Votare o no: un’analisi (non solo) letteraria

Letteratura e analisi dei sistemi per approcciare la domanda del momento. Sintesi: I Politici di Buona Volontà esistono: troviamoli.

Votare o no: un’analisi (non solo) letteraria
Continua la serie di articoli inerente le prossime elezioni amministrative ed europee previste per l’ 8 e 9 giugno prossimi, dove si dà spazio a tutte le opinioni, come è giusto e come CDC è abituato da sempre a fare. Nel rispetto reciproco di chi scrive, di chi legge e di chi commenta. Come avrete notato, non si dà spazio ad alcun partito (niente interviste/cronache politiche ecc..), ma soltanto alle libere opinioni della comunità di CDC sull'utilità o meno del voto e su cosa significhi. Il fatto di non dare spazio ai partiti in lizza è una scelta precisa. Come è una scelta precisa dare spazio a tutte le posizioni legittime e argomentate in ambito astensione/non astensione. Siamo consapevoli che il tema del voto è divisivo: pubblicare articoli in ogni direzione (andare a votare/non andare a votare) non significa schierarsi per l'una o l'altra scelta, ma vuol dire dare spazio ad un dibattito che nella società italiana, o quello che ne rimane, dimostra di esserci, anche se magari cova sotto la cenere o viene espresso ormai via digitale attraverso mezzi e apparecchi elettronici, visto che sembra purtroppo l'unica partecipazione che attecchisce. Ognuno poi farà le proprie libere scelte. Si prega di mantenere un tono ed un dibattito civile e rispettoso delle opinioni di tutti, come è tradizione e prassi di questo spazio web. La tesi del voto, così come del NON voto è stata e sarà ampiamente trattata ancora, come è giusto che sia. Basta andare QUI e si possono trovare tutti gli articoli, che rispecchiano ogni orientamento. Chiunque voglia contribuire puo' scriverci a [email protected] La Redazione

Votare o no: un’analisi (non solo) letteraria
Di Franco Ferrè

Vorrei inserirmi con questo testo nel dibattito aperto su ComeDonChisciotte in merito al tema “votare sì votare no” e vorrei farlo partendo da un punto di vista, spero, originale, che analizza le diverse opzioni in rapporto al contesto in cui si vanno ad inserire, cercando il più possibile di non perdere di vista la più generale visione sistemica in cui tutto il discorso della rappresentanza deve essere collocato.

Ma prima, guardiamo cosa si dice sul tema nella letteratura. Nassim Taleb, famoso scrittore e studioso americano di origine libanese, padre del concetto di Antifragilità (consiglio vivamente di approfondirlo, per chi non l’avesse mai sentito nominare), confrontando letteratura e giornalismo dice

“Nel giornalismo, nomi e date sono reali, il resto è frutto della fantasia; nella letteratura nomi e date sono frutto della fantasia, il resto è reale”

Partendo da questa, che a me sembra un'affermazione sostanzialmente vera, vorrei affrontare il tema, iniziando proprio da un’opera letteraria, il romanzo di José Saramago, Saggio sulla Lucidità. Questo romanzo racconta di una città di un paese inventato nella quale i cittadini, chiamati alle urne, senza che esista il benchè minimo accordo preventivo tra di loro, votano per il 90% scheda bianca. In questo paese si innescano quindi una serie di dinamiche che possiamo pensare non siano molto dissimili da ciò che accadrebbe se ci trovassimo davvero nel mondo reale di fronte ad una eventualità del genere, cioè una votazione dove - come auspicano i fautori dell'astensione - una larga maggioranza degli elettori decidesse di non recarsi al voto oppure, come nel caso del romanzo, scegliesse di votare scheda bianca. Nel paese del romanzo, l’élite di governo, scopertasi netta minoranza nelle preferenze degli elettori, reagisce in maniera sempre più scomposta, con un’escalation che comincia smettendo di svolgere tutte le funzioni pubbliche e di governo, lasciando la città a sé stessa, in una sorta di ricatto, come a dire "tu non mi vuoi? Io non faccio più niente". Per poi scoprire che la popolazione non si scompone, non accadono disordini o altro e la gente reagisce perfino pulendosi da sola le strade quando il potere costituito impone ai netturbini di smettere di raccogliere la spazzatura. Gli ex governanti cercano allora di creare disordini, fomentare manifestazioni con atti di violenza, provocano furti e commissionano reati, in modo da far capire alla popolazione che deve avere bisogno di loro, ma invano. Alla fine, nel racconto di Saramago, l'ultimo stadio di reazione sono gli atti di intimidazione personale sui singoli cittadini, con la ricerca finale di “capri espiatori” che culmina con l’uccisione di coloro che, a torto o ragione, vengono indicati come i responsabili ultimi di questo movimento di astensione di massa dal voto. Il romanzo, come molti lavori di Saramago, non ha una reale conclusione, per cui non si può realmente sapere “come andrà a finire”, ma l’autore lascia aperto ogni tipo di ipotesi su come una tale dinamica potrebbe effettivamente concludersi. Non bene, in ogni caso.

Possiamo comunque chiederci cosa accadrebbe se l’astensione dal voto fosse massiccia nei termini ipotizzati da Saramago. Non entrerò nel dettaglio nel discutere le principali affermazioni dei sostenitori dell'astensione, perché già efficacemente affrontate nell'articolo di Katia Migliore di qualche giorno fa e nell’ultimo articolo di Francesco Pisanu. Mi limito a sottolineare, concordando con loro, come l'astensione sia già una massiccia realtà nelle votazioni più recenti, e quindi non ci sia nemmeno tanto bisogno di fare ragionamenti ipotetici: l'atteggiamento fin qui tenuto di fronte alla crescente astensione degli elettori ai vari turni elettorali è stato sostanzialmente quello che viene delineato nei due articoli, cioè totale indifferenza. Il dato provvisorio dell'affluenza viene fornito man mano che trascorrono le ore, con il suo doveroso accompagnamento di facce di circostanza dei commentatori quando si posiziona su percentuali rilevanti di astensione; se ne parla con frasi fatte e dichiarazioni di intenti preconfezionate dei leader, fino a che, finalmente, un secondo dopo la chiusura dei seggi (e molto prima che arrivi il dato definitivo, che resta, quindi del tutto in ombra) appare il primo Exit Poll e via, sotto con le discussioni su vincitori e vinti in base alle percentuali dei voti validi. L'astensione sparisce completamente dai radar e i risultati vengono sempre e costantemente considerati validi, indipendentemente da quanta parte del corpo elettorale li labbia effettivamente espressi. Ite, missa est.

