Il paradosso di Condorcet apre le porte dell’Eliseo a Marine Le Pen

DI FEDERICO DEZZANI

Il giorno successivo al primo turno delle presidenziali francesi, mercati finanziari, grandi media ed istituzioni europee hanno brindato: il “rottamatore” Emmanuel Macron, uscito vincente dal primo turno, avrebbe già ipotecato l’Eliseo, blindando così euro ed Unione Europea. Si tratta di un bluff, perché l’accesso al secondo turno di Macron ha aumentato, anziché diminuire, le probabilità di vittoria del FN: come scoprì già nel Settecento il matematico Nicolas de Condorcet, i ballottaggi sortiscono esiti sorprendenti in base ai differenti abbinamenti dei candidati. Se un ipotetico duello tra Marine Le Pen e François Fillon avrebbe ridotto al lumicino le speranze di vittoria dei populisti, l’emergere del “centrista” Macron ha paradossalmente creato il contesto migliore per la vittoria della Le Pen: per il FN è possibile conquistare il 51-52% delle preferenze.

Se l’establishment dimentica gli insegnamenti del marchese Condorcet…

Il 23 aprile le urne francesi hanno parlato, decretando il nome dei due contendenti che si sfideranno il 7 maggio per conquistare l’Eliseo: sarà un duello tra il “rottamatore”, centrista, europeista ed ex-banchiere Rothschild, Emmanuel Macron, e la “populista”, sovranista, anti-euro e presidentessa del Front National (fino alle dimissioni del 25 aprile) Marine Le Pen. I due hanno conquistato rispettivamente il 24% ed il 21% delle preferenze, seguiti dai Repubblicani/UMP di François Fillon (20%), dal populista di sinistra Jean-Luc Mélenchon (19,5%) e dal socialista Benoit Hamon (6%). Il verdetto, accompagnato da un fulmineo sondaggio che assegna la vittoria finale a Emmanuel Macron con ampio margine (62% vs 38%)1, ha scatenato l’indomani l’euforia dei mercati finanziari: CAC40 +4,14%, euro in forte risalita, differenziali tra Bund e titoli periferici in netta discesa. Al brindisi del grande capitale, si sono sommati anche i complimenti delle più alte cariche europee e le rassicurazioni dei maggiori media: il buon risultato del neonato partito centrista “En marche!”, unito all’immediato appello dei partiti sconfitti per la creazione di un “front républicain” contro i populisti, avrebbe definitivamente debellato il pericolo di Marine Le Pen.

È davvero così?

È più lecito dubitarne, leggendo l’euforia dei mercati e le esultanze per la scampata minaccia populista come l’ennesima manovra con cui l’establishment euro-atlantico sta tentando di influenzare le fondamentali elezioni francesi: assegnare la vittoria a tavolino a Emmanuel Macron, quando mancano due settimane del ballottaggio, è una soltanto una variante della spietata guerra psicologica combattuta contro l’opinione francese, reduce già da due anni di strategia della tensione. I giochi in realtà non solo sono aperti, ma lasciano anche presagire che una vittoria di Marine Le Pen sia più concreta che mai, paradossalmente proprio grazie all’affermazione del “centrista” Macron. È il ragionamento che circa tre mesi fa, immaginando un ballottaggio Le Pen-Macron, adducemmo per pronosticare il successo del Front National: concretizzatosi lo scenario di base, è giunto il momento di sviluppare a fondo l’analisi, passando dalla teoria alla pratica, dalla logica alla matematica.

Già, la matematica: una scienza da maneggiare con cura, perché severa ed implacabile. Talvolta anche oscura e sorprendente. Tremendamente reale, considerando che non è confinata alle speculazioni di qualche mente sognatrice, ma ha un impatto in ogni aspetto della vita quotidiana: in tutti i campi, compresa la politica ed i ballottaggi.

