Un fondamentale trattato di antropologia

DI MIGUEL MARTINEZ

kelebeklerblog.com

In questi giorni, sto osservando quella che chiamano la “crisi di governo”, a occhio e croce la centonovantesima dal 1945 in qua; e per puro caso, ho avuto l’occasione di leggere proprio adesso il più serio trattato di antropologia mai scritto sull’Italia, il romanzo (si fa per dire), Il gioco delle caste di Giovanni Negri. Non vi dico altro, se non per invitarvi calorosamente a procurarvi il testo in questione.

Dopo Negri, non resta davvero molto da dire sulla politica italiana.

Negri, oltre a narrare storie verosimili, ha la capacità di Tucidide di inventare discorsi, assolutamente plausibili, con cui i protagonisti di ogni schieramento giustificano di volta in volta i propri interessi; ma nessun discorso è veridico – i discorsi sono armi morali per meglio conquistare appalti, posti alla RAI o altro. Che si tratti di discorsi sui valori della fede o sui diritti delle donne.

Se leggiamo bene Negri, possiamo capire quindi il rapporto reale tra politica e retorica.

La retorica è

immigrati stupratori, i saluti romani allo stadio, i valori cristiani offesi, l’omofobia dilagante, il valore dell’accoglienza, il fascismo rigurgitante, la sovranità della patria, i musulmani che ci vogliono conquistare, i diritti delle donne, il frocismo che vorrebbe distruggere la famiglia…

Per la maggior parte, la gente usa queste chiacchiere a scopo identitario, senza il minimo interesse al loro contenuto effettivo: il difensore della famiglia va a fare turismo sessuale nelle Filippine più o meno con la stessa indifferenza con cui il nemico del razzismo paga in nero la domestica filippina.

Normale, visto che la vita della gente è fatta di innamoramenti, paure, avidità, sospetti, preoccupazioni per l’indomani e altre cose che con i Grandi Principi c’entrano poco.

La politica è invece la roba che conta.

Se leggiamo bene Negri, capiamo perfettamente come chi in Italia conta davvero e decide sia indifferente alla retorica, con cui può giocare di volta in volta in un senso o nell’altro, ma che non dà il vero potere.

Mi viene in mente il mio amico del Partito Unico, un politico a cui sono affezionato, che il 25 aprile di qualche anno fa, preso dall’entusiasmo, proclamò a una piccola folla:

“nel 1945, noi abbiamo dato la vita per gli ideali in cui crediamo, e siamo disposti a darla di nuovo oggi!”

Calcolate che il mio amico che aveva già dato una prima vita nel 1945, era nato attorno al 1960.

Tutto questo ci aiuta a capire meglio la “crisi” di governo attuale, che io vedo così.

C’è Salvini, che è maestro di una retorica. E di poco altro, perché alla fine non ha un mestiere o una famiglia o un lavoro che conti.

Salvini, grazie soprattutto ai perditempo della retorica contrapposta che lo presentavano come il pericolo pubblico numero uno, si è montato la testa (per gli appassionati, proprio come l’anonimo ladruncolo nel film Kagemusha).

Salvini si è montato la testa, perdendo di vista che la sua vera base era fatta da una coalizione di gente molto pratica e poco succube della retorica: trafficanti veneti associati alla Lega da trent’anni e più, e trafficanti meridionali saltati di corsa sul carro.

Appena Salvini ha pensato di mettersi in proprio, gli altri hanno fatto i loro sacrosanti conti.

Non li ho certo capiti tutti, perché sono numerosi quanto gli individui coinvolti, ma mi vengono in mente:

– i neoeletti grillini, nemici giurati dei renziani, che rischiano di vedere franare ciascuno il proprio progetto di vita

– i renziani, nemici giurati dei grillini, che rischiano di perdere seggi ai seguaci di Zingaretti

– i seguaci di Zingaretti, che possono finalmente tornare a fare ciò che i membri del Partito Unico sanno fare, cioè gestire gli appalti

– la Confindustria e tutto ciò che la circonda, che ha visto che gli appalti si fanno meglio con i professionisti che con gli improvvisati

– i seguaci svegli di Salvini, che hanno capito improvvisamente che il prossimo finanziamento per la Festa Welcome to Sicily non sarebbe più venuto da lui, e che ci sarebbero stati altri ministri a celebrare il riconoscimento del Prosecco come patrimonio dell’umanità.

Poi magari il più furbo è stato proprio Salvini, che mentre il treno si stava per schiantare, ha avuto la prontezza di riflessi di saltare giù dalla locomotiva; ma questo lo vedremo più avanti.