Mi permetto una digressione: una delle poche ipotesi in cui l’astensione potrebbe risultare di rilevante importanza si avrebbe in presenza di una legge elettorale in cui il numero degli elettori votanti determinasse in proporzione anche il numero dei seggi totali da assegnare; in un sistema del genere, i seggi da spartire sarebbero disponibili soltanto in proporzione a quanti elettori si sono recati alle urne. Avere, ad esempio, il 50% dei votanti alle urne significherebbe eleggere un’assemblea composta solo dal 50% dei rappresentanti, il che ridurrebbe in proporzione i provvedimenti che l’assemblea stessa potrebbe approvare (di fatto solo quelli a maggioranza semplice, solitamente riservata a temi di minore importanza). Il che, poi, avrebbe anche un suo senso: meno elettori, minore legittimazione, minori possibilità di fare sconquassi, ma soprattutto (dall’ottica dei partiti) meno posti di potere a disposizione e meno risorse, in ultima analisi, da spartirsi. In questo modo, forse, i partiti porrebbero maggiore attenzione al tema della effettiva rappresentatività e il numero dei votanti diventerebbe una variabile fondamentale nel quadro politico. Ma diciamocelo; che probabilità esistono che una siffatta forma istituzionale possa un giorno essere proposta e poi attuata? Sostanzialmente nessuna, credo. Fine della digressione.

Al momento, quindi, dobbiamo ragionare a sistema invariato, anzi in realtà il sistema politico ed elettorale è sempre in evoluzione, ma la direzione è contraria a quella auspicata: tutti i tentativi (a volte riusciti, a volte no) di riforma dei sistemi elettorali, oltre a considerare valida qualunque tipo di elezione indipendentemente dal raggiungimento o meno di soglie minime di rappresentatività, vanno sempre più riducendo anche lo spazio politico per la creazione di alternative. In pratica, se non votare è sostanzialmente un boomerang e creare alternative valide alle formazioni attuali è in tempi brevi pressochè impossibile, la domanda che resta sul tappeto, quindi, è: chi votare all’interno dell'offerta attualmente esistente?

Evitando generalizzazioni qualunquistiche, del genere “so’ tutti uguali, signora mia, se so’ magnati tutto”, partirei ragionando in un'ottica sistemica: punto fondamentale è che i sistemi complessi per quanto grandi e strutturati siano, vengono indirizzati (non governati o controllati, si badi bene, indirizzati) principalmente dall’interazione reciproca di un numero relativamente piccolo di persone in posizioni chiave (lo so, è un’affermazione forte, ma verificata in tutti i contesti: ci sto scrivendo un saggio da più o meno un decennio, prima o poi uscirà, ma per ora prendetela per buona così). Se questo è vero, ed è vero, bisogna evitare in prima battuta di guardare ai partiti nel loro complesso, ma vanno innanzitutto cercate le persone, cioè quelli che, con una definizione generica, io chiamerei PBV, ovvero "Politici di Buona Volontà". Definirei questi politici come coloro i quali, contrariamente a quanto fanno la gran parte degli altri, antepongono al raggiungimento di fini personali il perseguire qualcosa che genericamente e grossolanamente possiamo paragonare a qualche forma di "bene comune". Ne esistono? Certamente sì: sono pochi, non sono presenti (o candidati) in tutti i partiti, ma ce ne sono. Come distinguerli, quindi? Un buon criterio, generalmente applicabile, potrebbe essere quello di esaminare per quanto possibile la loro situazione personale e la loro storia: riducendo il ragionamento all’osso, un buon criterio è chiedersi cosa farebbe il soggetto in questione se non facesse politica. Come cambierebbe la sua situazione personale? Potrebbe rinunciare a tutto ciò che gli deriva (o gli deriverebbe) dalla posizione per cui concorre? La risposta potrebbe avere a che fare con i soldi, oppure con la notorietà, o il potere, o con qualunque altra cosa che possa risultare in qualche modo attraente per una persona che ricopra cariche pubbliche o istituzionali (ad esempio, le relazioni che si è in grado di stabilire da una posizione di potere, forse ancora più importanti dei soldi). Insomma, se la sua storia personale e i suoi atti concreti mostrano che quella persona non ha mai cercato quel tipo di riconoscimento per le proprie azioni, allora possiamo sperare che la sua spinta a fare politica sia in qualche modo dettata da un "semplice" desiderio di rendersi utile alla comunità. Un altro criterio, valido nei casi in cui la persona in esame sia un neofita, cioè uno che non ha mai fatto politica prima, potrebbe avere a che fare con le posizioni e le idee che si è impegnato a diffondere in passato: più erano incompatibili con le sue personali prospettive di “fare carriera” nel campo di provenienza e più queste potrebbero essere un segno utile delle sue buone intenzioni. Se ai tempi in cui il nostro potenziale PBV non era ancora in politica egli/ella ha sostenuto e diffuso idee, tesi, posizioni, proposte che avrebbero potuto mettere a repentaglio la propria carriera nell’ambiente in cui operava, allora possiamo presumere che sia in possesso di valori che è disposto a difendere, anche pagandone le conseguenze in prima persona, se necessario. Tornando a Taleb, egli in molti suoi lavori mette proprio la capacità di rispondere in prima persona delle proprie scelte al primo posto nel valutare l'affidabilità di una persona. Nel mondo odierno, data la progressiva diminuzione dei temi su cui “è permesso” discutere pubblicamente, non è difficile trovare degli esempi di possibili PBV "in pectore": uno scienziato che in passato abbia portato dati che mettevano in dubbio l’emergenza climatica, o che abbia parlato dell’inefficacia dei vaccini contro il Covid, oppure un giornalista o intellettuale che, oggi, anno domini 2024 D.C. dichiarasse apertamente la propria contrarietà a sostenere la guerra in Ucraina, o non avallasse in nessun modo ciò che Israele sta facendo ai palestinesi, un economista che si sia opposto alle politiche di austerità dell’UE quando Draghi era al governo, e non oggi che lo stesso Draghi lo sbandiera ai quattro venti etc etc. Queste sono cose che deporrebbero a favore del fatto che costui entra in politica perché in qualche modo “ci crede”. Ci sono esempi del genere? Sì, ce ne sono. Volete i nomi? Non li avrete: questo è un ragionamento di metodo.