Fu proprio il matematico francese Nicolas de Caritat, marchese di Condorcet (1743-1794), tra i primi ad applicare la scienza dei numeri alle votazioni, evidenziandone gli effetti talvolta spiazzanti: il celebre paradosso di Condorcet afferma infatti che nelle votazioni a maggioranza che avvengono in due o più fasi (il ballottaggio), l’ordine con cui avviene la votazione non è neutrale, bensì influenza a sua volta l’esito finale del voto, contribuendo alla vittoria di questo o quel candidato, in virtù della non transitività delle relazioni di preferenza. L’approfondimento teorico non ci interessa e passeremo direttamente alla pratica, calando il paradosso di Condorcet nelle presidenziali francesi e dimostrando come aiuterà Marine Le Pen a conquistare l’Eliseo.

Supponiamo che l’establishment euro-atlantico, anziché tirare la volata all’ex-Rothschild Macron ed accanirsi a colpi di inchieste mediatico-giudiziarie contro François Fillon, avesse lasciato che gli eventi si svolgessero secondo natura: quasi certamente, il ballottaggio del 7 maggio vedrebbe oggi una sfida tra il candidato dei Repubblicani/UMP e Marine Le Pen. Il primo sarebbe stato “preferito” dal centro-destra, dal centro e dai socialisti, lasciando alla seconda solo le preferenze dei populisti di destra e di una fetta di quelli di sinistra: la sconfitta del Front National sarebbe quasi certa, perché le forze anti-sistema non sono ancora la maggioranza assoluta in Francia.

L’establishment euro-atlantico, diffidando delle simpatie filo-russe di Fillon e volendo insediare a tutti i costi un proprio uomo all’Eliseo, ha però “pasticciato” con la campagna elettorale, adoperandosi per un ballottaggio Macron-Le Pen: a questo punto, il primo sarà “preferito” da tutto il centro e dai socialisti, verso la seconda andranno però non solo le preferenze dei populisti di destra, ma anche di buona parte dell’elettorato di centro-destra e di qualche populista “rosso”. Se Marine Le Pen avrebbe quasi certamente perso contro Fillon, al contrario ha buone probabilità di conquistare l’Eliseo contro Macron, nonostante le forze anti-sistema siano sempre lontane dalla maggioranza assoluta: ecco il paradosso di Condorcet dispiegato nella realtà.

L’ordine delle votazioni è decisivo nelle votazioni in due o più fasi, a causa della non transitività delle relazioni di preferenza: per l’elettore di centro-destra, Fillon è meglio di Le Pen perché conservatore, moderato e pro-euro, Fillon è anche meglio di Macron per le stesse ragioni, ma Le Pen è meglio di Macron benché sia conservatrice, non moderata ed anti-euro! Nell’insieme “Fillon, Macron, Le Pen” è impossibile creare una relazione transitiva per cui se è Macron è preferito a Fillon e Fillon è preferito a Le Pen, allora Macron è preferito a Le Pen.

Compiamo ora il passo successivo, vedendo come il paradosso di Condorcet agirà nel concreto: come base di partenza utilizziamo i dati del 23 aprile, ipotizzando che, in linea con le elezioni presidenziali del 2002 che videro affrontarsi Jacques Chirac e Jean-Marie Le Pen, l’affluenza cali di diversi punti percentuali, passando dal 77% al 70%.

Il nostro assunto è che il “fronte repubblicano” invocato da repubblicani e socialisti a favore di Emmanuel Macron, non regga: la disoccupazione record, la stagnazione economica, la ribellione all’establishment, la crisi d’identità della Francia, l’emergenza migratoria e l’insofferenza verso Bruxelles, prenderanno sopravvento sulle indicazioni dei partiti, inducendo la maggior parte degli elettori a votare secondo coscienza. Procediamo quindi “spalmando” i voti del primo turno sui due candidati del ballottaggio: le percentuali con cui ripartiamo le preferenze sono naturalmente discrezionali, benché “ancorate” alla realtà.

