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Intervista con un economista contro – Vladimiro Giacchè: l’euro, l’UE, la Germania, la Grecia, il lavoro, la democrazia, la sovranità, i migranti…

DI FULVIO GRIMALDI

Mondo cane

Vladimiro Giacchè, della cui amicizia mi onoro da lunga data, è uno dei più autorevoli economisti europei. Ha svolto i suoi studi universitari a Pisa e a Bochum, in Germania, è laureato in filosofia alla Normale ed è presidente del Centro Europa Ricerche.  In Italia e in Germania è considerato una delle voci più critiche dell’assetto istituzionale europeo e dell’ordinamento finanziario basato sull’euro, con particolare riferimento al ruolo della Germania, specialmente nei confronti del Sud d’Europa. Dell’intervista che mi ha concesso alcuni brani sono inseriti nel mio nuovo docufilm “O la Troika o la Vita – Epicentro Sud – Non si uccidono così anche i paesi?” E a proposito di paesi, popoli, nazioni, culture da uccidere, ho trovato che uno dei libri più drammaticamente istruttivi su come la classe dirigente tedesca, nelle sue varie espressioni politico-partitiche, ha devastato e vampirizzato la parte del suo popolo riunito nella DDR, Repubblica Democratica Tedesca, sia l’irrinunciabile “Anschluss”, pubblicato da Imprimatur nel 2013. Se ne possono trarre ampie indicazioni su cosa Berlino, il suo retroterra atlantico e i suoi strumenti finanziari abbiano riservato alla Grecia e stiano riservando all’Italia.

FG   Popolari, Ligresti, Monte dei Paschi…Siamo al collasso del sistema bancario italiano?

VG  Sicuramente la situazione attuale, la nuova normativa della cosiddetta Unione Bancaria Europea è qualcosa che ha paralizzato in misura molto drastica il nostro sistema. In particolare, i tedeschi sono riusciti nel capolavoro di tenere fuori dalla Vigilanza Europea la gran parte delle loro banche che fanno credito alle imprese. La Germania, per dire solo una cifra, ha dato 259 miliardi di euro alle sue banche. Noi praticamente niente. Tutti gestiscono le loro crisi e le risolvono con fortissimi aiuti di Stato. Noi no. Gli altri fanno il loro gioco, noi non facciamo il nostro.

C’è questa idea dell’Europa per cui ogni passo ulteriore verso l’integrazione è una cosa positiva (gli “Stati Uniti d’Europa” dell’ultrà atlantico-sionista Bonino, dopo il richiamo-ingerenza del commissario UE Moscovici, divenuto obiettivo imprescindibile anche per il già dissidente Renzi. N.d.r.). IN realtà, se le regole non sono simmetriche, se non valgono allo stesso modo per tutti e aumentano gli squilibri all’interno dell’Europa, quel tipo di integrazione non  si vede perché la dovremmo accettare.

FG  Questo ci porta direttamente alla Grecia e all’annichilimento che è stato inflitto a quel paese.

VG  Si tratta di una crisi che deriva dal fatto che a un certo punto i paesi del Centro Europa prestavano agli altri, in particolare a quelli della periferia e non prestavano per fare beneficienza. Prestavano perché i tassi erano più alti, così guadagnavano un po’ di più  e potevano reinvestire i profitti esportando nelle periferie. Se uno va a vedere, le esportazioni tedesche sono enormemente cresciute a partire dall’introduzione dell’euro. Ci dicevano che tutto questo era una cosa fantastica, che dimostrava come l’euro fosse la più grande invenzione del secolo. Monti è arrivato a dire che la Grecia rappresentava il più grande successo dell’euro.

In realtà, cosa andava succedendo. C’era una serie di paesi che importavano di più grazie alla moneta unica perché questa abbatte un po’ i costi delle transazioni. Ma i paesi importatori ne traevano uno squilibrio sempre maggiore della loro bilancia commerciale. E anche un aumento del debito pubblico. In questo senso noi siamo molto vicini alla Grecia.

FG  Secondo te, dietro a tutta questa operazione, culminata con quanto abbiamo visto in Grecia e che si affaccia anche all’orizzonte nostro, quale potrebbe essere la strategia, quale l’obiettivo?

