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Giravolte e contrappassi

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.com

Una volta, tanto tempo fa, ci fu in Italia il governo della “resurrezione”, che doveva condurci ai fulgidi avvenire dell’euro, e finì con una caciara innaffiata di bombe in quel di Belgrado. Venne dunque – per contrappasso – il governo delle “libertà”, ma di libertà se ne videro ben poche, condite però con robusti tagli a tutti i settori sociali.

Nuova boa, nuova virata a sinistra, con il governo del “riscatto” che passò quasi inosservato e, dopo due anni, per un colpo di lupara sparato da Ceppaloni, terminò nella polvere.

Tornò quindi in auge il sempiterno “libertario” che ci condusse, in pochi mesi, da una Roma stravolta dalla pacifica invasione libica di un Gheddafi raggiante – con stuoli di giovanette che si convertivano all’Islam (si scoprì, dopo, che erano state reclutate in una scuola per hostess) – ad una guerra senza quartiere, nel quale il “convertitore” Gheddafi finì martire, in un canale di scolo, con una baionetta piantata nel sedere.

Con gran spiegamento (anche) delle armi italiane ed una Hillary Clinton raggiante: dopo i giochi di bocca di Monica, assistente del marito, quella baionetta nel culo di Gheddafi dovette eccitarla, al punto di lasciarsi andare a mail molto focose, prontamente carpite dal buon Samaritano Assange.

Dopo, fu il regno del terrore, con un Bergmeister affiancato da una kapò dagli occhi di ghiaccio, che sbatté nel lager della “fine pena mai” i lavoratori italiani. Terminò anche l’incubo – mentre le loro riforme rimasero, al punto che, per cercare di ovviare al problema, si varò “Quota 100” che però, a conti fatti, prevede un “taglio” che va dal 5 al 30% dell’assegno pensionistico. In pratica, la riforma Fornero, non fu toccata nei suoi assiomi essenziali, vale a dire la “consistenza generale” del rapporto retribuzione/pensione. (1)

Dopo molte schermaglie, dissidi interni fra i partiti, alleanze stranissime e leggi elettorali sempre più “fantasiose”, giunse il governo della “rottamazione” il quale, ancora una volta, rottamò ben bene i diritti senza toccare, ovviamente, i doveri.

Infine, il governo del “cambiamento” che cercò disperatamente di cambiare qualcosa nel guazzabuglio della legislazione italiana ma che, per improvvisi motivi – che è oggi ampia materia di dibattito: è stato l’uno! No, l’altro! E’ tutta colpa della Madonna! No, dei comunisti! – cadde.

Oggi abbiamo un nuovo governo e, mentre il vecchio governo lavorava, anche la magistratura lavorava, eccome! Questa volta, però, era fortemente contrastata dalla giurisprudenza europea: come finì?

Finì con una sentenza del Febbraio 2019 che eludeva e cassava i diritti di 70.000 persone, transitati da molti enti locali (in primis le Province) al Ministero dell’Istruzione. Il passaggio fu decretato nel 1998 dal ministro Berlinguer, con l’omonima riforma che toccava un migliaio d’insegnanti e quasi 70.000 assistenti amministrativi, segretari, ed altro personale della scuola.

In pratica, Berlinguer in parte mentì, perché affermò che la riforma era a “costo zero” mentre, a parità d’anzianità conseguita, c’era un modesto esborso. All’epoca, veramente modesto per lo Stato.

Ma nel 2000, sotto Amato, ecco che si attivarono i sindacati: quando mai i sindacati, in Italia, hanno mancato al loro preciso dovere di difendere, vegliare, corroborare, aumentare i diritti e le retribuzioni dei…sindacalisti? Il lavoratore? Chi era costui?

Così ci fu un bel accordo nel Giugno del 2000 nel quale, zappetta un poco, confondi qui e là…i lavoratori confluiti volontariamente il 1° Gennaio 2000 (con diritto di scelta!) si videro tagliare l’anzianità pregressa. Ad esempio, da 20 a 7 anni. Perché? Poiché lo prevedeva l’accordo sindacale “confederale”. Amato, quanto sei stato amato!

