Il paradosso di Condorcet apre le porte dell’Eliseo a Marine Le Pen

Il paradosso di Condorcet apre le porte dell’Eliseo a Marine Le Pen

DI FEDERICO DEZZANI

Il giorno successivo al primo turno delle presidenziali francesi, mercati finanziari, grandi media ed istituzioni europee hanno brindato: il “rottamatore” Emmanuel Macron, uscito vincente dal primo turno, avrebbe già ipotecato l’Eliseo, blindando così euro ed Unione Europea. Si tratta di un bluff, perché l’accesso al secondo turno di Macron ha aumentato, anziché diminuire, le probabilità di vittoria del FN: come scoprì già nel Settecento il matematico Nicolas de Condorcet, i ballottaggi sortiscono esiti sorprendenti in base ai differenti abbinamenti dei candidati. Se un ipotetico duello tra Marine Le Pen e François Fillon avrebbe ridotto al lumicino le speranze di vittoria dei populisti, l’emergere del “centrista” Macron ha paradossalmente creato il contesto migliore per la vittoria della Le Pen: per il FN è possibile conquistare il 51-52% delle preferenze.

Se l’establishment dimentica gli insegnamenti del marchese Condorcet…

Il 23 aprile le urne francesi hanno parlato, decretando il nome dei due contendenti che si sfideranno il 7 maggio per conquistare l’Eliseo: sarà un duello tra il “rottamatore”, centrista, europeista ed ex-banchiere Rothschild, Emmanuel Macron, e la “populista”, sovranista, anti-euro e presidentessa del Front National (fino alle dimissioni del 25 aprile) Marine Le Pen. I due hanno conquistato rispettivamente il 24% ed il 21% delle preferenze, seguiti dai Repubblicani/UMP di François Fillon (20%), dal populista di sinistra Jean-Luc Mélenchon (19,5%) e dal socialista Benoit Hamon (6%). Il verdetto, accompagnato da un fulmineo sondaggio che assegna la vittoria finale a Emmanuel Macron con ampio margine (62% vs 38%)1, ha scatenato l’indomani l’euforia dei mercati finanziari: CAC40 +4,14%, euro in forte risalita, differenziali tra Bund e titoli periferici in netta discesa. Al brindisi del grande capitale, si sono sommati anche i complimenti delle più alte cariche europee e le rassicurazioni dei maggiori media: il buon risultato del neonato partito centrista “En marche!”, unito all’immediato appello dei partiti sconfitti per la creazione di un “front républicain” contro i populisti, avrebbe definitivamente debellato il pericolo di Marine Le Pen.

È davvero così?

È più lecito dubitarne, leggendo l’euforia dei mercati e le esultanze per la scampata minaccia populista come l’ennesima manovra con cui l’establishment euro-atlantico sta tentando di influenzare le fondamentali elezioni francesi: assegnare la vittoria a tavolino a Emmanuel Macron, quando mancano due settimane del ballottaggio, è una soltanto una variante della spietata guerra psicologica combattuta contro l’opinione francese, reduce già da due anni di strategia della tensione. I giochi in realtà non solo sono aperti, ma lasciano anche presagire che una vittoria di Marine Le Pen sia più concreta che mai, paradossalmente proprio grazie all’affermazione del “centrista” Macron. È il ragionamento che circa tre mesi fa, immaginando un ballottaggio Le Pen-Macron, adducemmo per pronosticare il successo del Front National: concretizzatosi lo scenario di base, è giunto il momento di sviluppare a fondo l’analisi, passando dalla teoria alla pratica, dalla logica alla matematica.

Già, la matematica: una scienza da maneggiare con cura, perché severa ed implacabile. Talvolta anche oscura e sorprendente. Tremendamente reale, considerando che non è confinata alle speculazioni di qualche mente sognatrice, ma ha un impatto in ogni aspetto della vita quotidiana: in tutti i campi, compresa la politica ed i ballottaggi.

