Il paradosso di Condorcet apre le porte dell’Eliseo a Marine Le Pen

Il paradosso di Condorcet apre le porte dell’Eliseo a Marine Le Pen

DI FEDERICO DEZZANI

Il giorno successivo al primo turno delle presidenziali francesi, mercati finanziari, grandi media ed istituzioni europee hanno brindato: il “rottamatore” Emmanuel Macron, uscito vincente dal primo turno, avrebbe già ipotecato l’Eliseo, blindando così euro ed Unione Europea. Si tratta di un bluff, perché l’accesso al secondo turno di Macron ha aumentato, anziché diminuire, le probabilità di vittoria del FN: come scoprì già nel Settecento il matematico Nicolas de Condorcet, i ballottaggi sortiscono esiti sorprendenti in base ai differenti abbinamenti dei candidati. Se un ipotetico duello tra Marine Le Pen e François Fillon avrebbe ridotto al lumicino le speranze di vittoria dei populisti, l’emergere del “centrista” Macron ha paradossalmente creato il contesto migliore per la vittoria della Le Pen: per il FN è possibile conquistare il 51-52% delle preferenze.

Se l’establishment dimentica gli insegnamenti del marchese Condorcet…

Il 23 aprile le urne francesi hanno parlato, decretando il nome dei due contendenti che si sfideranno il 7 maggio per conquistare l’Eliseo: sarà un duello tra il “rottamatore”, centrista, europeista ed ex-banchiere Rothschild, Emmanuel Macron, e la “populista”, sovranista, anti-euro e presidentessa del Front National (fino alle dimissioni del 25 aprile) Marine Le Pen. I due hanno conquistato rispettivamente il 24% ed il 21% delle preferenze, seguiti dai Repubblicani/UMP di François Fillon (20%), dal populista di sinistra Jean-Luc Mélenchon (19,5%) e dal socialista Benoit Hamon (6%). Il verdetto, accompagnato da un fulmineo sondaggio che assegna la vittoria finale a Emmanuel Macron con ampio margine (62% vs 38%)1, ha scatenato l’indomani l’euforia dei mercati finanziari: CAC40 +4,14%, euro in forte risalita, differenziali tra Bund e titoli periferici in netta discesa. Al brindisi del grande capitale, si sono sommati anche i complimenti delle più alte cariche europee e le rassicurazioni dei maggiori media: il buon risultato del neonato partito centrista “En marche!”, unito all’immediato appello dei partiti sconfitti per la creazione di un “front républicain” contro i populisti, avrebbe definitivamente debellato il pericolo di Marine Le Pen.

È davvero così?

È più lecito dubitarne, leggendo l’euforia dei mercati e le esultanze per la scampata minaccia populista come l’ennesima manovra con cui l’establishment euro-atlantico sta tentando di influenzare le fondamentali elezioni francesi: assegnare la vittoria a tavolino a Emmanuel Macron, quando mancano due settimane del ballottaggio, è una soltanto una variante della spietata guerra psicologica combattuta contro l’opinione francese, reduce già da due anni di strategia della tensione. I giochi in realtà non solo sono aperti, ma lasciano anche presagire che una vittoria di Marine Le Pen sia più concreta che mai, paradossalmente proprio grazie all’affermazione del “centrista” Macron. È il ragionamento che circa tre mesi fa, immaginando un ballottaggio Le Pen-Macron, adducemmo per pronosticare il successo del Front National: concretizzatosi lo scenario di base, è giunto il momento di sviluppare a fondo l’analisi, passando dalla teoria alla pratica, dalla logica alla matematica.

Già, la matematica: una scienza da maneggiare con cura, perché severa ed implacabile. Talvolta anche oscura e sorprendente. Tremendamente reale, considerando che non è confinata alle speculazioni di qualche mente sognatrice, ma ha un impatto in ogni aspetto della vita quotidiana: in tutti i campi, compresa la politica ed i ballottaggi.

Fu proprio il matematico francese Nicolas de Caritat, marchese di Condorcet (1743-1794), tra i primi ad applicare la scienza dei numeri alle votazioni, evidenziandone gli effetti talvolta spiazzanti: il celebre paradosso di Condorcet afferma infatti che nelle votazioni a maggioranza che avvengono in due o più fasi (il ballottaggio), l’ordine con cui avviene la votazione non è neutrale, bensì influenza a sua volta l’esito finale del voto, contribuendo alla vittoria di questo o quel candidato, in virtù della non transitività delle relazioni di preferenza. L’approfondimento teorico non ci interessa e passeremo direttamente alla pratica, calando il paradosso di Condorcet nelle presidenziali francesi e dimostrando come aiuterà Marine Le Pen a conquistare l’Eliseo.

