Tra imporre e fare c’è di mezzo il mare

Tra imporre e fare c’è di mezzo il mare

Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org

L’altro giorno chiesi al primo addetto disponibile del supermercato se il minifaretto alogeno, che avevo preso dallo scaffale, era a alimentato a 12 o 220 Volt, dal momento che sulla confezione era indicata solo la potenza di 35 Watt. Come temevo il poveretto, imbarazzato, non seppe rispondere, ma una gentile signora casualmente presente si intromise per aiutarmi, dicendo che bastava controllare un solo dato: “Stia tranquillo, quando i Watt corrispondono vuol dire che va bene!”

La mia sincera riconoscenza per l’inattesa solidarietà tra consumatori però non bastò a dissimulare un’involontaria smorfia di compatimento, evidentemente percepita dall’arguta signora che reagì subito defilandosi elegantemente dalla scena.

Questo purtroppo è il livello medio di conoscenza scientifica delle masse votanti, che con tutta la loro buona volontà non riescono quasi mai a cogliere gli aspetti tecnici delle scelte politiche imposte dall’alto senza contraddittorio, grazie anche al contributo disorientativo dei giornalisti venduti che operano all’interno dello schiacciassi mediatico mainstream.

Veniamo allora alla questione del giorno, la assoluta necessità di metano per la nostra sopravvivenza economica e fisica. Parliamo di quella materia prima che fino a poco tempo fa “ti dava una mano”, parafrasando un vecchio slogan pubblicitario di SNAM, quando ancora bastava e costava poco. Si tratta di un prodotto energetico talmente utile e importante che ormai tutti lo chiamano “il gas”, come dire “the voice” al posto di Frank Sinatra, confondendo uno dei tre stati classici della materia con la composizione chimica che identifica il metano stesso. Questa è semplicemente CH4, cioè una molecola formata da un atomo di carbonio (6 protoni nel nucleo) e 4 atomi di idrogeno (1 protone nel nucleo).

Bruciare metano significa combinarlo con la molecola formata da 2 atomi di ossigeno (8 protoni nel nucleo) presente nell’aria secca in proporzione del 23% circa (si esclude dal calcolo la presenza di vapor d’acqua nell’aria, molto variabile con le condizioni meteo).

La reazione chimica, detta combustione che produce calore, è perciò molto semplice:

CH4 + 2 O2 ==> CO2 + 2 H2O . In parole una molecola di metano si combina con 2 molecole d’ossigeno per formare una molecola di anidride carbonica e 2 molecole d’acqua. Quest’ultima anch’essa in forma gassosa, cioè vapor d’acqua, tranne che nelle caldaie a condensazione, che hanno un’efficienza paradossalmente anche superiore al 100%, cioè producono più energia termica di quella implicita nella semplice combustione del metano, grazie all’aggiunta di calore ottenuto nel liquefare il vapor d’acqua contenuto nei gas di scarico (calore latente di condensazione). Un calore “rubato” ai fumi della combustione, che così si raffreddano. Il recupero di tale calore aggiunto è realizzabile nella produzione di acqua calda sanitaria e per riscaldamento domestico, ed è ormai questa la tecnologia standard di mercato, che molti hanno in casa. Ma vediamo gli aspetti principali dell’ecologia ambientale relativamente al ciclo del metano.

Innanzitutto la quantità di CO2 prodotta nell’ossidazione (combustione) del metano, a parità di energia ottenuta, è di gran lunga inferiore rispetto ad ogni altro combustibile fossile. Il motivo è semplice: nel metano c’è molto idrogeno (4 atomi per ogni atomo di carbonio), la cui ossidazione non forma anidride carbonica, bensì acqua. Entrambe le sostanze chimiche prodotte, H2O e CO2, sono comunque già presenti in abbondanza nell’ambiente e, nelle proporzioni naturali sono del tutto innocue per la salute umana e delle altre specie animali e vegetali. Anche le eventuali sostanze chimiche inquinanti presenti nella materia prima d’origine fossile sono facilmente eliminabili, cioè la purezza del metano commerciale è molto elevata, a scanso di inquinamenti collaterali.

