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Sui veri risultati italiani delle Europee 2019. Non facciamoci abbagliare da percentuali di percentuali

 

FONTE: WUMINGFOUNDATION.COM

[Stamane abbiamo pubblicato su Twitter una catena di tweet coi nostri primi spunti di riflessione sul risultato elettorale. Abbiamo deciso di pubblicarli anche qui, in forma di articolo, con alcune modifiche e integrazioni. Buona lettura. WM]

Un solo esempio per far capire quanto l’astensione al 44% distorca la “fotografia” e renda i ragionamenti sulle percentuali dei votanti – anziché del corpo elettorale – del tutto sballati: alle politiche del 4 marzo 2018 il PD prese 6.161.896 voti. Alle Europee di ieri, 6.045.723.

Non c’è nessun «recupero», sono oltre 116.000 voti in meno rispetto all’anno scorso. L’iperattivismo polemico di Carlo Calenda e la retorica da Madre di Tutte le Battaglie non hanno ottenuto nulla salvo un effimero superare una «soglia psicologica» che non ha corrispondenza nel reale.

Per chi dice che non vanno comparate elezioni diverse, ecco il dato delle precedenti Europee: 11.203.231. In cinque anni il PD ha perso oltre cinque milioni di voti, eppure, in preda all’effetto allucinatorio da percentuali “drogate” dall’astensione, la narrazione è quella del «recupero», della «rimonta», del «cambio di passo».

Se proprio si vuole ragionare in termini di percentuali, ragionando sul 100% reale vediamo che la Lega ha il 19%, il PD il 12%, il M5S il 9,5%. Sono tutti largamente minoritari nel Paese.

Rimuovere l’astensione rende ciechi e sordi a quel che si muove davvero nel corpo sociale. In Italia più di venti milioni di aventi diritto al voto ritengono l’attuale offerta politica inaccettabile, quando non disperante e/o nauseabonda.

Dentro l’astensione ci sono riserve di energia politica che, quando tornerà in circolazione, scompaginerà il quadro fittizio che alimenta la chiacchiera politica quotidiana, mostrando che questi rapporti di forza tra partiti sono interni a un mondo del tutto autoreferenziale.

Ora facciamo un esempio concreto di come rimuovere l’astensione abbia prodotto un effetto abbagliante e condotto a sfracellarsi chi si era fatto abbagliare.

Alle precedenti Europee il PD di Renzi prese il 40,81% del 57,22%, cioè il 23,3% reale. Ma tutti (s)ragionarono e discussero come se quello fosse «il 40% degli italiani». Renzi si convinse di avere quel consenso nel Paese, anche perché glielo ripetevano tutti gli yes-men e le yes-women di cui si era circondato. La sua politica consistette nello sfidare tutto e tutti, nel tentare ogni genere di forzatura, disse che avrebbe usato il «lanciafiamme» e quant’altro. Si rese talmente inviso nel corpo sociale reale del Paese che a un certo punto non fu più in grado di parlare in nessuna piazza, dovette annullare frotte di comizi, scappare dal retro ecc. Era la stagione di #Renziscappa.

La mappa di #Renziscappa, 2014-2016. Clicca per vedere la storymap.

Vi fu chi fece notare che quelle contestazioni erano un sintomo di qualcosa, che bisognava porvi attenzione. La risposta, invariabile, era: «Sono episodi che non dicono niente, Renzi ha il 40%, resterà al governo per 20 anni.» Intanto, però, il dissenso montava e convinceva milioni di persone a tornare a votare per votargli contro nel referendum costituzionale del 2016.

A quel referendum votarono oltre cinque milioni di persone in più rispetto alle Europee, e il Sì fu sconfitto con sei milioni di voti di distacco, tondi tondi.