Supponiamo che l’establishment euro-atlantico, anziché tirare la volata all’ex-Rothschild Macron ed accanirsi a colpi di inchieste mediatico-giudiziarie contro François Fillon, avesse lasciato che gli eventi si svolgessero secondo natura: quasi certamente, il ballottaggio del 7 maggio vedrebbe oggi una sfida tra il candidato dei Repubblicani/UMP e Marine Le Pen. Il primo sarebbe stato “preferito” dal centro-destra, dal centro e dai socialisti, lasciando alla seconda solo le preferenze dei populisti di destra e di una fetta di quelli di sinistra: la sconfitta del Front National sarebbe quasi certa, perché le forze anti-sistema non sono ancora la maggioranza assoluta in Francia.

L’establishment euro-atlantico, diffidando delle simpatie filo-russe di Fillon e volendo insediare a tutti i costi un proprio uomo all’Eliseo, ha però “pasticciato” con la campagna elettorale, adoperandosi per un ballottaggio Macron-Le Pen: a questo punto, il primo sarà “preferito” da tutto il centro e dai socialisti, verso la seconda andranno però non solo le preferenze dei populisti di destra, ma anche di buona parte dell’elettorato di centro-destra e di qualche populista “rosso”. Se Marine Le Pen avrebbe quasi certamente perso contro Fillon, al contrario ha buone probabilità di conquistare l’Eliseo contro Macron, nonostante le forze anti-sistema siano sempre lontane dalla maggioranza assoluta: ecco il paradosso di Condorcet dispiegato nella realtà.

L’ordine delle votazioni è decisivo nelle votazioni in due o più fasi, a causa della non transitività delle relazioni di preferenza: per l’elettore di centro-destra, Fillon è meglio di Le Pen perché conservatore, moderato e pro-euro, Fillon è anche meglio di Macron per le stesse ragioni, ma Le Pen è meglio di Macron benché sia conservatrice, non moderata ed anti-euro! Nell’insieme “Fillon, Macron, Le Pen” è impossibile creare una relazione transitiva per cui se è Macron è preferito a Fillon e Fillon è preferito a Le Pen, allora Macron è preferito a Le Pen.

Compiamo ora il passo successivo, vedendo come il paradosso di Condorcet agirà nel concreto: come base di partenza utilizziamo i dati del 23 aprile, ipotizzando che, in linea con le elezioni presidenziali del 2002 che videro affrontarsi Jacques Chirac e Jean-Marie Le Pen, l’affluenza cali di diversi punti percentuali, passando dal 77% al 70%.

Il nostro assunto è che il “fronte repubblicano” invocato da repubblicani e socialisti a favore di Emmanuel Macron, non regga: la disoccupazione record, la stagnazione economica, la ribellione all’establishment, la crisi d’identità della Francia, l’emergenza migratoria e l’insofferenza verso Bruxelles, prenderanno sopravvento sulle indicazioni dei partiti, inducendo la maggior parte degli elettori a votare secondo coscienza. Procediamo quindi “spalmando” i voti del primo turno sui due candidati del ballottaggio: le percentuali con cui ripartiamo le preferenze sono naturalmente discrezionali, benché “ancorate” alla realtà.

Supponiamo nello specifico che il 75% dei voti dei Repubblicani/UMP vada a Marine Len, e solo il 25% converga verso Emmanuel Macron, ex-ministro dell’economia sotto la presidenza Hollande. Nel caso dei voti conquistati dal populista rosso Jean-Luc Mélenchon, voti cui è già partita la caccia da parte del Front National, ipotizziamo la seguente ripartizione: un 20% di elettori, attirati dalla retorica anti-establishment ed anti-liberista, voterà FN, un 40% per Macron, ed il restante si disperderà in astensione. Tutti i voti del socialista Hamon confluiranno verso il candidato centrista ed i restanti partiti si divideranno tra Front National, “En Marche!” e non voto, in base alla loro natura conservatrice/progressista/populista: in particolare, ipotizziamo che la formazione sovranista “Debout la France” di Nicolas Dupont-Aignan raccolga l’invito del FN a formare una coalizione di “patrioti”2.

