La crisi in Ucraina non riguarda l’Ucraina – Riguarda la Germania

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Mike Whitney
unz.com

“L’interesse primordiale degli Stati Uniti, per il quale per secoli abbiamo combattuto guerre – la Prima, la Seconda e la Guerra Fredda – è sempre stato il rapporto tra la Germania e la Russia, perché, una volta unite, sono l’unica forza che potrebbe minacciarci. E dobbiamo fare in modo che questo non accada.” George Friedman, amministratore delegato di STRATFOR al Chicago Council on Foreign Affairs

La crisi ucraina non ha nulla a che vedere con l’Ucraina. Riguarda la Germania e, in particolare, un gasdotto che collega la Germania alla Russia chiamato Nord Stream 2. Washington vede il gasdotto come una minaccia al suo primato in Europa e ha continuamente cercato di sabotare il progetto. Anche così, il Nord Stream 2 è andato avanti ed è ora completamente operativo e pronto a partire. Una volta che i regolatori tedeschi avranno rilasciato la certificazione finale, potranno iniziare le consegne di gas. I proprietari di case e le imprese tedesche avranno una fonte affidabile di energia pulita e poco costosa, mentre la Russia vedrà aumentare significativamente le proprie entrate legate alla vendita del gas. È una situazione vantaggiosa per entrambe le parti.

L’establishment della politica estera statunitense non è affatto contento di questi sviluppi. Non vogliono che la Germania diventi ancora più dipendente dal gas russo perché il commercio costruisce la fiducia e la fiducia porta all’espansione del commercio. Man mano che le relazioni diventano più calde, vengono rimosse ulteriori barriere commerciali, i regolamenti vengono allentati, i viaggi e il turismo aumentano e prende forma una nuova architettura di sicurezza. In un mondo in cui Germania e Russia sono amici e partner commerciali, non c’è bisogno di basi militari statunitensi, non c’è bisogno di armi costose e di sistemi missilistici prodotti negli Stati Uniti e non c’è bisogno della NATO. Non c’è nemmeno bisogno che le transazioni energetiche vengano effettuate in dollari USA o di accumulare titoli del Tesoro USA per bilanciare i conti. Le transazioni tra i partner commerciali possono essere condotte nelle loro valute, e questo causerebbe un forte calo del dollaro e un drammatico spostamento del potere economico. Questo è il motivo per cui l’amministrazione Biden si oppone al Nord Stream 2. Non è solo un gasdotto, è una finestra sul futuro; un futuro in cui l’Europa e l’Asia danno vita ad una massiccia zona di libero scambio che aumenta il loro potere reciproco e la loro prosperità, lasciando gli Stati Uniti a guardare da fuori. Relazioni più calde tra Germania e Russia segnalerebbero la fine dell’ordine mondiale “unipolare” che gli Stati Uniti hanno supervisionato negli ultimi 75 anni. Un’alleanza Germania-Russia minaccerebbe di accelerare il declino della superpotenza, che attualmente si sta avvicinando all’abisso. Ecco perché Washington è determinata a fare tutto il possibile per sabotare il Nord Stream 2 e mantenere la Germania nella sua orbita. È una questione di sopravvivenza.

Ed è qui che entra in scena l’Ucraina. L’Ucraina è “l’arma prediletta” di Washington per silurare Nord Stream e mettere un cuneo tra Germania e Russia. La strategia è presa dalla pagina uno del manuale di politica estera degli Stati Uniti sotto la voce: divide et impera. Washington ha bisogno di creare la percezione che la Russia rappresenti una minaccia alla sicurezza dell’Europa. Questo è l’obiettivo. Hanno bisogno di mostrare che Putin è un aggressore assetato di sangue con un carattere irascibile e di cui non ci si può fidare. A tal fine, ai media è stato dato il compito di ripetere più e più volte: “La Russia sta progettando di invadere l’Ucraina.” Quello che non viene detto è che la Russia non ha invaso nessun paese dall’epoca della dissoluzione dell’Unione Sovietica, e che, nello stesso periodo di tempo, gli Stati Uniti hanno invaso o rovesciato regimi in più di 50 Paesi e che gli Stati Uniti mantengono oltre 800 basi militari in tutto il mondo. Niente di tutto questo viene riportato dai media, invece l’attenzione è sul “malvagio Putin” che ha ammassato circa 100.000 uomini lungo il confine ucraino, minacciando di far precipitare l’Europa intera in un’altra guerra sanguinosa.