Supponiamo nello specifico che il 75% dei voti dei Repubblicani/UMP vada a Marine Len, e solo il 25% converga verso Emmanuel Macron, ex-ministro dell’economia sotto la presidenza Hollande. Nel caso dei voti conquistati dal populista rosso Jean-Luc Mélenchon, voti cui è già partita la caccia da parte del Front National, ipotizziamo la seguente ripartizione: un 20% di elettori, attirati dalla retorica anti-establishment ed anti-liberista, voterà FN, un 40% per Macron, ed il restante si disperderà in astensione. Tutti i voti del socialista Hamon confluiranno verso il candidato centrista ed i restanti partiti si divideranno tra Front National, “En Marche!” e non voto, in base alla loro natura conservatrice/progressista/populista: in particolare, ipotizziamo che la formazione sovranista “Debout la France” di Nicolas Dupont-Aignan raccolga l’invito del FN a formare una coalizione di “patrioti”2.

Esito finale?

Il Front National vincerebbe col 51-52% delle preferenze.

Asserire che sarà questo l’esito del ballottaggio sarebbe azzardato, ma l’analisi è indispensabile per capire che, contrariamente alla percezione alimentata da media, mercati finanziari e tecnocrati di Bruxelles, la partita del 7 maggio è apertissima, proprio grazie all’intervento in gamba tesa dell’establishment euro-atlantico sulla campagna elettorale: affossando François Fillon per insediare insediare all’Eliseo il proprio pupillo Macron, l’oligarchia ha creato il contesto migliore per una vittoria di Marine Le Pen. Un duello Fillon-Le Pen si sarebbe quasi certamente concluso con la sconfitta del Front National: grazie al paradosso di Condorcet ed agli spazi che si sono aperti a destra e sull’ala sinistra del populismo, Marine Le Pen può invece riuscire nella storica impresa di conquistare l’Eliseo, sconfiggendo lo scialbo candidato della banca Rothschild. Sarebbe la tremenda nemesi contro quei poteri che stuprano con sempre maggiore frequenza le democrazie occidentali.

 

Federico Dezzani

Fonte: http://federicodezzani.altervista.org

Link:  http://federicodezzani.altervista.org/il-paradosso-di-condorcet-apre-le-porte-delleliseo-a-marine-le-pen/

25.04.2017

 

1https://www.bloomberg.com/politics/articles/2017-04-23/macron-seen-defeating-le-pen-62-38-in-french-runoff-poll-says

2http://www.bfmtv.com/politique/marine-le-pen-lance-un-appel-a-nicolas-dupont-aignan-1150181.html

39 Commenti
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AlbertoConti
26 Aprile 2017 10:53

La Francia ha più sapore? Lo vedremo. A vous, mes cousins.

Steel Rust
Steel Rust
26 Aprile 2017 11:03

Magari! FORZA LE PEN!!!

Maria Francesca Febo
Maria Francesca Febo
26 Aprile 2017 11:24

Non sottovaluterei però l’utilizzo di nuovi attentati…..A chi gioverebbe l’acuirsi della tensione?

a-zero
Utente CDC
26 Aprile 2017 11:52

Ancora mi sento di ripetere un concetto agli anti-autoritari, credo ne vale la pena, su questo punto. “Establishment” è un dispositivo trappola semiologico-ideologico che serve solo alle tattiche degli autoritari (fascisti, socialisti, religiosi, ecc…). La fregatura è che la parola inglese “Establishment” ti fa credere che tu sei contro il “potere”. Invece con questa parola inglese, che peraltro non ha netti contorni di accezione e significato, in realtà sei solo contro una parte del sistema e del potere. Gli autoritari, specie i fascisti occidentali, oggi giorno hanno un gran gioco facile ad abbindolare i più liberi e dinamici fra i proletari non rassegnati. Ma establishment indica solo una parte del tutto, non il tutto. E’ sempre il sistema di rappresentazione binario dentro cui devi cacciare le tue speranze, le tue potenzialità le tue facoltà tanto diverse fra di loro quante le combinazioni di libertà che possono venirne fuori. Oggi si è inscenato questo ennesimo assetto di logomachia: sovranisti contro globalisti. Scegliendo ‘sovranista’ pensate che andate contro il potere. Non è vero. Andate contro un versante del potere a favore di un’altro versante emergente. PS.: adesso che i rotschild si sono presentati alle elezioni direttamente che volete negargli che sono i… Leggi tutto »