Vale anche in senso inverso, e un esempio lo abbiamo avuto proprio ieri: l’astensione ha causato un vero e proprio tracollo del M5S. Cinque milioni in meno rispetto alle politiche dell’anno scorso. Il M5S aveva intercettato una parte dell’astensione e anche di spinta dal basso di movimenti sociali, ma ha ben presto dimostrato la propria inconsistenza, deludendo oltremisura, e molti che l’avevano votato se ne sono andati, plausibilmente senza dare il voto a nessun altro.

Questo per dire che:

1. Qualunque discorso sul consenso politico nel Paese che non tenga conto della «variabile impazzita» – nel senso di imprevedibile – rappresentata dalle energie “congelate” nell’astensione, e dunque dal flusso alternato voto/non-voto, è un discorso campato in aria.

2. Le piazze, le contestazioni, le manifestazioni di dissenso contano eccome, sovente sono più reali dell’allucinazione da percentuale di percentuale. Per questo ha senso continuare a monitorare #Salviniscappa. Teniamo conto che soltanto a maggio ci sono stati 21 episodi significativi.

3. Ripetere il cliché «chi non vota sceglie di non contare» è lunare, per due ragioni:
■ a. non-voto non equivale per forza a passività, milioni di persone non votano più ma fanno lotte sociali, vertenze sindacali, volontariato, stanno nell’associazionismo, sono cittadine e cittadini attivi, molto più attivi di chi magari non fa nulla se non mettere una croce su una scheda ogni tanto per poi impartire lezioncine;
■ b. da un momento all’altro costoro potrebbero tornare a usare anche il voto per scompigliare il quadro.

Salvini ha il 19% reale. Sono nove milioni di persone. In Italia siamo sessanta milioni. Il corpo elettorale attuale conta circa 51 milioni di persone. Salvini non ha con sé «gli italiani». Anche se guadagna voti e ha il consenso di un elettore su cinque, rimane largamente minoritario. Ma se guardiamo a quel 34% – ancora: è la percentuale di una percentuale – rischiamo di non capirlo.

[Un inciso: guardando troppo a Salvini che festeggia rischiamo di non capire nemmeno cosa stia succedendo in Europa, dove, al netto di singoli exploit come quello di Le Pen e Orban, la tanto paventata «ondata nera» non c’è stata e la sorpresa principale è, sulla scia delle mobilitazioni giovanili contro il disastro climatico, l’aumento del voto a forze percepite come più battagliere sul piano delle lotte ambientali e di difesa dei territori. Ora a Strasburgo i Verdi hanno dodici seggi in più delle estreme destre, 70 contro 58.]

#Salviniscappa può essere un buon sismografo nei prossimi mesi. L’effetto-shock (ingiustificato) del «34%» finirà, il conflitto sociale no. Figuredisfondo ha quasi pronta la nuova mappa, per ora in versione beta.

Cercare alternative nelle urne senza costruire alternative sociali è insensato, è il classico voler costruire la casa dal tetto. Anzi, dal tettuccio del comignolo.

Per costruire alternative sociali bisogna guardare alle lotte e, come diceva quel tale, «saperci fare col sintomo».

 

Fonte: https://www.wumingfoundation.com/giap/

Link:  https://www.wumingfoundation.com/giap/2019/05/sui-veri-risultati-italiani-delle-europee-2019-non-facciamoci-abbagliare-da-percentuali-di-percentuali/

27.05.2019

Pubblicato da Davide

25 Commenti

  1. Analisi interessante e condivisibile al 100%.

  2. Molti sottovalutano, criticano e beffeggiano i non votanti ma non sanno che è un esercito silente, pensante e attivo politicamente, immune dalla sindrome dell’ultras che tifa per i colori del partito che si candida alle elezioni. I non votanti, la maggiore parte, sono lucidi e non cascano nel tranello della partitocrazia che serve il potere centrale, grande ideatore delle subdole democrazie che creano le crisi economiche per fare accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali o lo smantellamento dei servizi pubblici; creare una crisi economica per trasmettere terrore nelle masse con motivazioni inesistenti, Lo spread e altri specchietti per le allodole simili, servono per pilotare gli interessi del potere riducendo i popoli alla schiavitù..