Fu proprio il matematico francese Nicolas de Caritat, marchese di Condorcet (1743-1794), tra i primi ad applicare la scienza dei numeri alle votazioni, evidenziandone gli effetti talvolta spiazzanti: il celebre paradosso di Condorcet afferma infatti che nelle votazioni a maggioranza che avvengono in due o più fasi (il ballottaggio), l’ordine con cui avviene la votazione non è neutrale, bensì influenza a sua volta l’esito finale del voto, contribuendo alla vittoria di questo o quel candidato, in virtù della non transitività delle relazioni di preferenza. L’approfondimento teorico non ci interessa e passeremo direttamente alla pratica, calando il paradosso di Condorcet nelle presidenziali francesi e dimostrando come aiuterà Marine Le Pen a conquistare l’Eliseo.

Supponiamo che l’establishment euro-atlantico, anziché tirare la volata all’ex-Rothschild Macron ed accanirsi a colpi di inchieste mediatico-giudiziarie contro François Fillon, avesse lasciato che gli eventi si svolgessero secondo natura: quasi certamente, il ballottaggio del 7 maggio vedrebbe oggi una sfida tra il candidato dei Repubblicani/UMP e Marine Le Pen. Il primo sarebbe stato “preferito” dal centro-destra, dal centro e dai socialisti, lasciando alla seconda solo le preferenze dei populisti di destra e di una fetta di quelli di sinistra: la sconfitta del Front National sarebbe quasi certa, perché le forze anti-sistema non sono ancora la maggioranza assoluta in Francia.

L’establishment euro-atlantico, diffidando delle simpatie filo-russe di Fillon e volendo insediare a tutti i costi un proprio uomo all’Eliseo, ha però “pasticciato” con la campagna elettorale, adoperandosi per un ballottaggio Macron-Le Pen: a questo punto, il primo sarà “preferito” da tutto il centro e dai socialisti, verso la seconda andranno però non solo le preferenze dei populisti di destra, ma anche di buona parte dell’elettorato di centro-destra e di qualche populista “rosso”. Se Marine Le Pen avrebbe quasi certamente perso contro Fillon, al contrario ha buone probabilità di conquistare l’Eliseo contro Macron, nonostante le forze anti-sistema siano sempre lontane dalla maggioranza assoluta: ecco il paradosso di Condorcet dispiegato nella realtà.

L’ordine delle votazioni è decisivo nelle votazioni in due o più fasi, a causa della non transitività delle relazioni di preferenza: per l’elettore di centro-destra, Fillon è meglio di Le Pen perché conservatore, moderato e pro-euro, Fillon è anche meglio di Macron per le stesse ragioni, ma Le Pen è meglio di Macron benché sia conservatrice, non moderata ed anti-euro! Nell’insieme “Fillon, Macron, Le Pen” è impossibile creare una relazione transitiva per cui se è Macron è preferito a Fillon e Fillon è preferito a Le Pen, allora Macron è preferito a Le Pen.

Compiamo ora il passo successivo, vedendo come il paradosso di Condorcet agirà nel concreto: come base di partenza utilizziamo i dati del 23 aprile, ipotizzando che, in linea con le elezioni presidenziali del 2002 che videro affrontarsi Jacques Chirac e Jean-Marie Le Pen, l’affluenza cali di diversi punti percentuali, passando dal 77% al 70%.

Il nostro assunto è che il “fronte repubblicano” invocato da repubblicani e socialisti a favore di Emmanuel Macron, non regga: la disoccupazione record, la stagnazione economica, la ribellione all’establishment, la crisi d’identità della Francia, l’emergenza migratoria e l’insofferenza verso Bruxelles, prenderanno sopravvento sulle indicazioni dei partiti, inducendo la maggior parte degli elettori a votare secondo coscienza. Procediamo quindi “spalmando” i voti del primo turno sui due candidati del ballottaggio: le percentuali con cui ripartiamo le preferenze sono naturalmente discrezionali, benché “ancorate” alla realtà.

