Covid e Ucraina: l’esportazione della Demonocrazia

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di Marco Toti

Come da noi implicitamente sostenuto in altra occasione, Putin e Kirill, ben più che l’Ucraina, temono a ragione l’happy hour e tutti i connessi, mefistofelici parafernalia di Occidente: il capitalesimo, fondato sulla rottura dei vincoli comunitari e sull’adorazione di una vaga deità oziosa chiamata “mercato”, poi “mercati” (ordo ab chao) [1], è una forza infera, onnivora, “magica”, che tutto trangugia e corrode, rivomitandolo poi come il suo opposto (Chiesa cattolica, comunismo, sodomia organizzata). D’altra parte, lo stesso K. Marx, autentico demonologo, indicava nell’unico bene di proprietà della collettività, nei regimi capitalistici, il debito pubblico; e non dimenticava di sottendere che il capitalismo medesimo, in quanto radicale parassitismo, costituiva sostanzialmente una evocazione di demoni.

Come tutte le evocazioni officiate a regola d’arte, anche questa è rituale: e la forma del rito specifica del capitalesimo, sul piano “exoterico” [2], è lo spettacolo, ossia, etimologicamente, l’atto del guardare una rappresentazione, controparte speculare del circuito produzione-consumo, sempre più monotono, insensato, veloce ed onnipervasivo (in quanto tale naturale generatore di depressione e proteiformi patologie psichiche): oggi anche i sentimenti si “consumano”, estenuandosi in una diuturna dissipazione delle energie psichiche [3]. Lo spettacolo, in ambito politico, è la dialettica parlamentare, forma del dominio borghese che prosegue nel talk show (“Porta a porta”, ad esempio, fu soprannominata “terza camera” del Parlamento), e che oggi è particolarmente spregiata dall’”incappucciato della finanza”, che, “espettorato da un caveau di banca” (F. Grimaldi dixit), predilige forzature procedurali al limite della costituzionalità e le consulenze della McKinsey, che gli scrive (non solo a lui) anche le sceneggiature da rappresentare poi sulla scena mediatica [4].

Il 1969 ha costituito un turning point cruciale nell’ambito della “civiltà occidentale”: viene promulgata la “nuova messa”, nasce internet, dalla rivoluzione sessuale si procede allo sdoganamento della omosessualità e della pornografia [5], il “caso Manson” spegne ogni utopia hippie [6]: l’uomo conquista la luna ma finisce col perdere definitivamente se stesso. In particolare, con internet, inizialmente rete ad uso militare, si apre la via a quella società, prima “liquida” e poi “gassosa”, fondata su una virtualità che tende alla polverizzazione degli antichi legami comunitari: in ultima analisi, ad un autismo socialmente disseminato. L’”immaginazione al potere” non è solo lo slogan della controcultura, ma anche di certi scienziati, psichiatri e informatici (lo “stay foolish” di S. Jobs, che peraltro era un hippie e cofondò la Apple, il cui simbolo è una mela morsicata): vi è una linea di continuità, riteniamo, tra ideologia hippie e sviluppo negli anni ’70 dell’informatica (che nasce anche come strumento di raccolta di dati mediante procedure automatizzate). D’altro canto, una ritualità succedanea, tendenzialmente priva di distinzione tra “sacro” e “profano”, ha sostituito quella classico-occidentale della Messa, del teatro, del processo – in cui il celebrante è sempre uno, nettamente separato dal “pubblico” -, riformulando e invertendo le strutture tradizionali ad uso e consumo della nuova Weltanschauung: la coscienza mediatizzata, appendice del cellulare e dello schermo, integra perfettamente le costruzioni artificiose della nuova messa (attivismo) e dello spettacolo mediatico (in cui lo “spettatore”, passivo, non guarda ma è guardato), di cui la dialettica parlamentare (il “dibattito”, il “dialogo”) è un aspetto banale ma significativo, e comunque pressoché idolatrato. La teatralizzazione del covid (le bare di Bergamo [7] trasportate dai camion militari, le immagini di sofferenza che in sé non provano nulla, se non la sofferenza medesima, quelle degli “eroi”, medici ed infermieri, l’emotività eretta a criterio di giudizio) e la repentina sostituzione dei virologi con i militari e dei cd. “novax” coi “putiniani”, stante la identica struttura del format, confermano questa interpretazione.

