Sulla cura dell’anima

Sulla cura dell’anima

Una sera stavo tornando a casa in macchina e la radio passava un bellissimo pezzo jazz. Pensai:
“che bello questo pezzo, è proprio un toccasana per l’anima”.
Ma che cos’è l’anima, e perché bisogna curarla?
L’anima io non la intendo con le accezioni che sono proprie delle religioni organizzate, essa è piuttosto la capacità di raziocinio e di provare emozioni e sentimenti (che sono peculiarità dell’essere umano), insieme con la complessità della nostra chimica cerebrale. Quindi bisogna
prendersene cura come si prende cura di ogni altro aspetto della nostra esistenza. Anzi, bisogna curarla a maggior ragione, in virtù del fatto che l’anima così intesa è alla base della nostra stessa essenza.
Ognuno ha un’anima unica, che è diversa da quella di qualcun altro. Questo perché ognuno ha una propria sensibilità. E ognuno cura la propria anima a modo suo, in base al proprio bagaglio culturale, alle proprie esperienze ed alle circostanze in cui vive. Noi non nasciamo con un’anima già fatta, ma questa cresce insieme a noi man mano che impariamo, recepiamo ed assimiliamo cose nuove ed infine ci acculturiamo. Poi l’anima muore insieme al nostro corpo.
Alcuni si prendono cura della propria anima utilizzando sostanze che alterano la chimica cerebrale.
Chi ha un problema di salute mentale spesso ha bisogno di ricorrere a farmaci per curare la propria anima e condurre così un’esistenza che sia la più vicina possibile alla “normalità”.
Il confine tra farmaco e droga è labile, ed infatti nella lingua inglese entrambi sono denominati dalla stessa parola: “drugs”.
Non sorprende che l’ultima frontiera della psichiatria sia di trattare la depressione con gli psichedelici, o il disturbo post-traumatico da stress con l’MDMA.
Lo psichiatra ceco Stanislav Grof arriva addirittura a sostenere (nel documentario “La sostanza – Storia dell’LSD”) che “L’LSD diventa [per la psichiatria, nda] paragonabile alla funzione del microscopio in biologia e medicina o del telescopio in astronomia”.
Esiste anche un filone filosofico, iniziato da Aldous Huxley ne “Le porte della percezione”, che predica l’uso degli psichedelici per la ricerca interiore, o, come la intendo io, per entrare in contatto con la propria anima.
Ovviamente c’è anche chi usa le droghe in maniera puramente ricreativa, per dare svago alla mente e all’anima. Questa pratica, tuttavia, è molto pericolosa perché rischia di danneggiare l’anima anziché curarla.
Un danno all’anima lo fanno anche alcune malattie come l’Alzheimer, la demenza senile e simili, oppure l’anima può essere danneggiata in seguito ad un danno cerebrale, e non c’è cosa più triste che vedere un’anima spegnersi lentamente.
Un altro modo per prendersi cura dell’anima è fare attività fisica, in quanto con questa pratica si sprigionano sostanze benefiche per il cervello. Anche fare l’amore produce queste sostanze nel cervello, senza contare che in questo caso si provano anche emozioni e sentimenti molto forti; insomma fare l’amore è una delle cure più complete per l’anima.
Ma veniamo ora a quella che secondo me è la vera salvezza dell’anima: l’arte!
Bisogna distinguere fra contemplazione e creazione dell’arte.
Con la contemplazione dell’arte l’anima recepisce da un’opera (che può essere un quadro, una scultura, un libro, un film, un opera teatrale o musicale ecc.) i sentimenti e le emozioni che l’artista vuole trasmettere. La creazione dell’arte è ugualmente salvifica. Per creazione dell’arte non intendo solo creare un’opera di qualsiasi tipo, bensì anche creare o modificare oggetti. Per esempio, creare un vaso di ceramica, piuttosto che diagnosticare e riparare un problema ad un motore, piuttosto che lavorare all’uncinetto, per me sono forme d’arte, ed esse danno sollievo all’anima. Infine c’è il confronto tra culture diverse che arricchisce enormemente l’anima. Lo scambio di sensibilità diverse è molto benefico.
Per concludere, io credo che ogni essere umano debba aver cura della propria anima così come si ha cura di una bellissima pianta.
Questo induce ad una sorta di eutimia dell’anima stessa.

