L’accerchiamento degli “Stati sentinella” armati dall’America

"Accerchiamento" e "contenimento" sono effettivamente diventati la politica estera predefinita di Biden

L’accerchiamento degli “Stati sentinella” armati dall’America

Alastair Crooke
strategic-culture.org

La chiave della replica della Cina agli Stati Uniti in materia di sicurezza è legata a due parole introvabili nei documenti politici formali statunitensi, ma la cui presenza silenziosa tuttavia pervade e informa il testo del National Defense Authorization Act del 2022.

Il termine 'contenimento' non compare mai, né la parola 'accerchiamento'. Eppure, come scrive il professor Michael Klare, questa legge “fornisce un progetto dettagliato per circondare la Cina con una rete potenzialmente soffocante di basi statunitensi, forze militari e stati partner sempre più militarizzati. L'obiettivo è consentire a Washington di barricare le forze armate di quel paese all'interno del proprio territorio e, possibilmente, paralizzare la sua economia in una qualsiasi crisi futura”.

Ciò che, fino ad ora, mancava al precedente mosaico di misure statunitensi sulla Cina era un piano generale per frenare l'ascesa della Cina e garantire così la supremazia permanente dell'America nella regione indo-pacifica: "Gli autori dell'NDAA approvato quest'anno", tuttavia, "sono fortemente concentrati su questa carenza e diverse disposizioni del disegno di legge sono volte a fornire proprio un simile piano generale”.

Queste includono una serie di misure intese ad incorporare Taiwan nel sistema di difesa statunitense che circonda la Cina e un requisito per la stesura di una “grande strategia” globale per contenere la Cina “su ogni fronte”.

Una misura prevista dalla legge, che esprime il pensiero sia della Camera che del Senato, fornisce una guida generale su queste iniziative disparate, stabilendo una catena ininterrotta di "stati sentinella" armati dagli Stati Uniti - che si estende dal Giappone e dalla Corea del Sud nel Pacifico settentrionale all'Australia, alle Filippine, alla Thailandia e fino a Singapore nel sud e all'India sul fianco orientale della Cina, destinati a circondare e contenere la Repubblica popolare. Anche Taiwan è minacciosamente inclusa nella prevista rete anti-cinese.

Di conseguenza, la misura sostiene un più stretto coordinamento militare tra i "due Paesi" e la vendita di sistemi d'arma sempre più sofisticati a Taiwan, insieme alla tecnologia per fabbricarne alcuni.

“Ed ecco la nuova realtà degli anni Biden”, scrive Klare: “[Taiwan] si sta ora convertendo in un alleato militare de facto degli Stati Uniti. Difficilmente potrebbe esserci un assalto più diretto alla linea di fondo cinese: che, prima o poi, l'isola dovrà accettare di riunirsi pacificamente con la terraferma, o affrontare un'azione militare”.

Non è una novità: l'idea del contenimento della Cina risale alla politica del "perno sull'Asia" di Obama (e anche più indietro nel tempo), ma era stato durante l'amministrazione Trump che il pretesto di Taiwan aveva iniziato a diffondersi in modo serio. Pompeo aveva alzato la posta approvando le visite a Taipei di alti funzionari.

Ciò che ora è diverso è che l'amministrazione Biden non solo non ha invertito le politiche Trump-Pompeo, ma, anzi, ha sposato in pieno e in modo vendicativo l'agenda pro-accerchiamento di Pompeo. Ciò è sottolineato da una disposizione della legge, che insiste sul fatto che l'accordo degli Stati Uniti del 1982 per ridurre la qualità e la quantità dei trasferimenti di armi a Taiwan, non è più valido a causa del "comportamento sempre più coercitivo e aggressivo" della Cina nei confronti dell'isola.

Il punto qui è che "accerchiamento" e "contenimento" sono effettivamente diventati la politica estera predefinita di Biden. Attualmente, il tentativo di cementare questa meta-dottrina viene attuato nei confronti della Russia (come passo iniziale). L'essenziale consenso dell'Europa è il "pezzo forte" per il contenimento fisico e l'accerchiamento della Russia.