L’opera di ristrutturazione antropologica degli occidentali sembra ormai a buon punto: non si può fumare in un locale pubblico, ma si può abortire senza motivo (anche al nono mese, e oltre [8]); qualche tempo fa si poteva entrare in tabaccheria per acquistare generi di conforto che, secondo lo Stato che ne ha il monopolio, “uccidono”, ma senza lasciapassare verde non si poteva lavorare, ritirare la pensione o farsi visitare da un medico; oggi si devono assolutamente “salvare le vite” di immigrati e ucraini, ma non degli italiani che muoiono sotto casa, magari per aver perso il lavoro a causa di un’influenza mal gestita (?). In questo senso, il covid è stato funzionale al rafforzamento di un ”totalitarismo libertario” globale fondato sul terrore di morire da soli, ed ha costituito una ”guerra percepita” prodromica a quella reale in Ucraina (iniziata però nel 2014!), le cui responsabilità non paiono poter essere attribuite a Putin [9]. In ultima analisi, si deve convivere col “virus” (e con la guerra): i termini ubiqui “resilienza”, “riduzione” e “contenimento” lo attestano chiaramente. La nostra, duole ammetterlo, è divenuta una società fondata sulla idolatria della sopravvivenza, una riedizione “sanitarizzata”, con la ipocrita pietà del grasso umanitario, dell’hobbesiano homo homini lupus, da applicare sulle masse mediatizzate [10]. L’uomo non è più tanto una merce da sfruttare sul mercato, quanto un numero da sorvegliare tramite la elargizione dei “diritti civili” (“libertinismo di massa”, come asseriva A. del Noce) ed una onnipervasiva burocrazia digitale:

“la Bestia è un numero, e ci trasforma in numeri” (J. Ratzinger).

In questo senso, la “guerra” in Ucraina, oltre che geopolitica, è anche culturale e spirituale: ma, a ben guardare, costituisce anche un conflitto politico-economico contro ciò che resta dell’Europa, oltre che “metasociale” contro la Russia, rea di aver approvato quasi dieci anni fa una legge contro la propaganda dei rapporti sessuali “non tradizionali”, che ha “lo scopo di proteggere i minori dalle informazioni che promuovono la negazione dei valori tradizionali della famiglia”. L’accettazione dei diritti LGBTQIA+, tutelati da Zelensky (ma non sappiamo quanto dai ministri ucraini neonazisti e dalla loro appendice militare, il famoso battaglione Azov), è non a caso condizione necessaria per la concessione dei fondi del “Recovery Plan” da parte dell’UE: la devozione all’omosessualismo [11], come ben detto dal patriarca Kirill, è il test di verifica dell’appartenenza all’”impero globale” [12]. Qui la furia ideologica risulta stranamente sostenuta da giganteschi emolumenti elargiti dalle più potenti oligarchie occidentali [13].

L’Ucraina, stato fantoccio con una proporzione tra reddito procapite e armamenti da repubblica centrafricana, si presta benissimo a costituire un ulteriore “laboratorio sociale” per il giudeomassonismo a trazione statunitense: neopaganesimo/satanismo [14] e mondialismo sono le diverse facce di un’unica medaglia “tecnolibertaria”, che i mainstreamers prezzolati definiscono “democrazia”. Anche Zelensky, che non è un’aquila ma prosegue con un certo successo la sua carriera di saltimbanco, ha espresso icasticamente il suo punto di vista:

“la Russia è il covid, e le armi sono il vaccino” [15].

C’è una continuità, non solo “ideologica”, tra i due fenomeni della cosiddetta “pandemia” e della “guerra”. É noto che il Pentagono stilò un contratto in Ucraina per la ricerca sul covid-19, che faceva parte di un accordo molto più ampio per un “Programma di riduzione della minaccia biologica in Ucraina”, mesi prima che il virus fosse “identificato” come tale [16]; Victoria Nuland, la lobbista ebrea regina dei neocon, ha ammesso al Congresso: “L’Ucraina ha centri di ricerca biologica […] di cui le truppe russe potrebbero prendere il controllo” (dicendosi “preoccupata” per questo, si è contraddetta, visto che ha anche affermato che tale ricerca era solamente “a scopi difensivi”; inoltre, tali scopi sottendono evidentemente la guerra biologica, dato che la ricerca “implica la creazione di agenti patogeni più pericolosi con il presunto scopo di trovare trattamenti contro di essi”: tutto, in questo campo, è “a doppio uso”) [17]; senza considerare che la stessa Nuland parlò di “bioarmi” [18], probabilmente, insieme ai motivi “geopolitici” e “territoriali”, la vera ragione dell’”invasione” russa. Chi meglio di lei, che distribuiva biscottini nell’imminenza di un colpo di stato telecomandato da Washington?

