Votare o no: un’analisi (non solo) letteraria

Letteratura e analisi dei sistemi per approcciare la domanda del momento. Sintesi: I Politici di Buona Volontà esistono: troviamoli.

Votare o no: un’analisi (non solo) letteraria
Continua la serie di articoli inerente le prossime elezioni amministrative ed europee previste per l’ 8 e 9 giugno prossimi, dove si dà spazio a tutte le opinioni, come è giusto e come CDC è abituato da sempre a fare. Nel rispetto reciproco di chi scrive, di chi legge e di chi commenta. Come avrete notato, non si dà spazio ad alcun partito (niente interviste/cronache politiche ecc..), ma soltanto alle libere opinioni della comunità di CDC sull'utilità o meno del voto e su cosa significhi. Il fatto di non dare spazio ai partiti in lizza è una scelta precisa. Come è una scelta precisa dare spazio a tutte le posizioni legittime e argomentate in ambito astensione/non astensione. Siamo consapevoli che il tema del voto è divisivo: pubblicare articoli in ogni direzione (andare a votare/non andare a votare) non significa schierarsi per l'una o l'altra scelta, ma vuol dire dare spazio ad un dibattito che nella società italiana, o quello che ne rimane, dimostra di esserci, anche se magari cova sotto la cenere o viene espresso ormai via digitale attraverso mezzi e apparecchi elettronici, visto che sembra purtroppo l'unica partecipazione che attecchisce. Ognuno poi farà le proprie libere scelte. Si prega di mantenere un tono ed un dibattito civile e rispettoso delle opinioni di tutti, come è tradizione e prassi di questo spazio web. La tesi del voto, così come del NON voto è stata e sarà ampiamente trattata ancora, come è giusto che sia. Basta andare QUI e si possono trovare tutti gli articoli, che rispecchiano ogni orientamento. Chiunque voglia contribuire puo' scriverci a [email protected] La Redazione

Votare o no: un’analisi (non solo) letteraria
Di Franco Ferrè

Vorrei inserirmi con questo testo nel dibattito aperto su ComeDonChisciotte in merito al tema “votare sì votare no” e vorrei farlo partendo da un punto di vista, spero, originale, che analizza le diverse opzioni in rapporto al contesto in cui si vanno ad inserire, cercando il più possibile di non perdere di vista la più generale visione sistemica in cui tutto il discorso della rappresentanza deve essere collocato.

Ma prima, guardiamo cosa si dice sul tema nella letteratura. Nassim Taleb, famoso scrittore e studioso americano di origine libanese, padre del concetto di Antifragilità (consiglio vivamente di approfondirlo, per chi non l’avesse mai sentito nominare), confrontando letteratura e giornalismo dice

“Nel giornalismo, nomi e date sono reali, il resto è frutto della fantasia; nella letteratura nomi e date sono frutto della fantasia, il resto è reale”

Partendo da questa, che a me sembra un'affermazione sostanzialmente vera, vorrei affrontare il tema, iniziando proprio da un’opera letteraria, il romanzo di José Saramago, Saggio sulla Lucidità. Questo romanzo racconta di una città di un paese inventato nella quale i cittadini, chiamati alle urne, senza che esista il benchè minimo accordo preventivo tra di loro, votano per il 90% scheda bianca. In questo paese si innescano quindi una serie di dinamiche che possiamo pensare non siano molto dissimili da ciò che accadrebbe se ci trovassimo davvero nel mondo reale di fronte ad una eventualità del genere, cioè una votazione dove - come auspicano i fautori dell'astensione - una larga maggioranza degli elettori decidesse di non recarsi al voto oppure, come nel caso del romanzo, scegliesse di votare scheda bianca. Nel paese del romanzo, l’élite di governo, scopertasi netta minoranza nelle preferenze degli elettori, reagisce in maniera sempre più scomposta, con un’escalation che comincia smettendo di svolgere tutte le funzioni pubbliche e di governo, lasciando la città a sé stessa, in una sorta di ricatto, come a dire "tu non mi vuoi? Io non faccio più niente". Per poi scoprire che la popolazione non si scompone, non accadono disordini o altro e la gente reagisce perfino pulendosi da sola le strade quando il potere costituito impone ai netturbini di smettere di raccogliere la spazzatura. Gli ex governanti cercano allora di creare disordini, fomentare manifestazioni con atti di violenza, provocano furti e commissionano reati, in modo da far capire alla popolazione che deve avere bisogno di loro, ma invano. Alla fine, nel racconto di Saramago, l'ultimo stadio di reazione sono gli atti di intimidazione personale sui singoli cittadini, con la ricerca finale di “capri espiatori” che culmina con l’uccisione di coloro che, a torto o ragione, vengono indicati come i responsabili ultimi di questo movimento di astensione di massa dal voto. Il romanzo, come molti lavori di Saramago, non ha una reale conclusione, per cui non si può realmente sapere “come andrà a finire”, ma l’autore lascia aperto ogni tipo di ipotesi su come una tale dinamica potrebbe effettivamente concludersi. Non bene, in ogni caso.

Possiamo comunque chiederci cosa accadrebbe se l’astensione dal voto fosse massiccia nei termini ipotizzati da Saramago. Non entrerò nel dettaglio nel discutere le principali affermazioni dei sostenitori dell'astensione, perché già efficacemente affrontate nell'articolo di Katia Migliore di qualche giorno fa e nell’ultimo articolo di Francesco Pisanu. Mi limito a sottolineare, concordando con loro, come l'astensione sia già una massiccia realtà nelle votazioni più recenti, e quindi non ci sia nemmeno tanto bisogno di fare ragionamenti ipotetici: l'atteggiamento fin qui tenuto di fronte alla crescente astensione degli elettori ai vari turni elettorali è stato sostanzialmente quello che viene delineato nei due articoli, cioè totale indifferenza. Il dato provvisorio dell'affluenza viene fornito man mano che trascorrono le ore, con il suo doveroso accompagnamento di facce di circostanza dei commentatori quando si posiziona su percentuali rilevanti di astensione; se ne parla con frasi fatte e dichiarazioni di intenti preconfezionate dei leader, fino a che, finalmente, un secondo dopo la chiusura dei seggi (e molto prima che arrivi il dato definitivo, che resta, quindi del tutto in ombra) appare il primo Exit Poll e via, sotto con le discussioni su vincitori e vinti in base alle percentuali dei voti validi. L'astensione sparisce completamente dai radar e i risultati vengono sempre e costantemente considerati validi, indipendentemente da quanta parte del corpo elettorale li labbia effettivamente espressi. Ite, missa est.

Mi permetto una digressione: una delle poche ipotesi in cui l’astensione potrebbe risultare di rilevante importanza si avrebbe in presenza di una legge elettorale in cui il numero degli elettori votanti determinasse in proporzione anche il numero dei seggi totali da assegnare; in un sistema del genere, i seggi da spartire sarebbero disponibili soltanto in proporzione a quanti elettori si sono recati alle urne. Avere, ad esempio, il 50% dei votanti alle urne significherebbe eleggere un’assemblea composta solo dal 50% dei rappresentanti, il che ridurrebbe in proporzione i provvedimenti che l’assemblea stessa potrebbe approvare (di fatto solo quelli a maggioranza semplice, solitamente riservata a temi di minore importanza). Il che, poi, avrebbe anche un suo senso: meno elettori, minore legittimazione, minori possibilità di fare sconquassi, ma soprattutto (dall’ottica dei partiti) meno posti di potere a disposizione e meno risorse, in ultima analisi, da spartirsi. In questo modo, forse, i partiti porrebbero maggiore attenzione al tema della effettiva rappresentatività e il numero dei votanti diventerebbe una variabile fondamentale nel quadro politico. Ma diciamocelo; che probabilità esistono che una siffatta forma istituzionale possa un giorno essere proposta e poi attuata? Sostanzialmente nessuna, credo. Fine della digressione.

Al momento, quindi, dobbiamo ragionare a sistema invariato, anzi in realtà il sistema politico ed elettorale è sempre in evoluzione, ma la direzione è contraria a quella auspicata: tutti i tentativi (a volte riusciti, a volte no) di riforma dei sistemi elettorali, oltre a considerare valida qualunque tipo di elezione indipendentemente dal raggiungimento o meno di soglie minime di rappresentatività, vanno sempre più riducendo anche lo spazio politico per la creazione di alternative. In pratica, se non votare è sostanzialmente un boomerang e creare alternative valide alle formazioni attuali è in tempi brevi pressochè impossibile, la domanda che resta sul tappeto, quindi, è: chi votare all’interno dell'offerta attualmente esistente?

