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Se volete capire i prossimi 10 anni, studiate la Spagna

DI MICHAEL KRIEGER

libertyblitzkrieg.com

Alcuni di voi potrebbero essere confusi sul perché un cittadino americano che vive in Colorado sia diventato così ossessionato da quel che sta accadendo in Spagna. Portate pazienza, c’è un motivo.

Credo che ciò che sta succedendo in Spagna rappresenti un microcosmo cruciale di quel che vedremo in tutto il pianeta tra dieci anni. Non importa da che parte stiate, quel che conta è che Madrid vs Catalogna è un esempio delle forze di centralizzazione che fanno a pugni con le forze di decentramento.

Madrid rappresenta lo Stato-nazione come lo conosciamo, ed i suoi leader affermano che la Spagna è per sempre indivisibile, come dice la Costituzione. Madrid ha sostanzialmente detto che non esiste un cammino per l’indipendenza da una Spagna centralizzata, ancorché varie regioni spingessero in tal senso. Questo atteggiamento sarà visto come inaccettabile e primitivo da un numero sempre maggiore di esseri umani. Le forze del decentramento stanno aumentando, ma le istituzioni centralizzate ed i burocrati che le governano, presi dal terrore, diverranno sempre più opprimenti.

Come ho già scritto, la situazione attuale non viene dal nulla. Le istituzioni centrali e gli Stati-nazione sono diventati palesemente corrotti, esistendo semplicemente per proteggere ed arricchire i potenti. Stando così le cose, non hanno più legittimità e la gente comincia a chiedere una nuova via. Sia che sia la crescente popolarità del Bitcoin, o la decisione del Regno Unito di lasciare l’UE, le prove sono ovunque ed abbiamo già superato il punto di non ritorno. Proprio per questo motivo i leader dell’UE stanno proteggendo Madrid. Sono spaventati a morte e temono di essere i prossimi. E probabilmente hanno ragione.

Prima di continuare, voglio riproporre una cosa che ho sottolineato nel post della scorsa settimana: “Sorprendentemente, sono abbastanza ottimista sul futuro“:

    Purtroppo, non vedremo cambiamenti in questo senso senza difficoltà. Questo ostacolo è probabile che si presenti, dato che il vecchio paradigma diventa sempre più autoritario e paranoico. Certo, stiamo già vedendo tutto questo, ma le cose peggioreranno negli anni a venire. Non abbiate paura, accettate il fatto che tutto questo fa parte del processo di cambiamento. Davvero pensavate che i despoti maniaci del controllo si sarebbero arresi senza lottare?

Se volete vedere come un despota maniaco del controllo risponde ad una situazione, guardate come il ministro spagnolo Mariano Rajoy ha risposto alla Catalogna. Le persone come lui semplicemente non possono fare altrimenti, è nella loro natura, tutto quel che conoscono è il pugno di ferro. Come ho notato nel post della scorsa settimana su questo argomento, gli indipendentisti hanno finora giocato la partita in modo impeccabile. Le autorità spagnole devono essere incoraggiate ad agire in modo sempre più criminale, così aumenterà ulteriormente l’appoggio popolare all’indipendenza. Il processo è già iniziato e probabilmente accelererà nelle prossime settimane, poiché Rajoy sta per commettere il grande errore di attivare l’articolo 155.

Prima di andare avanti, è molto importante capire quanto irresponsabilmente aggressiva diventerà Madrid. Ecco un po’ di contesto, per gentile concessione di Bloomberg:

  Rajoy sabato ha sconvolto molti osservatori dicendo di voler eliminare l’intera amministrazione separatista di Barcellona e prendere il controllo di istituzioni chiave, tra le quali i media pubblici e la polizia regionale, la Mossos d’Esquadra. Il procuratore capo della Spagna ha affermato che se Puigdemont dichiarasse l’indipendenza affronterebbe fino a 30 anni di carcere, aggiungendo che potrebbe essere arrestato immediatamente.

    “I funzionari governativi catalani e molti tra i Mossos ed i media catalani non si arrenderanno senza combattere”, ha affermato Caroline Gray, docente di politica e spagnolo presso l’inglese Aston University, specializzata in movimenti nazionalisti. “La vera questione, in realtà, è come Madrid intenda attuare effettivamente i propri propositi in Catalogna”.
    
