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Bisogna ribaltare la ‘condanna’ alla maternità

Tim Kirby
strategic-culture.org

Le Nazioni Unite hanno rilasciato un controverso tweet su quello che è tradizionalmente considerato un fardello femminile, la maternità, definendolo la “condanna alla maternità.” Questo è tipico delle folli idee dei Liberali/SJW [Guerrieri per la Giustizia Sociale], secondo cui gli uomini devono essere femminili, le donne devono essere maschili, il genere non esiste fino a quando esiste e così via. Tuttavia, c’è del vero in questo frammento di propaganda liberale.

L’autore del tweet sembra voler indurre i lettori, in particolare le donne, a rendersi conto di tutte le difficoltà associate alla maternità nel 21° secolo e a scegliere di non avere figli. D’altro canto, io sono d’accordo sul fatto che vi siano molti ostacoli alla maternità, ma, da un punto di vista strategico nazionale/civile queste barriere devono essere completamente rimosse. Questo mio elenco di possibili soluzioni non è un motivo per avere figli, ma un invito all’azione per restituire alle donne la libertà di essere madri. Ci stiamo dirigendo verso un futuro antiliberale ed incerto e la maternità diventerà un problema critico, visto che l’intero mondo cosiddetto “sviluppato” e gran parte dei paesi in via di sviluppo si trovano di fronte ad un futuro demografico incerto.

Diamo quindi un’occhiata a questo tweet delle Nazioni Unite. È ovviamente presentato da una prospettiva “femminista,” fa intendere che la maternità (una cosa che è parte integrante della femminilità) è in qualche modo malvagia ed anche una forma di vittimismo e di oppressione. La scelta del termine ‘condanna’ da parte di ‘P. Atriarchy’ è particolarmente scandalosa.

Source: UN Women

Ma, in termini pratici, vivere in un’economia di mercato, cosa che non era mai successa tutta la storia umana, significa che i bambini sono diventati una spesa piuttosto che un vantaggio per la famiglia. Secondo il sistema economico odierno, visto che è preclusa la possibilità che i figli, una volta diventati adulti, possano aiutare finanziariamente i propri genitori, sarebbe una follia avere dei figli, dal momento che possono benissimo essere sostituiti da un buon piano pensionistico, senza bisogno di cambiare dei pannolini sporchi.

La maternità a tempo pieno è una professione non retribuita, con un contratto a lungo termine, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in un mondo in cui dobbiamo lavorare sempre di più per avere sempre di meno. Pochissime donne possono permettersi il lusso di rimanere a casa a fare le mamme, anche quelle che potrebbero avere dei vuoti nei loro curricula e, in pratica, sacrificare qualsiasi capacità futura di fare soldi con una carriera prestigiosa. Dati i crescenti tassi odierni di divorzio, questa, per una futura madre, è una decisione molto rischiosa. Inoltre, i bambini restano “bambini” sempre più a lungo e, con l’età adulta che ormai arriva solo dopo aver conseguito un diploma universitario, non viviamo più in un periodo in cui i quattordicenni andavano al lavoro per portare i soldi a casa.

Il costo e i rischi connessi alla maternità nel 21° secolo sono i motivi per cui si riscontra un grave problema demografico nelle società che hanno raggiunto lo stato “sviluppato,” con una classe media in crescita o consolidata. Va anche notato che questo non è solo un fenomeno europeo, ma è assai più diffuso, riscontrabile (ma non esclusivamente) nei paesi in cui i valori liberali si sposano con le influenze del libero mercato. Al fine di combattere questo problema è di fondamentale importanza considerarlo non più una tendenza esclusivamente europea, ma una conseguenza naturale del “successo” economico nel mondo di oggi.

Anche nella popolosissima e non socialmente liberale Cina, i fattori di mercato, proprio per il loro successo economico, stanno sconfiggendo i valori tradizionali. Anche se la Cina ha ormai abbandonato la politica del figlio unico, il tasso di natalità di 2,1, necessario al mantenimento demografico, è quasi completamente assente nelle varie regioni del paese e le zone intorno alla Russia (per qualche motivo) non arrivano nemmeno al tasso di natalità di 1,0, il livello di collasso demografico tipicamente europeo.

