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Dalla parte dei Giubbotti Gialli: quello che i media occidentali non dicono

 

OLLIE RICHARDSON

stalkerzone.org

Disclaimer: se pensate che Soros/la Russia /l’America /gli Illuminati sia dietro ai Giubbotti Gialli o qualche altra sciocchezza del genere, allora fermatevi qui. Questo articolo non fa per voi. I video dei gatti su YouTube sono forse più appropriati.

Mentre le proteste dei Giubbotti Gialli (Gilets Jaunes) erano iniziate, in realtà, il 17.11.18, penso che la maggior parte della gente sappia che la frustrazione nei confronti del governo era andata accumulandosi già da molti, molti anni. Sarkozy, in questo, aveva sicuramente avuto un ruolo importante. Le crisi radicate non erano state risolte, mentre i conti bancari nei paradisi fiscali si rimpinguavano. Senza voler dedicare eccessivo spazio ai singoli dettagli di ogni governo francese dai tempi dei grandi disordini del 1968 in poi, penso che sia più facile partire dal fatto che la Francia è stata, in pratica, occupata dall’America per decenni. Personalmente, questo mi aiuta a spiegare molte cose.

In Russia esiste la parola “народ”. La traduzione più fedele è “nazione”, ma, in realtà, non ne rendo appieno il significato. Stiamo parlando di rapporti fraterni fra popoli che sono indistinguibili l’uno dall’altro. Ed è comprensibile perché questo concetto non esiste in Occidente. O almeno, io non l’ho mai visto. Quando l’America era sbarcata sulla spiaggia di Omaha [in Normandia] nel 1944, sicuramente non le stavano a cuore i migliori interessi della Francia. E la rapida formazione della NATO, nel 1949, lo testimonia. L’America era riuscita a creare un blocco di alleanze in sincronia con il ritiro dell’URSS dall’Europa (a proposito, parlare di “occupazione sovietica” è una volgare propaganda della NATO). Il bombardamento della Normandia da parte dell’aviazione americana era stato un atto di sottomissione nazionale. Esiste anche una guerra psicologica.

Dopotutto, non è un caso che proprio in questo momento il Giappone, nuclearizzato dall’America, sia il paese più indebitato esistente al mondo. L’Africa è un’altra storia: qui le persone sono state private della loro identità e trasformate in braccianti da piantagione robotizzati per l’Occidente “civilizzato”. Questo aiuta a spiegare perché la TV francese trasmette in continuazione film americani, telefilm americani, musica americana, ecc. O almeno lo faceva fino a poco tempo fa. Ho notato che nell’ultimo anno c’è stata una leggera riduzione, tuttavia, [l’influenza americana] è ancora predominante. In TV ci si concentra sulla violenza. I cartoni animati per bambini contengono dosi di aggressività sempre maggiori. Tutto è fatto per creare divisioni e mettere X contro Y. Questo non giova alla Francia o all’Europa, ma va a vantaggio degli USA e del loro progetto UE. Perché? Perché in quale altro modo armamenti american … scusate, della NATO possono essere dislocati sul suolo europeo e puntati sulla Russia? La maggior parte dei Francesi crede che i liberatori della Seconda Guerra Mondiale siano stati gli USA e che nuclearizzare il Giappone fosse giustificato. Anche la TV rafforza in continuazione queste idee.

Se provate a contestare qualcuno che la pensa così, vi troverete davanti alle 3 fasi del rifiuto. L’annessione strisciante della sovranità francese aveva raggiunto l’apice nel 1999, quando l’euro (€) aveva sostituito il franco. Da allora, il tenore di vita è peggiorato. In seguito, i prodotti agricoli francesi sono stati sostituiti, nel loro stesso paese, dall’agricoltura spagnola (la Spagna è attualmente schiava del FMI), tutta basata sui pesticidi. Di conseguenza, i prodotti francesi sono ora molto più costosi. Frutta e verdura? A prezzi da rapina. Purtroppo, i prodotti francesi sono anche una vittima di Bayer/Monsanto (ecco perché i Giubbotti Gialli hanno recentemente attaccato il suo quartier generale).

