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Un futuro da onesti poveri

FONTE: ROSSLAND (BLOG)

Gli anni ’80 del secolo scorso, quelli dell’edonismo reaganiano che tanto schifano alla memoria dei sinistri duri e puri, si distinguevano anche per una pratica, volgarissima, importata dall’America: misurare la propria autostima in base al proprio reddito.
Film come Wall Street di Oliver Stone, dell’87, hanno sedotto una generazione che scopriva allora che si potevano fare soldi “giocando” in Borsa, attività finanziaria fin lì oscura ai più.
Lo so, volgare il “misurarsi l’uccello” parlando di soldi (con figa e coca annessa), ma va detto che entrare nel mondo del lavoro con l’obiettivo di guadagnare quanti più soldi possibile, era certo più stimolante e avventuroso per la percezione del proprio valore personale e sociale che il misurarselo a botte di 400/500€ al mese da precario a vita.
Anche il misurare oggi la propria autostima sugli stipendi offerti ai novelli ingegneri Erasmus, bene all’autostima degli attuali trentenni non può fare.

Tempi, quelli odierni, in cui lo stato spende 1.050€ al mese per sfamare, vestire, “integrare” migranti economici (non si capisce bene dove o come si dovrebbero integrare, vista la penuria di posti di lavoro disponibili) mentre ne offre, a parametro per misurare giovani braccia o cervelli fini, previa Carità di Stato che diventa così misura del proprio valore sul “mercato del lavoro”, 485€ al mese.
A queste cifre da disoccupati ricattati, uno stipendio di 600€ dovrebbe sembrare a un ingegnere plurilingue e disposto a trasferte, offensivo al massimo grado.
Ma non sembra lamentarsene nessuno.
Poi ci si chiede perché ancora non scoppi una rivoluzione.
Forse perché, per agire, per muovere il culo dalla tastiera, sarebbe necessario avere almeno in sé una profonda motivazione e un’autostima pressoché intatta: non ci si va a far sbattere sul naso manganelli dai questurini se ti hanno ormai desertificato l’anima a furia di deprezzamenti salariali e bisogni primari compensati con ricatti da schiavismo di stato.
Gli anni dell’edonismo reaganiano saranno anche stati pecorecci, ci saranno anche stati corrotti e quindi corruttori, ma almeno i soldi giravano e, nel magna magna generale dei grandi, campavano decentemente anche i piccoli e gli onesti.
Faceva schifo? Forse.
Qualcuno ancora si autoconvince che è da quella corruzione che è nata quella attuale. Per me quella attuale è potuta fiorire solo dopo che si è provveduto a far fuori quella di allora, che si limitava a passaggi di mano fra industrie e politici, mentre ora è estesa fino ai più infimi livelli del magna magna di organizzazioni buoniste che si rubano i poveri da sfamare e vestire sotto casa.
Oggi, a furia di “onestà” e “moralità”, a furia di spending review e buonismo dal tratto mafioso, i corrotti e i corruttori speculano ormai tutti indistintamente sulla carne umana a colpi di dumping sull’umano; e quel costo da buttato via che dovrebbe far girare l’economia, in realtà la distrugge facendo di tutti, nei tempi lunghi, dei miserabili a perdere.
Carne umana che produce reddito importata a colpi di migliaia di corpi aitanti e muscolari da una parte così da meglio mandare al macero altrettante migliaia di depressi locali svuotati di tasche e autostima dall’altra.
Non invidio chi oggi ha 30 anni, e mi vado sempre più convincendo che meglio sarebbe se le famiglie con figli in età scolare investissero sull’acquisto di un rudere con annesso campo da coltivare, anziché su una laurea e un Erasmus pagati di tasca propria per fornire cervelli retribuiti 600€ al mese a un’élite di barracuda senza neanche più il fascino letterario di un vecchio Gordon Gekko degli anni ’80.

Anni ’80 (e forse anche ’90) che diventa sempre più difficile indicare come “i peggiori anni della nostra vita”, visto il ben triste futuro che si va intanto delineando: una estrema povertà allargata e globalizzata, che colpisce strato dopo strato chiunque e alla quale nessuno, alla fine, avrà forse più la forza e la rabbia per ribellarsi.

Forse però, poi mi dico, è proprio questo il futuro cui i 30enni di oggi aspirano: niente più volgari “misurazioni di pisello” sul quanto guadagni, niente più scollacciato edonismo reaganiano, tutti ugualmente poveri e tutti ugualmente (e obbligatoriamente) onesti.
Insomma, una revival dell’Unione Sovietica condita in salsa Vaticana.
Ne sarebbe contento Sveto Karaman, l’immenso raffinato personaggio uscito dalla penna di Enzo Bettiza nel suo I fantasmi di Mosca, che ben aveva lì descritto l’uguale schema di potere di Vaticano e U.R.S.S. staliniana: ipercontrollo fin nei più nascosti pensieri delle masse che arriva a produrre automatiche autocensure, così che il dominio scavi strade fin dentro le coscienze, modificandole così per generazioni.
Per me, ve lo dico: ridatemi i rampanti cocainomani prodotti dal corrotto Craxi&C., e tenetevi questa tristemente onesta miseria.

Fonte: http://rossland.blogspot.it
Link  http://rossland.blogspot.it/2017/06/un-futuro-di-onesti.html
1.06.2017

Pubblicato da Davide

  • Pedro

    Fantastica l`ultina frase “.. ridatemi i cocainomani prodotti da craxi & co…” .

  • Cair

    Un appello per chi ha esperienza reale nel settore. Quali sono le speranze di reddito per un giovane ingegnere italiano? L’eventuale stato di basso reddito per quanti anni durerà.

    • Annibale Mantovan

      Io non la vedo bene…per quanti anni durerà? Non è una crisi normale questa, sembra un ciclo economico che si è esaurito…ma ancora di più perchè vi è intrecciata insieme una crisi di valori: LAVORO, RISPARMIO, PATRIA, NAZIONE e, non ultimo, FAMIGLIA! come si evince dall’ articolo di Rossana: NON si vede la fine! Poi…laggiù a Roma capiscono poco di economia e tanto di favori e rendite da posizione-burocrazia e sulla burocrazia, lo scriveva Trosky ancora negli anni 30, la società civile deve stare moolto attenta perchè il potere burocratico tende a degenerare e a trasformarsi in TUMORE! Come si dovrebbe risolvere questa crisi? Essa si risolverà, SECONDO ME, soltanto dopo un incendio oppure non si risolverà. Io spero di sbagliarmi ma ogni tanto sogno di andare via.

    • Gino2

      andare all’estero! senza alcun dubbio. (per chi può)

      • Holodoc

        Se non puoi andare all’estero manco ti merita laureati, a meno di non essere “figlio di…”
        Anzi, io manderei direttamente i ragazzi a fare all’università all’estero, dove è più facile laurearsi dato che gli esami non sono lasciati al libero arbitrio dei prof ma sono tutti scritti. In questo modo non si ingrassano i vecchi baroni pagati a peso d’oro i quali neanche si degnano di andare ad insegnare e si fanno sostituire in aula da ricercatori precari.

