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Overshoot della Terra: Superata la disponibilità di risorse naturali, fino a che punto sarà sostenibile la crescita della Popolazione?

DI MIKE SHEDLOCK

MishTalk.com

Per decenni ci hanno predetto che la sovrappopolazione avrebbe distrutto le risorse energetiche se non l’intero pianeta. Ogni anno le previsioni sulla crescita della popolazione e sui picchi del prezzo del petrolio si sono dimostrati sbagliati. Ma per quanto tempo lo status quo potrà ancora generare crescita se continua l’esplosione della popolazione?

 Rick Mills   ha pubblicato, per primo, questo articolo sul suo blog  Earth Overshoot Day.

La seconda metà del 20° secolo ha visto il più grande aumento della popolazione mondiale in tutta la storia umana. La nostra popolazione è aumentata per effetto di:

  • Progressi della medicina e diminuzione del tasso di mortalità in molti paesi
  • Enormi aumenti della produttività in agricoltura dovuti alla “Green Revolution”

Il tasso di mortalità complessivo è sceso quasi ininterrottamente dall’inizio della rivoluzione industriale, igiene personale, miglioramento delle fognature e sviluppo degli antibiotici: tutto ha svolto un ruolo di primo piano.

La Green Revolution

Il termine Green Revolution si riferisce a un insieme di ricerca, sviluppo e tecnologia dagli anni 1940 ai 1970 ed in particolare:

  • Sviluppo di varietà di cereali ad alto rendimento
  • Espansione delle infrastrutture di irrigazione
  • Modernizzazione delle tecniche di gestione
  • Meccanizzazione
  • Distribuzione di semi ibridati, di fertilizzanti sintetici e di pesticidi agli agricoltori.

I trattori con motori a combustione interna alimentati a benzina (prima erano a vapore)  arrivarono nel 1920 dopo che Henry Ford inventò il Fordson nel 1917 – il primo trattore prodotto in serie. Questa nuova tecnologia restò disponibile solo per agricoltori piuttosto benestanti fino agli anni 1940, poi tutti usarono il trattore agricolo.

Motori elettrici e pompe di irrigazione resero coltivazioni e allevamenti più efficienti. Importanti innovazioni in Zootecnia – moderne stalle per la mungitura, silos di stoccaggio verticali e una selezionata alimentazione per gli animali – chiusi in allevamenti intensivi – sono state realizzate grazie all’uso dell’energia elettrica e a enormi progressi nella scelta dei fertilizzanti, erbicidi, insetticidi, fungicidi e antibiotici che portarono un maggior controlli delle erbe infestanti, degli insetti e delle malattie.

Ci sono stati grandi progressi nell’allevamento e nelle colture delle piante – ibridazione, inseminazione artificiale del bestiame, ormoni della crescita e organismi geneticamente modificati (OGM) e poi  tutte le innovazioni nella catena di lavorazione e di distribuzione alimentare.

Tutte queste nuove tecnologie hanno prodotto un aumento della produzione agricola globale i cui pieni effetti si sono cominciati a vedere negli anni ’60.

La produzione di cereali è più che raddoppiata nei paesi in via di sviluppo – la resa di riso, mais e grano è aumentata costantemente. Tra il 1950 e il 1984 la produzione mondiale di grano è cresciuta di oltre il 250% – e il mondo ha fatto sedere a tavola un altro paio di miliardi di persone.

La modernizzazione e l’industrializzazione dell’industria dell’agricoltura a livello mondiale hanno portato alla più grande esplosione della produzione alimentare nella storia. Le riforme agricole e il conseguente aumento della produzione, favorite dalla rivoluzione verde,  hanno evitato le carestie nei Paesi in via di sviluppo ed hanno alimentato miliardi di persone più di quanto era possibile fare prima di allora.

La Rivoluzione Verde ha aiutato a dare il primo calcio alla più grande esplosione della popolazione umana nella nostra storia – ci sono voluti solo 40 anni (a partire dal 1950) perché la popolazione raddoppiasse da 2,5 miliardi a cinque miliardi di persone.

Abbiamo messo in moto una macchina-agraria che ha risparmiato un miliardo di persone che hanno messo al mondo altri miliardi di persone.

Il Pessimismo Malthusiano

“Il potere della popolazione è approssimatamente più grande della potenza che ha la terra per produrre i mezzi di sussistenza per l’uomo.” Thomas Robert Malthus

Il pessimismo malthusiano è stato a lungo criticato da chi dubita nei processi di avanzamento tecnologico in:

  • Agricoltura
  • Energia
  • Uso delle Acque
  • Produzione
  • Controllo delle malattie
  • Fertilizzanti
  • Gestione delle informazioni
  • Trasporti

Tutte componenti che avrebbero dovuto mantenere la produzione agricola più alta della curva di crescita della popolazione, ma la previsione di Malthus non si è avverata, finora, perché l’aumento dei rendimenti agricoli è sempre stato superato alla crescita della popolazione.

Norman Borlang, padre della Rivoluzione Verde, ha detto che, se faremo tutto per bene, la Terra ha la capacità di alimentare 10 miliardi di persone.

Ester Boserup, economista agricolo, dice di non preoccuparsi, perché la crescita della popolazione è il driver per la produttività del terreno – la capacità del nostro pianeta di sostenere la presenza del suo carico umano si basa sulle capacità dei nostri sistemi e sulle tecnologie sociali oltre che sui limiti ambientali.

Il declassamento che ha fatto Esther mettendo i limiti ambientali al secondo posto non mi fa pensare a passi avanti, anzi mi sembra piuttosto miopia.

Popolazione

Nel 1950 la popolazione mondiale era pari a 2,52 miliardi di persone. Oggi è di oltre 7,5 miliardi.

Popolazione Mondiale Attuale7,500,072,439

Secondo le previsioni delle Nazioni Unite  gli umani potrebbero arrivare a 9,7 miliardi per il 2050 ed oltre 11 miliardi nel  2100.

La terra potrebbe essere abbastanza grande per un miliardo, quattro miliardi, forse otto o nove o anche 10 miliardi di persone, a dar retta a Borlang. Ma il tempo corre e si avvicina il momento in cui i numeri veri, fatti da persone reali, richiederanno alla terra più di quanto potrà eventualmente fornirci.

Qualcuno dice che quel numero sia già stato superato.

L’ Overshoot ecologico

Per la maggior parte della storia umana, non c’è nessun dubbio che abbiamo consumato risorse a una velocità molto inferiore a quella che il pianeta era in grado di rigenerare.

Purtroppo, abbiamo superato una soglia critica e la domanda di risorse che la stiamo facendo al nostro pianeta sembra aver cominciato a superare il tasso con cui la natura lo può ricostituire.

Il divario tra domanda dell’uomo e offerta della natura è conosciuto come overshoot ecologico. Per capire meglio il concetto provate a pensare a un conto in banca – sul quale gia gravano $ 5.000 di interessi mensili. Mese dopo mese gli interessi da pagare salgono di $ 100. Quei $ 100 sono un finanziamento, o per tornare al nostro ragionamento, il superamento ecologico delle risorse disponibili e il rientro per quel finanziamento diventa, ovviamente, ogni mese sempre più insostenibile.