Tutto ciò è confermato da un rapporto ufficiale, diramato dall’Ambasciata russa in Italia, secondo cui “durante l’operazione militare speciale, sono stati sequestrati documenti che dimostrano che l’USAID e il suo principale appaltatore, ‘Labyrinth Ukraine’, dal 2019 partecipano al programma biologico militare statunitense […]. È stato accertato che ‘Labyrinth Ukraine’ è una divisione della società statunitense ‘Labyrinth Global Health’ e che i suoi fondatori sono ex dipendenti di ‘Metabiota’, partner chiave del Pentagono nel settore biologico militare. ‘Labyrinth Ukraine’ è stata coinvolta nei progetti U-PI-9 e -10, che hanno studiato la diffusione della peste suina africana in Ucraina e nell’Europa orientale […] nell’ambito del programma di riduzione della minaccia biologica del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, una delle aree di ricerca intraprese da ‘Labyrinth Global Health’ era lo studio dei coronavirus e del virus del vaiolo delle scimmie. Vediamo quindi una chiara tendenza: gli agenti infettivi che rientrano nella zona di interesse del Pentagono diventano successivamente pandemici, producendo benefici economici alle aziende farmaceutiche statunitensi e ai loro protettori, i leader del Partito Democratico degli Stati Uniti” [19].

Il fondatore di Metabiota, Nathan Wolfe – altro eschimese, che riceve finanziamenti, tra gli altri, dalla Cia, dalla Difesa americana e da Hunter Biden [20], ed è in corrispondenza di amorosi sensi con il World Economic Forum -, era amico di J. Epstein, notorio organizzatore di traffici di pedofilia internazionale che desiderava creare, tra l’altro, una “razza sovrumana”. Metabiota si presenta, sul suo profilo Linkedin, come una società di assicurazioni che “support[s] decision makers across government and industry to make data-driven decisions. We work to estimate, mitigate, and manage epidemic risk, supporting global health security and sustainable development. We provide data, analytics, advice, and training to prepare for global health threats and mitigate their impacts”. Wolfe fa anche parte, dal 2004, del comitato editoriale di EcoHealth Alliance, una ONG con la “mission” (dichiarata) di proteggere ambiente, animali e persone dalle malattie infettive emergenti; nel 2017, ha anche scritto uno studio sui coronavirus nei pipistrelli insieme al presidente di EcoHealth Alliance, Peter Daszak. EcoHealth Alliance ha lavorato a stretto contatto con il Wuhan Institute of Virology; uno dei consiglieri politici di EcoHealth Alliance è David Franz, un ex comandante di Fort Detrick, la principale struttura di “biodifesa” gestita dal governo USA. Inoltre, la collaborazione ucraino-americana per lo studio di agenti patogeni in grado di trasformarsi in armi è gestita dalla DTRA (Defense Threat Reduction Agency, un dipartimento della Difesa statunitense), che finanzia Metabiota, a sua volta gestita da un leader del World Economic Forum con stretti legami personali con l’unica persona – Daszak! – sospettata di essere un attore chiave nella creazione della SARS-CoV-2, un intermediario tra il NIH (National Institute of Health) ed il Wuhan Institute of Virology, oltre che un attore centrale nell’insabbiamento della teoria dell’”incidente” di laboratorio. Pure, Metabiota è finanziariamente sostenuta dalla società di investimento di Hunter Biden, che ha raggranellato uno stipendio a sei cifre da una compagnia del gas ucraina senza fare nulla, se non fornire alla causa il suo “nome importante” [21].