Esito finale?

Il Front National vincerebbe col 51-52% delle preferenze.

Asserire che sarà questo l’esito del ballottaggio sarebbe azzardato, ma l’analisi è indispensabile per capire che, contrariamente alla percezione alimentata da media, mercati finanziari e tecnocrati di Bruxelles, la partita del 7 maggio è apertissima, proprio grazie all’intervento in gamba tesa dell’establishment euro-atlantico sulla campagna elettorale: affossando François Fillon per insediare insediare all’Eliseo il proprio pupillo Macron, l’oligarchia ha creato il contesto migliore per una vittoria di Marine Le Pen. Un duello Fillon-Le Pen si sarebbe quasi certamente concluso con la sconfitta del Front National: grazie al paradosso di Condorcet ed agli spazi che si sono aperti a destra e sull’ala sinistra del populismo, Marine Le Pen può invece riuscire nella storica impresa di conquistare l’Eliseo, sconfiggendo lo scialbo candidato della banca Rothschild. Sarebbe la tremenda nemesi contro quei poteri che stuprano con sempre maggiore frequenza le democrazie occidentali.

Federico Dezzani

Fonte: http://federicodezzani.altervista.org

Link: http://federicodezzani.altervista.org/il-paradosso-di-condorcet-apre-le-porte-delleliseo-a-marine-le-pen/

25.04.2017

1https://www.bloomberg.com/politics/articles/2017-04-23/macron-seen-defeating-le-pen-62-38-in-french-runoff-poll-says

2http://www.bfmtv.com/politique/marine-le-pen-lance-un-appel-a-nicolas-dupont-aignan-1150181.html

Commenti (39)

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Mostra commenti 22 caricati
    1. Mario Vincenti 29 aprile 2017

      Speriamo Dezzani abbia ragione, la Francia in mano ad un banchiere sarebbe una catastrofe per i cugini transalpini e per l'Europa, una catastrofe superiore addirittura al ritorno di Hollande.

    1. solimeo r. 28 aprile 2017

      La Le Pen ha sbagliato la campagna elettorale.Ha già perso e maluccio.Che senso ha questo articolo?

    1. solimeo r. 28 aprile 2017

      1 euro=1 franco svalutato del 50%.Perché rischiare?

    1. Gino2 27 aprile 2017

      Ovviamente tutto è possibile ma Macron è dato al 60.5% contro il 39.5% della LePen.

      http://it.reuters.com/article/topNews/idITKBN17S2A5-OITTP

    1. fabiola de rossi 27 aprile 2017

      Supponiamo che il 75% dei voti repubblicani vada alla le pen...ma come fai a scrivere tali stupidaggini?...i repubblicani hanno fondato l'Europa non la voteranno mai...senza offesa ma neppure un analfabeta scriverebbe tali stupidaggini...Davide se davvero ci credi cospargiti di benzina e datti fuoco...fai un gesto utile per il glorioso fronte populista-sovranista-fascista

    1. Gino2 27 aprile 2017

      Uh?

    1. Ronte 27 aprile 2017

      '...diverso tutti gli anni ma tutti gli anni uguale...' cantava Guccini.
      In Francia come in Italia e altrove, domina la 'figura' di quel Partito o Gruppo che sia. In stile USA. Si chiama leaderismo. Non più il Segretario di quel Partito o Gruppo, ma il Partito o Gruppo di quel Segretario. Per cui la sostanza conta poco, basta che quel personaggio corrisponda ai propri gusti. Tradotto: gli umori della pancia che sostituiscono la ragione.
      Volete vedere che chiunque uscirà vincitore dall'ennesima pagliacciata elettorale manterrà indenne il Potere di sempre? E se qualcosa dovesse succedere sarà in peggio?
      Perciò, cari subordinati e lavoratori, l'unica via d'uscita passa dalla consapevolezza di costruire un fronte di lotta (non di certo FN) nazionale, europeo, internazionale, che abbia come scopo l'affossamento di queste classi dirigenti e il rovesciamento dei rapporti di forza contro il Capitale...
      Alrimenti, '...diverso tutti gli anni ma tutti gli anni uguale...', se non peggio.

    1. WM 27 aprile 2017

      Sembra che questo articolo attiri i trolls come le mosche, si vede che dà fastidio a qualcuno.
      Gli utenti "anna", "david", "dicarloi" e "rita", tutti la stessa persona, sono stai bannati per violazione delle regole, i messaggi cancellati, inutile rispondergli.