Tornerò in seguito su questo argomento, ma ho dato un primo esempio delle conseguenze dell’occupazione statunitense. Ha portato qualcosa di buono? Secondo me, no. La vita è diventata dipendente dal credito. Gli annunci automobilistici in TV promuovono il debito a tempo indefinito e stili di vita insostenibili. Uno degli obblighi derivanti dall’occupazione statunitense è stato quello di farsi coinvolgere nelle violazioni del diritto internazionale. La Francia ha svolto un ruolo importante nei bombardamenti sulla Jugoslavia e nel traffico di organi (Bernard Kouchner era pesantemente coinvolto). Ha aiutato a distruggere la regione e a creare illegalmente “l’indipendenza” del Kosovo. La Francia ha aiutato l’America ad invadere l’Afghanistan (l’invasione dell’Iraq non ha ricevuto abbastanza sostegno da parte del pubblico) nell’operazione Enduring Freedom (bel nome, haha). La Francia (Sarkozy) ha aiutato l’America ad utilizzare la Georgia come ariete contro la Russia. La Francia è stata la capofila nella vaporizzazione della Libia. La Francia ha contribuito ad armare i terroristi in Iraq e ad alimentare Al Qaeda, cosa che ha poi portato alla nascita di ISIL/ISIS. La Francia ha aiutato l’AFRICOM a trasferire armi dalla Libia alla Siria. La Francia è permanentemente in Africa, e aiuta il FMI a saccheggiare nazioni sovrane,  come il Mali.

La Francia ha aiutato incondizionatamente Al Qaeda/ISIS in Siria e in Iraq attraverso i media e con finanziamenti. La Francia ha aiutato Riyadh a riportare lo Yemen all’età della pietra. La Francia aiuta Israele a massacrare i Palestinesi. La Francia (usando Bernard-Henri Lévy come intermediario) aveva aiutato l’America a rovesciare Yanukovich e a scatenare una guerra civile in Ucraina.

La Francia ha continuato a ripetere a pappagallo la propaganda anti-russa americana su Skripal, MH-17, Crimea, la “collusione” di Trump, ecc. E ora la Francia sta aiutando l’America a mettere in ginocchio il Venezuela. Ne trarrebbe in primo luogo beneficio la Francia o il popolo francese? No? Allora chi ci guadagna? Il FMI. La NATO.  Jacob Rothschild (sono “antisemita”, certo). L’apartheid di Israele. Lockheed Martin. Raytheon. Boeing. Goldman Sachs. JP Morgan. Disney. Kelloggs. Qatar. Arabia Saudita. I Banderisti. Wall Street. Soros. Clinton. L’AMERICA.

Ora, dopo aver messo in chiaro questi punti importanti, passiamo all’argomento dei Giubbotti Gialli. La scintilla iniziale delle proteste è stata la legge di El Khomri, che, in pratica, ha privato i lavoratori dipendenti dei loro diritti. Per avere più informazioni, leggete qui. E indovinate cosa? Sì, il 15 marzo l’UE ha condannato questa legge. Diciotto settimane di proteste avrebbero potuto essere evitate se non fosse passata questa stupida legge globalista. Ma no, dare ai lavoratori una giusta retribuzione per il loro lavoro non rimpinza i conti nei paradisi fiscali.

L’altro scandalo che aveva fatto infuriare la gente era stato l’affare Benalla, nel luglio 2018. Riassunto: Alexandre Benalla, il miglior amico di Macron (alcuni dicono il suo fidanzato) aveva violato la legge e aveva aggredito un manifestante [durante le celebrazioni] del Primo Maggio. Aveva nuovamente infranto la legge usando dei passaporti diplomatici. Questo particolare scandalo non finisce mai e, come si prevedeva, non è arrivata ancora nessuna condanna. I media hanno persino provato ad incolpare la Russia. Tuttavia, quando un Giubbotto Giallo (un pugile) agisce per autodifesa contro l’iperaggressiva polizia antisommossa, viene immediatamente condannato al carcere.