Attualmente gli esseri umani prelevano più risorse naturali di quante la banca Terra sia in grado di fornire su base sostenibile. Per quanto tempo ancora? Al tasso di prelievo odierno, ci servirebbe poco più di un’altra metà della terra e continuando di questo passo ci serviranno le risorse di due pianeti entro il 2050.

Se oggi tutti sulla terra consumassero la stessa quantità di risorse naturali che consuma un australiano medio, avremmo bisogno di 5,4 pianeti, con un superamento ecologico di 4,4 pianeti.

Il giorno dell’ Overshoot della Terra

Secondo il Global Footprint Network (GFN), l’8 agosto è stato  il Giorno dell’ Overshoot della Terra nel 2016 – il giorno in cui la bilancia dell’umanità ha  cominciato a pendere sulla bilancia ecologica, il giorno in cui il nostro consumo ha superato la capacità di rinnovamento dell’ambiente per l’intero anno.

Per il resto dell’anno siamo in sovrapposizione ecologica e attualmente utilizziamo non solo le risorse rinnovabili della Terra, ma anche uno 0,6 oltre la sua potenzialità.

Il GFN prevede che entro il 2030 il Giorno di Overshoot della Terra sarà nel mese di giugno, vale a dire che ci vorranno due intere terre per sostenere il consumo della nostra specie.

Specie che si estinguono

Ogni due anni, la Global Footprint Network, la WWF e la Società Zoologica di Londra pubblicano un Report sul Living Planet. The Living Planet Report 2016 (ottobre) ci deve far aprire gli occhi:

    • L’Indice del Global Living Planet mostra un calo del 58% tra il 1970 e il 2012 nel popolamento da 14.152 specie  a  3.706 specie monitorate in tutto il mondo.
    • L’Indice LPI della terra mostra un calo del 38% tra 1970 e 2012 tnel popolamento da 4.658  a 1.678 specie terrestri monitorate in tutto il mondo.
    • L’Indice LPI mostra un calo del 41% per le specie delle foreste tropicali  tra il 1970 e 2009 nel popolamento da 369 a 220 specie della foresta tropicale (84 mammiferi, 110 uccelli, 10 anfibi e 16 rettili) monitorati in tutto il globo.
    • L’Indice LPI mostra per le specie di erbivori un calo del 18% tra il 1970 e il 2012 nel trend del popolamento da 372  a 126 specie (55 mammiferi, 58 uccelli e 13 rettili) monitorati in tutto il mondo.
    • L’Indice LPI  per l’acqua dolce mostra un calo dell’81%  tra 1970 e 2012 nel trend delle acque disponibili da  3.324 a  881 specie d’acqua dolce monitorate in tutto il mondo.
    • L’Indice LPI   mostra per le specie che vivono in zone umide una diminuzione del 39% tra il 1970 e il 2012 nel trend del popolamento da  706  a 308 di specie di animali che vivono in zone di acqua dolce (4 mammiferi, 48 uccelli, 224 pesci, 4 anfibi e 28 rettili).
    • L’Indice LPI marino mostra un calo del 36% tra il 1970 e il 2012 nel trend del popolamento da 6.170  a 1.353 specie marine controllate in tutto il mondo.

La Terra ha attraversato cinque grandi eventi di estinzione – dall’Ordoviano-Siluriano (350 milioni di anni fa) al Cretaceo-Paleogeno (65 milioni di anni fa), in ogni caso dal 70 al 90% di tutte le specie sono morte.

L’antropocene, o l’età dell’Uomo, secondo gli scienziati sarà un sesto evento di estinzione. Questa è  veramente una brutta notizia perché l’estinzione del 50% – scomparsa di una specie significa mancanza di impollinatori – è un vero problema perché tante varietà e tante delle nostre colture alimentari si basano sugli insetti (cioè sulle api) per essere impollinate.

La Rivoluzione non è stata proprio Verde

Il moderno complesso agricolo generato dalla Rivoluzione Verde può averci permesso una maggior quantità di cibo, ma la dipendenza da questo carissimo tipo di modello industriale  richiede un pedaggio eccessivamente alto:

  • I prodotti dell’agricoltura sono aumentati dopo la rivoluzione verde, ma le necessità energetiche per produrre questi nuovi raccolti è aumentata più velocemente – il rapporto tra colture prodotte e bisogno energetico è diminuito, per il fatto che le varietà High Yielding (HYV) di semi (ad alto rendimento) superano le varietà tradizionali solo se vengono utilizzati c on adeguati sistemi di irrigazione, pesticidi e fertilizzanti.
  • L’agricoltura della Rivoluzione Verde produce monoculture di cereali. Questo tipo di agricoltura si basa su un ampio uso di pesticidi perché i sistemi di monocultura – con la loro mancanza di variazioni genetiche – sono particolarmente sensibili alle infestazioni degli insetti.
  • La transizione dall’agricoltura tradizionale all’agricoltura Verde significa che gli agricoltori sono diventati dipendenti da modelli industriali – non idonei ai modelli delle fattorie. Gli agricoltori si sono trovati ad affrontare un grosso aumento di costi, perché hanno dovuto acquistare macchine agricole, fertilizzanti, pesticidi, attrezzature per l’irrigazione e semi.
  • L’aumento della meccanizzazione nelle aziende agricole più grandi ha fatto perdere una grande fonte di occupazione nell’economia rurale. Nuovi macchinari – trattori a gas, ma anche macchine che raccolgono cotone –  tutto per ridurre drasticamente il bisogno di manodopera.
  • Meno persone sono state colpite dalla fame e sono morte di  fame – ma molte altre sono colpite da malnutrizione per carenza di ferro o di vitamina A.  Il grano della Rivoluzione Verde non ha gli stessi valori nutrizionali delle varietà tradizionali. Il passaggio da colture multiple con forti rotazioni ad una mono-produzione o alla coltivazione di due sole colture riduce la notevolmente la fertilità del terreno e il valore nutrizionale del nostro cibo.
  • La Rivoluzione Verde ha ridotto la biodiversità agricola puntando su poche varietà per ogni raccolto e l’approvvigionamento alimentare potrebbe essere suscettibile di agenti patogeni che non possono essere controllati da agro-chimici.
  • Molte peculiarità genetiche preziose, coltivate come varietà tradizionali per migliaia di anni, sono ormai andate perdute.
  • La piante selvatiche e la biodiversità animale sono state danneggiate perché la Rivoluzione Verde ha esteso lo sviluppo agricolo su nuove aree dove, prima, c’erano terreni non idonei o troppo aridi per essere coltivati.
  • Il fenomeno 20/80 – cioè il rapido aumento delle dimensioni delle aziende e la concentrazione della produzione in mano a grandi produttori – significa che il 20% dei produttori genera l’80% di tutta la produzione agricola.
  • Come risultato delle moderne pratiche di irrigazione, le falde acquifere in posti come l’India (che una volta segnava il più grande trionfo di Borlaug) o come il Midwest degli Stati Uniti si sono esaurite. Esistono due tipi di falde acquifere: le rinnovabili, come la maggior parte delle falde in India dove le falde sono poco profonde sotto la pianura della Cina settentrionale – esaurimento significa che la velocità massima di pompaggio viene ridotta automaticamente alla velocità del tempo di rinnovamento – oppure le falde acquifere fossili o non rinnovabili, come l’acquedotto Ogallala negli Stati Uniti, le falde profonde sotto la pianura della Cina settentrionale, o quelle dell’Arabia saudita. quando si esauriscono si finisce di pompare. Nelle regioni più aride come gli Stati Uniti sud-occidentali o il Medio Oriente, mancanza di acqua per l’irrigazione potrebbe significare fine dell’agricoltura.
  • Le tecniche della Rivoluzione Verde si basano fortemente su fertilizzanti chimici, pesticidi e erbicidi, alcuni dei quali sono sviluppati da combustibili fossili che rendono il regime agricolo dipendente dai prodotti petroliferi
  • I metodi di coltura dipendono fortemente dai fertilizzanti chimici che non mantengono la fertilità naturale del terreno e poiché i pesticidi producono parassiti resistenti, gli agricoltori necessitano sempre di più fertilizzanti e pesticidi per ottenere gli stessi risultati.
  • L’aumento della produzione alimentare e il basso prezzo degli alimenti hanno portato alla sovrappopolazione in tutto il mondo.

