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L’IMPERO COLPISCE ANCORA

DI ANDREA ZHOK

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Vorrei dirlo in un modo più mediato e diplomatico, ma faccio davvero fatica a trovare un’espressione che non sia semplicemente una forma vigliaccamente omissiva.

Gli USA hanno agito (non certo per la prima volta) come uno stato terrorista.

L’omicidio odierno del generale iraniano Soleimani non è niente di diverso da un assassinio a sangue freddo, un assassinio per ragioni inesplicite (risibile la motivazione di un’operazione ‘difensiva’), e soprattutto ragioni che la dirigenza americana non sente neppure il bisogno di chiarire con qualche scusa raffazzonata.

Molto semplicemente lo Stato che detiene la supremazia militare al mondo e che tiene in pugno l’ONU, e ogni organizzazione internazionale di peso sul piano della politica estera, non sente più neppure il bisogno di cercare scuse farlocche, di agitare qualche buffonesco richiamo ai ‘diritti umani’ o a un ‘diritto internazionale’ cucinato in casa, ma ha semplicemente “dato l’esempio”:
“Noi possiamo ammazzare chi ci pare, quando ci pare, e per le ragioni che ci pare, senza rischiare nulla.”

Tecnicamente è una dimostrazione di imperio, basata sul terrore, qualcosa che nella storia ha caratterizzato le tirannie meno illuminate.

Solo che questa volta si tratta di un atto esercitato da uno Stato, – uno Stato democratico, dicono.

Eravamo in questa situazione effettiva dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, ma per lungo tempo le chiacchiere sulla necessità di scegliere il ‘male minore’ rispetto ad un qualche ‘impero del male’ avevano dissimulato la realtà. Ora la situazione si è finalmente esplicitata.

(Una sola cosa è ancora incerta. Sono immensamente curioso di vedere come verrà edulcorata la pillola, come verrà creata una bella scusa a beneficio dell’Impero, da parte di quella schiera di scendiletto mediatici, sempre pronti a fare la faccia feroce sui ‘diritti umani’ per ogni epistassi in Cina, Russia, ecc..)

 

Andrea Zhok

Fonte:/www.facebook.com

LInk: https://www.facebook.com/andrea.zhok.5/posts/1419154274932634

3.01.2019

 

Pubblicato da Davide

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11 Commenti

  1. Un politico della Lega, noto ed apprezzato da molti per il suo acume e per aver chiesto i pieni poteri, sembra abbia tempestivamente diffuso il seguente messaggio in merito a questa uccisione:

    “Donne e uomini liberi devono ringraziare il presidente Trump e la democrazia americana per aver eliminato #Soleimani, uno degli uomini più pericolosi e spietati al mondo, un terrorista islamico, un nemico dell’Occidente, di Israele, dei diritti e delle libertà[email protected]

    Chissà cosa twitterà se e quando arriveranno le 50 ulteriori testate nucleari ad Aviano?

  2. In gran parte concordo con quanto scritto da Zhok, magari più che di Imperio parlerei di “fatica imperiale”, un’espressione che ha utilizzato Dario Fabbri di Limes, una fatica tremenda…quando sei costretto a mostrare il tuo vero volto in maniera così evidente, palese, feroce dimostri di avere il fiato corto, il guaio per la tremebonda Europa è che siamo rappresentati da una tale massa di inetti che rischiamo di pagare per primi le conseguenze della criminale politica statunitense e israeliana nel Vicino Oriente, essendo geograficamente esposti a rappresaglie di ogni tipo (reali o false flag, ormai distinguerle sembra impossibile). In fondo però ce lo meriteremmo, non abbiamo più neanche il fegato di muovere una critica e prendere le distanza dall’infido amico sion-americano, neppure dopo questo assassinio che destabilizzerà ulteriormente uno scenario già critico, dimostrandoci vili e servili. Il penoso party lgbt di Macron all’Eliseo del resto ci fa capire quale sia lo spessore dei nostri leader e, conseguentemente, quello di molti elettori europei persi nell’ipocrita mondo arcobaleno polcor.

  3. Questi omicidi mirati, gestiti comodamente da Langley, sono solo la rappresentazione della debolezza dell’impero. Un impero forte non ha bisogno di questi mezzucci legati all’asimmetria bellica: sono disposti a sfoderare tutta la potenza globale. Questi interventi locali, mirati, chirurgici e intelligenti (parole prese a prestito da chi gestisce le bombe, ovviamente) sono espressione della debolezza mascherata da tecnologia. Gli USA hanno perso ogni guerra intrapresa e questo episodio dice che sono destinati a perdere anche quella sul terreno digitale. Le brutte morti dei Navy Seals legati all’operazione Bin Laden dovrebbe far riflettere anche Zhok. Gli USA hanno costruito il loro impero mondiale grazie all’infiltrazione mediatica: ci hanno fatto credere che l’american way of life fosse la strada maestra per il nostro meraviglioso futuro. Oggi stanno smontando ciò che avevano costruito, ed i sospetti sulla bontà di quella strada maestra sono diventati certezze. Una volta infranto il sogno è solo questione di tempo prima che si trasformi in incubo. Per noi inizialmente, per loro definitivamente. La gestione del potere imperiale ha regole precise, è un mix di fiducia, tecnologia e radicamento nel territorio. Un territorio violentato non permette soluzioni imperiali, vedi Iraq.

