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La fine del Trattato INF: una vittoria della Russia, una Waterloo per l’America

 

DMITRY ORLOV
cluborlov.blogspot.com

Il 1° marzo 2018 il mondo aveva avuto notizia dei nuovi sistemi d’arma della Russia basati, a quanto si dice, su nuovi principi della fisica. Rivolgendosi all’Assemblea Federale, Putin aveva spiegato come si era arrivati alla loro realizzazione: nel 2002 gli Stati Uniti si erano ritirati dal Trattato Missilistico Anti-Balistico.  All’epoca, i Russi avevano dichiarato che sarebbero stati costretti a reagire e, in sostanza, si erano sentiti rispondere: “fate un po’ come vi pare.”

E così hanno fatto, hanno sviluppato armi che nessun sistema anti-missile balistico potrà mai sperare di fermare. Di queste nuove armi russe una è già in servizio operativo (Kinzhal), un’altra è pronta per la produzione di massa (Avangard) e molte sono attualmente in fase di sperimentazione (Poseidon, Burevestnik, Peresvet, Sarmat). Le loro caratteristiche, in breve, sono le seguenti:

• Kinzhal: un missile da crociera ipersonico aviolanciato, che vola a Mach 10 (12.348 km/h) e può distruggere bersagli sia terrestri che marini.

• Avangard: un sistema per il trasporto sull’obbiettivo di un carico utile ipersonico manovrabile per missili balistici intercontinentali, che vola a più di Mach 20 (24.696 km/h). Ha un raggio d’azione di 1190 km. e può trasportare una carica nucleare fino a 300 chilotoni.

• Poseidon: un siluro autonomo a propulsione nucleare, con un raggio d’azione illimitato, che può viaggiare ad una profondità di 900 m. e ad una velocità di 180 km/h.

• Burevestnik: un missile da crociera a propulsione nucleare, che vola a circa 430 km/h e può rimanere in volo per 24 ore, con un raggio d’azione di 9600 km.

• Peresvet: un complesso laser mobile che può accecare droni e satelliti, mettendo fuori uso i sistemi di ricognizione aerea e spaziale.

• Sarmat: un nuovo missile intercontinentale pesante in grado di seguire traiettorie suborbitali arbitrarie (p.e. al di sopra del Polo Sud) e colpire obbiettivi scelti a caso in qualsiasi parte del pianeta. Dal momento che non segue una traiettoria balistica prevedibile, è impossibile intercettarlo.

La prima reazione occidentale a questo annuncio era stato uno strano silenzio. Alcuni avevano cercato di convincere chiunque volesse dar credito alla notizia che si trattava solo di un bluff e di animazione computerizzata, e che questi sistemi d’arma, in realtà, non esistevano. (L’animazione [della presentazione ufficiale] era di qualità piuttosto bassa, probabilmente, si potrebbe aggiungere,  perché i militari russi, con la loro tipica mentalità, non potevano immaginare che una grafica fluida e accattivante, come quella in cui gli Americani sprecano i loro soldi, avrebbe reso la Russia più sicura). Ma, alla fine, i nuovi sistemi d’arma erano stati mostrati all’opera e i servizi segreti statunitensi avevano confermato la loro esistenza.

Costretti a reagire, gli Americani, con l’UE al seguito, avevano cercato di causare incidenti a livello di pubbliche relazioni su fatti non correlati. Tentativi del genere vengono ripetuti con una certa frequenza. Ad esempio, dopo il colpo di stato in Ucraina e la riunificazione della Crimea con la Russia, c’era stata la valanga di diffamazioni isteriche da parte della stampa sul Volo MH17 della Malaysian Airlines, che gli Americani avevano abbattuto mentre era in volo sull’Ucraina, con l’aiuto dell’esercito ucraino.