Ho già detto che attualmente utilizziamo le risorse rinnovabili di 1,6 pianeti e che entro il 2030 utilizzeremo le risorse rinnovabili di due interi pianeti. Lo facciamo in agricoltura – con l’uso massiccio di fertilizzanti, di gasolio, di insetticidi, di pesticidi,  di acqua dolce per irrigazione ecc.

Qualcuno ha pensato a quali altri effetti si verificheranno sul nostro ambiente se continuiamo ancora con questi fertilizzanti, pesticidi, insetticidi e erbicidi?

Come faremo, con l’aumento dell’inquinamento emesso dai combustibili fossili e con l’uso dell’acqua dolce per l’irrigazione, a consentire alle grandi aziende agrarie ad alimentare altri 2,2 miliardi di persone in più?

Avete mai pensato al fatto che esistono miliardi di persone (che non vivono nemmeno ad uno stile di vita occidentale) a cui piacerebbe vivere, o almeno consumare, come un qualsiasi americano o australiano? Cosa succederebbe se l’urbanizzazione aumentasse all’infinito e se tutti i nuovi  urbanizzati appena arrivati  pretendessero di accedere agli standard di vita occidentali e se cominciassero a salire nella scala proteica insieme a quei  2,2 miliardi di nuovi consumatori che arriveranno a sedersi intorno al tavolo?

È ovvio che il mondo avrebbe bisogno di una nuova azienda agricola – una con le dimensioni del Sudafrica.

Purtroppo l’ONU dice invece che – entro il 2030 – un’area grande due volte come il Sudafrica diventerà improduttiva a causa della desertificazione, del degrado della terra e della siccità.

Desertificazione

La desertificazione è un fenomeno che si colloca tra le più grandi sfide ambientali del nostro tempo. Purtroppo, la maggior parte delle persone non ne parla o semplicemente non lo conosce. La desertificazione non significa l’avanzamento dei deserti che possono e che si espandono naturalmente.

 

Desertificazione è un processo  diverso in cui la terra delle aree aride o  semi-secche si  degrada –  il terreno perde la sua produttività e la vegetazione che lo copre scompare o si degrada fino  al punto in cui l’erosione del vento e dell’acqua possono portare via lo strato coltivabile lasciando solo polvere e sabbia sterile.

Desertificazione e degrado del suolo sono un problema globale perché la desertificazione già colpisce un quarto della superficie totale del mondo di oggi.

Sembra che oggi il ritmo di degrado delle terre coltivabili sia 30-35 volte più alto del tasso storico. Ogni anno, la desertificazione degraderà più di 12 milioni di ettari di terreno seminativo, equivalente alla perdita di una superficie seminativa grande come la Francia ogni 18 mesi.

Il problema della desertificazione non è nuovo, ha sempre svolto un ruolo significativo nella storia umana, contribuendo persino al crollo dell’impero più antico del mondo,  L’impero Accadico della Mesopotamia.

Il cambiamento climatico può accelerare e intensificare il processo di degradazione.

Cambiamenti Climatici

Quando Norman Borlang fece le sue previsioni sulle capacità di sostentamento di esseri umani sul nostro pianeta, i Cambiamenti Climatici non erano ancora un fattore importante da considerare per il suo modello, come lo sarebbero stati oggi.

Secondo la scienza il mondo continuerà a diventare sempre più caldo, i banchi di ghiaccio polari si scioglieranno, come faranno i ghiacci della Groenlandia e la maggior parte degli altri ghiacciai. Più luce solare sarà assorbita dagli oceani della Terra, causando una maggiore evaporazione ed il vapore acqueo, che è un gas a effetto serra, raddoppierà gli effetti degli altri gas serra. Con la fine del ghiaccio della Terra ci sarà significativamente meno luce solare riflessa nello spazio, quindi grandi distese di tundra artica scongelandosi rilasceranno incredibili quantità di metano, un gas serra ventidue volte più potente del CO2.

Il flusso della corrente polare già è stato alterato, i grandi meandri – i fiumi marini  – che vanno da nord a sud  sono diventati una regola – deviando dal loro solito percorso e dirigendosi verso nord in Canada, la corrente che porta aria calda scende in profondità e va verso sud, verso l’Europa, facendo registrare freddo e neve a livelli record.

Le correnti oceaniche saranno ancor più alterate impattando sul clima e sul livello del mare – le coste saranno inondate obbligando a migrazioni di massa verso l’interno. Le sorgenti di acqua dolce saranno contaminate dall’acqua salata, e le zone che una volta erano abitabili diventeranno inabitabili.

Per effetto delle temperature medie globali più alte la fascia tropicale delle piogge si allargherà notevolmente e le zone secche subtropicali spingendosi verso il polo, provocando variazioni profonde in regioni come il sud-ovest americano e l’Australia meridionale, che saranno sempre più suscettibili di siccità prolungate e intense .

Una relazione del Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) ha concluso che i cambiamenti climatici porteranno a un caldo estremo, a precipitazioni pesanti e a venti delle tempeste tropicali a elocità estreme. Eventuali eventi meteorologici estremi avverranno sempre più frequentmente, il clima della zona in cui viviamo, se non è già cambiato, cambierà. Tutti stiamo guardando e vivendo questi eventi e questi cambiamenti in tempo reale perché i cambiamenti che di solito impiegavano decine e decine di migliaia di anni, ormai si stanno verificando in pochi decenni.

Conclusione

Gli esseri umani stanno cambiando il mondo che li circonda da decine di migliaia di anni. È praticamente questo quello che stiamo facendo, stiamo cambiando l’ambiente con i nostri progetti e poi restiamo indifferenti per gli effetti prodotti dalle nostre azioni. Uno dei problemi più fondamentali (oltre al rapido esaurimento delle nostre risorse idriche di acqua dolce) che ci siamo creati da soli è l’impatto delle attività umane sulla terra che dobbiamo coltivare per la nostra stessa sopravvivenza.