  4. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Concordo in pieno con l’articolo. Oramai il mostro ha gettato la maschera di ” democrazia” sotto la quale nascondeva il suo vero volto! Ora gli uomini liberi che vogliono restare tali sanno contro chi devono combattere.

  5. Pregherei di fare attenzione alle parole di Trump e del Deep state, all’indomani dell’assassinio, nonchè alle parole di circostanza dei media. Indicano senza ombra di dubbio lo ‘stress pretraumatico’, l’idea che il defunto fosse odiatotemuto sia in Persia che in Irak ( postando foto che non vogliono significare nulla ), che l’eliminazione sia stata cosa buona e giusta, il fatto che preparasse nuovi ‘attentati’, anzi che fosse all’origine della morte di centinaia di uomini nonchè di migliaia di feriti, anzi di milioni, e via delirando, ecc. ecc. Il solito frasario sionista, ovvero da esaltati schiavi mentali di un Potere che da loro la certezza di esser sempre, a prescindere, dalla ‘parte giusta della storia’. Questo potere, la sua origine come riferita dai suoi apologeti, non è umana, essendo l’unica che può dare l’idea di una ‘assolutezza’ nel ‘giusto’: molto appropriatamente, da parte iraniana ( Khamanei ), si parla della vittima come combattente e le persone malvagie e i ‘demoni’. Questo tono ‘apocalittico’ indica l’inizio di un confronto ‘protocollare’ fra mondo islamico e mondo occidental-cristiano, confronto che avrà fasi alterne e che ci porterà direttamente all’estinzione come società progredita, tra le risate di giubilo di chi ha precostituito tutto ciò.

  6. questo omicidio fa il paio con l’esecuzione del presunto Bin Laden, ordinata ed inscenata dal dronista bombarolo che ha preceduto l’attuale presidente USIS. La campagna elettorale per il rinnovo del mandato è iniziata e serve qualche morto eccellente per accreditarsi come candidato Giusto, nel senso di Giusto tra i popoli.
    Standing ovation per il Capitone che ha compiuto il passaggio definitivo dal sovranismo all’imperialismo. Veramente una gran bella carriera, complimenti!

  7. Terrorismo di Stato? Uno Stato vuoto che annida i vertici della delinquenza mondiale, che uccide a prescindere, preventivamente.

    Delinquenza che soffre di una sindrome pre-traumatica che sfoga con l’omicidio?

    Trump? E’ solo una sagoma di cartone che viene spinta all’occasione in una o nell’altra fossa a seconda delle sue paure.

  8. Impero! Che parolone! A me sembra un cagnolino al guinzaglio. O magari anche un doberman ma tenuto rigorosamente al guinzaglio da un padrone che gli ordina chi e quando mordere.
    Ma state attenti che se si sveglia, il padrone potrebbe rifilarlo a noi, in Europa. I sintomi ci sono tutti.

  9. questa di salvini non l’ho proprio capita , che gli frega a lui di cose molto complesse in cui non dico come itaglia ma come europa non contiamo un cazzo perche’ la politica estera ormai non la fa’ piu’ nessuno , ma pensa ai nostri problemi enormi che e’ meglio …..

  10. Sono servi, un modo lo trovano purtroppo di raccontare che gli USA hanno fatto bene ed è stata una cosa giusta,ma anche il più ceco capisce che è una situazione forzata e falsa .
    Aggiungo che molti commentatori Italiani faticano in TV a dare spiegazioni sull’accaduto (giri di parole a non finire ,balbettii, voler quasi non dare risposte) anche se cercano lo stesso di portare acqua alla causa Americana.

  11. Noi possiamo ammazzare chi ci pare, quando ci pare, e per le ragioni che ci pare, senza rischiare nulla.

    Questo è il principio del privilegium, nella cui pratica si reifica l’autorità della forza (legge) fatta valere per tutti tranne che per il sovrano. Il famigerato stato di eccezione. E’ un principio fondamentale per la gerarchia, vale a dire è fondamentale che sia sempre un soggetto (individui, gruppi o anche classe sociale) a reiterare la conferma della propria primazia attraverso la facoltà dello stato di eccezione, divenendo essa proprio una legge, secoli fa persino vergata sulle pergamene, nel “privilegium”. Tuttavia la messa in pratica dello stato di eccezione non è esclusiva del principe del momento, perchè il privilegium gerarchico può essere scalzato, oltre che resistendo ai privilegio stesso, anche dalla messa in pratica da parte di altri attori (contentendi il potere o avversi al potere) di eccezioni proprie contro la legge dei privilegiati.

    Comunque la pratica del privilegio americano non mi pare una novità di oggi, anzi, basta citare il Cermis per ricordarne a catena tanti altri episodi. Piuttosto c’è da chiedersi chi è oggi in grado ancora di dettare lo stato di eccezione al corpaccione imperiale americano. Poi uno viene a sapere della USS Liberty e comincia a farsi un’idea. Però non sono propenso ad attribuire tutto esclusivamente a una matrice sionista, seppur reale quanto al tempo stesso volutamente mitologica, che penso comunque sia del tutto fondata.

    Ci deve essere per forza un livello decisionale in cui convergono diversi interessi, basti solo pensare al fatto che anche stavolta qualcuno si è sfondato di cash con le oscillazioni di petrolio e oro. Magari poi le cose si raffreddano e il conflitto regionale, o meglio la destabilizzazione regionale, continuerà col suo stillicidio di avvenimenti, per intanto la parte finanziaria globale si è fatta un bello shot di cash a inizio anno. Tanto per dire fra le altre cose menzionabili.