La battaglia per Auschwitz – Seconda parte

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Israel Shamir
unz.com

In questi giorni, Gerusalemme potrebbe competere con Davos e il Bilderberg. I più illustri, ecccelsi e potenti regnanti si sono incontrati qui, al Forum su Auschwitz a Yad Vashem, il centro mondiale per la memoria dell’Olocausto: re, presidenti, primi ministri: la prova vivente che gli Ebrei hanno un certo potere nel mondo.

La Corte Britannica del Palazzo di San Giacomo era rappresentata dal principe Carlo; la Francia dal presidente Macron; i potenti Stati Uniti d’America avevano il Vicepresidente Pence (un ottimo esempio di Intelligenza Artificiale, sembrava quasi umano, anche se non completamente). C’erano anche il governatore generale dell’Australia, il presidente dell’Austria, il presidente dell’Albania, il presidente dell’Argentina, il presidente dell’Armenia, il re del Belgio, il presidente della Bulgaria, il presidente dell’Ungheria, il principe di Galles, il presidente della Germania, il presidente della Grecia, il presidente di Turchia, il presidente della Danimarca, il presidente dell’Islanda, il re di Spagna, il presidente dell’Italia, il governatore generale del Canada, il presidente di Cipro, il granduca di Lussemburgo, il presidente della Macedonia Settentrionale, il presidente della Moldavia, il re dei Paesi Bassi, il principe ereditario di Norvegia, il presidente della Romania, il presidente della Serbia, il presidente della Finlandia, il presidente montenegrino, il primo ministro svedese, il presidente del Consiglio Europeo, il presidente del Parlamento Europeo, il presidente della Commissione Europea …

I loro anfitrioni hanno sfruttato al massimo l’occasione. Netanyahu, il Primo Ministro ad interim israeliano, ha confrontato l’Iran con la Germania nazista e ha affermato che la distruzione di oggi dell’Iran equivale alla liberazione di Auschwitz di allora. Il Presidente israeliano, Reuven Rivlin, ha affermato che non vi è alcuna differenza tra antisemiti e antisionisti, chiunque sia nemico di Israele è nemico di tutto il popolo ebraico, molto semplice.

Tuttavia, a giudicare dall’attenzione dei media israeliani, c’era davvero un unico ospite di spicco, il Presidente Vladimir Putin. Durante il suo soggiorno a Gerusalemme, meno di una giornata, tutte le luci della ribalta sono state puntate su di lui, tutti gli altri re e sovrani sono svaniti sullo sfondo. Il potere di quest’uomo, la sua presa sull’opinione e sull’immaginazione pubblica, il suo carisma, non hanno precedenti. E’ stato trattato come un imperatore in pellegrinaggio, come il Kaiser Guglielmo nella sua visita del 1898 a questa città mediorientale.

Putin sapeva perché era venuto ed è rimasto concentrato sull’argomento. Il suo tema principale: la Russia aveva salvato gli Ebrei 75 anni fa e ha guadagnato il sostegno degli Ebrei di oggi, soprattutto se si confronta la sua storia con quella dei suoi vicini. Nel suo discorso, ha sottolineato il fatto che pochissimi Ebrei erano sopravvissuti in Polonia, Ucraina, Lettonia e Lituania, dal momento che le popolazioni locali avevano fatto del loro meglio per catturare e uccidere tutti gli Ebrei che erano riusciti a sfuggire alla morsa dei Tedeschi. Non è una coincidenza che i presidenti dei tre stati confinanti, Lituania, Lettonia e Polonia non abbiano partecipato, il Presidente ucraino Zelensky è venuto, ma è rimasto lontano dal forum.

Nell’Ucraina moderna è risorto il culto di Stephan Bandera, il Quisling ucraino, adepto di Hitler e leader di brutali bande di assassini (OUN-UPA) responsabili dell’uccisione di Ebrei, Polacchi, Russi e di Ucraini politicamente inaffidabili. Recentemente, alla CIA era stato ordinato, per legge, di desecretare i propri documenti su quest’uomo, e così era stato. Potete leggere le relazioni originali qui; lo descrivono come una spia nazista e un pluriomicida. I Banderiti erano stati soppressi dal KGB di Stalin, ma a questi gangster era stato poi stato permesso il ritorno alla vita normale perché c’era la sensazione generale che l’insurrezione fosse finita.

