Il fallimento della complementarietà: dal multiculturalismo al culto del diavolo

 

DMITRY ORLOV
cluborlov.blogspot.com

Nelle scorse settimane c’è stato un picco di rinnovato interesse per un saggio che avevo scritto un anno fa, I barbari si scatenano nel Cimitero Europa, in cui avevo descritto come il costante degrado dei paesi occidentali venga accelerato dall’arrivo di migranti appartenenti a gruppi etnici incompatibili. Ciò che ha provocato questo rinnovato interesse è stato un post di Paul Craig Roberts, dove l’autore parlava del mio saggio come del “necrologio dell’Europa e dell’America.”

Ovviamente confermo tuto quello che avevo scritto (indipendentemente da quanti possano averlo interpretato nel modo sbagliato) ma, nell’anno appena trascorso, ho fatto alcune ricerche che mi hanno aiutato a capire le motivazioni del fallimento del progetto occidentale e, a quanto pare, sembra che io abbia qualcos’altro da dire sull’argomento.

C’è una tendenza popolare nel denigrare quello che viene definito “determinismo biologico.” Fattori come il nostro sesso biologico (non il genere, intendiamoci), le nostre modalità riproduttive (il risultato delle pressioni ambientali a cui sono stati sottoposti i nostri progenitori), il nostro istinto, le reazioni e le pulsioni organiche (che le nostre menti coscienti cercano di giustificare creando storie fittizie ed inventando logiche a fatto compiuto) vengono screditati.

La natura umana, per mezzo dell’indottrinamento e dell’educazione, è considerata infinitamente malleabile e modellabile in qualsiasi forma immaginabile.

L’istinto materno di prendersi cura dei piccoli, non importa di chi (o di quale specie) e l’istinto paterno di opporsi alle minacce esterne e respingere le aggressioni, anche a costo della propria vita, sono considerati ruoli di genere restrittivi, obsoleti e dannosi, derivanti dal condizionamento sociale e non dall’istinto. Quando questo viene evidenziato in altre specie di mammiferi, viene naturalmente considerato istinto, ma noi non siamo animali (o almeno così diciamo a noi stessi). A sentire certe persone, gli unici comportamenti istintuali che ci sono concessi sono la respirazione, il succhiare e, naturalmente, la masturbazione. Secondo loro, quest’ultimo è l’unico comportamento a cui la nostra natura istintiva può dare libero sfogo. E questo è, ovviamente, ridicolo.

Ma la cosa, in realtà, non ha molta importanza. Non c’è motivo di tenere una sorta di dibattito intellettuale su questa questione, non più di quanto si dovrebbe discutere con gli animali, siano essi selvatici o addomesticati. Se sono animali, quali sono, allora tutto ciò che dobbiamo fare è osservarli nel loro habitat naturale (scatole con l’aria condizionata, per lo più) e vedere come si comportano. E si scopre che quelli che negano la loro natura istintiva e vanno contro le loro pulsioni istintive si… estinguono. Istinto o estinti: la scelta è vostra. Cacciate la natura fuori dalla porta e rientrerà dalla finestra; gettatela dalla finestra e scenderà dal camino. La natura vince sempre. E, attenzione, per la natura noi siamo solo un gruppo di animali di alto livello.

La cultura conta comunque qualcosa. Ogni etnos, in ogni fase del suo sviluppo (un processo chiamato etnogenesi) evolve uno specifico insieme di stereotipi etnici positivi. I comportamenti stereotipati sono quelli richiesti agli individui affinché possano essere considerati socialmente adeguati. Possono essere le norme del galateo, come tenere aperte le porte e offrire i posti a sedere agli anziani e alle donne. Includono standard di contegno e comportamento, la scelta del modo di vestire e del linguaggio appropriato e una miriade di altri dettagli, e la violazione di uno di questi fa scattare un allarme. Man mano che l’etnos si sviluppa, alcuni comportamenti stereotipati vengono pian piano eliminati, mentre se ne introducono gradualmente altri; l’importante è che il loro insieme rimanga coerente in tutto l’etnos.

In questo senso, gli stereotipi culturali sono utili per mantenere la solidarietà etnica, ma sono mutevoli e artificiali. Ma c’è un principio molto più importante, mascherato da stereotipo etnico e basato non sulla cultura ma sull’istinto biologico, il principio di complementarietà.

