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Ecco che cosa la Russia stava veramente testando al momento dell’esplosione radioattiva dell’8 agosto

 

SCOTT RITTER
theamericanconservative.com

Il modo in cui i principali organi di informazione hanno riportato l’incidente occorso l’8 agosto in una struttura top-secret per test missilistici nella Russia settentrionale dovrebbe fare da monito sui pericoli insiti nei giudizi frettolosi viziati da pregiudizi istituzionali.

Nei giorni successivi al rapporto iniziale dell’incidente, i media erano letteralmente esplosi con speculazioni sia sulla natura del dispositivo testato al Centro Prove Navali dello stato di Nenoksa, sia sulla risposta silente da parte del governo russo. Tipica di questa isteria è stata l’analisi di Jeffrey Lewis, direttore del Programma di non Proliferazione dell’Asia orientale per il James Martin Center for Nonproliferation Studies ed editore del blog “Arms Control Wonk.”

Lewis e i suoi collaboratori avevano scritto per Foreign Policy un articolo mozzafiato, dove si chiedevano: “Che cosa è realmente accaduto?” Secondo Lewis, la risposta era chiara: “Il riferimento alle radiazioni è eclatante: i test sui motori missilistici non comportano radiazioni. Beh, c’è un’eccezione: l’anno scorso la Russia aveva annunciato di aver testato un missile da crociera alimentato da un reattore nucleare. La denominazione di questo missile è Burevestnik 9M730. La NATO lo chiama SSC-X-9 Skyfall.

Alla valutazione di Lewis si era accodato il presidente Trump, che aveva twittato: “Gli Stati Uniti stanno imparando molto dall’esplosione dell’incidente missilistico in Russia … L’esplosione dello “Skyfall” russo ha preoccupato la gente per la qualità dell’aria intorno alla struttura e ben oltre. Non va bene!” Il tweet di Trump sembrava conforme alle valutazioni della comunità dell’intelligence, che, secondo il New York Times, aveva anch’essa attribuito l’incidente ad un test fallito del missile Skyfall.

L’ex analista per la sicurezza nazionale dell’amministrazione Obama, Samantha Vinograd aveva twittato: “Forse il peggior incidente nucleare nella regione dopo Chernobyl + forse un nuovo tipo di missile russo = questo è un grosso problema.”

Il comitato editoriale del Washington Post aveva fatto eco alla Vinograd, invocando lo spettro di Chernobyl: “Se questo lento sgocciolio di notizie vi sembra familiare, avete ragione, è lo stesso sfoggio di disinformazione che si era verificato durante il disastro nucleare di Chernobyl, nel 1986.”

Hanno tutti torto. Ecco la vera storia di ciò che è realmente accaduto a Nenoksa.

I missili balistici a combustibile liquido sono delle brutte bestie. La maggior parte dei missili russi alimentati a liquido usa carburanti ipergolici, costituiti da un carburante (nella maggior parte dei casi dimetilidrazina asimmetrica o eptile) ed un ossidante (azoto tetraossido), che, se combinati, bruciano spontaneamente. Affinché ciò avvenga in modo efficiente, il combustibile e l’ossidante devono essere mantenuti a “temperatura ambiente,” generalmente circa 70 gradi Fahrenheit [21 °C]. Per i missili immagazzinati nei silos di lancio o nei contenitori di lancio a bordo di sottomarini, il controllo della temperatura è regolato da sistemi alimentati dalla struttura di supporto: da un generatore, se in un silo, o dal sistema di propulsione dello stesso sottomarino, se in un contenitore di lancio.

Allo stesso modo, le numerose valvole, interruttori e tutti gli altri componenti fondamentali per il buon funzionamento di un missile balistico a combustibile liquido, compresa l’elettronica di bordo e i sistemi di guida e di controllo, devono essere mantenuti in equilibrio, o in stato stazionario, fino al momento del lancio. L’energia elettrica necessaria per raggiungere questa condizione non è considerevole, ma deve essere costante. La mancanza di energia elettrica interromperà l’equilibrio del sistema missilistico, influendo negativamente sulla sua risposta ai transienti al momento del lancio e provocando malfunzionamenti.