  3. Vincenzo Siesto da Pomigliano

    Cito: “….e la sorpresa principale è, sulla scia delle mobilitazioni giovanili contro il disastro climatico, l’aumento del voto a forze percepite come più battagliere sul piano delle lotte ambientali e di difesa dei territori. Ora a Strasburgo i Verdi hanno dodici seggi in più delle estreme destre, 70 contro 58[…]Per costruire alternative sociali bisogna guardare alle lotte”…. Verissimo e concordo in toto. Le alternative a questo infame sistema si costruiscono nelle piazze, nelle fabbriche, nelle scuole, nelle campagne…. poi nelle urne.
    In verità, per quanto riguarda il voto, se consideriamo un 13/15 % di “astensione fisiologica” i non votanti si riducono ad un 32/30%…..

  4. Minghiate…ostinarsi alla contrapposizione dx / sx è non capire i motivi di fondo, esaltare per meglio denigrare la ‘marea nera’ come non arrivata al 100% dei votanti è da invidiosi di scarse vedute.
    Più probante guardare oltremanica, invece, e precisamente in Inghilterra, dove un partito fondato due settimane fa ha steso al tappeto i vecchi rimasugli dei partiti tradizionali, filoEu ‘en travesti’ nonostante il referendum: li ha stesi sul principio che la volontà popolare si RISPETTA.
    Questo ci dice implicitamente una cosa importante sugli umori politici dell’ europa reale: che chi ha votato Salvini o Orban o la Le Pen vuole USCIRE da QUESTA Europa che dalla volontà popolare mostra di essere assai lontana: non lo dice esplicitamente, forse, ma lo pensa e vota di conseguenza movimenti ‘fluidi’ quanto alla permanenza nella gabbia d’acciaio europea. La strategia ‘media’ è certo rimanere per vedere se si può cambiarla: ma la direzione è nell’ exit. Con queste elezioni e sopratutto per MERITO di Farage, la nomenklatura eurista, dai tentacoli immensi e voraci, ha avuto il benservito. Naturalmente lotterà per il ‘remain’, con tutte le tattiche e le astuzie dilatorie possibili ed immaginabili, prima fra tutte la carta Merkel ( ma occhio anche al camnano…ha fiutato il boccone grasso…). Se lo potrà fare, se gli riuscirà di farlo e se sopratutto il contesto internazionale politico ed economico volgerà al bello ( per loro ), alla conservazione dello status quo ovunque e comunque. Non ci giurerei proprio. Quanto ai milioni di non votanti questi sono una miccia sociale pronta ad esplodere…altro che volontariato ed anime belle. Sono anime [email protected]@te di brutto e che il Movimento non tiene più a freno.

  5. -Articolo assurdo e ridicolo. Non mi ricordo di aver visto simili analisi quando il Mov aveva preso il 32% dei voti alle politiche, segno che la manipolazione dei risultati va bene solo quando serve ad evitare una analisi critica della politica dei 5S. E poi Renzi ha perso il suo 40% in 5 anni il Mov ha dimezzato il suo elettorato in 11 mesi.
    -Immaginarsi posizioni politico elettorali sulla astensione è una stupidaggine. Chi si è astenuto può essere stato un elettore giustizialista della Lega deluso per l’affare Siri, può essere stato un elettore di FI che giudica Berlusconi troppo vecchio ecc. ecc. Così si costruiscono solo castelli in aria per evitare di fare autocritica.
    -Se il Mov vuole continuare a fare l’opposizione alla Lega può benissimo lasciare il governo e andare con il Pd, tanto Di Maio lo ha già scavalcato a sinistra. Il Fatto, giornale dei 5S, propone proprio questo e non ha torto. E non è solo una questione di leadership perché anche l”eroe dei due mondi’ che vuole continuare come nelle ultime settimane dimostra di non aver capito un piffero.
    -Non si può passare da movimento di opposizione a movimento di governo senza avere una ideologia chiara, programmi chiari e personale all’altezza della situazione. Queste elezioni dimostrano che la gente non vota per una banderuola che si orienta a secondo di dove soffia il vento. L’astensione non c’entra un bel niente.