Il successivo governo delle “Libertà” – Forza Italia, Lega Nord e Alleanza Nazionale – precisò ancor meglio quella ruberia, inserendo un apposito comma (218) nella legge Finanziaria per il 2006. E, qui, entra in gioco l’Europa: l’Europa della barbarie, dell’intrigo, dei diktat massonici.

Stimolati dai vari ricorsi in sede europea – l’Italia assorbe, da sola, circa la metà dei ricorsi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (!) – i giudici europei stilarono ben 7 sentenze favorevoli ai lavoratori mentre, negli anni, la magistratura continuava a stilare sentenze favorevoli e contrarie, alcune “incerte” anche alla attenta analisi dei giuristi le quali, però, terminavano sempre con un verdetto contrario della Corte di Cassazione. Vabbè…due telefonate, una a Palazzo Chigi, un’altra a viale Trastevere…se trovammo sempre n’accordo pé accontentà tutti…il lavoratore? Chi è costui?

Fino a Giugno del 2019, quando l’UE s’incazza e dice: “Lo sapete che siete tenuti a rispettare e dare corso alle sentenze della Corte Europea? Avete firmato, prendendo precisi impegni. La finite d’ingolfarci con ricorsi inutili, sui quali abbiamo già sentenziato, perché la materia è chiarissima: non si può ingannare un lavoratore, impegnandosi a garantire l’anzianità da un passaggio da un’amministrazione all’altra, e poi fottersene con mezzucci giuridici che fanno pietà?”

E, tanto per spolverare la memoria, “ricorda” le varie sentenze:

Sentenza Corte di Giustizia dell’Unione Europea (Grande Sezione) del 6 Settembre 2011, caso C 108/2010, Ivana Scattolon c. MIUR.

Poi, le varie sentenze della CEDU (Corte Europea dei Diritti Umani):

Agrati e altri c. Italia del 7 giugno 2011;

Anna De Rosa e altri c. Italia dell’11 dicembre 2012;

Montalto e altri c. Italia del 14 gennaio 2014;

Biasucci e altri c. Italia del 25 marzo 2014;

Bordoni e altri c. Italia, del 13 maggio 2014;

Caponetto c. Italia del 13 maggio 2014;

Peduzzi e Arrighi c. Italia del 13 maggio 2014;

Marino e Colacione c. Italia del 13 maggio 2014;

Caligiuri e altri c. Italia del 9 settembre 2014.

In teoria, se l’Italia fosse un Paese con un minimo di dignità, sarebbe bastata la sola sentenza del 2010, quella della Corte Europea di Giustizia dell’Unione Europea (Grande Sezione) ma l’Italia non ascolta, non recepisce, non attua nulla.

Credo d’aver capito il motivo.

Perché, in Italia, mancano sempre i soldi. Già.

Se viveste in Ausonia, dove vivo io, non succederebbe mai che i ponti autostradali crollino perché vecchi e fatiscenti, ed i tecnici incaricati della sorveglianza non si munirebbero d’appositi “disturbatori” elettronici per non farsi intercettare. (2)

Non capiterebbe nemmeno che una importante opera pubblica chiamata “Aurelia Bis”, che doveva esser pronta nel 2016, sia finanziata con 128 milioni (spariti) e che poi…la società fallisse, uno scappa, l’altro è in Africa, l’altro ancora è irreperibile…e tutto rimane fermo, così, con migliaia di tonnellate di macerie all’aria e nulla di fatto. (3)

Non capiterebbe nemmeno che un ponte, inaugurato a Natale, cada a Capodanno! (4)

Non succederebbe nemmeno che si chiedano dei soldi in Europa per specifiche opere e poi siano fatti sparire nel nulla (5): scusate, qui ho dovuto fermarmi perché c’erano centinaia di casi e non ho voluto tediarvi inutilmente.

Non capiterebbe nemmeno che persone che hanno oramai quasi ottant’anni vengano richiamate nelle scuole dove prestarono servizio per vedersi consegnare una nuova ricostruzione di carriera (!), grazie alla quale dovranno restituire tot soldi in tot anni…quasi li avessero rubati…mentre i magistrati di Cassazione rispondono con uno sberleffo. C’è ancora un ministro dell’Istruzione? Chi è? Cosa fa? Ne sono passati tanti che fecero promesse: sempre le stesse, più qualche cambiamento (non manca mai) nell’esame di maturità. Si parte sempre dal’omega.