Supponiamo nello specifico che il 75% dei voti dei Repubblicani/UMP vada a Marine Len, e solo il 25% converga verso Emmanuel Macron, ex-ministro dell’economia sotto la presidenza Hollande. Nel caso dei voti conquistati dal populista rosso Jean-Luc Mélenchon, voti cui è già partita la caccia da parte del Front National, ipotizziamo la seguente ripartizione: un 20% di elettori, attirati dalla retorica anti-establishment ed anti-liberista, voterà FN, un 40% per Macron, ed il restante si disperderà in astensione. Tutti i voti del socialista Hamon confluiranno verso il candidato centrista ed i restanti partiti si divideranno tra Front National, “En Marche!” e non voto, in base alla loro natura conservatrice/progressista/populista: in particolare, ipotizziamo che la formazione sovranista “Debout la France” di Nicolas Dupont-Aignan raccolga l’invito del FN a formare una coalizione di “patrioti”2.

Esito finale?

Il Front National vincerebbe col 51-52% delle preferenze.

Asserire che sarà questo l’esito del ballottaggio sarebbe azzardato, ma l’analisi è indispensabile per capire che, contrariamente alla percezione alimentata da media, mercati finanziari e tecnocrati di Bruxelles, la partita del 7 maggio è apertissima, proprio grazie all’intervento in gamba tesa dell’establishment euro-atlantico sulla campagna elettorale: affossando François Fillon per insediare insediare all’Eliseo il proprio pupillo Macron, l’oligarchia ha creato il contesto migliore per una vittoria di Marine Le Pen. Un duello Fillon-Le Pen si sarebbe quasi certamente concluso con la sconfitta del Front National: grazie al paradosso di Condorcet ed agli spazi che si sono aperti a destra e sull’ala sinistra del populismo, Marine Le Pen può invece riuscire nella storica impresa di conquistare l’Eliseo, sconfiggendo lo scialbo candidato della banca Rothschild. Sarebbe la tremenda nemesi contro quei poteri che stuprano con sempre maggiore frequenza le democrazie occidentali.

Federico Dezzani

Fonte: http://federicodezzani.altervista.org

Link: http://federicodezzani.altervista.org/il-paradosso-di-condorcet-apre-le-porte-delleliseo-a-marine-le-pen/

25.04.2017

1https://www.bloomberg.com/politics/articles/2017-04-23/macron-seen-defeating-le-pen-62-38-in-french-runoff-poll-says

2http://www.bfmtv.com/politique/marine-le-pen-lance-un-appel-a-nicolas-dupont-aignan-1150181.html

Commenti (39)

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    1. Radar id 5913 26 aprile 2017

      esiste secondo me un "muro" ideale, che impedisce all'elettore di Melenchon di riversare il suo voto sulla parte a lui più naturalmente vicina: sulla Le Pen.
      sebbene quest'ultima sia più a sinistra dello stesso Melenchon, i media e non solo (vedansi i tumulti degli estremisti di sinistra contro FN) pompano (quando non creano) l'idea che un ex comunista non possa mai e poi mai sostenere la destra, bollandola come "fascista", a tutto vantaggio di una elìte che pur essendo minoritaria sposta con estrema disinvoltura voti anche da fazioni apparentemente in contrapposizione tra loro.
      in parole povere il popolo (naturalmente maggioranza) è spaccato in nome di una ideologia ormai irrilevante, i poteri forti invece sommano tutto il sommabile, sempre e comunque quando serve.
      mi piacerebbe che Dezzani avesse ragione, negli usa è successo proprio questo: per non accontentarsi di sanders alla fine lo "stato profondo" ha dovuto domare trump in altri modi post elettorali, ma temo che lo stesso stato profondo abbia fatto i conti molto meglio stavolta, proprio concentrando gli sforzi nel frammentare il vasto fronte populista.
      confidare nella saggezza del popolo francese? e perchè mai? chi ha permesso ad un prodotto confezionato dalle banche di arrivare fin qui spacciandosi per nuovo???