Eppure, nell’Ucraina post 2014, ci sono strade a Kiev e in altre città dedicate al suo nome, le sue immagini impreziosiscono gli edifici governativi e i moderni Banderiti sono ora una grossa forza combattente, sia nell’Ucraina orientale contro i separatisti del Donbass come in altre località, nei confronti della popolazione di lingua russa. Sono anche ostili al Presidente Zelensky, recentemente eletto, perché lo considerano troppo tenero. Zelensky non osa affrontarli. Questo è il motivo per cui evita il sito del massacro [nazista] di Babi Yar, vicino a Kiev, e perché è rimasto lontano dal forum di Gerusalemme; la sua semplice presenza è sufficiente ad infiammare i Banderiti.

Mi è stato chiesto da un lettore: i Polacchi, gli Ucraini e i Russi non dovrebbero risolvere le loro controversie storiche prima di affrontare i problemi di oggi? In generale, non la penso così. Ritengo che il passato sia passato e che la storia si prenderà cura di se stessa. I problemi di oggi devono essere risolti oggi. Se l’Ucraina e la Polonia, così come la Lituania e la Lettonia, dovessero dare un taglio alle loro politiche anti-russe condotte in collaborazione con la NATO e lo Stato Profondo americano, la Russia accantonerebbe volentieri i crimini dei loro padri. Ma, se i governi di questi quattro paesi continuano ad andare avanti con le loro politiche ostili nei confronti della Russia, la Russia sarà costretta ad allearsi con il potere ebraico contro questi eredi degli scagnozzi nazisti.

Il monumento

A Gerusalemme Putin è stato trattato come il figlio amato e, chiaramente, favorito di Netanyahu e del popolo in generale. Proprio di fronte alla Knesset (Parlamento), è stato eretto un monumento alle vittime ebree dell’assedio di Leningrado e a Putin è stato chiesto di inaugurarlo. Netanyahu era presente ed anche sopravvissuti e musicisti dalla Russia. È stato un momento sentito e coinvolgente, uno dei più importanti in questa giornata satura di eventi.

Personalmente, trovo di cattivo gusto commemorare gli Ebrei separatamente da tutti gli altri caduti di Leningrado. Uno dei miei zii era stato ucciso nel 1942 durante la difesa della città sul Fiume Nero, ma aveva combattuto ed era morto insieme ai suoi compagni russi. Gli Ebrei sembrano avere una notevole difficoltà ad entrare in empatia con i non Ebrei, esigono sempre memoriali separati e neanche Putin potrebbe costringerli a fare le cose diversamente.

Putin è stato molto cauto, non ha detto una parola sull’Iran. La Russia è amica dell’Iran. Recentemente, le Marine russe ed iraniane hanno eseguito esercitazioni navali congiunte. Putin non ha parlato della presunta e recente piaga dell’antisemitismo. Subito dopo il forum, si è recato nella città palestinese di Betlemme per un incontro con Mahmud Abbas, il Presidente della Palestina. I Russi [a Betlemme] sono impegnati nella ricostruzione della Via della Stella che conduce a Piazza del Presepe [Manger Square], di fronte alla Cattedrale della Natività.

Putin è stato l’unico dei tanti ospiti del forum a bilanciare la propria visita agli Ebrei con una visita ai Palestinesi. Ha anche incontrato il Patriarca di Gerusalemme ed ha espresso il suo sostegno alla Chiesa natia della Terra Santa.

Ravvedimento

Per un certo tempo, Putin è rimasto molto sconcertato dagli Israeliani. Gli Israeliani sono persone molto difficili da affrontare: qualsiasi cosa ottengano, la considerano come dovuta. Non hanno alcun senso di gratitudine e nessun desiderio di ripagare le offerte della controparte. Putin ha fatto molto per Israele in generale e, personalmente, per Netanyahu; ha fatto rimpatriare in Israele i resti mortali di un soldato israeliano che era stato ucciso in azione in Libano anni prima; ha soddisfatto molte piccole e grandi richieste del primo ministro israeliano. Non desideri impossibili come rimuovere gli Iraniani dalla Siria o far arrivare il Messia, ma richieste ragionevoli. Eppure, anche lui ha incontrato la resistenza ebraica alla restituzione dei favori.

Su richiesta degli Stati Uniti, un programmatore russo era stato arrestato in Israele nel 2015. Nonostante gli appelli dei Russi, Israele si era rifiutato di restituire il detenuto e, recentemente, lo ha trasferito negli Stati Uniti, dove questo giovane potrà essere condannato ad una lunga detenzione e, possibilmente, torturato per fargli “confessare” di aver interferito nelle elezioni americane. I Russi sono abbastanza scontenti di questa decisione israeliana, così come dei bombardamenti israeliani sulla Siria.