Proprio come gli animali di sottospecie diverse scelgono di accoppiarsi con gli individui della stessa sottospecie, indipendentemente da quanto esse siano per noi difficili da distinguere, gli umani provano spontaneamente simpatia o antipatia per le altre persone in base a fattori di compatibilità, biologicamente determinati, che sfuggono alle loro menti razionali. Non sappiamo come funziona, ma questo non implica assolutamente che il fenomeno non esista. Ci sono molti esempi di tali comportamenti; ad esempio, gli esperimenti hanno dimostrato che le donne possono scegliere uomini con profili immunologici complementari ai loro in base all’odore del sudore. Chiaramente, nessun processo cosciente può essere coinvolto in una decisione del genere; è tutto basato unicamente sull’istinto. La stessa cosa capita con il sistema umano innato di identificazione amico-nemico; non sappiamo come funziona, ma sappiamo che esiste.

Quando questo sistema funziona bene, opera in modo poco appariscente e non c’è molto da osservare. I casi interessanti sono quelli in cui viene disatteso e si traduce in un fallimento sociale. Un esempio eclatante è stato quello dei Turchi ottomani: il loro impero, un tempo grande, si era disintegrato abbastanza rapidamente e la particilarità emersa in questo crollo fulmineo era stata la totale mancanza di solidarietà etnica. La spiegazione di questo fenomeno è la seguente. Mentre gli Ottomani erano molto scrupolosi nel mantenere linee rigorose di discendenza patrilineare, la discendenza matrilineare era considerata poco importante.

Così, gli Ottomani riempivano i loro harem con donne da tutto il mondo, da tutto l’impero e oltre, e a loro non importava particolarmente se queste donne, riunite insieme dal destino, fossero complementari o no. Avrebbero potuto anche passare il tempo a tramare le une contro le altre, come serpenti. E i figli che generavano ai loro signori e padroni non avevano assolutamente alcuna complementarietà reciproca. Si erano verificati innumerevoli episodi di intrighi favolosi e pugnalate alle spalle, l’impero si era frantumato ed era, alla fine, sparito. Dalle ceneri di questo miscuglio multietnico era poi nata la moderna Turchia, dove ai non-Turchi, Greci, Armeni, Curdi o di qualsiasi altra di quelle etnie che avevano formato l’Impero Ottomano, era stato rapidamente fatto capire quale fosse il loro posto.

La mancanza di solidarietà etnica è solo un sintomo di una diffusa violazione del principio di complementarietà. Un altro [di questi sintomi] è l’apparizione di un antisistema di pensiero, che può essere il nichilismo, il culto del diavolo o il moderno umanitarismo militar-globalista o l’eco-fascismo. Quando gli esseri umani nascono e crescono in un ambiente in cui il loro sistema innato di identificazione amico-nemico viene raramente attivato e, quando succede, sempre per colpa di qualcuno che non è accettato all’interno del gruppo, tendono a pensare spontaneamente che il mondo è un buon posto, che l’umanità è come dovrebbe essere e che entrambi devono essere amati e coccolati.

Quando invece si trovano in un ambiente in cui il loro sistema di identificazione amico-nemico scatta in continuazione, ma dove viene detto loro che i sentimenti di antagonismo e di alienazione che la cosa inevitabilmente provoca sono dovuti alle loro personali carenze (perché sono bigotti, intolleranti o peggio ancora) essi tendono ad arrivare spontaneamente alla conclusione opposta: che il mondo è cattivo e l’umanità deplorevole e che, invece di amarli e coccolarli, quello che meritano è rivoluzione e distruzione.

Il destino dell’Occidentale ha molto a che fare con questo processo. Dopo molti secoli di confusione e degenerazione, due sottotipi umani biologicamente non complementari, vagamente ed artificialmente divisi in Cattolici e Protestanti (nonostante le sottili differenze teologiche fossero quasi del tutto irrilevanti) avevano combattuto numerose guerre di logoramento. Come conseguenza, si erano divisi in nazioni, che avrebbero costituito la base dei successivi stati nazionali e, per un certo periodo, questi gruppi etnici avevano dimostrato una solidarietà ed una coesione sociale esemplari. Ma poi avevano iniziato ad accettare migranti dai loro ex possedimenti coloniali, compresi quelli con cui non avevano mai contratto matrimoni misti per mancanza di complementarietà. Ovviamente, il meccanismo amico-nemico aveva incominciato a dare segni di allarme, prima di tanto in tanto, poi sempre più frequentemente e le persone che crescevano in questo ambiente diventavano più alienate, scoraggiate, nichiliste, sempre meno portate ad amare e a pensare in modo disinteressato e si sentivano spinte a trascurare o, peggio, a distruggere ciò che vedevano: un mondo spaventoso ed una società completamente putrefatta.