 

Miguel Martinez

Fonte: http://kelebeklerblog.com

Link: http://kelebeklerblog.com/2019/08/28/un-fondamentale-trattato-di-antropologia/

28.08.2019

 

21 Comments
  1. Holodoc says

    È proprio vero che l’ipocrisia regni sovrana in Italia, e spesso senza che ce ne rendiamo conto.

    Ho visto alcuni giorni fa il film “Contromano” con Antonio Albanese, una commedia, nelle intenzioni dell’attore, contro il razzismo ma che finisce nel più razzista dei modi, in quanto il protagonista trova finalmente la felicità andando ad insegnare agli africani come coltivare la loro terra, cosa che a quanto pare i buoni selvaggi sono incapaci di fare senza la paternalistica guida dell’uomo bianco.

  2. ton1957 says

    Chi ha qualche anno sulle spalle ed ha seguito la politica Italiana, leggere quel libro sarebbe cosa inutile, farebbero bene a leggerlo le nuove leve, specie quelle leghiste, ma dubito che leggeranno mai un libro scritto da Negri (Tony o Giovanni poco cambia).
    Tra l’altro già il titolo mi pare errato, perchè qui abbiamo tante caste ma tutte fanno riferimento ad un’unica casta che sin dal 1945 dirige senza alti e bassi la politica italiana ( di tanto in tanto qualcuno entra “nel giro”, anche con idee rivoluzionarie, ma subito si converte al crocifisso al santo Pio o a san Gennaro.
    Comunque Conte ha appena avuto l’incarico per fare il bis e Grillo ha appena fatto sapere, dopo aver parlato con Dio (pare che ormai abbia scavalcato la Madonna di Salvini ed abbia una linea diretta con l’onnipotente) che i ministri dovranno essere non quelli eletti dal popolo ma degli esperti/tecnici/saggi/ che di solito sono quelli formati nelle scuole cattoliche o nelle banche che gestiscono le elemosine dei preti/Vaticano ( vabbè è ammesso anche qualche conte e qualche barone di provata fede monarchica- dei re, il papa si fida)
    Spero tanto di sbagliarmi ma domani nascerà (anzi continuerà) il vecchio governo giallo/bianco, alla chiamata apostolica correranno tutti i cherichetti (maggioranza Renziana dell P.D.) che ben conosciamo ed anche gli sconosciuti formatosi saggi nelle univesità cattoliche.
    Ci sentiamo più avanti, spero non siate in troppi, per l’estrema unzione.

    P.S.
    Aspetto la rosa dei nomi dell’esecutivo a conferma di quanto andreotticamente sospetto.

  3. giorgio peruffo says

    Condivido quasi tutto meno che Salvini sia saltato giù per salvarsi. E’ saltato giù ma ci rimetterà le gambe. E a tagliargliele saranno i suoi colleghi della Lega appena caleranno i sondaggi. (tempo sei mesi, un anno).

    Una cosa che mi passa per la mente in questo momento: di chi avranno paura i padroni del vapore, oggi, in Europa? Del PD, della Lega o del M5s? A me sembra che non debbano aver paura di chi possono comprare.

    Quanti debiti ha la Lega? Su per giù circa 46.000.000 (quarantaseimilioni) di Euro. Uno con un debito del genere non è libero e quindi non può rappresentare un problema per l’élite europea.
    Quanti debiti ha il PD? Credo non lo sappiano nemmeno loro ma, diciamo, quelli della Lega moltiplicati per tre o di più. Neanche loro possono rappresentare un problema, non sono liberi.

    E i debiti del M5s? Zero. Zero? Ecco di chi ha paura l’élite europea e lo si vede benissimo.
    Controllare quanti pali fra le ruote saranno infilati al M5s in futuro dalla “democratica” Europa.

  4. Vincenzo Siesto da Pomigliano says

    E allora? Ripeto: e allora?(!!!!!!!!)
    Mi sa tanto che è tutta una presa in giro per il resto degli italioti. E ben gli sta a questi polli….. che invece di sollevarsi credono ancora nella democrazia rappresentativa, in una costituzione, il più delle volte “filtrata” e interpretata dai vari costituzionalisti parassiti come la casta alla quale appartengono, demandando il proprio destino nelle mani di incapaci, arrivisti, dilettanti allo sbaraglio e mariuoli collaudati peraltro sottomessi agli interessi stranieri.