Secondo J. Tritto – docente universitario, ricercatore e presidente della World Academy of Biomedical Sciences and Technologies, istituzione sotto l’egida dello UNESCO: difficilmente lo vedremo da Myrta Merlino, adusa ai lacché, agli esaltati ed ai guitti [22] -, il virus è una “chimera”, un’arma batteriologica (cfr. la “gain of function” transumanista) contro cui si è voluto sviluppare un “non vaccino” (un farmaco) che induce un covid non letale [23]; Tritto ha annunciato in merito una denuncia per crimini contro l’umanità, che presto presenterà alla Corte dell’Aja [24]. Come nel caso dei computer, si creerebbe quindi il virus, per poi approntare un antivirus che, a sua volta, svilupperebbe un virus “controllato”: ciò, con fine di lucro, di sperimentazione, di “gioco”, di controllo, di “distruzione creativa” [25]. Si tratta di un’ideologia, di cui il bombardamento a tappeto, le bombe al fosforo, la chemioterapia, il “vaccino”, lo “spettacolo dei diritti” sono manifestazioni concrete ed “exoteriche”. L’esperto di armi biologiche Francis Boyle, che ha redatto il Biological Weapons Anti-Terrorism Act del 1989, ha sottolineato che la maggior parte dei laboratori BSL-4 (quelli a più alto livello di “biocontenimento”) sono a duplice uso: “prima sviluppano l’agente di guerra biologica offensivo e poi sviluppano il presunto vaccino” [26].

Ora, la tesi di una relazione tra “pandemia” e “guerra”, del loro carattere “intenzionale” e soprattutto, per quanto concerne gli intenti di questo breve articolo, della relazione tra provocazioni “biologiche” e “invasione” dell’Ucraina, assume una coerenza che ci pare solida. Temiamo però che, quando giungerà la grande carestia, il popolo italiano – se mai ne è esistito uno – continuerà imperterrito a compulsare, magari ancora addobbato con mascherina e bandierina, i risultati dell’Isola dei Famosi.