Evitando generalizzazioni qualunquistiche, del genere “so’ tutti uguali, signora mia, se so’ magnati tutto”, partirei ragionando in un'ottica sistemica: punto fondamentale è che i sistemi complessi per quanto grandi e strutturati siano, vengono indirizzati (non governati o controllati, si badi bene, indirizzati) principalmente dall’interazione reciproca di un numero relativamente piccolo di persone in posizioni chiave (lo so, è un’affermazione forte, ma verificata in tutti i contesti: ci sto scrivendo un saggio da più o meno un decennio, prima o poi uscirà, ma per ora prendetela per buona così). Se questo è vero, ed è vero, bisogna evitare in prima battuta di guardare ai partiti nel loro complesso, ma vanno innanzitutto cercate le persone, cioè quelli che, con una definizione generica, io chiamerei PBV, ovvero "Politici di Buona Volontà". Definirei questi politici come coloro i quali, contrariamente a quanto fanno la gran parte degli altri, antepongono al raggiungimento di fini personali il perseguire qualcosa che genericamente e grossolanamente possiamo paragonare a qualche forma di "bene comune". Ne esistono? Certamente sì: sono pochi, non sono presenti (o candidati) in tutti i partiti, ma ce ne sono. Come distinguerli, quindi? Un buon criterio, generalmente applicabile, potrebbe essere quello di esaminare per quanto possibile la loro situazione personale e la loro storia: riducendo il ragionamento all’osso, un buon criterio è chiedersi cosa farebbe il soggetto in questione se non facesse politica. Come cambierebbe la sua situazione personale? Potrebbe rinunciare a tutto ciò che gli deriva (o gli deriverebbe) dalla posizione per cui concorre? La risposta potrebbe avere a che fare con i soldi, oppure con la notorietà, o il potere, o con qualunque altra cosa che possa risultare in qualche modo attraente per una persona che ricopra cariche pubbliche o istituzionali (ad esempio, le relazioni che si è in grado di stabilire da una posizione di potere, forse ancora più importanti dei soldi). Insomma, se la sua storia personale e i suoi atti concreti mostrano che quella persona non ha mai cercato quel tipo di riconoscimento per le proprie azioni, allora possiamo sperare che la sua spinta a fare politica sia in qualche modo dettata da un "semplice" desiderio di rendersi utile alla comunità. Un altro criterio, valido nei casi in cui la persona in esame sia un neofita, cioè uno che non ha mai fatto politica prima, potrebbe avere a che fare con le posizioni e le idee che si è impegnato a diffondere in passato: più erano incompatibili con le sue personali prospettive di “fare carriera” nel campo di provenienza e più queste potrebbero essere un segno utile delle sue buone intenzioni. Se ai tempi in cui il nostro potenziale PBV non era ancora in politica egli/ella ha sostenuto e diffuso idee, tesi, posizioni, proposte che avrebbero potuto mettere a repentaglio la propria carriera nell’ambiente in cui operava, allora possiamo presumere che sia in possesso di valori che è disposto a difendere, anche pagandone le conseguenze in prima persona, se necessario. Tornando a Taleb, egli in molti suoi lavori mette proprio la capacità di rispondere in prima persona delle proprie scelte al primo posto nel valutare l'affidabilità di una persona. Nel mondo odierno, data la progressiva diminuzione dei temi su cui “è permesso” discutere pubblicamente, non è difficile trovare degli esempi di possibili PBV "in pectore": uno scienziato che in passato abbia portato dati che mettevano in dubbio l’emergenza climatica, o che abbia parlato dell’inefficacia dei vaccini contro il Covid, oppure un giornalista o intellettuale che, oggi, anno domini 2024 D.C. dichiarasse apertamente la propria contrarietà a sostenere la guerra in Ucraina, o non avallasse in nessun modo ciò che Israele sta facendo ai palestinesi, un economista che si sia opposto alle politiche di austerità dell’UE quando Draghi era al governo, e non oggi che lo stesso Draghi lo sbandiera ai quattro venti etc etc. Queste sono cose che deporrebbero a favore del fatto che costui entra in politica perché in qualche modo “ci crede”. Ci sono esempi del genere? Sì, ce ne sono. Volete i nomi? Non li avrete: questo è un ragionamento di metodo.

Una volta individuati, però, di solito c'è un problema con questi PBV: nei partiti in cui sono inseriti (o stanno per inserirsi) non comandano né comanderanno loro, almeno per un certo periodo (lungo, molto lungo, spesso eterno). Ciò dipende innanzitutto dal fatto che sono generalmente brave persone e questo in tutti i sistemi sociali odierni, spesso è un problema irrisolvibile, un fattore di assoluta incompatibilità con il "fare carriera". Ma soprattutto, la loro apparente inefficacia dipende dalle caratteristiche dei sistemi in cui sono inseriti (in senso ampio, cioè i partiti e le istituzioni in generale) e dalle dinamiche che li animano. Per capirle, la prima domanda da porsi è: chi influenza la direzione in cui si muovono questi sistemi? In che modo un PBV può muovere il sistema in cui va ad inserirsi nella direzione voluta?

È facilmente intuibile come la nostra società odierna rappresenti un sistema estremamente complesso, che si muove su binari che risultano dall'azione combinata di un numero altissimo di forze, le quali, combinate fra di loro, determinano in qualche maniera la direzione generale del sistema stesso. È una configurazione frattalica, che si ripete a quasi tutti i livelli e in linea di massima su tutti i sottosistemi, e che si può ricondurre a grandi linee a quella di un campo vettoriale di forze. Che ruolo hanno nel loro campo vettoriale di forze i singoli PBV? Dipende. Dipende in primo luogo dalla posizione che essi occupano, che può essere, primariamente, dentro o fuori dai clan presenti del campo stesso. In questo, il politico di buona volontà non si differenzia granché dal singolo elettore e la sua scelta di stare dentro o fuori dai nuclei decisionali del suo sottosistema assomiglia in molti aspetti alla scelta del singolo elettore di andare o non andare a votare quando ci sono le elezioni.

Posizionarsi fuori dal campo di forze prevalente comporta di certo una maggiore libertà di espressione, ma richiede al PBV di saper creare in autonomia una forza sufficientemente grande da riuscire a influenzare comunque la direzione generale del sistema. Ciò appare piuttosto complicato, e le esperienze anche recenti di fallimenti di tutti quei partitini apparentemente promettenti nati “dal basso” stanno lì a dimostrarlo; ciò significa che – in assenza di azioni di forza che ribaltino il tavolo da gioco (detti per gli amici, “colpi di stato”) - anche il PBV che voglia influenzare il sistema restandone inizialmente fuori dovrà, prima o poi, provare ad entrarci. E qui viene fuori quello che è, probabilmente, uno degli aspetti più critici del restare fuori o, per un elettore, del non votare: il sistema è organizzato intorno agli insider. I quali hanno perfezionato sempre più i meccanismi che tendono a lasciare fuori gli outsider o, in generale, tendono ad escludere tutti coloro che non si allineano perfettamente a quanto desiderato dai più. Se negli anni ‘80 la nascente lega di Bossi riusciva a prendere il suo primo seggio in Senato con poco più di 130.000 voti, oggi una ipotetica nuova forza che voglia entrare in Parlamento deve superare delle soglie di sbarramento che richiedono un numero di consensi almeno dieci volte superiore. E stiamo parlando semplicemente di avere un seggio in Parlamento, non certo di andare al Governo o di modificare il corso degli eventi di larga portata. “It’s a long way to Tipperary”, cantava Snoopy impersonando la figura del vecchio reduce di guerra… (*)

