TERZA GUERRA MONDIALE – “In Siria è crisi vera: Russia e Turchia ai ferri corti”

di Paolo Vites – int. Marco Bertolini – ilsussidiario.net
Trentatré soldati turchi uccisi nella provincia di Idlib, in Siria, a causa di un bombardamento aereo delle forze di Damasco. La risposta più esplicita l’ha data Mosca il giorno dopo: “Stavano in mezzo ai terroristi”. E come spiega l’ex generale Marco Bertolini, già capo di stato maggiore del Comando Isaf in Afghanistan, “la Turchia considera la provincia di Idlib suo possedimento, come ha fatto con il territorio curdo-siriano ai suoi confini. Ha mandato truppe che di fatto, nonostante le menzogne di Erdogan, combattono a fianco degli ultimi jihadisti e contro Siria e Russia. Si fanno belli sbandierando la situazione drammatica dei civili vittime dei combattimenti, in particolare i bambini, ma sono la principale causa di questo dramma. E intanto, come sempre, l’Occidente non interviene, accettando passivamente anche questa volta le bugie che stanno contrassegnando la guerra in Siria”.

La presenza turca non fa che peggiorare la situazione, di per sé già grave, nella provincia di Idlib. Che ne pensa?

Erdogan proprio qualche giorno fa ha detto che Idlib è un suo problema, perché quel territorio è casa sua. Lo considera già annesso. Questa è la realtà.

Una realtà che rischia di trasformarsi in una escalation quasi impossibile da fermare?

È una situazione che riflette quello che è successo sin dall’inizio della guerra in Siria. I paesi occidentali e la Turchia hanno sempre effettuato raid aerei e bombardamenti ogni qual volta le forze di Damasco cercavano di liberare Idlib, un’area in cui si concentrano i peggiori tagliagole dell’Isis ancora liberi di combattere. Evidentemente mantenere una provincia come questa, vicinissima ad Aleppo, che è una città chiave, vicinissima ad Hama e vicina alla costa mediterranea per i turchi è fondamentale, così come è importante mantenere la regione curdo-siriana. E si comportano di conseguenza.

Fanno anche la parte dei buoni denunciando la morte dei civili. Sperano che l’Occidente intervenga in qualche modo, obbligando Damasco a ritirarsi?

L’atteggiamento dell’Occidente è quanto di più ipocrita esista. Si sono sempre disinteressati della Siria e per prendere in giro l’Occidente sono state inventate sciocchezze enormi. Non so se ci si ricorda dei cosiddetti Caschi bianchi, che dovevano essere una sorta di forza di pace e invece combattevano con l’Isis. Adesso ci saranno altre accuse di atrocità nei confronti di Damasco. I turchi intanto utilizzano i civili come arma di pressione.

Dal punto di vista militare come è la situazione? La battaglia va avanti ormai da mesi.

La prima offensiva siriana e russa ha portato a riconquistare l’autostrada che collega Hama ad Aleppo, una vittoria importantissima che ha permesso anche la riapertura, dopo anni, dell’aeroporto di Aleppo, con i primi voli per Damasco,. Un evento festeggiato giustamente come il ritorno alla vita normale e civile.

Dopo di che?

Questa offensiva cercava di penetrare nella provincia di Idlib, che è una sorta di cuneo con la punta verso il basso. Sono entrati nella parte inferiore, da sud-est verso nord-ovest, e hanno sfondato arrivando a due passi da Idlib. A questo punto i turchi hanno cominciato a inviare truppe e ora stanno rinforzando la presenza in un aeroporto siriano nella zona. In questi giorni c’è stata una controffensiva che ha spostato leggermente verso est la linea di contatto, riconquistando l’area di Saraqib. Damasco ha risposto con questa contro-controffensiva.

Il ruolo dell’esercito russo è fondamentale?

Il problema adesso è proprio il coinvolgimento della Russia. Sta partecipando alla campagna aerea in modo decisivo, e come risposta la Turchia vuole chiudere il transito del Bosforo alle navi russe che arrivano dalla Crimea. Se non possono passare, si aprirà un problema enorme. I russi intanto hanno congelato la vendita dei missili S400. Ci sono due delegazioni che stanno contrattando, ma sembra che i turchi abbiano intimato ai russi di andarsene. Pare che il Parlamento di Ankara stia per approvare una dichiarazione di guerra nei confronti di Mosca.

Situazione gravissima, dunque. A cui si aggiunge l’apertura del confine con la Grecia, da parte di Erdogan, per lasciar andare in Europa i profughi siriani e iracheni.

Erdogan sa benissimo che l’Europa è un gigante ipocrita con i piedi di argilla, che si agita solo quando vengono messi in crisi i propri interessi immediati. I profughi sono un’arma importante: prima ha preso i soldi da Bruxelles, adesso usa i profughi per i suoi interessi. Una forma di pressione non indifferente.

La Grecia ha raddoppiato le forze al confine. Ci saranno ripercussioni anche via mare?

I profughi possono fuggire dalle coste turche e raggiungere le isole greche nell’Egeo, come succedeva tempo fa. Ci saranno prese di posizione contro Damasco, che fa scappare i civili, e si riaprirà una situazione drammatica, che purtroppo abbiamo già visto.