    Rajoy sta impugnando per la prima volta i poteri dell’articolo 155 della Costituzione spagnola del 1978. L’obiettivo finale è quello di scatenare elezioni regionali entro sei mesi.

Madrid sta commettendo un errore madornale. In primo luogo, non bisogna essere un genio per capire che prendere con la forza il controllo su aspetti chiave della società catalana non farà altro che aumentare il movimento indipendentista. Secondo, Rajoy pensa davvero di poterlo fare senza affrontare enormi quantità di disordini civili? Non esiste.

Ecco alcune cose già in programma, secondo Bloomberg:

    I separatisti catalani stanno mobilitando uno scudo umano per bloccare gli sforzi delle autorità spagnole.
    
    Secondo fonti anonime, i gruppi concentreranno i propri attivisti intorno al quartier generale del governo regionale, nel quartiere gotico di Barcelona e nel vicino edificio del parlamento. Le fonti si aspettano che la polizia spagnola usi la forza per cercare di arrestare l’amministrazione.
    
    “Stiamo chiedendo una difesa pacifica e democratica delle istituzioni”, ha detto Lluis Corominas, leader del principale gruppo separatista del Parlamento catalano. Il presidente regionale Carles Puigdemont ha chiesto azioni analoghe.
    
    I separatisti hanno dimostrato di poter guadagnare supporto. Una folla di circa 450.000 persone, stima della polizia locale, si è unita per protestare nel centro di Barcelona dopo che Rajoy ha annunciato i propri piani. Il CUP, un partito pro-secessionista, lunedì ha chiesto la disobbedienza civile di massa in Catalogna, come riporta il giornale Ara.

Le date chiave questa settimana saranno giovedì e venerdì. Giovedì l’assemblea catalana si riunirà per preparare una risposta alla Spagna. Venerdì il senato spagnolo voterà per attuare un intervento diretto. A mio parere, il governo catalano commetterebbe un grosso errore a dichiarare l’indipendenza in questa fase. Madrid deve continuare ad esser visto come l’irragionevole aggressore, il che è ciò che accadrà se l’articolo 155 verrà attivato venerdì. Affinché la Catalogna abbia successo, il pubblico deve diventare ancor più indignato di quanto non lo sia già. Qualsiasi tentativo di Madrid di subentrare nella società civile catalana farà abbondantemente raggiungere l’obiettivo.

Se sono corretto nella mia previsione, tutto il mondo nel prossimo decennio vedrà simili forze di decentramento combattere contro strutture centralizzate. Quasi tutte le istituzioni attuali crolleranno e verranno sostituite da un paradigma completamente diverso. A mio avviso, il nuovo paradigma sarà sempre più definito da strutture decentrate. Termini come “peer-to-peer”, “distribuito” e “democrazia diretta” diverranno sempre più onnipresenti, mentre l’approccio gerarchico nei rapporti umani scemerà.

Il che non significa che il processo sarà semplice o liscio, ma penso che questa sia la meta finale. La lotta tra Madrid e Catalogna è un esempio anticipato di questo scontro, e chi di noi desidera un mondo più decentralizzato deve prestarci molta attenzione, in quanto molte lezioni possono essere apprese da questa crisi storica.

 

Michael Krieger

Fonte: https://libertyblitzkrieg.com

Link: https://libertyblitzkrieg.com/2017/10/23/if-you-want-to-understand-the-next-10-years-study-spain/

23.10.2107

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

Pubblicato da Davide

45 Commenti

  1. Wishful thinking.
    Bolla di sapone.
    Si risolvera’ in una bolla di sapone per far sfogare ogni velleita’. Esattamente come in Grecia.

    • Purtroppo mi trovo in parte d’accordo con te, non è la prima esperienza di secessione dall’europa. Gli eventi in grecia sono stati pilotati, in modo sfrontato e palese, dalla corruzione della classe politica, alla quale i cittadini greci, forse a causa della troppa immedesimazione nella stessa, non hanno saputo dire di no. Fortuna vuole che in questo caso non abbiamo passaggi di potere nella dirigenza catalana e questo potrebbe essere molto importante nei prossimi svolgimenti. Intanto per come sta tirando le redini, farei una statua a Puidgemont. Spero vivamente che il redattore dell’articolo abbia ragione riguardo il nostro futuro. Saluti

  2. Cit: “Proprio per questo motivo i leader dell’UE stanno proteggendo Madrid. Sono spaventati a morte e temono di essere i prossimi. E probabilmente hanno ragione.