Una volta individuati, però, di solito c'è un problema con questi PBV: nei partiti in cui sono inseriti (o stanno per inserirsi) non comandano né comanderanno loro, almeno per un certo periodo (lungo, molto lungo, spesso eterno). Ciò dipende innanzitutto dal fatto che sono generalmente brave persone e questo in tutti i sistemi sociali odierni, spesso è un problema irrisolvibile, un fattore di assoluta incompatibilità con il "fare carriera". Ma soprattutto, la loro apparente inefficacia dipende dalle caratteristiche dei sistemi in cui sono inseriti (in senso ampio, cioè i partiti e le istituzioni in generale) e dalle dinamiche che li animano. Per capirle, la prima domanda da porsi è: chi influenza la direzione in cui si muovono questi sistemi? In che modo un PBV può muovere il sistema in cui va ad inserirsi nella direzione voluta?

È facilmente intuibile come la nostra società odierna rappresenti un sistema estremamente complesso, che si muove su binari che risultano dall'azione combinata di un numero altissimo di forze, le quali, combinate fra di loro, determinano in qualche maniera la direzione generale del sistema stesso. È una configurazione frattalica, che si ripete a quasi tutti i livelli e in linea di massima su tutti i sottosistemi, e che si può ricondurre a grandi linee a quella di un campo vettoriale di forze. Che ruolo hanno nel loro campo vettoriale di forze i singoli PBV? Dipende. Dipende in primo luogo dalla posizione che essi occupano, che può essere, primariamente, dentro o fuori dai clan presenti del campo stesso. In questo, il politico di buona volontà non si differenzia granché dal singolo elettore e la sua scelta di stare dentro o fuori dai nuclei decisionali del suo sottosistema assomiglia in molti aspetti alla scelta del singolo elettore di andare o non andare a votare quando ci sono le elezioni.

Posizionarsi fuori dal campo di forze prevalente comporta di certo una maggiore libertà di espressione, ma richiede al PBV di saper creare in autonomia una forza sufficientemente grande da riuscire a influenzare comunque la direzione generale del sistema. Ciò appare piuttosto complicato, e le esperienze anche recenti di fallimenti di tutti quei partitini apparentemente promettenti nati “dal basso” stanno lì a dimostrarlo; ciò significa che – in assenza di azioni di forza che ribaltino il tavolo da gioco (detti per gli amici, “colpi di stato”) - anche il PBV che voglia influenzare il sistema restandone inizialmente fuori dovrà, prima o poi, provare ad entrarci. E qui viene fuori quello che è, probabilmente, uno degli aspetti più critici del restare fuori o, per un elettore, del non votare: il sistema è organizzato intorno agli insider. I quali hanno perfezionato sempre più i meccanismi che tendono a lasciare fuori gli outsider o, in generale, tendono ad escludere tutti coloro che non si allineano perfettamente a quanto desiderato dai più. Se negli anni ‘80 la nascente lega di Bossi riusciva a prendere il suo primo seggio in Senato con poco più di 130.000 voti, oggi una ipotetica nuova forza che voglia entrare in Parlamento deve superare delle soglie di sbarramento che richiedono un numero di consensi almeno dieci volte superiore. E stiamo parlando semplicemente di avere un seggio in Parlamento, non certo di andare al Governo o di modificare il corso degli eventi di larga portata. “It’s a long way to Tipperary”, cantava Snoopy impersonando la figura del vecchio reduce di guerra… (*)

L'altra possibilità, per il nostro ipotetico PBV è quella di entrare all'interno del sistema per cercare di modificarlo da una posizione di insider. Ciò significa cercare di entrare all'interno di una delle forze esistenti, il che comporta tutta una serie di condizioni da soddisfare, la prima delle quali è, data la natura degli attuali partiti politici, quella di farsi accettare da quelli entrati prima di lui. I quali, ovviamente, non saranno inizialmente contenti di dover condividere la torta con i nuovi venuti, a meno che questi ultimi non dimostrino di portare al clan, cioè al partito, un notevole valore aggiunto. Come dimostrare questo potenziale valore aggiunto? A meno di politici che abbiano già provato a presentarsi alle elezioni in passato, e quindi siano in grado in qualche maniera di dimostrare il loro seguito in termini di voti, la strada per farsi accettare dagli insider in tutti gli altri casi è portare idee nuove che possano calamitare nuovi voti al partito, ma soprattutto dimostrare la propria lealtà al clan. Il che significa a sua volta dover accettare quello che un politico all'epoca neofita di cui non faccio il nome definiva, a microfoni spenti, il proprio "cucchiaino quotidiano di m*"; ciò può tradursi, ad esempio, nell’essere mandato in televisione a perorare una causa tra le più lontane da quelle in cui si crede, oppure nel dover rilasciare dichiarazioni o inviare messaggi sui social per appoggiare esponenti del suo stesso partito che esprimono idee molto lontane dalle sue, oppure, una volta entrati, nel votare per lealtà di partito anche provvedimenti lontanissimi dalle proprie corde, o in generale, appoggiare in pubblico posizioni del proprio partito con cui non si è assolutamente d'accordo etc. Queste sono le "prove d'amore" che il clan richiede ai neofiti (o ai non allineati in generale) per verificare la loro fedeltà. In verità non sono convinto che queste prove facciano guadagnare voti al clan, cioè al partito, ma i valori fondanti del clan sono per lo più autocentrati e quindi in certi casi è più importante mostrare la propria fedeltà e lealtà al clan stesso piuttosto che allargare la propria base di voti, permettendo al PBV di restare fedele ai propri princìpi. Infatti accade spessissimo che il neofita entri in un partito con un certo seguito derivato dalle sue iniziative nella sua precedente posizione, dia le sue prove d'amore, e nel giro di poco tempo i suoi fan più duri e puri lo mollino al grido di “traditoreeeehhh, hai detto XY in TV”, oppure "hai votato anche tu questa schifezzaaah" etc etc; il partito perde voti, ma il clan può cooptare il neofita, sicuro della sua fedeltà. E, quando il neofita è stato finalmente cooptato nel nucleo decisionale del clan, allora e solo allora potrà provare a convincere altri PBV eventualmente già presenti a seguirlo sulla luminosa strada del bene comune. In che misura? Sempre nella misura in cui ciò verrà consentito dal nucleo decisionale già presente nel suo clan. Insomma, Adelante, Pedro, con judicio, direbbe Don Lisander.