Il metano fossile, che si è formato dai residui organici in milioni di anni, è abbondantissimo e presente in varia misura un po’ ovunque in cavità sotterranee naturali. Lo si può produrre anche artificialmente come biogas dai rifiuti organici, e in tale minima proporzione rappresenta una risorsa rinnovabile. Ma avrà pure qualche difetto! Uno di questi è che il suo rilascio nell’atmosfera è fortemente clima-alterante, come effetto serra che riscalda il pianeta, ben più della stessa CO2 a parità di massa considerata. Ma per fortuna nell’aria ce n’è pochissimo a differenza della CO2, e quello che c’è proviene in gran parte da fenomeni naturali incontrollabili. In ogni caso si degrada spontaneamente in una decina d’anni, con un processo lento ma analogo alla combustione.

L’altro limite utilitaristico del metano fossile, e qui veniamo al punto cruciale, è che si trova in enormi giacimenti facilmente sfruttabili, ma a grande distanza dagli utilizzatori finali. Da qui la necessità di trasportarlo così com’è, allo stato gassoso, tramite lunghissimi gasdotti, che possono anche attraversare tratti di mare limitati e poco profondi, ma non certo superare le distanze e le profondità oceaniche. Ricordiamo che i tubi per trasportare il metano a lunghe distanze hanno tipicamente un diametro interno di più di un metro, una parete d’acciaio di più di 4 cm di spessore, e un rivestimento protettivo di cemento armato di più di 10 cm di spessore. Ogni troncone di 12 m pesa così attorno alle 25 tonnellate, poco di più della spinta di Archimede che riceve sott’acqua, condizione necessaria per non venire a galla. Sulla terraferma i tubi vengono solitamente interrati quando attraversano aree popolate, nel mare semplicemente adagiati sul fondo, dove sono evidentemente più vulnerabili agli attacchi ostili.

Veniamo ora alla soluzione alternativa dell’approvvigionamento da oltreoceano, un totale controsenso in termini di efficienza energetica, costi, sicurezza, inquinamento ambientale.

La “furbata” per risolvere tale problema è la liquefazione del metano, che può avvenire a pressione atmosferica raffreddandolo almeno a – 162 °C. Si ricorda che la temperatura più bassa raggiungibile nell’Universo è di circa – 273 °C, detta anche zero assoluto misurato in gradi Kelvin, una scala di temperature che non contempla la possibilità fisica di registrare valori negativi. Come termine di paragone, il surgelatore domestico arriva al massimo a – 25 °C.

L’energia necessaria per il complesso processo di liquefazione corrisponde a circa il 6% dell’energia ottenuta dalla combustione del metano stesso così trattato. Una perdita che si somma all’energia necessaria per l’estrazione, il trasporto, la rigassificazione, ecc. Inoltre si verificano inevitabilmente consistenti sversamenti di metano in atmosfera anche nelle fasi di liquefazione e rigassificazione.

Per inciso è bene ricordare che il GPL, gas liquido da petrolio, è tutt’altra cosa. Composto principalmente da butano e propano, viene conservato in bombole alla pressione di qualche atmosfera, variabile in funzione della temperatura ambiente. Per ogni Kg ha un potere calorifico poco più che doppio del metano. Molti giornalisti mainstream non distinguono ancora tra le due realtà, parlando genericamente di “gas liquido”, ossia un ossimoro aggiunto alla già grande confusione mentale provocata nel pubblico che subisce la “sapienza” divulgata da questi cialtroni.

Tornando al GNL, gas naturale liquefatto, si ottiene una riduzione di volume del metano, da gas a liquido, di circa 600 volte, rendendolo trasportabile su navi dedicate, all’interno di speciali contenitori criogenici. Queste metaniere a loro volta sono molto energivore, sia per mantenere il carico a pressione e temperatura (- 162 °C) controllate per tutto il tempo, sia perché il lungo viaggio di ritorno è a vuoto, data l’impossibilità di utilizzare diversamente mezzi tanto specializzati.