VG  Non so se c’è un disegno. Sicuramente c’è un’architettura che ha come perno la moneta unica. Questo è un punto fondamentale di cui quasi tutti si sono accorti molto in ritardo. Mandel, che ha anche vinto un Nobel  su questa roba ha detto una cosa un po’ più violenta: ha detto l’euro è Reagan in Europa. La moneta unica, per come è configurata, fa sì che tu non abbia più gli aggiustamenti del cambio possibili. Quindi potrai ricuperare competitività solo in due modi: facendo più investimenti, che è un modo buono, oppure svalutando il lavoro, pagandolo di meno.

FG  Che è la procedura vigente.

VG  Che è la procedura vigente. Con un’aggravante. Quando si entra in questa mistificazione per cui è il debito pubblico la causa di tutto, agli Stati si impedisce di fare investimenti pubblici. Da noi è successo esattamente il contrario: si è chiesto di fare manovre restrittive precisamente quando avresti dovuto fare quelle espansive. Il risultato, non intuitivo solo per chi non capisce niente di economia, anche se ha studiato e insegnato alla Bocconi, è molto semplice: alla fine di questo processo tu avrai  impoverimento e maggiore debito di prima.

Così la competitività su cosa avviene? Avviene sulla svalutazione salariale, sul dumping sociale e sul dumping fiscale, sul fatto che le imprese pagano sempre meno tasse, e poi c’è quello che ne fa pagare ancora meno di te. E nel frattempo cosa succede? Per attaccare il debito cosa faccio? Riduco i servizi sociali, faccio mandare la gente in pensione sempre più tardi.

Il nostro paese ha componente molto forte di domanda interna nell’aggregato generale. Succede che questa domanda crolla e succede che tutti i produttori che producevano solo per l’interno vanno a chiudere. Di fatto abbiamo subito una distruzione di capacità produttiva, in particolare dell’industria, che si aggira sul 20%.

FG  Come spesso, noi siamo stati un laboratorio. Fin dal 1992, epoca dell’attacco di Soros alla lira, di Mario Draghi al Tesoro e della successiva svendita progressiva del nostro patrimonio industriale sotto Amato, Prodi, D’Alema…Si può uscire da questa situazione abbandonando l’euro, o ci sono altre ipotesi di sopravvivenza?

VG  O cambia il contesto, o tutta l’Europa si trasformerà in una grande Germania, cioè in una serie di paesi che hanno una domanda interna molto debole e che puntano tutto sulle esportazioni. Cosa che storicamente fa la Germania, però a scapito degli altri che non possono reggere il confronto.

FG  Cambiare il contesto vuol dire basta con l’austerity, con la distruzione del lavoro, il precariato, i minijob alla tedesca, la moneta unica…

Non è vero quello che spesso si sente dire, che una moneta è solo una moneta. Una moneta non è mai solo una moneta. Una moneta è l’espressione di determinati rapporti giuridici. L’euro è l’espressione dei rapporti giuridici che sono iscritti nei trattati europei e che ci dicono che il valore supremo è la stabilità dei prezzi. Ma ciò è una cosa non solo diversa, ma opposta, incompatibile, con quello che ci dice la Costituzione della Repubblica italiana. Cioè che il valore è il diritto al lavoro. Secondo i trattati europei questo valore deve essere subordinato alla stabilità dei prezzi. Allora, se per tenere bassi i prezzi io devo avere un disoccupazione all’11%, nel contesto dei trattati europei va bene così. Una configurazione di questo tipo dei trattati è una gabbia mortale.

FG   Questo significa che i discorsi di certi personaggi, tipo Varoufakis e tutti quelli che parlano di una UE riformabile e riformata, su un riscatto che ci verrebbe da un’altra Europa, non rappresentano altro che una tenaglia utopica. Inoltre, quali spazi di democrazia possono rimanere in una configurazione del genere?

VG  Sono sempre più esigui, lo stiamo vedendo in concreto. Alla Grecia è stato impedito di fare un referendum quando c’era Papandreu. Poi gli è stato concesso di farlo, ma tre giorni dopo il referendum il governo ha dovuto rinnegare quanto il voto gli aveva detto. Tra le cose su cui hanno capitolato c’è la privatizzazione massiccia di tutto l’apparato pubblico greco (quello che da noi sta nei programmi enunciati di Berlusconi come di Calenda e Padoan. N.d.r.).