La nostra popolazione sta esplodendo, la nostra domanda per i tesori del mondo (per le risorse naturali) corre, il nostro atteggiamento “chissenefrega” dell’inquinamento e della distruzione dell’ habitat stanno facendo aumentare quella pressione che una volta era tollerabile, ma che in certi campi ha già superato il punto di rottura degli ecosistemi in tutto il mondo.

Hanno ragione Norman e Ester ? La crescita della popolazione marcia verso il futuro insieme ai progressi tecnologici che si allineeranno con la crescita della produzione alimentare?

Avevano ragione con il loro pessimismo malthusiano?

Non credo, ma avrebbero potuto pensare a farvi mangiare a base di alghe, meduse e tofu.

Buon appetito.

Cibo, acqua dolce e  cambiamento climatico  adesso si cominciano a vedere sul vostro radar?  

Se no, forse dovreste cercarli meglio

*  *  *

Fonte: ZEROHEDGE.COM

4- mag. 2017
Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org  e l’autore della traduzione Bosque Primario

Pubblicato da Bosque Primario

  • Pd5s

    Parliamo di cose serie e gravi;GRAVISSIME!
    il sito salvamiil culo chiude!!!!!!!
    https://securemail.hidemyass.com/

    (secondo certe netiquette di certi siti usando la parola culo il sito non sarebbe mai stato neanache aperto..:)

    • Holodoc

      La mia sensazione è che la morsa digitale contro servizi e siti di informazione indesiderati stia davvero iniziando ad essere chiusa.
      Ad esempio, freddofili.it, sito italiano che parla di clima e meteorologia dove normalmente veniva pubblicato un articolo al giorno e che in passato ha apertamente ospitato articoli in cui veniva discusso liberamente sulla questione del riscaldamento globale, il 9 maggio ha pubblicato il seguente articolo dal titolo: “Global Warming esiste, è una realtà conclamata” in cui si appoggiano senza lasciare adito a dubbio le teorie mainstream sull’argomento. Da allora nessun altro articolo è stato pubblicato.

      • DesEsseintes

        Ma no, Freddofili ha pubblicato articoli l’11, il 12 e il 16 maggio solo che non so perché non li impagina in ordine cronologico.

        • Holodoc

          Hai ragione! Quel titolo sul Global Warming è fisso però al primo posto… a quanto pare vogliono che rimanga ben visibile!!

      • Pd5s

        la mia sensazione invece è che occuparsi di questi problemi geopolieconosocialglobali interplanetari sia solo un modo per non occuparsi de la realtà che ci tange tutti i giorni.
        Ossia la mancanza di libertà

        • Mechano

          Tienili sempre sotto stress, impediscigli di riflettere, crescere in consapevolezza. Sia mai che cambino la società…

          • Pd5s

            sono i famosi asini volanti…quando da giovane ingoi la pillola rossa invece che quella blu può capitare facilmente di vederli..

  • Holodoc

    La questione demografica esploderà sicuramente, la popolazione mondiale non può continuare a salire a questi ritmi ed il suo arresto non potrà essere che brusco.

    Sono contento di avere trovato un articolo dove si spiega che il pannicello caldo della “Rivoluzione Verde” non frenerà la catastrofe. Potrebbe anche funzionare e sfamare fino a 12 o 16 miliardi di persone, ma questo ritarderebbe la “singolarità” solo di pochi anni rendendo l’impatto con il fine corsa delle risorse ancora più devastante.

    Meglio che succeda quando qualche risorsa c’è ancora, per i pochi sopravvissuti che rimarranno.

    • marcobaldi

      (In Italia la superficie boschiva è raddoppiata nel corso dell’ ultimo secolo. Tanto per dire)

      • Deheb

        “Negli anni Trenta in Italia si stimava vi fossero circa 4 milioni di ettari di bosco (Agnoletti M., The Italian Historical Rural Landscape), contro gli 11 di oggi. In parte, questo era dovuto ad un utilizzo intensivo delle nostre foreste e alle devastazioni ambientali della Prima guerra mondiale. Situazione analoga si è ripetuta nel secondo Dopoguerra quando furono promulgate le prime, e uniche, leggi volte proprio ad un rimboschimento massiccio del territorio italiano. Tuttavia non è solo una questione di quantità, ma di qualità del bosco.

        “Negli ultimi decenni oltre ad aumentare la superficie coperta dal bosco è aumentata soprattutto la densità forestale. Significa che c’è molto meno spazio tra un albero e l’altro e un sottobosco che, sempre più spesso, è ormai impenetrabile” spiega Raoul Romano, ricercatore del Centro di politiche e bioeconomia del Crea ed esperto di politiche ed economia forestale, co-autore del capitolo dell’Annuario dedicato ai boschi insieme a Maria Rosaria Pupo D’Andrea.”

        http://www.nationalgeographic.it/ambiente/2016/02/22/news/la_crescita_incontrollata_dei_boschi_italiani-2982165/?refresh_ce

        • Invisible man

          Tropicalizzazione?

          • marcobaldi

            No. Abbandono delle colture.

      • Holodoc

        La superficie boschiva è aumentata perché le nostre montagne si sono spopolate. Una volta quelle che adesso sono foreste incolte erano castagneti, curati con grande fatica dai nostri nonni, per ricavarne poi un prodotto, la castagna, che permetteva loro solo una magra sussistenza.

        La castagna una coltivazione tutt’altro che efficiente dal punto di vista nutrizionale ed economico.. basta vedere quanto costano le castagne o la farina di castagne per rendersene conto.

        Ora delle montagne non sappiamo che farcene dato che non possono essere sfruttare agevolmente né per l’agricoltura né per costruirci città o industrie.

        E’ questo il problema dell’Italia, il fatto che da noi non ci sono pianure, e questo rende il sovrappopolamento del nostro paese molto peggiore di quello che dice il rapporto tra abitanti e superficie (che di per sé è già alto paragonato ad altri paesi vicini). E’ naturale che la nostra popolazione tenda a scendere, ma per qualcuno questo non va bene… cala il PIL… bisogna reintegrare con manodopera giovane e a basso costo!

        • Giuliano

          Ben detto. Aggiungi il problema dell’automazione del lavoro, quando si parla di sovrappopolazione.

        • marcobaldi

          Ecco. Appunto. E’ esattamente quello che sottintendevo (“delle montagne -“appena” il 70-80% del territorio nazionale è montioso/collinare- non sappiamo cosa farcene”)

          Per dire che la “scarsità di risorse” di cui parla l’ articolo e’ una vaccata.

          • Giulio Mario Palenzona

            vaccata è prendere l’italia a campione rappresentativo del mondo.
            In una media ponderata per qualsiasia parametro significativo, appariamo irrilevanti

          • marcobaldi

            C’e’ chi ha stimato che le odierne (sottolineo odierne. Un domani potrebbero essere di piu’ come la Storia insegna) capacità produttive potrebbero sostenere una popolazione di 20 miliardi di persone.

            L’Italia è -dati alla mano- e’ una delle nazioni piu’ densamente popolate del mondo.

