La Russia, l’ONU e la nuova Guerra Fredda

La Russia, l’ONU e la nuova Guerra Fredda

Marco Di Mauro e Giuseppe Russo
Avanti.it

Sin dall’inizio dell’intervento russo nella guerra d’Ucraina, le Nazioni Unite sono state uno strumento nelle mani degli USA e dei loro alleati in funzione anti-Mosca. Come l’Unione Europea è stato il principale strumento americano per l’isolamento economico della Russia, così è stata l’ONU per l’isolamento diplomatico. Almeno, nelle intenzioni della NATO: il 2 marzo di quest’anno 141 dei 198 paesi membri dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite hanno votato a favore della condanna dell’intervento russo in Ucraina. I restanti membri dell’assemblea si sono divisi fra i 5 contrari – oltre a Mosca soltanto Bielorussia, Eritrea, Siria e Corea del Nord – e i 35 astenuti, tra cui Cina, Iraq, Iran, India, Pakistan, Armenia e 16 paesi africani. La motivazione addotta da questi stati, secondo il New York Times, era questa: “Nei discorsi all’Assemblea Generale tenutisi negli ultimi giorni, i rappresentanti africani hanno affermato che i loro cittadini sono stati discriminati in Ucraina e mentre cercavano di fuggire attraverso i confini europei. I diplomatici dei Paesi in via di sviluppo hanno notato che la comunità internazionale si è mobilitata molto più rapidamente per l’invasione di una nazione europea che per i conflitti che infuriano in Africa, Asia e Medio Oriente. […] Alcuni Paesi, tra cui la Cina, il Sudafrica e l’Iran, hanno lamentato il fatto che la risoluzione è stata presentata senza una piena consultazione e senza il contributo di tutti i Paesi membri, rischiando quindi di infiammare la crisi anziché attenuarla. […] L’ambasciatore iracheno, Mohammed Bahr Aluloom, ha dichiarato che il suo Paese, invaso dagli Stati Uniti nel 2003, si è astenuto “a causa delle nostre sofferenze derivanti dalle continue guerre contro il nostro popolo”.” Si tratta di quasi un terzo dei membri, e per giunta paesi che messi insieme sul piano demografico costituiscono circa la metà della popolazione mondiale. Questa votazione è indice di un radicarsi delle posizioni contrarie alla strategia globalista, e di come la guerra d’Ucraina abbia accentuato il divario diplomatico tra due posizioni opposte, ma l’Assemblea Generale è soltanto un organo di discussione, capace di concedere vittorie simboliche, mentre il luogo in cui si decide davvero è il Consiglio di sicurezza, composto da 5 membri fissi e altri che si alternano annualmente. Qui la Russia, essendo membro della cinquina permanente con diritto di veto, è intoccabile, come anche la Cina, suo alleato, e gli avversari USA, Francia e Regno Unito. La battaglia nel Consiglio precede la stessa acclamatissima Assemblea del 2 marzo, iniziando col blocco da parte di Mosca della risoluzione del Consiglio che il 25 febbraio condannava l’operazione russa in Ucraina per cui la condanna di marzo potrebbe leggersi come una risposta a più corto raggio. Il 23 marzo, poi, il Consiglio bocciava la risoluzione russa – che chiedeva l’accesso umanitario per la consegna degli aiuti e la protezione dei civili, sostenuta dalla Cina – per approvare il giorno dopo quella proposta dall’Ucraina, che prevedeva aiuti alimentari e militari a Kiev. Il 29 marzo dal Consiglio riunitosi a Istanbul emergevano le prime garanzie per una prospettiva di pace: la Russia annunciò la smobilitazione dalle aree di Kiev e Černihiv, e l’Ucraina chiese un gruppo di stati garanti per tutelare il suo territorio da future invasioni e annunciò di voler indire un referendum per far pronunciare il popolo sull’eventualità di un’intesa con la Russia. Addirittura il capo della delegazione ucraina David Arakhamia affermò vi fossero le condizioni per un incontro tra Zelens’kyj e Putin. In questo contesto, gli atlantisti si sono giocati nei primi giorni di aprile la false flag di Buča, sperando di dare a Mosca il colpo definitivo: la sospensione dall’ONU e quindi dal Consiglio di Sicurezza per grave violazione dei diritti umani. L’unico caso simile era stato quello del Sudafrica, sospeso dall’Assemblea Generale nel 1974 in quanto privo delle credenziali per rappresentare il suo popolo a causa dell’apartheid e riammesso solo nel 1994, per cui la pressa atlantista va all’attacco: al Consiglio del 5 aprile si presenta un indignato Zelens’kyj, che invoca proprio l’illegittimità del diritto di veto per la Russia, colpevole di cotanto misfatto in quel di Buča. Anche qui, nulla di fatto, e gli americani si dovranno accontentare di spadroneggiare nel campo secondario dell’Assemblea generale: il 7 aprile la Russia viene espulsa dal Consiglio dei Diritti Umani (era accaduto anche alla Libia di Muhammar Gheddafi, contro il quale fu montata, poco prima del suo assassinio nel 2011, la flase flag della brutale repressione dei suoi cittadini da parte di mercenari centroafricani). Anche qui, tuttavia, nulla di fatto, se il 6 maggio sia l’Assemblea che il Consiglio approvano un testo sulla guerra d’Ucraina in cui non si nomina mai la Russia come invasore; per non parlare del 13 maggio, quando l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite Vasilij Nebenzja fa un dettagliato resoconto, ricavato da documenti sequestrati dai russi nei territori conquistati, dei crimini commessi da Stati Uniti e Ucraina, che hanno sperimentato patogeni letali sulla stessa popolazione ucraina. Il voto di espulsione della Russia, avvenuto appena un mese dopo la “condanna” di marzo, è stato una svolta significativa con 93 a favore, 24 contrari e 58 astenuti. Il dissenso verso l’Occidente e la NATO è cresciuto sensibilmente e pesa su tutta l’Africa, che passa a 10 favorevoli, 30 astenuti e 9 contrari. Proprio nel continente nero sembra infatti che la Russia abbia guadagnato terreno, arrivando perfino a bloccare la risoluzione del Consiglio di Sicurezza per prolungare la missione ONU in Libia di un anno, obbligando gli altri membri a ridurla a tre mesi.

