Saremo noi le prossime ‘patatine fritte della libertà’? (*)

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(*) Nel testo gioco di parole tra “freedom fries” e “french fries” (patatine fritte)

 

Ray McGovern – AntiWar.con – 24 marzo 2022

 

Gli opinionisti e gli esperti strategici statunitensi sembrano beatamente inconsapevoli di quanto siamo vicini ad essere fritti in un attacco nucleare da parte della Russia (avvertenza: se state semplicemente cercando un altro motivo per demonizzare Putin, piuttosto che capire da dove viene, risparmiate tempo e non leggete oltre).

Ecco il punto: i russi hanno buone ragioni per essere in allerta. Il loro sistema di preallarme radar è così inadeguato che ci sono situazioni (comprese quelle che coinvolgono innocenti lanci di razzi) in cui il presidente russo Putin avrebbe solo pochi minuti – se così fosse – per decidere se lanciare o meno missili nucleari per distruggere il resto del mondo – nel sospetto che la Russia fosse sotto attacco nucleare.

“E allora”? Sì, il tempo di lancio verso il bersaglio è a questo punto così breve che è del tutto probabile che l’autorità di lanciare armi nucleari sia ora delegata a comandanti subordinati “sul campo”, per così dire. I lettori di “Doomsday Machine” di Daniel Ellsberg sono consapevoli di come gli Stati Uniti abbiano effettivamente devoluto questa autorità durante i giorni della prima guerra fredda. Io, per esempio, sono rimasto scioccato nell’apprenderlo. Peggio: oggi i comandanti subordinati potrebbero essere dei “sottufficiali computer”.

La Russia, naturalmente, non vuole ammettere che il suo sistema di preallarme è molto inferiore alla capacità satellitare mondiale degli Stati Uniti. Ma questo è il caso. Le implicazioni non potrebbero essere più serie.

Questo è venuto in mente oggi quando l’ex presidente russo Dmitry Medvedev ha detto che il Cremlino non permetterà mai la distruzione della Russia. Ha avvertito, tuttavia, che se Washington raggiungesse quelli che ha descritto come i suoi obiettivi distruttivi, il mondo potrebbe affrontare una crisi distopica che finirebbe in una “grande esplosione nucleare”.

Il presidente Putin ha affrontato questo tema quattro anni fa, poco dopo aver svelato il nuovo arsenale nucleare della Russia, compresi i missili ipersonici e altre armi altamente avanzate. Commentando la guerra nucleare, Putin disse a un intervistatore:

“Certamente, sarebbe un disastro globale per l’umanità; un disastro per il mondo intero” e aggiunse che “come cittadino della Russia e capo dello stato russo devo chiedermi: perché dovremmo volere un mondo senza la Russia?”.

 

Usarli o perderli

Putin ha continuato dicendo che, nonostante le conseguenze disastrose, la Russia sarebbe costretta a difendersi con tutti i mezzi disponibili, se la sua stessa esistenza fosse messa in gioco:

“Una decisione sull’uso delle armi nucleari può essere presa solo se il nostro sistema di allarme per l’attacco dei missili balistici non solo rileva un lancio, ma prevede anche che le testate colpiranno il territorio russo. Questo si chiama attacco di rappresaglia”.

Questo è il problema. Alcuni radar “rilevano” e “predicono”, e finiamo tutti abbrustoliti – o patatine della libertà. Mentre la Russia ora ha nel suo inventario operativo armi sofisticate che possono sconfiggere qualsiasi difesa tradizionale anti-missile balistico (ABM), è in ritardo rispetto agli Stati Uniti nella capacità di preavviso.

Pensateci. Cosa dovreste temere di più: essere fritti di proposito o essere fritti per errore? Macabro. Queste scelte non sono incredibilmente stupide per gli esseri umani razionali? Se costretto a scegliere, però, penso che mi dispiacerebbe molto di più essere fritto da “Oops, perdonate il nostro errore”. Per favore, leggete ciò che segue e chiedetevi se è necessario un immediato cessate il fuoco in Ucraina, o se bisogna lasciar fare a coloro che vogliono rischiare la guerra con la Russia.

 

Russia: copertura di preallarme limitata

Il sistema di allarme satellitare “global situational awareness” degli Stati Uniti permette di rilevare immediatamente il lancio e la posizione di un missile balistico in qualsiasi parte del pianeta, compreso il mare. La Russia non ha questa capacità a livello mondiale. Se questa lacuna tecnica non viene presa in considerazione (e ci sono segni che il Pentagono non le presta attenzione), potremmo essere tutti improvvisamente molto morti – o “per lo più morti” (per citare Billy Christal in The Princess Bride). (Ted Postol ha spiegato questo in dettaglio ad un salotto virtuale del Comitato per la Repubblica il 17 marzo.

Postol, un professore di fisica del MIT in pensione e consigliere senior del Pentagono, ha fornito un breve caso di studio, che riassumo qui sotto:

Il 25 gennaio 1995, i generali russi erano concentrati su un razzo lanciato dalla Norvegia e rilevato dal loro radar ad allarme automatico. Poteva essere la raffica iniziale di un attacco nucleare su larga scala che includeva missili balistici lanciati dal mare? Data l’incapacità della Russia di rilevare i lanci di missili dai sottomarini in mare, quei generali non potevano escludere la possibilità che la Russia fosse già sotto attacco da parte di sottomarini nucleari armati con i Trident.

Una grazia salvifica nel 1995 era che quegli stessi generali avevano informazioni affidabili che gli ICBM statunitensi non stavano per attaccare. Almeno altrettanto importante, nel 1995 le relazioni tra la Russia e gli Stati Uniti erano relativamente equilibrate. Ora? Non così tanto.

Postol ha aggiunto quanto segue per indicare la rinnovata preoccupazione della Russia sulla sua carenza di allerta precoce: gli Stati Uniti hanno ora aumentato la potenza di distruzione complessiva delle forze missilistiche balistiche statunitensi di un fattore tra due e tre. Questo è esattamente il tipo di capacità che uno stato dotato di armi nucleari costruirebbe se volesse avere la capacità di combattere e “vincere” una guerra nucleare con un first-strike disarmante.

Il razzo dalla Norvegia? Gli scienziati lo avevano lanciato per studiare l’aurora boreale, ma apparentemente nessuno aveva pensato di dirlo ai russi.

A parte chiedere ai norvegesi di avvertire i russi la prossima volta, cos’altro si può fare? Washington può smettere di rendere le relazioni ancora più tese sull’Ucraina. Il Pentagono può vantarsi delle sue formidabili capacità strategiche offensive, ma non ha modo di proteggerci da un attacco nucleare russo. E se si verifica un falso allarme come nel 1995, questa volta senza la “grazia salvifica” di una relazione bilaterale decente con la Russia, potremmo finire tutti come patatine fritte umane. Dovrebbe darci zero consolazione sapere che anche la maggior parte dei russi finirebbe così.

 

Ray McGovern lavora con Tell the Word, un ramo editoriale della Chiesa ecumenica del Salvatore nel centro di Washington. La sua carriera di 27 anni come analista della CIA include il servizio come capo del ramo di politica estera sovietica e come preparatore del “President’s Daily Brief”. È co-fondatore di Veteran Intelligence Professionals for Sanity (VIPS).

 

Link: https://original.antiwar.com/mcgovern/2022/03/23/will-humans-be-the-next-freedom-fries/

 

Scelto e tradotto da Arrigo de Angeli per ComeDonChisciotte

 

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