C’è un segno distintivo che contraddistingue le persone che mancano di complementarietà con chi le circonda e che si muovono verso l’adozione di anti-sistemi sociali: non si riproducono in modo soddisfacente. Guardate la generazione attuale dei leader europei. Molti di loro sono senza figli, alcuni, al massimo, ne hanno uno. Questo vale anche per le società in generale.

Questa è la soluzione della natura alla mancanza di complementarietà: l’estinzione. I fautori dell’anti-sistema non riescono a riprodursi e il loro numero diminuisce. Per sveltire la cosa, vengono spesso rimpiazzati da altre tribù, i cui membri non tollerano violazioni di complementarietà al loro interno: quando si innescano i loro innati sistemi di identificazione amico-nemico, tendono ad essere rapidi nel ricorrere all’omicidio e alla violenza per ripristinare l’ordine. I funzionari europei ed americani e i mass media cercano di mettere a tacere il fatto che è questo che, in realtà, sta accadendo, ma per quanto tempo potranno ancora continuare a farlo è una domanda aperta.

Un’altra bella domanda è se le persone coinvolte saranno mai in grado di accettare il giudizio della natura. È anche possibile che persistano nella fantastica idea che la loro ideologia è inattaccabile e che la loro scomparsa è il risultato di altri fattori. Ma questa domanda è accademica, perché l’esito finale è sempre lo stesso: l’estinzione biologica. Una domanda molto più importante è chiedersi quanti danni riusciranno a fare a questo “mondo caduto” che governano, prima che, alla fine, se ne debbano andare.

Dmitry Orlov

Fonte: cluborlov.blogspot.com
Link: http://cluborlov.blogspot.com/2019/06/failure-of-complementarity-from.html
20.06.2019
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.
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21 Commenti

  1. Il problema per me é proprio il tentativo di malleare. L´essere umano puó essere infinitamente adattabile, ma di fondo non é malleabile. Quello che la politica e l´economia stanno facendo, per i loro scopi di potere e nient´altro, é semplicemente infliggerci la sofferenza di una vita che é molto distante da come dovrebbe, pensando di addormentare completamente il lato umano dei singoli. Ciascuno di noi, almeno una volta nella vita, ha passato anche solo un momento pensando di non avere bisogno di niente di piú di quello che aveva in quel momento di fronte a sé, con quello stato d´animo, magari godendo di una brezza marina e di un sole brillante.

    Non sto dicendo che quella dovrebbe essere la vita, perché ognuno ha aspirazioni molteplici che fanno parte dell´animo umano e che quello scenario ignora. Ma noi come esseri umani difficilmente abbiamo piú pace in questo sistema di vita, dove avere un tetto sulla testa a volte é un lusso, e dove la semplice sussistenza é a volte complicata. Siamo in un sistema che raccomanda all´Italia un 9% circa di disoccupazione, che quindi trova normale che un 9% di una nazione (senza contare le spalle su cui gravano per questo) debbano vivere ai limiti o fuori il sistema.