    1. PietroGE 26 aprile 2017

      A proposito di moneta e debito, ieri Salvini ha detto una cosa molto importante, sfuggita ai più cioè che l'Italia dovrebbe onorare il debito solo nei confronti dei creditori italiani e di fatto fare default sul debito italiano in mani straniere. È la prima volta che qualcuno lo dice e che dimostra di saper guardare in faccia alla realtà. L'Italia non può continuare così con crescita zero, disoccupazione alle stelle, crisi migratoria e industria che scompare. Mi pare che la quota di debito in mani straniere sia del 30% o giù di lì. Anche un default del genere sarebbe una boccata d'ossigeno mica male.

    1. PietroGE 26 aprile 2017

      Diversamente dai numeri, le persone si fanno influenzare dai media, i quali sia da Domenica sono scatenati a sostenere Macron. Vedere ad esempio come il povero Mélenchon è stato messo in croce per non aver espresso il sostegno al prestanome del Rothschild. Ormai tuti i poteri forti sono contro la Le Pen : dalla lobby giudaica (come dimostra l'articolo di Bernard Henry-Levi sul Corriere ieri) alla massoneria, ai sindacati, alla confindustria francese e a buona parte del mondo agricolo che teme di perdere i finanziamenti della PAC. Interessante sarebbe, conoscere come si sono comportati i "français de papier" come li chiama Jean Marie Le Pen, ma non c'è modo di contarli, purtroppo. Secondo le opinioni di tutti hanno votato massicciamente contro la Le Pen, come ordinato dai capi musulmani.
      Cercherò di seguire il dibattito tra i due contendenti sperando che la Le Pen lo bastoni a dovere. Suo padre, infatti la ha accusata di aver condotto una campagna elettorale moscia.
      Bisognerà anche vedere quanto conteranno i gossip sulla sua presunta omosessualità.

    1. johnny rotten 26 aprile 2017

      Ogni evento è conseguente di innummerevoli eventi che lo hanno preceduto e lo hanno così prodotto, è già difficile stabilire oggi cosa farà un individuo tra 15 giorni figurarsi una massa di decine di milioni di individui, l'idea delle profezie e dei profeti è un'idea malsana che ci perseguita da millenni, meglio abbandonarla, si può anche tentare di capire cosa capiterà in Francia al secondo turno ma è sinceramente difficile saperlo oggi, anche perchè rimane aperta la possibilità che accadano altri eventi tali da poter mischiare le carte un'altra volta, e non essendo più di alcun aiuto i sondaggi che, come abbiamo visto, fanno parte del bagaglio di trucchi del giocatore più ricco e di chi lo sostiene, non ci rimane altro che aspettare e chi è superstizioso si tocchi i coglioni o faccia quanto in sua abitudine.

    1. il gobbo 26 aprile 2017

      Sinceramente, penso che lei sia un elemento di disturbo, ho rivisto anche
      dei suoi post pubblicati e lei non stà esponendo una analisi ma fa solo
      propaganda di chiara orientazione di "sinistra", sia più imparziale e non
      tratti gli elettori della "Le Pen"" di "ANALFABETI".
      Grazie per avermi letto, distinti saluti.

    1. adestil 26 aprile 2017

      andrea rossi ficcati in testa una cosa..se ammettiamo per un attimo l'Italia esca dall'euro ed adotti una moneta lira o altro.
      Chi ci rimetterebbe di più l'Italia o l'euro?Senza dubbi l'euro che finirebbe per svalutarsi o addirittura crollare...
      A quei coglioni che dicono ,da prezzolati ,''dovremmo pagare un debito maggiore con la liretta'' ,qualcuno dovrebbe rispondergli(ma non lo fanno perchè pagati per non farlo o troppo cretini per pensarlo)che forse dovrebbero pagarne di meno..infatti la moneta rappresenta la forza intrinseca di un paese,prima ancora che il suo debito,e quindi l'euro sisvaluterebbe molto di più (UE definitivamente lesa)rispetto alla lira ergo pagheremmo meno debito.
      Anzi se fossimo furbi lo faremmo subito ed all'improvviso come pura speculazione come minimo avremmo il debito dimezzato...
      Se ovviamente si avvisa o si impiegano anno ovvio che si prendono le contromisure e le speculazioni si mettono in atto.
      Ma dire che di per se uscire dall'euro ci costerebbe più che restarci perchè la lira sarebbe debole e l'euro si rafforzerebbe sarebbe pura follia.