marcobaldi
marcobaldi
Risposta al commento di  a-zero
26 Aprile 2017 13:25

Quindi tu sei contro il monopolio legale della moneta e della violenza.
Insomma sei per la legge del più forte. Senza se e senza ma.
Complimenti!

giulio pelernei
giulio pelernei
Risposta al commento di  a-zero
27 Aprile 2017 1:44

False opposizioni.
Il gioco è sempre lo stesso almeno fino a quando la maggioranza della gente non capirà di essere in una gabbia mentale.
Chissà quando…

bruce lee
bruce lee
26 Aprile 2017 12:26

chi ha detto che si deve svalutare? hai mai sentito parlare dell’obbligo del pareggio della bilancia commerciale? nessun partito ha questo principio dell’economia nel proprio programma

bruce lee
bruce lee
Risposta al commento di  bruce lee
26 Aprile 2017 12:44

con il pareggio della bilancia commerciale non devi svalutare, tanto importi e tanto esporti.

marcobaldi
marcobaldi
26 Aprile 2017 13:27

Ma basta con queste cazzate!

adestil
Utente CDC
26 Aprile 2017 14:27

no,Andrea Rossi,tornato a dare lezioni di economia monetaristica da 4 soldi…se non ricordo male quello che negava che non è vero che i banchieri centrali stampano i denari dal nulla…pazzo!Na specie di Attivissimo della moneta..però ,e forse speri in quello,Attivissimo ne ha fatto un lavoro col suo negare i fatti ,anche senza convincere nessuno ha convinto quelli del CICAP con cui collabora visto che costoro dalla lotta contro gli illusionisti sonono stati incaricati dai governi di difendere le loro ridicole tesi ufficiali e chiunque le neghi dovrà fare i conti col CICAP.Gente pagata per servire il padrone non certo la scienza.
Infatti se fossero scienziati saprebbero che ogni tesi ha parità di dignità a prescindere da chi ne è il portatore e va sottoposta al principio di falsificazione…invece costoro ,il CICAP,scelgono di difendere solo la tesi (politica)dei governi..
Quindi di fatto non fanno scienza ma illusionismo!

adestil
Utente CDC
26 Aprile 2017 15:21

andrea rossi ficcati in testa una cosa..se ammettiamo per un attimo l’Italia esca dall’euro ed adotti una moneta lira o altro. Chi ci rimetterebbe di più l’Italia o l’euro?Senza dubbi l’euro che finirebbe per svalutarsi o addirittura crollare… A quei coglioni che dicono ,da prezzolati ,”dovremmo pagare un debito maggiore con la liretta” ,qualcuno dovrebbe rispondergli(ma non lo fanno perchè pagati per non farlo o troppo cretini per pensarlo)che forse dovrebbero pagarne di meno..infatti la moneta rappresenta la forza intrinseca di un paese,prima ancora che il suo debito,e quindi l’euro sisvaluterebbe molto di più (UE definitivamente lesa)rispetto alla lira ergo pagheremmo meno debito. Anzi se fossimo furbi lo faremmo subito ed all’improvviso come pura speculazione come minimo avremmo il debito dimezzato… Se ovviamente si avvisa o si impiegano anno ovvio che si prendono le contromisure e le speculazioni si mettono in atto. Ma dire che di per se uscire dall’euro ci costerebbe più che restarci perchè la lira sarebbe debole e l’euro si rafforzerebbe sarebbe pura follia. Ovviamente prima avviene questa uscita meglio è. Infatti se la lira si rafforzerebbe rispetto all’euro che a breve manco esisterebbe più e quindi pagare il debito pubblico denominato in euro sarebbe cosa da… Leggi tutto »

