Draghi dagli Usa fa lo Yankee: "la Russia non è Golia"

Il Presidente del Consiglio ha risposto alle domande dei giornalisti, in merito all'incontro con il Presidente americano Biden. Su inflazione frutto dell'opera degli speculatori e sul fallimento delle sanzioni ha dovuto ammettere tutte le scomode verità. Mentre sul conflitto in corso, pare che lui e il presidente Usa s

Draghi dagli Usa fa lo Yankee: "la Russia non è Golia"

Di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani), ComeDonChisciotte.org

Una conferenza stampa tanto attesa, quanto scomoda. Mario Draghi avrebbe preferito essere ovunque, piuttosto che sottoporsi al supplizio delle domande dei cronisti e rendere conto del suo incontro con il Presidente americano. Dire che, il presidente del Consiglio non si sia cercato l’incombenza, significa far finta di niente sulle polemiche in patria che hanno preceduto il suo viaggio. Evitare di informare il Parlamento, è stata l'ennesima conferma della trasformazione in atto della nostra democrazia, nella tappa dolomitica di "coppiana" memoria, dell'"uomo solo al comando".

Tale reiterata sfrontatezza ha generato un tale malcontento nel paese da rendere necessario il minimo sindacale di trasparenza, alla quale il nostro premier non si è potuto sottrarre.

Pienamente coscienti e per niente ingenui da capire che i reali contenuti e le eventuali decisioni prese a quattr’occhi resteranno tali, e solo gli eventi ci daranno le risposte. Se vogliamo oggi cercare di orientarci, dobbiamo essenzialmente basarci sulle risposte che Super Mario ha fornito alle interessanti e precise domande dei giornalisti.

Intanto bisogna subito distinguere tra i pezzi di carne, ovvero tra le notizie date, un tanto al chilo, in pasto ai giornalisti, che come coccodrilli affamati, stavano attendendo nello stagno della conference-hall della nostra ambasciata, da quelle che invece sono state delle vere e proprie confessioni da parte dell'uomo del Britannia.

E parlando della prima categoria, il nostro premier ha tenuto subito a precisare come il tema energetico, seppur essenziale nel suo profilo emergenziale, non debba assolutamente bloccare o ritardare la transizione verso le rinnovabili. Confermando addirittura il suo impegno verso un aumento degli stanziamenti. Difficile crederci, al netto di quello che lui stesso in persona sta mettendo in atto per contrastare la circolazione dei crediti fiscali, ovvero lo strumento principe che ti permette oggi di spendere, stante la volontà del suo governo di non ricorrere ai necessari deficit.

Secondo tema, ovviamente, la questione Ucraina. "Occorre continuare a supportare e armare Kiev, soprattutto ora che il Golia russo sia è rivelato decisamente vulnerabile ma è giunta anche l’ora di parlare di pace", ha dichiarato il presidente del Consiglio. La quale, "deve essere quella che interessa all’Ucraina e non ai suoi partner".

Una dichiarazione di pace apparente che se letta nella sua contraddittorietà, pare invece portarci sulla strada di una, non sappiamo quando, prossima dichiarazione di guerra a Putin.

Intanto, supportare e soprattutto continuare ad armare l'esercito ucraino e quant'altro, certamente non farà smettere i russi di sparare. Quanto meno per difendersi, se come pare trasparire dalle parole di Draghi: "Golia sia in netta difficoltà".

Ma quello che tutti dovremmo chiederci è, se veramente la Russia sia così in difficoltà, come viene descritto dal nostro premier. Almeno vorremmo sperare che queste sue certezze arrivino da accurati report di intelligence e non dalla propaganda della stampa occidentale.

Il solo affermare - addirittura come premessa e con un gesto di sfida mai visto da nessun premier moderno - che la Russia si sia dimostrata sul campo una potenza non invincibile, addirittura specificando "con armi convenzionali", dovrebbe farci sobbalzare tutti dalle sedie e metterci immediatamente al lavoro per costruire i nostri bunker.

Ma cos'ha in testa questo signore? Vuole davvero mettere alla prova Putin spingendolo a mostrare la sua potenza attraverso armi non convenzionali?

Qualcuno lo fermi... per l'amor del cielo!

Se nel provocare Putin, Draghi è stato preciso ed efficace, altrettanto non lo è stato su come intende arrivare alla pace. Un mistero all'interno di voli pindarici nei cieli della diplomazia, dove l'indicazione dei tempi e dei modi di azione è rimasta, forse, alla prossima conferenza stampa.