Source: The Economist

La numerosa popolazione dell’India, nel suo insieme, ha il sano, ma tuttavia non particolarmente sorprendente come nazione, tasso di natalità di 2,4 e questo significa che, nonostante tutto quello che i media possono dirvi, non esiste la bomba demografica indiana. Inoltre, se guardate a questa antica civiltà regione per regione, potete vedere che il sud sviluppato sta avendo gli stessi problemi di natalità dell’Europa. Ancora una volta, vediamo la punizione legata all’ascesa di una classe media indiana. I produttori di Bollywood possono avere figli o cercare la carriera e, mentre l’India diventa sempre più liberale, sempre più donne sceglieranno l’opzione, più sicura, della carriera.

Source: Geocurrents

Il Giappone è una società di libero mercato ad indirizzo liberale e con una classe media sviluppata da molto più tempo dell’India o della Cina e questo diventa ancora più evidente quando si fa un confronto nascite/morti tra le varie prefetture.

Source: Bureau of Statistics of Japan

Il Giappone, nonostante la ricchezza, la longevità e, in teoria, la ‘felicità’ della sua popolazione si sta suicidando culturalmente insieme all’Occidente. L’Occidente ha sbattuto per primo contro il muro e qui gli effetti dell’aver reso la maternità sempre più difficile sono molto più evidenti, ma il resto del mondo sta ‘recuperando’ abbastanza in fretta. Ma la domanda è (per tutti quelli che apprezzano la loro cultura e vogliono che sopravviva in futuro) che cosa si può fare? Che tipo di strategia può essere messa in atto per ovviare alla ‘condanna’ della maternità?

1) L’importanza fondamentale della maternità per la società deve essere riconosciuta sia ufficialmente che dai mass media.

Se la maternità rimane economicamente non sostenibile ed un’opzione sociale, le varie culture si estingueranno, semplicemente, per mancanza di persone. Indirettamente, dei buoni genitori creano persone migliori che rendono migliore la società. La storia delle famiglie monoparentali che generano criminali, tossicodipendenti e maniaci sessuali non è una sorta di propaganda cristiana, ma una realtà verificata.

La maternità è una componente chiave per una società efficiente e questo modo di pensare deve diventare tanto diffuso ed accettato quanto il fatto che il cielo è blu. La maternità è un atto eroico e disinteressato ed è il pilastro della società. Indipendentemente da ciò che farete, sarete sempre circondati da altre persone, preferireste di certo che siano cresciute da madri amorevoli, con molto tempo libero e che diano loro dei buoni valori.

Il concetto liberale/SJW, secondo cui la maternità è una sorta di schiavitù o di punizione, in una futura società antiliberale deve essere completamente smantellato e diventare una bestemmia. La maternità è eroica, altruista e di fondamentale importanza per il funzionamento della società, fine della storia. Se non siete d’accordo, fate le valigie e diffondete altrove la vostra ideologia del culto della morte.

2) La maternità deve diventare una professione economicamente valida.

Potete tempestare come e quanto volete le persone per farle andare contro le tendenze del mercato, ma, quando queste tendenze sono particolarmente forti, non c’è nulla da fare: quello che conta sono i soldi. Non potete puntare tutti i vantaggi economici a favore del non avere figli e poi pensare che le persone facciano il contrario e decidano di riprodursi.

Una società antiliberale deve considerare la maternità come un’importante professione a tempo pieno, che merita le stesse garanzie, standard e forse anche lo stipendio di un soldato di carriera o di un operaio in fabbrica.

Le carote e i bastoni economici dello stato devono favorire la maternità. Avere dei figli deve diventare per le donne una professione economicamente sicura (se non la più sicura). Gli esatti meccanismi per ottenere ciò sono tutti da discutere.

3) La maternità non è solo un problema femminile.

Quando i politici discutono di demografia, il ‘peso’ è sempre a carico delle donne, ma anche gli uomini sono un fattore importante. Fatta eccezione per alcune pazze femministe, la stragrande maggioranza delle donne vuole, per avere dei figli, un marito come partner. Ciò significa che gli uomini dovrebbero essere penalizzati per non aver generato dei figli. In una società tradizionale gli uomini portano a casa la pagnotta e, in una società antiliberale, gli uomini dovrebbero scegliere se farsi portar via la pagnotta dal governo o dai propri figli. Se si perdono X dollari in tasse, ma se si riuscisse a ‘conservare’ gli stessi soldi dopo aver avuto dei bambini, gli uomini inizierebbero molto rapidamente a diventare pro-famiglia.