Tutta questa isterica propaganda bellica è creata con l’intenzione di produrre una crisi che possa essere utilizzata per isolare, demonizzare e, infine, dividere la Russia in unità più piccole. Il vero obiettivo, tuttavia, non è la Russia, ma la Germania. Guardate questo estratto da un articolo di Michael Hudson su The Unz Review [ tradotto su CDC]:

“L’unico modo rimasto ai diplomatici statunitensi per bloccare gli acquisti europei [di energia] è quello di spingere la Russia ad una risposta militare e poi sostenere che vendicare questa risposta supera qualsiasi interesse economico puramente nazionale. Come la sottosegretaria di Stato per gli affari politici, Victoria Nuland, aveva spiegato in una conferenza stampa del Dipartimento di Stato il 27 gennaio: “Se la Russia invade l’Ucraina, in un modo o nell’altro, Nord Stream 2 non andrà avanti.” (“America’s Real Adversaries Are Its European and Other Allies”, The Unz Review)

Eccolo lì, nero su bianco. Il team di Biden vuole “spingere la Russia ad una risposta militare” per sabotare il NordStream 2. Ciò implica che ci sarà una sorta di provocazione studiata per indurre Putin ad inviare le sue truppe oltre il confine per difendere l’etnia russa nella parte orientale del Paese. Se Putin abbocca, la risposta sarà rapida e dura. I media criticheranno aspramente l’azione come una minaccia per tutta l’Europa, mentre i leader di tutto il mondo denunceranno Putin come il “nuovo Hitler.” Questa, in poche parole, è la strategia di Washington e l’intera produzione è stata orchestrata con un obiettivo in mente; rendere politicamente impossibile per il cancelliere tedesco Olaf Scholz far passare il NordStream 2 attraverso il processo di approvazione finale.

Dato quello che sappiamo sull’opposizione di Washington al Nord Stream 2, i lettori potrebbero chiedersi perché, all’inizio dell’anno, l’amministrazione Biden avesse fatto pressioni sul Congresso affinchè NON imponesse ulteriori sanzioni al progetto. La risposta a questa domanda è semplice: Politica interna. La Germania sta attualmente smantellando le sue centrali nucleari e ha bisogno di gas naturale per compensare la mancanza di energia. Inoltre, la minaccia di sanzioni economiche è un “argomento tabù” per i Tedeschi, che le vedono come un segno di ingerenza straniera. “Perché gli Stati Uniti interferiscono nelle nostre decisioni energetiche?” si chiede il Tedesco medio. “Washington dovrebbe farsi gli affari suoi e stare fuori dai nostri.” Questa è esattamente la risposta che ci si aspetterebbe da ogni persona ragionevole.

Poi, c’è questo da Al Jazeera:

“I Tedeschi, in maggioranza, sostengono il progetto, sono solo parti dell’élite e dei media ad essere contro il gasdotto…

“Più gli Stati Uniti parlano di sanzioni o criticano il progetto, più esso diventa popolare nella società tedesca”, ha detto Stefan Meister, un esperto di Russia ed Europa orientale al German Council on Foreign Relations”. (“Nord Stream 2: Why Russia’s pipeline to Europe divides the West”, AlJazeera)

Quindi, l’opinione pubblica è saldamente a favore del Nord Stream 2, il che aiuta a spiegare come mai Washington abbia scelto un nuovo approccio. Le sanzioni non avrebbero funzionato, quindi lo Zio Sam è passato al piano B: creare una minaccia esterna abbastanza grande che costringa la Germania a bloccare l’apertura del gasdotto. Francamente, questa strategia puzza di disperazione, ma, in ogni caso, bisogna ammirare la perseveranza di Washington. Potrebbero essere a fine partita e in condizioni disperate, ma non hanno ancora gettato la spugna. Hanno intenzione di fare un ultimo tentativo e vedere se possono ancora guadagnare qualcosa.