L'altra possibilità, per il nostro ipotetico PBV è quella di entrare all'interno del sistema per cercare di modificarlo da una posizione di insider. Ciò significa cercare di entrare all'interno di una delle forze esistenti, il che comporta tutta una serie di condizioni da soddisfare, la prima delle quali è, data la natura degli attuali partiti politici, quella di farsi accettare da quelli entrati prima di lui. I quali, ovviamente, non saranno inizialmente contenti di dover condividere la torta con i nuovi venuti, a meno che questi ultimi non dimostrino di portare al clan, cioè al partito, un notevole valore aggiunto. Come dimostrare questo potenziale valore aggiunto? A meno di politici che abbiano già provato a presentarsi alle elezioni in passato, e quindi siano in grado in qualche maniera di dimostrare il loro seguito in termini di voti, la strada per farsi accettare dagli insider in tutti gli altri casi è portare idee nuove che possano calamitare nuovi voti al partito, ma soprattutto dimostrare la propria lealtà al clan. Il che significa a sua volta dover accettare quello che un politico all'epoca neofita di cui non faccio il nome definiva, a microfoni spenti, il proprio "cucchiaino quotidiano di m*"; ciò può tradursi, ad esempio, nell’essere mandato in televisione a perorare una causa tra le più lontane da quelle in cui si crede, oppure nel dover rilasciare dichiarazioni o inviare messaggi sui social per appoggiare esponenti del suo stesso partito che esprimono idee molto lontane dalle sue, oppure, una volta entrati, nel votare per lealtà di partito anche provvedimenti lontanissimi dalle proprie corde, o in generale, appoggiare in pubblico posizioni del proprio partito con cui non si è assolutamente d'accordo etc. Queste sono le "prove d'amore" che il clan richiede ai neofiti (o ai non allineati in generale) per verificare la loro fedeltà. In verità non sono convinto che queste prove facciano guadagnare voti al clan, cioè al partito, ma i valori fondanti del clan sono per lo più autocentrati e quindi in certi casi è più importante mostrare la propria fedeltà e lealtà al clan stesso piuttosto che allargare la propria base di voti, permettendo al PBV di restare fedele ai propri princìpi. Infatti accade spessissimo che il neofita entri in un partito con un certo seguito derivato dalle sue iniziative nella sua precedente posizione, dia le sue prove d'amore, e nel giro di poco tempo i suoi fan più duri e puri lo mollino al grido di “traditoreeeehhh, hai detto XY in TV”, oppure "hai votato anche tu questa schifezzaaah" etc etc; il partito perde voti, ma il clan può cooptare il neofita, sicuro della sua fedeltà. E, quando il neofita è stato finalmente cooptato nel nucleo decisionale del clan, allora e solo allora potrà provare a convincere altri PBV eventualmente già presenti a seguirlo sulla luminosa strada del bene comune. In che misura? Sempre nella misura in cui ciò verrà consentito dal nucleo decisionale già presente nel suo clan. Insomma, Adelante, Pedro, con judicio, direbbe Don Lisander.

In sostanza, un insider (ex outsider) di buona volontà ha la necessità PRIMA di farsi accettare da un numero il più alto possibile di uomini chiave presenti nel proprio sistema di riferimento se vuole POI in una qualche misura cercare di far passare come linea generale una o più delle proprie idee forza. Il che rende difficile distinguere, nel gioco quotidiano delle dichiarazioni e delle prese di posizione, il vero PBV fedele a sé stesso ed ai propri valori fondanti, ma costretto alle “prove d’amore” per ottenere l’accettazione del clan, dal falso PBV semplicemente opportunista, che magari sposa una tesi contraria al mainstream solo perché capisce che il vento tra poco potrebbe girare (e due: chi ha detto Draghi?). Tuttavia, per quanto complicato, è proprio questo l’esercizio che l’elettore consapevole deve cercare di fare nel momento in cui decide, consapevolmente, che il suo non voto non è altro che un avallo in bianco di quello che decideranno gli altri e che votare conta.

Conta se non altro perché alla fine, i PBV, che pure esistono, potranno andare avanti e provare a modificare la direzione generale del sistema solo se sempre più gente saprà riconoscerli e li voterà. As simple as that.

Cerchiamoli, dunque. E quando li troviamo, votiamoli, perdio.

(*) Un’obiezione sensata sarebbe quella di chiedersi il “caso 5 stelle”, ovvero un movimento nato dal nulla che alla prima tornata elettorale in cui si presenta prende il 25% dei voti, come si colloca, in questo quadro, ma richiederebbe una trattazione a parte, sia per esaminare la sua genesi (che io a Milano vidi da vicino, una quindicina di anni fa) sia per esaminarne gli sviluppi successivi.

Di Franco Ferrè

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Continua la serie di articoli inerente le prossime elezioni amministrative ed europee previste per l’ 8 e 9 giugno prossimi, dove si dà spazio a tutte le opinioni, come è giusto e come CDC è abituato da sempre a fare. Nel rispetto reciproco di chi scrive, di chi legge e di chi commenta. Come avrete notato, non si dà spazio ad alcun partito (niente interviste/cronache politiche ecc..), ma soltanto alle libere opinioni della comunità di CDC sull'utilità o meno del voto e su cosa significhi. Il fatto di non dare spazio ai partiti in lizza è una scelta precisa. Come è una scelta precisa dare spazio a tutte le posizioni legittime e argomentate in ambito astensione/non astensione. Siamo consapevoli che il tema del voto è divisivo: pubblicare articoli in ogni direzione (andare a votare/non andare a votare) non significa schierarsi per l'una o l'altra scelta, ma vuol dire dare spazio ad un dibattito che nella società italiana, o quello che ne rimane, dimostra di esserci, anche se magari cova sotto la cenere o viene espresso ormai via digitale attraverso mezzi e apparecchi elettronici, visto che sembra purtroppo l'unica partecipazione che attecchisce. Ognuno poi farà le proprie libere scelte. Si prega di mantenere un tono ed un dibattito civile e rispettoso delle opinioni di tutti, come è tradizione e prassi di questo spazio web. La tesi del voto, così come del NON voto, è stata e sarà ampiamente trattata ancora, come è giusto che sia. Basta andare QUI e si possono trovare tutti gli articoli, che rispecchiano ogni orientamento. Chiunque voglia contribuire puo' scriverci a [email protected] La Redazione

Commenti (127)

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Mostra commenti 77 caricati
    1. carla 14 maggio 2024

      Molti non conoscono la legge del silenzio assenso, illusi? forse, pigri? anche, pdioti stanchi? sicuramente.
      Il silenzio assenso è la procedura amministrativa in cui la mancata risposta entro i tempi stabiliti dalla legge, equivale a un'accettazione implicita.

    1. carla 13 maggio 2024

      Una domanda:
      per votare si fa ancora una croce,
      o è meglio fare altro per non offendere altre religioni?

    2. carla 13 maggio 2024

      Magari è solo per questo che molti, nel dubbio, non vanno a votare

    1. Spartacus 13 maggio 2024

      Si vota per eleggere membri, che non possono decidere nulla, di una istituzione "l'Europa" strumento usato per tenerci soggiogati nell'interesse di altre potenze e di elites che dettano regole e agende distopiche. NON andiamo a votare! Se riusciamo a raggiungere un settanta/ottanta per cento saranno delegittimati e sarà chiaro che la gente, il popolo non vuole questa Malefica Europa.

    1. absitiniuriaverbis 13 maggio 2024

      Sono ritornato su questo articolo perché, pur dando per scontato il lodevole intento dell'autore, lo trovo imbarazzante.
      Allora, pur con tutte le limitazioni dell'esempio che vi presento, vi racconto in estrema sintesi di un viaggio in autobus verso Calcutta, anni orsono.

      L'autista era confinato all'interno di un posto guida isolato dai passeggeri da spesse lastre di plexiglass o simile.
      Lui guidava, protetto dai passeggeri ma non da sui possibili errori.
      Chi era seduto all'interno del bus leggeva, dormiva, mangiava, guardava dal finestrino.
      Chi era seduto all'esterno sul tetto o appeso da qualche parte si abbronzava al vento caldo.
      Entrambe le categorie erano in mano all'autista del mezzo.

      Dice nulla?
      Chi guida ha ricevuto ed esegue un ordine per il quale è pagato.
      Che l'autista sia stato eletto o meno è assolutamente irrilevante.
      Chi viaggia ed ha pagato o no il biglietto, spera di arrivare a destinazione. E non è detto che conosca la strada da percorrere per arrivare. È questione di fiducia che non può essere costantemente e reiteratamente tradita.

      Il sistema di governo e controllo è costruito in questo stesso modo. E cambiare l'autista è irrilevante.
      Prendere l'autobus e consolidare il sistema è una scelta che non cambia lo stato di fatto. L'autista prenderà comunque ordini.

      Non prendere l'autobus, rifiutare il sistema, è un alternativa che richiede o molto più tempo o denaro per noleggiare auto e conducente.
      Uscire da un sistema costa sempre a livello personale.

      Quindi votare o no non è il punto o, se preferite, è un falso obiettivo. Il sistema non cambierà per questo.
      Di questo sistema non ne faccio parte. Lo utilizzo se mi serve ma alle mie condizioni. E se mi chiedono un voto preferisco andare a piedi o pagare un noleggio se me lo posso permettere.
      L'astensione è mettersi fuori dal sistema.

      Per fare la rivoluzione ci vogliono i rivoluzionari. Già sentita?

    2. sbregaverse 13 maggio 2024

      E allora si accetti la cosa così com'è.
      Anzi la si ami, come fosse nei nostri desideri.
      ~AMOR FATI~*
      * Come del resto, io mi rassegno, e accetto che mi piaccia la ..... la .....la...
      sto perdendo la memoria .....non ricordo.

    3. absitiniuriaverbis 13 maggio 2024

      Accettare non vuol dire né condividere né supportare.
      Accetto la tua opinione, implica che la condivido? Niente affatto, tanto meno amarla.

      "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.
      Una frase che ci ammonisce, in quanto umani, a fare utilizzo della nostra intelligenza e a seguire la strada della virtù: agire in conformità alle proprie convinzioni e riferirsi ai fatti tangibili.
      Ognuno secondo le proprie convinzioni e nel rispetto reciproco.

