Home / Attualità / Gli USA al momento del conto – La via della seta (di come il secolo americano sta diventando il secolo cinese)

Gli USA al momento del conto – La via della seta (di come il secolo americano sta diventando il secolo cinese)

FONTE: KEINPFUSCH.NET

Le tantissime discussioni sulla Via della Seta, su Huawei e tanti altri temi che vertono sulla Cina non vengono affrontate da una stampa che viene dagli anni ‘80, e specialmente non viene affrontata da tutti quelli che dovrebbero dire il vero sull’economia statunitense, e non hanno il coraggio di scrivere i dati per come stanno. E cosi’ l’annuncio dell’ Italia di aderire alla “via della seta” cinese ha destato sorpresa, e molti la stanno guardando come se fosse una scelta del governo: in realta’, e’ semplicemente la direzione nella quale si evolve la storia. E la storia di oggi si sta allontanando dagli USA come centro del mondo, per spostarsi in direzione dell’ Asia.
Non e’ la prima volta che il mondo intero viene investito dalle vicende asiatiche, e se gli italiani non passassero gli anni delle superiori a studiare delle risse tra citta’ toscane, forse avrebbero coscienza di come i movimenti geopolitici in Asia abbiano mosso la storia, anche in Europa. Ma non voglio allargare troppo il discorso, quindi restiamo all’argomento.
La bilancia commerciale USA e’ drammaticamente negativa. Significa che gli USA comprano piu’ merci dall’estero di quante non ne vendano. I frignoni danno la colpa al regime doganale, come se loro non piazzassero dazi tremendi, ma la verita’ e’ un’altra. Questo dato ha una precisa lettura economica, e mi meraviglio che nessun “economista”, mainstream o alternativo, abbia avuto il coraggio di pronunciare questa frase.Allora lo faccio io.

La bilancia commerciale USA, e la necessita’ di protezionismo, ci dice una cosa molto semplice:

L’industria americana non e’ competitiva sui mercati globali.

Questa cosa dura ormai da decenni. E se avete intenzione di parlare di dazi, sono assolute cazzate: anche quando e’ arrivato il NAFTA, che i dazi li aveva aboliti, gli USA sono diventati il mercato di prodotti canadesi e messicani, ma non viceversa. E ogni volta che gli USA hanno allargato il mercato partecipando a qualche trattato di libero scambio, la scena e’ sempre stata quella: gli USA hanno perso, e le industrie concorrenti hanno prevalso su quella americana.

Perche’ una bilancia dell’export negativa dice proprio questo: che nel complesso la tua industria e’ poco competitiva.

E non e’ una cosa dovuta al costo del lavoro o ad altre cose legate ai dazi: se un paese come l’ Italia ha una bilancia import/export in attivo, significa che nel complesso, anche l’industria italiana e’ piu’ competitiva di quella americana.

Si tratta di un dato semplice: se importi piu’ di quanto esporti in termini di prodotti industriali o ad alto valore aggiunto, la tua industria e’ meno competitiva nel complesso.

Le zone che esportano di piu’ prodotti ad alto valore aggiunto al mondo sono l’area cinese e quella europea. Certo gli USA sono il top per l’ Information technology, ma ci sono due problemi:

  1. Il primato sta venendo insidiato dai cinesi, e pesantemente.
  2. L’Industria IT americana e’ completamente dipendente da quella cinese.
  3. Allo stato attuale, gli americani non hanno mai avuto concorrenza nel mondo IT.

Il manufatturiero USA , insomma, va male. Ed e’ questo il significato dei dati sull’ Export: gli USA non sono competitivi nel manufatturiero. Lo sono nel settore finanziario e nel settore dei servizi IT, ma il manufatturiero USA , visibilmente, non e’ competitivo.

Il manufatturiero cinese e quello europeo vanno benissimo. Ed e’ qui il dramma: gli USA stanno perdendo terreno.

Di questo la classe dirigente europea era cosciente: non per nulla sono state fatte iniziative di questo genere:

E’ gia’ molto tempo che il nord europa ha iniziato a guardare verso oriente. Ed e’ qui il problema per gli USA. Chi sta seguendo il brexit sta notando che l’europa sta tracciando una linea netta tra se’ ed il mondo anglosassone. Per fare un esempio, visto che la lingua ufficiale europea dell’ Irlanda e’ il gaelico, dopo il Brexit l’inglese potrebbe uscire dal novero delle lingue ufficiali del parlamento UE, e se gli irlandesi non cambieranno lingua ufficiale adottando l’inglese, la UE potrebbe non produrre piu’ alcun documento in inglese.