La Russia sta da tempo sviluppando le cosiddette armi “autonome,” in grado di essere disaccoppiate dai dispositivi di lancio convenzionali (silos missilistico o sottomarino), ma che possono invece essere installate in contenitori che le proteggono dall’ambiente. Lo scopo è quello di dislocarle sul fondo degli oceani, in attesa di essere attivate da remoto. Uno dei maggiori ostacoli che i Russi devono affrontare è la necessità di mantenere l’equilibrio del sistema, comprese le apparecchiature di bordo per le comunicazioni, per tutto il tempo necessario prima dell’attivazione. La produzione di energia elettrica per questi tipi di sistema deve essere costante, affidabile e in grado di funzionare per lunghi periodi di tempo, senza la prospettiva di rifornimenti di carburante.

La soluzione a questo problema di produzione elettrica si trova nelle cosiddette “batterie nucleari” o generatori termoelettrici a radioisotopi (RTG). Un RTG genera elettricità utilizzando termocoppie che convertono il calore rilasciato dal decadimento del materiale radioattivo. Gli RTG sono stati a lungo utilizzati a supporto delle attività spaziali. I Russi li usano da molto tempo per fornire energia a strutture remote senza equipaggio nell’Artico e in territori montagnosi. Il Cesio-137, un sottoprodotto della fissione dell’U-235, è considerato un radioisotopo ideale per le applicazioni militari degli RTG.

L’8 agosto, un team congiunto del Ministero della Difesa e dell’Istituto Panrusso di Ricerca Fisica Sperimentale, subordinato all’Azienda Statale per l’Energia Atomica (ROSATOM), aveva condotto un test su un motore a razzo a carburante liquido, dove lo stato di equilibrio veniva mantenuto con l’energia elettrica prodotta da “batterie nucleari” alimentate a Cesio 137. Il test era stato condotto presso il Centro Prove Navali dello stato di Nenoksa (GTsMP), una struttura navale segreta russa, nota come unità militare 09703. Si era svolto nelle acque del Mar Bianco, al largo della costa della struttura di Nenoksa, a bordo di un paio di piattaforme galleggianti.

Questi test andavano avanti da circa un anno. Che cosa era stato esattamente testato [l’8 agosto] e perché, resta un segreto, ma la valutazione era continuata per circa un’ora. Non aveva comportato l’attivazione vera e propria del motore [del missile], ma, verosimilmente, si trattava di un test non distruttivo sulla produzione, tramite l’RTG, di energia elettrica destinata al motore.

Il test potrebbe essere stato un controllo finale del sistema: il vice ministro della difesa russo, Pavel Popov, seguiva gli eventi della base militare di Nenoksa. Nel frattempo, il vice capo del reparto ricerca e sperimentazione presso l’Istituto Panrusso di Ricerca Fisica Sperimentale, Vyasheslav Yanovsky, considerato uno dei più importanti scienziati nucleari russi, monitorava gli eventi a bordo della piattaforma offshore. Insieme a Yanovsky c’erano altri sette specialisti dell’istituto, tra cui Vyacheslav Lipshev, capo del gruppo di ricerca e sviluppo. Insieme a loro vi erano alcuni rappresentanti del Ministero della Difesa e specialisti dell’ufficio di progettazione responsabile del motore a combustibile liquido.

Al termine del test vero e proprio, qualcosa era andato storto. Secondo un marinaio della vicina base navale di Severdvinsk, i carburanti ipergolici contenuti nel motore a combustibile liquido (la loro presenza suggerisce che il controllo della temperatura era una delle funzioni testate) in qualche modo si erano combinati. Questo aveva causato un’esplosione che aveva distrutto il motore, disperdendo in acqua una quantità sconosciuta di combustibile e di ossidante. Almeno uno, e forse più, generatori RTG a Cesio-137 erano esplosi, contaminando sia le attrezzature che il personale.

Quattro uomini, due membri del personale del Ministero della Difesa e due scienziati del ROSATOM, erano morti all’istante. Quelli che si trovavano sulla piattaforma danneggiata erano stati portati alla base di Nenoksa e decontaminati, prima di essere trasferiti in una clinica militare locale specializzata in emergenze legate al nucleare. Qui, i medici, in completo equipaggiamento protettivo, avevano supervisionato il loro trattamento e la decontaminazione aggiuntiva. Tutti sono sopravvissuti.