Il voto del 7 aprile dispone l’espulsione della Russia dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, ma sancisce al contempo una profonda spaccatura in seno alla comunità internazionale, con la formazione di due fronti contrapposti: da un lato l’Occidente allargato a trazione statunitense, comprendente il Nordamerica, l’Europa, l’Oceania e le più docili e fedeli colonie dell’America centromeridionale, dell’Asia e, in misura minore, dell’Africa; dall’altra, un informale fronte russofilo e “multipolarista” in cui si annoverano giganti geopolitici come la Cina e l’Iran, i paesi eurasiatici rientranti nella sfera d’influenza russa (su tutti Bielorussia e Kazakistan), stati ex e post-comunisti con i quali esiste una tradizione di amicizia che risale ai tempi dell’Unione Sovietica (Cuba, Corea del Nord, Vietnam), nuovi alleati acquisiti negli ultimi vent’anni in chiave antiamericana (Siria, Bolivia) e, soprattutto, alcuni paesi africani che sono diventati solidi alleati dei russi in seguito a complesse vicende di natura politica e geopolitica che hanno trovato scioglimento negli ultimi mesi. Fra questi ultimi, particolarmente interessanti sono i casi del Mali, del Burkina Faso e del Burundi.

I primi due, paesi del Sahel occidentale accomunati dalla presenza di giacimenti d’oro, uranio e coltan perlopiù ancora non valorizzati, e dal flagello dei miliziani islamisti, le cui iniziative si concentrano proprio intorno alle miniere più produttive, sono stati di recente teatro di iniziative politiche dei militari, i quali hanno deposto i presidenti legittimi, filo-occidentali eletti nell’ambito di una democrazia “protetta” sotto la tutela francese, ed hanno instaurato regimi di “salute pubblica” a forte connotazione “sovranista” con l’appoggio delle masse popolari, presso le quali ha allignato prepotentemente il sentimento antifrancese in seguito al dilagare della violenza delle milizie jihadiste, messe in piedi ed armate di tutto punto, secondo una diffusa vox populi, proprio dai francesi e dagli americani, in modo da saccheggiare le risorse minerarie senza corrispondere ai governi nazionali neanche quella miseria prevista dagli accordi ufficiali: una plastica rappresentazione del più rapace neocolonialismo. In Mali il colonnello Assimi Goita, promotore di due colpi di stato consecutivi ed autoproclamatosi presidente dopo il secondo di questi, ha prima chiesto ed ottenuto l’aiuto militare russo per debellare la piaga delle bande armate, poi intimato all’ambasciatore francese di lasciare il paese; nel mezzo, il contingente di Parigi, formato da circa 5000 uomini, è stato a costretto a riparare in Niger per tutelare i residui interessi francesi nell’ambito dell’estrazione dell’uranio. In Burkina Faso, invece, paese il cui rappresentante risulta in effetti assente alla già citata votazione antirussa, il neopresidente “ad interim” Paul-Henri Sandaogo Damiba, a sua volta militare, ha spodestato il francofilo Kaborè approfittando della grande popolarità che si era guadagnato con le attività di repressione della guerriglia jihadista: il giorno del golpe, la capitale