Esempi a parte, il problema e’ che – con grande disappunto americano – i paesi del nord europa hanno iniziato a guardare ad est. Rimangono saldamente alleati al mondo “nordatlantico” i paesi del sud europa e dell’europa occidentale. Ma quest’anno la TEE arrivera’ sino alla Spagna, e quindi rimane fuori dall’accerchiamento solo l’ Italia.

Era inevitabile che, prima o poi, anche l’ Italia capisse che il declino americano e’ ormai cronico, e quindi occorra (se si vuole competere col nord europa) guardare ad oriente.

In aggiunta a quanto sopra, quindi, il quadro si amplierebbe:

Come vedete, mentre la trans-eurasia si espande sino a Madrid, una nuova linea marittima dovra’ coprire nel pacifico e nell’oceano indiano il relativo isolamento dell’ europa del Sud. Si tratta di una specie di “adattamento” o se preferite di una specie di “reazione”, dal punto di vista dei paesi mediterranei, alle linee che esistono gia’ nel nord europa (quelle nere in alto).

E’ quindi naturale che l’Italia spinga per entrare nella cintura di commerci che la Cina sta costruendo. Se poi lo guardiamo su scala globale, si tratta di unire il 70% della popolazione al 70% della produzione industriale.

Abbiamo di fronte un processo storico, non solo economico, che difficilmente si fermera’ solo perche’ lo vuole una nazione che sul piano industriale ha sempre meno da dire.

Adesso andiamo alla reazione furiosa degli americani, perche’ ci dice molto.

Innanzitutto hanno appena detto all’ Italia che questo processo “li allontana dalla NATO”. Questo e’ interessante, perche’ allora dobbiamo farci delle domande: la Germania e la Francia, che ormai sono attraversate (insieme ad Olanda e Belgio) dalle linee ferroviarie transeurasiatiche, in che posizione sono allora nei confronti della NATO?

Sappiamo bene che da quando la Germania guarda ad Est, comprando gas e usando le ferrovie per portare la merce sino in Cina, i rapporti con gli USA si sono deteriorati. Trump ha gia’ fatto sapere di essere infuriato per questo motivo. Ora che la ferrovia arriva sino in Francia e sta completando il tratto spagnolo, questo significa che i rapporti con la NATO di Francia e Spagna andranno deteriorandosi? E si sono deteriorati i rapporti con la NATO quando i greci hanno venduto ai cinesi i porti del Pireo?

Perche’ se essere nella “via della seta” e’ ragione di deterioramento dei rapporti NATO, allora e’ chiaro che quasi tutti i paesi del centro-Nord Europa sono “deteriorati” in qualche modo.

Questo e’ un dato interessante.

Rimane un altro punto interessante. L’ India. Sul piano militare l’India oscilla tra una cooperazione strettissima con la Russia e una produzione domestica di armi. Sinora ha preso parte solo in modo marginale alla strategia cinese. Tuttavia e’ chiaro che un processo di avvicinamento alla Cina e’ in atto, e questo cambia molto le cose.

Gli USA sono una talassocrazia. Il loro potere imperiale e’ un potere dei mari. Se tutte le vie terrestri della Via della Seta sono oltre la loro capacita’ di intervento militare, o quasi, la via che si sta aprendo e’ una via marittima, e come tale finisce sotto l’influenza di chi domina i mari.

Se i cinesi possono ormai dominare le acque che circondano la Cina e una parte consistente del Pacifico, la parte di pacifico che si chiama Oceano Indiano e’ ancora sguarnita. Perche’ una via simile possa essere “sicura” per i cinesi in caso di guerra fredda con gli USA, e’ necessario che qualcuno sorvegli quel tratto di mare. E il candidato perfetto e’ l’India.

Ha un potenziale militare in via di sviluppo, sta investendo moltissimo in marina ed aviazione, ed ha una demografia importante. E ha l’atomica, cioe’ non puo’ essere invasa.

Insomma, l’India e’ l’ultima incognita della Nuova Via Della Seta. Una volta chiusa questa incognita, il processo storico prendera’ la sua via naturale, cioe’ portare il 70% della produzione industriale al 70% della popolazione mondiale per la via piu’ breve.

Trattandosi di un processo che va verso l’efficenza, e’ chiaro che l’opinione degli USA non e’ del tutto rilevante. Sicuramente gli USA cercheranno di giocare nella scacchiera nel loro solito modo ottocentesco, ma il problema e’ che il driver di questo processo storico e’ sia tecnologico che economico, e ormai gli USA hanno poco da dire in entrambi i settori.