Autore anonimo per comedonchisciotte.org

Commenti (67)

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Mostra commenti 67 caricati
    1. mystes 23 maggio 2024

      Per farsi un'idea di cosa sia l'anima consiglio la lettura di Plotino: Le tre ipostasi originarie (Enneadi,V.1).E' solo un consiglio, più di questo in un sito internet non sarà possibile dire

    1. gix 23 maggio 2024

      Se si vuol parlare di anima, è fuori di dubbio che si entra in terreni inesplorati, o forse magari si prova ad uscire dalla caverna di Platone. Quello che possiamo dire con relativa certezza, è che esiste un qualcuno o qualcosa che da vita al corpo, che altrimenti sarebbe un involucro in gran parte fatto di acqua (perchè poi non si sciolga a terra in una pozzanghera questo è ancora da capire, come ho sentito dire da qualcuno). Non so quanti di noi abbiano incontrato la propria anima, non mi pare che questa si presenti con il bigliettino, quando eventualmente abbia voglia di interloquire con noi. Inoltre bisognerebbe stabilire cosa è il noi, qualcuno dice che è lo spirito, la vera coscienza, mentre l'anima è semplicemente un canale di connessione con la fonte della creazione, che non si incarna e non governa le nostre azioni, semmai fornisce elementi per indirizzarle (la dove e a chi ritiene di darli). C'è però un dubbio fondamentale, che almeno a me, pregiudica qualsiasi tipo di riflessione sull'anima. Se questa viene dalla fonte creatrice, che tutto sa e tutto dispone, senza vincoli di tempo e di spazio, non si vede perchè abbia necessità di fare esperienza, e soprattutto perchè dovrebbe rimanere incuriosita dal mondo che osserva tramite il nostro corpo (o spirito), come una bambina ingenua nel paese delle meraviglie (non so perchè qualcuno tende a raffigurarla così) . Mi piacerebbe molto scambiarci due parole con quest'anima, che io immagino molto più scafata di quanto si creda, magari davanti un bicchiere di vino, ma evidentemente non ho ancora il numero giusto per chiamarla...

    1. sbregaverse 23 maggio 2024

      Prima del logos necesse est trovare l'onoma comune(significato^significante), altrimenti , dell'anima ogni sora e frate ha la sua interpretazione.

    1. Ghisa 23 maggio 2024

      Basta provare a sedersi, prendere qualche respiro profondo e non pensare per alcuni secondi.

      In questo modo si puo sperimentare l'assenza di pensieri razionali ed emozioni.

      Questo semplice esperimento è sufficiente a chiarire che l'anima è quella parte di noi che prova le emozioni (spesso viene definita anima sensiente).

      C'è poi la parte razionale (chiamata spesso anima razionale) che è deputata al calcolo, l'analisi ed la logica in generale.

      Essendo attive in maniera costante, non riusciamo facilmente a distinguere queste due componenti da quella superiore che fa, si potrebbe dire, da spettatore.

      Questa parte superiore si comporta come il cocchiere di un carro senza briglie trainato da due cavalli.

      La maggior parte del tempo è spettatore passivo, ma con l'esercizio e l'applicazione può imbrigliare i due cavalli e prendere il controllo della direzione in cu procedere.

      Se qualcuno avesse il dubbio, il cocchiere è immortale.

      Se n'è ormai accorta anche la "scienza".

    1. nicola 23 maggio 2024

      Mi pare che l'autore (o l'autrice) confonda l'anima con le emozioni suscitate dalla mente.