Ouagadougou era invasa dalle bandiere russe. Il piccolo Burundi, dal canto suo, stato tradizionalmente poverissimo che si trova dall’altra parte del continente, nell’Africa orientale,si è trovato costretto ad invocare l’aiuto russo per fronteggiare la guerra commerciale mossagli da parte dell’Unione Europea, la quale aveva bloccato le importazioni di caffè, principale voce dell’export burundese, a causa dell’ostinato rifiuto del governo a piegarsi ai diktat del Fondo Monetario e privatizzare l’industria della torrefazione, che è ancora sotto controllo statale ed ha resistito a decenni di assalti alla diligenza. Con i magazzini pieni ed il paese sull’orlo del collasso, è stato il governo russo ad acquistare in blocco la produzione di caffè burundese, salvando il Burundi dalla bancarotta. La Russia, insomma, si sta muovendo con grande lungimiranza sullo scacchiere africano, portando avanti una politica di lenta ma inesorabile penetrazione diplomatica, commerciale e militare, in virtù della quale si candida a diventare potenza egemone nel prossimo futuro, soppiantando i paesi occidentali sulla base di un nuovo modello di commercio internazionale e di alleanza geopolitica. Mentre si profila dunque all’orizzonte una nuova Guerra Fredda adattata alle istanze del XXI secolo, la Russia, perso per strada il comunismo, si candida a rappresentare quella parte maggioritaria di mondo irriducibile all’Occidente ed al suo globalismo livellatore. Fra i paesi “non allineati” che si sono astenuti all’ONU, vi sono diversi ex “paesi in via di sviluppo” che sono diventati potenze regionali, fra i quali India, Brasile, Messico, Nigeria, Sudafrica. La Grande Partita si gioca su più tavoli, e solo uno di questi si trova in Ucraina.


Articolo originale: https://avanti.it/la-russia-lonu-e-la-nuova-guerra-fredda/ - Pubblicato il 17 Maggio 2022

Commenti (28)

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    1. Divoll 18 maggio 2022

      Molto istruttivo. Grazie.

    1. Cachafaz 18 maggio 2022

      L'ultimo rapporto giornaliero del ministero difesa russo, tratto da SAKER telegram
      Briefing del Ministero della Difesa russo

      ▫️A Mariupol continuano ad arrendersi i miliziani dell'unità nazionalista Azov e i militari ucraini bloccati allo stabilimento Azovstal.

      ▫️Nelle ultime 24 ore, 694 militanti hanno deposto le armi e si sono arresi, di cui 29 feriti.

      📊Un totale di 959 militanti si sono arresi dal 16 maggio, di cui 80 feriti e, di questi, 51 bisognosi di cure ospedaliere, sono stati ricoverati all'ospedale di Novoazovsk nella Repubblica popolare di Donetsk.

      ▫️Le Forze Armate della Federazione Russa continuano l'operazione militare speciale in Ucraina.

      💥In un giorno, missili ad alta precisione delle forze aerospaziali russe hanno colpito 2 posti di comando, tra cui il quartier generale della difesa territoriale vicino a Soledar nella Repubblica popolare di Donetsk, nonché 31 aree di concentrazione di personale ed equipaggiamento militare, comprese le posizioni di unità mercenarie straniere dai paesi europei a Nikolaev e Krasnogorovka.