Fonte: https://www.ilsussidiario.net/news/terza-guerra-mondiale-in-siria-e-crisi-vera-russia-e-turchia-ai-ferri-corti/1991310/

9 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
giovanni
giovanni
29 Febbraio 2020 13:00

aspettiamo che il generale sia invitato ad uno dei programmi di politica ed attualità in prima serata tv!
……..

mrNahele
29 Febbraio 2020 14:01

chissa’ perche’ prevedo che greci bulgari e altri dirimpettai si rompano le palle di Erdogan. non so cosa facciano gli usa, ma dall’altraparte penso che l’iran e l’iraq curdo questa volta decidano di gettarsi nella mischia. Israele continuera’ a rompere i maroni? il califfo anche con l’esercito piu’ numeroso d’europa non puo’ farcela contro tutti gli altri.

mingo
mingo
29 Febbraio 2020 17:35

La Turchia ci porterà a fondo con lei se necessario .Tutti si intende ,meno Usa ed Israele che si sfileranno se le cose volgessero al peggio ,o ci useranno come scudi contro i Russi e alleati .
E l’Italia supina obbedirà senza batter ciglio e questo lo sappiamo tutti .Speriamo che la paura di una guerra più pesante scoraggi i Turchi da i loro pericoloso giochi o saranno guai seri.

Vlado Cremisi
Vlado Cremisi
29 Febbraio 2020 17:29

Putin non fa distinzioni, gli abitanti di Idlib oramai sono tutti terroristi…compresi addirittura i soldati turchi. Comprensibile, la religione è un’altra.
Adesso si spiega bene la nuova spaccatura ortodossa di Kiev, con personaggi cresciuti in mezzo alle armi è meglio farsi da parte e non avere niente a che fare.
Comunque gira voce che Erdogan avrà un aiutino dall’aviazione della nato sopra i cieli siriani, se cade un Sukhoi questa volta non sarà per il confine maledetto ma perchè se le sta cercando e non trova più mosse sulla scacchiera.

marcopa
29 Febbraio 2020 18:44

Lo scontro tra Turchia e Siria visto da chi vive là. traduzione originale di OraproSiria https://oraprosiria.blogspot.com/2020/02/lo-scontro-tra-turchia-e-siria-visto-da.html

oriundo2006
oriundo2006
29 Febbraio 2020 19:02

Cerchiamo di capire a CHI possa servire il voltafaccia di Erdogan rispetto a Mosca ed alle trattative di Astana. Ovvio: a chi non vuole che la guerra in Siria finisca e finisca con la sconfitta totale delle milizie musulmane a libro paga occidentale. Cerchiamo di capire inoltre l’importanza di un problema che nessuno ha suscitato, compresi i molti geopolitici nostrani: che è un problema di legittimazione. La Turchia ce l’ha e si chiama parte turcomanna della Siria ( o della ex-Siria, oramai ). Sono uomini di etnia turca ( qui ampi riferimenti storici: https://www.eastjournal.net/archives/68110 ) che nei disgraziati Trattati infami dettati dalle potenze coloniali di allora vennero assegnati alla Siria e non alla Turchia ( si pensava ad uno scambio successivo di territori che poi non avvenne…potenza della Fratellanza internazionale…). Questo aspetto legittima le pretese di Ankara su quei territori di confine, oggi mascherate da esigenze di tutela militare o di profughi, mentre la Siria non può accampare alcun titolo di legittimità se non conseguente a Trattati oramai da considerarsi assolutamente fuori dal contesto attuale. In ogni caso la posizione di Damasco è debole, come debole è la posizione della Russia a questo proposito, mentre Ankara ha ragioni etnico-politiche da… Leggi tutto »

Nightwhisperer
Nightwhisperer
Risposta al commento di  oriundo2006
29 Febbraio 2020 19:50

Il tuo discorso potrebbe essere valido, ma non mi sembra che in Crimea, Kosovo, e altri luoghi della terra sia mai stata percorsa una via che non fosse la dominazione geopolitica della potenza di turno.
Infatti già ai tempi della Società delle Nazioni e poi ancora con l’Onu si è affermato il principio del rispetto delle minoranze all’interno degli Stati Nazioni, cosa che Assad ha fatto egregiamente all’interno del territorio che tu ricordi gli è stato assegnato arbitrariamente, mentre lo stesso non si può dire per Erdogan per quanto riguarda ad esempio le minoranze curde e armene. Per non parlare delle persecuzioni ai credenti cristiani….
Perciò le pretese di Erdogan sono neo-ottomanesimo e basta.

oriundo2006
oriundo2006
Risposta al commento di  Nightwhisperer
29 Febbraio 2020 21:24

La questione-Crimea è stata la stessa cosa: la Russia aveva la legittimazione alla riunificazione, avvenuta poi con referendum. Idem con la Novorossia: sono russi e basta. Eccetera eccetera. Tu dici il rispetto delle minoranze: io parlo del diritto, anch’esso sancito, dell’autoderminazione dei popoli…ad esempio degli Uiguri come dei seguaci del Dalai Lama…Erdogan punta ad un neottomanesimo secondo quello che dici…ma l’ottomanesimo storico e culturale non è mai morto: milioni di turchi, chiamati turcomanni vivono in Siria, Irak…e persino in Crimea. E’ una realtà di oggi, non solo di ieri…Sull’aspetto religioso, inoltre, i turchi sono lievemente differenti dal mondo sunnita cui appartengono ufficialmente: anche lì vi sono evidenze identitarie che promuovono l’unità dei popoli turchi in una unica realtà statale. Questo è un argomento che prescinde da Erdogan. Il vero pericolo per il Medioriente è che la dirigenza di Ankara è infiltrata da Dunmeh filoj. ed è massone sulla scia di Ataturk. Dunque obbedisce a poteri esterni che nulla hanno a che vedere con le richieste legittime dei popoli turchi…si servono degli uni e degli altri solo per promuovere la loro agenda falsamente ‘mondialista’.

Simone Enomis
Simone Enomis
29 Febbraio 2020 21:20

Unica soluzione possibile, secondo me, “congedare” Erdogan.