Gli uomini storicamente hanno sempre voluto dare il proprio nome a qualcosa, una fabbrica, un’invenzione o i loro figli. Ci sono ragioni tradizionali legate alla mascolinità per cui gli uomini vogliono i bambini e questi tasti devono essere premuti.

Gli uomini vogliono che una dinastia o una casata portino il loro nome e che questo non vada perduto. Ci sono ragioni tipicamente maschili per avere dei figli, ma i media liberali di oggi le hanno in pratica seppellite. In parole povere, agli uomini piace lo status e avere dei figli deve far parte di questo status. Se ci volessero quattro figli per diventare  generali o  capi della polizia, ci sarebbe molta più richiesta per abitazioni con quattro camere per i bambini.

Non ci si può aspettare che le donne generino figli nel vuoto, gli uomini fanno parte integrante dell’equazione e, come minimo, gli uomini, come produttori di reddito, sono i “mezzi di produzione” che rendono possibile l’esistenza di una famiglia. Qualsiasi tentativo esclusivamente propagandistico di indurre le donne ad avere figli è destinato a fallire.

4) Uno spostamento della forza lavoro ed una nuova visione sono fondamentali.

I governi, soprattutto in Europa, sono sempre più influenzati da politici e attivisti senza figli, che hanno tutto il tempo che vogliono per patrocinare il loro programma, mentre quelli con famiglia sono troppo occupati e troppo fragili dal punto di vista economico per contrastarli. Inoltre, la potente industria dell’intrattenimento che ci circonda è piena di sballati senza figli e di maniaci sessuali.

Tutto questo ha ancora a che fare con l’economia e, una volta che sarà stata messa in atto una politica a favore della famiglia e avere dei figli sarà considerato un vantaggio e non un peso, vedremo anche un aumento dell’attivismo pro-famiglia e a favore dell’uomo. I media governativi devono semplicemente essere ripuliti da chiunque sia anti-famiglia e tutti gli ingenui attivisti borghesi devono essere mandati a lavorare.

5) La propaganda è l’unica cosa che può spostare la Finestra di Overton.

Lo spostamento della Finestra di Overton richiede che il pubblico capisca che un simile cambiamento nella società sarà importante e che sarà vantaggioso seguirlo. In questo momento, i giovani sono bombardati, come unica visione possibile per il loro futuro, da modelli di vita infantili egoisti e consumistici. Dal momento che non ha concorrenza e che, superficialmente, sembra divertente e piacevole, questa ideologia riscontra un grande successo.

In questo momento la maternità, semplicemente, “non è di moda” e non riceve praticamente nessuna spinta positiva. Questo è in diretto contrasto con la maggior parte della storia umana. Per secoli le donne senza figli sono state considerate dei totali fallimenti. Oggi è visto come un enorme fallimento sposarsi e avere figli che vi ameranno tutti i giorni della vostra vita.

Ciò che fa tendenza dipende esclusivamente da una giusta visione pubblica e rendere nuovamente appetibile la vita familiare è assolutamente possibile con un giusto e onesto approccio mediatico. Se essere transgender può essere così bello che le celebrità di Hollywood iniettano ormoni nei loro figli, per lo più adottati, e magari li sfigurano con la chirurgia plastica, dovrebbe essere facile far sentire le donne con tre o più figli realizzate e orgogliose di se.

Molte persone potrebbero trovare strana questa considerazione strategica della maternità in un futuro antiliberale, ma è proprio per questo che bisogna parlarne. La maternità e una popolazione stabile sono fondamentali per qualsiasi tipo di futuro diverso da una globalizzazione triste, atomizzata e senza cultura.

È una componente chiave della società che, per qualche ragione, ha avuto per generazioni scarso valore e poca importanza. Se nel 21° secolo vogliamo apportare dei grandi cambiamenti ideologici\politici\strategici, allora rendere la maternità non solo praticabile, ma decisamente preferibile, diventerà uno dei fattori critici. Se ignorate questo fatto, siete dei sessisti.