Giuseppe
Giuseppe
Risposta al commento di  adestil
26 Aprile 2017 18:43

Dico io, se la merita una spiegazione così articolata un simile analfabeta europoide? Un rutto. Un rutto sarebbe molto più adeguato.

il gobbo
Utente CDC
26 Aprile 2017 15:24

Sinceramente, penso che lei sia un elemento di disturbo, ho rivisto anche
dei suoi post pubblicati e lei non stà esponendo una analisi ma fa solo
propaganda di chiara orientazione di “sinistra”, sia più imparziale e non
tratti gli elettori della “Le Pen”” di “ANALFABETI”.
Grazie per avermi letto, distinti saluti.

johnny rotten
johnny rotten
26 Aprile 2017 15:31

Ogni evento è conseguente di innummerevoli eventi che lo hanno preceduto e lo hanno così prodotto, è già difficile stabilire oggi cosa farà un individuo tra 15 giorni figurarsi una massa di decine di milioni di individui, l’idea delle profezie e dei profeti è un’idea malsana che ci perseguita da millenni, meglio abbandonarla, si può anche tentare di capire cosa capiterà in Francia al secondo turno ma è sinceramente difficile saperlo oggi, anche perchè rimane aperta la possibilità che accadano altri eventi tali da poter mischiare le carte un’altra volta, e non essendo più di alcun aiuto i sondaggi che, come abbiamo visto, fanno parte del bagaglio di trucchi del giocatore più ricco e di chi lo sostiene, non ci rimane altro che aspettare e chi è superstizioso si tocchi i coglioni o faccia quanto in sua abitudine.

PietroGE
Utente CDC
26 Aprile 2017 15:34

Diversamente dai numeri, le persone si fanno influenzare dai media, i quali sia da Domenica sono scatenati a sostenere Macron. Vedere ad esempio come il povero Mélenchon è stato messo in croce per non aver espresso il sostegno al prestanome del Rothschild. Ormai tuti i poteri forti sono contro la Le Pen : dalla lobby giudaica (come dimostra l’articolo di Bernard Henry-Levi sul Corriere ieri) alla massoneria, ai sindacati, alla confindustria francese e a buona parte del mondo agricolo che teme di perdere i finanziamenti della PAC. Interessante sarebbe, conoscere come si sono comportati i “français de papier” come li chiama Jean Marie Le Pen, ma non c’è modo di contarli, purtroppo. Secondo le opinioni di tutti hanno votato massicciamente contro la Le Pen, come ordinato dai capi musulmani.
Cercherò di seguire il dibattito tra i due contendenti sperando che la Le Pen lo bastoni a dovere. Suo padre, infatti la ha accusata di aver condotto una campagna elettorale moscia.
Bisognerà anche vedere quanto conteranno i gossip sulla sua presunta omosessualità.

PietroGE
Utente CDC
26 Aprile 2017 15:51

A proposito di moneta e debito, ieri Salvini ha detto una cosa molto importante, sfuggita ai più cioè che l’Italia dovrebbe onorare il debito solo nei confronti dei creditori italiani e di fatto fare default sul debito italiano in mani straniere. È la prima volta che qualcuno lo dice e che dimostra di saper guardare in faccia alla realtà. L’Italia non può continuare così con crescita zero, disoccupazione alle stelle, crisi migratoria e industria che scompare. Mi pare che la quota di debito in mani straniere sia del 30% o giù di lì. Anche un default del genere sarebbe una boccata d’ossigeno mica male.