Allo stesso modo, dopo l’annuncio di Putin dei nuovi sistemi d’arma, c’era stata un’identica esplosione di isteria mozzafiato per il presunto avvelenamento da “Novichok” di Sergei Skripal e di sua figlia. Un paio di turisti russi, se vi ricordate, erano stati accusati di aver avvelenato gli Skripal spruzzando del gas tossico sulla maniglia della loro abitazione, da cui gli Skipal erano già usciti e a cui non avrebbero fatto più ritorno. Forse queste buffonate hanno permesso ad alcune persone di sentirsi meglio, ma opporsi a nuovi e rivoluzionari sistemi d’arma inventando notizie false non è una reazione adeguata.

Dite quello che volete sulla risposta russa all’uscita degli Stati Uniti dal Trattato INF, ma è stata adeguata. È stata resa necessaria da due fatti ben riconosciuti. Innanzitutto, gli Stati Uniti sono noti per aver sganciato bombe nucleari su altri paesi (Hiroshima, Nagasaki). Lo avevano fatto non per autodifesa, ma solo per far capire all’URSS che ogni resistenza sarebbe stata inutile (una mossa stupida, se mai ce ne fosse stato bisogno). In secondo luogo, si sa che gli Stati Uniti avevano programmato, più di una volta, la distruzione dell’URSS per mezzo di un attacco nucleare a sorpresa. Questi piani non avevano potuto essere portati a compimento, prima per una carenza di armi nucleari, poi per lo sviluppo delle armi atomiche sovietiche, infine a causa del dispiegamento degli ICBM sovietici.

Le “Guerre Stellari” di Ronald Reagan erano state un tentativo di sviluppare un sistema che avrebbe dovuto abbattere un numero sufficiente di ICBM sovietici in modo da rendere possibile un primo attacco nucleare all’Unione Sovietica. Questo progetto era terminato quando Reagan e Gorbachev avevano firmato il Trattato sui Missili Anti-Balistici nel dicembre del 1987. Ma poi, quando Bush Jr. si era ritirato dal Trattato ABM nel 2002, la corsa era ripartita. L’anno scorso Putin ha annunciato la vittoria della Russia: gli Americani ora possono essere assolutamente certi che, se mai dovessero attaccare la Russia, il risultato sarebbe il loro annientamento completo e garantito e i Russi possono stare tranquilli, sapendo che gli Stati Uniti non oseranno mai attaccarli.

Ma quello era solo il preludio. La vera vittoria è avvenuta il 2 febbraio 2019. Questo giorno sarà ricordato come il giorno in cui la Federazione Russa aveva definitivamente sconfitto gli Stati Uniti nella battaglia per l’Eurasia, da Lisbona a Vladivostok e da Murmansk a Mumbai.

Allora, che cosa volevano gli Americani e che cosa hanno invece ottenuto? Volevano rinegoziare il Trattato INF, rivederne alcuni termini ed estenderlo in modo che includesse anche la Cina. Nell’annunciare che gli Stati Uniti stavano sospendendo il Trattato INF, Trump aveva dichiarato: “Spero che saremo in grado di riunire tutti in una grande, bellissima sala e fare un nuovo trattato che sarebbe molto meglio…” Per “tutti” probabilmente Trump intendeva Stati Uniti,  Cina e Russia.

Perché l’improvvisa necessità di includere la Cina? Perché la Cina ha un intero arsenale di armi a medio raggio, con una portata di 500-5500 km. (quelle messe fuorilegge dal Trattato INF) puntate sulle basi militari americane di tutta la regione, Corea del Sud, Giappone e Guam. Il Trattato INF ha impedito agli Stati Uniti lo sviluppo di contromisure da schierare in queste basi e da rivolgere contro la Cina.

Forse è stato il tentativo di Trump, da vero magnate immobiliare newyorkese, di mettere in pratica tra le superpotenze nucleari l’“arte di fare affari,” o forse perché l’arroganza imperiale ha fatto marcire il cervello di quasi tutti i rappresentanti del governo degli Stati Uniti, ma il piano per la rinegoziazione del Trattato INF è di una stupidità che va oltre l’immaginabile:

1. Accusare la Russia, senza nessuna prova, di violare il Trattato INF. Ignorare gli sforzi della Russia volti a dimostrare la falsità dell’accusa.