    1. verklarte 26 aprile 2017

      Quando nel '92 la lira fu svalutata del 30% l'inflazione aumentò dello 0,1%, cioè niente. Il piccolo risparmiatore francese che viaggia poco all'estero, che consuma il suo reddito prevalentemente in cibo (prodotto in Francia) e qualche capo di vestiario e per l'affitto di casa nemmeno si accorgerà della svalutazione. Coloro che viaggiano molto all'estero per diporto o per lavoro, o coloro che delocalizzano o importano certamente risentiranno della inevitabile svalutazione del franco. Per questo i ceti abbienti voteranno in massa per Macron.

    1. Truman 26 aprile 2017

      Invece i prostituti dell'impero vogliono convincere tutti che c'è una sola soluzione: più Europa, più tasse, più froci, più immigrati, più vaccini, ... In effetti è una soluzione difficile.

    1. Carlo Marzano 26 aprile 2017

      quanto pressappochismo nelle tue affermazioni!

    1. Nicola Palilla 26 aprile 2017

      Permettimi di dire che, se riempi l'argomentazione di considerazioni ipotetiche e personali su quelle che sono le preferenze degli elettori, la matematica e la sua forza corroborante vanno a farsi benedire. Te lo dico solo per una questione metodologica (tirare in ballo Condorcet in questo modo mi lascia perplesso), perché l'affermazione che la partita non sia chiusa è assolutamente condivisibile.

    1. Valeria Vernon 26 aprile 2017

      E' la stessa situazione della vittoria di Trump. I democratici e l'Establishment avavno fatto vincere la Clinton contro un candidato che pourtroppo non ricordo e che, pare, avrebbe invece vinto contro Trump alle voltazioni finali.

    1. GioCo 26 aprile 2017

      No, nessuna nemesi, sarebbe solo la riconferma in area EU delle tendenze nazionalsocialiste che furono protagoniste storiche a cavallo tra le due guerre. Tendenze di pensiero giustizialista (colui che scinde con certezza granitica i buoni di qui e cattivi di là) che sono ormai parte inscindibile, nel bene e nel male, della nostra cultura. Basta leggere Tolkien o vedere quando le favole come quella siano apprezzate, non bisogna andare poi lontano, per capire che l'intera impalcatura ideologica nazional-socialista (che ci dice che è l'identità a incarnare il male, non l'azione ad essere buona o malvagia) è con tutta probabilità un invenzione a tavolino di correnti di pensiero anglofono, tipo Huxley per intenderci. Ma anche Bernays il pubblicista che ci regalò le "fiaccole della libertà" (origine del movimento femminista) per indurre al consumo di sigarette anche il pubblico femminile e non ci deve soprendere che lui fosse di origine austriaca, dato che la casa reale britannica è storicamente legata a quell'area geografica e non secoli fa: nel 1917 da "Casa di Hannover" (che poi sono gli effettivi reali Wettin, regnanti di Sassonia) quei regnanti presero diversi nomi che poi si risolsero in "Casa dei Windsor" così come voluto dalla attuale regina Elisabetta II nel 1952. Ma di fatto rimangono oltre che regnanti inglesi anche regnanti effettivi di Sassonia, che non mi risulta stia sulla cartina in Inghilterra, ma in Germania tra la Polonia e la Repubblica Ceca. Possiamo dire "al centro dell'Europa?"
      Non mi soprende quindi che ci fosse un intenso "amore" tra i nobili, gli affaristi e i banchieri anglofoni (inglesi e americani) e i nazionalsocialisti europei nel lontano '33, dove si elesse in Germania quel nano coi baffetti per arginare la terribile avanzata comunista (i "populisti" dell'epoca) rei dai avere massacrato lo Zar di tutte le russie e la sua famiglia: i villici non possono "massacrare" i nobili e ricchi sfondati, questo è un privilegio che deve restare delle élite, i profani bifolchi e per giusta Russi e contadini non saranno mai perdonati per un simile affronto!
      Ma se poi la Albright va in TV a dire che 400mila bambini morti per una guerra in Iraq necessaria ad abbattere un dittatore "inventato" dal suo governo per combattere l'Iran in una guerra eterodiretta dal pentagono che dissanguerà il paese e poi accusato di avere armi di distruzione di massa (che poteva fornire solo lo Zio Sam) mai trovate, allora va tutto bene, non è un massacro di massa indiscriminato, un "crimine contro l'Umanità", no, quello è un "sacrificio doloroso ma necessario". Sapete che c'è? Che a guardare certi eminenti esponenti delle élite che comandano in questo lato del globo, mi viene il dubbio che la soluzione bolscevica non fosse poi tanto sbagliata.

