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I ‘ribelli’ siriani si sentono abbandonati – Bruciano le immagini del ‘traditore’ Erdogan

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Fin dal 2011, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha usato i “ribelli” siriani e gli Jihadisti islamici come truppe mercenarie contro il governo siriano. Queste forze sono ora per lo più confinate nel governatorato di Idlib, vicino al confine turco. L’esercito siriano ha recentemente fatto progressi contro gli Jihadisti. La Turchia non è andata in loro aiuto. Ora [i ribelli] hanno iniziato a rendersi conto che la loro resistenza è inutile. La Siria recupererà l’intero governatorato e coloro che resisteranno saranno eliminati. I “ribelli” temono che il loro castigo stia per arrivare ed ora vogliono fuggire in Turchia. Purtroppo [per loro] la Turchia non li vuole.

Oggi, circa un migliaio di “ribelli” ha tentato di attraversare il posto di confine di Al-Bab, in Turchia. I video mostrano una lunga fila di autoveicoli di persone in fuga. Alla frontiera, diverse centinaia di uomini sono riusciti ad entrare in territorio turco. Sono stati respinti dalle forze armate turche con cannoni ad acqua, gas lacrimogeni e, alla fine, con le armi da fuoco. Almeno due “ribelli” sono rimasti uccisi.

La gente ha gridato “Traditore traditore traditore, l’esercito turco è traditore.” Hanno bruciato le foto di Erdogan mentre urlavano takfir [empio] e allahu akbar [Dio è il più grande].

Fin dagli inizi della guerra in Siria i “ribelli” speravano che l’esercito turco sarebbe corso in loro aiuto, o che li avrebbe almeno protetti. L’incontro della scorsa settimana tra Erdogan e il presidente russo Putin li ha alla fine convinti che questo non succederà mai. Da quando la Russia è entrata in guerra dalla parte siriana, Putin è riuscito a trasformare Erdogan da nemico a cagnolino addomesticato. Erdogan era a Mosca per prendere visione degli aerei che comprerà dalla Russia e Putin gli ha offerto il gelato.

Dopo molte resistenze, Erdogan ha finalmente gettato la spugna su Idlib. Mentre la Russia aveva accettato un cessate il fuoco ad Idlib, Erdogan non aveva rispettato la sua parte dell’accordo. Gli Jihadisti di Idlib, riforniti da Erdogan, avevano continuato ad attaccare le forze russe e i civili siriani. Le forze siriane e russe avevano risposto con un’intensa e ben mirata campagna di bombardamenti e avevano riconquistato sempre più territorio. Undici giorni fa, la Turchia aveva fatto un ultimo tentativo di fermare l’esercito siriano inviando un convoglio di truppe per impedire la riconquista di Khan Shaykhun. Il convoglio era stato bombardato e Khan Shaykhun si era arresa.

Quello è stato il momento in cui Erdogan ha deciso di gettare la spugna. Cinque dei suoi generali, tra cui due responsabili dei posti di osservazione turchi ad Idlib, avevano dato le dimissioni. Erdogan era volato a Mosca, dove aveva siglato un accordo di qualche genere. La Siria riprenderà Idlib ed Erdogan ha avuto il suo gelato.

La pressione di quelli che vogliono abbandonare Idlib, dopo anni di lotta contro lo stato siriano, non cesserà. L’economia turca è in crisi. La popolazione si è fatta diffidente nei confronti dei rifugiati. Erdogan non ha più niente da guadagnare lasciando entrare ancora più gente.

La campagna dell’esercito siriano continua. Il prossimo obiettivo principale sarà Maarrat al-Numan, che aveva una popolazione prebellica di 80.000 persone. Molti di loro non hanno motivo di temere il governo siriano. Alcuni vorranno però fuggire dai combattimenti. Ogni attacco spingerà sempre più persone ad andarsene.

Ci saranno ancora incidenti alla frontiera e all’interno della Turchia. I “ribelli” e gli Jihadisti vorranno vendicarsi dei traditori turchi che li avevano spinti a combattere il governo siriano, per poi abbandonarli quando non erano riusciti a vincere. I soldati dei posti di osservazione turchi ad Idlib sono ora ostaggi degli Jihadisti. Potrebbero aver bisogno dell’aiuto dei bombardieri russi per rompere l’accerchiamento, o rimarranno bloccati bloccati fino a quando l’esercito siriano non avrà liberato la regione intorno a loro.

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Fonte: moonofalabama.org
Link: https://www.moonofalabama.org/2019/08/syrian-rebels-feel-left-behind-burn-traitor-erdogans-picture.html#more
30.08.2019
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.