Tim Kirby

Fonte: strategic-culture.org
Link: https://www.strategic-culture.org/news/2020/01/21/the-motherhood-penalty-needs-to-be-overturned/
21.01.2020

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.
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17 Commenti

  1. Articolo che sarebbe potuto essere interessante se non fosse pieno di idiozie.

    Le donne sarebbero svantaggiate nell’avere figli dall’alto tasso di divorzi? Ma se sono proprio le donne con figli nel 90% dei casi a chiedere il divorzio!!!
    E poi sarebbe la carriera a dissuaderle? Ma se l’Italia è il paese con meno donne lavoratrici e contemporaneamente meno gravidanze!!!

    Le persone secondo l’autore dovrebbero generare figli per evitare lo stigma sociale, perché lo stato le paga e fornisce casa (accade già in Inghilterra dove è pieno di ragazze madri che si fanno appositamente mettere incinte ubriache in discoteca a 16 anni) o perché i figli di sicuro le “ameranno tutta la vita”… e chi lo garantisce?

    Meglio l’estinzione…

  2. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Che obbrobrio! Che obbrobrio di decadenza e di snaturati costumi!

  3. Il pensiero che sottende l’articolo (la Weltanschauung) non si libra oltre il confine del sistema di produzione capitalistico, i fattori in gioco sono di natura economica, le persone devono essere orientate con il bastone, la carota e la propaganda. Una persona che fa uso della ragione si porrebbe domande più basilari, ad esempio: è un bene o un male se le donne nelle società sviluppate fanno meno figli? È giusto mettere al mondo dei figli che non saranno padroni delle proprie vite, ma solo fattori economici? Qual è il tasso di natalità ottimale affinché una comunità possa raggiungere il benessere non solo economico, ma anche sociale, psichico e spirituale? La visione del problema legato al tasso di natalità deve essere d’insieme, deve considerare i Paesi in cui la natalità è in eccesso rispetto alle risorse, deve esplicitare il problema di fondo cioè l’attuale rapina di materie prime da parte del mondo occidentale.

    • Non guarderei solo al tasso di natalità ma anche alla densità di popolazione. Non è scontato e non è neanche dimostrato da alcuno che un calo della popolazione sia per forza deleterio, specie in paesi sovrappopolato come il nostro.

      Quindi se calano le nascite momentaneamente forse è un male solo per il PIL… ma chissenefrega!!!

  4. Siamo in grande rischio di sovrappopolazione! che senso ha lamentarsi che la gente non fa figli? ma ma magari…

  5. Questa è la descrizione della terza guerra mondiale che, contrariamente alle previsioni, non viene combattuta con armi atomiche ma anatomiche.
    Da una parte abbiamo il blocco liberal capitalista occidentale che suona le sue trombe di propaganda ma rischia l’estinzione culturale ed il collasso demografico, dall’altra parte del mondo abbiamo paesi in via di liberal capitalizzazione che le trombe non le suonano ma in compenso tr****no ancora alla grande col rischio di innescare una bomba demografica.
    se l’occidente riuscirà a disinnescare la bomba demografica prima di implodere vincerà la guerra e potrà governare su un mondo di vecchi onanisti e di femministe a pH 0.
    se l’occidente implode prima che ciò avvenga, verrà travolto dalla deflagrazione demografica e ciò che resta delle culture occidentali verrà cancellato dalla storia; il problema successivo sarà quello di gestire un’umanità che avrà ampiamente sforato i 10 miliardi con risorse in esaurimento e problemi ambientali che nessuna Greta ancora riesce ad immaginare.
    In entrambi i casi non prevedo né vincitori né vinti ma due possibili conclusioni ingloriose per una razza, quella umana, dalla quale forse ci si poteva aspettare qualcosa di più e meglio.
    Per uscire da questo incubo occorrerebbe un radicale cambio di paradigma in primis da parte degli occidentali: recuperare una forma di umanesimo e di spiritualità che rimetta al centro quei valori di cui nell’articolo non riscontro traccia.
    Fare figli non può essere qualcosa che conviene per alcune ragioni, tipo sfruttarli mandandoli a lavorare o garantirsi un’assistenza o, per contro, non conviene per ragioni economiche e di carriera e neppure per questioni dinastiche o di continuità generazionale, dovrebbe essere un qualcosa di tanto naturale quanto sacro, un progetto che va avanti attraverso noi, oltre noi e nonostante noi.
    “I vostri figli non sono figli vostri.
    Sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di sé stessa.
    Essi non provengono da voi, ma attraverso di voi.
    E sebbene stiano con voi, non vi appartengono.”
    da I Figli di Khalil Gibran

  6. Marco Echoes Tramontana

    L’articolo è ripreso da un link che tradotto significa “Cultura strategica”, cosa aspettarsi di più?