Lunedì, il presidente Biden ha tenuto alla Casa Bianca la sua prima conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Il battage pubblicitario che ha circondato l’evento è stato semplicemente senza precedenti. Tutto era stato orchestrato per fabbricare una “atmosfera di crisi” che Biden ha usato per fare pressione sul cancelliere e spingerlo nella direzione della politica statunitense. All’inizio della settimana, la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki aveva ripetutamente avvertito che “un’invasione russa era imminente.” I suoi commenti erano stati seguiti da quelli del portavoce del Dipartimento di Stato, Nick Price, secondo cui le agenzie di intelligence gli avrebbero fornito i dettagli di una presunta operazione “false flag,” sostenuta dalla Russia, che dovrebbe verificarsi nel prossimo futuro nell’Ucraina orientale. L’avvertimento di Price è stato poi ripetuto domenica mattina dal consigliere per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, che ha affermato che un’invasione russa potrebbe avvenire in qualsiasi momento, forse “anche domani.” Questo accadeva solo pochi giorni dopo la pubblicazione da parte dell’agenzia Bloomberg News di un titolo sensazionale e assolutamente falso: “La Russia invade l’Ucraina.”

Riuscite a vedere lo schema? Riuscite a vedere come queste affermazioni infondate sono state tutte usate per fare pressione sull’ignaro cancelliere tedesco che sembrava non rendersi conto che la campagna [di disinformazione] era nei suoi confronti?

Come ci si poteva aspettare, il colpo finale è stato dato dallo stesso presidente americano. Durante la conferenza stampa Biden ha dichiarato con enfasi che,

“Se la Russia invade … non ci sarà più un Nord Stream 2. Noi metteremo fine a tutto questo.”

Quindi, adesso è Washingtona stabilire la politica tedesca?

Che insopportabile arroganza!

Il cancelliere tedesco è stato preso alla sprovvista dai commenti di Biden, che, chiaramente, non facevano parte del copione originale. Anche così, Scholz non ha accettato di cancellare il Nord Stream 2 e si è rifiutato anche solo di menzionare il gasdotto. Se Biden pensava di poter incastrare il leader della terza più grande economia del mondo mettendolo all’angolo in un forum pubblico, si è sbagliato. La Germania rimane impegnata a lanciare il Nord Stream 2, indipendentemente dalle potenziali fiammate nella lontana Ucraina. Questa situazione potrebbe però cambiare in qualsiasi momento. Dopo tutto, chi sa quali incitamenti Washington potrebbe aver pianificato per il prossimo futuro? Chi sa quante vite sono pronti a sacrificare per mettere un cuneo tra la Germania e la Russia? Chi sa quali rischi Biden è disposto a correre per rallentare il declino dell’America e impedire l’emergere di un nuovo ordine mondiale “policentrico”? Tutto potrebbe accadere nelle prossime settimane. Qualsiasi cosa.

Per ora, la Germania è in una posizione invidiabile. Sta a Scholz decidere come verrà risolta la questione. Attuerà la politica che serve meglio gli interessi del popolo tedesco o cederà all’implacabile braccio di ferro di Biden? Traccerà un nuovo corso che rafforzi le nuove alleanze nel vivace corridoio eurasiatico o darà il suo sostegno alle folli ambizioni geopolitiche di Washington? Accetterà il ruolo centrale della Germania in un nuovo ordine mondiale – in cui molti centri di potere emergenti condividono equamente la governance globale e in cui la leadership resta risolutamente impegnata nel multilateralismo, nello sviluppo pacifico e nella sicurezza per tutti – o cercherà di sostenere il logoro sistema post-bellico che è chiaramente arrivato oltre la data di scadenza?

Una cosa è certa: qualsiasi cosa decida la Germania avrà effetto su tutti noi.

Mike Whitney

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/mwhitney/the-crisis-in-ukraine-is-not-about-ukraine-its-about-germany/
11.02.2022
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

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