    Purtroppo, non vedremo cambiamenti in questo senso senza difficoltà. Questo ostacolo è probabile che si presenti, dato che il vecchio paradigma diventa sempre più autoritario e paranoico. Certo, stiamo già vedendo tutto questo, ma le cose peggioreranno negli anni a venire. Non abbiate paura, accettate il fatto che tutto questo fa parte del processo di cambiamento. Davvero pensavate che i despoti maniaci del controllo si sarebbero arresi senza lottare?

    Se volete vedere come un despota maniaco del controllo risponde ad una situazione, guardate come il ministro spagnolo Mariano Rajoy ha risposto alla Catalogna”

    MAH
    Punto primo: che i leader dell’UE siano “spaventati a morte” dal referendum e voglia di indipendenza della Catalogna la voglio proprio vedere.
    Punto secondo: Pare che l’autore dell’articolo parli del “processo di cambiamento” come del cambiamento “buono” che stà avvenendo ma avverrà con difficoltà.
    Questo mi puzza sempre e ritengo che questo sia ciò che dice chi mi prova a manipolare facendo passare ciò che accade come qualcosa di positivo ma “difficile”. Di quale “resa” sta parlando? Non si sta arrendendo nessuno se non i popoli gia arresi (consapevolmente o no)
    Punto terzo: Mariano Rajoy non è uno dei “despoti maniaci”:
    Lui è uno dei burattini ricattabili dei despoti maniaci.
    Questo indicare i burattini come veri responsabili mi puzza sempre di manipolazione.
    Guardate dietro e oltre Rajoy (e gli altri burattini tipo Merkel, Renzi, Macron etc)

  3. Che bello, una volta tornati al Ducato di Benevento e allo Stato dei Presidi tutti i nostri problemi saranno risolti…

    • Buongiorno Holodoc! Lei in parte ha anche ragione epperò tengo a sottolineare che più il potere è elefantiaco, globalizzato, accentrato nelle mani di ristrette oligarchie troppo distanti e troppo ben difese da sgherri in divisa ben pasciuti, troppo ben nutriti e disposti a tutto svendendo se stessi e noi altri tanto più sarà problematico sbarazzarci di quelle amebe! Il ”potere” il ”governo” deve essere a ”portata di mano ed altro”! Deve essere vicino, prossimo, locale per poter essere preso per la gola e ricondotto alla ragilone quando serve e necessita! Infine non dimentichiamo che il periodo di maggiore prosperità ed altro, per quanto riguarda l’Italia, coincide con il periodo ed il tempo dei ”COMUNI”!! Faccia un pensierino su questo aspetto e se ne può anche riparlare! Buona giornata a todos!!!

      • Non sono d’accordo.
        Quando il potere sarà decentralizzato, perchè sarà decentralizzato, ci accorgeremo che sarà decentralizzato solo per alcuni aspetti e non per altri.
        Questo contribuirà alla distanza con il “luogo” dove ci sarà il vero potere.

        In sostanza decentralizzando si avrà un’illusione di riacquistata democrazia, canteremo (canterete) vittoria.
        Ciò che ritengo succederà è che invece i poteri locali che avremo “conquistato” saranno un cuscinetto, o meglio un muro di mattoni spesso diversi metri su cui i popoli riverseranno gli sforzi e le battaglie.

        I poteri locali gestiranno ciò che ci faranno sembrare aspetti determinanti della nostra vita (come le multe a chi non raccoglie la cacca del cane) che sarà ciò a cui avremo accesso.
        Le dinamiche fondamentali cadranno mano mano nel dimenticatoio perchè non le decideremo, non le conosceremo e nelle generazioni ci si convincerà che nemmeno esistano.

        Anche ieri era cosi. Anche oggi è cosi. E domani sarà così, ma più perfezionato.

        • La fase che paventi è già stata realizzata: il nostro paese ha delegato ad un organismo sovranazionale parte dei propri poteri, non siamo forse vincolati da trattati e vincoli europei che impongono e promuovono le nostre leggi? Se questo futuro decentramento fosse finalizzato alla disintegrazione di questa mostruosità perché giudicarlo con sospetto quando ormai il fondo l’abbiamo toccato?