  6. Wuming sono piddìni all’ennesima potenza, sono dei trollacci, in pratica un’altra ong di soros o giù di lì, si mimetizzano tra i progressisti mentre sono degli ultra-liberisti, ad ogni modo il discorso qui fatto non è corretto, perchè non tiene conto di una quantità di chi non vota mai perchè non crede al sistema su cui è basato il voto, altri non credono proprio alla democrazia in senso lato, ma ci sono anche quelli che in genere votano ma si rifiutano di farlo alle europee perchè la presa per il culo di votare alle europee significherebbe dare implicitamente un riconoscimento alla €U, mentre vorrebbero che sparisse dal mondo.

  7. Certo Le Pen e Orban hanno avuto buoni risultati: ricordiamoci anche ,per guardarci intorno, che in Germania la CDU è passata dal 35% al 28,9, mentre la SPD è crollata dal 27 al 15,8%. Così per giusto per sapere o conoscere qualcosa in più. Poi possiamo anche essere, stile Rai News, di quelli che godono perché Alba Dorata è al 4,8%, o per i bassissimi consensi di Casa Pound e FN o perché non passa + Europa: ognuno ha la propria opinione, ma vedere le cose da altre angolazioni può aiutare.

  8. Chi non vota pensa che le urne cui rivolgersi non siano esattamente quelle elettorali

  9. Cioé la soddisfazione sarebbe che Salvini è “largamente minoritario” perché SE avessero votato i… SE ….SE….Se mi nonno aveva cinque palle era un flipper…
    Chi non vota non può lamentarsi.
    E difatti, vota chi va in piazza, non il contrario…peccato che quelli che non votano siano i più consapevoli…senza il vincolo di mandato, il voto serve a una beneamata minchia. Più o meno quello che ottiene la piazza.
    E Salvini ha raddoppiato il consenso perché almeno da l’impressione di cercare di fare quello che ha promesso, giusto o sbagliato che sia.
    Edit: sentirsi dalla parte giusta della storia è comprensibile. Consolarsi dando la colpa della mancata affermazione della “parte giusta della storia” a qualcosa di esterno, però, non solo è patetico, ma allontana dall’obiettivo….ma una sano mea culpa proprio no? Voglio dire, la creta a volte è cretaccia, ma lo è per tutti: solo quelli bravi ne riescono a tirare fuori un vaso che non si sfascia al primo urto.

  10. E questo risultato è ancora più forte al Sud.
    Addirittura impazzito, quasi pericoloso, nelle Isole, che non sembrano più neanche Italia.
    Astensione ormai tra il 64 e il 67 % tra Sicilia e Sardegna, che fa sembrare il 44% italiano tutto sommato sotto controllo.
    Per restare in Sicilia tutti stupiti del 20% della Lega, che però in realtà è meno del 6%…
    Gli altri, semplicemente, hanno voltato le spalle ai partiti, a questi partiti.
    Non si ribelleranno mai? Non credo…

  11. La democrazia come tale dovrebbe anche tenere conto di chi si astiene, altrimenti è votocrazia.
    Conosco diverse persone che di fronte ad una opzione elettorale a misura d’uomo e non di poltrona andrebbe a votare eccome e ci sarebbe una rovesciamento immediato del teatrino ridicolo di oggi.
    Sottovalutare un silenzio così grande è da ingenui, non vederlo nemmeno è da folli.
    Poi c’è una sacco di gente che vota il meno peggio dicendo che tanto non cambia nulla, è come ammettere di essere incapaci di intendere e di volere.
    Ora, le votazioni hanno un aspetto interessante.
    Solo quando si vota milioni di italiani fanno tutti insieme la stessa cosa, lo stesso giorno ed è un aspetto che evidenzia la potenza di impatto che abbiamo come singoli, quando insieme facciamo la stessa cosa.
    Poi alle urne ci dividiamo facendo crocette.
    È pazzesco.
    Le urne dovrebbero servire solo a ricordarci che il sistema ha bisogno di noi per sopravvivere e ci chiede disperatamente il consenso come fa un mendicante affamato, come fa un drogato terrorizzato

