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Certo, Trump sta ‘tradendo i Curdi,’ ma dov’è la novità?

 

Dave Lindorff
counterpunch.org

Il leader della maggioranza al Senato, Mitch McConnell, sta attaccando il presidente Trump per la sua volontà di ritirare le truppe statunitensi dalla Siria, dove sono impegnate da almeno cinque anni in una guerra illegale e sanguinosa contro il governo siriano e il suo esercito (senza contare i tre anni precedenti, in cui gli Stati Uniti avevano fornito armi e addestramento ai ribelli siriani, compresi i gruppi associati ad Al Qaeda).

McConnell ed altri Repubblicani, così come la maggior parte dei Democratici di spicco, definiscono la mossa di Trump “precipitosa,” nonostante tutti gli anni in cui le truppe statunitensi hanno combattuto in Siria e, come McConnell, affermano che la sua decisione “sta beneficiando la Russia, l’Iran e il regime di Assad” e che si tratta di un “tradimento” dell’alleato americano in Siria, la minoranza curda armata.

Tanto per cominciare, lasciatemi dire che praticamente qualsiasi cosa a cui McConnell è contrario, come un ritiro militare USA dalla Siria, un miglioramento delle relazioni USA-Iran, la fine della guerra saudita appoggiata dagli USA contro lo Yemen o la fine dello stato di guerra tra Stati Uniti e Corea del Nord, è, quasi per definizione, una buona cosa.

In effetti, direi che, indipendentemente dal carattere spregevole di Trump, dalla mancanza personale di etica o di moralità, dal suo razzismo, dalla sua sociopatia, dalle sue propensioni per il fascismo e dai suoi sforzi coscienti per distruggere la biosfera, questo presidente, matto come un cavallo, ha fatto almeno due cose buone: ha annullato un attacco aereo sull’Iran e ha deciso di ritirare le truppe statunitensi dalla guerra civile siriana.

I vigliacchi Democratici che chiedono ancor più guerra in Siria e che sono sul piede di guerra con l’Iran, che spingono per una nuova Guerra Fredda con la Russia e che, apparentemente, preferirebbero una Corea del Nord nucleare per avviare colloqui con il tiranno al potere in quel paese (tutto semplicemente perché Trump sembra volere il contrario) sono i veri nemici della pace, indipendentemente dai pericoli posti dall’attuale deteriorato e instabile inquilino della Casa Bianca.

Probabilmente, l’affermazione più stupida, strombazzata sia dai Repubblicani che dai Democratici e dalle nostre principali organizzazioni giornalistiche, è che Trump, nel ritirare le forze statunitensi dalla Siria proprio mentre la Turchia sta ammassando truppe e veicoli corazzati sul confine settentrionale della Siria per un assalto alle forze curde siriane, sta “tradendo” gli alleati degli Stati Uniti e “rovinando la reputazione americana.”

Che barzelletta!

Gli Stati Uniti, per tutto il periodo della della Guerra Fredda, hanno usato minoranze ribelli e gruppuscoli politici per combattere le loro battaglie in tutto il mondo. Dai Degar del Vietnam del Sud e dalla minoranza Hmong nel Laos ai Mujahideen in Afghanistan durante l’era del governo comunista di quel paese, fino ai Curdi in Iran, Iraq ed ora in Siria, gli Stati Uniti hanno incoraggiato le minoranze (come i Curdi) a combattere le sue battaglie ed ora, prorio come con gli Hmong e i Degar nel sud-est asiatico, li sta abbandonando al loro destino. La promessa degli Stati Uniti di uno stato autonomo curdo nel nord dell’Iraq, fatta durante la guerra in Iraq e la successiva, travagliata occupazione di quel paese da parte delle forze statunitensi, era stata dimenticata quando gli Stati Uniti avevano lasciato l’Iraq. Ora anche i Curdi siriani vengono lasciati al loro destino.

Questa non è una novità. Quelli che si alleano con gli Stati Uniti nelle loro battaglie, incursioni e guerre per il dominio globale devono sapere che saranno cestinati come spazzatura, una volta che gli Stati Uniti avranno deciso di passar oltre, dopo aver provocato il livello desiderato di distruzione su qualche nazione che aveva mostrato la temerarietà di rifiutare lo status di vassallo americano.

Trump deve essere contrastato nei suoi tentativi autocratici di aumentare il potere presidenziale. La sua distruzione dell’ambiente deve essere messa in discussione, così come i suoi sforzi per influenzare i tribunali federali e la Corte Suprema. Ma quando, per qualche imperscrutabile motivo, riesce a fare la cosa giusta, come provare a de-escalare il conflitto con la Russia, a porre fine allo stato di guerra tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord, che dura da ormai 69 anni, o a ritirare gli Stati Uniti dalla Siria, è una follia opporsi cinicamente alle sue azioni, semplicemente perché sono le sue azioni.

Quando quelle azioni oggettivamente hanno senso, le motivazioni non dovrebbero avere importanza.

Nonostante tutta la sua spavalderia e le minacce, ad esempio, contro il Venezuela e l’Iran, Trump, come presidente, non ha ancora iniziato neanche una guerra. In questo senso, è uno dei pochi presidenti nella storia degli Stati Uniti di cui, almeno finora, si può dire una cosa del genere.

Dovremmo esserne contenti ed incoraggiare altre mosse parimenti positive.

 

Dave Lindorff

[I Curdi nella vignetta:
E poi Trump ha detto che gli Stati Uniti non ci possono più aiutare.”
Gli hai detto che saremmo disposti a cercare prove compromettenti su Biden?”]

 

Fonte: counterpunch.org
Link: https://www.counterpunch.org/2019/10/10/sure-trump-is-betraying-the-kurds-but-whats-new-about-that/
10.10.2019
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.

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