      ▫️Inoltre, 2 aerei Su-24 ucraini sono stati distrutti in un aeroporto militare vicino a Dnepropetrovsk, 1 divisione di sistemi missilistici antiaerei S-300 ucraini vicino a Nikolaev, nonché 4 depositi di munizioni per armi missilistiche e di artiglieria e munizioni del forze armate ucraine vicino a Ugledar, Pokrovskoe, Soledar e Bakhmut, Repubblica popolare di Donetsk.

      ✈️💥L'aviazione operativo-tattica e dell'esercito ha colpito 3 posti di comando, 41 aree di concentrazione di personale AFU ed equipaggiamento militare, nonché 1 deposito di munizioni vicino a Ugledar, Repubblica popolare di Donetsk.

      ▫️Gli attacchi hanno portato all'eliminazione di oltre 270 nazionalisti e 54 veicoli blindati e a motore.

      💥Le truppe missilistiche e l'artiglieria hanno colpito 76 posti di comando, 421 aree di concentrazione di personale ed equipaggiamento militare, oltre a 147 unità di artiglieria e mortaio in postazioni di tiro, inclusa 1 batteria ucraina di obici M777 da 155 mm di fabbricazione statunitense vicino a Pogornoe.

      ▫️1 punto di passaggio del pontone attrezzato dalle forze armate ucraine per attraversare il fiume Severskyi Donets è stato distrutto vicino a Protopopovka, nella regione di Kharkov.

      💥La difesa aerea russa ha abbattuto 1 aereo Su-25 ucraino su Tripolie, Repubblica popolare di Donetsk.

      ▫️Inoltre, 1 MiG-29 dell'aeronautica ucraina è stato abbattuto vicino a Kamennaya Yaruga, nella regione di Kharkov.

      ▫️15 UAV ucraini sono stati abbattuti vicino a Semenovka, Velikie Prokhody, Balakleya, Malye Prokhody, Velikaya Kamyshevakha nella regione di Kharkov, Rudnichnyi, Grabskoe, Staromikhailovka, Volnoe nella Repubblica popolare di Donetsk, Belyaevka, Chernobaevka nella regione di Kherson.

      ▫️8 razzi ucraini Smerch a lancio multiplo sono stati intercettati anche vicino a Kamenka e Malaya Kamyshevakha, nella regione di Kharkov.

      📊In totale, dall'inizio dell'operazione militare speciale, sono stati distrutti 172 aerei ucraini e 125 elicotteri, 927 velivoli senza pilota, 311 sistemi missilistici antiaerei, 3.139 carri armati e altri veicoli corazzati da combattimento, 389 sistemi di lancio multiplo di razzi, 1.548 artiglierie da campo e mortai, 2.997 unità di veicolo militari speciali.

      (Ministero della Difesa della Federazione Russa)

      Ora, dico io, qualcuno mi spieghi come fanno i russi a tenere questo ritmo, a costruire e lanciare tutti quei missili di precisione ogni santoi giorno. E' evidente che sono aiutati, finanziaramente, con materie prime per costruire i missili nel caso, e con i commerci. Sembrerebbe quindi che il fronte anti occidente abbia le risorse per bloccare la nato; e comunque hano accettato la sfida.

    1. Bertozzi 18 maggio 2022

      Vabbè, intanto oggi il corriere il messaggero e altri giornali mainstream che - insieme ad astuti commentatori e redattori qui - negli ultimi due mesi non han fatto altro che stigmatizzare le lentezze di Putin, le debolezze della sua strategia, la sua incapacità militare e politica... riportano cosa? Indovinate un pò? la resa di Zelensky. E piano piano si stanno smarcando e riposizionando tutti, stampa e politici, se fate caso alle dichiarazioni. Fino a ieri si parlava di coraggio ucraino e di guerra lunghissima e faticosissima di errori ecc - 'i russi non stanno certo facendo faville' cit - e oggi praticamente è già finita (qualcuno qui diceva che bastava aspettare maggio... chi era quel folle?;-) Insomma, incredibilemente, molto rumore per nulla, e tutto finito in una notte... con buona pace delle chiacchiere da bar e le geopolitiche da tinello. Con pochi uomini e forze utilizzate, un surplus economico mai registrato negli ultimi 30 anni, e staccandosi piano piano dal dollaro, una vera disfatta! Buongiorno!