    1. maghi 23 maggio 2024

      per me l'anima non è il centro dei pensieri, dei sentimenti o delle emozioni, ma la coscienza profonda, che indirizza le azioni in modo benevolo. L'unico modo per averne cura è chiudere gli occhi e pregare, in modo da creare un collegamento sensibile tra il mio cervello e Lei. Ovviamente per pregare bisogna avere la fede. Un pò come succedeva ai miracolati da Gesù nell'Israele dei suoi tempi. Chi non aveva fede in Lui, non poteva essere guarito, almeno in maniera stabile. Almeno questa è la mia esperienza che dura ormai in forma matura da quasi 50 anni e che trova ampio riscontro, sia nei Vangeli, sia negli scritti della Valtorta, ovviamente non in modo da bigotto, perchè come ho detto molte volte, la chiesa cattolica, che mi ha dato gli insegnamenti religiosi giusti per avere la fede col catechismo, ora non ha più la funzione di trasmetterla e di togliere le anime dagli artigli satanici, ma solo quella di servire il potere temporale, quindi satanico. Per avere questa cura dell'anima non ci vuole molto, bastano 20-30 minuti die col rosario in mano, detto poi in forma libera, non formalistica, perchè, se uno intende seguire gli ordini ecclesiastici, non può seguire i refoli, che l'anima invia alla parte sensibile. I luoghi migliori per questa cura dell'anima sono le stanze più silenziose possibile o un piccolo oratorio, tipo le adorazioni eucaristiche perpetue, fatte in luoghi di dimensioni adeguate. Si potrebbe dire che l'anima è il super-io freudiano (o lo spirito paolino o la virtute dantesca), che è per sua natura insensibile, che invia messaggi al io-conscio e corregge così gli orientamenti naturali dell'io-inconscio, che sensibili sono eccome. Lì stanno i sentimenti, le passioni e gli amori, che, se non ben guidate dall'anima, travolgono l'esistenza dei poveri malcapitati.

    2. R66 23 maggio 2024

      Nella Bibbia viene usato il termine Nephesh, il quale indica la totalità della persona; tradurre ciò con anima è una speculazione.
      Il fondamento di quel che dici di seguire è la resurrezione non l'anima; ragionandoci un attimo, si nota che i due concetti sono decisamente incompatibili.
      Per farli collimare bisogna inventarsi un qualcosa a mo' di fantasmino che viene spostato di qua e di là alla bisogna.
      Per la Bibbia si muore e si scompare, non si esiste più, poi semmai si verrà risorti, in caso contrario si resterà inesistenti.
      La fase della resurrezione non è ancora avvenuta, quindi, tutti i morti precedenti, tranne uno, non esistono più.
      Tale principio vale anche per Maria.
      Detto questo, vedi un po' te con il rosario chi stai pregando...

    3. Ghisa 23 maggio 2024

      “Chi credete che io sia?», essi rispondono: «Alcuni dicono che sei Giovanni Battista, altri Elia ed altri Geremia o uno dei Profeti”
      Matteo 16, 13-14

      Nel nuovo testamento, persino dall'approssimativa traduzione in Italiano, si capisce che cosa intendessero per reincarnazione.

      Non è l'anima che si reincarna, ma l'io.

    4. R66 23 maggio 2024

      Per avere un'approssimazione del concetto biblico, credo che potrebbe funzionare il seguente: Dio ha un mega hard disk esterno nella cui memoria ci sono i file di tutti i morti.
      I file nell'hard disk esterno non hanno alcuna facoltà, né proprietà, sono soltanto informazioni.
      Al momento della resurrezione sposterà alcuni file nell'HD di sistema, altri finiranno nel cestino e poi click... svuota cestino.

    5. Ghisa 23 maggio 2024

      Questa è una visione che non considera ne il libero arbitrio ne una pur minima nozione di giustizia.

      Chi vive ora in zone funestate dalla guerra ha molte meno possibilità di autoperfezionamento.

      Il meccanismo della reincarnazione, e quindi del Karma, serve proprio a questo.

      Ripetere, ripetere e ripetere finché non si evolve.

    6. R66 23 maggio 2024

      Considera entrambi, ma in maniera diversa da come popolarmente viene insegnato.
      La sorte, "cestino" o meno, dipenderà dalla scelte effettuate in precedenza.
      Sempre da quel che si legge, indipendentemente dal luogo o dal tempo in cui si esiste, ognuno avrebbe le stesse possibilità.
      La differenza fondamentale rispetto ad altre "opzioni", riguarda l'unicità della possibilità, ossia il lasso di tempo in vita.
      Diciamo che c'è una preselezione prima di iniziare il perfezionamento.
      Teoricamente si potrebbe dedurre che gli esclusi non si perfezionerebbero.