  2. Un articolo molto interessante per le tematiche discusse e gli esempi portati ma, sopratutto perché simili argomenti sono tabù nel sistema di discorso occidentale e in particolare europeo. La solita stantia accusa di razzismo, infatti, è sempre dietro l’angolo. Che le società in decadenza tendessero alla disumanizzazione (o alla “violazione del principio di complementarietà” come la chiama lui) non è una scoperta nuova, ma Orlov ha ragione nel sottolineare come l’occidente sia oggi l’esempio più chiaro di questo trend suicida, ed ha ancore più ragione nell’individuare il punto terminale di questo sviluppo : l’estinzione. Lui parla di substrato etnico sociale ma il discorso si può estendere al sociale e al tipo di civiltà. La fine dell’impero ottomano (come citata nell’articolo), con la disintegrazione della società multiculturale in stati etnicamente omogenei in lotta tra di loro per il controllo del territorio e delle risorse ha un sapore profetico se proiettata nel futuro (diciamo di un 50 anni) della civiltà occidentale. Rimane la domanda : cosa spinge le élite a elaborare simili ideologie suicide tipo gender, promozione dell’omosessualità ecc. Indottrinamento? Perdita del senso di realtà? O forse puro e semplice nichilismo. Il bello è che poi si predica l’ecologia man mano che ci si allontana dai comportamenti naturali. Alla domanda finale di Orlov : ” quanti danni riusciranno a fare a questo “mondo caduto” che governano, prima che, alla fine, se ne debbano andare” la risposta è, purtroppo, : molti, troppi.
    Un articolo da leggere e meditare.

  3. Per piacere!!! Conferite quel pattume putrido nel WC e, dopo opportuna aggiunta di acido muriatico, scaricate!!! E basta con quella merda!!! Ma provate gusto nel far bestemmiare!!!

  4. Articolo secondo me con alti e bassi, che parte da ragionamenti del tutto razionali (l’uomo è un animale solo un po’ più evoluto) per poi inventarsi la pappardella ideologica della “complementarietà”.

    Dice che l’uomo è un animale e come questi ha degli istinti sani che servono alla sopravvivenza della specie. E non posso che essere d’accordo. Dice poi che gli uomini si sono “scordati” di essere animali ed hanno iniziato a credere che i loro comportamenti hanno solo un origine “culturale”. Ossia che il comportamento degli uomini è dato solo dalla loro educazione.

    In realtà non dice quale sia l’origine di questa credenza. E allora lo dico io: è la DOTTRINA CRISTIANA che sancisce in maniera inconfutabile la distinzione tra uomini (dotati di anima) e gli animali (senza anima).
    Quando poi la civiltà occidentale ha iniziato a svincolarsi dalla rigida dottrina cristiana, si è comunque portata dietro questo pregiudizio, dando al pensiero astratto frutto della mente, dignità maggiore rispetto alle sensazioni, frutto del corpo. Ne è l’esempio più lampante l’enunciato cartesiano “Cogito Ergo Sum”, in cui si nega dignità all’esperienza del Reale e si esalta invece l’esperienza virtuale delle elucubrazioni astratte.
    Da qui al predominio della “fiction” sull’esperienza di vita, del divertimento rispetto alle attività utili, dell’ozio rispetto alla fatica, di Facebook rispetto ad una passeggiata in montagna, il passo è molto breve.

    Riguardo al “giudizio della Natura” insindacabile, è da quando è stata inventata la prima medicina che l’uomo ha iniziato a contrastarlo. E il prossimo passo sarà la riproduzione artificiale, con cui le categorie che Orlov condanna all’estinzione riusciranno a prendersi beffa della Natura. E la marcia cultura occidentale verrà perpetrata…

    • La religione non c’entra e le similitudini con il comportamento animale non sono importanti. Orlov dice che la base sulla quale si sono costruite le civiltà è il comportamento naturale dell’uomo : famiglia, riproduzione, socializzazione con i propri simili, in clan, tribù, popoli. Le civiltà decadenti mostrano una disumanizzazione che non è il vecchio concetto del ‘dominio sulla natura’ che ha accompagnato la nascita della tecnica, è un andare contro le basi stesse del vivere sociale. E questo comporta l’estinzione.

  5. Orlov ha certamente capacità di scrittura ed intelligenza superiore (ed anche di molto) alla media, può tranquillamente venderci anche la terra piatta, non gli mancherebbero le argomentazioni…….come ebbi già a scrivere per un altro suo articolo: “maneggiare con cura”
    Nel meritò di questo articolo non mi esprimo nell’immediato, visto le capacità da ipnotizzatore di Orlov, mi fermo e ci rifletto….che è la stessa tecnica che usai davanti ad un banco di velocissimo giocatore delle tre carte…..non vinsi nulla ma evitai anche di perdere (i più lesti ci lasciarono anche le mutande)

  6. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Non penso proprio che l’uomo si estinguerà. Verrà ridotto ai minimi termini, questo si, cioè sarà ricondotto all’Età della Pietra con una popolazione di pochi milioni di individui…. La Natura prima o poi ripristinerà l’Armonia originale infranta dalla bestialità, insita in ogni essere umano, che sembra aver preso il sopravvento.