      Ovviamente prima avviene questa uscita meglio è.
      Infatti se la lira si rafforzerebbe rispetto all'euro che a breve manco esisterebbe più e quindi pagare il debito pubblico denominato in euro sarebbe cosa da poco ed anzi conveniente(quindi non serve manco la ridenominazione nella moneta sovrana)
      tuttavia esistono anche le altre monete come il dollaro lo yuan etc..
      Cosa succederebbe rispetto a queste?
      Tutto dipende dalla forza residua dell'economia se vendiamo tutte le nostre aziende strategiche(ossia se aspettiamo altro tempo andando dietro ai ballisti all'Andrea Rossi)ovvio che la moneta non sarebbe forte rispetto a queste monete perchè rappresenterebbe uno stato che produce poco...
      Ed il dubbio viene spontaneo visto che ci stanno derubando di tutto che il fine sia proprio questo ,visto che non è in dubbio se l'euro finirà ma solo quando finirà,ossia lasciarci dopo l'euro con una economia nazionale inesistente..allora sarà difficile competere .

      Ovviamente una volta sistemata la questione del debito ,che come visto è facile e quasi automatica,rimane la questione dell'economia..
      ma per quanto residuale ormai sia tuttavia potrà avvantaggiarsi della svalutazione competitiva..
      Uno dirà ''non funziona è un trucco'' ,ma guarda caso quello più usato al mondo che solo noi non possiamo usare..
      se giochi a carte con chi trucca la carte non hai speranza di vincere se non truccando anche tu..

      La Cina svaluta rispetto agli USA tanto che gli USA vogliono fargli la guerra per questo..
      ma gli USA svalutano,a loro volta, rispetto all'Europa e noi,essendo occupati militarmente dalle basi USA,non possiamo fargli la guerra nè minacciarli...
      L'UE per fermare la spinta populista,dovuta alla crisie aggravata dall'euro forte, ha avuto il permesso dalla Clinton-Obama di poter svalutare e dopo aver toccato 1.5 rispetto al dollaro alcuni anni addietro eravamo a 1.25 e abbiamo svalutato di oltre il 20%
      arrivando a 1.05 rispetto al dollaro...grazie a fortissime immissione di denaro (finito solo alle banche però e non all'economia)
      che ha diluito il valore dell'euro inflazionandolo(si ha inflazione quando la massa monetaria aumenta troppo rispetto al PIL)

      Ma Trump ha già detto che questa fase deve terminare( gli USA mal tollerano i cinesi che svalutano,ma una sua colonia diretta e colonia militare non può certo svalutare senza permesso) e Draghi esegue ed ha già detto che i QE finiranno e cosi' il riacquisto dei titoli invenduti... visto che Trump vuole un dollaro sempre del 20% più basso dell'euro in modo da aumentare il PIL.

      Idem hanno fatto gli inglesi...svalutazione grazie alla Brexit,il PIL vola,la borsa pure...

      Agli idioti che parlano che una moneta svalutata rispetto al dollaro (perchè l'euro crollerebbe!)avrebbe difficoltà nell'acquisto di materie prime come gas e petrolio.
      Intanto è un falso problema in quanto si compenserebbe al massimo con parte della svalutazione..(il petrolio funziona come funzionava l'IVA ,una partita di giro,però prima dello split payment voluto da renzi per evitare l'aumento dell'IVA ma che farà fallire molte aziende ,quelle che ancora non hanno chiuso https://www.google.it/search?q=tax+splitting&ie=utf-8&oe=utf-8&client=firefox-b&gfe_rd=cr&ei=8ZYAWcWIOKTBXuDOsKAP#q=split+payment+dannegger%C3%A0+aziende )
      Ma non dimentichiamoci,cosa che Rossi non sa,che l'Italia ha i più grandi giacimenti di petrolio terrestra d'Europa(basilicata,emilia romagna,sicilia) ed ingenti di metano...
      che da soli potrebbero compensare la perdita del valore di acquisto in dollari .................