  5. gix says

    Gli aspetti antropologici della crisi di governo sono quelli sui quali non dobbiamo soffermarci a pensare, perché senno qualcuno si accorgerebbe che le bandiere non hanno senso, se sono fini a se stesse e non tengono conto della brutalità degli interessi e dei bisogni, e questo non è buono, per le caste. In tutta questa storia stupisce il fatto che Salvini non abbia previsto il fronte comune contro di lui, che praticamente è globale, va da Trump a tutto l’occidente conosciuto, compreso Putin e i cinesi, che forse però una volta tanto se la godono, ammesso che gliene freghi qualcosa della crisi di governo italiana. Per quanto possa sembrare assurdo, forse gli unici che hanno avuto qualche incertezza nell’abbandonare il capitano sono stati proprio i 5 stelle. Con buona pace di quelli che pensano di aver capito tutto, Trump pro Salvini e i burocrati europei e occidentali in genere, mirano ad una cosa sola, che non ci sia nessuno a rompere le balle con problemi locali e di poco conto, su scala globale, come possono essere quelli del popolo italiano, tutto il resto sono cose . Vedremo se per questo ci faranno sforare addirittura il 3%, per un natale in grazia di Dio.

  6. CarloBertani says

    Grande Miguel

  7. PietroGE says

    Fare una analisi politica su quello che è successo in un commento sarebbe troppo lungo, ho notato però qualche fatto interessante :
    -L’endorsement del candidato premier da parte di UE, le due cancelliere (quella tedesca e quella europea), il Vaticano, Trump ( o meglio chi fa la politica estera americana che non è certo Trump), Macron (nonostante la storia sul Franco CFA) e i mercati (avete notato come è andato giù lo spread?), e scusate se è poco.
    -Hanno fatto cambiare idea a tutti, Renzi, Zingaretti (che all’inizio voleva andare al voto) e gran parte del Pd, Il PdR (che voleva un governo stabile e or deve accontentarsi del governicchio) e la tragica figura di DI Maio, il vero perdente di tutta questa vicenda.
    -Nasce un governo-cameriere dei poteri forti con l’unico scopo di tenere fuori la Lega dal potere e mantenere i due pilastri della politica europea : austerità e immigrazione. La ‘mancia’ è già pronta e si parla di una ‘flessibilità’ di circa 10 miliardi sulla prossima manovra da parte della UE.
    -In una situazione del genere volere una classe politica con dei valori fermi, competenza e considerazione del bene comune è pura illusione.

  8. Rolmas says

    Miguel Martinez scrive di Salvini: “…alla fine non ha un mestiere o una famiglia o un lavoro che conti”. Lasciamo perdere la famiglia, che non c’entra nulla. Per quanto riguarda “un mestiere o un lavoro che conti”, che differenza c’è tra Salvini, Di Maio, Renzi, Zingaretti, Roberto Fico, Valeria Fedeli, Meloni, Casini, ecc. ecc. Cosa potrebbero fare nella vita queste altre persone, oltre alla politica (che già fanno)? E poi, fare politica non ha alcun valore sociale, non è un mestiere, non è un lavoro che conti? Oppure non ha alcun valore se è Salvini a farla, mentre se a farla sono gli altri sì ce l’ha? E ancora, erano frasi scritte così, giusto per denigrare un personaggio che non piace, senza dichiararlo apertamente e in modo subdolo?
    Eh già, ho la vaga sensazione che questo tizio, tale Miguel Martinez, sia un altro odiatore seriale, discriminatore di professione, al quale non piacciono i “diversamente pensanti”. Gente da eliminare, o in un modo o nell’altro, non importa quale.
    E poi: “Dimmi chi ti esalta e ti dirò chi sei”

  9. MarcBin says

    È più retorico questo articolo della retorica che si vorrebbe criticare.
    Avete più Salvinosi voi dei leghisti, per loro una patologia, per voi una ossessione.
    Fate ridere, pontificare dall’alto della vostra saccenza evidenzia quanto un pulpito fa credere di essere giganti.

  10. Ital Ucni says

    Quale e il migliore governo per i poteri occulti per gli affaristi insomma per chi deve manovrare ? Mi sembra ovvio il governo che oggi ci ta domani no , la instabilita politica e manna per questi signori. Quindi vedremo altro governo che durera poco e via cosi di seguito
    ” dividi edimpera” il motto e sempre valido
    Se non l puoi controllare direttamente una nazione tienil nel caos

  11. Rossi Mario says

    Il voto,come al solito,per gli ingenui conta qualcosa.Questa è l’ennesima dimostrazione che non conta nulla.C’è stato questo ribaltone per far tacere le voci su bibbiano e i veri problemi che intaccano il potere degli oligarci ovvero la pedofilia. E qualcuno pensa solo ai soldi,che a certi livelli non contano niente.