Con un debito al 135% del GDP e un passivo della bilancia commerciale, si tratta chiaramente di una potenza in declino. Probabilmente cercheranno di spezzare la via della seta scatenando qualche guerra che coinvolga o l’Iran o l’ Arabia saudita o entrambi, in modo da fermare il progetto.

Ma i processi storici non si fermeranno per questo, e la “notizia” che l’Italia aderira’ al progetto in realta’ e’ una non-notizia. Le forze in moto sono enormi: parliamo di un blocco continentale che comprende il 70% della popolazione umana e il 70% dell’industria mondiale, che si struttura per commerciare in maniera efficiente.

E i processi economici e tecnologici non si fermano, perche’ insieme si chiamano “Storia”, e la storia non si ferma mai.

Con buona pace di Fukushima, che si era illuso.

 

Fonte: https://keinpfusch.net/

Link: https://keinpfusch.net/2019/march/10/gli-usa-al-momento-del-conto—la-via-della-seta/

10.3.2019

Pubblicato da Davide

7 Commenti

  1. Appunto, la bilancia commerciale americana è negativa da decenni, credere che se si mettono oggi i dazi domani tornerà equilibrata o positiva è da ingenui o ignoranti. Si possono ricostruire produzioni autoctone solo se c’è la manodopera qualificata più investimenti mirati, e questo dura anni. Ma se non si comincia non si arriverà mai e, come ha capito Trump ma non i nostri governanti, la produzione high tech non riguarda solo i beni di consumo, tocca i prodotti strategici come le telecomunicazioni e i computer e ovviamente la tecnologia militare. Il declino americano, e europeo, nel settore ad alta tecnologia è iniziato negli anni ’80 e il bilancio deve essere valutato a seconda dei settori di export, non è la stessa cosa avere uno share importante del mercato mondiale nei computer o nelle mozzarelle di bufala. L’export europeo (quello tedesco in particolare) merita una discussione a parte perché si basa su prodotti maturi come auto, oppure lusso, moda e prodotti industriali classici. Quelli ad alta tecnologia e alto valore aggiunto sono sempre più insidiati dalla produzione asiatica. E questo ha, e avrà, conseguenze geopolitiche importanti. Noi dobbiamo, come ho già detto in un altro commento, ricostituire la base produttiva per i prodotti strategici in Europa, senza questo l’avvicinamento alla Cina significherà solo cambiare padrone, non l’indipendenza sperata.
    P.S. nell’ultima frase forse voleva dire Francis Fukuyama (La Fine della Storia) e non Fukushima.

  2. L’Europa non potrà mai competere con la Cina in quanto a produttività e non ha nessun senso farlo. L’avvicinamento se un senso può avere deve essere quello di mutuo rispetto e arricchimento culturale creando delle regole comuni sul mercato del lavoro che riguardano i diritti e i doveri dei lavoratori e delle aziende.
    Questi dovrebbero essere studiati molto bene prima di firmare qualsiasi memorandum, non è tollerabile che entrino nel nostro paese e lavorino clandestinamente bambini di 7 anni fino alle 2 di notte e che poi vendano mercanzia contraffatta, non è tollerabile che comprino il 60%dei terreni regionali e usino diserbanti vietati e poi vendano ai mercati rionali senza indicazione, senza licenza etc… etc… .. Questa si chiama colonizzazione e conoscendo la mentalità perdente del cittadino italiano e l’interesse pragmatico dei cinesi prevedo che piuttosto che disturbare il manovratore gli italiani troveranno conveniente andare a chiedere l’elemosina al nuovo padlone…

  3. “Con buona pace di Fukushima, che si era illuso.”
    Magari Fukuyama? O forse intendeva il reattore di Fukushima che si illudeva di resistere?

  4. L’america come stato conta sempre meno.
    I colossi che ha generato (barando uccidendo e rubando) sono andati a oriente per essere più competitivi(avere più utile) e i cinesi hanno copiato e migliorato i prodotti (vedi Apple con iPhone)
    Solo l’industria delle armi resta legata agli USA togliendo ricchezza alla sua stessa gente.
    L’epilogo è quasi inevitabile.