Marco Toti

Note:
[1] Sul tema si può vedere l’ottimo R. Marchesini, Liberalismo e cattolicesimo. I mercanti nel tempio, Milano 2021. L’economia capitalistica nasce dalla “protestantizzazione” del cattolicesimo, ovvero dall’allentamento di quei vincoli morali precedentemente ritenuti intangibili (si pensi all’usura, che costituisce un non lavoro fondato sul tempo): in una parola, dal “modernismo ascetico”, che ha anche una dimensione “esoterica” (su ciò cfr. G. Ambrosini, Occultismo e modernismo, Bologna 1907). La civiltà moderna è tutta costruita sul tentativo di dominare il tempo (anche con gli attuali tentativi di “invertirlo”) e lo spazio.
[2] Le “parole d’ordine”, che sono anche chiavi di accesso al sistema (sorta di “parole di passo”), hanno un significato invertito, dal punto di vista “esoterico”, rispetto a quello loro proprio ad uso delle masse. Ad esempio, il tanto decantato “progresso” non è che una progressione fondata sulla negazione pervicace del senso del limite: l’“atmosfera” psichica del mondo moderno è orientata ad un regresso sostanzialmente tecnico-tribalistico. Ipotizziamo inoltre – non ne mancano di certo le prove! — che il rituale “segreto” delle élites globaliste non sia estraneo ai peccati del settimo (terzo girone) e del nono cerchio: è certamente un caso, tra l’altro, che la sede del parlamento EU sia anche a Bruxelles, uno dei centri della pedofilia internazionale (mentre i vicini Lussemburgo ed Olanda costituiscono importanti fortini della dissoluzione finanziaria e drogastico-orgiastica). Sul tema v. https://www.corrispondenzaromana.it/cenni-su-androginia-omosessualita-iniziatica-diavolo/: la coniunctio oppositorum predicata dall’alta massoneria si realizza eminentemente nel transessualismo, nel Carlo di “Petrolio” (Pasolini) e nei serial killer (“compartimentalizzazione”): una “via della mano sinistra” che, in presenza di circostanze favorevoli, fa accedere alle “stanze dei bottoni”. Queste connessioni sono particolarmente esplicite in M. Mieli, La gaia critica. Politica e liberazione sessuale negli anni settanta, ed. digitale Venezia 2019, ove il campione italico dell’ideologia LGBT e degli studi di genere, suicidatosi nel 1983, per l’appunto afferma di essere un “adepto della via della mano sinistra” (p. 309) e collega l’omosessualità e la sodomia (“passaggio attraverso il fuoco”, “la fase iniziatica essenziale dell’ermafroditismo”) alla “magia”, al “patto col Diavolo”, che è “androgino” e che dà “una vera amicizia omosessuale” (p. 141); inoltre, il “segreto chiave” dell’alchimia sarebbe la “coprofagia” (Il risveglio dei faraoni, Milano 1994, p. 21). Mieli, che pregava il diavolo (p. 190), rivela inoltre: “a livello occulto esiste un giro omosessuale […] In questo libro [il suo appena citato “romanzo autobiografico”, in cui emerge uno gnosticismo non originale ma esplicito] parlo di alcune persone sotto pseudonimo che partecipano a questo tipo di giri […] C’è una massoneria esterna e una massoneria interna, appunto bisogna distinguere tra le due […]” (p. 301). L’omosessuale milanese non disdegnava neppure la pedofilia: “Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l’Edipo, o il futuro Edipo,  bensì l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros [cfr. J. Money], possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra [sic!],  nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica. La società repressiva eterosessuale costringe il bambino al periodo di latenza, ma il periodo di latenza non è che l’introduzione mortifera all’ergastolo di una ‘vita’ latente. La pederastia, invece, è una freccia di libidine scagliata verso il feto’ (Elementi di critica omosessuale, Torino 1977, p. 62). Si noti, oltre alla ultima, terribile frase, l’enfasi sul “noi”, che esclude il “voi”, composto di eterosessuali “educastranti”, confermando il carattere profondamente settario della congrega LGBT. Il Circolo Mario Mieli gode di abbondanti sovvenzioni pubbliche.
[3] A questo proposito, riteniamo che l’effimero, l’ingannevole a fondamento della “civiltà occidentale” produca un meccanismo di illusione-delusione che è talora causa del “male di vivere”.
[4] L’anima del capitalismo è la pubblicità, ossia l’immagine “sintetica” che, elaborata da un esercito di psicologi e specialisti del marketing, penetra nell’inconscio. Sul tema cfr. il classico V. Packard, I persuasori occulti (1957), tr. it. Torino 2015.
[5] Cfr. E.M. Jones, Libido dominandi. Sexual Liberation and Political Control, South Bend 2000, che mette bene in evidenza come la pornografia implichi una transazione economica non difforme dal traffico di stupefacenti, in quanto entrambi fondati sulla compulsione. La cd. “libertà sessuale” è in realtà una forma di controllo sociale: chi controlla le passioni, controlla l’uomo.