    • Petrus

      In Italia non hai speranze. Ho lasciato giovani brillanti ingegneri che lavorano per Alfa e Maserati, quando me ne sono andato dall’Italia, che guadagnavano poco più di mille euro, contratto da “commercio” perché così hai meno diritti, garanzie e retribuzione del normale contratto metalmeccanico.
      E loro si ritengono (e forse sono, in quel contesto) dei fortunati privilegiati.
      Studia le lingue e alza lo sguardo oltre frontiera, perché questo stato non durerà: sarà peggio.

      • Tizio.8020

        Sicuro?
        Io ho avuto sia il contratto “settore commercio” che quello da “metalmeccanico”.
        Tanto per cominciare il primo prevede 14 mensilità, a fronte delle 13 del seccondo, ed erano maggiori sia la paga base che tutte le indennità.
        Certo parlo di anni fa.

    • Tizio.8020

      SE puo interessarti , hanno pubblicato annunci di ricerca per giovani Ingegneri: servono almeno la conoscenza del tedesco e dell’Inglese, disposti a trasferte estere etc., offresi 600 € netti al mese!!!!!!!!!

      http://clericetti.blogautore.repubblica.it/2017/06/01/cercasi-ingegnere-tirocinio-a-600-euro/

  • Tonguessy

    Articolo semplicemente allucinante. Lo stato attuale è il frutto maturo della deregulation voluta dalla reaganomics, che poi ha usato Friedman e i suoi Chicago boys per diffonderla globalmente. Si stava meglio allora? Ma certo, perchè allora stavano piantando i semi su un terreno dove si mietevano ancora le messi di quanto seminato precedentemente. La URSS staliniana poi non ho capito cosa c’entri, dato che “ipercontrollo fin nei più nascosti pensieri delle masse” sembra sia la cifra dei tempi attuali nell’ex opulento occidente, piuttosto che nel grigio est europa degli anni 80. Fatto sta che gli ingegneri plurilaureati si ritrovano ad accettare un lavoretto precario da 600€/mese invece che scendere in piazza e spaccare tutto. Ah, ma se lo fanno diventano i brutti e cattivi degli anarcoinsurrezionalisti, ovvero quei “sinistri duri e puri” che l’articolo si pregia di denigrare. Bah….

  • mikaela

    “QUANDO LO DICEVA BARNARD E GLI DAVANO DEL BUFFONE. (URGENTE VEDERE PIIGS THE MOVIE)
    Era il 2010 e spiegando a cosa mirava l’ECONOMICIDIO della Moneta Unica, pianificato dagli anni ’30 e trionfale nel 2000, Paolo Barnard scrisse che i Tecnocrati di Bruxelles volvano creare:

    “… immense sacche di lavoro pagato quasi alla cinese, ma qui a casa nostra”. (da Il Più Grande Crimine, 2011)
    Giornalisti rispettabili, lettori rispettabili e commentatori rispettabili mi diedero del populista buffone.
    Siamo nel 2017. Leggete sotto.”
    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1767 (06 01 2017)

  • Gino2
    • Gino2

      Da not are subito chain Europa si fanno esplodere nei concerti per ragazzi, in Iran in parlamento….come mai?

    • WM

      Gino, gli Off Topics non sono consentiti neanche se prima ci scrivi OT.
      Se devi segnalare una notizia c’è il forum, inoltre i links devono essere adeguatamente descritti, altrimenti vengono cancellati, come lo sarà questo.
      Gli altri utenti sono pregati di non rispondere a questo commento, che sarà cancellato a breve.
      Grazie.

  • mikaela

    `Davide per cortesia mi dice perchè ogni volta che nomino Barnad il mio commento stranamente sparisce ? l’ho appena rimesso e spero che non venga cancellato. Grazie

    • mikaela

      invece è stato cancellato , mi dica per cortesia se è proibito metter I link di Barnard . Grazie.

      • WM

        Ti rispondo io invece di Davide.
        E vorrei che la smetteste con questa paranoia di chi cancella cosa.
        Il tuo commento è finito automaticamente in coda di moderazione, leggi le FAQ prima di avanzare accuse di censura e impara a non scrivere in maiuscolo quando non è indispensabile.
        Inoltre, quando il commento finisce in moderazione, esce un avviso che chiede di aspettare, leggilo, la prossima volta.
        Hai ancora tempo per modificare il commento scrivendo in minuscolo, poi sarà cancellato definitivamente.
        Questi commenti fuori tema saranno cancellati a breve.

        • mikaela

          la tua arroganza è inmensa.
          io ho chiesto se era stato cancellato automaticamente in quando potrebbe nel nuovo format di CDC essere proibito postare links . per quanto riguarda il maiuscolo quello è un articolo di Paolo Barnard scritto esattamente cosi’ . e nela sua web c’è anche la stessa foto .

          • WM

            Continui a non capire, ci sono delle regole, o le segui o commenti da un’altra parte.
            Barnard ha un importante spazio su CDC, nessuno si sogna di censurare niente, quello che non capisci è che sei tu che te ne freghi delle regole di come si inseriscono i commenti.
            Ripeto, o lo impari e commenti come si deve o lo fai da un’altra parte, non ci saranno altri avvisi e la discussione si chiude qui, i commenti off topic sarano cancellati.
            Grazie

          • mikaela

            Io in 10 anni ho sempre seguito le regole Quello che `ho postato non è affato of topi e mi fa piacere che non è stato censurato. La mia era comunque una domanda.

  • WM

    Leggi le FAQ e le condizioni d’uso, invece di continuare a ripetere i commenti in moderazione, non possiamo continuare a perdere tempo in questo modo, alla prossima scatta il ban.

    • mikaela

      Io leggo CDC dal 2007 e conosco benissimo l’etica del forum. piuttosto le legga Lei la Netiquette di CDC – I lettori che non offendono non vanno aggrediti ma portati verso una sana e convincente risposta per una sana riflession – you have big shoes to fill I am sure you know what I mean .

      • WM

        Hai ancora 15 minuti per modificare il primo commento, poi sarà cancellato anche quello, oltre agli altri OT.

        • mikaela

          ma se li ho gia cancellati
          L’articolo è di Barnard e c’è anche il link

  • Holodoc

    A parte tutto… io di ricchi onesti ne ho visti veramente pochi, sia adesso che negli anni ’80!

    • Mario Poillucci

      Difficile imbattersi in un ricco onesto come lei, giustamente, sostiene! La persona onesta, veramente onesta, può al massimo ambire ad una tranquillità economica senza eccessi, senza, compromessi, senza mascalzonate commesse ed in corso d’opera! Il ricco è SEMPRE un mascalzone o per demeriti personali oppure per maialate dei suoi famigliari! La ricchezza dovrebbe essere annientata in maniera spietata! E’ il peggior cancro del pianeta. Buona giornata!

      • ndr60

        Mia nonna, in tempi non sospetti (40 anni fa) soleva dire:”Vuoi fare i soldi in poco tempo? Semplice, o li sposi o li rubi. Perché per vivere bisogna lavorare, ma per diventare ricco devi fare un’altra cosa”.