    Provo io con due righe:

    Negli ultimi 100 anni la popolazione è quasi decuplicata e questo ha comportato un ovvio collasso di risorse e qualità della vita, che seppur si è allungata non è migliorata come atteso. Gli ecosistemi tendono a tornare in equilibrio una volta sbilanciati e una specie, come quella umana ad alto tasso di riproduttività, subirà le inevitabili conseguenze di questa disarmonia tra necessità individuali e collettive.

    Il problema non deve essere riportato sotto classificazioni né di genere, né di ceto, né di razza, ma deve essere analizzato a livello globale e questo induce a pensare che l’inevitabile è già in atto: mutamenti ambientali, che sono la norma su un pianeta come la Terra, dove masse di terra galleggiano su magma fuso da un nucleo ferroso che genera a sua volta un campo magnetico proteggendoci da fenomeni cosmici altrimenti letali per la vita.

    La vita umana è preziosa come ogni altra e altresì sacrificabile se questo sarà necessario a ristabilire un equilibrio che le forze naturali, e leggi che su esse agiscono, esercitano da sempre. Una delle forze primordiali è quella che la vita rigenera sé stessa: dalla formazione delle stelle, alla generazione degli uragani fino alla procreazione degli esseri viventi che va di pari passo con la morte e il riciclo.

    Se nel 21° secolo vogliamo apportare dei grandi cambiamenti ideologicipoliticistrategici, allora stiamo sbagliando lo scopo in modo netto e superficiale. Occorre prima capire chi siamo e a cosa eravamo destinati e poi protenderci verso un futuro, qualunque esso sia, senza piagnistei.

    Un saluto

  7. Purtroppo il calo delle nascite riguarda solo la minoranza di popolazione bianca caucasica , il resto del mondo continua a fare due figli per donna o più .
    Non credo sia solo un fattore economico ma anche culturale

  8. La follia dell’economia di mercato che viene descritta in questo articolo è purtroppo la realtà odierna, impossibile obiettare. Ma sul fare figli non sono assolutamente d’accordo. Facciamo che per miracolo tra un po’ di anni si torni a vivere bene come l’Italia anni 80, figliare come bestie in un mondo di 8 miliardi di persone è comunque pura follia. Non è un mondo per 8 miliardi di persone e anche in condizioni economiche super vantaggiose ci sarebbero conflitti ovunque. Non ha senso figliare come topi. È inciviltà pura.

  9. Oggi si parla tanto di contagio dei virus…. Ecco un caso di contagio intellettuale.
    Il tweet parla di “condanna alla maternità”, ma va tradotto.
    Se lo traduciamo cosa vuole dire l’autrice?
    L’autrice sta dicendo: “sto male, sono all’inferno, sono infelice della mia condizione… Vieni anche tu”.
    Ed ecco che il contagio dell’infelicita avviene e anche noi possiamo gustare un po del suo dolore, che lei, furbamente, vuole trasferire a tutti per non sentirsi sola.

  10. Il problema e’ che tentano di scoraggiare alla maternita’ solo le donne europee, mai quelle africane, indiane o genericamente musulmane, dove la popolazione si conta a centinaia di milioni. E’ un’operazione apertamente volta al genocidio degli europei (e alla distruzione delle conquiste e della cultura europea che, evidentemente, danno troppo fastidio ai manovratori delle elite oligarchiche globali che preferiscono popoli meno avanzati e quindi piu’ malleabili, per non dire schiavizzabili).