La capacità media delle metaniere attualmente in esercizio è attorno ai 100 milioni di metri cubi di metano (una volta rigassificato), ma arrivano anche a 160 milioni. Per sostituire i 70 miliardi di metri cubi di metano prima importato allo stato gassoso in Italia, dovremmo tutti gli anni far arrivare da 500 a 700 navi metaniere (più di 2 navi al giorno nella stagione fredda), valutandone responsabilmente l’impatto in termini ambientali, di rischio incidente (definito da probabilità x gravità) e di costo economico ineliminabile delle operazioni di trasporto primario, liquefazione, trasporto via nave, rigassificazione, trasporto secondario. Non possiamo neppure escludere anche il rischio attentati. Il potenziale energetico del carico di una metaniera è di circa 1 megaton (un megaton è l’equivalente nucleare del potenziale esplosivo di un milione di tonnellate di tritolo TNT. Il volume di questa quantità di esplosivo convenzionale corrisponde ad un cubo di 85 m di lato, alto quindi come un palazzo di 28 piani!), cioè 20 volte la potenzialità massima di 50 chiloton selezionabile per la bomba atomica B61-12 di nuova generazione, destinata dagli USA all’Europa in funzione antirussa.

Ma le modalità di scoppio del metano in caso di rilascio del carico sono ancora più inquietanti, così descritte dallo scomparso Piero Angela già nel 2007:

Una grande nave metaniera, che trasporta 125 mila metri cubi di gas liquefatto a bassissima temperatura, contiene un potenziale energetico enorme. Se nelle vicinanze della costa, per un incidente, dovesse spezzarsi e rovesciare in mare il gas liquefatto, potrebbe cominciare una sequenza di eventi catastrofici. Il gas freddissimo, a contatto con l'acqua di mare, molto più calda, inizierebbe a ribollire, a evaporare e formare una pericolosa nube. Questa nube di metano evaporato rimarrebbe più fredda e più densa dell'aria e potrebbe viaggiare sfiorando la superficie marina, spinta dal vento, verso la terraferma. Scaldandosi lentamente la nube comincerebbe a mescolarsi con l'aria. Una miscela fra il 5 e il 15 percento di metano con l'aria è esplosiva. Il resto è facilmente immaginabile. Se questa miscela gassosa, invisibile e inodore, investisse una città, una qualsiasi (inevitabile) scintilla farebbe esplodere la gigantesca nube. La potenza liberata in una o più esplosioni potrebbe avvicinarsi a un megaton: un milione di tonnellate di tritolo, nell'ordine di potenza distruttiva delle bombe atomiche. Le vittime immediate potrebbero essere decine di migliaia, mentre le sostanze cancerogene sviluppate dagli enormi incendi scatenati dall'esplosione, ricadendo su aree vastissime, sarebbero inalate in "piccole dosi", dando luogo a un numero non calcolabile, ma sicuramente alto, di morti differite nell'arco di 80 anni. Si tratta di uno scenario assolutamente improbabile, ma non impossibile. Quello della metaniera, che si spezza vicino alla costa, viene definito il peggior scenario "energetico" possibile. Cioè l'incidente più catastrofico immaginabile fra tutte le fonti energetiche.

Ma da dove provengono queste navi metaniere? Al momento metà dagli USA, che estraggono il metano con tecniche di fracking e di perforazione orizzontale. Le preoccupazioni connesse con le operazioni di fratturazione idraulica sono quattro: inquinamento delle falde acquifere, impatto ambientale-paesaggistico (desertificazione), rischio di provocare eventi sismici, effetto serra per rilascio di metano in atmosfera in fase di estrazione. Quest’ultimo non riguarda solo il suolo americano ma l’intero pianeta.