            Quindi si. L’ Italia che “non sa cosa farsene delle sue montagne” (come mi scriveva un interlocutore qua sopra), ovvero risorse, è un ottimo esempio per sfatare questa VACCATA della “insostenibilita'” ecc. Ecc.

          • Giulio Mario Palenzona

            l’italia non è territorialmente un campione del mondo “medio”, è praticamente un campione del meglio del meglio sulla piazza. Abbiamo da soli il 30 % della variabilità genetica vegetale dell’Europa, per capire che oasi ci è toccata. Ovvio che sia popolata densamente, come lo sono la valle dell’Indo, del Bramaputra, Tigri, YangTze ed altre zone temperate e abb. ricche di acque dolci.
            L’argomento montagne non ho capito perché lo citi. Non sono riserve vitali per espansione futura : sono zone inospitali che tali rimarranno e non avremo per altri secoli capacità di geoingegnerizzazione sufficienti a modificare questo dato di fatto.

            LA produttività del suolo ha smesso di aumentare da decenni, e non solo non ci sono grandi riserve di terre fertili non sfruttate, ma l’erosione sta pure rosicchiando una parte di quelle disponibili.
            Amazonia e Indonesia sono tra i posti più fragili, dove il disboscamento produce MOMENTANEAMENTE nuovi suoli fertili, ma che restano tali per un tempo effimero, poi si dilava l’humus e resta solo la sabbia e la produttività crolla.

          • marcobaldi

            Parlavo delle montagne italiane abbandonate come diceva un mio interlocutore qua sopra.
            Non è vero che sono inospitali e improduttiva. Anzi!
            Semplicemente si ottengono PROFITTI minori (rispetto alla Val padana e ancor piu
            Quindi. Come vedi

    • Lili Armando

      Dell’intelligenza e il buonsenso neanche parlarne, no? Bombardiamo, bombardiamo!

  • PietroGE

    Bisognerebbe specificare i termini del problema, infatti alla popolazione europea, che decresce, quello che dice l’articolo non si applica. L’aumento demografico, che di per se è esponenziale e quindi arginabile solo con difficoltà, è negato da una propaganda ideologica che impedisce, pena l’accusa di razzismo, di parlare apertamente del problema.
    Se si vedono le previsioni dell’ONU, che in passato sono sempre state sbagliate per difetto, si nota che la popolazione asiatica arriverà ad un picco presto e quella europea e nordamericana è sostenuta solo dalle immigrazioni, il problema rimane l’Africa e il MO. In Africa la popolazione, che già ora se potesse si trasferirebbe tutta in Europa, quadruplicherà fino alla fine del secolo e la cosa tragica è che nessuno ha il coraggio di dire apertamente a questa gente che non possono sperare di trasferirsi tutti da un’altra parte se distruggono il loro ambiente. Il buonismo avrà conseguenze tragiche.

    • Giulio Mario Palenzona

      ah perché pensi che il triplicamento degli africani rimarrà un problema “autocontenuto” in Africa ?
      Già oggi stanno sciamando come locuste, figurati all’epoca che fuggi fuggi

  • marcobaldi

    L’ autore. Se è coerente si suicida immediatamente. Dia l’ esempio…
    Altrimenti trattasi di Cazzaro.
    Proprio come il “buon” vecchio Malthus; anima nera degli schiavisti genocidi.

    • wld

      Non demorderanno mai! Continueranno a raccontarci lo stesso ritornello, gli interessi economici sono ingenti. Ecco perché vediamo in bella vista solo quello che vogliono che noi assorbiamo per osmosi. (E poi parlano di fake news) Valutare attentamente è diventato quasi impossibile; per chi ha tempo si legga

      qui e

      qui qualche dubbio su quello che ci viene spacciato per verità stride un pochino.

      • marcobaldi

        Hanno corrotto tutte le scienze.
        Stanno distruggendo tutte le culture.

        Stanno corrompere, ovvero, eliminando LA TRASMISSIONE DELLA CONOSCENZA INTERGENERAZIONALE (pensano di farne il solito monopolio a loro esclusivo servizio …poveretti).

        Ovvero quella particolare caratteristica che contraddistingue la razza umana dal resto del regno animale.

        Ergo:
        Vogliono trasformare gli uomini in bestie a loro esclusivo servizio.

        Resistere. Resistere. Resistete!

  • SanPap

    E’ dal 1972, anno in cui il Club di Roma ha pubblicato il “Rapporto sui limiti dello sviluppo”, che sistematicamente sono proposte pubblicazioni che ne confermano la validità. Ma queste pubblicazioni provengono sempre da ambienti mondialisti (o se preferite massonici o paramassonici): perché ?

    Brevemente sul metodo.
    Le specie catalogate di Mammiferi sono 5501, gli Uccelli 10064, i Rettili 9547, gli Anfibi 6771, i Pesci 32400, i Crostacei 47000, i Molluschi 85000, gli Aracnidi 102248, gli insetti 1000000 (ovviamente cifre arrotondata); per un totale di 1.298.531 specie (catalogate);
    è evidente che si è dovuto procedere ad una campionatura che prima ha ristretto in modo severo il numero di specie da osservare e poi in numero di rilevazioni su ciascuna specie;
    spero che sia chiaro che il modo in cui le informazioni sono state ricavate è fondamentale (un tempo lontano, negli anni ’70, si diceva che se in un sistema previsionale si introducono “dati spazzatura” si ottengono “dati di previsione spazzatura”), ma nulla viene mai detto a questo proposito.
    Quindi già i dati contemporanei destano qualche perplessità, quando poi vengono paragonati a quelli relativi alle precedenti estinzioni di massa … fate un po’ voi, ma attenti a non slogarvi la mascella.

    Ho scaricato The Living Planet Report 2016 e gli dato una corsa (non l’ho letto, 149 pagine in pochi minuti neanche Superman) e ho avuto la sensazione che suggerisca quale causa di tutti mali la sovrappopolazione; quindi che occorra ridurre il numero di abitanti della terra.
    Ma chi ? Supponiamo che gli italiani decidano di contribuire al bene mondiale e di ridurre il loro numero; ma la popolazione è “liquida”: gli italiani scompaiono e arrivano altri, che non praticano il controllo delle loro nascite, a sostituirli (viene in mente nulla ?). Quindi se riduzione di popolazione ci deve essere deve essere praticata da tutti i popoli, altrimenti non serve a nulla se non a sostituire un popolo con un altro.
    Qual è una struttura sovrannazionale che può mettere in atto una simile politica ? L’ONU e C. che è in mano a chi ? Ma ai filantropi. Che sono filantropi ma non scemi e non andranno mai contro i loro interessi.
    Con questo non voglio dire che la sovrappopolazione non sia un problema, solo non credo alle tesi dei filantropi.

  • fuffolo

    “Gli esseri umani stanno cambiando il mondo che li circonda da decine di migliaia di anni”
    “i cambiamenti climatici porteranno a un caldo estremo”
    simili imprecisioni o meglio errori mandano in vacca qualsiasi ragionamento, per quanto buono e geniale che sia. o sei in mala fede o non sai ragionare.
    Ormai il massimo solare è passato, i driver climatici risentono poco o nulla dell’attività umana e quello che si avvicina non è il caldo.