L'UE sta subendo forti pressioni da parte di Washington affinché si impegni a imporre sanzioni - la "modalità" finanziaria di accerchiamento - mentre i funzionari dell'UE negoziano quella che sarebbe considerata la loro "linea rossa". Jake Sullivan, invece, aveva chiarito la nuova dottrina e ciò che ci si aspetta dall'Europa lo scorso novembre, quando aveva affermato: “vogliamo che i termini del sistema [internazionale] siano favorevoli agli interessi e ai valori americani: è piuttosto una disposizione favorevole, in cui gli Stati Uniti e i loro alleati possono plasmare le regole internazionali sul tipo di questioni che hanno fondamentale importanza per il popolo [americano] …”.

La minaccia di Biden di sanzioni dure e senza precedenti, tuttavia, ha avuto come reazione un avvertimento da una fonte del tutto inaspettata, visto che sia il Tesoro che il Dipartimento di Stato hanno avvertito Blinken che le sanzioni previste danneggerebbero gli alleati statunitensi (cioè gli Europei) più di quanto lo farebbero con la Russia, e che la loro imposizione potrebbe persino innescare una crisi economica globale che toccherebbe sia i consumatori statunitensi che quelli europei, attraverso l'aumento dei prezzi dell'energia, dando così un'ulteriore spinta all'inflazione statunitense, già a livelli record.

In breve, l'Europa potrebbe anche trovarsi a dover affrontare una guerra di insurrezione guidata dagli Stati Uniti combattuta dal suo territorio e che si estenderebbe ad altri stati, dando vita ad una nuova razza di 'jihadisti' radicali in giro per l'Europa. Con in più una nuova ondata di armi sofisticate in circolazione tra i gruppi di opposizione (come era successo sulla scia della guerra in Afghanistan, con i missili Stinger venduti a chissà chi e poi riacquistati per necessità).

In un pezzo probabilmente pilotato, il NY Times riporta che:

Per anni, i funzionari statunitensi hanno discusso sottovoce sulla questione del supporto militare all'Ucraina, per non provocare la Russia.

Ora, in quella che sarebbe una grande svolta, alti funzionari dell'amministrazione Biden avvertono che gli Stati Uniti potrebbero sostenere un'insurrezione ucraina se Putin dovesse invadere l'Ucraina.

Il modo in cui gli Stati Uniti, appena usciti da due decenni di guerra in Afghanistan, potrebbero orientarsi verso il finanziamento e il sostegno di un'insurrezione – è ancora in fase di elaborazione: “Biden non ha deciso il modo in cui gli Stati Uniti potrebbero armare delle formazioni ribelli in Ucraina, o chi potrebbe condurre una guerriglia contro l'occupazione militare russa. Né è chiaro quale potrebbe essere la prossima mossa della Russia ... Ma i funzionari dell'amministrazione Biden hanno iniziato a segnalare alla Russia [che alla fine] i costi di un'invasione ... sarebbero proibitivi in termini di perdite militari.

"Se Putin invadesse l'Ucraina con una grande forza militare... E se ciò provocasse un'insurrezione nel Paese, Putin si renderebbe conto che, dopo aver combattuto noi stessi le insurrezioni per due decenni, sappiamo come armarle, addestrarle e dare loro energia", ha detto James Stavridis, ammiraglio della Marina a quattro stelle in pensione, ex comandante supremo alleato della NATO.

Negli Stati Uniti, il discorso di un'insurrezione organizzata in l'Ucraina ha acquisito ritmi frenetici. La discussione è scivolata nella nevrosi mentre il mainstream statunitense è pronto ad accogliere qualsiasi suggerimento su come svendere la causa della democrazia e dei valori liberali. Guardate qui la reazione, quando l'ospite di Tucker Carlson dice: “il mondo è arroccato sull'orlo di un abisso. Presto potremmo assistere al peggior conflitto in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale: uccidere migliaia di persone e aumentare le probabilità di una guerra nucleare. Non doveva essere così”.