    7. maghi 23 maggio 2024

      non conosci il Nuovo Testamento o fai finta di non conoscerlo. Ognuno poi ha il diritto di rigirarsela come gli pare, basta non faccia danni a sè stesso o ad altri.

    8. R66 23 maggio 2024

      Penso di conoscerlo discretamente. Comunque, se avessi un dubbio specifico su quanto ho scritto in precedenza, potrei provare a rispondere, così non saprei da dove iniziare.

    9. maghi 24 maggio 2024

      – I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per Lui.

    10. R66 24 maggio 2024

      Non capisco perché hai citato il passo dato che non contrasta assolutamente con quanto ho scritto.
      Come puoi leggere anche tu, tratta la resurrezione come un evento futuro, in quel momento e ad oggi, non ancora avvenuto.
      Tra l'altro, tu vedi risorti in giro?
      LOL
      Del concetto di anima/fantasmino, qui (e anche altrove) neanche l'ombra.

    11. maghi 24 maggio 2024

      io non posso citarti tutto il Nuovo Testamento e più che altro non posso meditarlo per te. I grandi mistici prima di meditare le Sacre Scritture raccomandavano, a chi aveva fede, prima la preghiera per chiedere di essere illuminati, poi la lettura, infine la meditazione della lettura. Come capisci non è un percorso facile. Se ti vuoi cimentare, ti faccio i miei migliori auguri, però ti avverto che è un impegno che deve durare tutta la vita. All'esorcista novantenne della diocesi di Prato, che confessava 20 ore a settimana, mentre ora ne confessa 40, chiesi il perchè di questo grosso aumento di lavoro, fatica ed impegno, perchè a me pareva troppo sacrificio per un uomo della sua età. Mi rispose con una sola parola: "Dovere". Inutile recriminare. Solo lui sa il senso di questa parola. Io non lo capirò mai. Un altro frate, che io chiamo "il sapiente", mi disse che non ci basterà l'eternità per capire Dio, una volta in Paradiso. Quello che sanno e capiscono i mistici, noi non possiamo saperlo e capirlo. Il nostro cervello è troppo limitato. Quindi dobbiamo accettare i nostri limiti e sperare nell'aiuto di Dio. Si chiama "Timor di Dio", che non ha nulla di pauroso e terrificante, ed è un dono dello Spirito Santo. Ma qui si ritorna all'inizio, perchè chi non ha fede, come può avere i doni dello Spirito Santo? Un sacerdote inglese, mi ricordo, disse nell'omelia, che la fede è un miracolo, ma se uno non crede e non vuole miracoli nella sua vita, non l'avrà mai. Buona giornata.

    12. R66 24 maggio 2024

      Leggere o meditare, non significa mica inventare.
      In tutta la Bibbia non c'è un solo punto in cui si dice che al momento della morte un qualcosa si stacca dal corpo e va a stare in qualche altra parte.
      L'idea è ripresa da correnti ellenistiche che, insieme a tante altre, sono entrate a far parte del calderone quando hanno deciso di "ufficializzare" la faccenda.

    1. danone 23 maggio 2024

      Poi l’anima muore insieme al nostro corpo.

      Mi sa che questo anonimo di anima non ci abbia ancora capito più di tanto se fa un'affermazione del genere

    2. LuxIgnis 23 maggio 2024

      Morire non è forse la parola giusta, in realtà niente muore, ma si trasforma.
      Ma se non ce se ne prende cura muore anch'essa, anche molto prima della morte fisica.
      Viceversa, no.

    3. danone 23 maggio 2024

      Appunto, la morte del corpo fisico nn c'entra nulla con l'anima.
      Infatti se la curi vive, se non la curi muore, indipendentemente dalla sorte del corpo fisico.