Soprattutto non ha minimamente indicato chi dovrebbe prendere l'iniziativa. Dubito gli Stati Uniti, i quali, proprio mentre lo ospitavano, hanno dato il via libera a 40 miliardi di aiuti per Kiev. Certamente non finalizzati alla resa sulla Crimea, se guardiamo alle dichiarazioni rilasciate pochi giorni fa dal segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, [1] il quale andava addirittura oltre, stoppando le presunte aperture di Zelensky, pronto a concedere la Crimea in cambio della pace. [2]

Sulla questione del conflitto, Biden ha letteralmente lasciato Draghi al suo destino; poi, il banchiere per eccellenza, ha dovuto incassare un "due di picche" senza appello sulla questione del famoso tetto ai prezzi dell'energia.

La delusione di Draghi sul tema è stata grande, visto che la sua speranza era di trovare la forte spalla americana, dopo il "NO" già incassato dagli olandesi con tedeschi a supporto, immolatisi sull'altare della difesa ad oltranza del "dio mercato".

"Gli Stati Uniti, in relazione al tetto, sono più orientati verso una mediazione relativa alla valutazione del greggio, piuttosto che del gas" - ha dovuto ammettere con orecchie basse, il nostro premier. Tradotto, le prospettate forniture di gas statunitense seguiranno le dinamiche di mercato. Cui si uniranno gli extra-costi di trasporto e rigassificazione. Bye Bye alla prospettiva a breve di abbandonare il gas russo.

Ma al peggio non c'è mai fine, e se Super Mario avesse mai voluto nascondersi in una buchetta, non ci sarebbe stato momento più desiderato per lui, che quello in cui è stato costretto ad ammettere:

"la maggior parte degli importatori di gas più importanti hanno già aperto conti presso Gazprombank in valuta locale", e "il più grande importatore in Germania ha già pagato in rubli".

Di fatto accondiscendendo alle richieste di Putin, che poche settimane fa parevano essere la violazione del Santo Graal.

La confessione, pone in chiara evidenza l'ipocrisia che caratterizza la linea adottata dal blocco euro-atlantico nei confronti di Putin: se infatti da una parte inviano soldi ed armi agli ucraini per far cessare il conflitto (come da loro sostenuto), dall'altra, con i flussi finanziari sul gas, finanziano il protrarsi del conflitto stesso.

Non solo, l'ammissione di Draghi porta in se anche una clamorosa "gaffe" diplomatica nei confronti di colei che ancora pare stargli affianco. Ursula Von der Leyen, si è infatti espressa proprio ieri, riguardo la natura di palese violazione delle sanzioni, in riferimento al pagamento in rubli. Mentre per Draghi "non esiste un pronunciamento ufficiale rispetto al termini di rottura delle sanzioni. Nessuno ha mai detto chiaramente se un pagamento in rubli rappresenti o meno una violazione o come siano organizzate queste transazioni. Siamo nel pieno di una zona grigia".

Proprio mentre scrivo, Draghi viene redarguito, sul tema, anche dal portavoce per l'Energia e il Clima della Commissione europea, Tim McPhie. [3]

Insomma, i leader di questa Europa non riescono più a coordinarsi nemmeno all'interno del fuso orario che intercorre fra Bruxelles e Washington.

Evviva l’Europa unita e compatta!

Infine, non poteva mancare una lezione di economia monetaria sull'inflazione del professor Mario Draghi:

L’inflazione è un problema e le Banche centrali si trovano ad affrontare una situazione non facile, poiché devono alzare i tassi per evitare un’ulteriore impennata dei prezzi ma non possono farlo troppo, altrimenti spingono in recessione le economie

Manca la soluzione, che Draghi evita accuratamente di esporre nella sua lezione.

Che le banche centrali (la BCE ancor di più), siano in estrema difficoltà nel gestire il fenomeno inflattivo, lo ripeto da sempre, non ultimo nell'articolo di pochi giorni fa (L’EURO È UNA CREAZIONE DELLA FED. E QUINDI LO PUÒ DISTRUGGERE) - e che oggi ce lo venga a dire anche il banchiere per eccellenza, ci dovrebbe far ancora più arrabbiare, per tutto quello che lui non ha fatto e tutt'ora non sta facendo, pur essendo ben cosciente quale sia la soluzione.