In sostanza, un insider (ex outsider) di buona volontà ha la necessità PRIMA di farsi accettare da un numero il più alto possibile di uomini chiave presenti nel proprio sistema di riferimento se vuole POI in una qualche misura cercare di far passare come linea generale una o più delle proprie idee forza. Il che rende difficile distinguere, nel gioco quotidiano delle dichiarazioni e delle prese di posizione, il vero PBV fedele a sé stesso ed ai propri valori fondanti, ma costretto alle “prove d’amore” per ottenere l’accettazione del clan, dal falso PBV semplicemente opportunista, che magari sposa una tesi contraria al mainstream solo perché capisce che il vento tra poco potrebbe girare (e due: chi ha detto Draghi?). Tuttavia, per quanto complicato, è proprio questo l’esercizio che l’elettore consapevole deve cercare di fare nel momento in cui decide, consapevolmente, che il suo non voto non è altro che un avallo in bianco di quello che decideranno gli altri e che votare conta.

Conta se non altro perché alla fine, i PBV, che pure esistono, potranno andare avanti e provare a modificare la direzione generale del sistema solo se sempre più gente saprà riconoscerli e li voterà. As simple as that.

Cerchiamoli, dunque. E quando li troviamo, votiamoli, perdio.

(*) Un’obiezione sensata sarebbe quella di chiedersi il “caso 5 stelle”, ovvero un movimento nato dal nulla che alla prima tornata elettorale in cui si presenta prende il 25% dei voti, come si colloca, in questo quadro, ma richiederebbe una trattazione a parte, sia per esaminare la sua genesi (che io a Milano vidi da vicino, una quindicina di anni fa) sia per esaminarne gli sviluppi successivi.

Di Franco Ferrè

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Commenti (127)

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    1. clausneghe 12 maggio 2024

      Il mio argomento per non votare è sempre lo stesso: La Unione Europea è un ente prevaricatore auto installatosi alla guida del carozzone farraginoso che vediamo essere la UE nelle sue sconclusionate azioni, non ultima quella di volerci portare in guerra.
      Essi non hanno chiesto ai Popoli delle 27 nazioni che in origine erano 12 se si volevano mettere insieme o no.
      Maltesi con Lapponi, Spagnoli con Estoni, Italiani con Lituani e così via. Un agglomerato di luoghi e genti che poco o nulla hanno a che fare tra di loro, specialmente quando a causa dei look down vari imposti dalle medesime autorità, non si poteva uscire nemmeno dai Comuni, figuriamoci..Altro che casa comune..
      La UE è abusiva e non si vota per gli abusivi.
      Non mi recherò a porre la mia crocetta.

    2. pippo123 12 maggio 2024

      Ricordi il film Stargate? un alieno , un parassita che si è installato nel corpo di un giovane ..ecco la UE

    3. Jimbo 12 maggio 2024

      Concordo tutto sull'UE, ma la NATO?

    4. clausneghe 12 maggio 2024

      La Nato defungerà presto, assieme alla baracca Europoide.

    5. clausneghe 12 maggio 2024

      Parassiti mortiferi, vero.

    6. pippo123 12 maggio 2024

      se prima non ci porta in guerra

    7. Nonso 12 maggio 2024

      La sfido

    8. Dico no 12 maggio 2024

      Mah... guarda che nel caso non deve avere manco le palle, basta la postura solita nei confronti degli Usa e il resto di conseguenza 😅🤣

    9. carla 12 maggio 2024

      Anche se alcuni popoli europei hanno potuto (inutilmente) votare per o cntro la Ue a NOI in particolare non sarà mai concesso perchè leuro è stato creato a uso e consumo del dollaro/Usa e noi siamo una loro colonia senza diritto di voto dal 3.9.43.
      Tutto, ma proprio tutto ciò che ci viene inflitto nasce da quella semplice data.

    1. Rama 12 maggio 2024

      Perché "Votare o no: un’analisi (non solo) letteraria" quando e solo una questione di matematica? Continua la seria di articoli che spiegano come va bene votare, ma io faccio una domanda; Perché avete paura, perché avete bisognò dei nostri voti, tanto non fatte niente dalle promesse in campagna elettorale, perché devo stare al vostro gioco! Dai tempi immemori la folla al Colosseo decideva chi morire e chi vivere, adesso c'è il bavaglio, non conti nulla tranne per il voto!

    1. ducadiGrumello 12 maggio 2024

      sarà. A me pare che, in particolare da una trentina d'anni o giù di lì ma prima non potevo votare quindi non mi esprimo, la scelta si riduca a due opzioni: fra i già cooptati o fra i cooptabili. Non ho motivi per dubitare che fra questi ultimi ci siano "brave persone" ma la forza intimidatoria della cricca è tale che non vedo per costoro vie di scampo. E allora sto con Phantom poco sopra: il giorno fatidico faccio altro e non mi lamento poi degli esiti elettorali

    2. pippo123 12 maggio 2024

      ho votato una brava persona, Bagnai... ma anche lui ha votato per draghi e il fottuto green pass..quindi?

    3. ducadiGrumello 12 maggio 2024

      quindi stiamo dicendo la stessa cosa

    4. carla 12 maggio 2024

      Mi sembra che Bagnai non abbia votato per l'obbligo vaxxinale, Borghi a suo tempo mise l'elenco dei nomi e lui di certo non ha mai votato anzi era tra i più contrari. Alle volte il mainstream confonde anche i più scafati.