  12. Marco Echoes Tramontana

    Più chiaro di così, vediamo se è a prova di scemo (e per dirlo io che dopo una percentuale e una divisione gioco a ping pong con la scimmia a tre teste…)

  13. La percentuale dei non votanti è destinata ad aumentare.
    Si arriverà, gradualmente, ad avere meno di un votante su due degli aventi diritto.
    Anche alle politiche.
    A me sembra un ottimo segnale.

  14. Hanno tanta ragione, ma non tutta, secondo me. Intanto alle politiche l’affluenza è stata del 73%. Ci sono grossi squilibri territoriali fra nord e sud e isole. Come al solito succede che l’Italia presenta due realtà diverse.
    Se scegliamo di interpretare queste elezioni in chiave locale, cosa di cui non sono sicuro, il discorso potrebbe reggere, ma se ha anche un significato europeo, allora ci dice solo che molti in Italia non sanno cosa fanno i partiti in Europa.
    In Europa non hanno vinto solo i verdi ma anche ALDE, che è un movimento opposto ai cosiddetti “sovranisti”. Questo ci dice anche che in europa la gente non sta così male come molti in mala fede vogliono far credere. Sono soddisfatti in parte, anzi molti hanno voluto dare un segnale forte di modernità. Solo in italia non esiste un rappresentante decente ALDE e se ne sente molto la mancanza.

  15. Ho letto tutti i commenti e non ne ho trovato uno che parlasse delle motivazioni della gente. La maggioranza dei votanti ha evidentemente confermato la fiducia a questo governo dato che nelle politiche le percentuali erano 32% M5S e 17% Lega, nelle europee 34% Lega e 17% M5S. Il fatto nuovo è l’inversione dei ruoli e dei pesi fra Lega e 5S, perché?
    Nel 2018 gli italiani hanno votato per un cambiamento radicale del modo di governare del PD/FI, con due obbiettivi fondamentali
    -contrasto all’immigrazione clandestina
    -opposizione radicale alle politiche di austerità imposte dall’Europa
    Mentre la Lega si è fatta carico del primo punto ottenendo qualche risultato, fra l’altro esponendo il proprio capo al rischio di finire sotto processo e mantenendo sul secondo una posizione coerente, i 5S sono stati ondivaghi e in certi punti incoerenti rispetto alle aspettative della gente, si sono focalizzati sul reddito di cittadinanza, che si è dimostrato un flop nella fase attuativa, svuotato di contenuto e confinato a mera funzione assistenziale,per giunta mal distribuita, il tutto realizzato nello scenario pietoso della “trattativa” con l’EU sul deficit, dal 2,4 al 2,04, presentata come una grande vittoria.
    In queste ultime elezioni la gente ha dimostrato di volere le stesse cose e di sostenere comunque il governo, ma ha cambiato cavallo, ha scelto la Lega e Salvini per confrontarsi con l’Europa e Salvini ha dimostrato di muoversi bene politicamente, cercando e ottenendo importanti appoggi fra le forze politiche presenti in Europa, cosa che i 5S non hanno fatto, se non con il ridicolo incontro con i gilet jaunes, che ha dimostrato tutta la loro incompetenza, improvvisazione e dilettantismo politico. Per finire hanno impostato una campagna elettorale incentrata su un proprio presunto rigore morale e su una astratta lotta alla corruzione, andando a colpire l’alleato di governo, mettendosi di fatto in concorrenza con il PD nell’opposizione al governo di cui facevano parte. Ma chi era già pregiudizialmente contrario al governo non poteva scegliere il M5S, ma ha preferito l’oppositore originario e il voto lo ha dato al PD, che infatti ha superato i 5S.