    Raffreddamento mari settentrionali in corso
    https://www.attivitasolare.com/raffreddamento-mari-settentrionali-corso/

    • wld

      Concordo pienamente, ho postato lo stesso articolo poco sopra insieme a:

      Global Warming: miti, bufale (e soldi facili)”

  • johnny rotten

    I popoli nativi del continente nord-americano, con un rigore scientifico mai raggiunto dall’uomo bianco, affermavano che la vita è una catena di cui l’uomo è uno degli anelli, al pari di tutte le altre specie, senza distinzione tra vegetali ed animali, avvisando che il fatto di distruggere alcuni anelli rendeva precaria tutta la catena, ma questo l’uomo bianco non è mai riuscito a capirlo, illuso che il dio degli ebrei avesse predisposto per lui un non luogo come l’aldilà, in cui rifarsi dopo la morte, e separandosi così dalla natura da cui aveva avuto i natali, sminuendone il valore e addirittura inventando assurdità come le distinzioni tra forme di vita pure ed altre impure, mostrando così disprezzo per forme di vita che non sono invece meno importanti dell’uomo, anzi ne sono complementari, tutto questo per dire che ancora non si può conoscere il limite della presenza umana sul globo terracqueo, se questa presenza è rispettosa della Madre Terra, altro discorso è se l’uomo disprezza sua Madre, chiunque abusi della propria Madre è destinato a perire ignominiosamente.

  • Hito

    Ogni volta che leggo queste cose, più o meno da 30 anni, mi spavento… Da quando conosco le “Georgia Guidestones” mi vengono in mente quelle: https://it.wikipedia.org/wiki/Georgia_Guidestones
    I dieci comndamenti che vi si leggono sono:

    -Mantieni l’Umanità sotto 500.000.000 in perenne equilibrio con la natura.

    -Guida saggiamente la riproduzione, migliorando salute e diversità.

    -Unisci l’Umanità con una nuova lingua viva.

    -Domina passione, fede, tradizione e tutte le cose con la sobria ragione.

    -Proteggi popoli e nazioni con giuste leggi e tribunali imparziali.

    -Lascia che tutte le nazioni si governino internamente, e risolvi le dispute esterne in un tribunale mondiale.

    -Evita leggi poco importanti e funzionari inutili.

    -Bilancia i diritti personali con i doveri sociali.

    -Apprezza verità, bellezza e amore, ricercando l’armonia con l’infinito.

    -Non essere un cancro sulla terra, lascia spazio alla natura, lascia spazio alla natura.Per tenere fede al primo dovrebbe morire il 93% della popolazione mondiale…

    • il gobbo

      Salve, a parte il primo,gli altri mi sembrano molto ben scritti…..

      • Hito

        Sembrano! 😉 … (un mucchio di vincoli esterni UE style).

    • Giulio Mario Palenzona

      perché, non morirà quel 93 % ?
      Tra 60 anni sarà morto di sicuro.
      Il problema della sovrappopolazione non si risolve governando il tasso di morte, ma quello di nascita

      • Hito

        E vorresti togliere agli ideatori di ‘ste pietre il piacere di vedere i risultati dei loro sforzi? 🙂

  • Luigi za

    Questo MIKE SHEDLOCK é palesemente un fesso.

    Punto primo: ignora che la Green Revolution fu voluta da massoni pluto-giudaici per fottere i paesi poveri tanto è vero che Sua Nullità papa Giovanni-Paolo II durante il suo pontificato girò il 3.o Mondo per chiedere scusa di quanto fatto da tali massoni bastardi.

    Punto secondo: sempre durante il regno di Sua Nullità papa Giovanni-Paolo II un sinodo di Vescovi decretò che la Terra poteva mantenere ben 16 (sedici) miliardi di umani. parole di Maestri di raglio mica pizza e fichi.

    Quindi ma che cazzate scrive il Sheldock?

  • mingo

    Tutti argomenti giusti, ma dette e ridette tanto volte senza mai dare un vera soluzione a parte mangiare cavallette , o sterilizzare una parte della popolazione .
    In realtà sarebbe il momento di affrontare l’idea di un a vera espansione nello spazio per sgonfiare il pineta e sfruttare quello che troviamo fuori. Ed aggiungo che parlo di una vera espansione no di 4 sonde robot.

    • Holodoc

      E’ più realistico castrare 5 miliardi di persone che colonizzare altri mondi… quali poi non si sa, l’unico che potrebbe essere raggiungibile è Marte, se non fosse che è freddo, senza ossigeno, con poca acqua e maledettamente minuscolo!

      http://www.arcadiastreet.com/cgvistas/images/mars_&_earth_compared_800.jpg

    • italosvevo

      E’ pura fantasia pensare di trasferire anche solo una porzione infinitamente piccola di persone in un altro pianeta con le attuali tecnologie .non immagini nemmeno quanto costi in termini di carburante portare un singolo kilo di materia in giro per lo spazio .
      E poi per fare che …. per fondare una società come la nostra che ha raggiunto un equilibrio di vita precario e molto molto lontano da una società equilibrata che miri al benessere del singolo ,è il singolo che non ci sente , è il nostro dna che ci ha condotti fino a questo punto di grandezza e che rappresenta il nostro LIMITE .
      Il film RAPA-NUI rappresentava egregiamente tutto il discorso , consiglio a tutti la visione .

  • CarloBertani

    Scusate, ma quando ho letto che l’8 Agosto del 2016 abbiamo varcato la soglia delle risorse disponibili, m’è scappato da ridere. Sa di picco del petrolio o d’altri sensazionalismi solo buoni per acchiappare i gonzi. Un discorso serio riguarda, invece, la disparità di possibilità economiche fra le varie aree del pianeta. Il passaggio vegetali/erbivori è considerato, in termini di resa energetica, con un’efficienza del 5-10%. Ora, a parte proteggerci dalle malattie vascolari, mangiare in modo più sano ed equilibrato (non sono vegetariano!) incrementerebbe la disponibilità alimentari grosso modo di 10 volte. E’ provato che una società più evoluta tende alla stabilità demografica, solo che con la globalizzazione in atto – se si continua a pagare la gente del terzo mondo con due spiccioli – si va proprio in direzione opposta. Un articolo utile per il dibattito, ma non prendiamolo per oro colato. Saluti

  • Invisible man

    Finirà sicuramente in un cataclisma di bibliche proporzioni. Finirà il petrolio e finirà anche conseguentemente il tempo delle macchine agricole, dei pesticidi e dei fertilizzanti. La resa agricola crollerà da quella che può sostenere 10 miliardi e più di abitanti a quella pre epoca petrolifera che può sostenerne solo 500 milioni. Ciò significa 9500000000 di bocche che non potranno essere sfamare. Prima di crepare di fame probabilmente creperanno di massacri. Non si salverà nessuno, e se si salverà qualcuno saranno i popoli incontattati, felicemente, e qualche riccastro in un bunker, solo però per crepare con calma post cataclisma.