Io credo che invece si tratta di fare una cosa diversa- Di fare sì che il settore pubblico, lo Stato si riappropri dei propri diritti e anche del diritto di porre dei vincoli ai mercati. Ciò però comporterebbe di stracciare i trattati europei e non credo si tratti di ipotesi realistica, dato che per ogni minima modifica ci vuole l’unanimità dei paesi.

FG  Cambiando argomento: cosa c’è dietro a questo fenomeno cosiddetto epocale, la migrazione di massa che l’Europa e il maestro delle destabilizzazioni imperiali, Soros, ci impongono di accogliere? Oltre a tutto in maniera iniquamente sbilanciata a sfavore dell’Italia. Credo che ci sia motivo per sospettare di una vera e propria filiera criminale che incomincia con lo svuotamento dei paesi del Sud delle generazioni che dovrebbero costruirne il futuro.

VG   Si, questo è sicuramente un elemento fondante. Le cause e i fini sono diversi. Tra questi c’è stata la distruzione della Libia, inizio della devastazione e ricolonizzazione dell’Africa. Quanto a noi, un’immigrazione incontrollata non è gestibile politicamente, socialmente, economicamente. Mi sembra di dire delle cose un po’ banali e vedo che le persone sgranano gli occhi: oddio, è razzista. Proprio per niente. Ma uno ha il compito di impedire che la sua società vada in pezzi. Ancora una volta la situazione è di una profonda asimmetria nell’Unione europea. L’Italia e la Grecia sono lasciate a gestire da sole un fenomeno gravissimo e di dimensioni imponenti. Non gli è permesso neanche il controllo delle frontiere. Sta succedendo che all’interno dell’Europa alcuni Stati, alcune classi, alcuni poteri aumentano la propria forza e altri vedono diminuire la loro. C’è una dialettica sia di classe, sia di nazioni e di molti processi europei si deve dire che si tratta di atti criminosi.

Io credo che si tratti di ricuperare determinati interessi di classe e altri interessi che oggi vengono sacrificati nello scontro tra potenze, tra forti e meno forti. Il tutto mascherato e avvolto in questa bandiera blù con le sue 12 stelle. Bandiera che in realtà è la copertura della prepotenza di alcune potenze forti contro altre che si stanno dimostrando, per loro colpa, molto più deboli.

FG  Toccherebbe perciò stracciarla, quella bandiera….

VG  La mia opinione l’ho espressa in varie occasioni e i titoli dicono tutto.

 

Fulvio Grimaldi

Fonte: http://fulviogrimaldi.blogspot.it

Link: http://fulviogrimaldi.blogspot.it/2018/01/intervista-con-un-economista-contro.html

30.01.2018

Pubblicato da Davide

40 Commenti

  1. “…della prepotenza di alcune potenze forti contro altre che si stanno dimostrando, per loro colpa, molto più deboli.”
    Quel “per loro colpa” è il de profundis per la classe politica che andremo ad eleggere fra un mese. Perché, se la Germania ha fatto i suoi interessi, i nostri pollastri hanno fatto il gioco della Germania. Per i soliti 30 denari, ovvio…

    • Ecco.. adesso che tutto ti è chiaro vota bene. Ma bene.

    • della germania ma sempre obbedendo a U$A, anche quando la germania si è smarcata

    • Concordo ma non credo che sia dovuto ai 30 denari. Secondo me ha contato molto il fatto che noi mandiamo a bruxelles i trombati delle elezioni pokitiche, regionali comunali……insomma gli scarti della politica e pur ammettendo che facciano del loro meglio……..Ib Italia non si conosce nemmeno il funzionamento dell’europa, del parlamento europeo dei commissari del consiglio d’europa e del consiglio europeo. Quando non si conoscono nemmeno le regole basilari di un gioco solitamente si perde

    • E sempre lì, arriviamo: o abbiamo avuto finora soo incompetenti, oppure solo traditori.
      Ma porca boia, ‘sta gente ha votato MES, Fiscal Compact, pareggio di bilancio in Costituzione…
      Ma nessun Generale che si svegli la matitna e li faccia arrestare tutti, ma proprio tutti?
      Fino a prova contraria, è ancora un Reato l’Alto Tradimento!