È come se tutti i fallimenti dell'amministrazione Biden venissero incanalati e scaricati nella missione "salvare l'Ucraina".

Naturalmente, questa non è la fine del progetto statunitense: con il "contenimento" e la "nostra democrazia" così in prima linea nel pensiero liberale di Washington, una volta che la Russia sarà stata gulliverizzata e la Cina messa in guardia, il successivo contenimento e accerchiamento dell'Iran sembrerebbe una conclusione scontata.

Soprattutto perché il progetto di accerchiamento della Cina è già in corso. E non è limitato all'Indo-Pacifico. È in atto, già oggi, in Medio Oriente con un tentativo di doppio contenimento sia dell'Iran che della Cina. Il recente attacco di droni agli Emirati Arabi Uniti (rivendicato dagli Houthi) non è estraneo alla più grande lotta di questi stati bersaglio, tesa a rompere l'accerchiamento degli Stati Uniti.

Una componente chiave del commercio globale nei prossimi anni sarà la Via della Seta marittima cinese, una rotta che ruota inevitabilmente attorno al Corno d'Africa e al suo punto di strozzatura dello stretto di Bab al-Mandab, al largo delle coste dello Yemen. Lo Yemen diventa quindi un hub chiave per la capacità degli Stati Uniti di "contenere" e negare alla Cina la sua "Via della Seta marittima".

In questo contesto, gli Emirati Arabi Uniti sono nel Medio Oriente la controparte strategica di "Taiwan" nel Pacifico, diventando l'ancora geografica dei porti e delle isole "sentinella" che si affacciano sull'Oceano Indiano, sul Mar Arabico, sul Mar Rosso, sul Corno d'Africa e sullo stretto di Bab al-Mandab, tutti attualmente controllati dagli Emirati Arabi Uniti.

Per Israele e gli Stati Uniti, l'accresciuto significato strategico degli Emirati Arabi Uniti deriva quasi interamente dal fatto che hanno usato sfacciatamente la guerra in Yemen come un'opportunità per acquisire un ruolo smisurato, conquistando la "custodia" dello stretto che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden. Ibrahim Al-Amine ha sottolineato nel quotidiano libanese pro-resistenza Al-Akhbar (di cui è editore), "la [recente] decisione americana di costringere gli Emirati Arabi Uniti a riconsiderare la loro "strategia di uscita" dalla guerra in Yemen:

“Il nuovo sviluppo è rappresentato da una significativa modifica nei piani strategici americano-britannici, la decisione strategica di prevenire la caduta di Ma'rib. Così gli Americani sono intervenuti direttamente nel conflitto. Chiunque guardi indietro ai dettagli ... si renderà conto delle profonde e pericolose influenze israeliane ... La natura del lavoro di intelligence non assomiglia affatto al lavoro delle forze d'assalto negli anni passati ... Nell'attuale situazione di guerra, la battaglia ha bisogno di uomini sul campo, da qui la decisione americana di costringere gli Emirati Arabi Uniti a riconsiderare la loro “strategia di uscita dalla guerra..."

Pertanto, il porto di Aden, lo stretto di Bab al-Mandab e l'isola di Socotra rientrano nettamente nel quadro di una escalation della Guerra Fredda tra Cina e Stati Uniti: l'alleato arabo che può controllare questo stretto essenziale darà agli Stati Uniti una leva con cui minacciare la Via della Seta marittima, da qui il sostegno dell'America al conflitto in corso nello Yemen.

E da qui l'attacco dei droni Houthi agli Emirati Arabi Uniti, che ha fatto capire come gli Houthi non abbiano intenzione di concedere un punto chiave così vitale. Gli Houthi stanno costringendo gli Emirati Arabi Uniti ad un'amara scelta: attacchi conto le loro città o la rinuncia alla risorsa strategica di Bab al-Mandab e dintorni. Iran e Cina seguiranno da vicino questa iniziativa di "sfondamento".