      • Lupis Tana

        ciao M P, tutto giusto,
        e bisognerebbe limitare la ricchezza di una persona ad un massimo di 2 milioni di euri, il resto va allo stato, a parte i titolari di aziende, vedi caso per caso…

        non esiste che uno con guadagni di milioni di euri può sconvolgere piccoli paesi con colpi di stato, vedi gli ameri-cani… certo il mio è un discorso di massima e bisognerebbe studiarlo a fondo,

        ma via tuttti i soldi ai ricchi, lo stato deve essere ricco—-, per fare felici tutti quelli che ne hanno bisogno… e vivere una vita da NON schiavi, certo son belle parole ma è difficilen on condividere. t l

        • Holodoc

          Una volta in Svezia le vincite alla lotteria avevano un tetto massimo stabilito per legge… bei tempi, quando la socialdemocrazia funzionava…

        • Mario Poillucci

          Buongiorno Lupis! Anche tu sei nel giusto e non si può che convenire! Permettimi di suggerirti una fantastica lettura, vale a dire ”la città del Sole” del grande Tommaso Campanella! Sono certo che ne ricaverai diletto e immensa soddisfazione! Grazie a te ed a risentirci! Ciao!!!!!!!

          • Lupis Tana

            penso che la mia età si avvicini alla tua, seventy, però li porto bene, ho anche un po’ di gobba, ma che mi pesa è questo far niente, da disperarsi, visto la gravità della situazione, per fortuna ci verrà incontro qualche meteora che distruggerà parte della terra, speriamo sia la parte buona… per intenderci ci intendiamo… saluti t l

            ps grazie del libro sugg.to, penso di averlo da qualche parte, se ti capita leggi luigi barzini, scrivo tutto minuscolo per far prima, scusa,

            sull’estremo oriente che parla della disfatta dei boxers in cina nel 1903, dove si è compiuto uno dei crimini contro l’umanità forse dei più grandi,
            a danno dei cinesi, ma è cominciato tutto li, da parte dei crimino-anglo-albionesi. ciao

          • Mario Poillucci

            Perdonami Lupis ho preso visione solo adesso della tua gentile e gradita risposta ma cosa vuoi farci (de senectute!!!! E ridiamoci sopra!!). Per quanto concerne e riguarda i boxers hai ragione: uno dei peggiori crimini commessi dalla parte più immonda dell’occidente! Mi permetto di ricordarti lo squallidi film ”55 giorni a Pechino” una delle più laide menzogne disgustose ed ipocrite trasformata in uno sconcio film! I boxers si rivellavano contro la diffusione più criminale e mascalzona della droga in Cina nonchè alle tipiche e ben note mascalzonate anglosassoni. Considera cosa hanno combinato in Sud-Africa gli inglesacci vs i boeri! Si dice, si narra, si racconta che li legassero davanti a bocche da fuoco di cannoni e lasciassero cadere brandelli di carne umana sugli avversari per terrorizzarli! Figurati che teppa! Ed anche noi non è che siamo molto migliori: Tripoli bel suol d’amore SARAI ITALIANA AL ROMBO DEL CANNONE!! Follia criminale colonialista! Per non parlare degli orrendi crimini perpetrati in AOI. Italiani brava gente????????????????? Ciao e non farci caso perchè vivo incazzatissimo nonchè inferocito!

    • Tizio.8020

      “Ricchi onesti” è una contraddizione in termini!
      L’unica maniera “onesta” per arricchirsi è vincere il denaro.
      Tutte le altre, dal matrimonio di interesse all’imprenditoria, alla malavita, prevedono di “fregare” qualcunaltro…

      • Holodoc

        Pure la vincita è poco onesta.
        Questo vale per le scommesse ma anche per la semplice lotteria: tu vinci perché altri hanno giocato e perso.

        Lo stesso dicasi del gioco in borsa. Per uno che fa i soldi ce ne sono diversi che vanno in fallimento.

  • mikaela

    Chiedo scusa per il “maiuscolo” che nor rispetta le regole di CDC ma come potrete constatare nel link l’articolo è stato scritto da Paolo Barnard il primo di giuño.

    • WM

      Mikaela, il maiuscolo, sull’articolo di Barnard è dato dal fatto che è un titolo e nella formattazione del suo sito i titoli sono tutti maiuscoli, o perché ce li scrive lui, o perché li converte il blog che usa, non importa.
      Il che, però, non vuol dire che si debbano riportare pari pari, in quanto il maiuscolo, estrapolato dal contesto del titolo, equivale a gridare, non c’è bisogno che te lo spieghi io e questo è fastidioso da leggere.
      Ora, se passiamo sopra al fatto che tu lo possa scrivere perché è un titolo, implicitamente autorizziamo anche gli altri a scrivere maiuscolo per i più svariati motivi.
      Per cui ti chiedo, gentilmente, di modificarlo, altrimenti dovrò comunque cancellarlo.
      Grazie.

  • Invisible man

    Scarseggia il petrolio, lo vo

  • permaflex64

    Vorrei sfatare un mito e cioè che si sono estinti i cocainomani e la corruzione, sono sempre ben presenti ai livelli dirigenziali ed a livello politico. Tranquilli quindi và tutto per il meglio: onestà e morigeratezza per noi coca e mignotte per loro

  • SanPap

    Due piccole storie che mi sono capitate:
    1) Mia suocera subisce un intervento chirurgico, tre giorni di degenza; durante quei tre giorni le sbagliano due volte la somministrazione dei farmaci: una volta scambiano un farmaco per un altro, l’altra sbagliano il dosaggio; mi racconta quanto le è accaduto accorata e spaventata; mentre me lo racconta mi viene in mente un sistema che può evitare che accadano cose del genere. Dopo un po’ di tempo nella sezione medicale di un congresso incontro un vecchio amico, l’ex AD di una delle più grosse società di informatica degli USA; ci mettiamo a chiacchierare e gli racconto di quanto accaduto a mia suocera; subito mi da un appuntamento per approfondire. Ovviamente ci vado, gli espongo l’idea e :
    – Ma questa è una idea grossa, impegnativa
    – Si certo, è un salvavita applicabile a tutti i presidi ospedalieri e clinici
    – Non è più tempo … ora ci vogliono altre idee … hai presente i Pony Express ?
    – ???
    – Prima non c’erano ora nessuno ne può fare a meno …
    penso “Si è bevuto il cervello”, ci salutiamo e finisce lì. Errore ha “ragione lui”

    2) altro congresso; salgono sul palco due “italiani di successo, due cervelli in fuga rientrati in Italia”; si tratta di due ragazzotti che, non trovando lavoro in Italia, sono andati a far fortuna in oriente a vendere pizze; anche li le cose non vanno loro bene e tornano in Italia, dove continuano a fare quello che sanno fare, vendere pizze; non aspettano che i clienti vadano da loro, sono loro ad andare dagli studenti universitari ormai privi della mensa presso la casa dello studente; l’idea piace ad un investitore, è una formula replicabile in ogni città del mondo con una università, e gliela acquista per 5 milioni di euro.