  2. “….Siamo al collasso del sistema bancario nazionale?” Domanda mal posta. Sveglia! Te lo hanno fregato il sistema bancario nazionale!…e se vai a vedere l’ azionariato Unicredit ti accorgi che la gran parte sono gli U$A a far da padroni, non la Germania, quella ti ha fatto fallire l’ industria! Poi “o cambia il contesto o tutta l’ Europa si trasforma in una grande Germania” magari dico io. Quando mai? Sarai sempre alla catena del debito come gli asini. Nessun padrone vuole perdere il suo asino…nemmeno se raglia dalla mattina alla sera. Io trovo che in questo articolo ci siano concetti sani e banalità. La cosa che non dice è che diventeremo sempre più schiavi…degli israeliani, dei tedeschi e degli americani. Se volete un idea precisa di cosa è stato l’ Euro per l’ italia prendete un qualsiasi grafico sull’ economia (i banalissimi indici di borsa) dati storici dal dopoguerra ad oggi. Metteteli al confronto con gli indici di borsa tedeschi, americani, francesi o inglesi. Noterete che gli indici sono grossomodo simili in crescita costante fino al 1992. Il delta inizia lì con Maastricht. L’ Italia va giù da 25 anni…gli altri vanno su! Stop. E non c’ è nessuna prigione che ci obbliga a stare nell’ Euro. Sono solo i sig. Berlusconi, Prodi, Napolitano,Renzi, (forse Grillo), ecc, ecc. degli spot alla TV. Si esce di venerdì…ed il lunedì si inizia a negoziare. Il martedì ci sarà il sole!

  3. FG Toccherebbe perciò stracciarla, quella bandiera….

    Ma Grimaldi che scrive? Non lo sa che quella bandiera porta i colori delle vesti della Madonna?

    • E la stessa corona di 12 stelle, per giunta… che coincidenza!

      • no le stelle sono diverse: quelle massoniche hanno 5 punte, quelle della Madonna 8

        • E quelle con sei punte a chi appartengono ?

          • lucifero
            la stella a cinque punte è imparentata con il pentagono, con l’uomo (Uomo vitruviano) che si fa Dio;
            quella a 8 punte con l’ottagono, è una buona approssimazione della circonferenza e quindi della perfezione
            quella a sei punte con l’esagono e la stella di Davide.

    • In realta’ quella bandiera e’ a double face: sull’altro lato c’e’ l’effige della NATO. Troppi lo dimenticano…e fanno dell’argomento di riacquisto della sovranita’ un argomento banale tutto sommato di teoria economica contrattabile tranquillamente da un professore universitario addentro alle questioni finanziarie. La cosa e’ ben differente e ben piu’ grave…la Grecia ad esempio mai avrebbe potuto essere gettata in quelle condizioni se non vi fosse stato un placet NATO ai massimi livelli. L’Eu e’ solo la veste esteriore di un potere transatlantico a carattere militare ed aggressivo. Tranquilli, quindi: quando se le prendera’ belle secche dalla Russia vedrete che l’Europa dei c.d. ‘tecnocrati’ di Bruxelles, ignoranti come delle spugne tipo Jin Claude, si disfera’ come per incanto. Il problema sara’ allora diverso…

      • Esatto.
        Nel 2000 Joshua Paul della Georgetown University un meritevole ricercatore, evidentemente diverso dagli usuali “storici dei vincitori”,

        ha scandagliato gli archivi istituzionali del suo paese, l’intelligence americana ha avuto una parte sostanziale nel creare e finanziare il mito europeistico per ragioni strategiche. I cosiddetti padri fondatori dell’Ue erano a libro paga dei servizi segreti americani: “The European Youth Campaign, an arm of the European Movement, was wholly funded and controlled by Washington. The Belgian director, Baron Boel, received monthly payments into a special account. When the head of the European Movement, Polish-born Joseph Retinger, bridled at this degree of American control and tried to raise money in Europe, he was quickly reprimanded. The leaders of the European Movement – Retinger, the visionary Robert Schuman and the former Belgian prime minister Paul-Henri Spaak – were all treated as hired hands by their American sponsors. The US role was handled as a covert operation. ACUE’s funding came from the Ford and Rockefeller foundations as well as business groups with close ties to the US government”. (The Telegraph).