Il punto di svolta era stata la tassa sui carburanti al 23%, che Macron voleva far scattare all’inizio del 2019. Questo aveva provocato, nel novembre 2018, la mobilitazione di oltre 300.000 manifestanti, nota anche come Atto 1 dei Giubbotti Gialli. Il governo non aveva risposto e aveva fatto finta che non fosse successo nulla.

Così era andato in scena l’Atto 2, ancora più violento. Ma, di nuovo, non c’era stata nessuna reazione da parte di Macron. C’era stato l’Atto 3, e allora Macron aveva bluffato: aveva affermato che l’aumento della tassa sul carburante sarebbe stato posticipato. Poi, un po ‘più tardi, aveva annunciato che sarebbe stata completamente abolita (una manovra, perchè dall’inizio del 2019 aveva iniziato a parlare a favore di una “carbon tax”). È stato solo dopo l’Atto 4 che Macron si è mosso. Ma tutto ciò che ha fatto è stato aumentare il salario minimo di soli € 100. Ironia della sorte, era diventato il discorso politico più visto nella storia di Francia. I Giubbotti Gialli, dopo aver scosso il capo, avevano continuato a protestare.

Prima dell’Atto 5 c’era stato l‘”attacco terroristico” di Strasburgo. Uso le virgolette perché credo che sia stato orchestrato dal governo per cercare di porre fine alle proteste. Macron aveva lasciato che il perpetratore (che era noto alla polizia) se ne andasse in giro, completamente libero, PRIMA DELL’ATTACCO, quando esisteva la possibilità di detenerlo. Inoltre, era stato incarcerato più volte e aveva oltre 30 reati penali a suo carico. Un innocente “attacco terroristico” non lo era proprio. Gli Atti 6 e 7 erano stati abbastanza tranquilli e, a questo punto, Macron aveva pensato di essere riuscito a sedare il movimento. Poi c’era stato lo scandalo del pugile del decimo atto, su cui i media avevano battuto fino all’inverosimile.

Dopo l’Atto 9, Macron aveva annunciato l’inizio del patetico “grande dibattito”, che è finito per durare un mese. Lo scopo? Guadagnare tempo e sperare che il sostegno ai Giubbotti Gialli venisse meno. I canali televisivi di propaganda hanno venduto questo “dibattito”, ora terminato, come “una nuova fase della democrazia.” In realtà, si era trattato di una ripetizione della campagna elettorale di Macron e, contemporaneamente, della sua campagna per le elezioni europee di maggio. Una sorta di PR o [piuttoso] un monologo.

L’atto 10 si era svolto in modo relativamente calmo. Poi, durante l’Atto 11, gli sgherri di Macron avevano sparato una “flashball” [proiettile di gomma] sul volto di un importante rappresentante dei GG, Jérôme Rodrigues. Tutte le testimonianze e le prove dimostrano che si era trattato di un atto deliberato. Come conseguenza, Jérôme ha perso l’uso dell’occhio destro.

L’Atto 12 ha riguardato principalmente la condanna della violenza della polizia ed è stato dedicato a Jérôme. L’Atto 13 ha visto la mano di un Giubbotto Giallo spappolata da un candelotto lacrimogeno. I media non hanno mai detto alla gente che queste granate a dispersione sono caricate con TNT. Non hanno mai mostrato il filmato e hanno definito l’incidente una “lesione minore,” accusando persino il manifestante di essersi avvicinato alla granata.

L’Atto 14 era stato quello in cui il ratto sionista Alain Finkielkraut aveva ricevuto il “saluto” dei Giubbotti Gialli, dopo di che i media avevano iniziato a gridare senza sosta all’”antisemitismo.” Dopo questo fatto non ho potuto guardare la TV per giorni, il livello di manipolazione sociale faceva venire il vomito. In sostanza, tutti i canali cercavano di dire che tutti i Giubbotti Gialli erano dei sostenitori dell’Olocausto.