Radar id 5913
Radar id 5913
26 Aprile 2017 16:02

esiste secondo me un “muro” ideale, che impedisce all’elettore di Melenchon di riversare il suo voto sulla parte a lui più naturalmente vicina: sulla Le Pen. sebbene quest’ultima sia più a sinistra dello stesso Melenchon, i media e non solo (vedansi i tumulti degli estremisti di sinistra contro FN) pompano (quando non creano) l’idea che un ex comunista non possa mai e poi mai sostenere la destra, bollandola come “fascista”, a tutto vantaggio di una elìte che pur essendo minoritaria sposta con estrema disinvoltura voti anche da fazioni apparentemente in contrapposizione tra loro. in parole povere il popolo (naturalmente maggioranza) è spaccato in nome di una ideologia ormai irrilevante, i poteri forti invece sommano tutto il sommabile, sempre e comunque quando serve. mi piacerebbe che Dezzani avesse ragione, negli usa è successo proprio questo: per non accontentarsi di sanders alla fine lo “stato profondo” ha dovuto domare trump in altri modi post elettorali, ma temo che lo stesso stato profondo abbia fatto i conti molto meglio stavolta, proprio concentrando gli sforzi nel frammentare il vasto fronte populista. confidare nella saggezza del popolo francese? e perchè mai? chi ha permesso ad un prodotto confezionato dalle banche di arrivare fin qui spacciandosi… Leggi tutto »

WM
Admin CDC
26 Aprile 2017 16:40

Per informazione agli altri utenti, l’utente disqus “Andrea Rossi Primo”, insieme agli altri alias “tullio” e “mendrisio” che sono sempre lo stesso utente sotto altri nomi, è stato/sono stati bannato/i per violazione alle regole, inutile, quindi, continuare a rispondere a questi trolls.

Davide
Davide
26 Aprile 2017 16:57

Bè che novità, ricordo ancora ora quando Prodi alla televisione fece passare come il più grande successo il dimezzamento dei risparmi di tutti gli italiani, 1 euro = 1936,27 lire evviva!!! L’euro ha fatto guadagnare solo la Germania, tutte le altre nazioni da quel giorno hanno solo iniziato a diventare gradualmente più povere giorno dopo giorno, tassi di cambi o no, svalutazioni o mercato libero, questo schifo di euro è da eliminare prima che sia davvero troppo tardi…. se già cosi non è…

Adriano Pilotto
Utente CDC
26 Aprile 2017 17:16

Un po’ tirato, ma accettabile come esercizio mentale per i prossimi giorni.
Un altro esercizio mentale dovrebbe essere: se negli USA l’elezione di Trump ha prodotto la reazione che di 60 Tomawak su una base aerea siriana, l’elezione della Le Pen quali reazioni produrrebbe?

Truman
Staff CDC
Risposta al commento di  Adriano Pilotto
26 Aprile 2017 18:57

Dezzani mi appare fazioso, nel senso che tira apertamente per la Le Pen, ma evidenzia correttamente la tattica dei media di dare la vittoria a tavolino a Macron e spiega con un esempio misurato che il risultato potrebbe tranquillamente essere opposto.
Fermo restando che in queste elezioni ci sono troppe variabili impazzite che è impossibile calcolare, anche con Cordorcet, evidenzio il fatto che la tattica di tutti i marchettari dei media di dare la vittoria a tavolino a Macron stimola gli elettori moderati ad astenersi, mentre l’estrema destra non si asterrà. Conclusione: la Le Pen vincerebbe con netto vantaggio.
Poi se verrà eletta la Le Pen vedremo, il complesso militare industriale USA può molto contro Trump, molto meno contro il presidente della Francia. Non è difficile comunque aspettarsi subito dopo le elezioni qualche strage, seguita da un repulisti di tutti i servizi da parte della presidenta. E lì qualcuno dovrà cominciare a interrogarsi su quanto convenga prendersela con uno stato dotato di armamenti nucleari.

Giuseppe
Giuseppe
26 Aprile 2017 18:38

Bene sono alla frutta se usano questi mezzucci come questo volantino ridicolo.