        Senza dimenticare Jean Monnet, altro faro della mitologia europeistica, che faceva la spola tra Washington, Parigi e Londra per realizzare il grande progetto unionista, con la protezione dell’Amministrazione Usa. Pare che l’espressione “L’America sarà il grande arsenale della democrazia” sia uscita dalla sua bocca prima di finire in quella di vari Presidenti americani. Ecco il trust di cervelli senza spina dorsale, al servizio del nemico, che ci ha portato alla rovina sotto i nostri occhi.

        Oltre a costoro ritroviamo tra i prezzolati anche uomini di Stato come Winston Churchill (che scrisse, non per niente, il saggio “Gli Stati Uniti d’Europa”), Konrad Adenauer, Léon Blum ed Alcide de Gasperi. Non si è salvato nessuno e, ovviamente, nemmeno l’Ue nata sotto questo atroce peccato
        originale che ha segnato i suoi sviluppi successivi. E’ chiaro che i nipotini di questi cortigiani oggi si scandalizzino per i tentativi di Putin d’influenzare il corso delle elezioni in Europa, attraverso il sostegno ai cosiddetti movimenti populistici, perché sanno bene come funziona la cosa. Se dovesse un giorno verificarsi un simile spostamento geopolitico sarebbe la loro fine. Ce lo auguriamo affinché il nostro Continente inizi a brillare di luce propria e smetta di essere la sala da bagno dello Zio Sam.

        Fonte: http://www.conflittiestrategie.it/europa-unita-60-anni-di-sottomissione-agli-usa

  4. La conferma di quello che ormai dovrebbe essere molto chiaro: la questione vera è stabilire con decisione che tipo di rapporti politici l’Italia vuole avere con questa europa. Il resto, le questioni tecnico economiche, vengono dopo. Certo, nel momento in cui l’italia si mette a discutere queste cose con costoro, non avremo sicuramente davanti gente che ci dirà “prego, non aspettavamo altro che di assecondare le vostre richieste”. L’approccio dovrà per forza essere di tipo realista e improntato alla trattativa, magari cercando alleanze utili per l’occasione, per scompaginare le file compatte degli avversari. Non credo che l’Italia, da sola, abbia molto spazio per buttare in caciara questa europa, e soprattutto, come abbiamo ormai appurato, non ha gli uomini per farlo. Dovrebbe esserci da subito una rivoluzione di popolo, ma se il popolo opta per astenersi sdegnosamente da qualunque forma di partecipazione politica, o peggio ancora confermerà con il voto di pochi il sistema attuale, allora che ne parliamo a fare. Meglio essere realisti, e sperare in una politica di piccoli ma determinati passi, soprattutto fattibili in un contesto di interessi contrapposti che non mettano l’Italia in una situazione di isolamento.

    • “Se il popolo opta per astenersi sdegnosamente…” Stai prendendo un granchio, il popolo ha capito benissimo: quale sarebbe l’ alternativa? Se voti il meno peggio fuori dall’ Euro non ci andrai mai. Se voti un partito nazionalista ti va bene se piglia il 3%, se piglia di più casca il mondo. Ti becchi l ‘isolamento e le sanzioni, le accuse di fascismo, i partigiani e tutto il resto…

      • ti resta la rivoluzione…

        • Non ho capito cosa intendi.