Fortunatamente un ostacolo concreto alla diffusione di questi assurdi commerci energetici transatlantici era il costo proibitivo delle tecnologie necessarie, che misero fuori mercato questa offerta agli acquirenti europei, italiani compresi. Un problema che le compagnie energetiche USA, le stesse che fecero fuori Enrico Mattei, hanno risolto grazie all’operazione NATO di “Piazza Maidan” del 2014 (presidenza Obama), fino ad arrivare alle sanzioni e ai sabotaggi di questi giorni al convenientissimo gas russo via gasdotti. Come se non bastasse le stesse compagnie private intervengono anche pesantemente con azioni di lobbying a Bruxelles. Guarda caso gli europarlamentari polacchi, fortemente sostenuti dal loro governo, costituiscono la testa d'ariete della lobby del fracking, dipingendo un quadro roseo dello sviluppo dello shale gas in Europa, che secondo loro potrebbe portarci all'indipendenza energetica dalla sempre odiata Russia, e ovviamente avvantaggiare la Polonia che lo pratica già dal 2009 sul proprio territorio.

Lo schema collaudato da decenni a livello globale è sempre lo stesso, come già visto anche nella gestione pandemica con i “vaccini”: chi strumentalmente crea il problema (rivoluzione colorata, sanzioni, invio armi, sabotaggi) poi offre, anzi impone una soluzione costosissima e controproducente, che il problema lo aggrava e ne genera di nuovi.

A questo scempio dell’umano buon senso chi poteva aggiungere un peggio del peggio? Il nostro Supermario naturalmente, che non pago di dichiarare guerra al nostro salvifico partner russo, ha imposto in fretta e furia nuovi rigassificatori in prossimità di centri abitati, come ad es. a Ravenna e Piombino, qui addirittura facendo ormeggiare all’interno del porto una speciale nave rigassificatrice noleggiata a caro prezzo. Questo ricorda il “fate presto” ai tempi del governo Monti, l’altro genio guastatore più piccolo, un Mariuolo per l’appunto rispetto al criminale Draghi. Almeno lui è stato sincero, ha dichiarato chiaro e tondo qual’era stata la sua missione per conto terzi: distruggere la domanda interna. Draghi invece è per la “distruzione creativa”, menzogna per mascherare la distruzione finale, dolosa, dell’intero tessuto economico e produttivo dell’Italia. Ma guarda un po’ la comunione d’intenti di questi governi “tecnici” invocati per “salvare la Patria”! Nel linguaggio orwelliano che capovolge il significato dei termini l’hanno chiamato “il governo dei migliori”, sa va san dir. Nel linguaggio vero i migliori siamo noi, il Popolo sovrano, che però ancora dorme. Vogliamo e possiamo svegliarci dall’incubo per tornare ad essere noi stessi, per quanto difficile potrà esserlo in questa tragica congiuntura planetaria.

Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org

Milano, 05/10/2022

Alberto Conti. Laureato in Fisica all’Università Statale di Milano, docente matematica e fisica, sviluppatore software gestionale, istruttore SAP, libero pensatore, collaboratore di Giulietto Chiesa, padre di famiglia, appassionato di filosofia, psicologia, economia politica, montagna, fotografia, fai da te creativo, sempre col gusto alla risoluzione dei problemi.

FONTI

https://www.carbotermo.com/it/blog/gnl-quanto-inquina-e-quanto-costa

https://www.portorecanatesi.it/POLIT_SOCIETA/NewPolSocieta/pagine/NaviGasierePericolose.html

https://lists.peacelink.it/taranto/2007/03/msg00002.html

-https://valori.it/f-35-armi-nucleari-ghedi/

Commenti (34)

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Mostra commenti 34 caricati
    1. Nestor Halak 7 ottobre 2022

      Già, proprio adesso che la democrazia non c'è più, per salvare la democrazia dobbiamo rinunciare al gas, così come dobbiamo firmare decine di foglietti per autorizzare la violazione di una "privacy"che non abbiamo più da tempo.
      Come nei processi dell'inquisizione o in quelli di Stalin o nella campagna di vaccinazione, non è sufficiente distruggere il corpo, occorre distruggere anche l'anima, occorre firmare un consenso, un autodafé che ne certifichi la cessione.

    2. AlbertoConti 7 ottobre 2022

      Il silenzio dell'opinione pubblica su questa scelta politica autolesionista è come una firma implicita di accettazione.
      Ascoltando l'intervista di Vespa all'ambasciatore russo si capisce benissimo come funziona "il processo".

      P.S. ha del grottesco l'arroganza di Vespa e la pazienza di Sergey Razov, se solo si pensa a che atteggiamento avrebbe avuto Vespa se avesse avuto davanti l'ambasciatore americano.