    1. IlContadino 23 maggio 2024

      L'altro giorno ascoltavo due persone fare conversazione, una terza era l'intervistatore, italiani, due maschi e una femmina.
      Parlavano di mondo interiore, di alcuni aspetti del mondo interiore, ognuno diceva la sua, conversazione garbata. Due persone su tre erano concordi nell'affermare che più o meno l'80% degli esseri umani non possiede un'anima, la terza persona comunque annuiva.
      È gente che si occupa di quelle cose lì, di mondo interiore, di ricerca in quel campo.
      80%, mi ha colpito.
      Ho pensato che 8 persone su 10 che conosco potrebbero non avere l'anima.
      O forse, dato che io l'anima ce l'ho, in realtà tendo ad essere in contatto con persone-anima, quindi frequento più che altro quel 20%, bo, chi lo sa?!
      Ho collegato questa faccenda a quella dell'assenza di empatia. Alcune persone non sanno provare empatia, forse sono quelle prive di anima.
      80%, sconvolgente, non può essere vero, o forse sí...mah.

    2. absitiniuriaverbis 23 maggio 2024

      80%... tutte vedove di Riccardo Cocciante.
      E adesso siediti
      su quella seggiola,
      stavolta ascoltami
      senza interrompere,
      è tanto tempo che
      volevo dirtelo.
      Vivere insieme a te
      è stato inutile:
      tutto senza allegria,
      senza una lacrima,
      niente da aggiungere
      né da dividere.
      Nella tua trappola
      ci son caduto anch’io,
      avanti il prossimo,
      gli lascio il posto mio…

      Povero diavolo,
      che pena mi fa!
      E quando a letto lui
      ti chiederà di più
      glielo concederai
      perché tu fai così!
      Come sai fingere
      se ti fa comodo!

      E adesso so chi sei
      e non ci soffro più,
      e se verrai di là
      te lo dimostrerò,
      e questa volta tu
      te lo ricorderai…

      E adesso spogliati
      come sai fare tu,
      ma non illuderti
      io non ci casco più!
      Tu mi rimpiangerai
      bella senz’anima!

    3. nicola 23 maggio 2024

      Io credo che l'anima ce l'abbiano tutti. Ma che solo pochi se ne rendano conto.

    4. lazarovici 23 maggio 2024

      Conobbi una suora bielorussa. Bellissima. Giovanissima. Occhi di cielo. Io la ricordo soffusa da un alone di bontà e di spiritualità che solo gli spiriti sovrani sanno infondere al loro apparire. Ecco, quella donna aveva un'anima che contagiava chi la conosceva. Perché, diciamola tutta, l'anima è contagiosa, che al presunto Covid gli fa un baffo. Ma è data a pochi e a poche. Altri hanno anime false, riproduzioni, copie cinesi. E' pieno, nei mercatini della vita, nel mondo dei follower. Guardano le monete false e dicono: "Che belle! Quanto chiede?"

    5. LuxIgnis 23 maggio 2024

      Non è che non ce l'hanno (i bambini ce l'hanno tutti), è che non se ne curano. Se non ti curi di qualcosa è come se non ce l'avessi.
      Cosa ci fai con quel bel vestito se lo lasci sempre nell'armadio? Ammuffisce e viene corroso dai tarli e basta.

      L'empatia è un buon strumento per capire chi e come. Poiché l'anima è per sua natura universale e non egoica. È una delle sue nature avere empatia altrimenti non è.
      Un'altra caratteristica è la curiosità. Persone che non si curano degli altri non hanno nemmeno curiosità.

    6. IlContadino 23 maggio 2024

      Anche io Nicola lo penso, cioè lo pensavo, non lo so, non so più che pensare, sono confuso.
      Certe persone paiono talmente meccaniche che ti viene da mettere in dubbio il fatto che là dentro ci sia un'anima.
      Alcuni dicono che l'anima sia una qualità che si sviluppa, partendo da zero, cioè da una condizione in cui essa è assente. Forse, banalmente, alcune persone non abbandonano mai la condizione di partenza.