Gli Atti 15 e 16 erano stati diversi, nel senso che i Giubbotti Gialli avevano deciso non rendere più note in anticipo le loro proteste e di dar vita manifestazioni anche non autorizzate. Purtroppo, questa tattica non ha avuto molto successo da quando la polizia ha iniziato ad utilizzate tattiche divisorie ed è riuscita a contenere e a paralizzare i Giubbotti Gialli. Sembravano quasi pecore che venivano radunate nelle strade dalla polizia.

Posted by Ollie Richardson on Sunday, February 24, 2019

L’atto 17 avrebbe dovuto essere un sit-in di 3 giorni a Parigi. Purtroppo, il venerdì la polizia aveva già sventato i piani e aveva impedito la creazione di una tendopoli sotto la Torre Eiffel. La marcia del sabato seguente è stata fermata abbastanza facilmente dalla polizia (ero con i Giubbotti Gialli quando erano stati bloccati dai CRS [Compagnie républicaine de sécurité ]).

Posted by Ollie Richardson on Saturday, March 9, 2019

Questo, in realtà, è stato un aspetto positivo perché ha fatto ritornare Giubbotti Gialli  alle origini, quando avevano molto più impatto. Si è capito che il formato delle proteste doveva cambiare, poiché era diventato vecchio e facile per la polizia da anticipare. Il piano iniziale per l’Atto 18 era quello di circondare il Palazzo dell’Eliseo da 4 direzioni con una mobilitazione di massa.

All’ultimo minuto (le 10 di sabato mattina), Macron era stato colto di sorpresa perchè tutti i Giubbotti Gialli si erano riuniti sugli Champs Elysees. Conoscete il resto: la protesta più violenta dagli Atti 1 e 2. Per ulteriori informazioni guardate il mio album su Facebook:

Posted by Ollie Richardson on Saturday, March 16, 2019

Ora che ho fatto una cronologia di base (ho solo menzionato gli eventi più importanti, la maggior parte verificatisi a Parigi), risponderò ora ad alcune domande che mi sono posto da solo e poi dirò che cosa ne penso di tutto questo.

Domanda: “Quante persone si sono presentate per l’Atto 18 a Parigi?”

La mia risposta: non lo so esattamente, ma è stato simile agli Atti 1 e 2, quindi almeno 10.000. Il sindacato di polizia parla di 290.000 persone che hanno protestato in tutto il paese, mentre quel propagandista del Ministero dell’Interno dice 14.000 (haha). La polizia antisommossa (CRS) non aveva comunque nessuna possibilità, la rabbia dei Giubbotti Gialli era come un vulcano in eruzione.

Domanda: “Per quanto ne sai, è successo anche in altre città francesi?”

La mia risposta: è successo in tutte le città più importanti. A Tolosa c’è sempre una grande partecipazione, così come a Nantes. C’è stato anche il blocco delle strade a pedaggio, delle rotatorie, degli accessi agli aeroporti, ecc.

Domanda: “Perché non se parla affatto in tutti i notiziari statunitensi?”

La mia risposta: perché mette a nudo la truffa della “democrazia” e ai “partner,” come l’Ucraina, mette addosso una fifa blu, dal momento che si rendono conto che è la loro gola quella che gli Anglosassoni taglieranno subito dopo.

Domanda: “Hai notato qualche grado di organizzazione tra i manifestanti o è ancora solo gente che si riunisce, gironzola un po’ e ritorna a casa?”

La mia risposta: c’è un’organizzazione centrale, certo. La polizia fa del suo meglio per mettere trappole, ma i Giubbotti Gialli hanno un sistema di comunicazioni interno. Faccio un esempio: la notte del 15 marzo la polizia pattugliava tutte le autostrade che portano a Parigi. Era stato quindi diramato un importante comunicato tra i Giubbotti Gialli, dando informazioni su quali percorsi si trovasse la polizia e a che ora. Lo stesso per le chiusure delle stazioni della metropolitana.