    3. Nestor Halak 8 ottobre 2022

      Devo dire che la "pazienza" dei russi continua a sembrarmi incomprensibile e controproducente.

    4. AlbertoConti 8 ottobre 2022

      Devo dire pure io che la mancanza di tempestività dell'intervento russo la trovo criticabile, soprattutto col senno di poi. Quanto alla pazienza si diceva un tempo che è la virtù dei forti. Speriamo almeno che sia sufficiente ad evitare la catastrofe.

    1. Jocondor 7 ottobre 2022

      Solo una precisazione, e poi una curiosità:
      Il gas metano (ma anche il petrolio) non è contenuto in cavità sotterranee "grandi", tipo caverne, per intenderci, ma nella micro o macro porosità naturale della roccia; la roccia serbatoio è spesso di tipo calcareo, ma anche appunto di tipo scistoso, e le minuscole cavità interne sono connesse tra di loro. Più è elevata la permeabilità o meglio la trasmissività della roccia-serbatoio, e più è facile estrarre l'olio o il gas, esattamente come anche l'acqua di falda. Nelle rocce calcaree è più facile, negli scisti è molto più difficile.

      In Groelandia, se ricordo bene, è stato trovato molto tempo fa un giacimento di ferro allo stato ridotto, cioè non ossidato: si suppone che questo sia stato possibile in una atmosfera terrestre primordiale di tipo riducente, cioè a base di metano.
      L'atmosfera attuale è ovviamente assai povera di metano e ricca di ossigeno, e quindi ossidante, ed infatti i metalli si trovano in genere nei giacimenti come ossidi o più spesso come solfuri, almeno in Italia.

    2. AlbertoConti 7 ottobre 2022

      Grazie per la precisazione. E' anche necessaria la presenza di un mantello impermeabile sovrastante, ad es. di terreno argilloso, per impedire la fuoriuscita del gas metano dalla superficie, verso l'atmosfera.
      Tra le curiosità ho trovato uno studio che mette in relazione l'esistenza di giacimenti di metano con la sismicità, nel senso che dove presenti si osserva una riduzione degli effetti dei terremoti. Ricordo un terremoto che provocò molte vittime e gravi danni in un area della pianura padana, ai margini della zona collinare. Qualcuno mise in relazione l'evento calamitoso con lo sfruttamento di un giacimento di metano nella stessa zona, avvenuto qualche anno prima.

    3. Jocondor 8 ottobre 2022

      Se non ricordo male, l'evento sismico era dalle parti di Ferrara, e si trattava di un giacimento di metano esaurito ed utilizzato come serbatoio sotterraneo del gas d'importazione (pratica che pare sia usuale).

      Approfondendo ancora i dettagli giacimentologici: lo strato impermeabile che impedisce nei milioni di anni la fuoriuscita del gas o dell'olio (più leggeri dell'acqua), creando così la "trappola", è indispensabile all'esistenza di un giacimento.

      Spesso, nel Mediterraneo, (ma anche nel Caspio, ad esempio in Kazachistan) il tappo soprastante il giacimento è costituito da "evaporiti" cioè sali di sodio calcio e potassio (solfati e cloruri) precipitati sul fondale da acqua marina soprasatura, a causa dell' evaporazione dell'acqua stessa.

      Lo strato evaporitico si è depositato in spessori considerevoli sul fondale del Mediterraneo nel periodo detto Messiniano, circa 5 milioni di anni fa, durante la "crisi salina" seguita alla completa chiusura di Gibilterra: mancando l'afflusso di acqua oceanica, e durante una fase climatica molto calda, il Mediterraneo si era quasi completamente asciugato, cosicché le faune africane (elefanti e antilopi) erano giunte in Sicilia.

      In seguito, la riapertura dello stretto ha ripristinato il bacino Mediterraneo; poi durante le glaciazioni (a partire dall'ultimo milione di anni), alcuni "ospiti freddi", marini, stavolta, sono giunti da noi: un bivalve detto Arctica Islandica, ed altri.