Eppure, una ragione c’è a tanti disastri in Italia: la mancanza di memoria, che poi si concretizza in un lamento collettivo per le pretese “ingiustizie” create da altri. E’ vero che il trattato di Maastricht fu una truffa per l’Italia, ma ci fu solo quello?

Qualcuno ricorda a quanto arrivavano le aste dei BTP negli anni ’80? Al 15% d’interesse, come in Argentina, dove poi finirono con i conti correnti bloccati a sbattere le casseruole in strada. E i finanziamenti europei?

Qualcuno ricorda che, a differenza di Spagna e Portogallo dove c’erano strutture centrali, in Italia venivano concessi alle Regioni, le quali incaricavano poi le Province e, se non si trovava un accordo di spartizione fra le forze politiche, ritornavano a Bruxelles. Ancora oggi, l’Italia non ha imparato ad usarli: Spagna e Portogallo s’abbuffarono con i finanziamenti rifiutati dall’Italia. Oggi, è la Polonia la prima ad accalappiarli, seguita da altri Paesi dell’Est, che poi giocano a fare i sovranisti.

Da noi, se sei un panettiere, prova a fare domanda per costruire un forno con i finanziamenti europei: ti faranno girare mille uffici, e non otterrai nulla. Solo se hai un qualche mammasantissima alle spalle otterrai un finanziamento per studiare lo sviluppo e l’adattamento della capra abissina sulle prealpi. Che, poi, presenterai, qualcun altro verificherà con cura e poi sistemerà in un archivio, dove dormirà sonni tranquilli per secoli. Ma i soldi, privati della loro percentuale, arriveranno.

“Chi è senza colpa scagli la prima pietra”: è una frase illuminante della Bibbia cristiana. Non penso che tutto quello che diciamo e raccontiamo sulle vicende europee sia oro colato: nel caso che ho illustrato, anzi, è l’Europa stessa a far presente che la retroattività della norma non è ammessa, sia nel diritto di derivazione latina e sia in quello anglosassone. Ma la giurisprudenza italiana se ne frega altamente e non rispetta i trattati internazionali.

Me ne frego dopo me ne frego, siamo giunti ad un punto nel quale ogni truffa o raggiro viene quasi ammirata: quello è stato furbo, adesso gira in Audi, mentre io ho la vecchia Punto di mio zio buonanima. Allora, andiamo sul Web, sui social e ci assataniamo in caustici commenti contro l’Europa, le banche, i governi, le monete, ecc…

Mai guardare alle proprie mancanze, ai propri doveri elusi, alla troppa sufficienza nel giustificare fatti che non ammettono giustificazione. Noi scusiamo tutto e tutti…già…tanto il lamento è libero!

 

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.com

Link: http://carlobertani.blogspot.com/2019/09/giravolte-e-contrappassi.html

17.09.2019

 

(1) http://www.affaritaliani.it/sport/pensioni-news/pensioni-quota-100-taglio-dell-assegno-di-quanto-i-calcoli-pensioni-news-590150.html

(2) https://www.ilsecoloxix.it/genova/2019/09/13/news/falsi-report-sui-viadotti-dopo-il-crollo-del-morandi-arresti-e-perquisizioni-1.37457520

(3) http://www.savonanews.it/2019/02/22/leggi-notizia/argomenti/attualit/articolo/savona-il-dossier-dellaurelia-bis-sul-tavolo-del-vice-ministro-rixi-assessore-arecco-via-sc.html

(4) http://www.ilgiornale.it/news/politica/ponte-beffa-inaugurato-natale-crollato-notte-capodanno-1080238.html

(5) https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/08/22/como-maxi-truffa-allunione-europea-sui-fondi-per-il-mantenimento-dei-pascoli-98-indagati/5402711/

 

Pubblicato da Davide

14 Commenti

  1. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    E’ il popolo italiota che vuole questo!
    Se in giro tra il popolo ci fossero meno sprovveduti pronti a farsi “spennare” diminuirebbero di conseguenza anche i truffatori di qualsiasi genere…
    Disse il grande comico Totò: “Lo so, dovrei lavorare invece di cercare dei fessi da imbrogliare, ma non posso, perché in giro ci sono più fessi che datori di lavoro”.