Per dirla tutta e ripeterla per l'ennesima volta, le banche centrali attraverso la politica monetaria, possono fare ben poco - per non dire niente - per gestire l'attuale fenomeno inflattivo. Per quello occorre l'opera dei governi, ossia l'altra parte della politica economica, per la precisione quella fiscale. Strumento in mano non ai banchieri centrali ma ai premier di governo, proprio quel ruolo che TU, Caro Mario, stai ricoprendo in questo momento.

E bene hai fatto, in un lampo isolato di onestà intellettuale, a non incolpare Putin e la sua guerra per il caro prezzi energetico, ammettendo che: "tali distorsioni sui prezzi sono cominciate ben prima dell'inizio della guerra".

Una confessione in piena regola: l'attuale tassazione surrettizia, derivante dal caro prezzi è solo e soltanto frutto di un fenomeno strettamente speculativo, che il governo stesso di Mario Draghi rinuncia volutamente a fermare e gestire. Un fenomeno che vede da una parte i soliti oligarchi di casa nostra fare profitti colossali e dall'altra imprese e famiglie sul lastrico.

Draghi ammette anche candidamente, che il fenomeno inflattivo presente in USA è di natura totalmente diversa rispetto a quello presente in Europa: "negli Stati Uniti abbiamo un'inflazione che dipende dal fatto che il mercato del lavoro è a pieno impiego, sostanzialmente - invece in Europa no".

Di fatto ammettendo la scarsa occupazione e quindi lo status recessivo, Draghi conferma che qualora il fenomeno inflattivo dovesse aggravarsi, soprattutto per i paesi del sud Europa (Italia e Grecia in primis), si tratterebbe di stagflazione, ossia l'evento più catastrofico.

"Quindi il passo della normalizzazione della politica monetaria sarà necessariamente diverso tra i due paesi" conclude Draghi sul tema.

Qui Draghi lancia un chiaro messaggio ai suoi sodali dell'euro, le sue paure sono un monito per la BCE a non seguire la FED sulla strada del rialzo dei tassi, pena la rottura certa della moneta unica.

In definitiva, Draghi è volato a Washington per cercare risposte risolutive sui temi energetici che non ha trovato e per di più, escluso complimenti e pacche sulle spalle, parrebbe non aver trovato quant'altro da Biden, a sostegno della linea durissima che il nostro premier sta tenendo nei confronti di Putin.

Quindi, per quello che più interessa al popolo italiano, ovvero la pace e la drammatica situazione economica di imprese e famiglie, siamo ancora fermi all'invio di armi al battaglione Azov per testare la consistenza russa sulle armi convenzionali ed al bonus-elemosina di 200 euro una-tantum per i disgraziati.

Di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani), ComeDonChisciotte.org

NOTE

[1] Ucraina, Stoltenberg: 'La Nato non accetterà mai l'annessione illegale della Crimea' | Sky TG24

[2] Ucraina, Zelensky apre alla pace con la rinuncia alla Crimea | Sky TG24]

[3] Gas in rubli, Bruxelles frena Draghi - MilanoFinanza.it

Commenti (33)

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    1. Archepensevole 13 maggio 2022

      Sarmat SI; pass ad autunno NO

    2. Archepensevole 13 maggio 2022

      Putin prima del confetto ce lo dirà, mica è un assassino come chi ci "governa"

    1. Archepensevole 13 maggio 2022

      Siamo arrivati a completare il "quadro"..qualcosa vi sfuggiva..? NO Chi ci comanda nel piccolo è uno zerbino (piccolo, ma ora si crede grandeeeeeeh) atlantista indi guerrafondaio .. (non aggiungo altri sostantivi).....Ci tolgono soldi dalle NOSTRE TASCHE per armare dei nazisti, di cui francamente non ci interesserebbe un emerito cazzo?? perseguendo una politica DISTRUTTIVA!

    2. Archepensevole 13 maggio 2022

      Questo fantoccio atlantista che è l'europa (!) , questo fantoccio ucraino che come nazione non è mai esistito.., questa Storia che hanno cancellato con la "CANCEL CULTURE" per aprire le strade al pensiero unico...VI RENDETE CONTO CHE è BISPENSIERO? Orwell con 1984 aveva capito come anche con la "Fattoria degli animali"...