Riconoscendo che le politiche enunciate nell'NDAA del 2022 rappresentano una minaccia fondamentale alla sicurezza della Cina e al suo desiderio di un ruolo internazionale più ampio, il Congresso ha anche suggerito al Presidente di elaborare nei prossimi nove mesi una "grande strategia" sulle relazioni USA-Cina e di elencare le capacità economiche, diplomatiche e militari di cui gli Stati Uniti avranno bisogno per smorzare l'ascesa cinese.

Andrew Bacevich, lo storico militare statunitense, scrive che, nell'odierna Washington, tra i mandarini della politica estera, le "sfere di influenza" sono diventate un anatema. Interpretata alla luce dei fatti di oggi, tuttavia, la stessa frase sa molto di accomodamento: per quelli che nella Beltway si occupano di politica estera significa la svendita della causa della libertà e della democrazia, un peccato che gli alti funzionari statunitensi detestano. Questo è fin troppo evidente nell'attuale, acceso discorso mainstream statunitense.

Un decennio fa Hillary Clinton aveva categoricamente dichiarato che “Gli Stati Uniti non riconoscono sfere di influenza”. Più di recente, il segretario Blinken ha confermato tale dichiarazione. “Non accettiamo il principio delle sfere di influenza… il concetto stesso di sfere di influenza “avrebbe dovuto essere messo in pensione dopo la Seconda Guerra Mondiale”.

Naturalmente! Non è ovvio? Non si può barricare un paese all'interno del proprio territorio per poi, in un secondo momento, soffocare la sua economia in ogni crisi futura e, allo stesso tempo, accettare che Russia e Cina possano stabilire le proprie linee rosse: linee formulate proprio per contrastare il loro contenimento e per resistere all'intimidazione e all'accerchiamento militare.

Quello che fa la NDAA, (forse inavvertitamente), è sottolineare precisamente come la situazione russa e cinese siano riflessi interconnessi della reciproca e difficile situazione. La 'guerra' per rompere il contenimento e l'accerchiamento è già in corso.

Alastair Crooke

Fonte: strategic-culture.org
Link: https://www.strategic-culture.org/news/2022/01/27/americas-armed-sentinel-state-encirclement/
27.01.2022
Tradotto da Papaconscio per comedonchisciotte.org

Note
1 - Jacob Jeremiah Sullivan è il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Joe Biden. In precedenza era stato consulente politico senior per la campagna elettorale presidenziale del 2016 di Hillary Clinton.

Commenti (16)

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Mostra commenti 16 caricati
    1. Rnamessaggero 31 gennaio 2022

      Messaggio eliminato perché destinato ad altro post, probabilmente è colpa mia perché non trovo il tasto "elimina".

    1. Arthur 31 gennaio 2022

      Uff...

      Ma ancora con questa storiella che il PD americano (Obama, Clinton, Biden, Sanders, Warren, Harris, Ocasio-Cortez, de Blasio, etc.) sia anti-cinese?

      Bisogna essere davvero sprovveduti (e molto) per credere a questa roba farlocca.

    1. PietroGE 31 gennaio 2022

      Questa analisi della situazione nel Mar della Cina mi sembra a senso unico, avrebbe dovuto comprendere anche gli errori della dirigenza cinese. Invece di occupare e militarizzare isole che sono rivendicate da altri Paesi asiatici e dire che chi passa da queste parti deve avere il nostro permesso, la Cina avrebbe dovuto cercare di accordarsi con gli altri Paesi vicini su una gestione comune del traffico commerciale e delle rotte marittime. Così ha facilitato l'accerchiamento degli USA, perché su quelle rotte marittime passa tutto il commercio dei Paesi asiatici con l'occidente. Stessa cosa con Taiwan, invece di minacciare l'invasione un giorno si e l'altro pure, avrebbe dovuto sviluppare una partnership con quel Paese e toglierlo così dall'orbita americana. Per l'Ucraina spero che il dispiegamento di truppe russe sia solo per far pressione sugli USA, perché l'occupazione dell'Ucraina sarebbe un errore madornale. La mia impressione è che dell'Ucraina agli USA e all'Europa non interessi molto e viene usata come trappola per la Russia. Non solo ci sarà un resistenza armata che farà vittime russe, ma LA NATO verrà rafforzata e stazionerà missili a testata nucleare (con un tempo di volo di qualche minuto da Mosca) per difendere i Paesi baltici e la Polonia.

