Soleimani ucciso per impedire accordi tra Iran e paesi del Golfo

Di – rightsreporter.org

L’uccisione di Qassem Soleimani sarebbe stata ordinata per impedire accordi tra l’Iran e alcuni Paesi del Golfo Persico, in particolare con gli Emirati Arabi Uniti e con l’Arabia Saudita.

Secondo un documento inviato dalla Casa Bianca al Congresso, la decisione di uccidere il Generale iraniano sarebbe giunta «in risposta alla crescente serie di attacchi nei mesi precedenti effettuati dalle milizie iraniane e dallo stesso Iran».

Questo contraddice quanto affermato dal Presidente Trump subito dopo l’attacco. Il Presidente Americano aveva infatti detto che Soleimani era stato ucciso per impedire un «imminente attacco contro gli interessi americani».

Il Congresso aveva subito chiesto prove di questo imminente attacco, prove però mai fornite, fino all’invio di questa nota che di fatto contraddice la tesi del Presidente Trump.

Ma la verità sarebbe ancora un’altra. In realtà il Generale Qassem Soleimani sarebbe stato ucciso per impedire un accordo tra Iran ed Emirati Arabi Uniti e probabilmente anche con l’Arabia Saudita, accordo che avrebbe irrimediabilmente rotto l’asse anti-iraniano nel Golfo Persico.

Secondo diversi leak venuti in possesso della stampa americana, il Generale Soleimani era reduce da un viaggio segreto negli Emirati Arabi Uniti.

Durante quel viaggio Soleimani aveva posto le basi per un accordo di non aggressione con Abu Dhabi, accordo per altro preceduto da un trattato di non aggressione tra la guardia costiera emiratina e i pasdaran iraniani firmato nel settembre 2019 subito dopo l’attacco iraniano alle strutture petrolifere saudite, attacco al quale gli Stati Uniti non avevano risposto lasciando trapelare l’idea che non potessero difendere i propri alleati regionali.

Questo aveva spinto Abu Dhabi a cercare un compromesso con l’Iran e, secondo gli stessi leak, anche l’Arabia Saudita la quale stava segretamente trattando con Teheran per raggiungere un patto di non aggressione e un accordo per il controllo congiunto della navigazione nel Golfo Persico.

Regista di tutto questo sarebbe stato proprio Qassem Soleimani e per questo la Casa Bianca avrebbe deciso di eliminarlo.

A far scattare l’allarme sarebbe stato proprio quell’incontro segreto ad Abu Dhabi (che poi tanto segreto non doveva essere). Gli Emirati non avevano avvisato gli USA mentre avrebbero tenuto costantemente informati i sauditi sugli sviluppi con Teheran.

In sostanza, il fronte anti-iraniano nel Golfo Persico si stava sgretolando, anche a causa della decisione americana (sbagliatissima) di non rispondere alle provocazioni e agli attacchi iraniani dando quindi l’impressione di non poter difendere gli alleati regionali, un errore che Soleimani stava capitalizzando con successo.

Di – rightsreporter.org


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Pubblicato da Jacopo Brogi

Autore e documentarista - "La realtà ha bisogno di più testimoni. Per mostrarla e per cambiarla."
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