  • gianni

    Magari le scie chimiche con tutti i veleni che rilasciano servono anche a farci morire prima

  • uomoselvatico70 uomoselvatico7

    Soluzione? Sterilizzazione coatta ovunque nel mondo prima della pubertà per CHIUNQUE non disponga di una casa e di un reddito dignitosi.
    Sterilizzazione coatta anche per CHIUNQUE e ovunque nel mondo, che abbia già avuto il secondo figlio fosse pure ricco come creso.

    Problema risolto nel giro di una trentina di anni.
    insieme poi a quasi tutti i problemi che il genere umano si trascina dietro da secoli visto che statisticamente nel mondo il 98% dei crimini violenti contro la persona o la società, sono compiuti sempre dalle fasce più povere ignoranti ed emarginate della popolazione…… Con situazioni limite come ad es, il Brasile e l’intera America latina dove praticamente il 100% dei crimini violenti ( omicidi, rapine, stupri, sequestri di persona, linciaggi, decapitazioni, accoltellamenti ecc ecc ) sono SEMPRE E SOLO opera delle decine di milioni di disperati figli di altri disperati che si moltiplicano come topi nelle sterminate bidonville più grandi di città come Milano o Berlino….
    Praticamente è come dire che se non esistessero i poveri non esisterebbe quasi nessuna forma di criminalità violenta.

    L’ho detto tante volte e non mi stancherò mai di ripeterlo:

    – per avere dei figli ci dovrebbe essere un esame e una specie di patente……… Come per guidare la macchina.

    Non si può permettere a cani e porci di fare figli come i conigli inquinando il mondo fino alla fine dei secoli.

    • Tizio.8020

      I figli dei ricchi hanno altri hobbies: sniffano, vanno a trans…
      I ricchi stessi uccidono indirettamente milioni di persone, inquinando e non garantendo condizioni di vita dignitose.
      Non so cosa scegliere fra poter essere aggredito da un poveraccio con un coltello o morire di cancro grazie alle fabbriche dei nostri padroni.

      Sulla patente hai scelto l’esempio sbagliato: il 90% della gente che vedo in giro non ha la minima idea di come si guida, eppure lo fanno lo stesso.

  • SanPap

    sul sito dell’INED (Institut national d’études démographique) si possono trovare informazioni più ‘serene’ e anche suggerimenti come portare ad un equilibrio dinamico la popolazione mondiale
    il link che segue porta a 5 brevi animazioni che spiegano in modo semplice che cosa è avvenuto e cosa ci accende a seconda delle politiche demografiche che saranno adottate, c’è anche una proposta non “lacrime e sangue”
    http://www.ined.fr/fr/tout-savoir-population/videos/croissance-demographique-aujourdhui/

    c’erano anche delle animazioni interattive che spiegavano come le politiche familiari influivano sulla popolazione che le adottava, ma credo le abbiano tolte, peccato perché erano interessanti.

  • Giuliano

    Dio sia lodato, qualcuno parla di sovrappopolazione… il grande tabu’

    • marcobaldi

      Talmente un “grande tabù” (fondato immancabilmente sul NULLA) che è sponsorizzato da secoli da “nullità” politiche tipo la corona britannica…

      • Deheb

        Sarà….ma è solo dagli anni ’50 che la crescita demografica mondiale, in special modo asiatica e africana, è più che raddoppiata. E quando qualcuno solo azzarda ad accennare alle possibili cause, conseguenze e ricadute sulle generazioni future arriva lo spettro del finto Malthus a ristabilire la pace col mondo.

        • marcobaldi

          Malthus sosteneva le stesse cose con una popolazione che era una frazione di quella odierna.

          La crescita culturale sarebbe più che sufficiente a moderare la crescita delle popolazioni disperate.

          Ma Malthus & Co. ben se ne (/se ne sono) guardati dal promuoverla.

          Farsi la domanda. Darsi a risposta…

          • Deheb

            In parte stiamo dicendo le stesse cose, diverse sono le conclusioni: Malthus era un economista (ma non solo) e ha fatto ciò che poteva all’epoca, cioè scriverne, probabilmente non tanto per la sua epoca ma per le generazioni future. Cosa avrebbe dovuto fare? Sono stati influenzati dal suo pensiero gente come Ricardo, Darwin, Keynes…In più lo hanno trasformato postumo in uno “sterminatore”.
            Non mi è parso che le elite abbiano diffuso il suo pensiero originario, anzi.

          • marcobaldi

            No. Scusa. Questo è palesemente falso.
            Ma solo il fatto che siamo ANCORA qui a parlare di questa teorie ultra reazionaria…
            Dopo che abbiamo visto che Malthus aveva abbondantemente cannato TUTTE le sue previsioni; dopo che il club di Roma e ‘ stato sonoramente smentito dalla REALTA’.

            Insomma. È ora di capire che trattasi di IDEOLOGIA per far passare le teorie “scarsitiste” di lor signori. E no. Non credo che Keynes fosse molto d’ accordo con tali teorie.

          • Deheb

            Non ho capito cosa sia “palesemente falso” ma fa niente.

            Definire “ultra reazionaria” una teoria che mette in relazione economia, risorse e popolazione mi sembra un poco “tranchant”. Dire che l’aumento della popolazione crea una pressione negativa su risorse e redditi non mi pare legato molto all’ideologia né agli interessi delle elite. Pensare di “educare” le generazioni in corso (sposatevi e fate figli se potete permettervelo, ad esempio) per avere una migliore qualità della vita delle generazioni future è buon senso non ideologia, e lui era del 1800.

            Keynes aveva un’ottima opinione di Malthus a quanto pare.

            “In his essay entitled ‘Robert Malthus. The First of the Cambridge Economists’, J.M. Keynes said of Malthus:
            If only Malthus, instead of Ricardo, had been the parent stem from which nineteenth-century economics proceeded, what a much wiser and richer place the world would be to-day! (Keynes 1961 [1933], p. 120)
            Surely no higher tribute has ever been paid, or could ever be paid, by one economist to another. Of how many economists of the past can it be truly said that, if they had been listened to, they would have made the world ‘a much wiser and richer place’? And of how many economists of the present will it be true that they also have made the world ‘a much wiser and richer place’?
            But Keynes’s eulogy of Malthus was tempered by two major criticisms. (e poi prosegue)”

            https://www.hetsa.org.au/pdf/34-A-12.pdf

            Qui invece si chiede il motivo per cui le teorie di Malthus siano completamente scomparse dal discorso accademico a favore di quelle di Ricardo, sempre per parlare di “essere al soldo delle elite”.

            http://www.economictheories.org/2008/07/keynes-on-malthus-and-ricardo-theories.html

          • marcobaldi

            Sinceramente non credo che Ricardo fosse poi cosi’ lontano dalle posizioni di Malthus. Sempre di paradigma della scarsità parliamo.