      Ma guardacaso i nostri pozzi li sfruttano soprattutto gli stranieri,inglesi in testa...pagando allo stato le royalties più basse al mondo,7dollari al barile.....uno che c'aveva le palle perciò l'hanno dovuto far fuori,chiedeva le royalties più alte al mondo quasi 18dollari...indovinate chi era?Gheddafi!E poi i nostri politici quaquaraqua e giornalisti e professori al soldo,si sciaquano la bocca nel definirlo dittatore...solo perchè era un sovranista..mentre i nostri cosa sarebbero?

      I nostri politici sono veri dittatori perchè regalano i nostri soldi alle multinazionali ingannando il popolo e prendendo per se e per i proprii amici,amanti(vedi Fini),figli e famigli tangenti ,carriere,posti di lavoro e regalie di vario genere(tutti ricordiamo le ridicole assunzione di 6 mesi in 6 mesi del genio figlio di Monti da Merryll Linch a Morgan Stanley con liquidazioni di milioni di euro..tangenti nascosti al padre che in compenso liquidò dopo aver incassato l'imu sulla pelle degli italiani anche i più poveri,girà 4miliardi di euro a Morgan Stanley come pagamento di un derivato del 94 ,una scommessa persa a causa della combutta con le agenzie di rating,che come tutti i derivati sono illegali in quanto lo stato per legge non può contrarli http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/12/derivati-di-stato-la-perizia-il-tesoro-non-sapeva-della-clausola-favorevole-a-morgan-stanley-per-questo-non-si-e-tutelato/3386655/ !)

      Ovviamente e lo dico al genio Andrea Rossi,anche riportando in Italia l'emissione di moneta,si sfugge solo alla tirannia di elite non elette (la commissione europea che decide tutto non è eletta dal parlamento europeo ma dai governi nazionali,come è noto i governi sono designati e non eletti,Padoan per capirci non l'ha eletto nessuno eppure decide tutto dall'alto..ecco costui l'ha designato la commissione europea,come aveva designato Monti,e a sua volta Padoan e gli altri designano i componenti della commissione europea)
      ma non al debito da signoraggio e agli interessi sui prestiti (con interesse anatocistico e quindi illegale)sul debito che ne deriva...
      per ovviare a questo penso che non basterebbe una guerra atomica..
      in quanto le elite internazionali lo impedirebbero...

      30anni di strategia della tensione in Italia ci sono voluti per rendere privata banca d'italia(non dimentichiamo il tentativo di moro-leone-caffè con le 500lire di stato )e soprattutto di rendere private le banche che permisero il boom italiano(senza bassi tassi di interesse dei prestiti nessuno boom economico si può avere!) a suon di bombe contemporaneamente a banca dell'agricoltura(piazza fontana)BNL e BCI https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_piazza_Fontana

      i tedeschi che non sono dei fessi si sono tenuti la loro banca pubblica che finanzia a basso tasso le grandi aziende di stato
      con la la loro Kfw bank mentre i francesi con la BPI
      e noi scimmiottiamo con la cassa depositi e prestiti

      http://salvatoretamburro.blogspot.it/2012/11/la-kfw-la-banca-nazionale-segreta-ma.html

    2. Giuseppe 26 aprile 2017

      Dico io, se la merita una spiegazione così articolata un simile analfabeta europoide? Un rutto. Un rutto sarebbe molto più adeguato.