[6] https://www.youtube.com/watch?v=-faEwDkZ8d8. Sul tema si veda l’eccellente M. Iannaccone, La rivoluzione psichedelica. La CIA, gli hippies, gli psichiatri e la rivoluzione culturale degli anni sessanta, Milano 2020 (2. edizione).
[7] Che hanno conferito, insieme all’incarico del gen. Figliuolo quale commissario straordinario ed al mantra “siamo in guerra”, un’atmosfera “militare” a ciò che si decideva in “cabina di regia”, in questo senso costituendo un preludio ai fatti ucraini.
[8] https://www.ricognizioni.it/aborto-fino-al-giorno-della-nascita-ecco-il-valori-che-loccidente-difende-in-ucraina/.
[9] https://nationalfile.com/evidence-shows-people-begging-ukraine-president-zelensky-close-u-s-biolab-death-factories/.
[10] Si ricordi che sia il liberalismo classico (culto della proprietà privata) che il comunismo “ortodosso” (sua tendenziale abolizione) distinguevano i propri dettami ideologici in “exoterici” (per le masse) ed “esoterici” (per le élites). Su questo, oltre che su alcune realtà storiche, le due dottrine, entrambe di segno materialistico-messianico e di radice massonica, convergono; noi, modestamente, rileviamo per inciso come la seconda, un nemico più “onesto” della prima, sia animata quantomeno da una certa (pur utopica) ricerca di giustizia. Tuttavia, il disconoscimento dell’autorità suprema, sostituita da poteri artificiosi ed arbitrari, implica il fatto che liberalismo e comunismo costituiscano errori teologici prima che ideologici.
[11] “I diritti umani sono i doveri dei consumatori”, sostenne a ragione A. de Benoist. Omosessualismo, gender e pedofilia sono strettamente connessi, oltre che ideologicamente al capitalesimo per la loro strutturale “precarietà”, l’artificio e la violenza che si esprime nella “sottomissione”, come attestano lo stesso triste acronimo LGBTQIA+ e la storia degli studi. Si potrebbe affermare che la pedofilia e il serial killing sono l’espressione più ferina del capitalesimo, per il loro carattere radicale di predazione dei deboli (nel campo sociale, del lavoratore). L’espressione “teoria di genere” e “identità di genere”, in luogo di “identità sessuale”, risale a J. Money, psicologo neozelandese secondo cui l’umanità si libererebbe dal “falso dimorfismo” con la precoce “sessualizzazione dell’infanzia” — che implica anche una liberalizzazione dei rapporti tra bambini e adulti, fondata sull’idea inconsistente del consenso –, ripresa dalla Convenzione dei diritti del bambino (Ginevra, 1998), elaborata non a caso da un pedofilo di alto rango ed ex consulente dell’Unicef (!), P. Newell (v. https://lanuovabq.it/it/onu-era-un-pedofilo-chi-promosse-i-diritti-del-bambino). A. Kinsey, biologo statunitense le cui abominevoli ricerche furono guardacaso foraggiate dalla Fondazione Rockefeller, è stato una delle fonti della rivoluzione sessuale, di cui il gender ha rappresentato una sorta di “avanguardia”; permane una coltre di mistero su come egli abbia ottenuto sperimentalmente i dati relativi ai tempi in cui i bambini giungerebbero all’orgasmo (sic!). Nella sua prefazione al libro di T. Sandfort, Boys on Their Contacts with Men, Money scrive: “La pedofilia e l’efebofilia non sono una scelta volontaria più di quanto lo sia il fatto di essere mancini o daltonici […] Bisogna semplicemente accettare il fatto che esistono, e poi, con ottimismo illuminato, formulare una strategia sul da farsi” (v. https://www.gianlucamarletta.it/wordpress/2018/10/ideologia-gender-e-pedofilia/). Il ripetitore telecomandato di queste paradossali infamie, in Italia, sono da sempre i Radicali, tra i quali spicca il camaleontico spin-off D. Capezzone, secondo cui la pedofilia sarebbe però, come la eterosessualità e l’omosessualità, un “orientamento sessuale” (da non praticare, of course: almeno per ora), posta la sottile distinzione “liberale” ed “antifascista” tra “orientamento” (legittimo, anche se fino a pochi anni fa totalitariamente rubricato dalla “scienza” come “psicopatologia”: cfr. il medesimo iter dell’omosessualità) e “atto” (reato) (http://www.radioradicale.it/exagora/pedofilia-capezzone-radicali-due-cose-da-ricordare). Almeno, tuttavia, Capezzone, che ritiene una patologia psichiatrica un “orientamento”, risulta coerente, essendo liberale in tutto, a differenza di alcuni liberali e cattolici “conservatori” (sul tema v. il dettagliato articolo di Baldr da Thule, https://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&task=view&id=507860&Itemid=100021). Afferma giustamente Mons. Viganò: “Mi stupisce quindi che una mente raffinata come quella del prof. Pera, pur elogiando l’impegno dei cattolici tradizionalisti ‘contro l’apostasia del