          • Perché non sarà così.
            Chi oggi vuole l’autonomia lo fa solo per non incorrere nelle misure di austerità della UE, convinti di riuscire a salvare le.penne buttando a mare la zavorra delle regioni povere. Non stanno chiedendo l’indipendenza per uscire dall’Euro o dalla UE o dal FMI o WTO, l’indipendenza cioè dagli sfruttatori.

          • La Catalonia non lo ha fatto, ciò non esclude che possano farlo altri e con la loro azione contribuire ad abbattere questi poteri mondialisti. Siamo in un’epoca in continuo, frenetico cambiamento, è dalla disgregazione sovietica che gli USA occupano in solitaria i vertici mondiali ed ora stanno nascendo i presupposti perché altre nazioni possano bilanciare questo strapotere; si sta confutando il ruolo del dollaro, questa volta non è la Libia di Gheddafi a pretendere una moneta pan-africana ma un attore comprimario come Putin, questo per spiegare come certe autorità non siano immortali e forse il vento sta cambiando. Leggevo di possibili eventuali legami tra russi ed indipendentismi intestini all’ue tra cui i veneti e se fosse così?

          • Perché non credo che abbiamo toccato ancora il fondo. ma ovviamente è soltanto la mia opinione. Guardo tutto con sospetto.

          • Bravo. Le voci che ragionano fuori dal coro mi trovano d’accordo per principio.

        • Ma tu vivi in una bolla d’aria(fritta) bella sospesa nel blu dipinto di blu su un mondo che non c’è più? Si vede che sei un Iperindividualista(bollista) Menefrghista, i primi a essere tagliati fuori anche senza colpo ferire, da autoeliminati!

          • Bel commento. sai anche dire perché?

          • Potrei dire: arguisco che di mente sei dotato, argomenti bene le posizioni ma a essere seriamente coinvolto non sia mai. Ti senti sprecato e guardi con sospetto un mondo che non gira come (tu) vorresti.

          • Cosa intendi con “seriamente coinvolto non sia mai”?

            Guardo con sospetto le cose che mi vengono propinate. Non riesco a dimenticare che le informazioni che ho non sono MAI di prima mano. E fareste bene a non dimenticarlo nessuno di voi.
            Per questo sono sempre molto critico con chi da “fiducia” a questo o quello, che sia un giornalista “eroe” o un “presidente attaccato dai media” etc etc.
            Tra noi e le informazioni c’è una propaganda, censura, manipolazione veramente formidabile!!!

            Che il mondo non gira come vorrei…non so..si dovrebbe approfondire e forse non è il post adatto.
            Mi interessa di più spargere dubbi che certezze.

      • Bravo. Le voci ragionanti fuori dal coro mi trovano d’accordo per principio.

      • Cosa ti fa pensare che una qualsiasi microregione sarebbe trattata meglio della Grecia?

        Io come toscano sono conscio che la mia regione possa facilmente rendersi indipendente. Basterebbero gli intrioti della sovrintendenza alle belle arti e del settore alberghiero a mantenere i toscani belli pasciuti, senza contare poi che grazie al geotermico potremmo essere quasi indipendenti energeticamente come lo siamo per quanto riguarda le riserve idriche.

        Poi è arrivato Renzi e allora ho capito che potevo abbandonare quel poco di speranza…

    • Sarà molto più facile per la UE. Chi in quelle dimensione potrebbe mai battere moneta oggi?

      • O avere un esercito decente o sedere da pari ai tavoli diplomatici od economici.

      • Non c’è bisogno di stati che emettano moneta. Sono già pronte le criptomonete, emesse da privati, gente comune, banche d’affari, fondi comuni d’investimento, grandi società finanziarie. Ci aspetta un futuro molto buio, dovremo chiedere prestiti anche per comprare il pane.

  4. Il paradosso e’ che l’unificazione della Spagna e’ avvenuta con la guerra e la fase autonomista attraverso un referendum. L’Unificazione e’ legittima e l’Autonomia no. C’e’ un controsenso logico che fa pensare che chi comanda o ha un quoziente di intelligenza attorno al 60-70 o e’ un ladro che vuole continuare a rubare e portare in centro le tasse che dovrebbero rimanere in periferia. Chiaramente la situazione non puo’ reggere a lungo.