Tre degli scienziati del ROSATOM erano stati scaraventati dall’esplosione nelle acque del Mar Bianco ed erano stati recuperati solo dopo lunghe ricerche. Questi uomini erano stati trasportati all’ospedale di Arkhangelsk. Né i paramedici che avevano prestato assistenza agli scienziati feriti, né il personale ospedaliero che li aveva presi in carico, erano stati informati che le vittime erano state esposte al Cesio-137, causando così una contaminazione secondaria del personale e della struttura sanitaria.

Il giorno successivo, tutto il personale ferito durante il test era stato trasportato a Mosca per essere curato in una struttura specializzata per l’esposizione a radiazioni; due delle vittime estratte dall’acqua erano morte durante il trasferimento. Anche il personale sanitario coinvolto nel trattamento delle vittime era stato inviato a Mosca per essere sottoposto a controlli, un medico era stato trovato contaminato da Cesio-137.

Il fatto che i test fossero segreti ha fatto sì che il governo russo prendesse precauzioni per controllare le informazioni relative all’incidente. Il Servizio di Sicurezza Federale Russo (FSB) ha sequestrato tutte le cartelle cliniche relative al trattamento delle vittime dell’incidente e ha fatto firmare accordi di non divulgazione ai medici e al personale sanitario.

Il servizio meteorologico russo (Roshydromet) gestisce il cosiddetto sistema di monitoraggio automatico delle radiazioni (ASKRO) nella città di Severdvinsk. ASKRO ha rilevato due “picchi” di radiazioni, uno che riguarda particelle gamma, l’altro particelle beta. Questo è uno schema coerente con le caratteristiche del Cesio-137, che, man mano che decade, rilascia raggi gamma, creando Bario-137m, che, a sua volta, è un generatore di particelle beta. Il rilevamento iniziale era stato riportato sul sito Web di Roshydromet, sebbene sia stato successivamente rimosso.

Squadre specializzate in materiali pericolosi hanno perlustrato la regione intorno a Nenoksa, Archangesk e Severdvinsk, prelevando campioni di aria e ambientali. Tutti questi test si sono rivelati normali, confermando che la contaminazione creata dalla distruzione delle batterie al Cesio-137 era limitata all’area circostante l’incidente. A causa della grande quantità di carburante missilistico riversatosi in mare, sono state imposte speciali restrizioni in materia di pesca e di balneazione nelle acque della regione, almeno fino a quando il carburante non sarà stato reso inoffensivo dalle acque del Mar Bianco. Il danno è stato contenuto e il pericolo è cessato.

La realtà di ciò che è accaduto a Nenoksa è tragica. Sette uomini hanno perso la vita e decine sono rimasti feriti. Ma non c’è stata l’esplosione di un “missile da crociera nucleare” e non è stata la seconda venuta di Chernobyl. La comunità dell’intelligence americana e i cosiddetti esperti hanno sbagliato ancora una volta. La causa principale del loro errore è il loro pregiudizio istituzionale nei confronti della Russia, che li porta a vedere quel paese nella peggiore luce possibile, indipendentemente dai fatti.

In un momento in cui il livello di sfiducia reciproca tra le nostre due nazioni dotate di armi nucleari è ai massimi storici, questo irresponsabile modo di emettere giudizi dovrebbe essere a tutti i costi evitato

Scott Ritter

Fonte: theamericanconservative.com
Link: https://www.theamericanconservative.com/articles/the-medias-russian-radiation-story-implodes-upon-scrutiny/
26.08.2019
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.

11 Commenti

  1. Pregiudizio o non pregiudizio, il test era un test di tipo militare. Possiamo dirci che 7 persone sono morte e decine sono rimaste ferite (senza contare la radioattivitá liberata nell´ambiente) per un motivo che dovrebbe essere eliminato dalle opzioni contemplabili nelle relazioni tra stati?