    7. IlContadino 23 maggio 2024

      Interessante quanto dici.
      Molte volte mi sono domandato quand'è il momento in cui un'anima entra in un corpo, se così posso esprimermi.
      Il difetto di questo pensiero è il fattore tempo, che forse all'anima non appartiene. Però è comunque un ragionamento che ha un suo perché, credo.
      Un feto ha un'anima?
      Un neonato?
      Forse la sviluppiamo a otto settimane di vita dopo il parto, per questo ci punzecchiano in quei giorni

    8. LuxIgnis 23 maggio 2024

      Siccome anima vuol dire vento, aria, quindi sarebbe più probabile che avvenga al primo respiro. Molte antiche tradizioni la pongono lì "l'entrata".
      Ma non credo che possiamo saperlo.
      Anche perché potrebbe anche essere che non c'è niente che "entra" ma che venga generata. Ci si dimentica sempre che materia ha la stessa radice di madre. Ed è la madre che genera. Con l'aiuto del padre, chiaramente.
      In poche parole tutto ciò che vive (compreso la materia inorganica) genera un'anima, ma poi bisogna prendersene cura, per questo l'ho paragonata a un figlio.

    9. nicola 23 maggio 2024

      Ma forse bisognerebbe chiedersi quand'è che il corpo entra in un'anima.

    10. nicola 23 maggio 2024

      No, non ammuffisce, né viene corrosa. Rimane semplicemente lì, coperta da un mucchio di stracci.

    11. nicola 23 maggio 2024

      Non credo che l'anima si sviluppi, che evolva. Eventualmente evolve la personalità, nel senso che si avvicina sempre di più all'anima. La meccanicità che esprime la gran parte delle persone è da imputarsi proprio alla sua lontananza dall'anima, dall'essenza.

    12. LuxIgnis 23 maggio 2024

      Può anche essere ma il risultato è sempre quello.

    13. sbregaverse 23 maggio 2024

      Sicuro sicuro proprio tutti tutti...
      anche Netanyahu ?!?

    14. Nonso 23 maggio 2024

      Stai errorificando una cosetta.
      Non è questione di rendersene conto o meno.

      L'anima ha bisogno di energia, dipende da dove la reperisci.
      Ci sono fonti "infernali" di energia, che con il minimo sforzo (tuo, ma inestimabile per gli altri) ti garantiscono un potere enorme, diciamo che sono le "porte larghe".
      All'opposto "le porte strette" richiedono impegno e ripagano in misura meritocratica, con potere sconfinato, ma indirizzato al senso di rigenerazione vitale collettiva, in comunione col Tutto.

      Se le porte larghe fanno passare cani e porci purché accettino di spegnere qualità dell'anima quali la capacità di immedesimazione, la creatività, l'empatia, la sensibilità, la pazienza, l'ascolto, etc etc, le strette necessitano di queste qualità per essere varcate.

      Le larghe, dopo una breve vita umana di spadroneggiamenti, portano al precipizio della dannazione eterna, le seconde, per impegno e merito, conducono a percorsi di elevazione ed evoluzione, trasformazioni virtuose.

    15. Nonso 23 maggio 2024

      Ce l'ha, è già morta ma ce l'ha.

    16. natascia 23 maggio 2024

      Tutti hanno un’anima.

    17. Giudice Holden 23 maggio 2024

      Ma poi lui... cosa le chiedeva di più a letto?

    18. IlContadino 23 maggio 2024

      Come puoi dirlo?

    19. sbregaverse 23 maggio 2024

      Il più mistico dei misteri il:
      FEMMININO.

    20. Papaconscio 23 maggio 2024

      Quell'80% ha barattato l'anima con un codice wireless

    21. absitiniuriaverbis 23 maggio 2024

      Forse hai dimenticato il: quando una femmina si contraddice ha ragione due volte.

    22. natascia 23 maggio 2024

      Non sono gli occhi che colgono la bellezza, e neppure l’udito che ci fa emozionare sentendo una melodia.

    23. Nonso 23 maggio 2024

      Anche perché sarebbe come dire che uno sordo e cieco non possa coglierla.