Cristianesimo che porta al suicidio dell’Occidente’, inviti a non indulgere ‘alle cospirazioni planetarie dei Grandi Disegni, del Nuovo Reset, del Leviatano Globalista’, come se tutto ciò che avviene fosse frutto del caso e della coincidenza di interessi in realtà disorganizzati e incoerenti, mentre sono proprio i fautori di questo Reset a evocare orgogliosamente un’agenda a cui finora si sono attenuti col massimo scrupolo, con la collaborazione dei loro emissari nelle istituzioni nazionali e internazionali. Ma mi stupisce ancor di più che egli finisca per contraddirsi additando il complotto russo per la conquista dell’Occidente, dissimulato dagli ideali nazionalisti di Putin o dalla difesa di principi religiosi di Kirill. Se essi ‘sono nemici che ci vogliono abbattere e che noi dobbiamo abbattere’, questo è semmai vero per l’élite liberale e massonica di un Occidente apostata, ma non per il cattolico, a qualsiasi Paese egli appartenga” (https://www.marcotosatti.com/2022/06/13/larcivescovo-carlo-maria-vigano-risponde-al-prof-marcello-pera/ [corsivo nostro]). Per quanto concerne i cattolici “conservatori”, Di Mattei, decano dei “tradizionalisti” cattolici affiliato alla TFP brasiliana (che ha una forte connotazione settario-esoterica e latifondista), ha anche assunto una posizione “filovaccinista” che stona con i suoi orientamenti “ufficiali”, ma non con i poteri mondialisti (come nel caso della guerra in Iraq e in Ucraina). Sulla pedagogia LGBT nelle scuole si vedano gli eccellenti lavori di E. Frezza, raccolti qui: https://elisabettafrezza.it/gender/.
[12] Della violenza abominevole di questo blob psicopatologico è segno eloquente la drag queen Sam Brinton, scoria nucleare con alti incarichi nell’amministrazione Biden, che si fa fotografare così: https://www.imolaoggi.it/2022/02/18/sam-brinton-drag-queen-biden/.
[13] http://www.tempi.it/lisola-del-tesoro-esiste-ed-molto-gay.
[14] https://www.renovatio21.com/notte-di-valpurga-il-demone-sopra-kiev/. Sulle nobili attività di cricche occidentali “umanitarie” nell’ambito della guerra tra Russia e Ucraina v., tra i tanti esempi possibili, https://aletheia2022.blogspot.com/2022/07/a-zaporozhye-hanno-denunciato-il.html e https://www.nicolaporro.it/andiamo-a-salvare-bimbi-ucraini-ma-sono-un-gruppo-di-pedofili/.
[15] Anche le oltre 11 tonnellate di armi (chimiche?), trasportate da un velivolo ucraino schiantatosi in Grecia il 15/7, che stavano per essere fornite al Bangladesh?
[16] https://www.maurizioblondet.it/il-pentagono-ha-stilato-un-contratto-per-la-ricerca-covid-19-in-ucraina-3-mesi-prima-che-il-covid-19-esistesse-ufficialmente/.
[17] https://www.renovatio21.com/esiste-una-connessione-tra-i-biolaboratori-ucraini-finanziati-dagli-stati-uniti-e-il-covid-19/. Per ulteriori conferme v. https://www.renovatio21.com/il-pentagono-ammette-di-aver-finanziato-46-laboratori-biologici-in-ucraina/.
[18] https://www.renovatio21.com/virus-lombardo-guerra-russa-perche-il-segreto-militare-sulla-val-seriana/ (video).
[19] https://www.maurizioblondet.it/laccusa-russa-il-covid19-fu-fabbricato-in-ucraina/. L’Ucraina, secondo quanto riporta la BBC, da almeno venti anni circa sarebbe anche un centro di smistamento di cellule staminali ed organi prelevati da neonati uccisi (oltre che da feti abortiti): a Kharkiv, “nel 2003, per ordine delle autorità, molti corpi di neonati sepolti nel cimitero di un ospedale sono stati riesumati. È emerso che i neonati avevo subito il prelievo degli organi e presumibilmente anche delle cellule staminali. Secondo quanto afferma un’organizzazione non governativa ucraina, fra il 2001 e il 2003 per gli stessi motivi potrebbero essere stati uccisi più di 300 neonati. Nel frattempo, persino il Consiglio d’Europa sta indagando su tali casi” (https://www.maurizioblondet.it/neonati-uccisi-e-traffico-di-organi-in-ucraina/).
[20] Sembra che proprio H. Biden, tra l’altro tossicomane e probabilmente pedofilo, “presentò Metabiota a una società di gas ucraina, Burisma, per un ‘progetto scientifico’ relativo a laboratori di biosicurezza in Ucraina. Alcuni giorni dopo, un uomo di Burisma,  Vadym Pozharskyi, parlava a Biden di un  ‘progetto’  […]  ‘che hai chiamato ‘Science Ukraine’. Di fatto, dai bilanci di spesa del governo, risulta che gli Usa nel 2014 garantirono a Metabiota 23,9 milioni di dollari, dei quali 307.091 dollari per ‘progetti di ricerca ucraini’ (https://www.maurizioblondet.it/laccusa-russa-il-covid19-fu-fabbricato-in-ucraina/).
[21] https://www.renovatio21.com/esiste-una-connessione-tra-i-biolaboratori-ucraini-finanziati-dagli-stati-uniti-e-il-covid-19/.