    2. Cachafaz 18 maggio 2022

      Non concordo solo con le "poche forze utilizzate", visto la quantita' di missili che fanno giornalmente piovere in testa ai poveri soldati ucraini! A ma pare una ripetizione della guerra in Siria, solo su piu' larga scala, la Siria e' servita come prova generale. Stanno tritando tutto, in Ucraina.

    3. danone 18 maggio 2022

      geopolitiche da tinello :-))

    4. sbregaverse 18 maggio 2022

      Mica male tinello , facciamo una prova !?
      Ma perchè proprio a noi Washington ce lo tiene
      nel TINELLO !
      Lo alternerò con tabernacolo e sacrestia.

    1. Dante Bertello 18 maggio 2022

      Nel saggio “Massoneria e Sette Segrete” di Epiphanius, ed. Controcorrente, a pagina 430 vi è scritto che l’ONU, tra il 1975 ed il 1985, avrebbe finanziato con 133 milioni di dollari movimenti armati rivoluzionari, compresi quelli terroristici in Europa, e tra questi: l’ African National Congress, l’OLP, l’IRA, l’Esercito Rosso giapponese, la banda Baader Meinhof, e, dulcis in fundo, le BRIGATE ROSSE.

      La fonte di questa notizia è l’articolo di Thomas C. Gulik, “War Against the West” sulla rivista americana "Human Events" del 16 febbraio 1985 pag.13.

      Alla luce di quello che abbiamo visto (anche solo) dall’11/9 in poi, non mi stupirei che la notizia risultasse vera. (non mi consta che l’ONU abbia mai querelato la rivista in questione… (sic))

    1. LuxIgnis 18 maggio 2022

      La lotta chi si sta delineando è sempre più chiara. Non è un gioco delle parti è la lotta per l'autodeterminazione dei popoli e per il libero scambio tra gli stessi.
      Anche quello che sta succedendo in Ucraina cade sotto queste prospettive.
      La Russia ma anche la Cina essendo due stati potenti offrono aiuti agli stati più deboli ma non si comportano come gli sfruttatori colonialisti di stampo anglo americano ed europeo. Quindi questi stati preferiscono avere scambi con loro sempre di più.
      E questo vuol dire guerra sempre più calda.
      Interessante che la Russia che ha abbandonato il comunismo (almeno in parte. Le forze comuniste in Russia non sono così piccole) in realtà a me pare si sta avvicinando a quelle idee in una sua nuova e particolare maniera.
      Ma di tutto questo vedremo in futuro. Potrebbe essere molto interessante.

    2. Divoll 19 maggio 2022

      "... in realtà a me pare si sta avvicinando a quelle idee in una sua nuova e particolare maniera."

      Anche io ho questa sensazione, da un bel po'. Del resto, 70 anni di socialismo non potevano passare senza lasciare traccia. Inoltre, influisce la profonda fede ortodossa dei russi. Molti di loro ritengono che i concetti di base del socialismo siano assai vicini alle idee del Vangelo...

    1. clausneghe 18 maggio 2022

      Buon esaustivo articolo scritto da quattro mani del Cavaliere errante..
      Solo il titolo "guerra fredda" mi sembra inadeguato, trattandosi a tutti gli effetti di guerra calda, anzi caldissima.
      La Finlandia e la Svezia entrano nella Nato, salvo Erdogan
      La Russia esce dall' OMS e dal WTO
      La Francia dopo averle prese di santa ragione in Africa dice per bocca del Macrobiota cavaocchi che fornirà ancora più armi ai Kracchini
      Il menomato mentale S borrel non si sa come sia li a parlare per noi Europei dice con soddisfazione sportiva:"La perdita del 15% dei soldati Russi è un record mondiale"
      Il nostro mainstream venduto per quattro schei ai referenti del Draghistan continua a mentire spudoratamente fino a chiamare evacuazione una capitolazione..della serie i giornalastri sono ciechi e idioti, botte fra orbi, quindi, si meriterebbero.
      Se non è guerra vicino al calor bianco ditemi voi cos'è..