2. Annunciare il ritiro dal Trattato INF.

3. Aspettare un po’, poi annunciare che il Trattato INF è importante ed essenziale. Perdonare, con tono di condiscendenza, la Russia e dichiararsi disponibili a firmare un nuovo trattato, ma chiedere che includa anche la Cina.

4. Aspettare, mentre la Russia convince la Cina ad aderirvi.

5. Firmare il nuovo trattato nella “grande, bellissima stanza” di Trump.

Quindi, come è andata effettivamente? La Russia ha immediatamente annunciato l’intenzione di uscire dal Trattato INF. Putin ha ordinato al Ministro degli Esteri, Lavrov, di astenersi da tutti i negoziati con gli Americani sulla questione. Ha poi ordinato al Ministro della Difesa, Shoigu, di costruire piattaforme terrestri per i nuovi sistemi missilistici aerei e navali della Russia, senza aumentare il bilancio della difesa. Putin ha aggiunto che questi nuovi sistemi con base a terra saranno schierati solo in risposta allo spiegamento di armi a medio raggio prodotte dagli Stati Uniti. Oh, e la Cina ha annunciato che non è interessata a questi negoziati. Ora Trump può avere la sua “grande, bellissima stanza” tutta per sé.

Com’è potuta succedere una cosa del genere? A causa del Trattato INF, per un lungo periodo, la Russia ha avuto un enorme buco nel suo arsenale, in particolare nell’intervallo dei 500-5500 km. di portata. Disponeva degli X-101/102s aviolanciati e aveva in seguito sviluppato il missile da crociera Kalibr, ma aveva pochi aerei e poche navi, sufficienti per la difesa, ma non abbastanza da garantire la completa distruzione di tutta la NATO. Per quanto riguarda la sicurezza nazionale della Russia, visto l’atteggiamento sempre più bellicoso degli Stati Uniti, era necessario che la NATO sapesse che, in caso di conflitto militare con la Russia, verrebbe completamente annientata e che nessun sistema di difesa aerea potrà mai aiutarla ad evitare un simile destino.

Se guardate una mappa, scoprirete che avere armi con un campo d’azione di 500-5500 km. risolve questo problema in modo egregio. Disegnate un cerchio con un raggio di 5500 km. intorno all’enclave russa di Kaliningrad; noterete che comprende ogni singolo paese della NATO, il Nord Africa e il Medio Oriente. Il Trattato INF non era stato necessariamente un buon affare per la Russia, anche quando era stato firmato per la prima volta (ricordate, Gorbachev, il firmatario, era un traditore) ma era diventato un affare veramente pessimo nel momento in cui la NATO aveva iniziato ad espandersi verso est. Ma la Russia non poteva tirarsene fuori senza scatenare uno scontro e aveva bisogno di tempo per riprendersi e riarmarsi.

Già nel 2004, Putin aveva annunciato che “la Russia ha bisogno di fare un passo avanti per avere una nuova generazione di armi e di tecnologia.” All’epoca, gli Americani lo avevano ignorato, pensando che la Russia fosse sul punto di crollare in ogni momento e che avrebbero potuto usufruire del petrolio, del gas, del combustibile nucleare russo e delle altre materie prime di importanza strategica gratis e per sempre, anche dopo l’estinzione degli stessi Russi. Pensavano che, anche se la Russia avesse cercato di resistere, sarebbe bastato corrompere qualche traditore (come Gorbachev o Eltsin) e tutto sarebbe ritornato a posto.