[22] Con sprezzo del ridicolo, M.G. Maglie ha affermato che sarebbe “meglio il peggior presidente americano che il miglior autocrate russo”, mentre dei logismi disarticolati di E. Trevi noi non abbiamo mai capito nulla. Per inciso, Trevi ha vinto il Premio Strega nel 2021: lo stesso premio che vinse C. Pavese.
[23] https://www.youtube.com/watch?v=JC2c2xVetD8.
[24] https://www.youtube.com/watch?v=L5JGg2HMWIQ.
[25] Concretizzazione di questo “principio”, autentica forza shivaitica del capitalesimo elaborata in economia da J. Schumpeter e da alcuni attribuito anche alla “filosofia economica” del nostro M. Draghi, fu la bomba atomica. A mo’ di esempio, citeremo alcune impressionanti “riflessioni” di noti personaggi “fondatori” o “spalleggiatori” della “nuova” teologia e della “nuova” politica (riflessioni tra di loro connesse, finanche nell’utilizzo di certi termini). M. Leeden, noto esponente “neocon” e già padrino di M. Renzi, afferma nel numero di dicembre 2001 di “American Enterprise”: “Distruzione creativa è il nostro secondo nome, dentro e fuori la nostra società. Noi demoliamo il vecchio ordine ogni giorno, dagli affari alla scienza, letteratura, arte e cinema, alla politica e alla legge. I nostri nemici hanno sempre detestato questo turbine di energia e creatività, che minaccia le loro tradizioni (quando ci sono) e li accusa per la loro incapacità di tenere il passo. Guardando l’America che distrugge le società tradizionali, essi ci temono perché non vogliono essere distrutti. Non possono sentirsi sicuri finché noi siamo là […] Per sopravvivere devono attaccarci, come noi dobbiamo distruggerli per far avanzare la nostra storica missione” (riportato in trad. it. in L. Copertino, Spaghetticons. La deriva neoconservatrice della destra cattolica italiana, Rimini 2008, 180 n. 2). Ciò trova eco nei deliri del fisico R. Oppenheimer, padre della bomba atomica poi pentito, e del “teologo” T. de Chardin, già autore dell’”Inno alla materia” e ispiratore di alcuni documenti del Vaticano II, che scrisse della “eco spirituale della bomba atomica” (L’avenir de l’homme [1959], tr. it. 1972, 186): “Poiché un vero obiettivo ci appare, un obiettivo che possiamo raggiungere solo sostenendoci tutti insieme in uno sforzo comune, le nostre attività non possono in avvenire che avvicinarsi, e convergere in un’atmosfera di simpatia […] L’era atomica, era non di distruzione, ma dell’unione nella ricerca […] Le recenti esplosioni di Bikini segneranno la venuta al mondo di un’umanità interiormente ed esteriormente pacificata” (ibidem). Una conferma di queste farneticazioni si può avere, in un ambito più macchiettistico e, in fin dei conti, innocuo, in http://www.paologuzzanti.it/?p=898#comments e in P. Granzotto, che avrebbe addirittura dato il “Nobel” alla bomba atomica (“Il Giornale”, 13/04/2010), sganciata, guardacaso, sulla cattedrale cattolica di Nagasaki. Si tratta di morbose elucubrazioni – del tutto irrispettose, peraltro, verso chi è morto ovvero ha terribilmente sofferto, nel corpo e nell’anima – che uniscono, in una diabolica miscela distillata dai confortevoli uffici, salotti, biblioteche, laboratori e sacrestie di Occidente, un ben rodato spirito di adulazione, una buona dose di faccia tosta e l’adorazione (talora inconsapevole) delle epifanie “occidentali” della dea Kali, oltre ad un mai realmente abbandonato trotzkismo di fondo (ciò che, da un altro punto di vista, avvalora l’ipotesi di una “convergenza degli opposti”). Si può dire quindi che, sia prossimamente che remotamente, i “neocon” sono figli dell’estremismo rivoluzionario sovietico e del ’68 (“strategia del caos”). D’altra parte, l futuro Paolo VI, allora sostituto alla segretaria di Stato vaticana ed asset dell’OSS, fu complice della rottura dei canali diplomatici tra Tokyo e gli USA (https://www.renovatio21.com/hiroshima-e-nagasaki-il-futuro-papa-paolo-vi-fu-complice/): “in pratica, il futuro papa […] non trasmise il programma di pace giapponese a Pio XII – il risultato fu la continuazione della guerra fino al suo doppio climax nucleare, una trovata americana utile a spaventare l’Unione Sovietica che da pochissimi giorni (cose che molti non sanno…) aveva  dichiarato guerra al Giappone, preparandosi con probabilità ad invadere la grande isola settentrionale dell’Hokkaido” (https://www.renovatio21.com/montini-ha-aiutato-la-bomba-atomica-bergoglio-la-bomba-a-mrna/: interessante anche il nesso tra bomba atomica e vaccini a mRNA, di cui Bergoglio è stato inflessibile difensore). Sulle ricadute dell’americanismo in ambito cattolico, dottrinale e liturgico, v. https://www.maurizioblondet.it/la-cia-il-novus-ordo-missae/ (C. Nitoglia).
[26] https://www.renovatio21.com/esiste-una-connessione-tra-i-biolaboratori-ucraini-finanziati-dagli-stati-uniti-e-il-covid-19/.

 

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