    5. danone 12 maggio 2024

      E' la premessa che è sbagliata.
      Hai votato quella che tu credevi fosse una brava persona e che invece si è dimostrata poi non esserlo.
      Quindi stai più attento alle tue premesse prima di decidere, la prossima volta.

    6. alessandroparenti 12 maggio 2024

      Bagnai? O ungei?

    7. mago 13 maggio 2024

      Si è perso lui e Borghi..due maschi italici ..

    8. mago 13 maggio 2024

      A parte quello scomparso dai radar..

    1. pippo123 12 maggio 2024

      Usciamo a cena, io ordino pesce, mia moglie carne, mio figlio pasta e mia figlia un vegetariano...dopo 2 ore arrivano 4 Pizze, alle nostre rimostranze il gestore con un gestaccio volgare se ne va ridendo...ora che ci penso era già successo l'anno scorso...

    2. Roberto Rey 12 maggio 2024

      Se era già successo perchè ci è tornato. Masochista ?

    3. alessandroparenti 12 maggio 2024

      Son proprio tutti uguali signora mia. Se son magnato tutto

    1. Ismaele386 12 maggio 2024

      Errate corrige: non "ha torto o ragione", ma "a torto o ragione".

    2. Redazione CDC 12 maggio 2024

      Corretto, grazie della segnalazione.

    1. Phantom 12 maggio 2024

      Cito una frase:Se votare servisse a qualcosa,non ve lo lascerebbero fare.Se il banco è truccato,che tu voti o non voti non cambia niente.Per cui se è bello preferisco andarmene a spasso,e non mi lamento in futuro dei politici,perchè loro non contano un ca..o ed è inutile prendersela con loro.Quando un paese è invaso da basi militari straniere,è evidente chi tira i fili del potere,se non ti va bene e ti comporti in un altro modo,inizia il terrorismo.Il problema non è andare a votare o no.Sempre a guardare il dito e non la luna.Ribadisco se non hai un esercito che si contrappone,lasciate ogni speranza di cambiamento.

    2. BrunoWald 12 maggio 2024

      "Quando un paese è invaso da basi militari straniere,è evidente chi tira i fili del potere"

      A quanto pare, per molti non è evidente.

    1. IlContadino 12 maggio 2024

      Nel paese qua vicino, quello in cui ho studiato, dove ci sono le scuole, è sorto "il problema del parco".
      Parco in centro, dietro al Comune, spacciatori a ogni ora del giorno e della notte, giri loschi, brutte facce.
      Allora la gente si attiva: riunione, comitato (che probabilmente diventerà un partito), giornata di "occupazione" del parco con famiglie passeggino.
      Un gran butta su per 'sta storia del parco.
      Ora, hanno chiuso in casa, per mesi, il Paese intero! Se facevi due passi all'aria aperta prontamente gli sbirri ti rificcavano in casa. Ma non sanno gestire due magrebini adolescenti al parco. Io devo pure crederci.
      La gente cosa fa? Comitato-Partito, riunione.
      Non ci siamo.
      Andiamo in 50, randello in mano, così si ripulisce il parco: "forza dell'ordine", quella vera.
      Ci hanno tolto le palle con 'sta cazzata del voto. Comitato-Partito, riunione, intanto il magrebino adolescente ride e vende la bustina, tuo figlio gioca in casa, il parco è interdetto. Giú di comitati e riunioni, li dovreste vedere come si accalorano su quelle sedie: è una vergogna di qui una vergogna di là, già li immagino, quando sarà pronto il simbolo, correre in cabina matita in pugno...ora sì che quei magrebini...eh eh, vedrai vedrai..eh eh il parco...i nostri figli..eh eh.

    2. uomospeciale 12 maggio 2024

      Poco da aggiungere, hai ragione da vendere.
      Tranne che il voto serve proprio a stroncare sul nascere l'iniziativa dei cittadini di mettersi in 50 a ripulire il parco.

      Per la serie :

      "io la crocetta l'ho messa, e adesso non voglio sapere niente più"
      Che tristezza...

      A votare un sistema malavitoso e marcio fino al midollo ci andranno quelli che stanno a libro paga del sistema, e in un modo o nell'altro ci sguazzano.
      Per me prima crolla tutto quanto, e meglio è..... Ormai solo dalle ceneri si potrebbe ricostruire qualcosa di più sano.
      Mai preso un centesimo da padrini locali o statali, quindi non devo niente a nessuno.

    3. danone 12 maggio 2024

      Chiamate danone se volete custodire come si deve il parco :-))

    4. mago 13 maggio 2024

      Ma voto Totti o Toti no perché ho un leggero impiccio? Che mi consiglia ?ci fu un onorevole missino che faceva i comizi bossolo in mano ma dove è andata poi la destra quando ha preso il ‘ potere ‘ io farò anche schifo ma tu ?

    5. mago 13 maggio 2024

      Una dozzina di ragazze dell est e si cambia uso destinazione

    6. Hospiton 13 maggio 2024

      Anche chi decide di votare avrà ragione solo se "dopo" passerà ai fatti, ovvero lotta armata e simili, per difendere le sue scelte. Con "dopo" intendo dopo che il politico che aveva votato non manterrà le promesse fatte, si prostituirà alla prima lobby di passaggio, si venderà per qualche incarico di prestigio o, nel caso si rivelasse un vero duro e puro, verrà spazzato via con scandali a orologeria cui non possiamo opporci, non avendo il cittadino comune il possesso dei media, dei social, del Discorso pubblico. E si verificherà uno di questi scenari, inevitabile, sono 30 anni che non vedo altro, solo chi non ha compreso la natura del Sistema può pensar che andrà diversamente. A quel punto il votante preso per i fondelli dovrà usare la forza ma a me pare che nessuno sia pronto alla famosa rivoluzione, certamente non i pro voto che finora han atteso pazientemente la successiva tornata elettorale per una nuova umiliazione. Volete proseguire così? "Fate quello che volete con il vostro scalpo, non venite a dirci cosa fare dei nostri"

    7. absitiniuriaverbis 13 maggio 2024

      Si possono avere opinioni diverse.
      Tuttavia non è che alzando il tono della voce o aumentando il numero dei tentati insulti aumenti la fondatezza delle tue ragioni.