    2. Arian Van Heisen 31 gennaio 2022

      " la Cina avrebbe dovuto cercare di accordarsi con gli altri Paesi "

      Per fare gli accordi bisogna volerlo da ambo le parti non basta " cercare".

      La Russia non invaderà l' Ucraina , non sono stupidi come gli yankee.
      Quello che gli interessava lo hanno ottenuto Crimea e Donbas, ora il problema è di guerra civile interna essendoci diverse Etnie che non sanno convivere come è già successo in Polonia e provocato lo scoppio
      della 2 W.W. sembra lo stesso copione.
      Magari succederà come allora USA -Gb useranno un pretesto per far intervenire la Nato.

    1. rossinimauro 31 gennaio 2022

      Articolo corretto ma sostanzialmente superato dagli eventi.

      Nel frattempo gli USA hanno convocato il Consiglio di Sicurezza ONU, con l'idea di indire una sorta di processo contro la Russia, ed in settimana il Congresso non solo approverà, ma applicherà una serie di nuove e dure sanzioni contro la Russia.
      Questo a prescindere dalle conseguenze per gli europei (probabilmente considerate come utili a renderli ancora più sottomessi alla volontà USA), e pure da quelle per gli USA (qui rientra il fatto che gli oligarchi non avranno a soffrire, mentre la popolazione verrà convinta della necessità di soffrire per la vittoria contro le forze del male)
      Gli USA si sentono gli eredi dell'antica Roma e considerano la Russia attuale come Cartagine dopo la seconda Guerra Punica. Ora cercano di distruggere la loro attuale 'Cartagine' con una terza guerra punica, che sia economica o militare non conta.
      Penso che non si fermeranno finché non avranno distrutto la Russia e ricondotto la Cina ad essere una docile nazione di formichine che producono tutto quello che gli USA desiderano in cambio di un pugno di riso.
      Anche se nel tentativo dovessero incenerire tutto il pianeta. Una logica da Sansone.

      https://nypost.com/2022/01/30/senate-may-impose-the-mother-of-all-sanctions-on-russia/

      https://www.nytimes.com/2022/01/29/us/politics/russia-sanctions-economy.html

    2. BrunoWald 31 gennaio 2022

      "Penso che non si fermeranno finché non avranno distrutto la Russia e ricondotto la Cina ad essere una docile nazione di formichine che producono tutto quello che gli USA desiderano in cambio di un pugno di riso."

      Mi sembra molto più probabile che finiscano per distruggere se stessi, e noi con loro.

    3. XaMAS 1 febbraio 2022

      al consiglio di sicurezza la cina ha diritto di voto, vogliamo pensare non metta il veto ?

    1. Eugiorso 31 gennaio 2022

      Mi pare che questi "stati-sentinella" da fortificare, o meglio stati-canaglia mercenari senza più dignità e stille di autonomia, siano in certi casi in brutte situazioni, come gli infami emirati arabi e, perciò, rischino di fare la fine dell'Afghanistan, oppure comunque una fine tragica e ingloriosa.

      Si dovrebbe capire che "fare i servi degli americani" oggi conviene sempre meno, tanto più che c'è la sponda sicura della Russia, Potenza Rinata, che rispetta notoriamente l'autonomia degli stati e le identità dei popoli, con la quale si possono fare affari convenienti e stabilire trattati, rispettati e duraturi ,,,

      Questa possibilità di cambiare, di sottrarsi alle manovre criminali usa-elitiste, in Europa occidentale non esiste, in quanto area del mondo occupata, con soldataglia usa sul terreno e l'infernale trattato nato, i quali servono esclusivamente per controllare gli stati, usarli, limitandone al massimo la sovranità e non certo per difenderli ... oltretutto da minacce inesistenti.