    Nessun commento, siete tutti in grado di trarre le vostre conclusioni.
    Anzi no: vieni pagato in base a quanto fai loro guadagnare, tutte le altre considerazioni stanno a zero.

    • VanderZande

      Altra storiella, purtroppo vera. Un ingegnere brevetta un sistema geniale a bassissimo costo che permette di ridurre le emissioni nocive in un certo tipo di industria molto inquinante. Ovviamente propone la cosa a diverse aziende. Ovviamente nessuno e’ interessato, poiche’ gli unici a giovarne sarebbero ambiente e umani. E fin qua…
      Durante un colloquio con uno dei grossi Boss del ramo, ma grosso, gli e’ stata spiegata cosi’ la ragione del rifiuto a diminuire le emissioni: “Lei lo sa quanto vale un essere umano? Esattamente quanto un sacco di concime”.
      Alla fine sono riusciti a far sequestrare il brevetto con un escamotage legale, e a seppellirlo in qualche cantina, in modo che a nessuno venga piu’ in mente di usarlo. Non si sa mai.

      • SanPap

        si è così
        salvare le vite di qualche vecchietto ! ma chi c…. se ne frega
        quello ch’è importante è quanto mi ritorna in tasca

        anche le mie sono vere, le ho lasciate volutamente sul vago per non rischiare, e far rischiare, denunce e altre amenità; ma tutti hanno un nome, cognome, una ragione sociale, purtroppo; la nuova corsa all’oro: qualcuno trovava un filone, alcuni pepite che gli permettevano di vivacchiare, gli altri schiattavano miseramente nei deserti, non solo fisici

  • Vamos a la Muerte

    Articolo sconclusionato che denota una preoccupante confusione mentale del blogger forse a causa dell’eccessivo consumo di cocaina negli anni Ottanta.

  • uomoselvatico70 uomoselvatico7

    Una sola cosa è certa.
    Lo studio non rende più nulla.
    Assolutamente nulla, è diventato solo una costosa perdita di tempo.
    Quasi sempre non ti riprendi neppure i costi che hai dovuto sostenere per studiare.
    ( anzi quasi sempre i i costi che I TUOI GENITORI, hanno dovuto sborsare per farti studiare..)
    di recente sono andato ad una riunione di ex compagni di scuola della mia classe ed era chiaro a tutti che gli unici ad aver combinato qualcosa nella vita sono stati quelli che hanno abbandonato gli studi prestissimo, per dedicandosi al duro lavoro.
    Me compreso.
    Nel mondo delle piccole e medie imprese si è arrivati al paradosso dove imprenditori e artigiani con la quinta elementare dopo aver creato dal nulla aziende con decine ( o centinaia..) di dipendenti, si tolgono il gusto di dare ordini a ingeneri, geometri, e laureati vari che lavorano per loro.

    E’ tutta da ridere.

    • Gianluca Freda

      Mi sembra una sciocca leggenda metropolitana. Studiare serve, eccome se serve, a parte le amenità scritte nell’articolo. Questa almeno è sempre stata la mia esperienza e lo è sempre di più, anche perché al mondo non esiste solo l’Italia. Poi è chiaro che se uno ha molta voglia di lavorare può riuscire anche senza una laurea, come è sempre stato, ma: 1) Questo era molto più vero in passato di quanto sia oggi; 2) Per esperienza personale, di solito chi non ha voglia di studiare non ne ha neanche di fare (fatte salve le eccezioni, che saranno senz’altro numerose).
      N.B.: Se conoscessi bene il tedesco, come richiesto dall’annuncio contenuto nell’articolo, andrei a fare il lavapiatti a Zurigo, guadagnando il triplo degli scemi che accettano di fare gli sguatteri per 600 euro al mese. Gli sfruttatori esistono in virtù dei senzapalle che si lasciano sfruttare.

      • Tizio.8020

        Vero anche questo, ma il tedesco, se ne hai voglia, si impara!
        E se vai in Isvizzera, puoi fare ben altro che il lavapiatti.
        Ma occhio che puoi “non farti sfruttare” fintanto che vivi con mamma&papà, quando avrai moglie e figli ti toccherà abbassare la testa.

    • Truman

      Boh, io ho studiato, ma ancora me la cavo. E ho visto zoticoni rampanti e ignoranti che alla lunga facevano una brutta fine.

    • Tizio.8020

      Hai dimenticato di dire una cosa: “quegli” imprenditori ed artigiani, sapevano lavorare e non avevano paura di sporcarsi le mani.
      Non gliele hanno mica regalate le aziende con decine di dipendenti.
      E chiedigli anche “quante” vacanze han fatto, o quanti Iphone 7-8-9 hanno avuto, ai loro tempi.

  • ton1957

    La notizia è vecchiotta, la ditta in questione si è scusata dicendo che c’era un’errore nell’inserzione……….si trattava di un semplice stage e i 600 euri non erano lo stipendio dell’ingegnere….ma bensì quello che l’ingegnere avrebbe dovuto dare alla ditta per fare lo stage………in effetti è ora di finirla con sti stage aggratis.

    • Gianluca Freda

      Cioè l’ingegnere doveva dare all’azienda “600 euro netti al mese”? E magari anche i “ticket restaurant”? Mi sembra un po’ puerile come giustificazione (e anche comica, devo ammetterlo).

  • Adriano Pilotto

    Feuerbach affermava che l’uomo è ciò che mangia. Per stemperare il materialismo di questa affermazione, si potrebbe adottare questa variante: l’uomo è ciò che legge.
    La validità dell’assunto è confermata da questo articolo di Rossland: leggi Bettiza e poi ragioni in questo modo.

    • rossana

      Concordo. Non le sto a dire poi come si ragiona a leggere altra gentaccia che, come Bettiza, scrive di ciò che sa per averlo vissuto direttamente.
      Poi forse I fantasmi di Mosca si capiscono meglio oggi, per questo consiglio una (faticosissima) lettura.

  • Ronte

    Chi ha qualcosa da dire o magari criticare anche aspramente, dovrebbe tenere lontano il sentimento di abbandono, avere una spinta maggiore per cambiare le cose.Ma siccome cambiare le cose significa ribaltare il Sistema, più facile tirare avanti piagnucolando o al massimo cercare la fuga da qualche parte.
    Quando si capirà che la classe borghese è nemica del popolo, dei popoli? E quando si smetterà di ‘pecorare’ e scegliersi il boia di turno? Possibile non capire che lo Stato, così presentato e ufficializzato, è lo strumento amministrativo dei Poteri Dominanti, e che per fare piazza pulita deve essere abbattuto? Forse per paura o addirittura inconsapevolezza? Personalmente mi sono fatto tutto il ’68, un periodo prerivoluzionario, e posso dire che è stato meraviglioso: lotte e amori si intrecciavano quotidianamente. E se qualcuno non avesse tradito (Berlinguer e il compromesso storico), probabilmente tutto sarebbe andato diversamente. Poi l’abbassamento della guardia e la faccia gonfia come un pallone. Oggi siamo suonati. Però la Storia non finisce qui, ha il suo intrinseco seguito, e allora perchè non rialzare la guardia e riprendere il combattimento?