  2. Francamente è difficile fare le distinzioni tra quello che è trapelato nei media e quello che riferisce questo articolo. Il missile da crociera Burevestnik per riuscire ad avere un range praticamente illimitato deve essere alimentato da un sistema atomico cioè da una batteria ‘nucleare’ a radioisotopi. Che questo tipo di batterie sia messo su un missile o sia usato per stabilizzare i componenti del combustibile dei missili la differenza mi sembra secondaria. In tutti e due i casi queste sono scelte folli. Il Cesio 137 ha una vita media di 30 anni ed è solubilissimo in acqua, emette radiazioni beta e gamma che sono molto penetranti e quindi pericolosissime. Già c’era stata un discussione alla NASA circa l’opportunità di usare simili batterie per i satelliti perché il vettore può benissimo esplodere sulla rampa di lancio, ora vogliono usarlo per missili da crociera o per missili ‘autonomi’ da stazionare sotto il mare? Follia pura! Questa gente è da ricovero in manicomio.

  3. Diciamo che ero molto preoccupato per la pazzia in generale, però questo articolo dell’istituto luce/rossa, mi ha notevolmente tranquillizato sin dalle prime righe- tantè che non mi è servito neppure arrivare alla metà dello scritto.
    Il prossimo tranquillante da non leggere quando?
    P.S.
    Comunque Greta è arrivata in america, adesso ci pensa lei a salvare il pianeta dalle batterie atomiche.

  4. Gli altri sì i russi no? Putin, inceneriscici, non meritiamo di vivere.

  5. Se era un missile a carburante ipergolico non era il burevestnik, che probabilmente esiste solo nelle fantasie erotiche di Putin. Comunque tra un reattore nucleare per tenere al caldo il carburante e uno per la propulsione non si capisce quale sia il piu’ pericoloso.

  6. Pregevole visione di questa Think Tank, credo statunitense. A parte i dettagli tecnici sui carburanti ipergolici, pile al Cesio-137 e propulsori a rettore nucleare (che mi pare l’avesse pensato anche Carlo Rubia a scopi scientifici) sono d’accordo sulle ultime riflessioni. In un periodo dove il dialogo è difficile e pieno di pregiudizi, si dovrebbe fare una informazione più chiara e super partes.

    L’equilibrio tra le due super potenze è abbastanza stabile, una nuova corsa agli armamenti, stile Guerra Fredda, mi fa un pò pensare, con la sola differenza che allo stato attuale, l’ambito Russo sia leggermente avanti e fortunatamente lo statista Putin è molto più freddo e razionale della controparte USA che mi sembra un pò troppo dettata da follia e paura.

    Il resto dell’articolo, mi sembra gettare un velo di “chiarezza” anche perché la gente tende a drammatizzare e ingrandire gli accaduti, in particolare quando si parla di atomo. Questo non vuol essere una giustificazione o mancare di rispetto a chi è morto, ma in queste cose bisogna anche guardare al “disegno più ampio”.

    Non credo in una guerra termonucleare, sarà solo una nuova corsa agli armamenti, nuova scienza e nuovi equilibri che si verranno a stabilire.

    Chi deve incutere sono le nazioni che hanno poche testate, non quelle che ne hanno centinaia.

  7. “Cercano di destabilizzare in ogni modo un Paese (la Russia ndr) e si aspettano che quelli (i Russi ndr) se ne stiano con le mani in mano?” (Sergio Romano- Ambasciatore italiano a Mosca 1985-1989)

  8. Beh insomma si tratta sempre di un dispositivo nucleare che può creare una significativa contaminazione. Non credo che se si fosse trattato del motore nucleare del missile in questione i problemi sarebbero stati particolarmente diversi. I test dei nuovi missili danno sempre origine ad incidenti poiché i missili sono in genere sistemi piuttosto instabili e abbinarli a sistemi nucleari non è molto tranquillizzanti. Certo capisco le esigenze di deterrenza russa visto la pressione militare di usa e nato .

  9. “In un momento in cui il livello di sfiducia reciproca tra le nostre due nazioni dotate di armi nucleari è ai massimi storici, questo irresponsabile modo di emettere giudizi dovrebbe essere a tutti i costi evitato”Quello che dovrebbe essere evitato è condurre ulteriori esperimenti nucleari,perchè questi pseudo-sciemenziati per la loro incapacità alla fine ci condurranno all’estinzione.

  10. A luglio l’incidente dello Losharik , segretissimo sottomarino con a bordo i migliori Capitani di Vascello russi,tutti morti. Ad agosto l’incidente di Nenoska, con la morte dei migliori ingegneri e scienziati nucleari.

    Coincidenze o versione 2.0 di Stuxnet ?