          • Semplice, se non vuoi partecipare alla politica ma sogni un’Italia migliore, non ti resta che la rivoluzione. Comunque, a breve, la situazione sarà più o meno la seguente. Circa il 55% degli aventi diritto andrà al voto, in gran parte pensionati e categorie con ancora qualcosa da difendere. Naturalmente vincerà il centrodestra, che però dovrà stare attento, come in effetti sta già facendo, a non affossare troppo il PD, perché, se questo riuscirà a resistere intorno al 20% tornerà utile per un appoggio esterno. Borghi e Bagnai non faranno i ministri dell’economia, al massimo i sottosegretari o ministri senza portafoglio tipo politiche agricole e cose del genere. Per l’economia vera un nome nuovo, forse uno alla Marchionne, e Padoan ai rapporti con l’europa, che serve sempre uno che ci porti il più celermente possibile le letterine di rimprovero. Salvini probabilmente niente per consentirgli di far finta di non essere d’accordo e magari riutilizzarlo per un altro giro, forse l’ultimo di questa repubblica. I pensionati avranno un piccolo aumento, perché è giusto, servirà per un paio di ticket in più al mese, che non si sa mai. Avremo la tassa piatta, che piace tanto alla gente che piace, poi forse qualche contratto rinnovato. Per il resto, grossomodo tutto come prima, disoccupazione a gogo, specie giovanile, immigrati niente di serio, euro naturalmente sempre nei nostri portafogli, per illuderci di avere qualcosa da spendere, ecc. ecc. A proposito, il M5S, circa al 27% chiuso nel recinto degli indiani, senza alcuna possibilità di alleanze con la lega, che in effetti non ci sono mai state (a meno che un angelo buono non si impossessi dell’anima di Salvini). Il cerchio sarà così chiuso.

          • Credo anch’ io che finirà così. Sui votanti io non vedo tantissimi astenuti…il proporzionale aiuta! Il risultato elettorale è stato preparato nei mesi scorsi dai soliti poteri forti. Prima una legge elettorale ad hoc (credo che siamo l’ unico paese al mondo che cambia legge elettorale ad ogni elezione). Poi il blocco dei conti della lega che di fatto ha spinto Salvini nelle braccia di Berlusconi. L’ M5S tenuto in frigorifero oppure a fare una finta opposizione…ed ha pure rinunciato ai rimborsi elettorali (così avrà meno soldi per la propaganda)…che fare? Per fare il rivoluzionario ci vuole coraggio che io non ho…forse voterò casapound oppure andrò a pescare. Se poi uscisse che Lega e M5S sarà l’ unico governo possibile…poco male…ma la vedo dura anche lì uscire dall’ Euro!

          • (credo che siamo l’ unico paese al mondo che cambia legge elettorale ad ogni elezione)…
            e questa è l’ultima volta, poi basta leggi elettorali e basta elezioni,
            la troika ci governerà dall’alto con l’aiuto dello spread, e vissero tutti felici e contenti. saluti, t l

        • Da “1984”: ‘Finchè non diverranno coscienti della loro forza, non si ribelleranno e, finchè non si ribelleranno, non diverranno coscienti della loro forza.’

      • Con quello che hanno firmato a Ue altro che nazionalismo ci vuole

  5. La soluzione sarebbe politica, ma sappiamo, indossando gli occhiali del realismo spassionato, che non ci sarà nessuna soluzione politica in questo paese. Per questo motivo sarebbe bello trovare una strategia del singolo per salvarsi il culo. Ovvero atteggiamenti economici e legali da mettere in atto per permettere al singolo, isolato, (perchè è questo che siamo) di salvarsi, per salvarsi dalla svalutazione del lavoro, dalla inesistenza istituzionale, ecc…

    • É un riflesso questo tuo dell’isolamento in cui i singoli ( specie giovani ) sono stati indotti ad organizzare la propria vita, sperando cosi’ di ‘farcela’ nonostante tutto. Se ci pensi bene capisci che non esiste alcuna strategia che il singolo, anche intelligente, possa mettere in opera per salvarsi il suo prezioso c.: tranne una. Emigrare, con i soldini che ci vogliono ( perche’ la sopravvivenza in quei paesi e’ gia’ oggi una strategia di vita e non c’e’ spazio per bianchi senza dineros ) in un paradiso tropicale. Li’, forse, puoi campare…ma anche li’ non e’ detto che puoi farlo a lungo.

      • Oppure puoi falsificare un documento, facendo risultare che sei una “risorsa”.
        A questo punto, avrai diritto a vitto, alloggio e 75 € al mese, wi-fi gratuito, cure mediche gratuite etc etc etc.
        Potresti pure continuare a fare quello che facevi prima, ma in nero.
        Basta che quando è ora vai a mangiare e dormire nei punti predisposti!