    • Sulla grandezza di Totò avrei da che ridire.
      Il nobile massone napoletano è proprio uno dei pessimi modelli utilizzati dai padroni del discorso per ri-plasmare la coscienza collettiva italiana nel dopo guerra.

  2. Tutto drammaticamente vero.
    Ma cosa si deve fare per cambiare registro?

  3. Colpa di Totò?

    No, no, la cosa é più complessa e l’iniziazione, o il trasferimento culturale se preferite, comincia alle elementari dove si possono già intuire e rassegnarsi ai destini da “Guardie e ladri”.

  4. In Italia ci dividiamo in due categorie. Da una parte c’è chi considera ogni straniero migliore di noi, sia comunitario, come gli efficientissimi e meritevoli tedeschi, che extra, i quali essendo poveri sarebbero per forza anche buoni.

    Dall’altra parte c’è chi invece dà la colpa di ogni problema italico alle vessazioni degli immigrati e delle potenze straniere, senza il giogo delle quali saremmo il popolo più evoluto e ricco del mondo.

  5. Sordi fece anche un film particolare, un po’ diverso dai suoi soliti personaggi, drammatico e per certi versi estremo, “un borghese piccolo piccolo”, dove c’è persino la massoneria, che doveva servire a trovare lavoro al figlio mediocre e incolore. E’ una inquietante fotografia di cosa era l’Italia degli anni 70 (oggi non molto diversa in queste cose) presunta terra di persone buoniste e solidali, capaci però di violenze ed odii che non hanno nulla da invidiare ad altri popoli. Gli italiani non hanno mai fatto i conti con le proprie responsabilità, sia storiche che sociali e politiche, cosa che gli altri hanno comunque dovuto accettare, se non subire, e questo anche perché abbiamo in casa chi è pronto a perdonarci, magari dopo qualche penitenza all’acqua di rose. Se alla fine c’è un perdono per tutto, basta pentirsi appena un po’, è facile finire per pensare che è possibile almeno fregare il prossimo senza rischiare chissà che. Ovviamente non tutto è così malmesso, anche perché gli stessi che vivono in mezzo a queste ipocrisie, conoscono forse meglio di altri le soluzioni per vivere in un mondo migliore. Intanto si potrebbe cominciare con il far pagare il lamento fine a se stesso: un lamento inutile? un fiorino…

  6. Tutti vogliono sentirsi furbi, Arsenio Lupin (a cartone animato naturalmente) che la fa sempre franca, tutti vogliono un santo in paradiso (clientes fin dall’anno 0) da leccare e a cui inginocchiarsi con sempre un occhietto a sostituirlo, tutti vogliono sentirsi grandi (possibilmente a buon mercato) per quello che hanno comprato con i frutti delle loro furbizie!
    Non a caso “chi può fa, chi non sa fare insegna” (e non parlo dei docenti, quelli seri), siamo pieni di opinionisti ed opinioni molto accattivanti basate sul “credo che”, “secondo la mia opinione”, “mi pare ovvio che”…… pensieri fast food per riempire il silenzio che fa paura, il silenzio, ozium vero, impone la riflessione e la valutazione e spesso riflettere fa male all’ego. Purtroppo anni di convivenza forzata hanno esasperato le mille anime dei popoli italici, ormai l’abitudine ha ucciso nel sud l’imprenditoria (alla voce “meglio i sussidi che il lavoro”, mica sono scemo a faticare per avere i soldi) e la solidarietà vera nel nord (alla voce “tanto un’altro lo trovo subito”, più facile importare le persone che servono che formare una società in grado di produrle e formarle), in questa fine dei tempi assistiamo solamente al momento in cui la polvere sotto il tappeto non può più essere nascosta e le spinte centrifughe si preparano a frammentare i confini stabiliti per cercare nuovi equilibri.