Domanda: “Credi che ci siano altri gruppi tra i manifestanti che portano più violenza nelle proteste di quanto non succedesse prima? O, in altre parole, i manifestanti sono stati infiltrati al fine di screditarli?”

La mia risposta: per l’Atto 18 c’è stata solidarietà. Ma per i primi atti i Giubbotti Gialli non erano troppo a loro agio con i “Black Block” presenti, perché non volevano essere etichettati dai media come distruttori/teppisti. Ma i GG hanno imparato presto che i media li demonizzano comunque, anche se sono pacifici, quindi è meglio non stare al gioco di Macron. Ci sono state volte in cui i poliziotti hanno indossato il giubbotto giallo e hanno finto di essere dei manifestanti. In giro ci sono anche poliziotti in borghese. Inoltre, ci sono poliziotti che fingono di essere “Black Block”. Quindi sì, l’infiltrazione c’è. Ma nulla potrebbe fermare quello che è successo il 16. La foto qui sotto, scattata a Parigi da un fotografo della Reuters, è del 16 marzo (Atto 18) e mostra un poliziotto in incognito che indossa un giubbotto giallo.

Domanda: “Qual è la tua stima della percentuale di sostegno che i GG hanno nella nella popolazione francese?”

La mia risposta: la macchina mediatica per l’intrattenimento/lavaggio del cervello ha fatto molti danni nel corso degli anni. Direi che per ogni 3 persone c’è 1 sostenitore. Questa è ancora una buona percentuale, considerando le circostanze e la demonizzazione continua da parte della TV.

Domanda: “Le forze dell’ordine, la polizia e le istituzioni sono compatte o c’è dissenso anche tra loro?”

I giubbotti gialli sono piuttosto perplessi sul motivo per cui non c’è un numero maggiore di diserzioni fra le forze di polizia. C’è il problema dei suicidi tra gli ufficiali, e sono sottopagati. Alcuni sindacati sono pro-GG. In generale, alla polizia piace essere derubata da Macron, la classica sindrome di Stoccolma.

Ora farò alcune considerazioni.

Parliamo di cosa è successo il 16 (atto 18) in modo più dettagliato. Sono arrivato agli Champs-Élysées verso le 10:15. Ho notato subito che la polizia antisommossa (CRS) aveva interrotto la strada a metà con una fila di camion, come durante l’atto 17. Ma, circa 10 minuti dopo, avevano spostato i camion e il cannone ad acqua nelle strade laterali, in modo che si trovassero di fronte alla strada, invece che al suo interno. Questo era strano. Era come se avessero consegnato la strada ai GG su un vassoio d’argento e senza resistenza. Forse preferivano tentare un accerchiamento, invece di scontri in linea. I primi tafferugli sono avvenuti vicino all’Arco di Trionfo. Cubetti di porfido/pietre sono stati lanciati contro i camion e le autoblindo dell’UE che erano parcheggiati lì. C’è stato un continuo lancio di gas lacrimogeni. Non era stato ancora danneggiato nessun negozio.

Posted by Ollie Richardson on Saturday, March 16, 2019

Si deve capire che, dopo i primi atti, Macron aveva dato l’ordine di utilizzare una miscela più potente di gas lacrimogeno. E, di solito, ci sono unità mobili antiterrorismo (BAC) in standby, pronte ad inseguire i Giubbotti Gialli e a trarli in arresto. Sugli Champs-Élysées non c’era nessuna unità BAC, probabilmente perché avrebbero avuto la peggio. Dopo che un tentativo di proseguire lungo una delle strade perpendicolari all’AdT [Arc de Triomphe] era fallito (bloccato dalla polizia), i GG erano ritornati all’AdT, per poi dirigersi verso gli Champs-Élysées. Ed è qui che erano iniziate le distruzioni. C’era la polizia che bloccava tutte le strade laterali, lanciando gas lacrimogeni ogni 30 secondi. In uno dei video che ho registrato si può vedere perché i CRS avevano preferito rimanere a distanza. Non avrebbero avuto nessuna possibilità. Sono quasi sicuro che, se non si fossero ritirati, in quel momento qualche poliziotto avrebbe potuto lasciarci le penne. I sanpietrini cadevano su di loro come proiettili di artiglieria. Tra l’altro, ho smentito qui la falsa notizia sull’incendio del ristorante Fouquet, i media devono ancora ammettere la verità, preferendo invece darne la colpa ai Giubbotti Gialli.