    • Gino2

      Dal 68 dovrebbe aver imparato che non è così che si cambiano le cose ahimè!
      Sarebbe bello e romantico! Ma non funziona! Non funziona perchè cambiando il sistema siamo giunti a questo sistema! Non vogliamo vederlo preferiamo dire che hanno tradito. Si è vero! Hanno tradito! Ma non possiamo impedirlo! Possiamo solo impedirlo se la rivoluzione diventa a sua volta dittatura (la fattoria degli animali l’avrete letta, no?) .
      Se dalla rivoluzione nasce una democrazia la democrazia si autofagociterà permettendo al più “furbo” di prevalere sugli altri.
      Dobbiamo accettare che i popoli sono questo. Voler ribaltare il sistema è in ultima analisi la presunzione di avere dei valori migliori e di pretendere che gli altri li accettino e assorbano. Ma non funziona! Ripeto, lo dico con “rammarico” ma è così. E prima si prende consapevolezza della realtà prima si smette di voler ribaltare il sistema e si pensa a ribaltare se stessi che è l’unica via per uscire dalla gabbia.

    • rossana

      Posso ricordarle che se è vero che (come mi ricorda al commento sopra Tonguessy) gli anni di Craxi erano anche più o meno quelli della reaganomic che piantava i semi del sistema attuale, oggi i migliori servi del sistema sono proprio degli ex sessantottini, mica alieni calati con le astronavi da Papalla.
      Al dunque, rimane sempre che a “tradire” non sono che quelli che nascono con il culo al caldo: da giovani sperimentano l’ebrezza di fare i rivoluzionari, più che altro per andare pubblicamente contro l’autorità paterna; poi, quando la paghetta paterna non basta più per via dei desideri che ingrandiscono con l’età, eccoli belli che piazzati a continuare a dar lezioni agli sfigati. Quelli che pensavano nel ’68 che davvero i figli di papà avrebbero rinunciato ai loro privilegi per nascita per conquistare più giustizia da condividere con il figlio di operai con il quale un tempo faceva il rivoluzionario in attesa di fare il dirigente (di partito, di azienda, di banca, di testata giornalistica, ecc.).

      • Tonguessy

        Credo che tu sia ingiusta, specie nei tuoi confronti che il ’68 l’hai vissuto. Nel ’68 c’era di tutto, bisogna ammetterlo. Ma arrivare a dire che è stato uno sbaglio epocale come vuole la vulgata odierna, ne corre. Non lo voglio difendere tout court, ma neanche mi sta bene che sia demonizzato in questo modo. Questo principio tento di applicarlo in tutte le salse, anche con i Carabinieri. Non è che siano tutti della banda della Uno bianca. Ce ne sono che hanno dato la vita per difendere il territorio e le persone. C’è di tutto, e bisognerebbe imparare a distinguere. Inoltre: questa acredine verso il ’68 poi fa maturare schizofrenie condite di frasi infelici che oscillano tra i citati “sinistri duri e puri” quale scherno e pensieri legati ad un elitismo che vuole le persone dei pecoroni incapaci di reazione. E quando reagiscono diventano “sinistri duri e puri” che si meritano pene durissime. Questa è poi in nuce l’analisi da bar del ’68: hanno fatto casino per nulla, al massimo per convenienza personale. Come ben sai non c’erano solo i Liguori e i Mieli nel ’68, e non tutti hanno saltato lo steccato. Mi auguro che tu faccia parte di questo troppo dimenticato gruppo colpevole di avere sperato in un mondo migliore, e di averci provato.

        • Mario Poillucci

          Tonguessy sia lei che Rosanna avete ragione in buona parte e condivido molto di ciò che affermate e sostenete. Per quanto concerne il ’68 il problema consiste che il programma non è stato completato e che nei vari movimenti si annidavano persone di incerta e dubbia trasparenza, riserve mentali, secondi fini.
          Necessita fare i loro nomi? Non credo, li conosciamo benissimo! Tutti ”transitati” allegri e felici laddove volevano attecchire! Dove si ”guadagna” e ”se magna”! Una certa ”politica” criminale ma prodiga purchè uno sia disposto a rinnegare il proprio ”credo” i propri ”principi” la ”morale” noiosa siccome di ostacolo al proprio benessere ed al personale ”particulare”. Vediamo se voi sessantottini come me ricordate, così come ricordo io e molto bene:
          CHI ERA COLUI, QUELLO, IL TIPASTRO CHE CHIAMAVANO, IDENTIFICAVANO, INDICAVANO COME ”ER CACCOLA”?? ERA SEMPRE IN COMPAGNIA DI UN VARIOPINTO CAPELLONE SEMPRE IN TV!! E come si chiama quell’altro ameboide, feroce antinuclearista una volta, che è transitato sull’altra sponda? Noi sessantottini dobbiamo scontare un peccato mortale: NON AVERLI STERMINATI TUTTI! POTEVAMO FARLO, DOVEVAMO FARLO! COLPA NOSTRA, ORRIBILE E REPELLENTE!!!!

          • rossana

            Ciò che è stato non si cambia, ciò che conta oggi è l’aver compreso una lezione che allora nemmeno sospettavamo, e oggi non possiamo fingere di aver appresa.
            Il dramma è che intanto il tempo passa, e la memoria rischia di azzerarsi perché è di difficile divulgazione ogni esperienza.
            Oggi, tutto è coperto da una coltre di nebbia, tutto è confuso, alterato da una diversa lettura delle stesse realtà.
            Mi chiedo se gli smartphone non abbiano impedito proprio quel passaggio della memoria alle generazioni successive, così come a noi veniva la memoria, allora, dai raccponti di guerra a resistenza dai nostri nonni.
            Pensi a cosa hanno ridotto lo sterminio nazista: una Giornata della Memoria che pare un rituale il cui scopo non è tanto la “memoria”, ma la sua spettacolarizzazione, che è il modo più sicuro per alterarne i contorni fino a sradicarla.

          • Mario Poillucci

            Il sonno della regione genera mostri cara Rossana! è il nostro sonno che ha permesso, concesso e consentito anche per il tramite di ambigue persone in vendita, sfacciate, malsane, disgustose, che i mostri potessero dilagare impuniti, indisturbati, feroci, melevoli per ogni dove! La colpa è solo nostra! Non dovevamo permettere e consentire il dilagare bancario, globalizzante, neofeudale, rancoroso siccome limitato e bastonato nel ’68, non dovevamo permettere la riscossa dei soros, dei roth(omissis), del pattume capitalista criminale, cancerogeno, mefitico, malsano. Non si può consentire al male più criminale che esista di riprendersi! Tramano, sempre e comunque! Se non li stermini spanderanno sempre e comunque lo schifo immondo di cui sono portatori! Di chi è la colpa? E’ nostra! Non ci sono giustificazioni!!!

