Home / Alimentazione / Il latte: il nuovo simbolo del razzismo nell’America di Donald Trump

Il latte: il nuovo simbolo del razzismo nell’America di Donald Trump

 

Kelly Riddell
washingtontimes.com

Questa settimana, nel giornaletto universitario Daily49er, Samantha Diaz, della California State University, ha descritto come il latte sia diventato il nuovo simbolo dell’odio.

Tutti voi, insieme al resto della nazione, siete talmente abituati a sentire decantare i benefici del latte che, probabilmente, non vi sarete nemmeno resi conto del sottile razzismo nascosto nelle nostre abitudini salutistiche,” asserisce la signora Diaz.

Continua poi: “Potrebbe non sorprendervi che gli Stati Uniti sono stati fondati sul razzismo e che ogni istituzione che noi patrociniamo ha radici razziste, che a volte sono difficili da comprendere e ancora più difficili da combattere. Questo fenomeno influisce sulle leggi per l’identificazione degli elettori, sugli esami di stato e, sì, anche sulle linee guida dietetiche federali. Ma come possono le linee guida sulla salute, un sistema basato esclusivamente su fatti scientifici, contenere messaggi razzisti? Dove c’è una tradizione consolidata per sopprimere l’esistenza di un’intera razza, il modo c’è.”

E sì, tutto si riduce al latte.

Il sostegno del governo federale al latte nelle diete americane contribuisce al problema, spingendo in modo acritico la gente a bere latte, nonostante i potenziali effetti avversi che ha sulla salute della gente di colore,” ha scritto la Diaz. “Le attuali normative dietetiche federali esortano le persone a bere tre bicchieri di latte al giorno, come riportato nelle ‘Linee Guida Dietetiche 2015-2020 per gli Americani.‘ Il principale beneficio per la salute derivante dal latte è la protezione dall’osteoporosi, una malattia che indebolisce le ossa, da qui la retorica delle ‘ossa più forti.’ Anche se questo è un evidente effetto positivo sulla salute, l’osteoporosi colpisce gli Africani in una percentuale significativamente inferiore rispetto alla maggior parte degli Americani [non di colore].

Pertanto, il latte può essere utile all’organismo di una persona bianca, ma meno a quello di un nero, quindi è razzista.

Se pensaste che l’analisi della signora Diaz sia di sinistra, vi sbagliereste. Il mese scorso, sulla rivista online Mic.com era apparso un articolo intitolato: “Il latte è il nuovo, cremoso simbolo della purezza della razza bianca nell’America di Donald Trump.

Perché, potreste chiedervi?

Beh, perché durante una rappresentazione anti-Trump tenutasi al Museum of the Moving Image di New York City c’era stata una ripresa televisiva in diretta di alcuni neonazisti che trangugiavano litri di latte.

Tra i vari tatuaggi dell’iconografia del Terzo Reich che ballavano qua e là, una cosa spiccava: tutti i neonazisti bevevano latte,” aveva scritto Mic. “Mentre ballavano lo sputavano, lasciandoselo gocciolare giù per il mento.”

Aveva poi continuato: “Alcuni suprematisti bianchi pensano che l’identità etnica bianca abbia una correlazione storica e geografica con la tolleranza biologica al latte, in particolare con la produzione dell’enzima lattasi, che consente all’organismo di degradare il lattosio. Su 4chan, la fabbrica N°1 dell’hate speech su Internet, un anonimo partecipante aveva esposto questa tesi usando questa grafico tratto da uno studio su Nature, che mostra le località in cui le popolazioni hanno tolleranze al latte più elevate,” ha riferito la rivista online.

Oh caspita.

Ma la stampa di sinistra ha sposato questa argomentazione.

L’anno scorso, la rivista Mother Jones si era posta la domanda se le linee guida dietetiche statunitensi sul latte fossero razziste, concludendo che: “La comunità medica deve ancora iniziare a chiedersi se gli alimenti che sono stati etichettati culturalmente come ‘di libero consumo’ abbiano conseguenze dannose per le minoranze.”

Questo mese, in un’intervista al Los Angeles Times, il regista di “Get Out,” [Scappa] Jordan Peele, ha spiegato il legame tra latte e odio e come lo aveva descritto nel suo film sul pregiudizio razziale nell’età moderna.

Nella scena, un’attrice è seduta nella sua camera da letto, con le cuffie e ascolta tema di “Dirty Dancing,” mentre mangia Fruit Loops e beve latte con una cannuccia.

Come spiega il Los Angeles Times: “Il latte, nelle discussioni più recenti, sarebbe il nuovo simbolo della supremazia bianca in America, per il colore e per l’idea che l’intolleranza al lattosio in alcune etnie implichi una superiorità genetica della razza caucasica, dovuta alla sua migliore capacità di metabolizzazione del latte.”

C’è qualcosa di orribile nel latte“, ha dichiarato Peele al Los Angeles Times. “Pensateci! Pensate a cosa stiamo facendo. Il latte è una cosa disgustosa.

Così il gioco è fatto. Avete del latte in casa? Allora probabilmente siete dei nazisti. LOL.

Kelly Riddell

Fonte: washingtontimes.com
Link: https://www.washingtontimes.com/news/2017/mar/17/milk-new-symbol-racism-donald-trumps-america/
17.03.2017

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.

Lascia un commento