Andiamo avanti velocemente di 15 anni, e che cosa abbiamo? La Russia si è ricostruita e si è riarmata. Le sue industrie da esportazione mantengono la bilancia commerciale in attivo, anche senza le esportazioni di petrolio e di gas. Sta costruendo contemporaneamente tre importanti gasdotti per l’esportazione: verso la Germania, la Turchia e la Cina. Sta incrementando la propria capacità di produzione nucleare in tutto il mondo e fa la parte del leone nell’industria nucleare mondiale. Gli Stati Uniti non riuscirebbero a tenere accese le luci senza le importazioni di combustibile nucleare russo. Gli Stati Uniti non hanno nuovi sistemi d’arma con cui contrastare il riarmo della Russia. Certo, parlano di svilupparne alcuni, ma tutto ciò che finora hanno prodotto sono infinite voragini mangiasoldi e un sacco di presentazioni in PowerPoint. Non hanno più la testa per fare il lavoro, o il tempo, o il denaro.

Alcuni degli ordini di Putin sul ritiro dal Trattato INF riguardavano la costruzione di missili ipersonici terrestri a medio raggio. Questa è una svolta nuova: non solo sarà impossibile intercettarli ma ridurranno il tempo di sopravvivenza della NATO, se mai attaccherà la Russia, dai minuti ai secondi. Era stato menzionato anche il nuovo siluro a propulsione nucleare Poseidon: anche se un attacco contro la Russia dovesse avere successo, si tratterebbe di una vittoria di Pirro, dato che le ondate alte 30 m. degli tsunami innescati dalla sua esplosione spazzerebbero le due coste degli Stati Uniti per centinaia di chilometri all’interno, trasformando in pratica l’intero paese in una landa desolata blandamente radioattiva.

Non solo gli Stati Uniti hanno perso la loro capacità di attaccare, non hanno nenche più quella di minacciare. Il loro principale mezzo di proiezione di forza globale è la marina, e Poseidon l’ha trasformata un inutile e lento mucchio di ferraglia. Basterebbe solo una manciata di Poseidon che tallonassero silenziosamente i vari gruppi da battaglia con portaerei degli Stati Uniti per azzerare il valore strategico della loro marina, indipendentemente da dove venga schierata nel mondo.

Senza le pastoie del Trattato INF, la Russia sarà in grado di neutralizzare completamente la già obsoleta ed inutile NATO e potrà inglobare tutta l’Europa nella sua sfera di sicurezza. I politici europei sono abbastanza malleabili e presto impareranno ad apprezzare il fatto che le buone relazioni con la Russia e con la Cina sono un vantaggio, mentre qualsiasi forma di dipendenza dagli Stati Uniti, con il passare del tempo, si trasforma in una enorme passività. Molti di loro capiscono già da che parte soffia il vento.

Non sarà una decisione difficile da prendere per i leader europei. Da un lato, c’è la prospettiva di una Grande Eurasia pacifica e prospera, da Lisbona a Vladivostok e da Murmansk a Mumbai, al sicuro sotto l’ombrello nucleare russo e collegata alla Cina attraverso la Via della Seta.

Dall’altro, c’è una certa oscura ex-colonia, persa nelle terre selvagge del Nord America, imbevuta di una fede incrollabile nel proprio eccezionalismo, mentre diventa sempre più debole, più conflittuale all’interno e più caotica, ma comunque pericolosa, sopratutto per sè stessa, e governata da un pomposo buffone che non capisce la differenza fra un trattato sulle armi nucleari e un accordo immobiliare. Deve essere, tranquillamente e pacificamente, relegata alla periferia della civiltà e poi ai margini della storia.

Trump dovrebbe chiudere tutta la sua squadra di governo nella sua “grande e bellissima stanza” ed evitare di fare qualcosa di ancora più tragicamente stupido, mentre menti più lucide negoziano in tutta calma i termini di una capitolazione onorevole. L’unica strategia di uscita accettabile per gli Stati Uniti è quella di cedere pacificamente e in modo tranquillo le basi che occupa in tutto il mondo, ritirarsi nel proprio perimetro geografico e non intromettersi negli affari della Grande Eurasia.