          • rossana

            No, no, no.
            Non mi addosso colpe che non posso avere. Anche qui è necessaria la memoria, più che perdere tempo a fustigarsi.
            Non sapevamo nulla, non avevao fino a pochi anni fa che un vago sospetto, di quanto andavano tramando.
            Non dimentico che per anni ci hanno convinti di cose assurde, delle quali chi di mestiere non faceva finanza o economia, non era in grado di percepire il senso.
            Ci raccontavano che delocalizzare faceva bene alll’economia, che più banche era meglio, che l’Europa ci avrebbe fatto lavorare meno per avere di più, che avremmo avuto lo stesso welfare della Germania (che nemmeno la Germania oggi ha più), che l’euro era la libera circolazione di una stessa moneta che avrebbe reso più conveniente e facile viaggiare, che perfino il rinunciare al’indennità di fine rapporto per investire quel denaro in una pensione integrativa, sarebbe potuta essere la nostra sicurezza ecnomica domani.
            Su quest’ultima per fortuna i più hanno desistito, ma sul resto, sinceramente, potevo sospettare a fine anni ’90, quando i pc erano ancora di là dall’essere in ogni casa, l’adsl un mito e i talk show l’unica fonte di informazione, che ci stavano prendendo tutti per i fondelli?
            Solo dopo che le informazioni sono iniziate a circolare, cioè dopo che il pc è entrato in molte case e l’adsl è iniziata ad essere disponibile, abbiamo iniziato a scovare gruppi, forum, dibattiti e informazioni che fin lì avevano solo in pochi addetti ai lavori.
            Perché mai dovrei sentirmi poi in colpa? Per essere stata vittima del tradimento dei nostri politici? Per essere stata vittima della loro menzogna? Come potevamo reagire a qualcosa che se pur vagamente intuita non sapevam manco che esistesse?
            No, nemmeno mi sento in colpa per la mia igboranza di allora. Anzi, pure questa addebito a chi doveva informarmi e rendermi quell’informazione disponibile, anziché raccontarmi le sette meraviglie del mondo globalizzato senza dirmi una parola sui progetti che stavano invece perseguendo fin dagli anni ’70 del secolo scorso.
            Come dicevo, pace! E’ andata, mi hanno raccontato palle e ora è troppo tardi.
            Non concederò loro anche di addossarmi colpe che non ho o di fustigarmi per reazioni che non sapendo non potevo nemmeno immaginare di dover avere.
            Ho una sola vita, non ho voglia di sprecarla a fustigarmi per essere stata raggirata.
            Pazienza, ora so e mi tengo cara la salute evitando rabbie impotenti che bene non fanno.
            Conto sul fatto che, ne sono convinta, la vita è una ruota: il conto arriverà, prima o poi, in qualche forma, per tutti.

          • Mario Poillucci

            No Rossana, non condivido che ”per anni ci hanno convinti di cose assurde”! Personalmente ho sempre valutato, osservato, considerato TUTTI con sospetto e non sono, quindi, deluso! Concordo sul fatto che tutto è ciclico come dall’insegnamento di G.B.Vico e, quindi, ciò che hanno creduto facile nonchè agevole estromettere dalla porta cioè IL COMUNISMO, ma quello vero prima o poi tornerà forse dalla finestra e, memore dei propri sbagli ed errori, provvederà a giustiziare capitalisti, speculatori, bilderberghiani, lagardiaosimili, delocalizzatori ed analogo pattume estirpando loro e cloni pericolosi della stessa cancerogena follia dal pianeta e sarebbe cosa buona, giusta, ns dovere e fonte di salvezza! Certamente la ”ruota” del grande Vico cesserebbe di ruotare, ma serebbe a fin di bene e recupero di decenza e moralità!!

          • Hito

            Bell’intervento, accusi, ma senza violenza… capisci la presa in giro, ma chiedi solo di non addossartela… vorrei avere il tuo autocontrollo.

        • rossana

          @comedonchisciotte-0c8ce55163055c4da50a81e0a273468c:disqus
          No, attenzione: non scrivo né penso che il ’68 sia stato un errore. Di più: concordo sul fatto che abbia talmente arricchito chiunque l’ha vissuto (ma direi che più ancora del ’68, è il ’77, ad aver ampliato lo sguardo e la mente di chi c’era) che potremmo insieme elencare mille cose buone che da lì oggi derivano.
          E concordo pure su ciò che scrivi intorno al non distinguere, nel non tranciare giudizi sommari per categorie.
          Ciò che ho scritto è che non possiamo dimenticare che chi oggi è ai posti di comando, a vari livelli, è tutta gente che arriva dritta dritta dallo stesso ’68.
          Devo farti i nomi e dirti che posti occupano? Sei troppo intelligente per non aver fatto tu stesso queste considerazioni.
          Di qui la necessità (tutta mia, forse), di riconsiderare alla luce di quanto è successo dopo, fino a oggi, chi fossero in realtà i “predicatori” di rivoluzione di allora.
          Voglio ricordarne solo una, di allora: quando c’erano le rivendicazioni dentro alle fabbriche di Porto Marghera, a far picchetti fin dal turno delle 6 di mattina, quindi con sveglie alle 4 per essere ai cancelli prima che iniziassero a entrare gli operai, c’era un noto filosofo nonché ex Sindaco veneziano.
          Ha sempre avuto il dono della parola, e gli operai li incantava, aveva visione e supporti letterari tali che gli operai imbambolati dal sonno finivano per desistere dall’entrare in fabbrica a guadagnarsi la giornata.
          Quelli andavano a lavorare per mantenere le famiglie, una giornata di lavoro persa erano debiti a fine mese per fare la spesa, ma restavano fuori.
          Com’é finita?
          Quello è ancora lì a fare predicozzi dotti e infarciti di riferimenti letterari, oggi conditi con l’esperienza di governo di una città.
          Ma ti risulta che le giornate perse di quegli operai hanno prodotto cambiamenti nel suo personale stile di vita? Mica è mai stato proletario, e la sua vita è proseguita come doveva.
          Gli operai, invece, al più sono nel tempo riusciti a sudarsi una casetta tirata su facendo debiti e a sudarsi una pensioncina.
          Pensioncina che oggi viene contestata come “impossibile da sostenere” e casetta ipertassata e a rischio pignoramento se per caso è stata lasciato a un figlio che oggi lavora da precario, una pensione non la vedrà mai, e riesce forse a campare di stanti solo perché un tetto gliel’ha sudato quel padre che ha perso giornate di lavoro seguendo il filosofo che si atteggiava a rivoluzionario.
          Con il culo degli altri.