Truman
Staff CDC
26 Aprile 2017 18:41

Difficile fare previsioni attendibili, ma quanto sopra è decisamente impossibile. Dezzani che è visibilmente con la Le Pen si limita a mostrare come possa superare il 51%.
Comunque contro il razzismo la logica funziona poco e l’assunto qui sopra è basato sul razzismo, usa un sillogismo razzista del tipo:
– La Le Pen è fascista;
– Noi siamo antifascisti
– La Le Pen non passerà.
Lo so che un sillogismo scritto così appare insensato, ma non è colpa mia. I razzisti ragionano così.

Fabio E. Nategh
Utente CDC
26 Aprile 2017 18:45

lo volesse il cielo che finisse cosi

GioCo
Utente CDC
26 Aprile 2017 18:53

No, nessuna nemesi, sarebbe solo la riconferma in area EU delle tendenze nazionalsocialiste che furono protagoniste storiche a cavallo tra le due guerre. Tendenze di pensiero giustizialista (colui che scinde con certezza granitica i buoni di qui e cattivi di là) che sono ormai parte inscindibile, nel bene e nel male, della nostra cultura. Basta leggere Tolkien o vedere quando le favole come quella siano apprezzate, non bisogna andare poi lontano, per capire che l’intera impalcatura ideologica nazional-socialista (che ci dice che è l’identità a incarnare il male, non l’azione ad essere buona o malvagia) è con tutta probabilità un invenzione a tavolino di correnti di pensiero anglofono, tipo Huxley per intenderci. Ma anche Bernays il pubblicista che ci regalò le “fiaccole della libertà” (origine del movimento femminista) per indurre al consumo di sigarette anche il pubblico femminile e non ci deve soprendere che lui fosse di origine austriaca, dato che la casa reale britannica è storicamente legata a quell’area geografica e non secoli fa: nel 1917 da “Casa di Hannover” (che poi sono gli effettivi reali Wettin, regnanti di Sassonia) quei regnanti presero diversi nomi che poi si risolsero in “Casa dei Windsor” così come voluto dalla attuale regina… Leggi tutto »

Truman
Staff CDC
Risposta al commento di  GioCo
26 Aprile 2017 19:10

Dici: “colui che scinde con certezza granitica i buoni di qui e cattivi di là”. Prova a leggere i giornali italiani di oggi, sono scritti proprio così, parlano di “bloccare ad ogni costo la deriva razzista populista” (sintesi mia) che corrisponde a mostrare l’altro come il male assoluto. Questi sono i mass media moderati.
Se non ricordo male, la Le Pen dice che vuole essere “la presidente di tutti i francesi”.
E’ evidente che siamo in guerra e in guerra la propaganda lavora sia da una parte che dall’altra, ma le parole testuali tendono a mostrare il contrario di quel che affermi. I nazisti sono già al potere e la svastica già copre il sole. E la Grecia muore, peggio che nel 1940.
I concetti a volte possono essere facilmente capovolti e non sempre Hitler ha i baffetti.
Anzi.

Valeria Vernon
Valeria Vernon
26 Aprile 2017 19:58

E’ la stessa situazione della vittoria di Trump. I democratici e l’Establishment avavno fatto vincere la Clinton contro un candidato che pourtroppo non ricordo e che, pare, avrebbe invece vinto contro Trump alle voltazioni finali.

Nicola Palilla
Utente CDC
26 Aprile 2017 20:14

Permettimi di dire che, se riempi l’argomentazione di considerazioni ipotetiche e personali su quelle che sono le preferenze degli elettori, la matematica e la sua forza corroborante vanno a farsi benedire. Te lo dico solo per una questione metodologica (tirare in ballo Condorcet in questo modo mi lascia perplesso), perché l’affermazione che la partita non sia chiusa è assolutamente condivisibile.