Dmitry Orlov

Fonte: cluborlov.blogspot.com
Link: http://cluborlov.blogspot.com/2019/02/rip-inf-treaty-russias-victory-americas.html
05.02.2018
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.

10 Commenti

  1. Sono tre quarti di secolo che l’umanità vive sotto la minaccia dell’estinzione nucleare.
    Sono anche i tre quarti di secolo di maggiori progressi nella conoscenza scientifica e soprattutto nelle sue applicazioni tecnologiche. Quindi c’è un progressivo e continuo affinamento degli strumenti bellici di distruzione di massa, che va ben oltre, e già da molti anni, rispetto alla certezza di distruzione completa e reciproca dei “contendenti”.

    E’ del 1968 il “girotondo” di Fabrizio De Andrè, mezzo secolo fa, che ben descrive, con gli occhi dei bambini, questa pazzia omicida senza alcun senso, se non quello dell’autodistruzione fine a se stessa.

    Oggi i “contendenti”, sempre gli stessi, sono completamente nudi in questa follia senza senso. E allora come si spiega? Si tratta di ragioni “geopolitiche”, ovvero di contraddizioni insanabili dell’economia che tenta di sopravvivere a se stessa, come sistema, percorrendo le strade senza uscita dell’escalation industriale-militare, mercato sempre aperto alle finanze pubbliche, l’unico esente dalle limitazioni fisiche della “domanda”.
    In altri termini si ragiona con la testa nel passato, quando la biosfera ci poteva ancora perdonare tutto, viste le limitate capacità di nuocere.

    Non si può ragionare con le logiche del passato nel presente, quando questo presente è completamente diverso da ogni tempo sin qui trascorso sull’astronave Terra!

    Qui si parla del capo politico dell’impero unipolare morente come di un immobiliarista politicamente idiota, ma è ancora peggio. L’idiozia è distribuita, per quanto obbligata come un virus estremamente contagioso tra i “capi di Stato”. Ok. e gli altri 8 miliardi di anime presenti che fanno? Non contano niente? E’ ora di far sentire la voce di ognuno di noi, e “tirar giù dalla pianta” questi idioti pericolosi, anche se li capiamo, non possono fare diversamente ….

  2. Almeno due litri.

    l’inizio dell’articolo non è male, già a metà Orlov appare meno lucido, nel finale si capisce che era roba pesante (forse водка ma di quella buona)

    Capisco il tifo nazionalista, capisco anche che quando si fà propaganda da istituto luce se si vuole ottenere un qualche risultato, necessita spararle grosse…..ma quel finale sul cedere la basi pacificamente e sull’eurasia è roba da almeno due litri di Vodka.

    L’alcol è di aiuto nello scrivere sino ad una certa quantità, oltre, se non sei Nietzsche, è meglio non andare.

    тост……. за здоровье……. за нас…….. cin cin ( cin cin in giapponese)

  3. Ho letto l’articolo con un certo interesse. Non sono in grado di valutare quanto di queste notizie sono reali e quanto sono “patriottismo”. Quello di cui dovrebbe preoccuparsi Trump più dei missili russi, dovrebbe farlo con i T-bond Usa in mano ai cinesi: più o meno un terzo del depito pubblico federale degli Usa…..Per il resto fra questi colossi l’Europa farà la fine del vaso di coccio in mezzo a quelli di ferro. Un Europa divisa che parla 27 lingue diverse, ha 27 ministri della Difesa, ha al suo interno repubbliche parlamentari, presidenziali, monarchie, e un certo numero di valute…Ma sto andando fuori tema scusate…L’Italia resta strategica per la sua posizione geografica e per le basi militari con relative testate nucleari (delle quali non abbiamo però il controllo)…..