          • Tonguessy

            Mah, resta da dire che i Cacciari erano e sono due, uno macaco e l’altro intelligente. Indovina a chi si fa riferimento quando si nomina quel cognome? Sulla “giornata di lavoro persa” non sono d’accordo. E’ grazie alla montagna di “lavoro perso” che sono stati conquistati quei diritti sociali che oggi lentamente stanno per sparire. Ci sono state persone che hanno rischiato, che hanno donato per il bene di tutti. Chiaro che i crumiri alla fine hanno avuto tutti i vantaggi, ma oggi di quei nomi non ce ne ricordiamo nessuno. Al contrario ci ricordiamo dei morti e dei feriti, e di chi ha sottratto importanti risorse alla propria famiglia per sperare in un futuro migliore per tutti. Ed è giusto che sia così. Poi nella “societé du spectacle” appaiono solo i più furbi, quelli che tartufescamente hanno saputo portarsi a casa propria i risultati migliori, dimenticandosi quanto fosse per TUTTI quella causa. Ma il fatto che i media ci facciano vedere solo Mieli significa che è esistito solo lui? Stai parlando dei poveracci che hanno sacrificato molto, e li stai mettendo assieme ai furbetti di quartiere. Beh, il 68 era proprio così. Ma permettimi di dire che i poveracci erano immensamente più numerosi, intelligenti e modesti. Al punto che oggi, nei discorsi da bar, nessuno se li ricorda. E’ una forma di revisionismo, di spugna mediatica che pretende di manipolare ciò che è stato per dare significati diversi alla miseria attuale che oggi dobbiamo affrontare. Una volta c’era lo spauracchio dell’URSS, oggi si accontentano del 68. Cambia qualcosa?

          • rossana

            – Tonguessy
            Stai parlando dei poveracci che hanno sacrificato molto, e li stai mettendo assieme ai furbetti di quartiere…”

            Li sto mettendo sulla stessa linea al momento in cui si svolgevano i fatti per rilevare come poi ciò che li ha visti insieme era un abbaglio.

            i poveracci erano immensamente più numerosi, intelligenti e modesti. Al punto che oggi, nei discorsi da bar, nessuno se li ricorda

            Al bar la memoria ormai dura il tempo di un apericena, mica quello di un bianco e una partita di tresette

            ’68: non, non fa alcuna differenza, solo consapevolezza e memoria.
            Fosse mai che un giorno servisse averne ancora una…

        • Tizio.8020

          Perdonami, ma hai fatto confusione, e parecchia!!!

          La “banda della Uno bianca” i carabinieri li ammazzava a mitragliate.

          Non so se ti ricordi la “strage del quartiere Pilastro” a Bologna, del gennaio 1991.

          Su tre”fratelli Savi” , componenti della banda, ben due erano Poliziotti.

          https://it.wikipedia.org/wiki/Banda_della_Uno_bianca#I_componenti_della_banda

  • Mario Poillucci

    Paolo Barnard anche se a volte rozzo ed insultante nelle sue affermazioni e nel suo atteggiamento (sono certo che non è un atteggiamento, un agire spontaneo ma voluto ma ciò non significa che il non lo apprezzi, segua e pubblicizzi) a sempre ragione ed il suo dire ed affermare suffragato da dati di fatto oggettivi ed incontrovertibili! Ma sappiamo come sia distorto, malsano, immorale il mondo di oggi; più ti danno addosso più vuol dire che affermi il giusto e che sei nel giusto!! Anni addietro, durante una riunione del ”servizio commerciale” della mia azienda un baldanzoso e rampante manager dalle alte aspirazioni magnificava l’imminente globalizzazione, le privatizzazioni e consimili ”mirabilia”! Siccome certe persone e certi lupanari li odio visceralmente lo interruppi bruscamente ed ad altissima voce chiedendogli: il nostro agire sarà quello dell’onesto imprenditore che pretende serio lavoro e fedeltà in cambio di ottima retribuzione e umanità oppure uno ”stile” di lavoro similcinese? Un parapiglia! Il rampante non osò minacciare perchè sono un ”tantinello” grosso e, quando necessita, manesco! Il rampante uscì fuori dalla sala e rientrò dopo un quarto d’ora, molto calmo, più tranquillo e disse: è vero quello che affermi e farò ciò che mi sarà concesso fare per evitare la cinesizzazione della ns azienda e mantenne la sua parola! Strano a dirsi ma era uno cresciuto nell’ideologia comunista!!

    • mikaela

      Penso che Lei stia parlando di aziende con “stile” , quelle poche rimaste in Italia. Il “Made in Italy” nei vari settori.
      L’alta qualità,di prodotti che alcune catena commercial internazionali vantano di avere nei loro negozio a prezzi comunque inaccessibili all’ impiegato che li vende, oppure a ziende che hanno i propri negozio a Dubai, Tokyo, Chicago, New York e forse Roma . Come purtroppo aveva previsto Paolo Barnard.

  • Petrus

    Sono ingegnere, me la cavo con le lingue.
    Vivo e lavoro all’altro capo del mondo e guadagno 10 volte l’offerta dell’annuncio.
    Un paese che tratta così le sue risorse merita di rimanere solo con gli scarti.
    Dispiace, e molto, per chi non può lasciare tutto e partire.

    • Mario Poillucci

      Sono contento per Lei se è soddisfatto delle sue scelte! Non tutti, però, la pensano allo stesso modo. Personalmente ho rifiutato lavori anche soddisfacenti dal punto di vista economico ma, io, vivo in una zona da dove, sempre, da mane a sera, non devo fare altro che guardare il panorama ed osservare la Maiella madre, il Morrone, il Genzana, il Velino, il Sirente ed altre meraviglie! Certo, a tanti non frega una beata mazza di certune bellezze attirati da altre ”attrattive” quali il benessere economico, un congruo conto corrente nonchè annessi e connessi! Fatti personali, non importa, non frega!! Di concorsi ne ho vinti tanti: in banca, come cancelliere, in altri settori che non voglio specificare. Pratica legale presso un importantissimo studio legale romano; ne ho viste troppe di cose disgustose, non era il caso! Fossi rimasto nel nostro glorioso esercito ora sarei generale! In cambio di che? In cambio di cosa? Non sono disposto a sputtanare la mia morale in cambio del dinero! Del dinero mi importa fino ad un certo punto! Seppure ne avessi a fiumi non mi darebbero soddisfazione ed orgoglio! L’orgoglio e la decenza sono conservate e residenti in altri valori ed interessi e, dopo 38 anni di pendolarismo, causa mancato lecchinaggio aziendal-politico poichè deretani li ho presi a pedate ma mai e poi mai slinguazzati, nonchè altri 4 di università, quale corollario! Un solo vero rammarico: IN TANTI DOVREMMO SCENDERE NELLA VALLE DI ELAH E RIPULIRE IL PIANETA!!! Il particulare in primis nochè ad ogni costo non è una valida giustificazione! Saluti cordialissimi!

      • Giulio Larosa

        ciao sono Giulio Larosa, sono di Pescara, posso avere la tua email per parlarti in privato? mia email a_larosa chiocciola yahoo punto com

        • Mario Poillucci

          [email protected]
          Sulmo mihi patria est come, con fierezza, affermava il sommo Ovidio!!

