Olof Palme assassinato una seconda volta?

Dopo 34 anni, la più grande indagine criminale nella storia svedese ha partorito un topolino morto.

di Fausto Giudice, riprodotto da Tlaxcala 10/06/2020.

Traduzione dal francese di Leopoldo Salmaso

 

Mi sono appena sorbito su Youtube le due ore e diciotto minuti di conferenza stampa tenuta presso la sede della polizia di Stoccolma dal procuratore inquirente, Krister Petersson, e dal capo del gruppo investigativo della polizia, Hans Melander, sull’omicidio di Olof Palme, avvenuto il 28 febbraio 1986.

Non riesco ancora a credere a quello che ho sentito. Secondo questi signori, l’indagine è definitivamente chiusa.
Quindi hanno trovato l’assassino o gli assassini? Uh … forse sì, forse no. Ecco qua: c’è un’alta probabilità che Olof Palme sia stato ucciso da Stig Engström, ma gli investigatori non devono dire se un sospetto è colpevole, spetta a un tribunale farlo. E poiché Stig Engström è morto nel 2000 (si è suicidato all’età di 66 anni), non possiamo più sottoporlo a processo.

Così il caso è chiuso definitivamente.
Abbiamo trovato l’arma del delitto? No, abbiamo trovato solo i 2 proiettili sparati da una pistola calibro 357 Magnum.
Gli investigatori hanno la minima idea dei motivi del presunto assassino? No, assolutamente nessuno.
Avrebbe agito da solo o come membro di una cospirazione? Gli investigatori non ne hanno idea.
E la pista sudafricana? “Interessante, ma supportata dal nulla”.
E che dire dell’incontro tra i rappresentanti dei governi sudafricano e svedese che, secondo il giornale The Guardian[i], si è svolto il 18 marzo? Né gli investigatori né i giornalisti che li hanno intervistati ne hanno fatto menzione.

Quindi, dopo 34 anni, la più grande indagine criminale nella storia svedese, grande come una montagna, ha partorito un topolino. Un topolino morto. Non resta che attendere un’indagine approfondita su questa indagine, che ha gettato una luce inquietante sui lati oscuri della polizia e del sistema giudiziario svedesi.
Per coloro che hanno seguito il ruolo svedese nell’affare Julian Assange non c’è nulla da stupirsi. Accusare un morto non è forse l’espediente migliore per seppellire una questione con ramificazioni molto inquietanti?
I signori Petersson e Melander hanno appena messo in congelatore una patata bollente. E hanno gettato la chiave del congelatore nelle acque nere del Baltico.

Per chi fosse interessato, ecco il link con la versione inglese della conferenza stampa, noiosa come una giornata invernale svedese: https://www.youtube.com/watch?v=OzpKOHU6L4Y&feature=emb_err_woyt

 

[i] https://www.theguardian.com/world/2020/jun/08/how-i-got-close-to-those-who-claimed-to-know-who-murdered-olof-palme

 

 

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