  4. Sono d’accordo con Orlov su tutto meno che sulla ragione delle due bombe atomiche sul Giappone.
    Gli americani usavano quel tipo di bombe per la prima volta. Ne avevano testate un paio nel deserto ma non avevano nessuna idea circa gli effetti meccanici che avrebbero provocato sulle città, sulla capacità distruttiva contro animali ed uomini.
    Gli americani hanno sganciato le bombe sul Giappone per poter eseguire dei test.
    Tanto il Giappone non avrebbe reagito. Era una Nazione sconfitta che aveva già chiesto la resa più di una volta.

  5. Questo Orlov sarà pure di parte, ma non si può negare che porti delle affermazioni che meritano sempre attenzione. In questo caso però, ha limitato forse un po’ troppo il campo alle capacità missilistiche, e non solo, dei contendenti. Provando a ragionare con gli elementi che abbiamo, non si può certo dire che Putin sia uno stupido, (come del resto anche Trump, nonostante vogliano farlo sembrare tale) e sa che un confronto nucleare basato su armi più o meno innovative da entrambe le parti, non lascerebbe molto in piedi dell’intero pianeta; gli americani, per quanto inferiori tecnologicamente, sarebbero sempre in grado di far estinguere buona parte del genere umano. Il problema è, probabilmente, più legato al mantenimento di sfere di interesse, soprattutto economico, ma anche politico, strategico ecc. Gli americani sono in crisi, soprattutto a livello di confronto economico, con le nuove forze emergenti del pianeta, hanno evidenti difficoltà a mantenere il diretto controllo (esclusivo) delle fonti di energia esistenti sul pianeta, e forse (almeno quelli dalla parte di Trump, anche per questo avversati dal resto del complesso militare politico) valutano un riposizionamento e una riconsiderazione di tutte le alleanze finora mantenute, molte delle quali, a conti fatti, non particolarmente convenienti. Trump stesso però, nonostante abbia più volte affermato l’inutilità di organismo come la Nato, avrebbe notevoli resistenze in patria per abbattere l’attuale sistema di potere, soprattutto dal complesso politico militare affaristico interno. E’ possibile che si voglia iniziare disconoscendo gli attuali accordi a livello globale, per poter poterli sostituire (dopo pantomime varie) con altri che riconoscano nuovi equilibri di fatto più aderenti all’attuale realtà. Certo, tutto questo sempre che qualche folle buontempone non decida di premere qualche tasto sbagliato e ponga fine all’umanità come l’abbiamo conosciuta finora, cosa che, nonostante tutto, rimane poco probabile.

  6. C’e’ un limite a quanto l’Homo Credulus possa bersi.
    Superare il limite diventa controproducente.
    Matteuski Renzov credo lo abbia sperimentato.
    Che lo abbia capito, non lo so. Di certo, l’ha provato sulla propria pelle.

    • L’homo credulus ora pensa che gli apparati militari dei big, costati migliaia di miliardi di dollari anno dopo anno, non verranno mai usati. E’ una credenza basata sul nulla, visto che non è mai stato così nelle ere precedenti, quando per sua fortuna tali apparati potevano al più fare qualche milionata di morti, senza distruggere il pianeta per la maggioranza sopravvissuta. La speranza si dice che è l’ultima a morire, ma la costruzione della sua morte procede sempre più velocemente.

  7. “L’unica strategia di uscita accettabile per gli Stati Uniti è quella di cedere pacificamente e in modo tranquillo le basi che occupa in tutto il mondo, ritirarsi nel proprio perimetro geografico e non intromettersi negli affari della Grande Eurasia.”

    Esatto, tovaric Orlov… è per questo che stanno tentando di arroccarsi nel “giardino di casa” il Venezuela, con la complicità degli sciocchi al loro seguito,compreso il nostro Selfini che da paninaro qual’è ha subito detto che “Maduro affama il suo popolo”..
    Lo diceva addentando un panino..

  8. Chi conosce un minimo di storia e un pizzico di tecnologia militare si può rendere conto di quante cavolate ci sono scritte in questo articolo. Ma per favore! Consiglio anche un buon libro di economia.