  • Ronte

    Rispondo a Gino2 e Rossana.
    Il vostro modo di ragionare è frutto dell’invadente maestria padronale.
    Può darsi che le mie considerazioni siano toccate anche da nostalgia, ma la nostalgia è un sentimento di riflesso dovuto all’innegabile rifiuto di una realtà criminale. Ma c’è anche la convinsione che quel periodo sia stato il migliore dopo la ‘resistenza partigiana’.
    Vogliamo elencare qualcosa delle conquiste ottenute grazie alle grandi lotte dei lavoratori e studenti?
    Consigli di fabbrica con migliorie dell’orario di lavoro e aumento retribuzione, controllo sulle condizioni di lavoro, stabilità dell’impiego, scala mobile, entrata in massa delle donne nelle fabbriche e ovunque.
    Nessuno in Italia osava parlare di guerra se non per contestare aspramente quella del Vietnam e altre (Mettete dei fiori nei vostri cannoni)
    Diritti civili
    Autodeterminazione della donna (per semplificazione femminismo),divorzio e interruzione gravidanza, abolizione dell’autoritarismo soprattutto nelle scuole.
    E che dire dell’emancipazione culturale e sociale? Nessuno si scandalizzava se una coppietta si baciava sulla panchina o ‘sflanellava’ a tempo di ‘Je t’ame moi non plus’, faceva all’amore in un prato limitrofo o dietro una duna vicino al mare. Si canticchiava o fischiettava senza essere considerati fuori di testa. Ma il massimo delle relazioni sociali si espimevano attraverso il famoso ‘autostop’: considerazione e fiducia nel prossimo. I bimbi giocavano liberi in cortile e nei condomini. I più erano sempre disposti ad aiutarti. E poi e poi…
    Da qui il grande spavento della classe borghese: L’EMANCIPAZIONE TRAVOLGENTE DI MASSA! L’inizio di una possibile rivoluzione…
    Ecco allora che scendono in campo le stragi fasciste (in realtà di Stato) e il varo ufficiale del neoliberismo. Accorcio e finisco sottolineando il tradimento del PCI di Berlinguer e l’avvio all’era del consociativismo e della sottomissione. Il resto è storia recente, quella tanto criticata ma in verità difesa…

    • Gino2

      Gentile Ronte.
      La invito a riflettere e approfondire:

      Si alcune conquiste si sono fatte grazie alle lotte. ma..

      Primo punto: il sistema di adesso viene proprio da questa considerazione.
      Quindi per come è “formattato” impedisce alle proteste di “sfondare”.
      Molte conquiste “sociali” sono in realtà conquiste indotte
      Voglio dire che ce le hanno fatte conquistare perchè era piu complesso propinarcele!
      Quello che le dico viene dalla presa di coscienza di come il potere ragiona e manipola.

      Quindi il periodo in cui le proteste e le lotte sono servite è stato di un paio di decenni in tutta la storia. E spesso le proteste erano “indotte”.
      Le proteste indotte ci sono anche ora.
      MAnifestazioni colorate, rivolte colorate, etc.
      Tra 20 anni si potrà dire che abbiamo fatto molte conquiste con le proteste, guardando ad oggi….ma ovviamente sarà falso.

      L’altra riflessione è sul controllo.
      Quando si parla del fatto che siamo spiati ha una precisa valenza.
      NOn siamo solo spiati fino a dentro casa solo per evitare riunioni di eversivi ma soprattutto per fare statistiche sui comportamenti, gusti, tendenze non solo a fini commerciali ma per affinare la manipolazione.
      Quindi con il tempo gli strumenti di questo potere si sono enormemente affinati e perfezionati.
      Per cui gli strumenti per combatterlo devono essere piu perfezionati e affinati dei loro.
      Combattere con le clave contro astronavi ipertecnologiche, a menoche non si abbia una precisa strategia è inutile.

      • Ronte

        Ma quale induzione: era il portato, o meglio la presa del testimone di chi prima aveva vissuto il fascismo e la guerra, di chi già negli anni ’50 veniva bastonato dai celerini (mio babbo veniva a casa con la testa rotta e la tuta macchiata di sangue).
        Ti faccio presente che persino il sig. Agnelli accettò di buon grado la proposta del ‘compromesso storico’ proprio per sminuire la grande lotta di classe in atto. Così avvenne. Il tradimento del Berlinguer (i referenti non erano più i lavoratori ma la classe medio borghese) scompaginò e indebolì gruppi e gruppetti che davano un forte contributo per cambiare le cose. E se poi insisti nel considerare ‘pochi’ i risultati di quel periodo, ben vengano le mazzate e le ruberie, gli abusi e i soprusi di questi signori incravattati. Chi se ne frega se le nostre vite non contano nulla. Chi se ne frega se i nostri figli non hanno presente e tantomeno futuro. Beato te e quelli come te che credono ancora alla befana o a qualche bacchetta magica che risolve tutto… LA STORIA INSEGNA MA NON HA SCOLARI (A.Gramsci).

        • Gino2

          mi pare che se c’è uno che non crede che con una bacchetta si cambino le cose, ma anzi mette in guardia dal fatto che si crede troppo spesso che si pssano cambiare le cose in maniera sempice sono io. Cmq non sono in disaccordo con quanto dici. Ma i tempi sono cambiati e il potere che ha ceduto in quegli anni, come scrivevo, intanto ha spesso ceduto volontariamente perchè molte conquiste sono state funzionali a portarci dove siamo adesso, e si è attrezzato meglio.
          Ti invito a leggere la crisi della democrazia saggio della Trilaterale dove al livello europeo, usa e giappone, si descrivono i meccanismo che hanno portato alla crisi della democrazia. Cio che si evince è che il potere stesso era ben consapevole che allargando le “maglie” e concedendo “diritti” ci avrebbe provocato cio che in parte accade oggi.

  • Tizio.8020

    Ne abbiamo già parlato: puoi farlo solo se hai le spalle coperte, prova a mantenere una casa in affitto e dei figli così…

    • clausneghe

      Siamo sotto ricatto ed è dura uscirne, lo so.
      Ma le scelte bisogna pagarle di persona.
      Si puo fare, è difficile ma non impossibile.
      Ciao

  • Primadellesabbie

    Qualsiasi cosa pensiate del ’68, la forza che ci spingeva ad accomunarci e ci legava in quegli anni ve la sognate.

    Che poi ci si culli con la considerazione di come si sia riusciti a volgere tutto al peggio, con impegno, droga e iniziative anche peggiori, fino ad arrivare ad un:

    “…revival dell’Unione Sovietica condita in salsa Vaticana…”

    e sia andata puntualmente proprio così, che questa sarebbe stata la tendenza se avesse prevalso un certo egoismo spicciolo, si intuiva e si temeva, ma ci si sono messi in troppi. contro, e troppo forti.

    Truman, questo é un passaggio dal libro di cui si parlava qualche giorno fa:

    “…Il cattolicesimo deve alla sua antichità e alla sua avversione per ogni violenta formazione di massa, la quiete e l’estensione che esercitano una fortissima attrazione su molti. La diffidenza verso la massa non ha più abbandonato il cattolicesimo da molto tempo, forse fin dai primi movimenti eretici dei montanisti, che si volsero contro i vescovi con risoluta mancanza di rispetto. Il pericolo di improvvise esplosioni, la facilità di eccedere, propria della massa, la sua rapidità e imprevedibilità, e soprattutto la soppressione delle distanze obbligate sulle quali poggiano le distanze della gerarchia ecclesiastica – tutto ciò ha indotto ben presto la chiesa a riconoscere nella massa aperta il suo peggiore nemico e ad opporvisi in ogni possibile modo. …”