    1. adestil 26 aprile 2017

      no,Andrea Rossi,tornato a dare lezioni di economia monetaristica da 4 soldi...se non ricordo male quello che negava che non è vero che i banchieri centrali stampano i denari dal nulla...pazzo!Na specie di Attivissimo della moneta..però ,e forse speri in quello,Attivissimo ne ha fatto un lavoro col suo negare i fatti ,anche senza convincere nessuno ha convinto quelli del CICAP con cui collabora visto che costoro dalla lotta contro gli illusionisti sonono stati incaricati dai governi di difendere le loro ridicole tesi ufficiali e chiunque le neghi dovrà fare i conti col CICAP.Gente pagata per servire il padrone non certo la scienza.
      Infatti se fossero scienziati saprebbero che ogni tesi ha parità di dignità a prescindere da chi ne è il portatore e va sottoposta al principio di falsificazione...invece costoro ,il CICAP,scelgono di difendere solo la tesi (politica)dei governi..
      Quindi di fatto non fanno scienza ma illusionismo!

    1. marcobaldi 26 aprile 2017

      Ma basta con queste cazzate!

    1. bruce lee 26 aprile 2017

      chi ha detto che si deve svalutare? hai mai sentito parlare dell'obbligo del pareggio della bilancia commerciale? nessun partito ha questo principio dell'economia nel proprio programma

    2. bruce lee 26 aprile 2017

      con il pareggio della bilancia commerciale non devi svalutare, tanto importi e tanto esporti.

    1. a-zero 26 aprile 2017

      Ancora mi sento di ripetere un concetto agli anti-autoritari, credo ne vale la pena, su questo punto.

      "Establishment" è un dispositivo trappola semiologico-ideologico che serve solo alle tattiche degli autoritari (fascisti, socialisti, religiosi, ecc...).

      La fregatura è che la parola inglese "Establishment" ti fa credere che tu sei contro il "potere". Invece con questa parola inglese, che peraltro non ha netti contorni di accezione e significato, in realtà sei solo contro una parte del sistema e del potere.

      Gli autoritari, specie i fascisti occidentali, oggi giorno hanno un gran gioco facile ad abbindolare i più liberi e dinamici fra i proletari non rassegnati. Ma establishment indica solo una parte del tutto, non il tutto.

      E' sempre il sistema di rappresentazione binario dentro cui devi cacciare le tue speranze, le tue potenzialità le tue facoltà tanto diverse fra di loro quante le combinazioni di libertà che possono venirne fuori.

      Oggi si è inscenato questo ennesimo assetto di logomachia: sovranisti contro globalisti.

      Scegliendo 'sovranista' pensate che andate contro il potere. Non è vero. Andate contro un versante del potere a favore di un'altro versante emergente.

      PS.: adesso che i rotschild si sono presentati alle elezioni direttamente che volete negargli che sono i più democratici fra tutti gli altri padroni? Eppure usano le stessse istituzioni vostre, fasciste o democratiche che siano.

      Non hanno grossi problemi di "logomachia", di lotta delle chiacchiere, ma di quali chiacchiere non bisogna fare e quali chiacchiere consentire. L'importante che certe idee (valore di uso e di scambio, sistema della proprietà privata o sistema dell'uso, monopolio della violenza e della moneta, ecc..) non si discutano.

      Parliamo e ragioniamo chiaro. Capperi!

    2. marcobaldi 26 aprile 2017

      Quindi tu sei contro il monopolio legale della moneta e della violenza.
      Insomma sei per la legge del più forte. Senza se e senza ma.
      Complimenti!

    3. giulio pelernei 27 aprile 2017

      False opposizioni.
      Il gioco è sempre lo stesso almeno fino a quando la maggioranza della gente non capirà di essere in una gabbia mentale.
      Chissà quando...

    1. Maria Francesca Febo 26 aprile 2017

      Non sottovaluterei però l'utilizzo di nuovi attentati.....A chi gioverebbe l'acuirsi della tensione?

    1. Steel Rust 26 aprile 2017

      Magari! FORZA LE PEN!!!

    1. AlbertoConti 26 aprile 2017

      La Francia ha più sapore? Lo vedremo. A vous, mes cousins.

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