      Il giorno che trovassi un modo di essere un rivoluzionario che non comportasse l'uso delle armi, smetterei la mia attuale convinzione.
      Fino ad allora resto al di fuori del sistema.

    4. sbregaverse 13 maggio 2024

      E che tu preferisci il callidus dal multiforme ingegno che molto errò*, al simpatico zoroastriano ¿?
      * che fece molti errori.

    5. sbregaverse 13 maggio 2024

      Essere nel sistema senza essere del sistema, essere nel mondo senza essere del mondo ¿?

    6. absitiniuriaverbis 13 maggio 2024

      Suona bene, non ti pare?
      Confido nel multiverso.
      Ed anche nel particella ed onda allo stesso tempo.

    1. BrunoWald 12 maggio 2024

      Stare a discutere se votare o meno per un parlamento che, per statuto, non decide nulla, è piuttosto surreale.

      Ma fingiamo pure che si tratti di eleggere il governo. Votare o non votare? Forse bisognerebbe comiciare a esaminare le premesse teoriche che troppo spesso diamo per scontate. Ad esempio, il concetto di "volontà popolare" andrebbe analizzato a fondo, e sarebbe solo il punto di partenza.

      Ma in realtà sarebbe una perdita di tempo, come evidenzia il presente articolo, basato sui seguenti nessi logici:

      1) Per contrastare il sistema mafioso e corrotto bisogna votare per i Politici di Buona Volontà.

      2) Una volta eletti, costoro non conteranno nulla, perché sono pochi (la maggioranza premia i mafiosi...) e perché sono degli outsider.

      3) Per poter contare qualcosa, dovranno essere cooptati dagli insider mafiosi, cosa possibile solo vendendo l'anima al diavolo e tradendo le promesse fatto ai propri elettori (dando una "prova d'amore" alla mafia).

      4) Solo così il nostro PBV, ormai venduto e ricattabilissimo, ma sempre fedele a se stesso e ai propri valori fondanti, potrà contare qualcosa e "provare a modificare la direzione generale del sistema" (mafioso) insieme ad altri PBV, in modo che sempre più gente saprà riconoscerli e li voterà.

      Sempre che, beninteso, "l'elettore consapevole" (il 5%? il 10%?) faccia questo complicato esercizio di arrampicatura sugli specchi prima di recarsi alle urne.

      As simple as that.

    2. sbregaverse 13 maggio 2024

      Per aspera ad astra.

    1. carla 12 maggio 2024

      Strategie per far vincere la "sx":

      • scoraggiare il voto delle fasce sociali avverse alla sx.
      • costa meno e rende di più non far votare gli "altri" piuttosto che guadagnare consensi
      • NON VOTO = VOTO GLI ALTRI
    2. Nonso 12 maggio 2024

      Intanto lascia stare Diconella.
      Poi vota quello che vuoi, tanto non ci va nessuno 🤣

    3. carla 12 maggio 2024

      Non ho mai detto di non votare Pdiota, anche perchè sono convinta che qui ce ne sia una ottima rappresentanza

    4. jhp86 12 maggio 2024

      Carla, sono giorni che cerco di confrontarmi e di spiegare il mio punto di vista sul perchè è importante votare.
      Non c'è verso; non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
      Lascia stare, lo dico con l'amaro in bocca.
      Purtroppo per noi dovremmo accettare le conseguenze in futuro delle azioni compiute nel presente.
      Ai posteri l' ardua sentenza.

    5. carla 13 maggio 2024

      Per come la vedo oggi una filosofia/concezione di vita diversa dalla mia potrebbe essere solo di chi si è fatto le 6 dosi canoniche, ne è contento perchè sta benissimo e se ha mal di testa dà la colpa a caffè, pizza e birra ecc. e vorrebbe continuare a farsene 2 all'anno obbligando pure tutti gli altri al medesimo trattamento.
      Se non sono gli eredi di SoroS o Gate dubito che gli esseri umani possano avere concezioni di vita molto lontane per come stiamo messi oggi con guerre e OMS che incombono da ogni parte.

    6. carla 13 maggio 2024

      Beh, se non ci arrivi credo sia proprio perchè hai sempre votato a sx.
      Di questo non ti faccio certo una colpa, ho votato per una vita a sx.
      La colpa semmai sta nel non aver capito che hai sempre votato a dx, a quel punto anche un gretino preferirebbe l'originale

    1. jhp86 12 maggio 2024

      Ma io mi chiedo, a sto punto non facciamo meglio ad eliminare proprio le votazioni tanto da quello che leggo nei commenti votare non serve sistema corrotto, persone demoniache.
      Togliamo le elezioni mettiamo su una dittatura quelli che sono al potere ci restano si auto scelgono come va bene a loro e noi subiamo passivamente le loro scelte.
      Comodo no; tanto a che serve il voto a nulla, poi se per caso qualcuno si lamenta delle scelte fatte dall' alto basta inviare quattro forze dell' ordine e lo si fa sparire.

      appare il primo Exit Poll e via, sotto con le discussioni su vincitori e vinti in base alle percentuali dei voti validi. L’astensione sparisce completamente dai radar e i risultati vengono sempre e costantemente considerati validi, indipendentemente da quanta parte del corpo elettorale li labbia effettivamente espressi. Ite, missa est.

      Questa frase esprime tutto il concetto del non voto.
      Vero o meno che il voto serva o no per ora è l unica piccola arma che abbiamo contro questo sistema.
      Poi che il gioco sia truccato marcio ecc... noi volenti o nolenti dobbiamo partecipare indipendentemente da quello che il singolo pensa, quindi piuttosto che passare preferisco giocare la mia mano per quanto possa essere squilibrata in fattore di forza contro l' avversario.
      Anche perchè se come dite voi non serve a niente male che vada ho sprecato 10 minuti del mio tempo.
      P.S.
      Per i commenti che sicuramente seguiranno: se non voto loro saranno lo stesso legittimati dai votanti anche in percentuali irrisorie, se voto faccio parte del sistema e loro saranno legittimati ugualmente, quindi evitiamo discorsi da cane che si morde la coda. Grazie.
      Anche per quelli non a mio nome in caso di conflitto non si guarderà al singolo o alle percentuali di votanti, ma ai crimini della nazione quindi nessuno escluso (es: se l Italia supporta israele verrà condannata per crimini come paese e popolazione; compreso l' italiano non in mio nome. non guardano persona per persona).

    2. jhp86 12 maggio 2024

      Aggiungo che se tutta l' astensione che c'è stata alle scorse elezioni politiche avesse votato in massa un partito antisistema tipo democrazia sovrana e popolare (che ha preso un misero 1.5%) forse ora qualcosa sarebbe diverso.

    3. Hospiton 12 maggio 2024

      Dem sovrana avrebbe fatto una fine anche peggiore dei 5stelle. Corrompi qualche deputato, crei scandali su misura per qualcuno più riottoso, con il controllo della macchina del fango mediatica puoi fare a pezzi in un amen un partito di improvvisati, senza protezioni. E se per miracolo si riorganizzasse un qualcosa del calibro del vecchio PCI, dotato di un'organizzazione ramificata, con una struttura di rara solidità, ci sono basi e flotte americane a ricordarci chi è il padrone e chi deve governare questa colonia.

    4. jhp86 12 maggio 2024

      Allora proponi di aspettare l' avvenire supini?
      No perchè qua sono tutti disfattisti questo no, quello no.
      Ma alla fine di concreto che si fa?
      Quelli in alto ci fo...no proprio per questa mentalità e intanto le loro agende vanno diritte alla meta a gonfie vele.
      “È duro fallire, ma è ancor peggio non aver mai provato. In questo mondo non otteniamo niente senza sforzi.”
      Teddy Roosevelt.

    5. Hospiton 13 maggio 2024

      Non capisco perché si pensi che l'alternativa al votare sia starsene supini, queste sono frottole diffuse da chi è ben incistato nel Sistema o da chi teme di veder crollare un mondo che magari disprezza ma gli regala fragili certezze, e di quelle in fondo si accontenta, pur lamentadosi come un fesso tra una tornata elettorali e l'altra poiché puntualmente preso per i fondelli da chiunque abbia votato. Invece puoi far molto, divulga ciò che sai su questi squallidi personaggi che ci governano, soprattutto informati il più possibile e diffondi ciò che apprendi sugli ambienti che manipolano come burattini i nostri politici...fin quando non si raggiungerà una consapevolezza diffusa sulla nostra realtà coloniale, e sugli effettivi rapporti di forza esistenti, sarà difficile persino discutere pubblicamente di questi argomenti. E ricordo che le loro agende proseguono spedite da oltre 40 anni, nonostante negli anni 80 e 90 l'affluenza alle urne fosse ancora elevata, dimostrazione che dell'esito elettorale se ne infischiano. A ogni modo le mie posizioni in merito non sono certo importanti, conta un dato di fatto: 80 anni fa abbiamo perso la più catastrofica guerra della nostra Storia e siam tuttora occupati militarmente dai vincitori di quel conflitto. Tale situazione non si cambia con il voto e chiunque pensi il contrario non potrà che sbattere contro l'amara realtà... il constatarlo non comporta il dover offrire alternative, si sta semplicemente evidenziando un'ovvietà che però molti si ostinano a negare. Prima l'accetteremo in massa prima potremo parlare di soluzioni condivise da quante più persone possibile, prima su base territoriale e poi chissà...