  7. Come al solito Orlov e’ particolarmente confuso.
    Secondo Orlov, le cause del crollo improvviso dell’impero ottomano sono dovute alla pessima scelta di riunire in harem “donne da tutto il mondo” perche’ non complementari dal punto di vista immunologico. Da sempre, il bastardino e’ fisicamente piu’ forte di un pedigree. Quindi la causa del crollo non e’ la mancanza di complementarieta’ bensi l’incompatibilita’ culturale che ha portato a trame, pugnalate alle spalle e tradimenti, come in effetti riconosce. Per cui, cio’ che distrugge e’ la riunione in un unico brodo persone da tutto il mondo, non il contrario.

  8. Complimenti ad Orlov, alle sue ricerche ed alle sue raffinate analisi. L’aspetto più pericoloso e perverso è il tentativo di un ambiente x di modificare l’immodificabile anziché accettare e riconoscere gli aspetti di incompatibilità biologica, il multiculturalismo non è possibile in ogni ambiente per ragioni biologiche, non tutte le cd differenze sono compatibili e negarlo significa terrorismo.

  9. la foto di copertina spiega perfettamente la china discendente di cosa è figlia. Non è più la cristianità (cattolica o protestante che sia ) a tenere le redini in uccidente. Ma è un connubio tra petro monarchie wahabite e sionismo bio-polico spinto che ha preso il sopravento all’interno delle elite cosmopolite.uccidentali

  10. Articolo da incorniciare e che andrebbe divulgato in ogni trasmissione,ogni piazza e ogni parrocchia. Ma temo che ormai sarà solo un utile esercizio accademico per storici e sociologi quando mai si mettessero d’accordo sul tramonto della civiltà occidentale e liberal progressista.

  11. ” Ho quanto decadente e’ questa societa’ “: una litania che si sente spesso, sempre piu’ spesso, ma a cui bisogna fare molta attenzione!(benche’ abbia i suoi aspetti di verita’) Facciamoci semplicemente un paio di domande: 1- La societa’ e cultura sionista rientra in tale logica?; 2- La societa’ e cultura dei grandi gruppi/famiglie di potere (generalmente da abbinare alla ortodossia cristiano messianica ) rientra in tale logica? Credo che convenite che la risposta e’ NO! A questo punto, se siamo d’accordo, la frase finale,”Una domanda molto più importante è chiedersi quanti danni riusciranno a fare a questo “mondo caduto” che governano, prima che, alla fine, se ne debbano andare.”, appare estremamente ingenua.

  12. Difficile dire se Orlov, che senz’altro è sempre degno di essere letto, abbia o meno ragione nell’affermare che la natura ha l’ultima parola in fatto di natalità ed estinzione. D’istinto, personalmente tendo a dire che ha ragione; d’altronde non conosciamo poi molto sui meccanismi della riproduzione e della differenziazione biologica, se non gli aspetti meccanici più immediati. Basterebbe porsi la domanda sul perché certi uomini sono attratti da donne di un certo tipo e non da altre, così come capita alle donne, naturalmente; la complementarietà è un aspetto innegabile. Ma Orlov, come finora nessun altro in modo chiaro e circostanziato, non affronta il problema della diminuzione della fertilità dal punto di vista biologico e materiale, puntando finora, come pure Bertani nel suo lodevole articolo, soprattutto sugli aspetti culturali, sociali ed economici. Si dirà che il problema non è ancora a livelli allarmanti, ma se la fertilità in certi paesi è in forte diminuzione, come pure viene riconosciuto, probabilmente lo si deve anche a cause ambientali che vanno anche queste contro natura. Se un problema, benché al momento trascurabile, aumenta la sua importanza e gravità a ritmi esponenziali, vuol dire che qualcuno o qualcosa sta lavorando attivamente per fargli raggiungere il suo obiettivo.

  13. Se c’è un genio in questo articolo, è chi ha messo l’immagine. L’ho guardata a lungo. Non ho mai visto nulla di simile in correlazione all’articolo. C’è un che di follia ed un che di nullità, di vuoto, di false parvenze. Geniale

  14. Articolo molto interessante.
    Grazie.
    La natura ci mostra ciò che ci occorre, sla osserviamo ci volta le spalle. Ed è finita.
    Come è giusto che sia.