Posted by Ollie Richardson on Saturday, March 16, 2019

Mi ricordava molto il Maidan, nel senso che i poliziotti facevano da bersaglio, e sembrava che niente al mondo potesse disperdere i manifestanti. I GG avevano occupato gli Champs-Élysées e tutto quello che la polizia poteva fare era provare ad ammassare la gente come pecore, con l’uso dei gas lacrimogeni. La salvezza per la polizia era stata che i GG erano riusciti ad uscire da una strada laterale, abbandonando gli Champs-Élysées. La rivolta di 2 ore in 2 km era così iniziata, strada dopo strada. I “Black Block” avevano distrutto tutto, a sinistra, a destra e in mezzo. Ci sono molte cose che non ho filmato perché non ci tenevo ad essere considerato della parte sbagliata. L’ultima cosa di cui avevo bisogno era un telefono distrutto perché sospettato di essere un poliziotto sotto copertura (come Benalla). Clienti e turisti guardavano tutto a bocca aperta.

L’incidente della macchina della polizia è stato veramente pazzesco. Hanno trovato una macchina della polizia abbandonata in strada, l’hanno fracassata e le hanno dato fuoco. Poi, in pochi secondi, l’elicottero della polizia che sorvegliava dall’alto ha dato l’allarme e sono arrivati i poliziotti sulle moto. La fuga è stata frenetica.

Posted by Ollie Richardson on Monday, March 18, 2019

Ero appena entrato in un normale negozio per comprare qualcosa da mangiare, quando erano arrivati i “Black Block” e avevano iniziato a distruggere quello di fianco. Il proprietario del negozio aveva abbassato in fretta la saracinesca e non mi aveva lasciato uscire per 5 minuti. Ritrovare il corteo non era stato difficile, era bastato seguire la scia di vetri rotti.

Ora parlerò dei “Black Block.” Sono solo i tipici elementi urbani impoveriti, con scarsa istruzione e frustrazione ai massimi livelli. Sono solidale con loro, dal momento che i trascorsi del colonialismo francese sono spaventosi e Macron non fa nulla per dar loro una qualche speranza.

Ci sono alcuni quartieri di Parigi dove neanche la polizia osa entrare. Laggiù le bande lanciano bottiglie molotov contro le macchine della polizia, anche con i poliziotti dentro. “No-go zone” è un eufemismo. Ci sono luoghi in cui è normale l’uso dei fucili d’assalto per regolare i conti. Una cosa fondamentale, che ha contribuito alle violenze dell’Atto 18 è descritta qui. Come conseguenza, le strade di Grenoble erano state una zona di guerra per 3 notti consecutive, per questo episodio di brutalità da parte della polizia.

Non sono d’accordo nemmeno nel dare loro un’etichetta. Alla fine, sono cittadini francesi, vittime della politica di genocidio sociale del governo. Sono la generazione perduta, che può solo aspettarsi di fare da schiava per l’élite. Anche loro sono esseri umani e non dovrebbero essere disumanizzati, che è poi la tattica principale dei media nei confronti dei Giubbotti Gialli. I GG non hanno dichiarato di essersi uniti ai “Black Block” e probabilmente non lo faranno, dato che i media non aspettano altro, ma ora è chiaro che i Giubbotti Gialli hanno bisogno di un’ala di potere (силовое крыло). Il 16, i “Black Block” e i GG hanno lavorato insieme perché entrambi sono in modalità sopravvivenza. Entrambi sono contro Macron/il sistema ed entrambi comprendono che essere “pacificati,” mentre il governo continua a saccheggiare, a tormentare in modo fisiologico e a liberalizzare/globalizzare la “plebs” è come prendersi per le caviglie e dare a Macron la vaselina.