    6. Arian Van Heisen 13 maggio 2024

      Ahahah....!

    7. Arian Van Heisen 13 maggio 2024

      In un sistema truccato non ce nulla da provare e chi vota è un complice perche li leggittima...!

    8. Hospiton 13 maggio 2024

      Per recuperare un po' di credibilità dovremmo liberarci di questi maledetti divani, siam troppo comodi. Viceversa la passeggiata domenicale al seggio vien fatta passare per un'impresa epica, da cittadino con due palle così...direi che a livello di percezione c'è ancora molto lavoro da fare, almeno per mettere le cose in chiaro e demolire il mito del rituale elettorale visto come grande sacrificio, con quella ics evidentemente apposta scansando minacce, fatiche e pericoli di ogni sorta nel tragitto dal divano (ma l'avranno anche loro, o in salone usano letti da fakiro?) al mitico seggio.

    9. absitiniuriaverbis 13 maggio 2024

      Forse esistono i divani da passeggio....

    10. Hospiton 13 maggio 2024

      Credo che con chi rimarrà attaccato all'idea di politica anni 60-70-80 sarà inutile, è come se non avessero accettato ciò che è successo dal 92 in poi, o quantomeno ciò che da quella data si è palesato con forza. Ma la grande domanda riguarda gli under 30, che al contrario stanno crescendo in un clima di rifiuto e diffidenza nei confronti della politica tradizionale, voto compreso...se i padroni del discorso ci han visto giusto, stanno forgiando generazioni adatte a un mondo apertamente tecnocratico, dove la politica vecchio stile sparirà, corporazioni private si occuperanno in via ufficiale del "bene comune" e non avranno più l'esigenza di organizzare teatrini elettorali. Ricordo sempre quell'intervento di Jovanotti in qualche università, in pochi minuti ha sintetizzato la contemporaneità, il prossimo futuro e soprattutto le intenzioni dei capoccia meglio di qualsiasi analisi politica o geopolitica. Se invece han fatto male i calcoli mi chiedo come gestiranno milioni di pseudo-nichilisti che, dopo i 20/25, si stuferanno di parlar solo di green e gender fluid.

    1. gix 12 maggio 2024

      E quindi siamo, siete, di nuovo tutti (non manca nessuno...) qui a discutere perchè, per chi votare o non votare: perdio dice infine il buon Ferrè, e potrebbe persino essere una motivazione valida... Di PBV ne ho conosciuti qualcuno, rari ma esistono, mi sento di confermarlo, quello che può cambiare a seconda dei tempi, sono gli ideali e i valori. A ben vedere, l'unica motivazione che attualmente potrebbe portarmi al voto (e non è detto) è effettivamente proprio e solo questa, la ricerca di un PBV meritevole, anche uno solo. Oggi sono rarità, certamente non li troveremo nei partiti maggiormente collusi con il sistema che ha operato fino ad oggi, ma sappiamo bene che il fatto di presentarsi per la prima volta non sia garanzia di purezza, anzi...Ne ho parlato con un PBV che è in procinto di attivarsi, a prescindere dal tipo di elezioni (in questo senso non ha molta importanza, in questo momento, di che elezioni si tratti, posto che quelle europee sono probabilmente ancora più inutili, dal punto di vista della partecipazione). Per fare un esempio, il PBV in questione è a fine carriera, la sua vita lavorativa l'ha fatta, è lui stesso il primo a non aver certezza dell'utilità del suo impegno, oltre a non poter garantire nemmeno a se stesso la coerenza delle proprie stesse azioni, come del resto molti di noi durante la nostra esistenza. Di fronte a domanda precisa, (posto che non è un problema di soldi o di carriera) ovvero perchè lo fai, constato la sua stessa perplessità nel dare una risposta convincente, sa solo che bisogna provare a fare qualcosa...

    1. pippo123 12 maggio 2024

      Al votare diamo +1 , non votare diamo -1...ma qualsiasi numero moltiplicato per zero da sempre zero..quindi?

    1. danone 12 maggio 2024

      Vi sembrerò il solito arrogante, e fate bene a pensarlo perchè è vero, ma il dibattito votare si/votare no, personalmente, non lo accetto proprio a priori ormai, e quindi, non essendo poi così eccessivamente arrogante come sembra, mi defilo io stesso dal confronto e lo lascio fare comodamente a coloro che ancora credono sia utile confrontarsi, con chi ritiene utile, ancora, espletare il sacro rituale elettorale in questo sistema marcio oggettivamente.
      Dal mio punto di vista, e perdonatemi se è così, ma cerco di essere onesto sempre, non solo quando mi fa comodo, il confronto con chi ancora ritiene utile votare è improponibile, perchè per me medesimo chi perora questa causa commette lo stesso vulnus logico di chi mi diceva poco tempo fa che lui non si può definire un no-vax, perchè non è contro tutti i vaccini, ma solo contro quello anti-covid.
      A me non me ne frega niente di quello che chiunque pensa sull'argomento vaccini, perchè io so già per certo, avendo approfondito l'argomento per anni, che qualunque vaccino ha causato sempre più eventi avversi che benefici (vedasi l'incremento dell'autismo fra i bambini, + 10.000% negli ultimi 50 anni, vedere l'africa e l'india devastate da effetti avversi causati da vaccinazioni di massa specifiche per altre malattie) e ripeto non mi interessa ascoltare altre posizioni, perchè so già per certo che altre posizioni partono o da insufficienti informazioni, o da false informazioni in merito, o da propaganda voluta per interesse.
      Col voto è la stessa cosa, perchè per me la posizione voto si oggi, con le informazioni a disposizione per valutare la questione, è aberrante, quindi inaccettabile per definizione, è come se qualcuno mi proponesse di prendere posizione in un dibattito/confronto su fare una cazzata si/fare una cazzata no..
      capite che stando per me la questione in questi termini, il confronto non è possibile.
      Mio limite ovviamente.
      Ripeto per l'ennesima volta che non votare non è sufficiente per cambiare le cose, bisogna necessariamente che chi ha capito che votare è controproducente, si unisca in progetti comuni territoriali atti ad aiutare le persone in loco, ma capite bene che tutto questo è possibile farlo rientrare in un confronto, solo con chi ha capito che andare a votare serve solo a legittimare il sistema attuale e/o a scaricare la coscienza del votante, non serve ad altro votare oggi, oggettivamente.
      Quindi, dal mio punto di vista, non sono nemmeno io quello che poi alla fine non vuole il confronto, ma è proprio chi ancora crede che andare a votare sia una mossa utile e intelligente, che si pone fuori da qualunque dibattito/confronto per ragionare su questioni davvero utili alla collettività.

    2. Bertozzi 12 maggio 2024

      Comunque non si tratta l' argomento voto si o voto no. Gli articoli tutti indistintamente propugnano e spingono il voto, non c' è nessuna alternativa; non c'e' alcun dibattito se non fra noi commentatori, i quali, per gran parte sono contro il voto e vorrebbero essere rappresentati da almeno un articolo che propugni l'astensionismo. Invece cosa han fatto? Han fatto una bella serie di articoli pro voto, sondando e registrando le principali obiezioni al voto tutte basate più o meno sul concetto "i politici sono tutti coinvolti, ladri e inaffidabili" dopo di che, alla luce di questi dati si son mossi di conseguenza e invece di proporci un articolo sull'astensionismo ce ne propinano uno che dice"ehi esistono anche politici onesti, non come credete voi,per cui andate a votare!"
      Il giochino è chiaro, e noi siamo solo il loro test statistico, noi gli diamo i dati, e loro ci propalano la nuova propaganda pro voto a seconda delle nostre obiezioni. Alla faccia del dibattito libero di cui ci si riempie la bocca.

    3. danone 12 maggio 2024

      Si davvero, è quasi imbarazzante per come la propongono al ribasso questa discussione.
      Per questo mi defilo, messa come la mettono è improponibile qualunque dibattito.
      Mi meraviglia che qui dentro sia possibile trattare ad un livello così basso la questione di questo specifico argomento.
      Dopo gli anni di dibattito sui vaccini e sul covid che comunque rappresentava una discussione utile a tutti, viene da chiedersi come sia possibile.
      C'è da pensare a malafede purtroppo e mi dispiace ammetterlo ma a questo punto l'avverto chiara.