  5. Rajoy dovrebbe essere portato in manicomio e così pure il re di una Spagna che ormai non c’ è più! Il paradosso è che quei signori fanno di tutto per perdere. Pensa…se avessero fatto fare il referendum molto probabilmente gli indipendentisti sarebbero arrivati alla metà, poco più, poco meno. Ipotesi 1) Madrid avrebbe dovuto difendere la “minoranza” spagnola; ipotesi 2) gli indipendentisti non sarebbero arrivati alla maggioranza= goduria e legittimazione popolare per Madrid! Amici spagnoli…ascoltatemi: fate sto benedetto referendum!

    • Non ho capito perché parli di una “Spagna che ormai non c’è più”. Non mi sembra che un referendum del tutto inattendibile, in quanto parzialmente bloccato dalla guardia civil, di cui non esistono nemmeno cifre ufficiali, tenuto sull’onda dell’emotività, con seggi mobili e schede incontrollabili, possa essere utilizzato per rivendicare l’indipendenza. Nemmeno la storia è dalla parte della Catalogna. Una zona geografica indipendente a sprazzi, unita attraverso matrimoni reali di convenienza ad Aragona e Castiglia, etnicamente irrilevante, nel senso che non ha delle peculiarità inconciliabili con le altre popolazioni spagnole. Non capisco il perché delle tue affermazioni. Non capisco perché Rajoi sia da portare in manicomio. Sostieni che la Catalogna debba essere indipendente? Bene, perché gli altri no allora. Perché non possiamo avere la Repubblica Toscana o la Repubblica Siciliana? Ricordiamo che in Catalogna sono arrivati centinaia di migliaia di persone dal resto della Spagna per lavorare e che nell’economia catalana il governo spagnolo ha investito molto. Rajoi ha reagito in modo scomposto, questo lo capisco. Ma la Catalogna è importante soprattutto grazie alla Spagna, non grazie ai catalani. E Rajoi questo lo ha detto, accusando la Catalogna di tradimento.
      Per favore, se vuoi rispondere, ricontrolla prima i tuoi pesi e le tue misure e vedi di fare in modo che ce ne sia soltanto una per parte.
      Dimenticavo: la lingua catalana e la lingua spagnola sono molto simili, c’è meno differenza di quanta non ce ne sia tra il napoletano, il calabrese, il siciliano, il sardo, il friulano e l’italiano. Più o meno la stessa differenza che c’è tra il veneto e l’italiano.

      • Il problema è che Madrid ha avuto una reazione VIOLENTA contro coloro che dovrebbero essere suoi stessi cittadini. La negazione stessa dello stato di diritto quindi. Se il re fosse stato il re di tutti avrebbe fatto fare il referendum DEMOCRATICAMENTE mentre invece ha mandato i poliziotti per vietare una libera espressione di voto. Come non bastasse ora insiste con la violenza e minaccia di prigione per 30 anni chi si dichiara indipendentista!?!? Nessun RE possiede la vita dei suoi sudditi. Portatelo al manicomio! Quanto al Veneto la storia della SERENISSIMA REPUBBLICA non è la storia d’ Italia. La Serenissima Repubblica fù perfino scomunicata dal papa e meno male dico io. Ciao ciao.

        • Ah ok, ho capito. E’ il principio universale dell’autodeterminazione dei popoli che va applicato ovunque in modo rigoroso, organizzando referendum DEMOCRATICAMENTE. Ripeto ovunque, in tutti i paesi del mondo (tranne uno: L’ITALIA). Grazie per la lezione di coerenza. Ciao ciao.

        • Peccato che in Veneto sia stato indetto un Referendum sull’Autonomia e non sull’Indipendenza. Dopo aver letto tutte le fregnacce che i “veri e unici Italiani” scrivono sui Veneti, verrebbe proprio voglia di mandare tutti a quel paese. E ci libereremmo anche del Papa! Da non sottovalutare…

        • Il problema e’ che nessuna costituzione prevede la secessione di una parte del territorio nazionale. E’ semplicemente fuori legge. Puoi CHIEDERE l’ Autonomia, non PRETENDERE l’ Indipendenza. Per quella si deve combattere.