Poi, nell’aprile 2019, una giovane donna israeliana di nome Naama Issachar era in viaggio da Delhi a Tel Aviv via Mosca e, all’aeroporto di Mosca, la squadra antidroga aveva scoperto dell’hashish nel suo zaino. Era stata arrestata e condannata a più sette anni di prigione. Per gli standard russi è una pena abbastanza pesante per 10 grammi di hashish, anche se in alcuni paesi sarebbe stata fortunata a sfuggire ad una condanna a morte.

Non sorprende che Israele abbia trasformato il caso Naama in uno strumento contro Putin e la Russia. [Gli Israeliani] avevano sostenuto che i Russi avrebbero dovuto rilasciare la donna perché, si sa, quando Israele chiede, nessuno si oppone alle loro richieste. L’avvocato difensore russo di Naama, un convinto avversario di Putin, si era opposto ai tentativi per uno scambio tra la trafficante e il programmatore. Aveva detto alla famiglia di Naama che [la ragazza] sarebbe stata liberata in ogni caso e la madre di Naama aveva spiegato che rifiutava lo scambio perché non voleva aiutare Putin. Ma Naama non è stata rilasciata.

Un po’ ritardo, gli Israeliani avevano finalmente iniziato a capire che Putin era arrabbiato con loro. Avevano così deciso di sistemare un po’ le cose. C’erano molti problemi di cui la Russia si era lamentata nel corso degli anni e che gli Israeliani si erano sempre rifiutati di affrontare:

• Con grande disappunto della Russia, l’immigrazione israeliana ha la brutta abitudine di respingere i viaggiatori russi all’aeroporto di Tel Aviv. Cinquemila visitatori russi non hanno potuto entrare in Israele l’anno scorso.
• Le proprietà della Chiesa Russa non sono state restituite né registrate dalle autorità israeliane.
• Un monastero russo ha avuto l’ingresso bloccato e una linea tranviaria è stata fatta transitare attraverso la sua proprietà ecc.

Alla fine, Israele ha deciso di soddisfare alcune di queste richieste russe. Come avevo appurato, il 30 dicembre 2019, hanno deciso di far ritornare sotto la giurisdizione russa uno dei siti sacri più preziosi, la Chiesa di Sant’Alessandro, situata vicino al Santo Sepolcro. Questo appezzamento di terra era stato acquistato dallo Zar Alessandro III a metà del XIX secolo. Gli scavi avevano portato alla luce un’antica porta e un muro della Gerusalemme dei tempi di Cristo, si tratta probabilmente della porta dalla quale [Gesù] era uscito dalla città mentre veniva condotto al Golgota. Una stretta apertura in questo muro potrebbe essere la Cruna dell’Ago, la porta per i pedoni ritardatari, dove un cammello non riuscirebbe sicuramente a passare. La chiesa disponeva alcuni alloggi per gli ospiti di alto rango e sembra che vi avesse soggiornato Nicola II durante la sua visita come Principe Ereditario.

Dopo il 1918, la chiesa erà rimasta nelle mani degli emigrati Russi Bianchi e, nel 2004, era stata rilevata da un faccendiere ebreo ucraino, che sosteneva di essere l’erede e il discendente del Conte Vorontsov. Per molti anni, il governo russo aveva chiesto che la chiesa ritornasse al legittimo proprietario, lo stato russo, ma le autorità israeliane si erano sempre rifiutate. Ora, Israele sta cooperando, a condizione che, entro 60 giorni, vengano presentate tutte le eventuali mozioni di opposizione. C’è una buona probabilità che, all’inizio di marzo, la struttura venga restituita alla Chiesa di Mosca.

Eppure potrebbe anche non succedere. I media israeliani hanno recentemente dimostrato il loro potere di scatenare la frenesia dei loro lettori; gli articoli sul caso Naama hanno quasi completamente oscurato le storie sullo spettacolo del Forum sull’Olocausto. Un osservatore straniero potrebbe immaginare che tutto questo enorme raduno sia avvenuto per salvare dalle grinfie russe questa figlia di Sion. Putin è stato forzato a perdonare all’istante la contrabbandiera. Ha evitato saggiamente di farlo utilizzando la risposta israeliana standard: “Andrà tutto bene.” Tuttavia, se Naama venisse rilasciata prima del passaggio di proprietà della chiesa, gli Ebrei potrebbero essere tentati di rifiutare il trasferimento. Gli Israeliani odiano dare qualsiasi cosa gratis; è una fobia, è la paura di essere considerati dei creduloni. Per loro è psicologicamente più facile scambiare una chiesa russa con una ragazza israeliana. Ma questa mistificazione rende anche possibile qualche imbroglio dell’ultimo minuto.