  7. Uno dei motivi per cui ci lamentiamo dell’Europa è guarda caso la bufala dei finanziamenti europei in cui Bertani ci è cascato come un fico secco.
    In questa patetica fake news noi veniamo dipinti come il Paese che si merita il suo destino perché non riusciamo ad utilizzare i fantasmagorici fondi europei…peccato che l’Italia è un contributore netto della UE cioè la finanzia in misura superiore a quanto gli potrebbe essere ritornato perché é scritto neii fantomatici trattati che ogni Paese deve contribuire in ragione del proprio reddito nazionale lordo.
    In pratica significa che se invece di regalare soldi alla UE ce li fossimo tenuti avremmo evitato di finanziare il costosissimo baraccone europei (con tutti i bei personaggi che vediamo spesso in TV) e avremmo avuto i soldi necessari per effettuare gli investimenti necessari.
    P.s. Gli accadimenti economici degli anni 80 compresa l’inflazione e le varie speculazioni dei mercati dovrebbero essere sviscerati con più completezza ma comunque rimane innegabile che gli anni 80 e 90 nonostante i primi tentativi di destabilizzazione sono rimasti impressi nella memoria collettiva come “anni d’oro”.

  8. Caro Bertani travaglio non avrebbe potuto fare di meglio.
    l’Europa nuova frontiera,unica via di salvezza .diamo il benvenuto al nuovo mundualdo :conte!
    Quanto abbiamo sbagliato in questi anni come abbiamo fatto a non vedere? Abbiamo pensato che l’Europa fosse il problema e invece…invece era la soluzione!
    Caro bertani lei continua a confermarmi quello di cui oramai sono convinto. e cioè che il m5s è ontologicamente e fenomenologicamente diverso ,e queste travagliate servono solo ad abituare militanti ed elettori grillini al cambio di paradigma
    È siccome lei ha capito che della narrazione delle nuove ottime relazioni con l’Europa che ci porteranno tanto sia come flessibilità che come risposte al problema migranti , non ci si può fidare , ha deciso di andare sul classico per abituare elettori e militanti 5s al nuovo paradigma! I problemi dell’italia derivano da corruzione eccesso di burocrazia mala gestio un giustizia ingiusta . Fatti veri e bersagli facili da contrapporre all’Europa che funziona. Ovviamente delle politiche dell’austerità di monti fornero niente! Anzi mi par di capire che l’euro diventa il baluardo che ci impedisce di diventare l’Argentina.praticamente tutta la paccottiglia mediatica per giustificare monti e il 2011! solo che ci arrivate molto dopo il.pd credetemi su questo campo renzi è molto più bravo e più furbo di voi!

  9. Uno dei grossi problemi dell’Italia riguarda il mondo giudiziario che va a braccetto con quello burocratico. In base agli indici di performance relativi a questi 2 settori l’Italia è agli ultimi posti in Europa: Global Competitiveness Index del World economic forum, European judicial systems (EU), Doing business report, FB-index del nostro ministero dicono tutti la stessa cosa: abbiamo un sistema costoso ed inefficiente, a essere gentili senza scadere nelle volgarità. Tempi e costi poi si scaricano sull’economia e sul mondo imprenditoriale rappresentando un peso da portarsi dietro (uno dei tanti).

    In parte è vero che i soldi non ci sono, ma a volte ci sono e non vengono utilizzati, a volte quando li si usa lo si fa in malomodo. Se non interviene la “giustizia” ad interrompere queste inefficienze il sistema va a rotoli, vince il più furbo.

    La gente sa che la giustizia non funziona, gli avvocati sanno che la giustizia non funziona, la magistratura idem, il CSM uguale, il mondo politico pure sino al presidente della repubblica. Che io sappia le leggi le fa il parlamento, quindi se la situazione tende a peggiorare nel tempo e se la gente non conta una cippa la responsabilità andrebbe cercata nel mondo politico.
    Ne deduco che qualcuno o qualcosa ha interesse a far andare le cose in questo modo (si lo so, è un’affermazione banale).

  10. Non si può fare altro che concordare su tutto.
    Anche da me che sono anti-euro.
    Bello, molto bello. Da consigliare.

  11. Io trovo che il problema sia da entrambi i lati, il sistema europeo e il sistema italico. Peró mi permetto, che il sistema europeo non stia in piedi se non per via artificiale lo dicono i fatti: la Germania che da anni supera i limiti di bilancia commerciale, le bazookate di Draghi che finiscono nel mercato secondario anziché direttamente nelle aste degli stati.

    Poi dobbiamo fare autocritica certamente, quasi su tutto peraltro. Ma é la combinazione dei due aspetti che ci porta all´oggi.

  12. Anche una certa magistratura è corrotta, non è una novità.

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