      • Buonasera Rolmas, la questione della lingua che tu citi è molto interessante. Partiamo dal presupposto che la distinzione tra lingua e dialetto è una questione politica più che linguistica. Non esiste una definizione univoca che differenzi la lingua da una non-lingua. In genere l’esistenza di una tradizione scritta è usata per innalzare al rango di lingua. (quindi sia il lombardo, che il siciliano, che il napoletano sarebbero, e di fatto sono, lingue). Poi però c’è il caso del Basco o del Ladino, che sono considerate lingue ma non hanno una tradizione scritta. Nemmeno il numero di persone che utilizzano una determinata lingua può essere un criterio di discernimento. Quindi la questione è sostanzialmente politica. Quando c’è un’istituzione che definisce una lingua, la cristallizza con un vocabolario ufficiale, e la insegna nelle scuole il gioco è fatto. Il ladino è lingua nella regione autonoma del Trentino Alto Adige e diviene dialetto in Lombardia. Il catalano è simile allo spagnolo (o meglio castigliano?). Si certamente. Diciamo che tutte le lingue romanze sono simili, l’italiano, l’occitano, il catalano, il castigliano, ma anche tutte le lingue regionali del nord italia sono molto simili. Quindi? Bisogna comprendere che le nazioni non sono fatti naturali, etnici, di sangue o di stirpe. Le nazioni sono convenzioni storicamente determinatesi nel corso dei secoli. La Catalogna è stata Spagna ma potrebbe non esserlo più, così come la Sardegna potrebbe non essere It
        alia. A determinare ciò devono essere i cittadini, l’autodeterminazione dei popoli è un principio universalmente riconosciuto che però contrasta apertamente con l’indivisibilità è l’assurda sacralità patriottica di TUTTE le costituzioni degli stati nazionali. Bene, Dio è morto, e anche la Patria è agonizzante.

  6. Sarà un altro fallimento colorato Usa, altro che colorado.
    L’unica speranza per loro è se madrid manda i leopard a Barcellona.

  7. La tendenza attuale, almeno da noi, benché molto contrastata, è quella della centralizzazione, a livello di governo, quindi non sarei così convinto che queste autonomie possano fare molta strada. A livello di gestione economica è fuori di dubbio che la moltiplicazione dei centri di spesa, quindi almeno il decentramento amministrativo contabile, è una rovina per i costi dello Stato. A livello politico, per il mostro europeo è molto meglio gestire 50 catalogne e lombardi veneti che 20 Stati nazionali, il perché non è difficile da intuire. Maggiore frazionamento vuol dire meno forza a livello politico, quindi controllo più facile. In fondo è un po’ come qui dentro, una platea di tante persone, molte discussioni anche interessanti, ma nessun concreto sviluppo all’esterno.

  8. “un cittadino americano che vive in Colorado”: classico articolo del classico zotico yankee imperialista che persegue l’antico motto romano del “Divide Et Impera”.
    “A loro la Cultura non li ha mai intaccati” cantava Giorgio Gaber riferendosi agli yankees: una Verità incontrovertibile e assoluta.
    Se si smembrassero gli Stati Uniti allora sì che l’Intero Mondo starebbe meglio.

  9. Articolo clamorosamente superficiale, il decentramento del potere non esiste,si, saranno decentrate alcune competenze di solito quelle meno importanti, ma il “vero potere” sarà sempre più centralizzato e non a Roma, Madrid, Parigi ma in luoghi completamente privi di rappresentanza e controllo popolare.
    La distruzione di tutti i corpi intermedi prima e l attacco senza quartiere alla centralità dello stato proprio nel momento in cui questa stessa istituzione perde di fatto il controllo su moneta, politica economica, capacità di spesa pubblica,politica estera ed industriale fa capire l abissale ignoranza o la totale malafede di chi porta avanti istanze pseudo autonomiste o localiste individuando un falso nemico e presentando soluzioni farlocche.
    Spero che questo riesca a capirlo qualcuno anche in Colorado, ma perché no anche Montana Wyoming ed Idaho, mai porre limiti alla provvidenza.

    • Bravissimo, prima spostano d’ imperio poteri a Bruxelles poi si lamentano se la gente rivendica qualcosa. Madrid ha firmato di suo con Maastricht di non essere più nei fatti la capitale della Spagna, così Roma e Atene…. Portateli al manicomio a calci nel sedere!