  11. Bah, tra questo articolo e quello di Guardamagna oggi è dura la vita su CDC 😉

  12. la maternità non è una condanna ma un impegno enorme come la paternità e va riconosciuto il suo valore sociale morale economico e psicospirituale pertanto è giusto e necessario destinare fondi e risorse per sostenere le persone e permettere loro di poter essere ottimi genitori.Ovvero va retribuito .Reddito universale e anche specifico per madri e padri..Anche se i 5 stelle hanno fatto giravolte di tanti tipi l’idea di fondo del reddito per tutti resta necessaria e vale.Nei paesi delle social security danno pochi soldi e per brevi periodi per figlio per cui tante donne fanno molti figli.Ovviamente se avessero invece un reddito base senza fare figli i figli sarebbero allora una scelta extra. Nei paesi dove non c’è la pensione i figli finanziano i genitori da vecchi ma quando iniziano le pensioni la cosa si ridimensiona e va proprio bene per il problema della sovrappopolazione.Quindi meno figli ma seguiti bene in famiglie che hanno tempo da dedicare loro.Inoltre ci vorrebbero corsi di base anche nelle superiori sulle fasi di crescita dei bambini i modi più efficaci di seguirli etc.Nella società dell’alta specializzazione alla fine a fare i genitori ci si ritrova a tuffo nel vuoto di un burrone di ignoranza.Se vogliamo rinascere in famiglie accoglienti e serene dovremmo pensare da oggi a migliorare tanti fattori.Il problema economico nasce da una società industriale squilibrata dedita all’uso abuso e consumo reiterato di oggetti che se ben fatti durerebbero quasi più di noi,per cui è tutto da rivedere completamente e rivedendolo cambia tutto….l’autore parla di una società antiliberale e anticapitalista quindi di vivere in modo integrato con la terra con uso attento di risorse e senza sprechi profitti inutili e dannosi nel conto generale della salute del pianeta etc etc etc.ovvero di vivere in un posto dove le lampadine durano cento anni e le macchine pure e magari vanno a combustibili puliti ,In cui le risosrse si usano per milgiorare la vita e non per armi e guerre e dove ci si preoccupa della felicità lorda nazionale e non del pil.Decontestualizzare distorce

  13. Articolo inutile, la denatalità è una condizione intrinseca delle società post agricole. Il fardello lo hanno già tolto le 3 rivoluzioni industriali e il moderno metodo di allevamento della prole (e di selezione del parthner), non serve infierire ulteriormente.
    Su ZH sono usciti due articoli a riguardo, incentrati su natalità e donne in età fertile, che dimostrano quanto affermo ed oltre, ho analizzato questi articoli traendo conclusioni leggermente diverse, a differenza dell’autore ritengo che sia la condizione agrestre il fattore moltiplicativo demografico (con un puntino di inerzia), se qualcuno è interessato all’analisi completa può visitare https://realprospettive.blogspot.com/2020/01/popolazione-e-finanza-intrecci.html . Non essendo un professionista della materia potrei sbagliare ma ho avuto esperienze durante gli studi in Veneto che confermerebbero l’ipotesi.
    PS per il WM…… spero di non aver cippato anche questa volta con i link…..

  14. Impossibile commentare.

    Però potrebbe essere un capitolo di prova di un emulo di Louisa May Alcott (qui Wiki inglese + tutte le lingue eccetto la nostra:[ https://it.wikipedia.org/wiki/Louisa_May_Alcott ] ma i libri sono stati tradotti) che si riproponga di completare la famosa serie con “Piccoli ragionieri” e “Piccoli ragionieri crescono”. Auguri.

    D’altronde sull’architrave di quel luogo dove ci si riteneva in grado di affrontare e soppesare ogni argomento stava scritto: “Non si entra qui se non si é ragioniere”, o sbaglio.

  15. Sono donna e sinceramente non sarei mai disposta a trasformarmi in un oggetto in cambio di soldi. Non è pagando una donna che si ottiene ciò che si vuole, e penso che così come ci sono molte che si rifiutano di prostituirsi per sopravvivere (e magari per fare carriera), ce ne sarebbero altrettante che messe di fronte alla scelta di fare figli o morire preferirebbero morire. Questo perché stare rinchiusi in casa a badare a dei bambini ed a pulire non è affatto gratificante. La gratificazione si ottiene dall’indipendenza ottenuta facendo carriera, non prendendo uno stipendio misero per fare la schiava. Se il calo delle nascite è un problema, di sicuro non siamo noi a volerci rimettere per il bene del mondo. Se dobbiamo estinguerci che ciò avvenga.

    • Vada vada a lavorare, vedrà quante soddisfazioni! E con la carriera ci si emancipa, come no; scegliendo il lavoro e non la famiglia, me lo dica quando avra’ 50 anni; quanta ingenuità.

      Nota a margine: c’è stata una signora che pur di non finire in carcere continuava a rimanere incinta. Si fidi esistono eccome donne che continuerebbero a figliare per essere mantenute altroché.

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