Carlo Marzano
Carlo Marzano
26 Aprile 2017 21:07

quanto pressappochismo nelle tue affermazioni!

Truman
Staff CDC
26 Aprile 2017 23:09

Invece i prostituti dell’impero vogliono convincere tutti che c’è una sola soluzione: più Europa, più tasse, più froci, più immigrati, più vaccini, … In effetti è una soluzione difficile.

verklarte
verklarte
26 Aprile 2017 23:33

Quando nel ’92 la lira fu svalutata del 30% l’inflazione aumentò dello 0,1%, cioè niente. Il piccolo risparmiatore francese che viaggia poco all’estero, che consuma il suo reddito prevalentemente in cibo (prodotto in Francia) e qualche capo di vestiario e per l’affitto di casa nemmeno si accorgerà della svalutazione. Coloro che viaggiano molto all’estero per diporto o per lavoro, o coloro che delocalizzano o importano certamente risentiranno della inevitabile svalutazione del franco. Per questo i ceti abbienti voteranno in massa per Macron.

WM
Admin CDC
27 Aprile 2017 7:30

Sembra che questo articolo attiri i trolls come le mosche, si vede che dà fastidio a qualcuno.
Gli utenti “anna”, “david”, “dicarloi” e “rita”, tutti la stessa persona, sono stai bannati per violazione delle regole, i messaggi cancellati, inutile rispondergli.

Ronte
Utente CDC
27 Aprile 2017 7:43

‘…diverso tutti gli anni ma tutti gli anni uguale…’ cantava Guccini.
In Francia come in Italia e altrove, domina la ‘figura’ di quel Partito o Gruppo che sia. In stile USA. Si chiama leaderismo. Non più il Segretario di quel Partito o Gruppo, ma il Partito o Gruppo di quel Segretario. Per cui la sostanza conta poco, basta che quel personaggio corrisponda ai propri gusti. Tradotto: gli umori della pancia che sostituiscono la ragione.
Volete vedere che chiunque uscirà vincitore dall’ennesima pagliacciata elettorale manterrà indenne il Potere di sempre? E se qualcosa dovesse succedere sarà in peggio?
Perciò, cari subordinati e lavoratori, l’unica via d’uscita passa dalla consapevolezza di costruire un fronte di lotta (non di certo FN) nazionale, europeo, internazionale, che abbia come scopo l’affossamento di queste classi dirigenti e il rovesciamento dei rapporti di forza contro il Capitale…
Alrimenti, ‘…diverso tutti gli anni ma tutti gli anni uguale…’, se non peggio.

Gino2
Gino2
27 Aprile 2017 9:05

Uh?

fabiola de rossi
fabiola de rossi
27 Aprile 2017 10:31

Supponiamo che il 75% dei voti repubblicani vada alla le pen…ma come fai a scrivere tali stupidaggini?…i repubblicani hanno fondato l’Europa non la voteranno mai…senza offesa ma neppure un analfabeta scriverebbe tali stupidaggini…Davide se davvero ci credi cospargiti di benzina e datti fuoco…fai un gesto utile per il glorioso fronte populista-sovranista-fascista

Gino2
Gino2
27 Aprile 2017 11:37

Ovviamente tutto è possibile ma Macron è dato al 60.5% contro il 39.5% della LePen.

http://it.reuters.com/article/topNews/idITKBN17S2A5-OITTP

solimeo r.
solimeo r.
28 Aprile 2017 23:01

1 euro=1 franco svalutato del 50%.Perché rischiare?

solimeo r.
solimeo r.
28 Aprile 2017 23:02

La Le Pen ha sbagliato la campagna elettorale.Ha già perso e maluccio.Che senso ha questo articolo?

Mario Vincenti
Utente CDC
29 Aprile 2017 5:53

Speriamo Dezzani abbia ragione, la Francia in mano ad un banchiere sarebbe una catastrofe per i cugini transalpini e per l’Europa, una catastrofe superiore addirittura al ritorno di Hollande.