  10. “Una frontiera riconosciuta è il miglior vaccino possibile contro l’epidemia dei muri” (Regis Debray, Elogio delle frontiere… lettura eccezionale che consiglio a tutti. Specie agli amici sinistroidi, cari “cittadini del mondo”)

  11. L’unica cosa vera sta nel titolo, per il resto le solite linee di propaganda americana che sta alla base di tutte le Barcellona dei prossimi anni, vale a dire le fortissime politiche ANTI NAZIONALISTE che sono il maggior punto comune di tutte l attività delle nazioni unite. Da decenni degluttiamo notiziari, film, libri, canzoni e quantaltro che parlano male dello stato, che ben attecchiscono in terreni preparati da pedagogia individualiste in loco delle pedagogie sociali.
    Gli anglosassoni sanno bene che se non si fa propaganda allo stato in breve tempo si sfalda, ed infatti loro la fanno ( basti pensare agli inni cantati nelle scuike e alle bandiere nel giardino). Sara facile poi dominare piccoli statarelli ridotti ai minimi termini.
    Chi ha visto il GP di F1 avrà notato l’esecuzione del inno nazionale prima della corsa eseguito da un marinaio in divisa di fronte ad ufficiali con stendardi militari ed il lancio di para sul rettilineo delle tribune.
    In quali altri paesi non anglo sarebbe successa una simile presentazione?

    Le nazioni unite stanno ben attente ad estirpare ogni sintomo di nazionalismo sul nascere e questa attività di vigilanza effettuata in primo luogo dalle ambasciate viene affiancat a dalle attività destabilizzanti che ogni giorno ci beviamo noi e gli altri stati non anglo.
    Come si può pensare di creare un paese come l’Unione europea senza investire nella pubblicità ( o propaganda che dir si voglia) . quante opere parlano di quanto sia bella l’Europa? Film, notiziari, canali esteri, libri, trasmissioni a premi, musica…. L’inno europeo è stato ripescato dal trapassato potrà essere condiviso dai giovani? Certamente no.
    L’ultimo apporto positivo alla creazione di una coscienza europea è stato “giochi senza frontiere”.
    SENZA PROPAGANDA GLI STATI NON DURANO figuriamoci crearli da zero….

    • La costruzione dell’identità nazionale catalana si è servita di moltissima propaganda. Negli ultimi dieci anni l’adesione ad istanze nazionaliste catalane si è accresciuta notevolmente in ragione anche di una Spagna e di un Europa sempre più lontane, burocratiche e corrotte. Fondamentalmente è da quando si insegna a scuola la lingua catalana che si è allevato in seno alla spagna una popolazione con un’identità nazionale differente. Andare a tirare in ballo gli americani per la questione catalana mi sembra poco sensato. La catalogna era una delle regioni più rivoluzionarie della Repubblica di Spagna. Repubblica che è stata soffocata da Franco nel ’36. Dopo una guerra civile e una contro-rivoluzione reazionaria e fascista ci sono stati 40 anni di repressione della lingua e della cultura catalana. Una volta ristabilita una parvenza di democrazia e concesso il bilinguismo la strada verso l’indipendenza era aperta. E i catalani, non tutti, ma molti, l’hanno percorsa.

  12. La Catalogna, nella sua aspirazione all’indipendenza, non è mossa da nobili ideali, ma semplicemente da motivi economici. I processi di frantumazione non hanno nulla di positivo, La vedremo.

    • Ti sbagli, equipari il separatismo catalano alla pagliacciata celtico-padana.
      I catalani sono persone veramente serie.

      • Mi attribuisci un pensiero che non ho. Non ho fatto equiparazioni con quei buffoni di ‘padani’, ma ugualmente non mi convince quest’aspirazione all’indipendenza dei catalani. Ciò non toglie che non gli impedirei di certo di dichiararsi indipendenti. Non approvo Rajoy e i suoi metodi polizieschi.

        • Il separatismo catalano è animato da motivi romantici, culturali [ma non razzisti], linguistici e naturalmente economici.
          La gente dovrebbe invece chiedersi perché in sette anni il movimento è cresciuto fino a questi livelli e perché molti autonomisti convinti sono diventati indipendentisti.
          Frantumazione di cosa?
          I separatisti stanno lottando contro la centralizzazione e la verticalizzazione del potere.

  13. Perfettamente d’accordo meno su un punto: il governo Catalano ha fatto benissimo a dichiarare l’Indipendenza.