      Rispetto però il fatto che tu difenda come puoi il tuo punto di vista. Non mi fraintendere, lo dico senza ironia alcuna.
      Il tuo agitarti ti rende onore.

      Però ricorda che se ti agiti mentre il nemico ti prende dal lato B, fai solo il suo gioco. Questa è ironia.

    8. clausneghe 13 maggio 2024

      E tu che voti per un Ente abusivo che si è auto installato senza chiedere con i referendum?
      Vai a dare legittimità a chi non è legittimo, almeno moralmente. Se ti senti a posto, bon.

    9. clausneghe 14 maggio 2024

      Hei, tipo, abbassa i toni e vai a urlare la tua ignoranza da un'altra parte che qui non sei ben visto. Chi sarebbero le persone ottime? Toscano Santoro Orsi Rizzo e affini? Gente che se vuoi commentare sui loro siti devi pagare e abbonarti, siamo a posto siamo..

    10. Hospiton 14 maggio 2024

      Chi voterai? Fai dei nomi, poi spiegami come pensi di verificare l'operato delle persone di cui parli una volta che queste lavoreranno 24 ore su 24 a Bruxelles e dintorni, a contatto con un mondo dominato da lobbisti al soldo di banche e corporations, che li fagociterà, li corromperà o, se si dimostreranno più tosti di Robespierre, li spazzerà via politicamente? Tu sarai impegnato con la tua vita, il tuo lavoro, i tuoi problemi e non avrai alcuna possibilità di controllare i tuoi fidi deputati, mentre il lobbista al soldo di Bayer, BlackRock o Apple è pagato per star appiccicato al prode politico 24 ore su 24, e hanno argomenti molto convincenti per portarseli dalla loro parte. E nel momento in cui i nostri eroi si rimangeranno ogni promessa (o, in caso di eccezioni veramente oneste e incorruttibili, verranno eliminati dalla scena politica con qualche scandalo da quattro soldi) tu cosa farai, un bell'assalto al Parlamento Europeo armi in pugno per far rispettare i tuoi diritti? O ti lamenterai inutilmente on line con tutti gli altri "liberi pensatori"? Ecco perché non credo più nel voto, sono stanco di vedere personaggi che, una volta a contatto con ambienti altolocati che li fan sentire "arrivati", li , cedono rapidamente e tradiscono l'elettore che ha confidato in lui, mentre l'elettore si sfoga sui social e poi, dopo qualche anno, torna a votare come un automa. Sarò anche ignorante ma non mi faccio più prendere per i fondelli da gente che dopo aver visto per la prima volta in vita sua stipendi a 4 zeri si dimentica i motivi per cui è arrivata nei palazzi delle istituzioni. 30 anni di tradimenti, se permetti mi sono stancato: il voto è utile in una democrazia funzionante, peccato che la nostra NON sia una democrazia, piuttosto parlerei di oligarchia, se vuoi convincermi del contrario porta buone argomentazioni e non sproloqui.

    11. fedo1887 16 maggio 2024

      Sono d'accordo con ogni sillaba che hai scritto.

      Voterò Marco Mori e Francesco Amodeo perchè da anni e anni si sbattono a destra e a manca per cercare di diffondere contenuti sacrosanti e salvavita (per la verità anche banali per chi come noi ha un pò di cervello) che sulle TV main stream da decenni vengono oscurati ma non solo, si spaccia come verità la bugia più becera.
      Quindi voglio premiare loro, fondamentalmente per due motivi:

      Il primo quello di sentirmi totalmente a posto con la mia coscienza sapendo di aver fatto la scelta giusta per quanto è in mio potere, secondo perchè ritengo che non votando nemmeno per queste persone valide, si perda totalmente il diritto a lamentarsi.
      E io non potrei vivere senza lamentarmi (intendo lamentele giuste e motivate, non alla cazzo di cane).

      Quindi considerando alcuni candidati di oggi, NON votare solo perchè la Lega di merda e i 5Stalle hanno tradito su tutto, mi sembra veramente una cosa da stronzi.

      Oltretutto non ho mai capito a cosa vi serve stare a casa.
      Se in alternativa al voto andaste tutti a fare la rivoluzione armata, allora sarei il primo a farvi una statua.
      Il punto è che voi rimarrete a casa a farvi le seghe, permettendo COME SEMPRE ai vari PD e +Europa di passare lo sbarramento, perchè nel caso non lo sapessi, i tifosi ignoranti di quegli schieramenti lì a votare ci vanno SEMPRE E COMUNQUE.

      Quindi non votare è esattamente il favore che quei 4 porci vogliono da te e da tutti quelli che si sono rotti le palle.

      Non esiste Quorum alle elezioni.
      Formerebbero un governo di loro scagnozzi anche con l'1% di votanti.

      Se non capite tutto questo è inutile parlare.

    12. fedo1887 16 maggio 2024

      Ti avevo risposto gentilmente con un commento bello articolato ma in meno di 3 secondi mi è stato cancellato dalla redazione.
      Mi spiace ma non mi è più possibile scrivere qui.

      Mi censurano peggio che sui social network anche se non dico nulla.

      E' veramente uno schifo.
      Mi spiace molto perchè sarebbe stato uno scambio di opinioni molto utile.

    13. Nonso 16 maggio 2024

      Marco Mori 🤣

    14. Nonso 16 maggio 2024

      Stai quieto

    15. Hospiton 16 maggio 2024

      Bè non so l'ultimo ma quelli che hai scritto in precedenza non erano molto "gentili". Ad ogni modo ci saranno altre occasioni dato che l'argomento "voto" si ripropone di continuo...l'importante è usare toni accettabili altrimenti le discussioni vanno a farsi benedire, diventano tutto meno che costruttive.

    16. fedo1887 16 maggio 2024

      Sei tu che devi smettere di scrivere cagate sotto ogni sillaba che posto.
      Sparisci e cercati un altro utente.
      Non te lo dico più.

    17. fedo1887 16 maggio 2024

      Tu scrivi tante cose molto giuste, quindi provo a riassumerti i miei punti.
      Anche se non sarà la stessa cosa.

      1) Il fatto che il 99% tradisca e che non ci sia un controllo successivo sui politici non può essere un motivo per non votare persone valide (specialmente nei rari casi in cui ci sono le preferenze).