    3. Archepensevole 13 maggio 2022

      P.S. Orwell intelligente si ma anche aderente al "sistema in progress".. indi col senno di poi FETENTE. Dimenticate Hegel per cortesia mia e del mio intimo, leggete e rivalutate Heidegger (!)

    1. JHON 13 maggio 2022

      La giornalista RAI per punizione è stata messa a lavorare in una stanza con uno scorreggione, Draghi va a trovare Sleppy lo scoreggione, non è che sarà l' inizio di un nuovo e pericoloso vairus e un prolungamento delle mascherine?

    2. Divoll 13 maggio 2022

      Kill Bill (alias Nostradamus) lo ha gia' annunciato. Si vede che ha un altro vairus in preparazione in qualche lab segreto

    1. Ultor 13 maggio 2022

      se biden non viene filato da nessuno che conta, e draghi non viene filato da biden, per la proprietà transitiva...draghi ha perso un'altra occasione per evitare le risa di scherno. Lui, giggino e speranza se le tirano proprio le prese per i fondelli. Qualcuno li avvisi

    1. Divoll 13 maggio 2022

      La Russia non e' Golia, e' Davide.
      Per una volta, per mera crassa ignoranza, il bankster ha detto il vero.

    1. Nestor Halak 13 maggio 2022

      Va bene, la Russia non è Golia, d'altra parte neppure Mario è David, casomai una pulce tra la barba di David,
      Il fatto che Mario e Ursula non siano ben coordinati mi pare una buona notizia: spero che la coordinazione vada sempre diminuendo.
      Sempre sorprendente invece Stoltemberg (nomen omem): a quanto pare è la Nato che tratta sulle condizioni di pace, non solo nella sostanza, ma a questo punto anche nella forma.

    2. A.P. 13 maggio 2022

      Per come l'ho capita io, la faccenda è che la nato sta iniziando a preparare le condizioni di una resa, visto che la russia sembri non voler mollare su nessun fronte e la ue è in condizione comunque pietose.
      d'altra parte delle due l'una: o vi sarà uno sbocco alla guerra nucleare, cosa assurda che non è nei piani di nessuno,o una resa condizionata e ragionevole tra le parti.
      dal punto di vista della guerra convenzionale, al momento, tutte le infrastrutture ucraine sono letteralmente a pezzi: hai voglia fare rifornimenti o inviare armi ma se la logistica è a pezzi è come avere macchine di lusso ma senza benzina. ma questi rifornimenti poi sono solo un gran chiasso che non portano a risultati significativi.
      più significativo è l'adesione alla nato di finnici e svedesi, e sappiamo che alla russia importa meno di nulla, ma importa agli usa che allarga la sua sfera d'influenza e indebolisce la ue.
      perciò ho l'impressione che l'obiettivo di indebolire la ue sia giunto a buon punto, perché più di così è realisticamente impossibile fare; la ue non è iraq o l'afghanistan dove puoi radere al suolo a piacimento, in ue devi procedere allo smantellamento in maniera controllata e la finta guerra alla russia per interposta ucraina è una tattica che al momento sta funzionando soprattutto coi quisling europei alla loro mercè.
      la russia ci sta dicendo: ehi drughi europei: lo sapete chi gli usa vi stanno fregando? ma noi chiaramente questo monito non lo stiamo ascoltando perché siamo più impegnati ad ascoltare la propaganda rispetto a calcolare bene i nostri interessi.
      quindi se la montagna stolta ha preso in mano la situazione uscendo allo scoperto, significa che noi siamo definitivamente nel sacco.
      l'unica salvezza è che la russia abbia compassione di noi e credo che un pò le convenga anche esserlo.

    3. clausneghe 13 maggio 2022

      Evitare di usare quel "noi" sarebbe cosa buona e giusta almeno per me che non ho nulla da spartire con l'Italiota medio che detesto e considero ostile, in quanto io sono un over 50 che non ha ceduto al ricatto vergognoso mentre loro, il 90% quasi tutti quindi, sì, hanno ceduto e non meritano simpatia e considerazione, non me li sento uguali a me, ma ripeto, indifferenti se non ostili. Se poi i generali di Putin prenderanno bene la mira solo sui caporioni e le loro dimore nonchè bunker e basi
      militari, sarà un benefico male necessario e io sarò con la bandiera rossa a salutarli, quando saranno diretti a Roma, per liberarci dal Male. Amen

    4. Divoll 13 maggio 2022

      Il vero Golia e' la Nato, assieme a tutta la cupola mafio-finanziar-globalista. E mi sa che la fionda sia gia' in movimento....