  15. A larghe linee l’articolo è condivisibile anche se mancano 2 concetti fondamentali che, se trattati compiutamente, avrebbero completato il tema. Essi sono l’empatia e il tempo.
    In un commento all’articolo di Bertani precedente, veniva introdotta la diversa spiritualità tra le genti, mi sembra da parte di Platypus, come chiave per spiegare il contrasto alle migrazioni.
    In questo articolo la spiritualità o se vogliamo l’immaterialità delle relazioni umane vengono trattate con principi grezzi tipo la complementarità che vuol dire tutto e niente, oppure con l’etnologia confusa con la cultura dello stereotipo. Cioè niente di spirituale ma solo adattamenti e convenienze a situazioni contingenti.
    Eppure la capacità degli uomini e donne di intendersi con uno sguardo (empatia) e di progettare insieme un futuro (tempo) nel quale proiettarsi agisce a livelli molto diversi secondo le varie etnie.

  16. Post interessante, ma dà troppo peso alla natura e l’aspetto biologico. L’uomo non è più solo natura come si può pensare. Il mito dell’Eden spiega bene il processo in modo allegorico. Esistono piani dove le relazioni sono più ampie e complesse e meno materiali, vedi la psicologia trans-personale (Roberto Assagioli). Apprezzo molto Orlov, ma in questo caso ha trattato l’essere umano come una bestia del giardino dell’Eden senza la dignità conferita a lui da un essere superiore (non necessariamente il Supremo).

  17. Ma solo a me pare un articolo chiaramente razzista dove si gira intorno alla questione senza voler ammettere la xenofobia di fondo che ispira questo scritto?

  18. consiglio a tutti di leggere attentamente l’ articolo che propongo che per molti aspetti affronta gli stessi argomenti di orlov..il quale ci sta semplicemente dicendo che siamo sopra ad un baratro, lo stesso che ha seppellito tante civiltà nel passato..
    sia che dipenda da un fattore bio-evolutivo e sia che dipenda da ideologie folli,
    questa nostra autodistruzione è ben descritta in questo pezzo:

    http://www.entelekheia.fr/2019/07/04/usa-le-premier-pays-riche-pauvre-du-monde/

    anche con il traduttore automatico si afferra l’importanza e purtroppo la tragedia descritta in questo eccellente articolo.

  19. Se ho un canile e decido che nel branco voglio solo i cani piu ubbidienti (o sottomessi) inizierò ad aggiungere regole su regole senza curarmi che siano sensate oppure no……i cani che “pensano” in modo alternativo saranno marginalizzati da quelli che fino al giorno prima erano i fratelli.
    Nella nostra società sta succedendo la medesima cosa, o te ne stai (per dirlo chiaro) oppure t avvierai verso l’estinzione.
    Il non plus ultra dei lager, muri invisibili controllati dai tuoi simili

  20. Secondo me si deve fare un parallelo tra la situazione europea attuale e quella del 1348 post Peste Nera.
    L’Europa attuale è reduce da due guerre mondiali, la rivoluzione russa e la guerra fredda, un insieme di catastrofi che è costato decine di milioni di morti come fu per la Peste Nera.
    Anche allora prima della catastrofe c’era stato un lungo periodo di espansione demografica ed economica.
    Allora ci volle un secolo e mezzo per ricominciare l’espansione.
    Prima della catastrofe i crociati ancora nei primi anni del Trecento ancora cercavano di risbarcare in Palestina, pochi anni dopo la catastrofe gli Ottomani erano già al Danubio.
    Adesso la situazione è peggiorata dalla morte politica e culturale della vecchia sinistra, ammazzata dalla fine del lavoro organizzato, che sta cercando di sostituire con i clandestini e gli LGBT.
    Per fortuna la sinistra è politicamente morta quasi ovunque (caso curioso la sua sopravvivenza in Spagna) e le destre stanno accelerando la sua fine.
    Purtroppo l’egemonia politico-economica tedesca, la quale è legata alla tenace resistenza della Merkel, che pare intenzionata a mollare solo con i piedi in avanti, frena la naturale evoluzione storica a destra del continente.