    2. Bertozzi 18 maggio 2022

      L'entrata nella nato di Svezia e Finlandia è una non-notizia, primo perché 'han fatto domanda' che è ben diverso da essere accettati - come giustamente fai notare se la Turchia o un altro mette il veto ciao ciao - e secondo perché sono già anni che l'occidente fa esercitazioni sul suolo di quelle due nazioni, per cui non c'è differenza, sono territori usati già da mo' dalla Nato, e Putin lo sa, e se non ha fatto storie fino a adesso significa che non rappresentano pericoli per la Russia. Certo, il mainstream e giggets rhe bibbiters raccontano la storiella che "persa l'Ucraina si ottiene Svezia e Finlandia, altro duro colpo per Putin" come se fosse una mano di Risiko, e invece è tutto un bluff mediatico, quelle sono nazioni inutili dal punto di vista bellico strategico.

    3. clausneghe 18 maggio 2022

      Sarà come dici ma intanto vediamo la facciazza del rettile soddisfatta per essere andato a cena con la Finlandese sicuramente migliore della sua vecchia befana..
      Cmq 24 diplomatici Italiani dovranno lasciare la Russia e alla svelta. Certo che Putin non farà guerra se i merluzzari si uniscono ai Natostani ma se tentano di edificare strutture ostili semplicemente glie le distruggeranno.

    1. danone 18 maggio 2022

      Non sono i russi che hanno una politica di relazioni estere particolarmente collaborativa e rispettosa delle esigenze degli stati meno avanzati, ma ricchi di risorse, siamo noi occidentali ad essere stati tarati male negli ultimi 70 anni di egemonia Usa, puro imperialismo coloniale d'assalto, spacciato per il mondo libero e democratico che espande la sua benigna influenza, andando a civilizzare le terre ancora selvagge.
      Anche l'Italia nel dopoguerra strinse rapporti di collaborazione più che di sfruttamento coi paesi arabi dove l'Eni di Mattei andava a recuperare l'energia per sviluppare la nostra industria pubblica, che divenne la prima al mondo con l'IRI negli anni 80.
      Anche noi fummo fermati, l'Italia era una colonia e non poteva crescere e svilupparsi più e meglio dei sui diretti competitors europei, ma oggi è chiaro che fummo fermati anche perchè il nostro modello di partnership affaristica, che proponevamo ai paesi del terzo mondo, dove andavamo a recuperare le risorse e le materie prime, era basato sul guadagno reciproco comune, non era una penetrazione aggressiva neo-coloniale al fine di depredare le risorse altrui, lasciando in cambio ai paesi cannibalizzati, solo più miseria e più violenza, quindi come modello di sviluppo era inaccettabile per le cricche militari-industriali anglo-atlantiste, che vedono il mondo solo come l'area del loro dominio, e non come la casa di altri popoli.

    2. ducadiGrumello 18 maggio 2022

      sicuramente l'avranno anche avvisato, Mattei, ma dove le parole non bastano si può sempre mettere una bomba sul suo aereo in partenza dalla Sicilia, grazie alla manovalanza mafiosa sempre reperibile. Anche Moro era stato avvisato da nosferatu Kissinger, a metà anni 70 indispettito per la crescita italiana e per le ipotesi di accordi dc/pci gli disse esplicitamente "se continui così io ti ammazzo". Poi via Fani, 55 giorni, via Caetani, exit Moro

    1. jeints 18 maggio 2022

      Bene. Gli schieramenti già conosciuti adesso trovano convergenza nel nuovo Vietnam, l'Ucraina. Chi vince porta a casa tutto il piatto. Vale la pena aspettare.

    2. Cachafaz 18 maggio 2022

      Direi che l'occidente ha a disposizione solo il segno 1, la Russia X2, gli basterebbe pareggiare. Alla Russia interessa spostare i confini controllati/controllabili di qualche centinaio di km (il donbass), poi gli basta bloccarli in una guerra di logoramento. Il capitalismo e' alla sua fase terminale, sta mangiando tutte le risorse per sopravvivere. Pochi sanno (Sonia Savioli docet) che con la scusa del green, delle biomasse, stanno divorando intere foreste italiane nei parchi protetti...stanno mangiando tutto per andare avanti un po', pende l'enorme massa di derivati e di banche marce fallite. Abbiamo la Cina che preventivamente ha fatto incetta del grano nel mondo, ne ha comprato il 60%, la cosa fa riflettere. La Russia giornalmente tira sulla testa degli ucraini & mercenari varie decine di missili ipersonici ad alta precisione. Qualcuno mi spieghi (chi vuole) dove trovano le risorse. Secondo me e' possibile che finisca come in Siria, dove hanno fatto pulito, Putin, Medvedev, Lavrov mi sembrano assolutamente sicuri di se. E' evidente che sono supportati...sono comunque a parita' di potere di acquisto, la sesta potenza mondiale ed hanno risorse di materie prime infinite. Poi mi sbagliero', ma secondo me riescono a bloccare/distruggere la nato li in Ucraina. In tal caso, non trovando altre fonti per alimentarsi, la bolla dei derivati, del debito esplode.