Comunque, tutto considerato, sembra che le autorità israeliane abbiano deciso di riaggiustare le relazioni con la Russia. Si sono presi buona cura di Putin e hanno preferito la sua versione della storia alle varianti polacche e ucraine. Hanno ufficialmente riconosciuto il ruolo decisivo dell’Armata Rossa nella distruzione della potenza nazista e nella liberazione di Auschwitz. In questo modo hanno corretto molti dei torti contro la Russia e, chiaramente, sono andati contro le istruzioni degli Stati Uniti.

Il Vicepresidente Pence non ha ricordato che era stata l’Armata Rossa a liberare Auschwitz. Ha solo parlato dei soldati americani, che, effettivamente, avevano partecipato alla guerra (e che ancora occupano l’Europa, anche se di questo non ha parlato). I leader statunitensi descrivono abitualmente Stalin e Hitler come due orrori paralleli, permettendo così alla Polonia e agli Stati Baltici di cavarsela facilmente. La nuova versione stabilita a Gerusalemme non solo è più corretta e più giusta, è anche un sollievo dal consueto pregiudizio anti-russo ed una possibilità di rimandare la guerra nucleare globale. Non dimenticate che l’Orologio dell’Apocalisse sta ancora ticchettando: mancano 100 secondi alla mezzanotte.

Il dinamico sig. Putin

Putin è così diverso dai suoi predecessori, dal grassoccio Eltsin e dall’ossequioso Gorbaciov! È gentile, agile, rapido, amichevole, totalmente privo di pomposità e di finzione. È pieno di energia e pronto a rispondere, ma è anche in grado di mantenere la sua faccia da poker e rimanere in silenzio in mezzo al tumulto. Questo è l’uomo che abbiamo visto a Gerusalemme. Ha incontrato gente, tenuto discorsi e preso decisioni, più di quanto possa fare un giovane. E non è ancora vecchio, ha 67 anni, contro i 73 di Trump e i 78 di Sanders. Penso che sarà in grado di lavorare ancora per molti anni.

Ecco perché dubito che il cambio di governo [in Russia] della scorsa settimana sia il segnale di un prossimo pensionamento di Putin. Per me, è solo un normale rimpasto di governo. I nuovi ministri sono più giovani di quelli vecchi. Il nuovo primo ministro continuerà il suo lavoro di digitalizzazione della Russia, proprio come aveva di recente digitalizzato la riscossione del gettito fiscale. La Russia sta affrontando la modernizzazione e Putin ha bisogno di compagni d’armi più giovani. Alcuni sono molto giovani: la salutare mancanza di riverenza del nuovo ministro della cultura ha già causato quanche mal di pancia agli artisti abituati alle sovvenzioni occidentali. Le posizioni più importanti, ministero degli esteri, difesa, rimangono nelle mani dei vecchi e garantiranno continuità. Putin non andrà in pensione tanto presto, ma, probabilmente, ha bisogno di più persone che capiscano le sue intenzioni e che siano pronte a metterle in pratica.

Non che abbia una scelta. Nella situazione attuale, nessuno può garantirgli un futuro sicuro. Il destino di Saddam e di Gheddafi dev’essere ancora fresco nella sua mente. E sembra cavarsela bene. Lo ha dimostrato durante questa breve e sovraccarica di impegni visita a Gerusalemme.

Post Scriptum. Proprio nel momento del forum su Auschwitz, la magistratura russa ha deliberato sul caso del dr. Roman Yushkov. Era stato accusato di negazione dell’Olocausto e aveva vinto, perchè la negazione dell’Olocausto in Russia non è un crimine. Incoraggiato da questa vittoria, il dr. Yushkov aveva fatto causa allo stato per sei milioni di rubli come risarcimento e, il 21 gennaio, la corte gliene ha concessi 50 mila. La Russia è il paese più libero del mondo, a quanto pare. Potete scrivergli a [email protected].

Israel Shamir

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/ishamir/battle-for-auschwitz-ii/
24.01.2020

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