    2. Truman 26 aprile 2017

      Dici: "colui che scinde con certezza granitica i buoni di qui e cattivi di là". Prova a leggere i giornali italiani di oggi, sono scritti proprio così, parlano di "bloccare ad ogni costo la deriva razzista populista" (sintesi mia) che corrisponde a mostrare l'altro come il male assoluto. Questi sono i mass media moderati.
      Se non ricordo male, la Le Pen dice che vuole essere "la presidente di tutti i francesi".
      E' evidente che siamo in guerra e in guerra la propaganda lavora sia da una parte che dall'altra, ma le parole testuali tendono a mostrare il contrario di quel che affermi. I nazisti sono già al potere e la svastica già copre il sole. E la Grecia muore, peggio che nel 1940.
      I concetti a volte possono essere facilmente capovolti e non sempre Hitler ha i baffetti.
      Anzi.

    1. Fabio E. Nategh 26 aprile 2017

      lo volesse il cielo che finisse cosi

    1. Truman 26 aprile 2017

      Difficile fare previsioni attendibili, ma quanto sopra è decisamente impossibile. Dezzani che è visibilmente con la Le Pen si limita a mostrare come possa superare il 51%.
      Comunque contro il razzismo la logica funziona poco e l'assunto qui sopra è basato sul razzismo, usa un sillogismo razzista del tipo:
      - La Le Pen è fascista;
      - Noi siamo antifascisti
      - La Le Pen non passerà.
      Lo so che un sillogismo scritto così appare insensato, ma non è colpa mia. I razzisti ragionano così.

    1. Giuseppe 26 aprile 2017

      Bene sono alla frutta se usano questi mezzucci come questo volantino ridicolo.

    1. Adriano Pilotto 26 aprile 2017

      Un po' tirato, ma accettabile come esercizio mentale per i prossimi giorni.
      Un altro esercizio mentale dovrebbe essere: se negli USA l'elezione di Trump ha prodotto la reazione che di 60 Tomawak su una base aerea siriana, l'elezione della Le Pen quali reazioni produrrebbe?

    2. Truman 26 aprile 2017

      Dezzani mi appare fazioso, nel senso che tira apertamente per la Le Pen, ma evidenzia correttamente la tattica dei media di dare la vittoria a tavolino a Macron e spiega con un esempio misurato che il risultato potrebbe tranquillamente essere opposto.
      Fermo restando che in queste elezioni ci sono troppe variabili impazzite che è impossibile calcolare, anche con Cordorcet, evidenzio il fatto che la tattica di tutti i marchettari dei media di dare la vittoria a tavolino a Macron stimola gli elettori moderati ad astenersi, mentre l'estrema destra non si asterrà. Conclusione: la Le Pen vincerebbe con netto vantaggio.
      Poi se verrà eletta la Le Pen vedremo, il complesso militare industriale USA può molto contro Trump, molto meno contro il presidente della Francia. Non è difficile comunque aspettarsi subito dopo le elezioni qualche strage, seguita da un repulisti di tutti i servizi da parte della presidenta. E lì qualcuno dovrà cominciare a interrogarsi su quanto convenga prendersela con uno stato dotato di armamenti nucleari.

    1. Davide 26 aprile 2017

      Bè che novità, ricordo ancora ora quando Prodi alla televisione fece passare come il più grande successo il dimezzamento dei risparmi di tutti gli italiani, 1 euro = 1936,27 lire evviva!!! L'euro ha fatto guadagnare solo la Germania, tutte le altre nazioni da quel giorno hanno solo iniziato a diventare gradualmente più povere giorno dopo giorno, tassi di cambi o no, svalutazioni o mercato libero, questo schifo di euro è da eliminare prima che sia davvero troppo tardi.... se già cosi non è...

    1. WM 26 aprile 2017

      Per informazione agli altri utenti, l'utente disqus "Andrea Rossi Primo", insieme agli altri alias "tullio" e "mendrisio" che sono sempre lo stesso utente sotto altri nomi, è stato/sono stati bannato/i per violazione alle regole, inutile, quindi, continuare a rispondere a questi trolls.

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