    4. sbregaverse 12 maggio 2024

      Dannatissimo Uan, il vaccino, è e resta riuscito esperimento, di manipolazione delle genti. La scienza applicata è :
      《Psico~pato~logia delle masse》
      Ma già, le plutocrazie finanziariecapitaliste, sono pronte ad usare:
      l'~eu ¿?~genetica manipolatoria del DNA per i loro porcacci comodi&fini.
      QUANDO E COME SI PENSA DI POTERLE
      FERMARE ¿?

    5. BrunoWald 12 maggio 2024

      Non solo la "linea editoriale" è chiaramente pro-voto, ma è anche saldamente assestata sul tema "Occidentali Cattivi contro i Buoni del Resto del Mondo", quando non sembra uscita dall'ufficio stampa del Cremlino, o non è apertamente filosovietica.

      Non dico che tali posizioni siano sbagliate a priori, e sicuramente è giusto discuterne; personalmente, poi, spero che la NATO si spacchi il muso in Ucraina e altrove. Ma il tifo rimane tifo anche se è di segno contrario al mainstream, e forse andrebbe tenuto conto di una visione maggiormente critica e problematica, come quella che propone @danone, tra gli altri.

      Invece, per fare un esempio, l'articolo di Marco Della Luna, "Le illusioni del multipolarismo", proposto nel forum, è stato ignorato.

      Forse bisognerebbe prendersi la seccatura di chiedersi cosa ci sia dietro a certi personaggi usciti dal nulla per salvare il mondo, o come sia stato possibile che paesi in caduta libera o fortemente arretrati riescano in poco tempo ad insidiare il trono dei trionfatori di trent'anni or sono, portatori di un modello economico al quale tutti si prosternavano e prostituivano.

      Porsi domande scomode, sgradite alla curva? Non sia mai.

    6. ducadiGrumello 12 maggio 2024

      Della Luna a mio parere resta uno dei più lucidi. Oltre a possedere una qualità di scrittura non comune

    7. danone 12 maggio 2024

      L'ultimo articolo sul mito e la vocazione ce lo chiarisce caro Sbrega.
      Chi sei?
      Nessuno.
      Come si fa a fermare nessuno?
      Finchè non ci sarà consapevolezza sufficientemente diffusa circa l'esistenza di poteri ed ambienti occulti, che organizzano la nostra realtà da dietro le quinte, fuori dal nostro attuale orizzonte degli eventi, non cambierà nulla.
      Forse nemmeno dopo, ma ci divertiremmo di più a crederci ed a provarci.

    1. Roberto Rey 12 maggio 2024

      Non resta che sperare che ci invada Zio Vlad. Ma non lo farà, mica è scemo. Chi glielo fa fare di caricarsi di qualche centinaio di milioni di esseri inutili e litigiosi capaci solo di causargli scocciature.

    1. GioCo 12 maggio 2024

      Una delle domande ricorrenti che rivolgo al mio demone è: "perché i puntini più elementari e ricorrenti tocca sempre a me farli emergere ?". Non è che ne sia così entusiasta, dal momento che implicitamente e senza volere è difficile non far sentire poi gli altri deficienti. Comunque procediamo. Un atto di "magia" è in sostanza fascinazione che inizia sempre, sempre, sempre con il consenso soggettivo. Che è obbligatorio per ottenere qualsiasi cosa "dopo". Tipo la guerra che si farà, indipendentemente da tutto. Sapendo da dove promana quel "potere lì" (innominabile) vai a votare ?! Te lo dicono pure esplicitamente in faccia cosa vuol dire, cos'altro devono combinare per scrollarti da dosso l'illusione ?! Ma se è destino per te di andare a votare, puoi fare quello che vuoi, ci andrai e basta. L'appello che lancio è solo "smettetela di sentirvi in colpa" perché fate quello che fate. Il punto non è "rinunciare a combattere" ma farlo con le TUE armi e non quelle che ti fornisce chi si dichiara apertamente tuo nemico. Tutto qui.

    2. Bertozzi 12 maggio 2024

      Oh ma provare a farlo candidare il tuo demone? Sai mai, in mezzo a tutti gli altri magari avrebbe buon Gioco!
      Si scherza

    1. Bertozzi 12 maggio 2024

      Ennesimo articolo pro voto che stigmatizza gli astensionisti. E menomale che si doveva dare spazio a entrambe le fazioni. Mi sa che l' articolo a favore del non voto lo vedremo mai. Poco gradito al sistema. Ehi ma noi contrinformazione diamo spazio a tutti! Eh, come no. Si vede proprio. Per cui avanti di propaganda, oggi letteraria, che ti vuole a tutti costi fare partecipare ad un rito inutile per l' elezione di gente abusiva e demoniaca in un istituzione abusiva e demoniaca. Go contrinformazione go! Poi se vi si dice che portate avanti le stesse istanze del Mainstream, dei politici tutti, di Mattarella, del papa, dei giornalisti e della tv vi offendete e parte la censura.
      Attendo sempre la pubblicazione di qualche articolo dell' avanti.it visto che chiedete sempre consigli su cosa pubblicare, questi sono ragazzi giovani e bravi e italiani (oh che fastidio!), ma mi sa che li vedremo pubblicati tanto quanto gli articoli a favore dell'astensione visto che questa è un posto dove "si danno spazio a tutte le opinioni, come è giusto e come da sempre CDC è abituato a fare", ahaha Lol! È già un bel po' che ha perso l' abitudine!

    2. jhp86 12 maggio 2024

      Ma scusa un secondo, perchè non apri tu un sito di controinformazione di quelli veri, duri e puri dove la verità fa da padrona indiscussa condannandole istituzioni demoniache e la gente abusiva che vessa il povero cittadino.
      Chissà quali perle di saggezza, inchieste di alto profilo e articoli puoi condividere con la community .

    3. Bertozzi 12 maggio 2024

      Eh no, se uno promuove un dibattito super partes poi deve saperlo mantenere. Qui siamo un attimino schierati.

    4. Hospiton 12 maggio 2024

      Perdona ma il punto non sono le opinioni di Bertozzi, le mie o di qualsiasi altro utente. Questo è un sito appartenente sin dagli albori dell'era internet alla cosiddetta Controinformazione, ebbene dedicare articoli su articoli al voto, peraltro parteggiando quasi sempre per la passeggiata alle urne, ti pare roba da controinformazione? Votare per un parlamento imbottito di lobbisti e mafiosi che ci sono chiaramente ostili, e che una volta a Bruxelles, Strasburgo e dintorni sono al servizio di chiunque meno che del cittadino? È una discussione che poteva avere un minimo di senso 20 anni fa, quando avevamo meno certezze e più dubbi su determinate dinamiche...ma nel 2024 questi dubbi sono stati ormai spazzati via da bufere sociali, politiche, economiche di violenza inaudita, su tutte il biennio covid, tragica farsa cui TUTTI i partiti d'Europa hanno partecipato attivamente, dimostrando in modo definitivo il totale asservimento dell'apparato politico a interessi privati. Perciò il discorso sul voto non ha più alcun senso, non in ambito controinformativo, e chi frequenta da tempo questo spazio si chiede perché insistere così tanto su un tema caldeggiato con insistenza solo da Mattarella e soci, ma che noi avremmo dovuto superare da oltre un decennio, almeno dal golpe Monti. Invece non solo se ne discute ma addirittura sembra si parteggi per apporre la crocetta di legittimazione di un sistema infame, compromesso, nemico del cittadino, per me è assurdo.

    5. danone 13 maggio 2024

      Inoltre il livello del confronto che vogliono impostare è sospettosamente troppo basso, troppo mediocre messa come la stanno mettendo i pro-voto di questo sito e questa è una evidenza empirica oggettiva, non opinione mia personale.

    1. Eugiorso 12 maggio 2024

      Insomma, tutta questa prolissità, questi giri di parole per dire che bisogna andare a votare e farsi prendere per il c**o per l'ennesima volta? Votare per santoro il benestante con passato mediatico o per rizzo (se ci sarà) già presente nel parlamento europoide in passato? Tutto qui? Che squallore!

    1. INTP 12 maggio 2024

      Gli articoli nel link che illustrano in modo "equlibrato" i vari punti di vista sono stranamente tutti a favore dell'andare a votare...

      E comunque non andare a votare servirebbe se non altro per far capire che la propaganda non funziona più.

      Al che dovranno decidere se imbarcarsi nella repressione, sparizione di persone etc, che vorrebbero evitare non per motivi umanitari ovviamente, ma solo perché più cara e potenzialmente potrebbe far risvegliare un po' troppa gente, o magari decidere di concedere qualcosa.

    1. Jimbo 12 maggio 2024

      Chi vota accetta un sistema che si regge su guerre e genocidio.