      Questo per dire en passant che il clima è cambiato, molto e molto spesso, e sempre per cause naturali. A certe teorie climatiche mi verrebbe soltanto da dire che se non si riesce nemmeno ad eliminare la zanzara tigre dalla Pianura Padana, cosa relativamente facile, come possono farci credere di essere in grado di invertire la temperatura addirittura su scala globale?

    1. Primadellesabbie 7 ottobre 2022

      Questa è roba vecchia, del '96, ho cercato "referendum rigassificatore Monfalcone" e tra gli indirizzi metto questo da repubblica".

      All'epoca questa vicenda fu molto sentita, la società spagnola che avrebbe dovuto costruire l'infrastruttura non si rassegnò, come avviene sempre quando ci sono di mezzo guadagni e bustarelle a molti zeri, a perdere il boccone che aveva addentato, e propose altre soluzioni nel golfo.

      https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/10/14/come-buttare-200-miliardi-vivere-felici.html

    2. Primadellesabbie 7 ottobre 2022

      Invito a guardarlo questo link, e magari a leggerlo, parla di un Paese che non c'è più, che ha vinto, clamorosamente e contro ogni aspettativa, una battaglia importante nel non lontanissimo1996 e senza gli strumenti di informazione che abbiamo a disposizione ora: roba ufo per l'Italia di oggi.

    3. Hospiton 8 ottobre 2022

      Qualcosa di analogo, su scala più ridotta, è avvenuto alcuni anni fa anche a Arborea, poca risonanza a livello nazionale ma dalle nostre parti -vivo in una zona lì vicino- la mobilitazione della comunità arborense ha destato impressione, un bel mix sardo-veneto, con compattezza, decisione e unità d'intenti difficilmente riscontrabili altrove. Ceffone niente male alla Saras, killer capitalista di turno https://www.lanuovasardegna.it/regione/2016/07/12/news/progetto-eleonora-il-no-e-definitivo-1.13807865

    4. Fantine 8 ottobre 2022

      "Roba ufo per l'Italia di oggi".

      Grazie di questo ricordo, caro Egitto.
      Bella pagina della nostra storia.

    5. Fantine 8 ottobre 2022

      Questo lo ricordo anche io.
      E non solo per la mobilitazione, ma anche per il rispetto del diritto.
      Belle pagine della nostra storia.
      Grazie, caro Hospiton!

    6. Hospiton 8 ottobre 2022

      Non c'è dubbio cara Fantine, gran bella pagina!

    7. Fantine 8 ottobre 2022

      https://comedonchisciotte.org/il-mattino-dopo/#comment-326401

      Se vuoi/puoi e quando puoi, mi farebbe piacere leggere il tuo pensiero.
      Lo hai già espresso in merito e ti ho letto, Hospiton.
      Però, sono certa che il tuo contributo, anche in relazione ai commenti presenti, sarebbe interessante.

      Ps: estendo l'invito anche agli altri compagni di CdC con cui interloquisco più di frequente ;)

    8. Hospiton 8 ottobre 2022

      Appena potrò leggerò l'articolo, ne ho perso diversi negli ultimi giorni, ho dato uno sguardo ai commenti, alcuni notevoli...devo però ammettere che si tratta di argomenti di cui non mi piace tanto "parlare per iscritto", se mi concedi l'espressione, ma preferisco affrontarli in un faccia a faccia, in una discussione a tu per tu. Su un forum si prestano a equivoci, fraintendimenti, il significato che si conferisce a determinate parole spesso diventa soggettivo e trovo faticoso il trovar le giuste "soluzioni lessicali" o interpretare quelle altrui. Su internet ho sempre privilegiato il commento di tipo storico, politico, tecnico ecc, vedrò se "il mattino dopo" mi ispirerà fino a fare un'eccezione! A presto Fantine, grazie comunque per questo "invito"!

    9. Fantine 8 ottobre 2022

      Devo imparare dalla tua saggezza!
      Grazie a te, Hospiton!
      Mi sono permessa di inserirti giorni fa in un "club" di idealisti con me, @buddyboy e @logos.
      Vedrò di girartelo ;)
      A presto, Hospiton!