  5. La questione è molto più politica che economica, negli stati occidentali sono le corporation che controllano i governi mentre in Asia avviene il contrario, cioè sono i governi che controllano le corporation, ed è una differenza basilare nel marcare la strada che porta al futuro, dove sono le corporation a governare i processi politici si assiste alla morte della classe media, impoverimento di massa, deflazione, e la tanto famigerata delocalizzazione, dove è ancora la politica a governare i processi produttivi si assiste invece alla pianificazione economica accompagnata da una redistribuzione dei redditi, che porta ad un arricchimento diffuso, l’esempio più recente ed eclatante si sta verificando in uno dei terminali della BRI, l’Egitto, dove, come riportato da http://contropiano.org/news/news-economia/2019/03/12/la-rinascita-dellegitto-grazie-ai-cinesi-0113278, vengono investiti ingenti capitali sia cinesi che egiziani per costruire distretti industriali di sicura rilevanza che offrono grandi possibilità di cavare fuori dalla povertà endemica ampie fasce di popolazione, insieme ad un radicale ammodernamento della struttura statale, i dati economici sono grandiosi.

    Il problema dell’opinione pubblica occidentale è che viene tenuta accuratamente all’oscuro di tali processi e si alimentano miti su antistorici concetti che vorrebbero equiparare le nazioni asiatiche alle ex potenze coloniali occidentali, quando è ampiamente noto che nè Russia, nè Cina e nemmeno l’India abbiano esperienze storiche coloniali neanche lontanamente paragonabili alle nostre, che per di più si cerca di cancellare dalla memoria collettiva attraverso false diciture di ex-colonialismo o post-colonialismo nei fatti mai verificatesi, le imprese coloniali hanno avuto una breve battuta d’arresto dovuta al sostegno delle lotte di liberazione dal colonialismo da parte della fu URSS, dopo di che sono riprese a pieno regime attraverso metodi che vanno dal cruento al finanziar-tecnologico appoggiandosi a strutture come l’FMI e la Banka Mondiale o al Franco CFA quando non alla mera speculazione finanziaria basata sul controllo dei tassi del dollaro [e qui sabglia l’articolista a dire che nessun economista dica certe cose mentre ci sono dozzine di studio scientifici al riguardo], quello giunto solo di recente agli onori della cronaca ma in realtà in atto dal secondo dopoguerra mondiale.

    La realtà ultima è che il progetto di dominio globale occidentale non può proseguire quando emergono forze serie e potenti che intendono ribaltare tale dominio, le nazioni occidentali non hanno mai seriamente voluto investire sullo sviluppo delle nazioni saccheggiate per secoli ed il fatto che la seconda economia mondiale in concerto con le altre potenze asiatiche voglia farlo determina la sconfitta del nostro vecchio modello di sfruttamento senza redistribuzione.

    Le guerre di aggressione Mediorientali ed in NordAfrica [MENA] ad Afghanistan, Iraq, Syria, Libya, Yemen, e ancora prima alla Somalia, sono state la risposta politico-militare all’ascesa dell’Asia sul palcoscenico mondiale, una risposta distruttiva ma insufficiente a fermare la Storia, in più dimostrano che l’occidente non ha alternative costruttive da proporre neè alle proprie popolazioni ne a quelle che dal dominio occidentale vorrebbero emanciparsi, questo è il segno della disfatta storica.

    Resta solo la carta finale di mandare il mondo intero in vacca ed è questa la principale preoccupazione di Russia e Cina che si sono assunte il compito storico di governare il passaggio dal dominio occidentale ad una governance multipolare e condivisa, per questo la Russia soprattutti a volte appare a molti osservatori come eccessivamente attendista e quasi rinunciataria malgrado l’ostilità nei suoi riguardi che va oltre qualsiasi forma di rispetto tollerabile, questo accade proprio perchè la partita in gioco è molto più grande di qualsiasi campagna diffamatoria che i più iniziano a ritenere ridicola e priva di qualsiasi fondamento fattuale.

  6. E’ palese come le Elitè che contano sono parecchi anni che hanno deciso di lasciar morire di morte naturale il cane zoppo Yankee e di puntare sull’Oriente .

    Altrimenti questo non sarebbe mai potuto accadere .
    Vorrei postare un grafico riassuntivo delle M2 dei due paesi ed il relativo cambio CNY/USD molto esplicativo ma non so come si fa .

    Con quello sarebbe chiaro il perchè la cosa sia programmata .

  7. L’insofferenza Usa e le minacce neanche tanto velate lasciano intravedere un’inquietudine ben più consistente. C’è poco da stare allegri, visto che hanno decine di basi militari sul nostro territorio, e un potere dell’intelligence praticamente incontrastato. Senza contare che praticamente tutti i media mainstream sono diretti da loro uomini, e hanno interi partiti di ascari (PD, +europa, forza italia). Non assisteranno alla formazione dell’Eurasia senza reagire, questo è certo.