    1. Fedeledellacroce 23 maggio 2024

      Grazie all'autore per lo spunto interessante.
      Grazie soprattutto per non sbandierare lauree, studi e onoreficienze varie, delle quali si fa volentieri a meno.
      Quanto all'argomento, posso aggiungere che MDMA, LSD, Ketamina etc sono sintesi chimiche (oggi di moda), e le "Sostanze" naturali sono tutta un'altra cosa, naturalmente usate dagli abitanti di questo pianeta da almeno 10,000 anni.
      Per chi non sa di avere un'anima, consiglio una macrodose di psilocybina, almeno 5 grammi.
      E per gli scassacaxxo, prego non rispondere a questo commento.

    1. absitiniuriaverbis 23 maggio 2024

      Che dire, a partire dall'immagine ci sarebbe da commentare.
      Chi rappresenta l'immagine? Anni fa, la risposta era indubbia, oggi non saprei.
      Lo stesso per l'anima. Per secoli è stata appannaggio di fedi, credi e religioni.
      Poi è subentrata la scienza. Oggi, non saprei.
      Però una cosa mi lascia perplesso in particolare: chi ha scritto l'articolo sottolinea che "Poi l’anima muore insieme al nostro corpo."
      Da ingegnere, pro e contro, sono convinto che la natura non faccia sprechi, che tutto si trasformi.
      Il contrario di nascere è morire, mentre la vita è eterna e tale è l'anima.

    2. LuxIgnis 23 maggio 2024

      C'è molta confusione in giro in merito. Sono solo parole. In altre culture si chiamano in altro modo, ma tutto sommato identificano sempre quella parte di noi non materiale che ci accompagna.
      In cinese, ad esempio, è lo Shen.

      Comunque anima deriva da anemos (greco) cioè vento. Mentre Spirito viene da spiritus (latino) cioè soffio.
      Praticamente diverso nome per la stessa cosa.

    1. sbregaverse 22 maggio 2024

      Dentro e fuori d'ogni cosa c'è
      anima .

    1. Dico no 22 maggio 2024

      Perché anonimo?

    2. sbregaverse 22 maggio 2024

      Questione di riservatezza o forse verecondia turbata dal plauso entusiasta delle genti.

    3. Fedeledellacroce 23 maggio 2024

      Buona la seconda

    4. Dico no 23 maggio 2024

      Ti voglio conoscere

    1. Giacomo 22 maggio 2024

      "prende la droga per dare svago alla mente e all'anima" "non nasciamo con l'anima già fatta ma che cresce mentre ci acculturiamo" "alcuni si prendono cura della propria anima utilizzando sostanze che alterano la chimica cerebrale"
      chi cura l'anima con il jazz e chi con la droga o il vino
      vi rendete conto delle castronerie scritte?

    2. Bertozzi 22 maggio 2024

      Sì, l'autore percorre un terreno scivoloso e pur riconoscendo le buone intenzioni purtroppo a mio parere pecca un po' di confusione e superficialità, mischia un po' tutto alla bisogna, son temi tosti che andrebbero trattati forse con diversa profondità, anima/spirito/
      emozioni/sentimenti ecc; quello però che proprio non riesco a perdonare sono i "piuttosto che" nella frase "..creare un vaso di ceramica, piuttosto che diagnosticare e riparare un problema ad un motore, piuttosto che lavorare all’uncinetto.." per quanto il concetto mi trovi concorde, i "piuttosto che" usati al posto di "o/oppure" mi provocano immediata repulsione

    1. natascia 22 maggio 2024

      Molte osservazioni potrebbero corroborare
      questo scritto: ad esempio sull’immortalità dell’anima, sulla sua forza che opera guarigioni, illuminazioni,prodigi. Sulle anime che si riconoscono senza parlare.

    1. TorreNera 22 maggio 2024

      Che la chiami anima, spirito o fuoco interiore poco importa.
      Salto a piedi pari, o quasi essendo un amante del buon vino, il paragrafo sulle droghe.
      Riconosco allo scritto di aver toccato corde a me congeniali.
      Amo la musica, quella "bastar..a, mi ha sempre dato carica e vitalità. Anche questa è arte.
      Articolo generico ma bello!