    1. FrankDax 7 ottobre 2022

      Buongiorno , un Grazie al Sig.Conti per l'ottima esamina , integrata da una miriade di interessanti nozioni di fisica/chimica , necessarie per avere piena consapevolezza di cosa ci sta cadendo sulla testa … ma che mette in risalto la Vera questione : non è certamente una questione di guerra , o crisi energetica , è solo una Pura questione di Dominio Economico . Da una parte ci sono gli USA e dall’altra parte un insieme di Paesi Emergenti con in testa la Cina che si sono rotti di essere figli minori . Tutto questo non sarebbe Mai potuto accadere senza uno stuolo di Politicanti UE sotto ricatto (CIA/NSA) , abilmente spinti nelle posizioni che contano . Pur odiandoli (USA) , bisogna riconoscere il piano diabolico messo in atto , con l’aiuto del Clown di Kiev . Sono riusciti a trascinare in guerra la Russia , che in ogni caso , pur aprendosi ad altri mercati , economicamente qualcosa rimetterà di sicuro (era preferibile per loro strategicamente avere Clienti /Fornitori sia ad Ovest che ad Est)... Stanno distruggendo l’Europa , che era il miglior Cliente/Fornitore Cinese... Stanno rendendo L’Europa il loro giardino di casa dove piazzare il loro Fracking Gas che era invendibile... Stanno sponsorizzando le aziende europee a venire a produrre in USA causa l’elevato costo dell’energia europea (creato da Loro) , per non parlare delle prossime forniture miliardarie di riarmo UE . E non crediamo che la tremenda crisi economica che avvolgerà l’Europa freni i loro affari , se prendiamo ad esempio la Grecia , in piena super crisi economica , è stato il paese europeo che negli ultimi anni ha comprato più armi di Tutti in rapporto al PIL . Quindi noi UE siamo messi malissimo e vie di uscita (almeno io) non ne vedo . Inoltre a meno di un Dottor Stranamore che perde il senno , gli USA non vogliono assolutamente un Day After Europeo e cominceranno a frenare o scaricare il Clown di Kiev , sapendo che per ora gli obiettivi (economici) sono quasi raggiunti . Questo fa capire quanta importanza nelle questione strategiche/economiche rivestono le risorse di “intelligence” (NSA) necessarie per “costringere” una valanga di Personaggi chiave a Tradire spudoratamente il loro Paese , resta da chiarire che fine hanno fatto le risorse di contro-spionaggio dei rispettivi Paesi UE … probabilmente sotto ricatto anche loro .

    1. Eugiorso 7 ottobre 2022

      Tra imporre e fare c'è di mezzo il mare?
      Dipende ...
      Se i gasdotti sono in mare, i banditi usa, o loro scalcani polacchi, Fanno, nel senso che li fanno saltare, per Imporre la separazione definitiva fra l'Europa occidentale (germania in particolare) e la Russia ...
      In tal caso si Fa per Imporre a cose fatte ...

      Cari saluti

    1. berlioz 7 ottobre 2022

      americani gente geniale: riescono a vendere le scorregge di satana dopo averle liquefatte... e a chi? a degli europei scemi ancorchè corrotti che avevano a disposizione del gas vero e a buon prezzo stoccato a domicilio... basta comprarsi due nazistelli ucraini per creare casino con la russia, e voila, il gioco è fatto...
      vedete come la fantasia del capitale riesce sempre a farsi un baffo della caduta tendenziale del tasso di profitto
      con buona pace del povero marx

    1. absitiniuriaverbis 7 ottobre 2022

      Facts and figures. Ci voleva!

    1. cruzaros 7 ottobre 2022

      ma noi siamo tranquilli:
      ci hanno assicurato che abbiamo i magazzini pieni di metano,
      abbiamo scorte da rivendere all'ENI se si può permettere il prezzo al metro cubo che pagano i ricchi pensionati italiani,
      molti dei quali dovranno riscaldarsi a fiato( quello avanzato dalla polmonite interstiziale) dentiera permettendo.