    1. carla 12 maggio 2024

      In che razza di paese viviamo: sono corsi in massa a far da cavia, anche persone che non lavoravano, non studiavano, non viaggiavano e non andavano in discoteca al sabato sera (lo affermo perchè le conosco e sono giovani sotto i 30 anni), però non intendono andare al seggio che a mio avviso è molto meno pericoloso e offre una gamma più ampia di scelta alla partecipazione.
      Non dico che quando ci invitano a votare stanno solo rispettando il testo della recita, come se tutto quello che predicano corrispondesse alla realtà e facesse parte della loro filosofia di vita, ma ovviamente è quello che penso.
      Quante balle vi hanno raccontato solo in questi ultimi mesi:

      • la Russia ha solo pale e lavatrici,
      • non ti vaxxini ti ammali e poi muori,
      • le sanzioni hanno successo,
      • l'attentato a NS1-2 hastatoputin,

      quindi perchè mai quando ci incitano al voto questo dovrebbe essere il loro vero scopo e non magari convincerci del contrario visto che hanno tutti i mezzi e i poteri di controllo sulle nostre azioni e ormai per il gregge anche sulle nostre menti?

    2. Nonso 12 maggio 2024

      Documenti autografi con dichiarazioni e materiale audio video?

    3. carla 12 maggio 2024

      Non voglio convincere nessuno, assolutamente, esprimo solo ciò che penso, se volessi convincere qualcuno ad andare alle urne chiederei se pensa che bonaccini sia molto peggio della vonderpfizer

    4. Bertozzi 12 maggio 2024

      Solo perché tu dipendi dal sistema e aderisci pronta ai suoi comandi e riti demoniaci non è che devi inventarti dei paradossi logici come quello che hai appena scritto. Ci invitano a votare per farci restare a casa? Ah sì? E prima ci invitavano a vaccinarci ma in realtà ci volevano tutti no vax? Sei pensionata, paghettata dallo stato, hai casa al mare e casa in montagna,come molti hai vissuto nel periodo del bengodi e lo stato ti ha lautamente ringraziato e ristorato per cui fai quel che lui dice, punto, non c'è bisogno di fare capriole logiche semantiche per giustificare l'ingiustificabile.

    5. Nonso 12 maggio 2024

      Creeresti ulteriore imbarazzo.

    6. carla 12 maggio 2024

      Nell'era dell'informazione la disinformazione è una scelta

    7. carla 12 maggio 2024

      Guarda caschi male, molto male , sono schedata dalla nascita,(non per la c.i.) ma per le proteste a cui ho partecipato perchè sempre stata contro il sistema.
      Esattamente dall'età di 15 anni in seconda superiore e lavoravo d'estate con orari impossibili per pagarmi studi e/o vacanze, più tardi quando mi volevano tenere apprendista a vita ed ho organizzato una protesta di tutte le apprendiste dell'azienda dove lavoravo (praticamente tutte le donne) fuori provincia a 35 km. da casa.
      Non mi hanno mai regalato nulla ho cambiato 7 aziende private in 3 province in 40 anni di lavoro+ finestra per la pensione.
      Hanno anche cercato di fregarmi nei contributi versati, ma seppur nell'era di penna e calamaio tenevo controllata periodicamente la posizione contributiva avendo lavorato anche nella tenuta contributi per 15 anni.

    8. carla 12 maggio 2024

      "...prima ci invitavano a vaccinarci ma in realtà ci volevano tutti no vax"
      Scusa ma ci sei o ci fai?

      Ti risulta che non hanno obbligato nessuno, mai sentito parlare di GP, che potevi lavorare e portare a casa il pane senza nemmeno farti un tampone, che se decidevi liberamente per il tampone in quanto il siero magico non lo potevi fare, era tutto gratuito considerati i contributi che paghi ogni mese per il SSN?
      Spero tu abbia vissuto all'estero (un bel paese estero) in questi ultimi 4 anni, oppure che la tua età giustifichi una teresina galoppante e non sia invece sintomo di invecchiamento precoce dovuto magari a qualche dose di troppo.
      Auguri comunque per la smemoratezza, consigliano pesce, noci, arachidi, semi di zucca, riso integrale crusca e germe di grano

    9. Bertozzi 12 maggio 2024

      Questa perla è tua mica mia:
      "quindi perchè mai quando ci incitano al voto questo dovrebbe essere il loro vero scopo e non magari convincerci del contrario "
      Secondo questa teoria ci dicono di andare a votare ma in realtà vogliono l'astensione e tu andrai a votare per fare loro dispetto, tipo. Mica male come raggiro mentale. Altro che noci e arachidi servono qui.

    10. carla 12 maggio 2024

      Ve lo dicono prima che non vi permetteranno di governare neanche con la vittoria alle elezioni, poi vi mettete pure a sabotarvi da soli con l'astensionismo dicendo che è "inutile votare tanto sono tutti uguali".
      Se fossero tutti uguali non vi direbbero che non vi faranno governare.
      La Verità 8 maggio 2024
      Junker precisa: "Con i voti non cambierete nulla"
      Junker sfotte i populisti : "anche se le elezioni li premieranno saranno preclusi incarichi al vertice, anche in passato li ho già tagliati fuori"
      In effetti perchè dargli torto col 90% di gregge staranno tutti a casa come in E.Lomagna dove bonaccioni è stato eletto col 37% di affluenza al voto ed è senz'altro una bella soddisfazione governare con si e no con il 10% dei consensi.
      https://pbs.twimg.com/media/GM7gYZ8XAAAGuSx?format=jpg&name=small

    11. Bertozzi 12 maggio 2024

      torniamo al punto 1. La tua tesi è: "ci invitano a votare ma in realtà vogliono che non votiamo e quindi andando a votare gli si fa dispetto." Penso che si commenti da sola. La mia è: vi invitano a votare e voi, bravi e ubbidienti, ci andate. Fine. La tesi 1 è solo un stiracchiamento logico - questi ci mentono sempre per cui ci mentono anche quando invitano a votare - atto a giustificare la propria aderenza ai comandi impartiti dal sistema, e così lavarsi la coscienza. Mi spiace non funziona, siete obbedienti al sistema, punto e basta.

    12. Nonso 12 maggio 2024

      Mi pare esagerato, ma in un certo senso sono d'accordo.

    13. carla 12 maggio 2024

      Ve lo dicono prima che non vi permetteranno di governare neanche con la vittoria alle elezioni, poi vi mettete pure a sabotarvi da soli con l’astensionismo dicendo che è “inutile votare tanto sono tutti uguali”.
      Se fossero tutti uguali non vi direbbero che non vi faranno governare.
      La Verità 8 maggio 2024
      Junker precisa: “Con i voti non cambierete nulla”
      Junker sfotte i populisti : “anche se le elezioni li premieranno saranno preclusi incarichi al vertice, anche in passato li ho già tagliati fuori”
      In effetti perchè dargli torto col 90% di gregge staranno tutti a casa come in E.Lomagna dove bonaccioni è stato eletto col 37% di affluenza al voto ed è senz’altro una bella soddisfazione governare con si e no con il 10% dei consensi.
      https://pbs.twimg.com/media/GM7gYZ8XAAAGuSx?format=jpg&name=small

    1. Nonso 12 maggio 2024

      No.

    1. Shax 12 maggio 2024

      Il punto fondamentale è uno: quando il gioco è truccato, puoi votare chi vuoi e non solo non otterrai nulla ma anzi legittimi chi ne tira le fila.
      Prendiamo la pandemia: a fronte della più plateale violazione dei diritti costituzionali, anzi direi diritti naturali del cittadino in quanto uomo, chi si è speso per la loro protezione? Chi si è ribellato, ha lottato e ha tutelato questi diritti?
      Potremmo fare lo stesso ragionamento con gli stipendi (ricordo che come valore reale sono scesi rispetto a vent'nni fa, ossia ci siamo enormemente impoveriti), con il welfare, con la sanità. Abbiamo votato a turno le forze antisistema, quelle che volevano cambiare tutto e che alla fine sono rivelati essere i più pavidi servitori del sistema.
      Vorrei invece porre io una domanda all'autore: nella storia quale voto ha cambiato le sorti di un paese? Purtroppo la storia non è fatta di voti liberi che hanno sovvertito le condizioni dei popoli, perché se qualcosa la storia ce l'ha insegnata è che popoli realmente liberi non esistono ed elezioni realmente libere non esistono.
      Sarò nichilista? Forse, ma se la storia fino ad oggi ci ha insegnato questo, davvero un voto per una istituzione volutamente inutile e fantozziana determinerà il nostro 'contare qualcosa' o non sarà invece l'ennesimo assist a chi vuole dare legittimazione ad un sistema che non sta più in piedi?!?

    1. Piero 12 maggio 2024

      Votare è inutile per le ragioni che sappiamo.
      Non votare è inutile per le ragioni che sappiamo.