L’adozione da parte di Macron della cosiddetta legge “anti-casseur” (per approfondire leggete qui) è stato un patetico tentativo di vietare indirettamente le proteste. Ai media piace etichettare tutti i Giubbotti Gialli come “teppisti,” in modo che gli elettori ultra-liberali di Macron prendano le distanze dai GG. Come ho già detto, i Giubbotti Gialli avevano tentato la via pacifica, ed era stato come pisciare nel vento. Ironia della sorte, Macron aveva annullato l’aumento della tassa sul carburante e aveva aumentato il salario minimo proprio quando i giubbotti gialli erano ritornati ad essere violenti, a novembre/dicembre.

Aveva pensato che i GG avessero perso lo slancio a causa del “grande dibattito.” Si sbagliava di molto. La violenza è “corretta?” Il problema è che i media usano le immagini per provocare reazioni emotive. I media mostrano mai il regime Macron mentre saccheggia le tasse e le pensioni della gente? No. Fanno vedere le armi francesi che vengono utilizzate per massacrare i bambini siriani? No. Evidenziano tutto quello che dovrebbero, se davvero lavorassero per la gente? No. Lavorano esclusivamente per gli oligarchi e le lobby.

Sono stati Macron e i suoi predecessori neoliberisti ad usare la “violenza” come regola di ingaggio, non i Giubbotti Gialli. I GG hanno ora un’altra scelta? Il costo della vita continua a peggiorare, quindi, che cosa dovrebbero fare, tenendo presente che i figli rimpatriati dei militanti dell’ISIS ricevono cure migliori? Dovrebbero provare a cambiare le cose attraverso le urne? Non funziona, si prega di fare riferimento alla Catalogna. E allora, che cosa accadrà adesso? Nel prossimo futuro sono in previsione proteste ancora maggiori, Il Primo Maggio sta arrivando, quindi aspettatevi qualcosa di grosso in programma per quel giorno; sono possibili manifestazioni di massa; si verificheranno anche altri efficaci atti di interdizione, che terrò segreti. I media continueranno a marchiare i giubbotti gialli come teppisti che rovinano gli affari. Quindi, i Giubbotti Gialli diventeranno sempre più militanti. Macron potrebbe tentare una debole riduzione delle tasse, una specie di “concessione,” ma potrebbe anche non farlo, dal momento che non cambierebbe nulla.

A maggio si sono anche elezioni europee, che i Giubbotti Gialli vogliono sabotare per impedire al partito di Macron di ottenere voti. Qui non è stato ancora deciso quale sia il miglior modo di agire, ma si è concordato che le schede bianche sono una cattiva idea. Nel lungo termine: se gli eventi continueranno a seguire questo corso, allora una guerra civile non è da escludere. Questo non è un conflitto su base etnica. Questo scontro riguarda il sistema di governance. Ciò che vogliono i Giubbotti Gialli è radicalmente diverso dal neoliberismo e dai principi dell’UE. È come tirare di colpo il freno a mano mentre si viaggia in autostrada. Forse, all’inizio, i Giubbotti Gialli avevano pensato che con qualche protesta violenta avrebbero raggiunto gli obiettivi, ma, col tempo, hanno iniziato a rendersi conto della gravità della situazione. L’Atto 18 ne è una testimonianza: un’improvvisa liberazione di energia per mantenere in vita il movimento, per combattere le aggressive modalità di PR di Macron (ora i media stanno parlando di nuovo dei Giubbotti Gialli, anche se in modo distorto). Cose come “RIC” e “Frexit,” al momento sono solo dei concetti. L’attuazione della prima è difficile poiché il parlamento è concepito in modo tale da impedire la decentralizzazione del potere. Quest’ultimo dipende dall’attività del primo.

