paesi coinvolti a mostrare moderazione, perché azioni poco sagge potrebbero avere conseguenze imprevedibili in termini di stabilità regionale e globale.”

Conseguenze imprevedibili,” tradotto dal russo al farsi significa la cessazione del commercio di petrolio nel Golfo Persico. “Mentre il petrolio e le merci di altri paesi attraversano lo Stretto di Hormuz, anche le nostre si muovono attraverso di esso,” aveva detto il 28 maggio il Maggiore Generale Mohammad Baqeri, capo dello stato maggiore iraniano. “Se il nostro greggio non potrà transitare attraverso lo Stretto di Hormuz, anche quello degli altri non passerà.

John Elmer

Fonte : johnhelmer.net
Link: http://johnhelmer.net/against-the-blitz-wolf-russian-reinforcements-for-irans-defence-in-war-against-all/
25.06.2019
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.