      2) Non andare a votare è esattamente la reazione scontata del dopo Lega e 5Stelle del 2018.
      Quel tradimento lì è stato organizzato nei minimi dettagli per portare la gente a pensare tutto quello che tu mi hai scritto prima.
      E questo è solo un favore immenso che tu faresti ai soliti 4 papponi, dato che i loro elettori a votare ci vanno SEMPRE (pd, +Europa, ecc ecc).

      3) Votare candidati giusti (MArco Mori e Amodeo per esempio) sicuramente mi fa stare molto meglio con la mia coscienza, dato che il mio dovere per quello che è in nostro potere l'ho fatto.

      4) Se non voti devi smettere di lamentarti. C'è un esercito di fenomeni che non vota da praticamente sempre, però passa la vita a lamentarsi sui social, persino quando come in questo caso c'è la possibilità di votare gente seria, che da anni si sbatte per cercare di diffondere contenuti totalmente censurati dai media main stream.
      E' giusto alzare il sedere dal divano e andare a premiarli alle urne.

      5) Se chi non vota andasse in alternativa davanti ai palazzi del potere a fare la rivoluzione armata, allora sarei il primo a fare loro una statua.
      Il punto è che sta gente non va a votare e poi sta a casa sul divano a dire ca*ate.
      Troppo comodo.

      6) Non esiste Quorum alle elezioni.
      Se anche votasse l'1% dei cittadini, questi formerebbero un parlamento o un governo di loro scagnozzi comunque.
      Chi dice che il sistema crolla da solo se non si va a votare è semplicemente matto da legare.

    18. Nonso 16 maggio 2024

      Non dirmelo più, tanto anche se me lo dici faccio come mi pare: sprechi il tuo tempo.

      Marco Mori non è quello che ci serve, ci servono istituzioni nuove, in un sistema nuovo, con nuova struttura e nuovi obiettivi, non certo nuove faccine o nuovi slogan.

      Poi tu, se vuoi, vota Mori vota Mori vota Mori vota Mori...

    19. fedo1887 16 maggio 2024

      Quello che dici tu può solo avvenire dopo che più del 50% delle capre in questo Paese avrà capito come funziona la baracca e cosa è accaduto a questo Paese.

      Tu forse dai per scontato che tutti sappiano quello che sappiamo noi.
      Purtroppo non è così.

      Fosse per me l'intero sistema liberista/capitalista dovrebbe essere considerato il più grande crimine contro l'umanità....ma vai a spiegarlo ai miliardi di caproni in giro per il mondo. Auguri....

    20. Hospiton 16 maggio 2024

      Io non votai neppure nel 2018 e non perché ritenessi i 5stelle degli impostori, semplicemente sapevo che in un Paese privo di sovranità e controllato dagli USA -con tanto di basi militari e arsenali atomici- una forza politica formata da gente volenterosa ma priva di solidissimi appoggi nell'esercito, nella magistratura, nei media non avrebbe mai potuto implementare il famoso programma "fuori dalla UE, fuori dalla NATO". Se ci avessero provato sul serio sarebbero finiti male, ci vuole poco a dare l'esempio (visto il premier slovacco Fico? E noi siamo messi molto peggio...). Ecco perché il crollo di quel governo, il loro "tradimento", non mi ha minimamente stupito, anzi ha solo confermato per l'ennesima volta il fatto che l'Italia sia una colonia, e le colonie non si emancipano con una votazione democratica. Non metto in dubbio che Mori e Amodeo siano due persone oneste e capaci ma non possono fare assolutamente nulla di più di quanto già fanno, ovvero divulgazione e attivismo fuori dai palazzi del potere. Se entreranno in quelle laide cloache, e persisteranno nelle loro battaglie sino a diventare pericolosi, verranno eliminati, politicamente o -casi estremi- fisicamente. Nel caso rischiassero la loro incolumità fisica saresti pronto a giocarti la vita al loro fianco? Perché in Italia chi scoperchia il verminaio fa una brutta fine o diventa un emarginato, e così sarà finché la popolazione consapevole e pronta a tutto non toccherà percentuali molto più alte di quelle odierne. Io non voglio scoraggiare nessuno ma non posso raccontarmi/ti balle: siamo un giocattolo nelle mani di gente spietata, l'hanno dimostrato con Mattei, Moro, usando la Mafia per eliminare personaggi fastidiosi, De Mauro, Rizzotto, Rostagno, Fava, il generale Dalla Chiesa, Giuliano, addirittura l'intero pool antimafia di Falcone (sono morti assassinati tutti i suoi collaboratori, da Chinnici a Cassarà), fino a Craxi costretto alla fuga in Tunisia e Andreotti bruciato da processi farseschi, il tutto nel gran circo di Tangentopoli, orchestrato Oltreoceano per far sparire una classe politica diventata ingombrante nel mondo post Guerra Fredda. Per non parlare di infiniti omicidi o morti sospette legate a affari loschi tipo operazioni in Somalia, Ilaria Alpi è solo la più nota ma potrei elencarti almeno una dozzina di fatti inquietanti che i media hanno clamorosamente e volutamente "dimenticato" o trattato in modo superficiale. Dal 1992 non hanno più avuto bisogno di fare secco nessuno, evidentemente politici, magistrati , giornalisti han capito l'antifona e obbediscono senza fiatare, puoi star certo che se qualcuno dovesse rialzare la testa il metodo Fico verrà rispolverato anche in Italia. È un gioco internazionale, non permetteranno che sia un esito elettorale a cambiare le carte in tavola e la situazione è sempre più delicata...

    21. fedo1887 16 maggio 2024

      Ma anche se tutto quello che dici fosse giusto al 100%, la risposta finale è quindi "Non facciamo un caxxo tanto non cambia mai nulla"???

      io preferisco votare persone che sono sempre state coerenti e che cercano di diffondere certi contenuti.
      Poi se vengono ammazzati o emarginati sicuramente non posso prendermela con me stesso, io il mio dovere l'ho fatto!!!

      Senza dubbio scartare ogni minima speranza in partenza dicendo che tanto è tutto marcio e colonizzato non aiuterà a cambiare le cose.

      O sbaglio???