    3. Divoll 19 maggio 2022

      La bolla sarebbe esplosa comunque (si sa da almeno 4 anni ed e' da 3 che leggo di probabili carestie). Quindi la guerra non c'entra nulla, ma e' un buon pretesto e capro espiatorio, oltre che arma di distrazione di massa per menti obnubilate dai lockdown

    1. Eugiorso 18 maggio 2022

      Una bella palata di me**a anche sulle corti legate o non legate all'onu, con sede all'aja.
      La cosiddetta corte internazionale di giustizia del 1945, legata all'inutilissimo e a volte dannoso onu, che dovrebbe dirimere le controversie tra gli stati (???) e l'infame corte penale (da pene) internazionale che dovrebbe condannare i "crimini contro l'umanità" e difendere i diritttti ummmannni ... ossia dovrebbe condannare come criminali di guerra o genocidi i nemici dell'impero del male statunitoide-occidentaloide, per screditarli e toglierli di mezzo.
      In particolare, il secondo letamaio dovrebbe essere subito soppresso.

      Cari saluti

    1. IlContadino 18 maggio 2022

      Spero di non prendere un abbaglio, nel caso, son certo che qualcuno qui dentro saprà correggermi.
      Insomma, se non sbaglio fu George Orwell a coniare il termine "Guerra Fredda", George, lo stesso di 1984, del futuro distopico, del mondo diviso in tre super potenze in costante conflitto tra loro, dove oggi il nemico sei tu ma domani è quello là, dove il passato si modifica alla bisogna, dove l'unico scopo di chi gestisce questo finto conflitto è quello di tenere le genti in perenne stato confusionale, così da poter esercitare su di loro, e sulla società tutta, un completo, capillare controllo.
      Si può dire di tutto del buon George, tranne che non avesse l'occhio lungo:-)

    2. Rnamessaggero 18 maggio 2022

      Chi Eric Arthur Blair ? Va rivalutato, con la pretesa di far credere che stesse descrivendo la società russo comunista, in realtà rivela solo le tecniche del colonialismo inglese, quello che viene definito distopico è solo contorno letterario, non parla di futuro, infatti adesso è molto peggio, esaltare il vecchio cinico inglese oggi, è riduttivo.
      Poi ognuno è libero di pensarla come vuole, sia mai si debba ricorrere alla fattoria degli animali per darne spiegazione o dare del copione al fascista Orwell solo perché pubblica nel '49 qualcosa di simile, al molto meglio già pubblicato dal comunista liberale ( droga per tutti e non solo ai ricchi ) Huxley nel '32.
      P.s.
      Il destro far melenso contento adagiato al distopico di oggi ci ha portato.

    3. clausneghe 18 maggio 2022

      Infatti, Arturo Blair è passato di diritto nel novero dei Profeti visionari nel senso che vedevano il futuro, perchè conoscevano il passato e vivevano nel presente di allora fuori dagli schemi mentali imposti.
      Ad ogni modo, la realtà distopica che vediamo materializzarsi sotto i nostri allibiti occhi supera le parole scritte da lui e che lo fecero odiare da tanti, come capita ai profeti di sventura, anche e peggio se predicono il vero. Ciao

    4. IlContadino 18 maggio 2022

      Ciao Claus, non credo che la realtà distopica di oggi superi quella del romanzo, se ci pensi, per quanto assurda appaia la società odierna, abbiamo ancora tanta possibilità di manovra, psicologica intendo, è un attimo sentirsi liberi ed in pace col creato, nel romanzo mica tanto:-)
      Sta di fatto che il buon George, già negli anni 40 del secolo scorso, ci descriveva i piani futuri del Potere (quelli che ci troviamo ad affrontare nel presente), io non so con che spirito lo facesse, e come potesse conoscere certe cose, ma sinceramente non mi interessa, accolgo l'informazione che mi dà e ne faccio tesoro. Come quando nel 2019 ascolti Grillo, mascherina sul viso, dire che vogliono igienizzare la società, se riesci ad andare oltre il personaggio e ti concentri sul messaggio, ti accorgi che ti sta facendo una cortesia

    5. Divoll 18 maggio 2022

      Ho letto una volta che Orwell aveva scritto nella prefazione alla prima pubblicazione di 1984 che il libro si riferiva a un ipotetico futuro della Gran Bretagna. La frase fu espugnata nelle edizioni successive alla sua morte.

