Le ragioni di una sconfitta

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DI NICOLA MELLONI

jacobinitalia.it

Dire che Corbyn è stato troppo radicale è una sciocchezza. I risultati mostrano che il consenso si sposta su posizioni estreme e che classi sociali ignorate per decenni si sono sentite defraudate del referendum sulla Brexit. Ma la radicalità non basta. La ricostruzione della sinistra ha bisogno di un lavoro quotidiano nella società.

I segnali di una sconfitta c’erano tutti, nonostante le illusioni dettate dalle piazze piene e dalle lunghe file di giovani ai seggi. Ne avevo scritto qualche giorno fa, ben prima delle elezioni: la narrazione principale di questa tornata elettorale era stata la Brexit e su quello si sono decisi i risultati. Il Labour ha perso terreno nel Nord storicamente di sinistra, il red wall non ha retto (anche se non è crollato). Erano seggi dove aveva vinto il Leave al Referendum, e hanno ribadito convinti il proprio voto: Don Valley, Labour dal 1922 ma dove i pro-Brexit avevano preso il 69%; Great Grimsby, Labour dal 1945 ma 72% di Leave; o la Blyth Valley dove il 25% dei bambini vive in povertà. A Putney, nel Sud di Londra, invece, storico seggio conservatore, il Labour ha facilmente prevalso con 10 punti di distacco. Sono diverse le zone di Londra, Manchester e Liverpool dove i laburisti hanno oltre il 70%. L’aritmetica è piuttosto semplice: il fronte Brexit si è compattato intorno ai Conservatori (con l’aiuto decisivo del Brexit Party che ha eroso consensi ai Laburisti nel Nord); quello Remain si è affidato principalmente, ma non unicamente, al Labour.

Corbyn si è trovato in una situazione impossibile: sostenere un secondo referendum è costato una quarantina di seggi al Nord. Non lo avesse fatto, avrebbe dato il via libera ai Libdem come unico partito del Remain: senza poi tenere in considerazione che quasi il 70% dell’elettorato laburista è contrario alla Brexit. Avrebbe forse allora potuto sostenere con ancora più convinzione l’opposizione all’uscita dall’Ue sperando di spazzar via i Libdem? Poteva forse guadagnare qualche seggio trattenendo quei 4 punti andati ai Libdem ma non era certo possibile azzerarne il consenso; al contrario di un partito mono-scopo come il Brexit Party che può sparire da un giorno all’altro, i LibDem rappresentano interessi economici e politici ben definiti e una borghesia liberale spesso assolutamente indisponibile a votare Labour. Insomma, qualsiasi scelta sarebbe stata perdente.

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