      Fosse anche come dici tu, che cosa vi costa alzarvi dal divano 10 minuti e mettere una croce di m*RDA???

      Magari tante nostre croci impediscono a certa gente di superare lo sbarramento favorendone altre!!!!
      Hai detto niente!!!!!!

      Meglio un Marco Mori nelle istituzioni o una Bonino??????

    22. Hospiton 17 maggio 2024

      Ma chi dice di non far nulla Fedo? Perché passa questo messaggio falso e fuorviante? Lo trovo inconcepibile. Se la pensassi così, ovvero non voto e me ne sbatto, secondo te avrei passato ore e ore a studiare e diffondere ovunque posso ciò che ho appreso, informazioni che il mainstream non fornirà mai ma che sono indispensabili per strutturare un cittadino passabilmente consapevole? Anni passati a leggere testi di Chomsky, Bauman, Illich, Barnard, Galbraith, Cardini, Zinn, Pasolini, a analizzare il lavoro di banche e think tank per poi cercar di divulgare tutto ciò sul web -dato che non possiedo giornali o network- affrontando peraltro troll e impostori di ogni sorta, una rottura di cog....i spaventosa e che ti avvelena ma necessaria, sfruttando gli unici mezzi a disposizione non completamente inquinati dalla propaganda ufficiale. Questo è attivismo di valore incomparabilmente superiore all'andare alle urne senza sapere un beneamato sul funzionamento dei meccanismi che regolano la nostra società, una bella ics comoda e poi vediamo se il nostro eroe sconfigge BlackRock o BlackStone (anzi, il cittadino comune pensa che la lotta sia tra destra e sinistra, immagina quanto c'è da lavorare). Se pensi che l'opera di divulgazione non serva a nulla non posso farci niente, per me invece è infinitamente più utile del legittimare un sistema totalmente compromesso, che un pur valido Mori lo prende e lo schiaccia come una nocciolina. Forse non hai ben presenti le dimensioni del meccanismo in cui entra un politico di alto livello, prova a leggerti "Confessioni di un sicario dell'economia" di Perkins per farti un'idea su quella che viene definita Corporatocrazia, e che oggi è all'apice della potenza, avendo inglobato le istituzioni democratiche e manipolandole a piacimento. Ma la parabola discendente potrebbe iniziare da un momento all'altro...per quanto mi riguarda è immensamente più faticoso cercare di divulgare presso masse di sprovveduti nutriti a TV e social tutto quel che si è letto e studiato in decenni che non recarsi al seggio, mettere una crocetta e tanti auguri, come ha sempre fatto la maggior parte dei votanti. Mi piacerebbe apporre una bella ics (tu stesso la definisci di m...., come puoi pensare che abbia reale valore nell'occidente tecnocratico del 2024?) e poi sentirmi a posto con la coscienza, in tutti questi decenni ho capito che la strada da percorrere è un'altra, i cui risultati probabilmente verranno raccolti, se succederà, da generazioni future. Il giorno in cui si raggiungerà una consapevolezza diffusa sulla reale situazione italiana e europea, se mai accadrà, non ci sarà più bisogno di articoli e commenti come questi, tutto ciò però non può accadere in un amen caro Fedo. Il cambiamento è già in atto, voto o no, siamo appena agli inizi e serviranno cittadini ultra-consapevoli per approfittare di una transizione epocale come quella in atto.

    23. fedo1887 17 maggio 2024

      E' tutto giustissimo ciò che dici, allora a maggior ragione non dovrebbe pesarti così tanto premiare un Marco Mori che tenta da anni di divulgare certi pensieri con una fatica immane, in un contesto generale in cui appena dici qualcosa di intelligente e diverso dal main stream ti piovono addosso le peggiori etichette e i peggiori insulti.

      Lo hai spiegato tu nei minimi dettagli quanto può essere importante divulgare certi contenuti.
      E allora perchè non premiarlo???

      Il suo ragionamento è identico al tuo, però con qualcosa in più.

      Ovvero la consapevolezza che divulgare certi contenuti da una posizione molto più privilegiata di un Tweet da sconosciuto, può essere un buon inizio per risvegliare tanti caproni che da decenni ascoltano un pensiero unico che va sempre nella stessa direzione.

      Le obiezioni che mi hai fatto portano esattamente al voto verso i candidati che ho citato.

      Non capisco cosa ti impedisce fisicamente di premiarli.

    24. Nonso 17 maggio 2024

      A me non piacciono, ad esempio,
      ma forse sono io troppo esigente.

    25. Hospiton 20 maggio 2024

      Non seguo abbastanza Mori da poterne valutare il lavoro ma non dubito minimamente che stia facendo ottime cose come dici. Ecco, per quel che mi riguarda Mori deve continuare così, divulgare, render consapevoli i suoi lettori e questi devono diffondere a loro volta ciò che apprendono, raggiungendo quante più persone possibili, il mio "premiarli" consta nel segnalare ad altri lettori i nomi di attivisti come lui (ripeto, non conosco a fondo il suo lavoro ma negli anni ho cercato di far conoscere tanti altri autori e pensatori non allineati). Servirà tempo, certo, ma nell'attuale momento storico a mio parere è la cosa migliore che possiamo fare, un sistema così ramificato e perfettamente organizzato non si affronta con assalti frontali e cambiamenti operati dall'interno delle istituzioni, totalmente compromesse, bensì con azioni da carbonari 2.0...tale è la mia opinione, se Mori o chiunque altro entrasse nei palazzi del potere verrebbe inglobato o semplicemente annichilito. Quindi non mi pesa il voto a Mori o a un particolare candidato, non è quello il punto, è proprio il voto in sé che ora come ora rappresenta solo un mio benestare, una legittimazione a un Sistema che mi è ostile, e finché non vedrò determinate condizioni ritengo deleterio partecipare a quello che è diventato un clamoroso inganno... non è più questione di candidati ma di rifiuto di un gioco truccato, e per ribaltare il tavolo occorrerà tempo, pazienza, preparazione, consapevolezza e massa critica, che non aderisca più a un meccanismo truffaldino e inizi a pensare a qualcosa di alternativo, nuove forme di rappresentanza, altro che parlamento europeo e cloache simili. Spero di essermi spiegato con chiarezza, alla prossima

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