In definitiva, questo è un esempio di guerra di quarta generazione. In linea di principio, è già una guerra civile, sullo sfondo del tardo capitalismo/liberalismo. Se si applica la teoria della Gestalt, allora la velocità con cui le informazioni vengono trasmesse e i processi industriali sono l’unica ragione per cui queste sembrano solo le “proteste” del sabato e non una guerra permanente. In realtà, la società francese è frammentata come, per esempio, quella sudanese. E gli eventi in Siria-Ucraina-Venezuela-Iraq-Yemen, etc agiscono come un ulteriore boomerang, che ritorna rapidamente in Francia, perseguitandola tutti i sabati.

I Giubbotti Gialli rappresentano questa perdita di sincronicità all’interno del motore europeo. Quando Trump era stato eletto, la ritirata del globalismo aveva iniziato ad accelerare. Macron sta cercando di invertire questo processo. Ad esempio, sta per privatizzare gli aeroporti. Un’ulteriore complicazione è che i GG non amano la politica di partito e quindi non voteranno per la Le Pen, che considerano un prodotto del sistema. Quindi abbiamo un’impasse come quella nel Regno Unito, dove la volontà popolare non conta nulla e la società è estremamente frammentata. Questa è la conseguenza dello spiegamento degli S-400 in Siria. Ha causato la frammentazione del blocco occidentale (dal momento che la sopravvivenza del capitalismo dipende dal saccheggio della ricchezza delle altre nazioni) e quindi la nave ora sta imbarcando acqua. Ma i GG dovrebbe provare a prendere il timone e salvarla? La mia risposta: non si può costruire un nuovo sistema senza demolire completamente quello vecchio. La Francia non è riuscita a farlo nelle sue precedenti rivoluzioni. Il feudalesimo è rimasto. Quindi, le contraddizioni salgono nuovamente in superficie. Tuttavia, a quei tempi non avevano a che fare con l’UE e le armi nucleari degli USA.

La mia conclusione è che la maggior parte dei Francesi sono completamente inconsapevoli della realtà in cui il paese ora si trova e pensano di poter continuare normalmente le loro vite. Pensano che i Giubbotti Gialli siano dei terroristi e inconsciamente li hanno già disumanizzati. Mettono la testa sotto la sabbia come fosse un meccanismo protettivo, perché non vogliono assumersi la responsabilità del proprio destino e preferiscono che qualcun altro faccia tutto, è l’infantilismo   imposto alla Francia dall’America. Dopotutto, l’altro burattino degli Anglosassoni come Macron, Adolf Hitler, aveva passeggiato liberamente per Parigi, senza trovare nessuna resistenza. Questo non era accaduto a Mosca. Ma, con la creazione di RT France, che diventa sempre più popolare in maniera esponenziale, c’è almeno un raggio di luce. So che i Giubbotti Gialli hanno scelto RT e Sputnik come standard per i loro mezzi di informazione di massa, e so che i propagandisti come BFM, CNEWS, LCI, FranceInfo, France24, ecc. stanno sudando, mentre pensano ai loro indici di ascolto che vanno a zero. Questo significa che i decennali strumenti dell’egemonia anglosassone stanno perdendo la loro efficacia e che la finestra di Overton si sta ridimensionando.

Con la situazione economica nazionale/globale (occidentale) che diventa ogni giorno più grave, con sempre più migranti che aumentano il carico già paralizzante sulle spalle dei contribuenti e una scarsa istruzione che produce dei giovani zombi, la situazione è destinata ad esplodere, prima o poi. Quanto catastroficamente? Questa è la domanda da un milione di euro. Come dicono i Giubbotti Gialli: On Lâche Rien! Non abbiamo nulla da perdere!

Concluderò questo articolo con la dichiarazione dei Giubbotti Gialli dopo le violente proteste del 16 marzo, che ho tradotto e pubblicato qui.

#MacronDemission

Ollie Richardson

Fonte: stalkerzone.org
Link: https://www.stalkerzone.org/inside-the-yellow-vests-what-the-western-media-will-not-report/
18.03.2019
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.