        Una operatrice di CMP mi psiegava che le risorse hanno un “buono” valido per sei mesi , che gli dà diritto a cure mediche gratis.
        Il che comprende TUTTO: esami (semplici e/o complessi), medicinali, visite, protesi, dentista..
        Quandi scade…gliene fanno un altro!

        Ora , io solo perchè sono una “Partita IVA” non ho diritto a nulla, e parimenti non hanno diritto a nulla i miei familiari.
        Eppure, considerando tutto il mio reddito è inferiore a quello di un operaio, senza averne i vantaggi.

        Considerando che pago tasse da quando sono nato, la cosa mi rompe un pò gli zebedei!

        I casi sono due: o danno tutto gratis anche a noi, oppure smettono di darlo a loro!

  6. “Toccherebbe perciò stracciarla, quella bandiera…”
    Non c’è bisogno di aggiungere altro.
    L’Unione Europea è un CANCRO e, personalmente, non ho mai sentito nessuno dire che il Cancro non vada debellato ma “riformato”.

  7. Il fallimento Euro/EU è ormai palese e per noi italici l’orizzonte Grecia è sempre più nitido e scontato, specie se continueranno a governare i “soliti noti” del Partito Unico.
    Il 4 marzo avremo finalmente la possibilità di fare “ammutinamento civile”
    ..potremo dire basta! ..che ovviamente non rappresenta La soluzione a tutti i mali, ma sarebbe certamente uno strappo importante e soprattutto un inedito punto da cui ripartire che poi, visti i precedenti tentativi ..tutti falliti, non sarebbe poi neanche così insensato.
    Rischio spread? ..di sicuro, d’altronde per liberarti dalle catene o ti danno le chiavi
    ..o i polsi te li devi sbucciare, altrimenti voti il Berlusca e festa finita.

    «Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce…»
    M. Medeiros

  8. Io partirei da QUI: “La Germania, per dire solo una cifra, ha dato 259 miliardi di euro alle
    sue banche. Noi praticamente niente. Tutti gestiscono le loro crisi e le
    risolvono con fortissimi aiuti di Stato. Noi no. Gli altri fanno il
    loro gioco, noi non facciamo il nostro.”
    Perchè noi “non facciamo il nostro (gioco) ?
    Sono incompetenti o traditori?

    • La seconda che hai detto (cit.)

    • “La Germania, per dire solo una cifra, ha dato 259 miliardi di euro alle sue banche. Noi praticamente niente….”

      Ma c’è di più. L’Italia ha “salvato” le banche degli altri (Francia e Germania soprattutto) mediante versamenti di più di 50 miliardi di euro al Fondo Salvastati per i diversi “salvataggi” della Grecia. (Questo è quello che mi ricordo di aver letto due o tre anni fa su CDC).

    • Ottima intervista di Deutsche Wirtschaftsnachrichten a Vladimiro Giacché nella quale si mette in evidenza che è anche attraverso la “moderazione salariale” che la Germania aumenta il surplus di esportazioni. Interessante l’opinione di Giacché, secondo cui non è mediante l’unione di trasferimento (Transferunion) che si risolvono i problemi dell’Eurozona. Degno di nota il parallelo fra i finanziamenti alla ex-DDR da parte della BRD (i quali però erano a fondo perduto trattandosi di un unico Stato) e i finanziamenti da parte di banche tedesche e francesi alla Grecia (sappiamo com’è andata a finire: banche “salvate”, contribuenti europei indebitati, ovvero privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite).

  9. A me sembra che il debito pubblico lo stia acquisendo la BCE acquistando titoli dei paesi membri, così diventerebbe debito europeo o no?
    Se l’Europa diventa una unica nazione, deve solo spalmare su tutto il proprio territorio stessi diritti ai propri cittadini, così pure le economie e tutto il resto

    • Attualmente la BCE non può finanziare direttamente gli Stati membri del’Unione Europea. Essa può soltanto acquistare titoli di stato sul mercato secondario.

      “Se l’Europa diventa una unica nazione, …”
      In questo caso è lecito aspettarsi che anche i debiti vengano “spalmati” su tutto il territorio.
      Questo però significherebbe che i singoli Stati dovrebbero rinunciare in toto alla sovranità, essi dovrebbero “dissolversi” come Stato nazionale. Una volontà in tal senso da parte dei cittadini europei, per il momento, non è in vista.