            Non la voglio convincere a tutti i costi mi creda.
            La invito solo a integrare le sue pur ragionevoli argomentazioni con elementari considerazioni (queste si “stranamente” sottaciute) che pure avrebbero maggior valenza di una teoria essendo riprovate empiricamente:

            L’ idea della scarsità va SEMPRE (e da sempre) a braccetto con l’ idea della concorrenza/competizione. Guarda le coincidenze!
            E (sempre per puro caso) la concorrenza buona (proprio come la scarsita’ “buona”) è sempre quella degli altri…

      • Giulio Mario Palenzona

        forse non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere …
        … anzi, in verità c’è : sono i falsi ciechi, che fanno cherry-picking vedendo solo quel che preferiscono vedere, sono i “ciechi selettivi”.
        I potenti del “business as usual” ne hanno a libro paga interi eserciti.

  • Paolo Reale

    Sul pianeta c’è tutto lo spazio che serve,
    sono le città ad essere congestionate. La rivoluzione dell’economia agraria ha salvato il culo solo agli schiavi, la vera rivoluzione sono stati gli antibiotici e l’utilizzo dei gas di guerra avanzati come pesticidi (rivoluzione nera direi).
    La realtà è che a fronte di una buona propensione all’ospitalità (che non c’è) ci sarebbe spazio per tutti, perché ad essere congestionate sono solo le città. Le città capitalistiche sono antropocentripete, attirano cioè a se qualsiasi essere umano per renderlo consumabile (attraverso il lavoro subordinato) o consumatore (attraverso il suo posizionamento nelle zone geografiche con maggior diffusione delle sedi di consumo).
    Venuta a mancare la lotta contro il potere, lo scopo di chi comanda è far convivere in spazi urbani ristretti, inadeguati e funzionali solo al capitale, identità culturalmente, religiosamente e storicamente aliene per metterle in contrasto tra loro, invece che con il potere stesso.
    In conseguenza di ciò, le differenze culturali e religiose sono diventate un problema di difficile gestione, soprattutto considerando le condizioni di convivenza forzata, che sono una premessa artificiosamente orchestrata dal potere dominante, spacciata come unica evoluzione sociale possibile, inevitabile e naturale.
    Tratto da
    https://blogdeltaser.blogspot.it/search?q=Le+città&m=1

    • Giulio Mario Palenzona

      Ho letto sino a : “Sul pianeta c’è tutto lo spazio che serve …” e mi son chiesto quand’è stata l’ultima volta che hai analizzato a fondo la geografia del pianeta a larga scala. Google Earth è gratis cmq. Bastano un po’ di tour virtuali per rendersi conto di quanta frazione delle terre emerse è assolutamente inadatta a sostentarci in modo ragionevolmente comodo, o non lo è proprio. La terra emersa è costellata di distese di ghiacci, immensi deserti, catene montuose e pietraie. Lo spazio non è manco sufficiente oggi, sgomitiamo come formiche nei formicai, per restare nelle zone adatte alla vita, e la gente comincia a scappare in massa dai posti meno appetibili assediando le oasi fertili anche se già colonizzate.

      • Paolo Reale

        Io invece ho letto tutto.
        Che ne dici se cominciassimo a usare la tecnologia che abbiamo per rendere più ospitali proprio quelle terre che oggi consideriamo inabitabili (noi occidentali deboli e imbottiti di medicine) invece che brevettare macchinari che producono patatine a forma di cono?

      • Paolo Reale

        È chiaro che se per te è abitabile il condominio sopra a McDonald con 28 gradi di riscaldamento di inverno, schermi da rincoglionimento apatico e cibo on scatola, qualsiasi cosa ti sembrerà invivibile a parte quello. Appena fuori da ogni città puoi vedere chilometri e chilometri di campagna inabitata, io ci abito e ti assicuro che non è cosi male. Staccati da internet e vivi, vedrai che c’è molto più mondo reale di quello che pensi e molto più spazio vivibile di quello che credi…altro che tour virtuali!

        • Giulio Mario Palenzona

          no, guarda, da un condominio sono scappato 15 anni fa e abito in una cascina isolata sepolta in campagna, dove devo levarmi la neve e tagliare le piante, e non ho manco TV sempre dalla stessa data.

          Ma il discorso terre inospitali (deserti, tundra, banchise, steppe, montagne) non si applica esattamente a uno dei paesi più fertili e climaticamente temperati al mondo direi. Credevo di essermi spiegato bene. L’italia è già mostruosamente antropizzata, ma tante delle (del tutto) ipotetiche riserve di territorio non antropizzato, sono rimaste deserte perché non sono propizie e tali rimarranno.
          Anzi, il vero rischio del global warming è che si desertifichino anche zone che erano state temperate

          • Paolo Reale

            Ho controllato per densità di popolazione siamo al 60 esimo posto nel mondo (tra le isole Cayman e la repubblica dominicana). Ma non pensi che questa psicosi hollywoodiana del siamo troppi sia un po’ esagerata?
            Dato che ripeto siamo troppi solo nelle città e (siccome tutto il resto non è solo deserto o ghiaccio) ci sarebbero le tecnologie per rendere tutto più ospitale.
            Allora forse conviene smettere di essere ipocriti, non siamo in troppi alla festa, ci sono semplicemente troppi estranei che convivono in maniera forzata.
            Sono solo le città ad essere congestionate, solo le città.

          • Tizio.8020

            Mah.
            E che lavoro svolgerebbe una volta trasferitasi in campagna, tutta questa gente?
            Come camperebbero, in soldoni?

          • Paolo Reale

            Come hanno fatto per trenta milioni di anni.

          • Tizio.8020

            Cioè caccerebbero in gruppo grandi erbivori selvaggi????
            Ma sei serio???
            Io provengo da generazioni di contadini (prima braccianti, poi mezzadri), e ti posso garantire che già dall’inizio anni ’60 per campare con la terra dovevi averne un bel pò, buona, ed avere attrezzature e capitale.
            Mio padre ed i miei zii si son dovuti adattare a fare i camionisti, pur avendo della terra, dato che non rendeva nulla.
            Adesso è ancora peggio: il prezzo del grano è inferiore a quello pagato a metà anni ’80, eppure sono cresciuti tantissimo i carburanti e di fertilizzanti.
            Chi ce la fa è grazie ai sussidi, togli quelli ed hai chiuso.
            No, scusa, ma non sai di cosa parli…

          • Paolo Reale

            highway to hell
            dai massimi sistemi a mio zio
            io mi chiamo fuori.

    • uomoselvatico70 uomoselvatico7

      Tanto per sapere, in questo momento tu quanta gente stai ospitando a tue spese a casa tua?
      Se ti avanza dello spazio libero potresti anche ospitare me che di pagare acqua, cibo, affitto, bollette e quant’altro, sono abbastanza stufo.
      Ti va?
      Dai….

      Fammi sapere dove abiti, giusto il tempo di organizzarmi col trasloco, e sono subito da te.

      • Paolo Reale

        Scusa ma cosa centra con quello che c’è scritto sopra?

        • uomoselvatico70 uomoselvatico7

          Ma scusa, mi pare che più sopra ti lamentassi del fatto che manca una vera cultura dell’accoglienza anche se come dici tu:

          -ci sarebbe abbondanza di spazio-…

          E allora mi chiedevo se coerentemente con le
          tue idee, saresti disposto ad ospitare me ed un altro po di gente.
          tutto qui…

          • Paolo Reale

            highway to hell episode II
            from the planet to my closet
            io mi chiamo fuori