  12. Pimander says

    Una regola fondamentale di vita e’ quella di rimanere indifferenti alle provocazioni per disarmare l’arma dell’avversario.
    Se una persona ti provoca – come hanno fatto la Trenta e Toninelli con Salvini e la sua politica dei porti chiusi, ma non solo quella – la prima cosa da fare e’ capire quale reazione prevede la provocazione e agire esattamente all’opposto.
    Salvini ha invece reagito come la provocazione voleva…e quelli si son fatti trovare pronti.
    Ora stupirsi che la politica sia autoreferenziale e che sia al di la’ di ogni etica e valore signfica solo che Martinez ha finalmente smesso di bere latte per passare alla coca cola.

  13. snypex says

    Nulla da dire è così, l’unica constatazione è che se nascerà questo governo sarà il perfetto governo di bronzo a partire dall’incaricato in primis a totale dispetto del popolo (visto che lo odiano, anche se spesso lo tirano per la giacchetta per i propri comodi).

  14. Albert Nextein says

    Si tratta del Giovanni Negri ex radicale?

  15. Deheb says

    Senza scomodare l’antropologia e i romanzi, ciò che sta accadendo in questo periodo e una ulteriore conferma della bontà delle idee di Pareto, Mosca, Ostrogorski…..

    La gente non ha la benché minima possibilità di controllare l’operato della classe politica, è ininfluente in tutto e per tutto tranne (tranne?) quella piccola parentesi che sono le elezioni. Il resto è noia. Nonostante questa “piccola” mancanza che dovrebbe essere alla base di tutto, si continua a discutere del nulla, ovvero di massimi sistemi, di sovranità monetarie varie e assortite, di uscire dall’EU, dalla NATO, di indipendenza nazionale. Qualsiasi cosa va bene da dare in pasto alla gente ad esclusione della cosa più importante per essa.

    1. Antonello S. says

      Dai non essere pessimista che adesso chiedono il parere alla geeente sulla piattaforma Rousseau…

  16. Jane says

    Inutile lamentarsi: salvini none’ stato uno stratega. Si affida a bannon, che si volatilizza, fa i patti con zingaretti (mentana dice che ci sono le telefonate), che pero’ non si volatilizza ma trova consistenza nel prendere il suo posto al governo col suo partito, tutto. Prova a tornare indietro proponendo a di maio addirittura di fare il presidente del consiglio che gli risponde picche. Scende nei sondaggi…….non lo so voi ma io credo che piu’ sfigati di cosi non si possa essere. Qualunque cosa ci sia dietro questo e’ quello che appare al popolo.e per uno chevuol fare lo statista……

  17. Platypus says

    Condivisibile l’idea che l’antifascismo o il fascismo sbandierati da gente che di fascista al più ha visto un proprio nonno sia ridicola. Vero anche che i “Grandi Temi” del politicamente corretto o scorretto quali immigrati, donne, omosessuali, famiglia, identità…. siano solo dei vessilli utili per polarizzare l’attenzione su aspetti secondari quando su altri temi, di ben altro impatto sociale (lavoro, vera sovranità ed indipendenza economica e politica, riprendere in mano le leve economiche,…), non c’è la minima intenzione (o possibilità) di metterci mano.
    Il rischio è che questa tesi degeneri in un qualunquismo stile PDL= PDmenoL di grillina memoria, qualunquismo che alla fine ha portato all’assurdo (ideo)logico PD-L = PD+5s.

  18. Cruciverba says

    Grazie per avermi dato un altra idea dell’inutilità . Quando riflettero’ su di essa mi verrà in mente senza dubbio anche questo articolo .

  19. elisabetta says

    – Soros & co. che ha più parlamentari del 5 Stelle di Grillo e di Di Maio…

  20. fabio franceschini says

    Ridurre salvini a la sua capacità di unire (con la retorica?!?) trafficanti veneti e siciliani e dir poco semplificatorio!salvini ha preso il 34 alle europee e i sondaggi lo davano in forte crescita fino a a 2 settimane fa’ altro che kagemusha. ricordo bene quel film e devo dire che davvero non vedo il nesso. al limite se proprio lo vogliamo paragonare dobbiamo paragonarlo al giovane principe che una volta scoperta la verità porta la sua casata al disastro in battaglia.Così come non si può ridurre la vicenda del movimento 5 stelle alle scelte di vita di 3 o 400 miserabili pezzenti che grazie alle regole del movimento hanno svoltato . Il pd invece

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