    1. R66 7 ottobre 2022

      Prendendo tali nozioni come vere, deduco che le conoscano anche i propositori, non si crederà mica che con il fior fiore di tecnici a disposizione ne siano all'oscuro?
      Quindi la spiegazione è molto più semplice di quel che si crede: non si farà nulla, ma in qualche modo bisogna pur dire che si farà qualcosa.

    1. Maurizio 7 ottobre 2022

      Ringrazio A. Conti per l'articolo molto istruttivo; senza volerlo sminuire, dico solo che rappresenta una conferma dati alla mano di ciò che una mente minimamente pensante può tranquillamente intuire.

      Che liquefare il metano, stoccarlo, trasportarlo su enormi navi per migliaia di km e rigassificarlo possa costare enormemente di più rispetto a farlo defluire in appositi condotti può intuirlo chiunque ...

      tranne chi ha spento il cervello, ovviamente per risparmiare energia eh!

    1. Brule 7 ottobre 2022

      Bello. Lo giro, ma il risultato immagino sarà lo stesso del "... e comunque intasano le terapie intensive!!" urlato con la bava alla bocca.
      Collasso psichico, non so come chiamarlo.
      Sono giorni che mi inseguono per parlarmi (male) di Putin, e le stesse persone che non vogliono vedere i video su yt dei paramilitari nazi sfilanti a Kiev nel 2016 (su youtube, voglio dire, è come dalla Gruber), all'accenno all'inquinamento causato dal conflitto dicono chissenefrega, nonostante siano d'accordo con l'appiedare i pensionati con la Panda.
      E quando accenni alla rovina industriale tedesca che impatterà anche su di noi "che accendano le centrali a carbone e nucleari e non rompano".
      Della serie "che mangino brioche!".
      Chi era pronto a dare la caccia ai podisti durante il lockdown si è bevuto qualunque fregnaccia del TG anche sul gas e sul conflitto.
      Se domani sera la TV fa dire a qualche esperto che ci si salva dal Covid e si salva l'Ucraina dei santi dell'Azov abbracciando una pianta grassa e rotolando giù dalle scale, tempo due giorni finiscono i cactus in ogni vivaio.

    2. omega 7 ottobre 2022

      A proposito di Dietlinde, pare che la madre fu mandata al confino a Castelluccio, paesino tra Basilicata e Calabria, ai tempi del terrorismo altoatesino.

    3. Maurizio 7 ottobre 2022

      Io a questi li prenderei a schiaffi finché la loro faccia non produce calore sufficiente a riscaldarmi casa, ecco una nuova fonte di energia alternativa.

    4. simonlester 7 ottobre 2022

      Comunque l'energia c'è la metti tu.

    5. cruzaros 7 ottobre 2022

      la mamma ,al contrario della figlia, non era una venduta e pagava di persona per le sue idee

    6. maghi 7 ottobre 2022

      almeno a Castelluccio fanno degli ottimi salumi senza conservanti.

    1. omega 7 ottobre 2022

      Si crea il problema e poi si offre la soluzione,costosissima e spesso anche controproducente, alle classi dirigenti addomesticate e spesso prezzolate. Vaccini, grande reset, auto elettriche, microchip sottocutanei, pannelli solari ,transizione ecologica, bonus 110% ecc. ecc. ecc.

    2. cruzaros 7 ottobre 2022

      di atomica o di metano
      l'lmportante è che saltiamo.

      chi non salta putiniano eè eè eè

    1. maghi 7 ottobre 2022

      il panem et circenses durerà fintanto che ai vari dragucci servirà, così le masse oblubinate saranno fregate. Mettiamola così: per i partiti del dissenso ha votato circa 1 mln di elettori. Questo significa che i rimanenti 49 o 59 mln sono consenzienti e potrei dire complici.

    1. lazarovici 7 ottobre 2022

      Un angelo scrisse: "caro m'è il sonno e più l'esser di sasso
      mentre che il danno e la vergogna dura
      non veder, non sentir m'è gran ventura
      però non mi destar, deh, parla basso"

    1. CptHook 7 ottobre 2022

      Eccellente esposizione, Prof., ti avessi avuto a scuola forse avrei persino imparato la matematica.

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