    5. Divoll 13 maggio 2022

      Dimentichi Mr. Sarmat e Mr. Kinzhal, che giscono anche senza testate nucleari?....

    6. Divoll 13 maggio 2022

      Io, se vivessi dalle parti di Aviano o Sigonella, venderei casa e mi trasferirei d'urgenza in luoghi non-nati.

    1. Eugiorso 13 maggio 2022

      La bestia banchiere privato-atlantista draghi porterà l'Italia alla completa rovina - come nei piani dei suoi padroni, che lo hanno "nominato" - non solo dal punto di vista socioeconomico, ma anche da quello concreto, con scenari bellici sempre più probabili ...
      Questo è il vero compito affidato a questo mercenario assassino degli statunitoidi-nato.

      Cari saluti

    1. mago 13 maggio 2022

      Preso atto che la Russia non è Golia mi saprebbe dire Mr Draghi come definirebbe oggi l`italia ?

    2. Divoll 13 maggio 2022

      Il paese nudo di un popolo nudo di un re nudo.
      E non per un film a luci rosse.

    1. clausneghe 13 maggio 2022

      Draghi finirà condannato come criminale di guerra assieme ai suoi complici della banda covid, tempo al tempo.
      La Russia e i suoi alleati di cui nessuno parla mai ma che sono potentissimi rispetto ai nostri cialtroni buoni solo a siringarsi con il siero di Stato e a molestare da ubriachi le donne ai raduni con l'alpino di mare, la FR dicevo non può perdere e non perderà.

    2. Archepensevole 13 maggio 2022

      Purtroppo draghi finirà la sua "vita" nelle isole Seychelles circondato da troie...

    1. gianpaolo 13 maggio 2022

      inafatti la russia non è golia ma Davide vi ricordate che fine a fatto golia ?

    1. Rnamessaggero 12 maggio 2022

      A parte un piccolo errore in una unica parola, anche nella mia tastiera a volte la barra spazio fa cilecca, questo spaccato lo trovo molto lucido.
      Per conto mio, sto valutando, tra O' bibbitaro e, per dirla con Fulvio Grimaldi, l' espettorato dalla BCE sull' Italia, chi sia il più in qualcosa.

    2. Megas Alexandros 12 maggio 2022

      grazie

    3. oxalidaceae 13 maggio 2022

      A proposito, che fine ha fatto O'bibbitaro? Sono momenti in cui una figura come la sua dovrebbe fare discorsi alla nazione a reti unificate. Dove sarà? Al mare?

    4. mago 13 maggio 2022

      in qualke bunker sotto il Gran Sasso..??

    5. MGS 13 maggio 2022

      Non so quanti posti abbiano i bunker sotto il Gran Sasso ma non credo che li offrirebbero al "bibbitaro"!

    6. Rnamessaggero 13 maggio 2022

      L' ultima volta che l' ho visto era alla inaugurazione di una portaerei con la faccina da cane da caccia in extasi, boh forse l' extasi in pasticche ? Non saprei.

    7. oxalidaceae 13 maggio 2022

      Sicuramente è al mare. Ci ritornerà come nel 2020 con una faccia tutta nuova.
      Il mare gli fa bene, infatti, al tempo, ricordo che anche il NYTimes gli ha riconosciuto più autorevolezza.
      Da O'bibbitaro incominciarono a chiamarlo il "Barack O'barman" d'Italia.

      https://twitter.com/jerryscottismo/status/1298333425716338688

    8. Divoll 13 maggio 2022

      A meno che non distribuisca bibite....

    9. Divoll 13 maggio 2022

      Baracca O'Barman

    1. mingo 12 maggio 2022

      Ma questo ci piglia tutti per i fondelli o peggio ancora lo state ad ascoltare .
      Al massimo prende ordini e cerca di renderli concreti (specialmente per l'Italia e la sua economia e risparmio ),ha una voglia matta di scappare ma non può ed allora continua il compito di continuare a far a pezzi tutto il pase.

    2. Divoll 13 maggio 2022

      O il paese a lui... Forse e' per questo che vorrebbe scappare. La vista della propria effigie dentro un ghigliottina (a Torino), per quanto finta, gli avra' fatto un certo effetto...

    3. Archepensevole 13 maggio 2022

      Ma questo è peggio del bibbitaro

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