  16. Chi non vota potrebbe tornare a votare da un momento all’altro per scompigliare il quadro politico?

    Ma che si è fumato?

    Chi non vota non andrebbe a votare nemmeno ad un referendum per abolire il voto, anzi, forse andrebbe a votare “SI”…

  17. Ero presidente del seggio,e tanti non sono venuti a votare perchè anziani oltre i 90 anni.Tanti ai pensionati,e ai familiari che non conoscono le regole per poter votare dai pensionati,oppure da casa,a queste persone è precluso votare.Detto questo,sarei contento se alle prossime elezioni chi non voti passi al 75%Almeno forse,si rendono conto che le persone non sono numeri e hanno oltre ai doveri anche dei diritti.

  18. chi non vota non ha poi diritto a lamentarsi se le cose vanno male. d’altra parte votare e’ largamente inutile perche’ chi tira i cordoni della borsa puo’ fare sempre quello che vuole. i burattinai sono quelli con i soldi, quelli che vincono sempre, tranne quando si scontrano con altri con piu’ soldi. i poveracci come noi staremo sempre a mangiare le briciole. l’unico modo e’ ribellarsi segretamente ed agire come fanno le cellule terroriste. senza dirlo a nessuno e senza lasciare tracce. ma chi ha voglia? devi ancora finire di pagare le rate dell’iphone e della macchina e il grande fratello non e’ ancora finito. forse domani.

  19. “cittadini attivi, molto più attivi di chi magari non fa nulla se non
    mettere una croce su una scheda ogni tanto per poi impartire lezioncine”.

    Esatto.
    Non da oggi sostengo che attraverso l’astensionismo si raggiunge
    l’instabilità di sistema. La narrazione vuole che 3 votanti su milioni
    sia ancora democrazia (vedi sopra) ma questa è solo propaganda. Demos
    significa ancora gente, popolo. Quando un governo è votato quindi
    sostenuto da una minoranza si chiama oligarchia, non democrazia.
    Purtroppo oggi le parole, proprio per fare un grosso favore alle elites,
    sono state svalutate e viviamo in un clima di post-verità dove ognuno
    da il significato che vuole a ciò che fino a ieri aveva un significato
    finito e definito. Quindi oggi, quando il popolo in maggioranza ha
    voltato le spalle al potere, il potere stesso mette in giro la voce
    falsa (salvo poi lamentarsi per le fake news) che siamo ancora in
    democrazia. Falso. La minoranza che vota una elite non può che sostenere
    un processo politico che si chiama oligarchia, non democrazia.
    Sono un sostenitore della sacralità delle parole, per me una cosa non può essere il suo contrario, e ho ribrezzo di questo stato cose di matrice chiaramente politica che fa una confusione ad hoc sui significati. Questa non è più democrazia. Punto.

  20. faccio notare che il PD tra il 2014 e 2019 ha perso 5.124.789 voti!

  21. molto interessante. Grazie

  22. Di questo 44% bisognerebbe però fare una distinzione tra chi non vota consapevolmente e chi non vota per menefreghismo.
    Il non-elettore consapevole è un elettore potenziale mentre il non-elettore menefreghista è un elettore perso.

  23. Ma chi sei tu per decidere che il 44% di astenuti avrebbe votato con le stesse modalità di chi c’è andato??
    In teoria potrebbero pure votare tutti per un unico Partito!

  24. Cito”Per costruire alternative sociali bisogna guardare alle lotte e, come diceva quel tale, «saperci fare col sintomo».”

    Bravi continuate a costruire alternative come diceva quel tale, il ragionier Filini giusto ? 🙃🙂🙃🙂

  25. L’elezioni europee sono sempre state snobbate dagli elettori, dove sarebbe la novità?