Home / Attualità / E adesso quali sono i piani americani per la Siria ?

E adesso quali sono i piani americani per la Siria ?

FONTE: MOON OF ALABAMA

Cosa vuole fare l’amministrazione U.S.A. in Siria?

Lo si è capito pochi giorni fa. Vuole creare un’enclave curda ad est, da occupare poi con l’aiuto di mercenari. Ne farebbe leva per portare ad un regime change nella Siria ovest. Israele invece occuperebbe un altro pezzo del Golan.

 La nuova strategia è ben congegnata, ma si rivelerebbe inefficace nel lungo termine. Le forze statunitensi ad est sarebbero circondate da avversari, lontani dal mare e sotto costante attacco di varie forze contrapposte:
Come vari militari  hanno dichiarato, la nuova strategia impone di intervenire solo in caso di utilizzo di armi chimiche o essere uccisi civili innmocenti . Si spingerà per la cacciata di Assad – in caso, lo si farà dopo aver sconfitto lo Stato Islamico. L’interesse ufficiale americano in Siria è quello di combattere il terrorismo. O alleviare la crisi umanitaria. O ripristinare la stabilità.
Non ha senso. Non c’è alcun pro per Trump, rischia solo di perdere i propri sostenitori.
Ricattato dal Russiagate,  si è arreso ai neocons., che ora improvvisamente lo elogiano. Vogliono il caos, ma il caos non è un piano.
Washington non può dividere la Siria dai suoi alleati, Hezbollah, Iran e Russia. Quest’ultima è sì sotto pressione a Kaliningrad ed in Crimea e Siria, ma ha vissuto situazioni ben peggiori e queste hanno sempre aumentato la sua determinazione. Non si capisce perché dovrebbe piegarsi ora.

Trump ha usato una strategia intelligente contro la Clinton, sa senza dubbio sfruttare i propri punti di forza. Ha però pochi vantaggi nelle scelte per il Medio Oriente. Usare la forza militare bruta? Non è una strategia, è solo un gioco tattico. Se distrugge la Siria, poi anche Libano e Giordania cadranno in mano degli estremisti. Altri paesi seguiranno. L’Iraq caccerebbe nuovamente le truppe americane.

Perché gli U.S.A., o Israele, dovrebbero volerlo?

Trump non è uno sprovveduto, deve avere qualche piano. O almeno si spera.

 

Fonte:  www.moonofalabama.org

Link: http://www.moonofalabama.org/2017/04/is-there-a-new-syria-policy.html

11.04.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

Pubblicato da Davide

14 Commenti

  1. I piani americani per la Siria?…una dignitosa ritirata!

  2. “Si spingerà per la cacciata di Assad – in caso, lo si farà dopo aver
    sconfitto lo Stato Islamico. L’interesse ufficiale americano in Siria è
    quello di combattere il terrorismo. O alleviare la crisi umanitaria. O
    ripristinare la stabilità.”

    ?????????????
    ?????????????
    ?????????????

    • Eh, sai comè, li mandavano a disisntossicarsi, ma questi continuano a farsi.
      Questo in particolare sembra aver trovato della “roba” buonissima, perchè vede cose di un mondo solo suo…
      Lasciamolo nei suoi deliri.

  3. l’unico piano contemplato da 40 anni in medio oriente dalla cupola khazara è il piano kivunim: ovvero balcanizzare i paesi sciiti e non solo (Egitto)

  4. Piani per la Siria? Plurale? Gli USA hanno un “piano solo”…

  5. Spiace dirlo, ma la mia opinione è che si tratti di marketing spinto. Questo è lo spirito dei tempi . Uno spirito per cui saremo derisi e svergognati in tempi non molto futuri.

  6. Ma quale strategia può avere una banda di criminali, ma godo pensando al
    popolo del “paese eccezionale” fattosi prendere per il culo in una maniera sì
    grossolana,infatile….

  7. Ma quali piani TRUMPP

  8. Ma quali piani TRUMP è andato , caduto dopo pochi mesi di resistenza al sistema preesistente , non è più in grado di controllare e governare niente, e questo il mondo lo ha capito (spero anche la Russia).
    I piani li conoscete già da tempo tutti c’è solo da pregare che il pianeta non vada a fuoco.

  9. Credo sia più facile ammettere che Trump non ha il controllo di quello che avviene sul terreno in Siria e molto probabilmente non gliene frega niente, in questo senso: ciò che può avvantaggiarlo all’interno nella serrata lotta contro i suoi oppositori politici in patria va bene e lui lo sfrutta a suo vantaggio, tutto il resto non conta e se ne sbatte.
    Non credo proprio che a lui importi della strategia messa in atto in Siria e d’altronde non credo che il pentagono attualmente abbia una strategia per uscire dal pantano in cui (in via del tutto teorica) doveva trovarsi adesso Putin.
    D’altro canto le mire di Bibi sono ben più ponderate e precise, anche se non ha meno rogne di Trump, il suo è di sicuro un regno plutocrate più ridotto e quindi più accontentabile.

    L’altro aspetto riguarda però il degrado in corso nei ranghi della cosiddetta “classe dirigente americana”. Pur con tutte le critiche che vogliamo dare ai vari Kissinger e Brzezinski, si trattava di gente che a suo tempo pensava per bene a quel che l’America doveva fare. Una cosa come “Assad must go” alla Obama, non se la sarebbe sognata nessuno, primo perché è una presa di posizione precisa e politicamente è un suicidio, come dire “decido io chi è degno e chi no di fare politica nel mondo”, un atto di superbia che brilla di incompetenza politica prima che di qualunque altra ragione. Secondo perchè mette il pentagono al muro: qualunque cosa faccia (compreso il tentato suicidio per mezzo CIA, come si è sempre fatto dai millenni) diventa automaticamente un aggressione palese se non riesce, come nel caso di Ergonan che si ritorce immancabilmente sulla politica estera USA.
    Da quando negli anni ’90 la dottrina è stata imposta da Wolfowitz e compagni di merende vari, l’America è passata dall’agire con cautela al mostrare il suo volto nascosto per il semplice fatto che si è sentita abbastanza forte da farlo. Un errore storico e politico che sarà scritto negli annali come un vero Seppuku dell’impero Americano. A questo va affiancata la politica economica che da prudente è diventata molto, molto, mooooolto imprudente, gonfiando a dismisura le corruttele varie, pompando soldi come se non ci fosse un domani e aiutati dal fatto che non essendoci controvalore bastava stamparli.
    Il piano avrebbe funzionato se l’America dopo essere rimasta effettivamente il dominatore unico incontrastato sulla scena mondiale dopo la guerra fredda, avesse avuto pazienza consolidando la sua posizione, cioè radicando per bene il controllo sulle nazioni che vivevano il loro dramma come un complesso di inferiorità rispetto al sistema dominante americano. Ma per fortuna ci hanno pensato Wolfowitz e compagni, veri capisaldi della dottrina della demenza assoluta e unici veri autori del disastro politico americano.

    Adesso il problema è che chi ci ha guadagnato in America fin’ora da questo disastro, ha troppo da perdere per smettere di mungere il cadavere. Ma ha troppo da perdere anche solo tornare a una politica appena appena più prudente. Quindi la demenza non è solo contingente, per paradosso è obbligatoria. Fino a quando? Fino a quando uno più forte non farà a pezzi gli altri, emergendo dalle macerie dell’arena americana vincitore. Per ciò allacciamo le cinture, che lo spettacolo del “Mondo delle Meraviglie Americano” darà il meglio di sé …