    6. Rnamessaggero 19 maggio 2022

      Su 1984 trovi di già detto, di tutto e di più, di certo abbiamo che è scritto da un inglese. Definisce il suo libro: "un atto di accusa contro le aberrazioni di ogni economia centralizzata, ricordando di essere da sempre un sostenitore del Labour Party [il centro sinistra]".
      È sottile ma si può riuscire a vedere.
      Diciamo che sicuramente lo possiamo definire l' antesignano di Black Mirror, cioè la mania inglese di manifestare le proprie perverse aberrazioni come se fossero pane per tutti o meglio, come se tutti fossero perversi come i colonialisti inglesi.
      In chiave morale possiamo dire che gli uni controllano perché hanno occupato un territorio, gli altri perché non vogliono che il proprio territorio venga occupato, Orwell per tanti anni è stato usato contro a quelli che non vogliono essere occupati, si prestava bene, i fatti del senno di poi però parlano diversamente, ora è bandito proprio dai colonizzatori.
      Il bispensiero, non è una genialata, tutti parlano e vedono la storia in base ai propri comodi, nessuno escluso, tranne i cadetti di guascogna:
      Venite gente vuota, facciamola finita
      voi preti che vendete a tutti un'altra vita
      se c'è, come voi dite, un Dio nell'infinito
      guardatevi nel cuore, l'avete già tradito
      e voi materialisti col vostro chiodo fisso
      che Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso
      le verità cercate per terra da maiali
      tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali
      tornate a casa nani, levatevi davanti
      per la mia rabbia enorme mi servono giganti
      ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
      e al fin della licenza io non perdono e tocco
      io non perdono, non perdono e tocco! ( Guccini Cirano )

    1. Eugiorso 18 maggio 2022

      Un bel colpo sarebbe Russia, Cina e Iran che escono dall'onu ...
      Ricordiamo la fallita società delle nazioni - guarda caso voluta nel 1919 da woodrow wilson, presidente usa, "per mantenere la pace nel mondo" - che è finita miseramente nel 1946 proprio a causa della II guerra mondiale ...
      Quali guerre, in particolare quelle statunitoidi-occidentaloidi o provocate da questi, ha impedito l'altrettanto fallimentare e prezzolato onu?
      Quando fallirà miseramente, come la società delle nazioni a suo tempo? Fra non molto, magari a causa di una guerra spaventosa Russia contro usa-nato.
      L'onu o è impotente o, in certi casi, fa gli interessi del maggior "finanziatore" e sappiamo chi è.

      Cari saluti

    2. sbregaverse 18 maggio 2022

      ONU omen nomen .
      O MISSIONE NULLAFACENZA
      O si può leggere anche zero.

    3. BrunoWald 19 maggio 2022

      L'ONU, fin dalle origini (come la società delle nazioni prima di esso) è uno dei principali strumenti della setta globalista: abbandonarlo, da parte di tre potenze così importanti come quelle da te indicate, sarebbe un atto realmente rivoluzionario, l'aperta rottura col potere oscuro che gli ha dato vita e la formazione di un autentico blocco antagonista anche sul piano ideologico, oltre che militare ed economico.
      Per questo sono scettico, ma la speranza è l'ultima a morire.

    1. Rnamessaggero 18 maggio 2022

      Si concordo totalmente col consiglio latente di guardare nell' insieme. La privatizzazione di ricchezze statali è ultra evidente che corrisponde alla perdita di una guerra. Gli stati colonizzatori non vogliono tutto il territorio, poi sarebbe da gestire, prendono, privatizzandolo, solo ciò che di ricco trovano. Con poche lenticchie in più, Cina e Russia possono fare affari onesti al di sopra della media, è un buon inizio.

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