    1. Jimbo 22 maggio 2024

      Sul presupposto che esista (che non é scontato), l'anima (coscienza morale?) dovrebbe essere la parte migliore dell'essere umano situata in un luogo-non luogo dove ha sede una sostanza immateriale razionale che mette in condizione il corpo di conoscere e amare: di operare per il bene (per alcune religioni lí ha sede lo Spirito di Dio).
      Sul fatto che l'arte salvi l'anima, come scritto nell'articolo, non sono peró tanto d'accordo. O meglio, non del tutto.
      Si, puó fare bene all'anima sia contemplare che creare ma anche copiare bene modificando, ma non é un automatismo il "salvarla".
      Fior fiore di figli di **** amano contemplare quadri, musica o altre forme d'arte, oppure
      la creano, o scopiazzando la modificano.
      Restano peró tali: figli di ****.
      In altri termini uno Speranza, un Macron, un neocon possono vedere tutti i musei del mondo o assistere a cento concerti jazz o addirittura creare loro stessi un'opera d'arte ma non salveranno la loro anima.

    2. Nonso 22 maggio 2024

      Bisogna che ci mettiamo d'accordo (o disaccordo) una volta per tutte su cosa si intenda con "arte"

    3. A XII century man 22 maggio 2024

      Per curare l'anima bisogna curare l'anima, non fare altro pensando che serva a curare l'anima. È come pretendere di diventare maratoneti col gioco del tennis. Questo forse migliorerà la tua resistenza, ma solo in maniera funzionale al tennis.

    4. Bertozzi 22 maggio 2024

      Perché noi sì?

    5. sbregaverse 22 maggio 2024

      Anche il leone lo sa:
      《Ars gratia artis》

    1. pieros 22 maggio 2024

      Animula vagula blandula
      Hospes comesque corporis
      Quae nunc adibis in loca
      Pallidula rigida nudula
      Nec ut soles dabis iocos

    1. LuxIgnis 22 maggio 2024

      Bisogna curarla perché è come se fosse un figlio o una figlia.
      Nasce da noi.
      Bisogna curarla bene perché poi ti ripagherà con tutte le sue scoperte, avventurosa com'è.
      L'anima non è per i pavidi, né per chi rimane fermo a girare in tondo. O per chi si ferma alle prime risposte.

      Una storiella che viene riportata come vera.
      Un giorno un antropologo che studiava una tribù di aborigeni australiani, li accompagnò in uno dei loro Walk-Away (sono le camminate nel deserto australiano). Durante il cammino notò che spesso gli aborigeni si fermavano un po' di tempo ma senza un motivo plausibile. Non per mangiare, bere o riposarsi o fare il punto della situazione. Si fermavano in silenzio. Incuriosito, gli chiese il perché di questo comportamento. E gli aborigeni gli risposero che stavano aspettando la propria anima. Perché quando si va in giro, l'anima si ferma a guardare, incuriosita, di qua e di là. E quindi bisogna aspettarla. Bisogna prendersene cura.

    2. IlContadino 23 maggio 2024

      Il tuo commento mi ha portato alla mente un bel libro di Bruce Chatwin: "Le Vie dei Canti". Potrebbe essere lui l'antropologo della storiella

    3. maghi 23 maggio 2024

      modo molto umano di raccontare l'anima. La storiella degli aborigeni australiani da me è sempre stata raccontata con dei portatori neri africani al soldo dell'esploratore bianco, che almeno si riposavano dal loro peso, oltre ad aspettare l'anima.
      Ha più senso in quanto il troppo lavoro e la troppa fatica, il troppo impegno umano, allontanano l'essere umano dalla propria anima. Freud avrebbe detto che dare troppa importanza alla carne, che lui chiamava io-inconscio, è un modo per allontanare l'anima dal super-io.

    4. LuxIgnis 23 maggio 2024

      No, non era lui. Ho letto quel libro: meraviglioso!

    1. Nonso 22 maggio 2024

      E per curare l'anima de li mortacci?

      Volevo solo aggiungere una cosa: sono droghe anche le spezie, in italiano.

    1. A XII century man 22 maggio 2024

      Articolo sicuramente scritto da una donna.

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