      La vera difesa dell'Europa occidentale richiederebbe, anzitutto, di rompere "l'alleanza" con gli usa e liquidare la nato.

      Cari saluti

    2. Arthur 31 gennaio 2022

      "La vera difesa dell’Europa occidentale richiederebbe, anzitutto, di rompere “l’alleanza” con gli usa e liquidare la nato."

      Niente affatto.
      Ma davvero credi che il problema sia la Nato?
      Mah...

      Vanno liquidati:
      PD americano
      deep state USA
      pseudo-sinistra europea
      establishment europeo
      cricca di usurai e finanza
      chiesa modernista
      massoneria

      Poi ne riparliamo.

    3. Eugiorso 31 gennaio 2022

      La nato è una chiave di volta della "dipendenza" europea dallo stato profondo, se non "la chiave" di volta.

      Sappiamo che senza la nato lunione europoide e eurolager non sopravvivrebbero a lungo e si dissolverebbero, la sinistra europoide collaborazionista e la burocrazia europoide sparirebbero in breve tempo, forse anche il papa satnista bergoglio e le tendenze dissolutive nella chiesa (lgbt, woke, eccetera).

      Non so cosa accaadrebbe in usa e, a quel punto (se ciò fosse possibile e oggi non lo è) sinceramente non me ne importerebbe molto (ora mi importa), perché noi saremmo tutti sotto la benefica influenza russa, maggior potenza dell'Europa.

      Cari saluti

    4. Arthur 31 gennaio 2022

      Non mi fido dei Russi...

    5. Arian Van Heisen 31 gennaio 2022

      Meglio averli amici , ma neanche troppo.
      Germany e France spingono per un esercito comune Europeo.

    6. Arian Van Heisen 31 gennaio 2022

      Puo anche esserci un' altra soluzione vero che senza Nato questa Eu si dissolverebbe , ma non credere che France e Germany vogliano cadere sotto i Russi ..!
      sono da tempo sulla stessa posizione cioè la necessità di F.A. ed esercito comune Europeo.

      La Russia può essere solo un partner economico per l' Europa, Germany e France con i loro partner Eu, non vogliono cadere sotto il loro controllo.

    7. Eugiorso 31 gennaio 2022

      La Francia è nelle mani di macron/ rothschild e l'Italia è terreno di "acquisizioni" e basta, la germania è un nostro nemico, contando che i krukki sono stati i kapò dell'eurolager, ci hanno spolpato e hanno finanziato la loro riunificazione depredando noi ...
      Nessun esercito europeo, che consentirebbe di continuare il saccheggio dell'Europa mediterranea.

      Mi fido solo dei Russi, a questo punto!

      Cari saluti

    8. Arian Van Heisen 31 gennaio 2022

      I più fervidi oppositori dei rothchild sono in France, se la Dx si rafforza la vedo dura x Macron
      La Germany è stata costretta ad entrarvi nell' Eu, proprio dagli Usa France e Italy, a loro andava bene anche il D.M.
      e sono sotto la Buba, non certo sotto i
      Rothchild .
      L' Italy " Francia Spagna pur che se magna "
      sono il vassallo di USA -Gb finanza giudea.

      Comunque al di là come singolarmente noi possiamo pensarla o sperare e sarebbe troppo lungo argomentare ora,
      Sia France che Germany in caso di dissoluzione di questa Eu procederebbero
      insieme ai loro paesi satelliti, ad un Eu con il loro esercito, lo hanno anche ribadito Macron ed il Cancelliere l' esigenza di un esercito Eu nel loro ultimo incontro per rispondere a Putin sulla crisi Ucraina , perchè gli Usa non sono intenzionati a inviare truppe .
      Che la Germany sia nemica dell' Italia è una tua idea se lo fosse non farebbe lavorare migliaia di piccole industrie Italiane
      essendo il paese che importa di più dall' Italia.

    1. JA 31 gennaio 2022

      Il problema con i piani strategici sionisti USA (vedi per esempio Noriega) è che ben che gli vadano gli si ritorcono tutti contro andando a contenerli più che a contenere gli altri. :)

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