      Eccoci davanti al paradosso del pensiero liberale, del suo strumento operativo, il capitalismo e della democrazia borghese.

      Esalta l'individualità, in contrasto alla socialità, e si affida ad uno strumento che ha bisogno della socialità per funzionare.

      Buona democrazia a tutti!

    2. Jimbo 12 maggio 2024

      É esattamente il mio pensiero al quale da un paio di settimane ho aggiunto questo.
      Come posso votare un sistema che si regge sull'alleanza atlantica, cioé sulle guerre obbligate, la vendita di armi al fine di provocarle, l'appoggio a un genocidio?
      Se voto, come posso non essere responsabile, complice in crimini contro l'umanitá?
      *Ringrazio sempre Arian che mi ha fatto scattare la mol... il pigro neurone.

    3. absitiniuriaverbis 12 maggio 2024

      "Esalta l’individualità, in contrasto alla socialità, e si affida ad uno strumento che ha bisogno della socialità per funzionare."
      Un ossimoro notevole!

    4. danone 12 maggio 2024

      Si ma questo vale per tutto scusami, e da mo, non solo per la criminale gestione delle relazioni geo-politiche che attualmente l'occidente pratica.
      Col sistema finanziario e la moneta fiat stanno facendo usura e rapina da generazioni e chiunque voterai, anche su questi aspetti, si defilerà sempre dai propri doveri di verità verso i suoi propri cittadini elettori e verso la società tutta.
      Per cui si, chi vota legittima il sistema e tutte le sue porcate ed è giusto di conseguenza che si senta responsabile quota parte della situazione, qualunque essa sia.
      Ma questo è a b c, con chi non ci arriva ancora è perfino inutile il confronto.

    5. Bertozzi 12 maggio 2024

      Eh, lui c'ha i suoi tempi, nel frattempo, mentre prova a capire tutto quello che tu hai già capito magari decenni fa e aspetta che arrivi l' Arian che gli spiega l'ultima banalità ti fracassa i maroni giorno e notte e ammorba tutte le discussioni del sito per farti sentire in colpa per i bimbi di Gaza, e compie egregiamente il compito assegnatogli dal potere, quello di trasferire la colpa dal vertice alla base della piramide; si sente in colpa, ti fa sentire in colpa - diciamo ci prova - e si assume le responsabilità delle azioni di cui pure lui stesso è vittima, e biasima chi non lo fa, e così facendo assolve i veri responsabili e dà ulteriori mazzate a chi non c'entra nulla. Ehi ma è arrivato Arian e grazie ad una sua dritta ho scoperto che sono proprio quelli che voto io che fanno le guerre, wow, non ci avevo mai pensato, prima pensavo fossero la fruttivendola sotto casa di concerto col benzinaio e invece no, è proprio la gente che voto che fa le guerre! Rivelazione! Epifania! Nonostante tutto continuerò a parlare di "cataste di cadaveri " ad ogni piè sospinto, di morti e uccidente brutto e cattivo, senno poi i padroni lassu' non son contenti.

    6. Jimbo 12 maggio 2024

      Certo, e fintanto che non si formerá un'opposizione anti-NATO non solo é inutile votare ma diventa complice.
      Dipende ovviamente dall'importanza che ognuno dá a a questo aspetto.
      Se si ritiene irrilevante o poco importante é un conto.
      Se viceversa é il primo tassello cambia tutto.
      Non mi dire che era chiaro dieci anni fa o venti.
      Lo era per pochissimi, forse tu.
      Il 99% era filo-NATO oppure non lo riteneva un aspetto rilevante.
      In epoca berlusconiana era l'ultimo dei problemi per il 99%, chi parlava della NATO.
      Ora é il primo o meglio dovrebbe esserlo.
      E se é il primo chi vota si rende complice.
      É cambiato completamente il mondo con l'Ucraina e la percezione della NATO, nonostante faceva schifezze anche prima; bisognerebbe capire questo passaggio.

    7. Hospiton 12 maggio 2024

      Ma non è minimamente così, forse la guerra in Ucraina ha cambiato la tua percezione, non certo quella di milioni di persone che han sempre criticato la NATO e le sue politiche criminali. Non so quanti anni tu abbia, se ne hai meno di 30 è normale che non ricordi le manifestazioni oceaniche contro l'intervento NATO in Iraq nel 2003, (manifestazioni organizzate in tutto il mondo ITALIA compresa), se ne hai più di 30 e non facesti caso a quelle imponenti dimostrazioni di dissenso (che non servirono a nulla, detto tra noi, certo non salvarono vite irakene) evidentemente erano tematiche che all'epoca non ti interessavano. Allora però non puoi sparare ad alzo zero come fai in commenti come questo, e pensare che l'Ucraina abbia "cambiato percezioni", se non nella mente di chi è troppo giovane per ricordare Iraq, operazioni in Jugoslavia e analoghe perle ampiamente e inutilmente contestate, perché il volere della popolazione, massa disomogenea e per forza di cose disorganizzata, non conta nulla

    8. Jimbo 12 maggio 2024

      Se pensi che la Ucraina non abbia cambiato la percezione degli italiani sulla NATO e il volere della popolazione non conti nulla non so che farci.
      Son problemi tuoi.
      Non abbiamo proprio nulla da raccontarci.
      Siamo agli opposti, tempo perso per entrambi.

    9. Hospiton 12 maggio 2024

      Eh no, non te la cavi così...a questo punto tu stai negando le manifestazioni contro l'intervento in Iraq nel 2003, stai negando un fatto, stai negando per motivi che non conosco la partecipazione di centinaia di migliaia di persone a cortei contro la NATO, stai negando l'ostilità di gran parte della popolazione italiana alle politiche NATO, ostilità che risale a ben prima del 2022. E queste risposte da prima elementare non depongono in favore delle tue già deboli argomentazioni...io non sto raccontando proprio niente, sto ricordando un fatto preciso a uno che evidentemente non ricorda.

    10. Hospiton 12 maggio 2024

      Agli opposti? Guarda che la mia non è un'opinione, è un'affermazione, nel 2003 in Italia si svolsero immense manifestazioni, critiche nei confronti dell'intervento NATO in Iraq. Questo è un fatto, non impressioni personali, se neghi ciò ovvio che diventa inutile discutere, come si può dialogare con chi nega la realtà tanto per piegarla alle sue narrazioni e esigenze? Se ti ostini a non ammettere la veridicità di ciò che ho rammentato avrai le tue ragioni, fai pure e tranquillo, non interverrò più, del resto tra articoli pro voto e commenti colpevolizzanti l'uomo comune reo di ogni nefandezza sembra di essere sul sito di un think tank legato al WEF.

    11. alessandroparenti 12 maggio 2024

      Anch'io sono all'opposto. L'opinione pubblica non conta un ca77o. Conterebbe la rivolta pubblica, come sempre, nella storia. Se non lo pensi sei un illuso

    12. Hospiton 12 maggio 2024

      Inutile, Jimbo considera opinioni personali delle constatazioni incontrovertibili relative a fatti di un recente passato, finge che non si siano mai verificate imponenti -e purtroppo inutili, come immaginabile- manifestazioni anti NATO nel 2003 o nel 2011 (Libia), piena epoca Berlusconi, perché ciò smonta la sua errata convinzione che il 99% delle persone fossero indifferenti, quindi colpevoli e destatesi solo nel 2022 (quando leggo quella percentuale buttata lì con nonchalance mi vengono in mente le balle mainstream supportate dal magico 99%, ovvero il numero fisso di scienziati che concorderebbero su vaccini, green pass, riscaldamenti globali ecc, cifra immancabile nelle narrazioni)... Se si portano argomentazioni supportate da innegabili dati di fatto risponde "problemi tuoi", "non abbiamo niente da dirci" e roba analoga. Bah, lasciam perdere, per quanto riguarda le sezioni commenti ormai non noto più differenze tra siti d'informazione mainstream e "contro", e non solo perché i primi sono migliorati a livello d'utenza.

    13. Bertozzi 13 maggio 2024

      Concordo.

    14. oriundo2006 14 maggio 2024

      Forse dite cose differenti o meglio cose di tempi differenti. Oggi nessun partito mette in primo piano l' uscita dall'alleanza atlantica. Il tema è scomparso dal primo posto dell'agenda degli antisistema.
      Le cause sono molte, la stanchezza anche. E la vecchiaia nostra pure... e la sensazione veritiera di impotenza fa il resto.
      Era un tema importante a livello di massa, molto unitivo, oggi non lo è più.
      La NATO ha fatto il miracolo di sparire come grande accusata e con l'operazione speciale, a lungo creata e provocata, ha saldato il dissenso antimilitarista con l'apologia indiretta della Russia: e la NATO è sparita dal banco degli accusati.
      Anzi, pare tutto sommato indispensabile a mantenere un bilanciamento militare.

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